{"id":32480,"date":"2015-11-24T18:56:57","date_gmt":"2015-11-24T17:56:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=32480"},"modified":"2015-11-25T16:12:09","modified_gmt":"2015-11-25T15:12:09","slug":"america-coast-to-coast","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/america-coast-to-coast\/","title":{"rendered":"America coast to coast"},"content":{"rendered":"<p><strong>La nostra amica Valeria ci racconta il suo viaggio lungo tutta l&#8217;America dal West side all&#8217; East side alla scoperta del &#8220;mondo nuovo&#8221;. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un viaggio dove paesaggi naturalistici sposano le grandi metropoli, creando un mix unico, alle quali si uniscono i sapori e le tradizioni tipiche degli stati uniti d&#8217;America.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">IL DIARIO DEL VIAGGIO:<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"line-height: 1.5em;\">05\/08<\/strong><\/p>\n<p>Eccoci finalmente in partenza. E\u2019 arrivato il giorno fatidico. Dopo i preparativi di mesi e l\u2019idea di anni: il viaggio in America coast to coast attraverso la route 66.<br \/>\nSiamo tutti cinquantenni che festeggiano i 25 anni di matrimonio, compagni di scuola del liceo scientifico di Guidonia: Valeria e Marco, ideatore ed organizzatore del viaggio, Marco e Licia (unica coppia al 26\u00b0 anno di matrimonio), Felice e Antonella; e amici siciliani di vecchia data: Toni e Maria, Giuseppe e Veronica.<br \/>\nL\u2019incontro \u00e8 avvenuto alle 15,30 all\u2019aeroporto di Fiumicino, presentazioni fra gli amici siciliani (Veronica \u00e8 siciliana di Praga) e gli amici tiburtini e via verso il check-in; imbarco alle 19,00.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4107.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32481\" alt=\"DSCF4107\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4107.jpg\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4107.jpg 640w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4107-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4107-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4107-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong style=\"line-height: 1.5em;\">06\/08<\/strong><\/p>\n<p><strong style=\"line-height: 1.5em;\"><\/strong>Dopo una notte brava passata in una sala d\u2019aspetto dell\u2019aeroporto di Istanbul, un po\u2019 stravolti, alle 7,00 saliamo sull\u2019aereo che ci porter\u00e0 a New York forniti di tutto il necessario: cuscini, libri, film e cruciverba.<\/p>\n<p>Il viaggio dura 11 ore, sono molte, ma l\u2019idea di un viaggio cos\u00ec lungo affrontato per la prima volta \u00e8 entusiasmante. In fondo poi, tra la colazione, il pranzo, 2 film, qualche lettura, un po\u2019 di chiacchere e un po\u2019 di sonno, il tempo \u00e8 passato abbastanza velocemente.<\/p>\n<p>Alle 14 in punto arriviamo ai nostri appartamenti. Larry, il nostro locatore non c\u2019\u00e8, dopo una ventina di minuti arriva ma le nostre stanze non sono ancora pronte; siamo un po\u2019 dispiaciuti ma ci dice di avere un po\u2019 di pazienza che sistemer\u00e0 tutto subito. Non saranno pronte neanche alle 16, e nemmeno alle 17, n\u00e9 alle 18. Nel frattempo per\u00f2 un po\u2019 arrabbiati e innervositi per il disagio ci siamo preparati tutti e usciamo per la nostra prima visita alla \u201cGrande Mela\u201d.<\/p>\n<p>Decidiamo di vedere l\u2019Empire State Building, uno dei grattacieli pi\u00f9 alti di New York che offre la possibilit\u00e0 di una visione panoramica della citt\u00e0.<br \/>\nSuperate le prime difficolt\u00e0 sull\u2019uso della subway, riguardante soprattutto l\u2019acquisto dei biglietti, arriviamo sul luogo della nostra visita.<\/p>\n<p>La fila \u00e8 lunga sia per il pagamento (decidiamo di comprare il biglietto cumulativo per diversi monumenti) che per la salita, ma ne valeva senz\u2019altro la pena perch\u00e9 la veduta \u00e8 mozzafiato, soprattutto per l\u2019orario tardo che ci ha permesso di godere del panorama al tramonto quindi con una luce sufficiente per poter distinguere tutto e nello stesso tempo con la citt\u00e0 illuminata come un presepe o meglio come un parco giochi.<\/p>\n<p>La mia prima impressione \u00e8 divergente dall\u2019idea che mi ero fatta della citt\u00e0; io immaginavo una citt\u00e0 tutta moderna, invece il vecchio convive perfettamente con il nuovo senza cesure n\u00e9 dissonanze cos\u00ec come il ricco con il povero, il bianco con il nero, il lussuoso con il folcloristico. La citt\u00e0 \u00e8 pulsante e piena di gente, anche se quelli che vediamo sono soprattutto turisti come noi.<br \/>\nDopo una veloce cena da Mc Donald torniamo stravolti ai nostri appartamenti per un vero sonno ristoratore.<\/p>\n<p><strong>07\/08<\/strong><\/p>\n<p>Prima giornata piena a New York. Decidiamo di andare a vedere uno dei simboli non solo di New York ma di tutta l\u2019America: la Statua della Libert\u00e0. Prendiamo la metro e scendiamo a Wall Street: siamo subito affascinati <a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF3840.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-32484\" alt=\"DSCF3840\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF3840-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF3840-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF3840-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF3840-100x75.jpg 100w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF3840.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>da questo pezzo di citt\u00e0 e cominciamo a farci delle foto davanti Tiffany, alla Banca d\u2019America e alla Borsa. Andiamo poi alla ricerca del Toro simbolo della crescita della Borsa per un altro rush fotografico.<\/p>\n<p>Dopo aver visitato la Trinity Church \u00e8 quasi mezzogiorno e decidiamo di mangiare qualcosa qui in un self service, quindi ci avviamo versi il traghetto per la Statua della Libert\u00e0. Lunga fila, lunghi e meticolosi controlli, alla fine arriviamo a destinazione. Sul traghetto ammiriamo lo sky line di NYC e riconosciamo alcuni grattacieli gi\u00e0 visti e discutiamo su quale possa essere il ponte di Brooklyn.<\/p>\n<p>Folle di turisti seguono il nostro stesso percorso che continua verso Ellis Island dove visitiamo l\u2019interessante museo dell\u2019immigrazione. Riprendiamo il traghetto e ci avviamo verso il ponte di Brooklyn a piedi. Il percorso \u00e8 lungo ma scopriamo altri lati di New York molto affascinanti nella Lower Manhattan, come la vivacissima Fulton Street, con negozietti di souvenir e una ristorazione<br \/>\nimprovvisata con barbecue e tavolate all\u2019aperto che diffonde un forte odore per tutte le vie intorno.<\/p>\n<p>Rumori, suoni , odori mi hanno fatto pensare alla piazza Jemaa el Fna di Marrakech; l\u2019igiene non \u00e8 il massimo ma avrei rischiato lo stesso se non fosse stato per una fila interminabile degna del primo giorno di saldi nel negozio pi\u00f9 ambito di una grande citt\u00e0.<\/p>\n<p>Decidiamo di cenare in un altro self service (ce n\u2019\u00e8 uno in ogni angolo della citt\u00e0) ma prima, tutta la comitiva, (tranne due troppo stanchi) decide di andare sul famoso ponte proprio all\u2019imbrunire quando si accendono tutte le luci della citt\u00e0. Finalmente dopo un bel po\u2019 di strada saliamo sul ponte: \u00e8 stupendo, ci facciamo un sacco di foto. Anche il panorama della citt\u00e0 da qui \u00e8 meraviglioso. E\u2019 un altro mondo! Davvero \u00e8 il \u201cnuovo mondo\u201d!<br \/>\nRitorniamo indietro dove ci aspettano gli altri, ceniamo e finalmente, stanchi morti, facciamo ritorno alle nostre camere.<\/p>\n<p><strong>08\/08<\/strong><\/p>\n<p>Oggi la prima meta \u00e8 il MOMA. Siccome non sappiamo se anche al resto della compagnia potrebbe interessare, pensiamo di dividerci ma poi decidiamo di fare tutti una visita culturale ad uno dei pi\u00f9 importanti musei di arte moderna al mondo.<\/p>\n<p>All\u2019uscita della metro siamo tutti sbalorditi per lo scintillio, vi sono concentrate tante gioiellerie, ma soprattutto tante vetrine piene di brillanti, le insegne indicano infatti uno specifico commercio di diamanti. Le vetrine non sono particolarmente eleganti, curate o lussuose, sono pi\u00f9 che altro un ammasso informe di gioielli scintillanti.<\/p>\n<p>Maria mi spiega di aver letto che \u00e8 un luogo in cui si concentrano negozi di Ebrei che sono tradizionalmente commercianti di diamanti e che alla fine della contrattazione sono soliti pronunciare una particolare frase yiddish. A proposito io ho letto che NY \u00e8 la citt\u00e0 a pi\u00f9 alta concentrazione di Ebrei.<\/p>\n<p>Dopo una breve passeggiata in cui abbiamo ammirato i grattacieli del Rockefeller Center, i cui ingressi sono lussuosissimi, siamo arrivati al MOMA, dove, muniti di audioguide, abbiamo iniziato ad ammirare alcuni tra i pi\u00f9 grandi e famosi capolavori dell\u2019arte moderna. Una curiosit\u00e0: vi \u00e8 conservata anche la mappa della Metropolitane di NY, capolavoro di un grande designer italiano morto proprio quest\u2019anno. Suscita sempre una particolare emozione vedere e quasi \u201ctoccare\u201d tutte quelle opere che hai studiato e hai visto solo in foto sui libri.<\/p>\n<p>Usciti dal museo, dove ci eravamo attardati solo io e Marco, entriamo in un locale a mangiare una veloce insalata semi-preparata, per arrivare al punto dell\u2019appuntamento e riunirci insieme a tutto il gruppo.<br \/>\nAlle 15,30 gli altri, che avevano goduto di un\u2019altra panoramica sulla citt\u00e0 al Top of the Rock del Rockefeller Center, ci raggiungono e ci incamminiamo per una visita alla chiesa di San Patrick. La Cattedrale, la pi\u00f9 grande chiesa cattolica degli Stati Uniti, ci delude un po\u2019 perch\u00e9 tutta impacchettata per i restauri e possiamo ammirare solo alcuni particolari.<\/p>\n<p>Usciti ci avviamo verso Time Square. Nella passeggiata passiamo per la 5\u00b0 strada e le sue parallele. La visione si trasforma man mano dall\u2019elegante al chiassoso e popolare, la gente si concentra sempre di pi\u00f9 fino a diventare un ammasso di folla in cui non si riesce pi\u00f9 a camminare( \u00e8 vero che ci sono anche lavori stradali).<\/p>\n<p>I grattacieli in basso si animano di luci colorate e visioni pubblicitarie in continuo cambiamento; vicino al negozio della Disney e di Toy\u2019s r us ragazzi travestiti da personaggi dei cartoni e da supereroi si propongono per pubblicit\u00e0 e foto. Arriviamo infine a Times Square senza rendercene conto perch\u00e9 non pensavamo fosse cos\u00ec. La immaginavamo una piazza elegante, invece \u00e8 assolutamente caotica e vivace, il cuore pulsante della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>09\/08<\/strong><\/p>\n<p>Oggi abbiamo deciso di separaci perch\u00e9 non tutti vogliono vedere un altro museo. Inoltre per lo shopping \u00e8 preferibile comunque non muoversi in comitiva.<br \/>\nIo e Marco raggiungiamo il Guggenheim che \u00e8 uno spettacolo soprattutto per la sua concezione architettonica; non sono da meno neanche le opere esposte, anche se la collezione permanente non sembra molto cospicua. Interessante \u00e8 invece la mostra temporanea sul Futurismo, completa di pittura, scultura, arredamento, abbigliamento, video, manifesti, opere letterarie.<\/p>\n<p>Usciti dal museo, che \u00e8 sulla Fifth avenue, ci avviamo a sud verso la zona famosa dei negozi pi\u00f9 scic. Ma il cammino ci sembra infinito, la fame si fa sempre pi\u00f9 intensa e non si vedono locali per mangiare, decidiamo quindi di provare uno dei tanto famosi taxi di NY, ce n\u2019\u00e8 uno in ogni angolo. Arriviamo cos\u00ec in pochi minuti nella zona da noi gi\u00e0 battuta e decidiamo di scendere. Pranzo veloce da Mc Donald\u2019s e via per le pazze pazze spese. Gi\u00e0 so dove andare, ho alcune cose commissionate da figlia e cognata e per non sbagliare seguir\u00f2 i consigli ricevuti: Victoria\u2019s secrets, Abercrombie e Tiffany.<\/p>\n<p>Strada facendo incontriamo met\u00e0 della nostra compagnia che ci instrada per Victoria\u2019s secrets, dove hanno gi\u00e0 fatto spesa. Entriamo cos\u00ec in un negozio che sembra una bomboniera: marmi neri e pareti rosa, mobili rosa e fucsia, biancheria incantevole. Dopo il primo smarrimento di fronte a tante cose cos\u00ec adorabili, punto verso la biancheria da acquistare: brasiliane e slip. Volendo comprare un completino ho un po\u2019 di difficolt\u00e0 per la misura, con un po\u2019 di aiuto si riesce a far tutto. Una gentile commessa ci fa vedere su internet dove si trovano gli altri due negozi che cerchiamo. Per raggiungerli prendiamo la metro.<\/p>\n<p>Tiffany \u00e8 sbalorditivo: il piano terra \u00e8 tutto scintillante di diamanti, ci sono sei piani, ma noi raggiungiamo subito il terzo dove ci sono le cose d\u2019argento, per comprare il braccialetto con cuoricino verde. Usciamo e raggiungiamo subito Abercrombie dove, dopo una fila non troppo lunga, entriamo ed effettuiamo anche qui alcuni acquisti.<\/p>\n<p>Ci dirigiamo quindi verso casa, siamo stanchi e abbiamo un po\u2019 di difficolt\u00e0 nel trovare la giusta fermata della subway, propongo cos\u00ec di riprendere un taxi. Marco accetta la mia proposta ed in men che non si dica giungiamo a destinazione.<\/p>\n<p><strong>10\/08<\/strong><\/p>\n<p>Oggi siamo di nuovo tutti insieme per andare a vedere Little Italy e Ground zero.<br \/>\nCamminiamo sulla strada di quello che era il vecchio quartiere italiano e sembra di stare nel set di un film a Cinecitt\u00e0 piuttosto che a New York. I palazzi sono pi\u00f9 vecchi e pi\u00f9 bassi che nel resto della citt\u00e0, le facciate sono interrotte da balconi in ferro e soprattutto dalle scale antincendio tipiche di tutti i palazzi di N Y costruiti fino ad una certa data. Bisogna sottolineate che una delle paure principali degli americani sembra essere quella degli incendi; infatti ogni angolo della citt\u00e0 \u00e8 fornito di bocchettoni per l\u2019acqua ed \u00e8 severamente vietato parcheggiare l\u00ec davanti.<\/p>\n<p>Passeggiamo quindi per queste strade e oltre a molti ristoranti notiamo negozietti molto accattivanti, molto turistici e molto cari; osserviamo e non compriamo.<br \/>\nDa Little Italy si passa direttamente a China Town, sembra di essere a casa, anche noi siamo pieni di negozi di cinesi. Alla fine della strada c\u2019\u00e8 un giardino, oggi \u00e8 Domenica e la piccola oasi verde \u00e8 strapiena di cinesi, soprattutto anziani, dediti alle attivit\u00e0 di svago pi\u00f9 varie: musica, riposo, arti marziali, gioco delle carte. E\u2019 molto simpatico. Foto di gruppo alla fontana; fermata per il gruppo di ragazzi neri supermuscolosi che si esibiscono in salti mortali e via verso il luogo delle Twin Towers.<\/p>\n<p>Attraversiamo pezzi di citt\u00e0 pi\u00f9 silenziosi, pi\u00f9 trasandati, forse pi\u00f9 vecchi; riconosciamo da lontano grattacieli ormai a noi noti e alla fine ci troviamo immersi in un fiume di gente che scorre verso la stessa parte, sono tutti diretti verso la stessa meta: il luogo dell\u2019attentato dell\u201911 Settembre 2001.<\/p>\n<p>Dopo un percorso tortuoso, costeggiando lamiere di cantieri aperti per la costruzione di una nuova fermata della metro, arriviamo nel grande vuoto lasciato dal crollo delle torri gemelle. Al posto delle due torri ci sono due grandi fontane nere quadrate dove l\u2019acqua scorre all\u2019interno verso un altro buco quadrato pi\u00f9 basso e pi\u00f9 piccolo. Al bordo delle fontane i nomi di tutti i morti. \u00c8\u2019 molto suggestivo e impressionante.<br \/>\nTerminata la visita ci rifocilliamo in un fresco fast food.<\/p>\n<p>Finita la pausa pranzo riprendiamo la metro diretti verso la 5\u00b0 avenue per un altro po\u2019 di compere. La prima meta \u00e8 Victoria\u2019s secrets dove quelle di noi che non hanno comprato decidono di fare acquisti per regali alle loro parenti e amiche. Poi \u00e8 la volta dei negozi Timberland. Ci dividiamo, alcuni preferiscono fare una passeggiata a Central Park. Riprendiamo la metro stanchi e assetati e raggiungiamo il grande polmone verde di N Y; io non sono pi\u00f9 in grado di camminare molto, per\u00f2 possiamo godere alla fine della nostra giornata di un meritato riposo in una panchina di questo enorme giardino.<\/p>\n<p>In questo giorno festivo, oggi \u00e8 anche San Lorenzo (mio figlio si chiama Lorenzo), molte persone e diverse famiglie trascorrono qualche ora facendo sport, leggendo, giocando o solo contemplando il meraviglioso spettacolo naturale che pu\u00f2 offrire loro anche il centro della citt\u00e0.<br \/>\nRitorniamo a casa per una cena tutti insieme: pasta ai funghi.<\/p>\n<p><strong>11\/08<\/strong><\/p>\n<p>Stamattina alle 8,30 Marco e Marco sono usciti per andare a prendere le due automobili, noleggiate da Roma, che saranno il nostro mezzo di trasporto da New York fino a Los Angeles. Abbiamo un po\u2019 di difficolt\u00e0 a sistemare i bagagli che non sono proprio essenziali. Alla fine, due coppie in una macchina e tre coppie nell\u2019altra, alle 10,30 diamo il via alla lunga traversata.<\/p>\n<p>Per il pranzo facciamo sosta in un ristorante dove ordiniamo pi\u00f9 o meno consapevolmente due enormi panini ciascuno; naturalmente ne riusciamo a mangiare uno solo e ne teniamo uno per la cena.<br \/>\nVerso sera ci fermiamo in un motel in prossimit\u00e0 di Buffalo, vicino alle cascate del Niagara.<\/p>\n<p>La sera per sgranchirci un po\u2019 le gambe, pensiamo di fare un giro a Buffalo che si trova a circa 20 miglia dal motel. La citt\u00e0 \u00e8 un mortorio: strade larghe, grandi e moderni palazzi, nessun essere umano, solo poche macchine in giro. Torniamo indietro.<br \/>\nIl motel \u00e8 bruttino e un po\u2019 sporco, puzza anche di fumo. Il sonno per\u00f2 \u00e8 lungo e tranquillo.<\/p>\n<p><strong>12\/08<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4593.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-32487\" alt=\"DSCF4593\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4593-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4593-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4593-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4593-100x75.jpg 100w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4593.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Partiamo alle 9,30 dal motel dove abbiamo passata la notte. Dopo 22 miglia arriviamo alle cascate del Niagara dal lato americano, dopo alcune perplessit\u00e0 sulla strada da fare per arrivare al lato canadese, chiediamo indicazioni ai locali e tramite queste e la segnaletica stradale giungiamo alla frontiera. Il doganiere canadese risulta molto antipatico e indisponente. Marco T. che guida la macchina dietro, ci racconta il suo scambio di parole con tale individuo e ci fa morire dal ridere. Finalmente parcheggiamo.<\/p>\n<p>Ci avviamo per la passeggiata nel parco delle cascate. Dal lato canadese si pu\u00f2 ammirare il salto per tutta la sua lunghezza, mentre dal lato americano ti trovi sopra e per vederle sei costretto a scendere e salire sui battelli. Questi si possono prendere anche dal lato canadese ma noi decidiamo di non prenderli per non farci il bagno completo ,visto che i battelli arrivano proprio vicino alla caduta dove la nebulizzazione \u00e8 tale da sembrare una fitta nebbia bianca.<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 veramente molto bello: le cascate sono due, nella prima, l\u2019acqua, prima di cadere nel fiume si rifrange su delle rocce; nella seconda, pi\u00f9 grande e a ferro di cavallo, l\u2019acqua cade direttamente nel fiume ed \u00e8 qui che si formano una miriade di spruzzi che con il vento arrivano sul percorso pedonale formando una fitta pioggerella. Il tempo atmosferico previsto era piovoso, invece siamo stati fortunati, la pioggerella l\u2019abbiamo avuta lo stesso, ma era quella inevitabile della cascata.<\/p>\n<p>Alle 12,30 riprendiamo il viaggio.<br \/>\nBreve sosta per pranzo alle 14. Dopo tre quarti d\u2019ora riprendiamo il cammino verso l\u2019Ohio, dove pensiamo di fermarci presso un villaggio Amish.<br \/>\nVeronica ha letto tutte le informazioni scaricate da Marco e ci racconta le cose pi\u00f9 interessanti. Le notizie apprese sono utili per immergerci nella visita e comprendere uno stile di vita cos\u00ec diverso dal nostro. Non tutti amano farsi fotografare, ma i pochi scatti sono molto eloquenti.<\/p>\n<p>Siccome \u00e8 gi\u00e0 molto tardi fermiamo le cinque suite in un grande hotel e andiamo subito a mangiare. La cena in questa birreria ci lascia tutti pienamente soddisfatti: la bistecca \u00e8 veramente ottima, saporita e cotta a puntino.<br \/>\nTorniamo in albergo molto stanchi e rimaniamo favorevolmente meravigliati dalla pulizia, dall\u2019eleganza e soprattutto dallo spazio. A proposito, ogni camera doppia, qui in America, \u00e8 fornita di due letti matrimoniali, perch\u00e9 loro usano dormire in letti separati.<\/p>\n<p><strong>13\/08<\/strong><\/p>\n<p>Prima di iniziare una lunga giornata di viaggio visitiamo il villaggio Amish, entriamo in un emporio, una buona parte \u00e8 dedicato alla vendita di animali, un\u2019altra buona parte alla vendita di cappelli (da cow boy e altri), per il resto ci sono ricordini vari. Guardiamo tutto attentamente e ciascuno di noi fa le proprie compere; alla fine chiediamo alla ragazza della cassa se vuole fare una foto di gruppo con noi, \u00e8 molto carina e molto gentile e si offre volentieri.<\/p>\n<p>Riprendiamo il viaggio.<br \/>\nE\u2019 lungo e stancante, ci fermiamo per pranzo e per brevi soste. In macchina si parla, si legge, si ascolta musica, ma nonostante ci\u00f2 ci sembra di non arrivare mai.<br \/>\nIl paesaggio che si offre al nostro sguardo \u00e8 quasi sempre uguale: la strada (I 70) \u00e8 a 4 corsie, due per ogni verso separate da un largo tratto in erba; ai lati, prati ben tenuti e boschi. Quando lasciamo la Interstate il paesaggio varia, perch\u00e9 ci troviamo in strade locali che costeggiano campi coltivati e abitazioni.<\/p>\n<p>Le case sono tutte in legno (tranne qualche eccezione), con portici, scalette e grandi prati fioriti: ne abbiamo viste tante nei film americani, sono bellissime e la vita l\u00e0 sembra tutta \u201crose e fiori\u201d. Le coltivazioni sono grandissime distese di mais e di un\u2019altra pianta che presumiamo sia soia.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 nei supermercati ci sono intere corsie dedicate a prodotti fatti con il mais (corn) di cui in Italia giunge solo una piccola selezione.<br \/>\nCi fermiamo vicino St Louis in un motel \u201cBest western\u201d; decidiamo infatti di usufruire per quanto possibile di queste catene gi\u00e0 testate da altri globetrotters, perch\u00e9 offrono discreta pulizia a prezzi accettabili.<\/p>\n<p><strong>14\/08<\/strong><\/p>\n<p>Partiti da Effingham ci avviamo verso l\u2019incrocio con la Route 66 (the mother road ) che parte da Chicago.<br \/>\nPassiamo per St Louis dove avremmo voluto fare una piccola sosta, ma abbiamo sentito dal notiziario che nella citt\u00e0 stanno avvenendo delle rivolte di neri contro la polizia perch\u00e9 un agente ha ucciso un ragazzo di colore, sembra, senza un valido motivo.<\/p>\n<p>E\u2019 addirittura dovuto intervenire l\u2019esercito. Costeggiamo quindi la citt\u00e0 e per fortuna abbiamo la possibilit\u00e0 di ammirare l\u2019arco che rappresenta la porta verso l\u2019ovest.<br \/>\nIl paesaggio offerto dalla Interstate 44 \u00e8 simile a quello di ieri. Boschi, prati e campi coltivati.<\/p>\n<p>Oggi c\u2019\u00e8 stato uno scambio passeggeri, nella macchina con noi sono venuti Felice e Marco e le rispettive consorti:<br \/>\nIl viaggio procede tranquillo. Verso l\u2019ora di pranzo incrociamo la Route 66 e ci fermiamo per fare una foto; siamo parcheggiati male, occupiamo parte della carreggiata, cos\u00ec si ferma una macchina della stradale e subito ci preoccupiamo pi\u00f9 del dovuto.<\/p>\n<p>Infatti spieghiamo ai due giovani poliziotti che siamo turisti e ci siamo fermati per una foto ricordo e si mostrano subito disponibili: uno ci scatta la foto, l\u2019altro si mette con noi e si immortala nel nostro gruppo.<br \/>\nCi rimettiamo in cammino, sosta per il pranzo e di nuovo in partenza.<br \/>\nIl pomeriggio il paesaggio cambia un po\u2019, gli alberi si diradano e sembra somigliare di pi\u00f9 a quello italiano.<\/p>\n<p>Ogni tanto vediamo qualche falco. Per strada nelle statali ogni tanto qualche castoro (?) morto. Nelle cascate del Niagara ne abbiamo visto uno che si \u00e8 fatto tranquillamente avvicinare e fotografare. A N Y invece abbiamo incontrato spesso degli scoiattoli.<\/p>\n<p>Alle 19 arriviamo a Tulsa, e fermiamo subito le stanze in un motel 6, poi andiamo in citt\u00e0 per una visitina e per cercare un locale in cui cenare. Scegliamo una birreria molto carina; la carne \u00e8 ottima ma il trattamento sgradevole: abbiamo lasciato solo $ 4 di mancia e il ragazzo che ci ha servito si \u00e8 arrabbiato e ci ha praticamente cacciati dal locale. In effetti sapevamo che qui in America la mancia \u00e8 obbligatoria e varia da un 10 a un 20 % e noi avremmo dovuto lasciare almeno $20.<\/p>\n<p><strong>15\/08<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo puntualmente alle 9,00 e percorriamo parte della route 66 per proseguire poi quasi tutto il viaggio sulla I 40.<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4339.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-32488\" alt=\"DSCF4339\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4339-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4339-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4339-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4339-100x75.jpg 100w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4339.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per pranzo sostiamo a Elk City e mangiamo in un ristorante italiano serviti da un ragazzo del Kossovo e prendiamo quasi tutti un\u2019insalata greca. Ci rimettiamo in cammino. Chiudo un po\u2019 gli occhi, li riapro ed il paesaggio \u00e8 cambiato: gli alberi scompaiono quasi del tutto lasciando il posto ad una fitta prateria. Aumentano i cavalli e le mucche al pascolo.<\/p>\n<p>Di pomeriggio arriviamo alla meta del giorno, Amarillo, Texas. Posiamo le valigie nel motel 6 e risaliamo in macchina per una visita. Per prima cosa andiamo a cercare il luogo dove sono piantate per terra in fila delle vecchie Cadillac. Piove un po\u2019, strada facendo siamo stati travolti da un acquazzone che fortunatamente ha abbassato la temperatura che mano a mano, andando verso ovest, si era alzata.<\/p>\n<p>Dopo una piccola ricerca attraverso il groviglio delle tante strade quasi vuote, arriviamo nel luogo che cercavamo. Da lontano al nostro sguardo si offre questa stravagante visione: 10 carcasse di Cadillac variopinte piantate con il muso dentro la terra in una spianata immensa e brulla come tutto il territorio qua intorno. Mio figlio per telefono mi ha detto che \u00e8 stato un vecchio ad avere questa idea cos\u00ec particolare.<\/p>\n<p>Andiamo a fare delle foto fra queste macchine su cui tutti i visitatori, bombolette in mano, si improvvisano graffitari. Anche noi lo facciamo e ci immortaliamo cos\u00ec in questo suggestivo pezzetto d\u2019America apparso anche nel film \u201cInto the wild\u201d amatissimo da mio figlio Lorenzo che ci sta seguendo giorno per giorno invidiando la nostra esperienza.<\/p>\n<p>Il centro della citt\u00e0 \u00e8 deserto, larghissime strade che servono ordinatamente uffici che ora, alle 19 di venerd\u00ec, sono tutti chiusi. Qualche grattacielo e modernissimi palazzi sedi di banche, chiese e giornali. Nei piani terra ci sono alcuni locali, sale da gioco e ristorantini. Per mangiare per\u00f2 ci spostiamo con le macchine pi\u00f9 in periferia dove abbiamo notato diversi locali interessanti; dobbiamo sbrigarci perch\u00e9 qui i ristoranti chiudono presto, oggi che \u00e8 venerd\u00ec rimangono aperti fino alle 10, altrimenti chiudono alle 9.<\/p>\n<p>Ci fermiamo dal messicano dove per me il cibo \u00e8 buonissimo soprattutto l\u2019antipasto, tortillas con salsa piccante; Tony e Maria soffrono un po\u2019 perch\u00e9 non amano mangiare piccante.<br \/>\nLa serata ci riserva ancora una sorpresa: stiamo entrando nelle nostre camere quando Tony e Giuseppe tornano indietro e ci dicono di scappare, c\u2019\u00e8 la polizia con pistole e mitra spianati. Noi entriamo subito nelle nostre camere, loro entrano in macchina perch\u00e9 non possono raggiungere le loro.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un morto nel motel? Forse \u00e8 un ricercato? Forse l\u2019ha ucciso la polizia? Comunque la polizia circonda il motel e intima a qualcuno di uscire. Tony e Maria, Giuseppe e Veronica non possono entrare nelle loro stanze, quindi chiedono alla reception altre due camere per la notte e si arrangiano con quello che il nostro modesto motel pu\u00f2 offrire.<\/p>\n<p><strong>16\/08<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo da Amarillo alle 9,15 tutti puntuali nonostante la nottata alquanto alternativa. Pronti a trascorrere una lunga giornata di viaggio ci mettiamo subito in cammino.<br \/>\nIl territorio pian pino varia, i colori naturali passano dal verde al giallo al marrone all\u2019avana, la terra \u00e8 sempre pi\u00f9 arida e la vegetazione cambia e si raref\u00e0.<\/p>\n<p>Lungo la strada incontriamo ranch sconfinati, ed enormi allevamenti di bovini; mucche e cavalli al pascolo ovunque. Lunghissimi treni merci della Union Pacific. Passiamo dal Texas al New Mexico e l\u2019ingresso \u00e8 segnalato da un suggestivo portale. Ci fermiamo tutti per scattare delle foto ricordo.<br \/>\nA Santa Rosa ci fermiamo per un breve pit stop presso un Mc Donald\u2019s. Ripartiamo e dopo un paio d\u2019ore la sosta per il pranzo \u00e8 a Carrizozo.<\/p>\n<p>Immediatamente scendendo dalla macchina Licia si accorge di non avere pi\u00f9 la borsetta con il suo passaporto. Arrabbiatura e confusione iniziale poi pi\u00f9 razionalmente si decide sul da farsi. Felice ha conservato lo scontrino di Mc Donald\u2019s e Giuseppe telefona per assicurarsi che la borsa sia ancora l\u00ec; avuta la conferma Marco e Marco partono subito per recuperarla. Noialtri mangiamo in un ristorantino messicano dove sostiamo fino alle 16,30 del pomeriggio, in attesa dei viaggiatori forzati.<\/p>\n<p>Dopo pranzo le donne decidono di sgranchirsi in po\u2019 le gambe (che dopo tutti questi giorni di viaggio continuo si sono indolenzite) passeggiando l\u00ec intorno. Scopriamo un paesino quasi fantasma: strade larghe, case basse, poi ad un certo punto cominciamo a notare delle case vivacemente colorate; in una, un giardinetto tanto pittoresco attira la nostra attenzione, entriamo e notiamo tante sculture colorate. Una signora esce dalla casa e ci invita ad entrare, \u00e8 una bellissima casa museo dove sono esposti vari tipi di oggetti dai quadri ai gioielli, dalle sculture ai vasi di ceramica; questi ultimi, che sono di artigiani locali, risultano particolarmente interessanti. Non posso trasportarli altrimenti sarei tentata di comprarli, acquisto solo un piccolo poster dove sono raffigurati una serie di asinelli dipinti in modo artistico da pittori diversi (\u00e8 una tradizione locale). Ci sorprende la pioggia e corriamo verso il ristorantino messicano.<\/p>\n<p>Alle 17 ci riuniamo di nuovo e riprendiamo il viaggio verso \u201cthe white sands\u201d il parco naturale, deserto di sabbie bianche, costituito da sabbia di gesso. ( La prima localit\u00e0 dove \u00e8 stata fatta esplodere la bomba atomica come sperimentazione).<br \/>\nLo spettacolo \u00e8 unico al mondo, peccato che piove e tira un vento fortissimo. La sosta \u00e8 breve e troppo breve anche il percorso con la macchina; io e Maria facciamo le nostre recriminazioni e le continuiamo fino a sera ma non servono a molto. Il contrattempo imprevisto ci costringe a tappe forzate e ripartiamo presto per l\u2019ultima sosta della giornata.<\/p>\n<p>Arrivo a Las Cruces alle 20, pernottamento in un motel super 8 (per cambiare) e cena in un bel locale \u201cSteak house\u201d con musica country da un juke-box touch-screen e tavolini con poltrone a rotelle.<br \/>\nPochi avventori, alcuni sono tipici: cappello texano, baffi e stivaloni.<\/p>\n<p><strong>17\/08<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4258.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-32489\" alt=\"DSCF4258\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4258-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4258-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4258-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4258-100x75.jpg 100w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4258.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Siamo in partenza per il Saguaro National Park.<br \/>\nIn macchina scrivo i miei commenti sulla giornata di ieri, poi leggo qualcosa sul parco che andremo a visitare. Le prime ore trascorrono tra chiacchere varie e l\u2019osservazione del paesaggio che si presenta maggiormente arido e con una vegetazione che si arricchisce di palmizi e piante molto basse. Ho letto per\u00f2 che Luglio e Agosto sono mesi molto piovosi quindi, le piante sono pi\u00f9 verdi e fioriscono e gli animali si riproducono maggiormente, soprattutto gli anfibi.<\/p>\n<p>Vicino la frontiera messicana ci controllano i passaporti, pensiamo di avere sbagliato strada e di stare per entrare in Messico, invece passiamo in Arizona e mettiamo gli orologi un\u2019ora indietro. Breve sosta a San Simon per fare benzina e una visitina ai restrooms. Attorno al locale una miriade di scarafaggi vivi e morti. Scopriamo che anche dentro \u00e8 pieno di questi deliziosi insetti. Facciamo buon viso a cattivo gioco e ci soffermiamo anche a fare piccoli acquisti di souvenir. Ripartiamo e prima di arrivare al parco nazionale facciamo solo una breve sosta da Mc Donald per un frugale pasto con cose comprate al supermercato.<\/p>\n<p>Prima di arrivare al parco telefoniamo ad un amico di Marco e Licia che vive da 10 anni in America a Phoenix e che avrebbe piacere di averci come ospiti, sia per la cena che per la notte.<br \/>\nMan mano che ci avviciniamo al parco notiamo sedimenti rocciosi molto particolari come fossero grandi massi ciclopici posizionati uno sopra l\u2019altro dalle mani dell\u2019uomo. Poi appaiono sulle colline circostanti dei cactus particolarissimi che si presentano come dei monoliti cilindrici verdi e spinosi.<\/p>\n<p>Di varie altezze e con qualche protuberanza laterale sono sparsi per tutto il territorio come setole rade di una spazzola infinita. Notiamo anche altre piante verdi dall\u2019andamento molto elegante. Man mano che ci avviciniamo al parco il terreno si inaridisce di pi\u00f9, \u00e8 roccioso e sabbioso e la vegetazione si fa ricca e varia. Entriamo nel parco, sembra di stare in un giardino incantato di una maga cattiva, ammaliante e pericoloso nello stesso tempo. I saguaro (i cactus intravisti per strada) si fanno numerosi e sempre pi\u00f9 giganti, intorno a loro tantissime piante per lo pi\u00f9 verdi, grasse e spinose, qualcuna \u00e8 in fiore.<\/p>\n<p>Entriamo nella biglietteria e leggiamo i nomi delle piante e le loro caratteristiche, poi riusciamo per la visita che viene effettuata in macchina con brevi soste in punti strategici per una osservazione pi\u00f9 ravvicinata e per lo scatto delle foto.<br \/>\nUsciti dal parco ci avviamo verso Phoenix dove ci aspetta Francesco, l\u2019amico che ci ospiter\u00e0 per questa notte. Ci ha dato l\u2019indirizzo e ci incontriamo nei pressi di casa sua. Lo aspettiamo l\u00ec e dopo un po\u2019 ci viene incontro, ci salutiamo, ci abbracciamo, e ci riconosciamo. La sua casa \u00e8 in un consorzio che \u00e8 a dir poco meraviglioso. La sua casa lo \u00e8 altrettanto come pure l\u2019ospitalit\u00e0 sua, della moglie e dei suoi amici che ospitano parte della nostra comitiva.<\/p>\n<p>Passiamo tutti insieme una splendida serata; attraverso ricordi e racconti ripercorriamo in poche ore tanti anni di vita vissuta. L\u2019argomento dominante per\u00f2 \u00e8 la societ\u00e0 americana ed il confronto con la nostra. Scopriamo cos\u00ec tante cose e comprendiamo meglio tutto ci\u00f2 che stiamo vedendo e che stiamo vivendo. E\u2019 molto istruttivo, interessante ed anche piacevole. Francesco si dimostra un ospite veramente squisito.<br \/>\nIl gruppo si divide nelle due case ospitanti e a tarda notte andiamo a letto.<\/p>\n<p><strong>18\/08<\/strong><\/p>\n<p>La notte ha piovuto ma non \u00e8 servito a rinfrescare l\u2019aria; a ci\u00f2 pensano i condizionatori che non mancano mai in case, motel , negozi, ristoranti, uffici; in citt\u00e0 e in campagna. Siamo tutti provvisti di foulard e giacche perch\u00e9 noi non siamo abituati a questo freddo e tanto meno a questo spreco totale. Qui si dorme magari con la coperta, ma con il condizionatore acceso!<\/p>\n<p>Oggi Franchino ci accompagner\u00e0 nella periferia di Phoenix per fare degli acquisti. Ci attardiamo a colazione, la moglie lavora, noi chiacchieriamo. Ci porta a visitare il suo comprensorio che include anche albergo, piscina e campo da golf.Tutte le costruzioni sono basse e perfettamente armonizzate con il paesaggio sia per le forme che per i colori; i giardini ripropongono le piante del Saguaro National Park.<\/p>\n<p>Andiamo a casa del suo amico Riccardo che, particolarmente loquace \u00e8 molto disponibile a farci visitare la sua casa e a raccontarci la vita in America, le sue esperienze e le sue opinioni.<br \/>\nFinite le spese, pranziamo insieme in uno dei tanti fast food delle tante catene americane che, a parte qualche piccola variante, ti offrono tutte le stesse cose: carne , insalata, panini, patatine fritte, bibite zuccherate e ghiacciate.<\/p>\n<p>Arrivano gli addii, prima con Riccardo, poi con Franchino e la moglie, a casa dei quali torniamo per recuperare i bagagli.<br \/>\nSi sono dimostrati ospiti veramente squisiti, pensiamo che anche a loro abbia fatto piacere la nostra insolita visita.<\/p>\n<p>Alle 17 partiamo da Phoenix diretti a Flagstaff dove abbiamo previsto di pernottare due notti per poter effettuare la visita alla Monument Valley e al Grand Canyon.<br \/>\nIl viaggio non \u00e8 molto lungo, impieghiamo per\u00f2 un po\u2019 di tempo per trovare un motel con prezzi accettabili, alla fine troviamo il nostro motel 6.<\/p>\n<p>Il paesaggio \u00e8 molto diverso da quello di partenza, \u00e8 alberato e verde, qui siamo a 2000 metri di altezza e fa molto fresco.<br \/>\nDobbiamo subito andare a mangiare perch\u00e9 anche qui i locali chiudono alle 9; dopo cena, anche se molto presto, ci ritiriamo nelle nostre stanze.<\/p>\n<p><strong>19\/08<\/strong><\/p>\n<p>Anche per oggi la partenza \u00e8 prevista per le 9 e anche oggi mentre ci prepariamo ci mettiamo in contatto con i nostri figli aggiornandoli sui nostri spostamenti.<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4227.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-32490\" alt=\"DSCF4227\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4227-225x300.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4227-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF4227.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\u00a0Abbiamo controllato il meteo e quindi decidiamo di andare nella Monument Valley perch\u00e9 al Grand Canyon piove e fa pi\u00f9 fresco. Il percorso \u00e8 di circa 3 ore.<br \/>\nFlagstaff, il paese dove abbiamo dormito \u00e8 pieno di motel, negozi e ristoranti, pensiamo infatti che sia usato come stazione sciistica; \u00e8 in montagna e fa freddo.<\/p>\n<p>Man mano che procediamo con le macchine il paesaggio naturale cambia e i boschi lasciano i posto ad una vegetazione meno ombrosa. Pi\u00f9 avanti ancora la vegetazione scompare e appaiono territori pi\u00f9 aridi. I colori della terra variano dal giallo al rosso. Le rare abitazioni sembrano quasi tutte baracche; siamo entrati nella riserva dei Navaho: locali di servizio e negozietti di souvenir (tutto naturalmente \u00e8 made in China).<\/p>\n<p>Piove e il cielo \u00e8 tutto nero, le meraviglie naturali della valle, le formazioni rocciose particolarissime che sembrano dei monumenti, sono poco visibili perch\u00e9 c\u2019\u00e8 grande foschia e poca luce. Ci\u00f2 nonostante ci fermiamo nelle varie aree predisposte per le soste delle automobili a scattare alcune foto.<br \/>\nMangiamo qualcosa in un Burgher King e continuiamo il percorso.<\/p>\n<p>Nel primo pomeriggio il cielo si apre un po\u2019 e sulla strada del ritorno abbiamo la possibilit\u00e0 di scattare foto migliori.<br \/>\nDopo tre ore siamo di nuovo a Flagstaff ma \u00e8 gi\u00e0 un po\u2019 tardi e quindi decidiamo di andare subito a mangiare.<br \/>\nIl locale scelto \u00e8 suggestivo, tutt\u2019intorno alle pareti e in alto nell\u2019isola centrale ci sono schermi di televisori; l\u2019insalata \u00e8 ottima.<\/p>\n<p><strong>20\/08<\/strong><\/p>\n<p>Oggi abbiamo un programma fitto e quindi decidiamo di partire alle 8,00. Tutti puntuali ci mettiamo in cammino verso il Grand Canyon.<br \/>\nIl paesaggio del parco \u00e8 montano e l\u2019aria \u00e8 fresca, pensavo fosse tutto molto pi\u00f9 arido. L\u2019idea che mi ero fatta di questo posto dipende da tutti i film western che ho visto da bambina. Invece c\u2019\u00e8 un bosco che viene interrotto bruscamente e profondamente da una abissale e immensa voragine creata dal fiume Colorado.<\/p>\n<p>Il Grand Canyon \u00e8 lungo 446 Km e largo fino a 23 Km, il panorama \u00e8 assolutamente unico ed inimmaginabile; continua la serie degli spazi infiniti dell\u2019America!<br \/>\nCi sono delle navette che portano i turisti lungo tutto il percorso facendo delle soste nelle zone pi\u00f9 suggestive. Alla prima sosta decidiamo di fare una passeggiata a piedi, il tempo \u00e8 bello e le previsioni dicono che non dovrebbe piovere per tutta la mattinata.<\/p>\n<p>Siamo subito catturati oltre che dalla vastit\u00e0 del Canyon, da un\u2019aquila che vola sopra di noi e da due condor che stazionano su una formazione rocciosa non lontana dalla ringhiera che delimita l\u2019affaccio. Scattiamo numerose foto, poi proseguiamo a piedi.<br \/>\nPer pranzo rientriamo verso i locali di ristoro.<\/p>\n<p>Rifocillati decidiamo di percorrere il resto della visita sulle navette turistiche, sia perch\u00e9 abbiamo poco tempo, sia perch\u00e9 le nuvole si addensano. Infatti mentre siamo sul bus, comincia a pioviccicare. Riusciamo per\u00f2 a goderci un altro po\u2019 di quello stupendo panorama che ci offre anche la visione dell\u2019arcobaleno nel Canyon.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-32491\" alt=\"DSCF4360\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF43601-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF43601-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF43601-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF43601-100x75.jpg 100w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF43601.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>La pioggia si fa fitta e durante il rientro viene proprio un acquazzone. Arrivati alla fermata di scambio degli autobus corriamo verso la linea che dobbiamo prendere, perch\u00e9 sta per partire, ma non ci fanno salire perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 pieno. Quando arriva il mezzo successivo alcuni di noi salgono, alcuni rimangono a terra (io, Marco, Maria e Giuseppe); proviamo lo stesso a salire ma la donna che regola l\u2019ingresso \u00e8 categorica: possono salire solo 25 persone; nonostante le nostre proteste, le nostre richieste e le nostre giustificazioni ci vuole buttare fuori dall\u2019autobus.<\/p>\n<p>Noi vediamo con i nostri occhi che il posto c\u2019\u00e8 e per non dividerci dal resto del gruppo non scendiamo dai gradini. Siamo sotto una pioggia torrenziale, insistiamo, strilliamo, inveiamo, ma non c\u2019\u00e8 niente da fare la donna \u00e8 irremovibile, si arrabbia tantissimo e minaccia di chiamare i ranger. Alla fine siamo costretti a scendere per prenderne uno successivo, siamo infuriati, preoccupati e totalmente bagnati. Poi ci accorgiamo di essere in tre perch\u00e9 Maria non \u00e8 con noi (scopriamo poi che Tony l\u2019ha tirata a forza dentro), comunque ci fanno salire su un altro bus, ma sia il nostro che quello dove \u00e8 salito il resto del gruppo non si muovono; altri arrivano e ripartono ma noi rimaniamo sempre fermi.<\/p>\n<p>Il mio sospetto che stiamo aspettando l\u2019arrivo dei ranger viene confermato: Maria e Tony vengono fatti scendere; io, Marco e Giuseppe, irriconoscibili con giacche e cappelli diversi, passiamo inosservati e l\u2019autobus su cui sediamo parte e fradici e preoccupati arriviamo al parcheggio. Dopo un po\u2019 anche il resto del gruppo ci raggiunge, mancano solo Tony e Maria di cui non sappiamo niente, anche perch\u00e9 nel parco non c\u2019\u00e8 campo per i telefonini.<\/p>\n<p>Dopo poco fortunatamente arrivano anche loro che se la sono cavata con una spiegazione convincente sull\u2019accaduto e una lunga verbalizzazione. Siamo quasi tutti convinti che non c\u2019\u00e8 stata nemmeno una multa perch\u00e9 il ranger era un bonaccione, come si era subito intuito dalla sua espressione pacifica.<\/p>\n<p>Anche se eravamo preoccupati e indecisi \u00e8 stata una buona mossa quella di non aver fatto gruppo nella protesta perch\u00e8 la situazione si sarebbe solo aggravata.<br \/>\nRipartiamo per Las Vegas dove fortunatamente abbiamo gi\u00e0 prenotato un motel 6 perch\u00e9, per il notevole ritardo accumulato, raggiungiamo la citt\u00e0 alle 11 passate.<\/p>\n<p><strong>21\/08<\/strong><\/p>\n<p>Las Vegas (I prati) si estende entro una piana quasi desertica; ma nel territorio in cui \u00e8 situata la citt\u00e0, attorniato da alture rocciose, si trovano delle pozze che permettevano la nascita di una certa vegetazione, da qui il<br \/>\nnome\u00a0\u201cI prati\u201d.<\/p>\n<p>Arrivare di notte a Las Vegas ci ha permesso di godere di una visione unica e strabiliante. Le nostre aspettative sono state soddisfatte; il luccichio della citt\u00e0 si vedeva da molto lontano e faceva pensare ad una citt\u00e0 sempre viva, che non dorme mai.<\/p>\n<p>Il giorno dopo trascorriamo la mattinata a fare shopping in un outlet che ci avevano consigliato. Il pomeriggio cominciamo la visita alla citt\u00e0.<br \/>\nLa strada principale di Las Vegas, la \u201cStrip\u201d, \u00e8 lunga 6 Km e lungo questa sono situate le principali attrazioni.<\/p>\n<p>Le attrazioni sono i Casin\u00f2 che si trovano ai piani terra di alberghi molto belli ma caratterizzati soprattutto da luci, colori e scenografie grandiose che ai nostri occhi appaiono quanto mai kitsch. Ci\u00f2 non toglie che ci divertiamo moltissimo perch\u00e9 anche noi rimaniamo strabiliati e meravigliati dalla fantasia e dall\u2019impegno profuso nell\u2019attirare l\u2019attenzione e nel catturare i clienti come mosche in una ragnatela.<br \/>\nLa nostra allegria \u00e8 totale, possiamo capire come si trovavano Pinocchio e Lucignolo nel paese dei balocchi.<\/p>\n<p>Visitiamo diversi alberghi, facciamo foto a non finire perch\u00e9 le immagini parlano da sole, non hanno bisogno di alcun commento.<br \/>\nVerso le 18 torniamo in motel per riposarci e prepararci per la sera, perch\u00e9 non si pu\u00f2 prescindere da una visita notturna alla citt\u00e0. Alle 20 siamo pronti per cenare, tutti eleganti ci avviamo verso il ristorante che ci ha<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Quantitativamente non c\u2019\u00e8 che dire ma il sapore \u00e8 dolciastro per la salsa barbecue spalmata sopra la carne e non piace quasi a nessuno. Comunque il locale \u00e8 molto carino e l\u2019atmosfera \u00e8 ottima. Brindiamo pi\u00f9 volte anche perch\u00e9 \u00e8 il compleanno di Marco Talone. Terminata la cena affrontiamo Las Vegas by night. Ritorniamo al parcheggio del casin\u00f2 dell\u2019albergo \u201cPalazzo\u201d e ci avviamo verso altri alberghi che non abbiamo visto di pomeriggio.<\/span>consigliato l\u2019amico di Franchino. \u201cLucille\u2019s\u201d offre un men\u00f9 per 10 persone a prezzo fisso: carne al BBQ (salsa barbecue) e verdure varie.<\/p>\n<p>Di sera l\u2019entusiasmo si moltiplica per le luci della citt\u00e0 del peccato dove \u00e8 permesso ogni eccesso di alcol, droghe e sesso.<\/p>\n<p>Per la strada notiamo tante limousine bianche e nere. Camminando, osserviamo la gente che ci circonda, anche le persone che vediamo sono un\u2019attrazione: giovani e adulti di ogni razza e ogni tipo che corrono a divertirsi a destra e a sinistra. Il vulcano che erutta \u00e8 il massimo del trash, per\u00f2 ci attira, erutta con un ritmo cadenzato da percussioni e dal suo cratere fuoriescono fuoco, fumo e lapilli. Visitiamo altri hotel e i rispettivi casin\u00f2, ogni tanti ci fermiamo vicino a qualche tavolo, per osservare.<\/p>\n<p>Vorrei fare qualche puntata alla roulette ma \u00e8 tutto elettronico e ho paura di sbagliare; inoltre vediamo le puntate degli altri e ci vergogniamo delle nostre esigue possibilit\u00e0. Un ragazzo in soli 5 minuti ha perso 1600 $.<br \/>\nSono le 2,00 decidiamo di ritirarci prima che qualcuno di noi possa perdere la testa.<br \/>\nDomani ci aspetta un\u2019altra lunga giornata.<\/p>\n<p><strong>22\/08<\/strong><\/p>\n<p>La prima tappa di oggi \u00e8 un supermercato dove provvediamo al nostro pranzo; poi una puntatina all\u2019Hard Rock Cafe di Las Vegas. Quindi ci avviamo verso la valle della<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-32492\" alt=\"DSCF4417\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF44171-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF44171-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF44171-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF44171-100x75.jpg 100w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF44171.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>morte. In prossimit\u00e0 di questa ci fermiamo a pranzare; il luogo \u00e8 gi\u00e0 quasi desertico ma il caldo non \u00e8 asfissiante sebbene le temperature siano elevatissime.<br \/>\nLe costruzioni sono poche, isolate e sembrano baracche.<\/p>\n<p>Dopo un\u2019oretta arriviamo a Zabriskie point ( Antonioni ha intitolato cos\u00ec un suo film, dobbiamo vederlo!) caratterizzato da formazioni rocciose tipo calanchi ma naturalmente uniche per colori e dimensioni visto che non appena Marco ha fatto una foto sono state individuate subito dalle mappature di Google. L\u2019aria \u00e8 terribilmente secca, sono le due del pomeriggio e tira un vento che asciuga tutti i pori.<\/p>\n<p>Ancora qualche Km e arriviamo alla vera e propria valle della morte: un territorio depresso a quota -86 sotto il livello del mare. E\u2019 una piana estesa ricoperta per gran parte da sale che la colora di bianco. Superata la depressione ricominciamo a salire fino ad arrivare al livello del mare. Percorriamo territori estesi e desertici con montagne aride in lontananza. Mulinelli di polvere si sollevano<\/p>\n<p>qua e l\u00e0. Ad un certo punto attraversiamo una bassa nuvola di sabbia.<\/p>\n<p>Il territorio \u00e8 infinito, nessuna forma di vita apparente, solo noi nel deserto; una sensazione di solitudine ma anche di immensit\u00e0; qualcuno di noi si mostra turbato, io penso di vivere un\u2019esperienza diversa e questo mi entusiasma. Le strade salgono e scendono come montagne russe, la macchina sforza in salita, i freni si surriscaldano in discesa, il cambio automatico non permette di usare il freno motore: l\u2019acqua si surriscalda.<\/p>\n<p>Inizia un po\u2019 di preoccupazione e di tensione, pensiamo di aver sbagliato strada, che il TOM TOM non ci abbia portato nella giusta via. Si cominciano a leggere meglio le carte, la direzione sembra giusta ma non si arriva mai alla fine. Percorriamo ad un certo punto strade di montagna, saliamo, saliamo; il panorama \u00e8 semplicemente unico: pendii e vallate vastissime e deserte.<\/p>\n<p>La preoccupazione cresce ma anche la sensazione di novit\u00e0 e avventura, unica e soprattutto inaspettata. La meraviglia mi procura un senso di pace che contrasta con l\u2019ansia crescente dei miei compagni di viaggio. Arriviamo finalmente all\u2019atteso bivio; gli animi si riprendono. Attraversiamo ancora vasti terreni, molti di questi sono recinti militari, vediamo ogni tanto dei radar. Pensiamo siano basi missilistiche ( ne abbiamo in seguito la conferma).<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019 vediamo finalmente qualche costruzione, qualche casa. Verso le 8 ceniamo in un Mc Donald.<br \/>\nRisaliti in macchina il buio contribuisce al mio dormiveglia. Verso le 11 arriviamo a destinazione, Visala, la cittadina dove abbiamo prenotato un motel 6 da cui partire domani per la visita al Sequoia National Park.<\/p>\n<p><strong>23\/08<\/strong><\/p>\n<p>Ci svegliamo in una bella giornata di sole, l\u2019aria per\u00f2 \u00e8 abbastanza fresca nonostante ieri notte fosse calda.<br \/>\nCi mettiamo in cammino verso il parco. Non siamo molto lontani, quindi ce la prendiamo comoda.<br \/>\nSiamo in California e l\u2019ambiente che ci circonda \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 simile al nostro, zone collinari, vigneti, alberi da frutta. Ci fermiamo in un negozio di frutta, pensiamo di comprarne un po\u2019 per pranzare con un po\u2019 di frutta californiana.<\/p>\n<p>Mentre sto approfittando degli assaggini a disposizione, sento Marco che parla in modo piuttosto animato con degli italiani che si sono fermati anche loro, \u00e8 la famiglia di un notaio di Roma con cui ha rapporti di lavoro. Il mondo \u00e8 veramente piccolo, facciamo una foto insieme a dimostrazione di ci\u00f2.<br \/>\nContinuiamo il nostro percorso, il TOM TOM ci guida sempre ma generalmente abbiamo conferma dalla segnaletica, invece non vediamo pi\u00f9 segnali, la strada sembra secondaria e di servizio ad abitazioni rurali.<\/p>\n<p>Cominciamo a salire sempre di pi\u00f9, il panorama \u00e8 molto bello ma non siamo affatto sicuri che sia la strada giusta, confidiamo ancora nel navigatore; ad un certo punto la strada asfaltata finisce e comincia quella sterrata. Andiamo ancora avanti fino a quando la strada non si fa veramente stretta e appare un cartello con la scritta \u201cthe end\u201d. Dobbiamo tornare indietro, abbiamo perso tempo, ma quando le vedute sono cos\u00ec belle ( mi fanno pensare ad un quadro che stava a casa mia e che rappresentava le balze di Volterra) non \u00e8 mai tempo perso anche se Maria ha un po\u2019 paura in queste strade strette che costeggiano profonde vallate.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-32493\" alt=\"DSCF4189\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF41891-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF41891-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF41891-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF41891-100x75.jpg 100w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF41891.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ritorniamo sulla retta via, pi\u00f9 larga e con tutte le segnalazioni del caso. Giungiamo quindi alla nostra meta, 20 $ per macchina e ci addentriamo nel parco. Notiamo subito le alte sequoie, il bosco \u00e8 molto fitto: sono tutti alberi altissimi, drittissimi e soprattutto larghissimi.<\/p>\n<p>Arriviamo al bosco dei giganti, parcheggiamo e cominciamo subito a fare una passeggiata. L\u2019aria \u00e8 ideale, fresca al punto giusto. Le meraviglie intorno a noi ci lasciano tutti stupefatti, le sequoie sono tutte gigantesche e sono tante. Ce n\u2019\u00e8 una tutta recintata \u00e8 \u201cSentinel\u201d il 2\u00b0 albero pi\u00f9 grande del parco. Ci facciamo tutti una foto e ne scattiamo tante altre passeggiando. In posa per una fotografia ci mettiamo tutti in circolo attorno ad un gigante ed altri subito ci imitano.<\/p>\n<p>Tornati alla stazione principale prendiamo uno shuttle per andare a vedere il \u201cGenerale Sherman\u201d l\u2019albero pi\u00f9 grande del mondo, non il pi\u00f9 alto ma il pi\u00f9 grande in quanto a volume di legno (\u00e8 l\u2019essere vivente con pi\u00f9 massa). Inoltre ha un\u2019et\u00e0 tra i 2500 e i 2700 anni. Ovviamente non risparmiamo le foto. Ne \u00e8 valsa la pena anche solo per lui.<br \/>\nSoddisfatti ritorniamo alle nostre macchine per raggiungere la nostra prossima meta, Fresno, dove abbiamo gi\u00e0 prenotato un motel 6. Ci riposiamo un po\u2019 e poi andiamo a cena in un bel ristorantino messicano dove mangiamo bene e spendiamo poco.<br \/>\nFinalmente a letto.<\/p>\n<p><strong>24\/08<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo puntuali ma ci dobbiamo fermare al supermercato per rifornirci di viveri e soprattutto di acqua.<br \/>\nIl tragitto non \u00e8 lungo e dopo due ore circa arriviamo al parco dello Iosemite. Oggi c\u2019\u00e8 un bel sole e la giornata \u00e8 calda; appena parcheggiato mangiamo qualcosa e ci prepariamo un panino. Ci avviamo per prendere un bus navetta che ci porter\u00e0 in un punto di osservazione.<\/p>\n<p>Ci accorgiamo di essere in una estremit\u00e0 del parco che \u00e8 caratterizzato solo dalla presenza di sequoie giganti. Capiamo quindi di aver sbagliato navetta e torniamo indietro per risalire sulle macchine e trasferirci verso la parte indicata dalle carte come pi\u00f9 interessante. E\u2019 un canyon di cui attraversiamo il fondo valle, \u00e8 molto suggestivo perch\u00e9 a destra e a sinistra ci sono picchi rocciosi che spuntano tra una fitta vegetazione di sequoie ed altre specie di alberi.<\/p>\n<p>Ci fermiamo a tratti a scattare delle foto e parcheggiamo in un punto nodale per fare una passeggiata a piedi e goderci il panorama delle Iosemite falls, le cascate pi\u00f9 grandi del parco. Strada facendo ne abbiamo incontrata una in cui l\u2019acqua anzich\u00e9 scendere veniva tutta nebulizzata dal vento e assumeva le sembianze di fumo.<\/p>\n<p>Ci incamminiamo quindi a piedi verso le cascate ma il fiume \u00e8 asciutto e le cascate sono completamente assenti. Scattiamo comunque numerose foto perch\u00e9 l\u2019ambiente \u00e8 suggestivo. Ci fanno compagnia una grande quantit\u00e0 di scoiattoli che anzich\u00e9 essere spaventati dai turisti sono attratti dal loro cibo. Anche un picchio \u00e8 stato attratto dalle molliche di pane messe sull\u2019albero da Marco T., e cos\u00ec abbiamo potuto immortalarlo in diversi primi piani.<\/p>\n<p>Ritorniamo alle macchine e ci dirigiamo verso S. Francisco.<br \/>\nVerso le 8 ci fermiamo in una Steackhouse molto carina e piena di gente; mangiamo bistecca e contorno (io una big potatoes buonissima) e siccome nel tavolo dietro di noi si sta festeggiando il compleanno di un bimbo che compie 8 anni, gli cantiamo anche noi \u201ctanti auguri a te\u201d. La mamma e gli altri commensali ci ringraziano e ci offrono met\u00e0 della loro torta.<\/p>\n<p>L\u2019ingresso a S. Francisco \u00e8 trionfale come quello a Las Vegas perch\u00e9 la citt\u00e0 da lontano appare vastissima e luminosissima. Programmato il navigatore verso un motel 6 in citt\u00e0, ci fermiamo in un posto che appare in po\u2019 equivoco; inoltre il motel \u00e8 estremamente caro $ 255 per una camera doppia; un prezzo assurdo considerando che nella suite della \u201cpiccola Svizzera\u201d dei mormoni abbiamo speso meno della met\u00e0!<br \/>\nDecidiamo quindi di uscire dal centro citt\u00e0 e ci dirigiamo verso la periferia e dopo un paio di tentativi troviamo disponibilit\u00e0 in un motel verso la mezzanotte.<\/p>\n<p><strong>25\/08<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo puntuali alla volta di San Francisco. Attraversato il Golden Gate Bridge entriamo nella citt\u00e0 costeggiando un parco e arriviamo in un quartiere di cui ci colpisce subito l\u2019eleganza: tutte villette di legno a due piani con giardinetti curatissimi. Sembra di stare in una zona residenziale di una ricca cittadina di villeggiatura. Non possiamo fare a meno di fotografarne qualcuna. Notiamo che anche le automobili parcheggiate sono tutte molto costose.<\/p>\n<p>Ci spostiamo ed entriamo nel vivo della citt\u00e0. Grattacieli e grandi palazzi , tanto traffico, strade molto larghe e soprattutto molto lunghe con la caratteristica alternanza di salite e discese tipo montagne russe che le rende particolarissime ed inconfondibili. Le abbiamo viste molte volte in film e telefilm. Ci fermiamo in un grande parcheggio multipiano e ci avviamo alla scoperta della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Siamo in via Bush e davanti a noi sta passando il famoso mezzo su rotaie senza porte su cui si viaggia anche appesi all\u2019esterno. Vorremmo prenderlo anche noi ma poi cominciamo a camminare. Arrivati in Market<br \/>\nStreet ci dividiamo, Felice, Antonella, Marco e Licia proseguono da una parte, noi da un\u2019altra; ci riuniremo nel pomeriggio.<\/p>\n<p>Chiediamo informazioni ad un ragazzo addetto a questo servizio e ci incamminiamo verso un grattacielo simbolo della citt\u00e0, il grattacielo a forma di piramide. Notiamo per le strade una molteplicit\u00e0 di tipi diversi e stravaganti; ci sono meno persone di colore che a NY e anche meno grassi ma moltissimi barboni e drogati di ogni et\u00e0.<br \/>\nArriviamo sotto alla \u201cPiramide\u201d e vediamo un altro simbolo della citt\u00e0, la torre rotonda. E\u2019 arrivata l\u2019ora di pranzo e prendiamo un\u2019ottima insalata in un elegante fast food.<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\"><br \/>\nDi fronte questo molo c\u2019\u00e8 l\u2019isola di Alcatraz, famosa per il carcere da cui non si poteva evadere.<\/span>Poi ci incamminiamo verso il Pier 39, dove, dice Marco, potremmo vedere i leoni marini. Camminiamo a lungo e finalmente arriviamo. Il Pier \u00e8 un molo di legno su cui trovano posto numerosissimi negozietti di souvenir e locali di ristoro, panchine e zone per spettacolini all\u2019aperto: \u00e8 una passeggiata pittoresca sul mare. Ma ancora pi\u00f9 pittoreschi sono i leoni marini, numerosissimi, tutti sdraiati su delle pedane di legno sul mare a prendere il sole. Alcuni di loro si rotolano, altri lottano per la supremazia: offrono uno spettacolo ad una grande folla di turisti.<\/p>\n<p>Continuiamo il giro della citt\u00e0 e dopo tanto camminare, sali e scendi, arriviamo a Little Italy. Qui non \u00e8 come a NY, i locali sono di propriet\u00e0 o in gestione a veri italiani; con qualcuno di loro scambiamo qualche parola. Un ragazzo napoletano, da due anni in citt\u00e0, ci indica dove possiamo prendere un buon caff\u00e8. Passata Little Italy entriamo a China town, anche questa \u00e8 molto pi\u00f9 \u201cvera \u201c di quella di NY; pullula di macellerie, frutterie, pescherie e negozi vari dove sia negozianti che acquirenti sono tutti cinesi.<\/p>\n<p>Trascorriamo molto tempo ad osservare le curiosit\u00e0 che ci offre questo angolo di citt\u00e0. Poi riprendiamo il cammino verso due altri monumenti della citt\u00e0 segnalati dalla guida: Notre Dame e la Pagoda giapponese. Nel frattempo ci diamo appuntamento con il resto della compagnia. Ci incontriamo in un quartiere che sembra un po\u2019 malfamato, in effetti \u00e8 ancor pi\u00f9 pieno di individui loschi oltre che di barboni. Lo riconosciamo! \u00c8 il quartiere dove \u00e8 situato il motel 6 che ci ha sparato un prezzo assurdo.<\/p>\n<p>Tutti insieme andiamo in cerca prima della pagoda e poi di Notre Dame. Camminiamo moltissimo e chiediamo spiegazioni prima di raggiungere questa Pagoda che dopotutto non ci sembra niente di eccezionale, ma \u00e8 simpatico vedere che c\u2019\u00e8 anche un quartiere giapponese, molto pulito ed elegante. Riscendiamo dalla collina e, nonostante tanto camminare, non riusciamo a trovare la chiesa che cercavamo.<\/p>\n<p>Ci arrendiamo, siamo troppo stanchi e affamati. Notiamo una pizzeria, ma ci sono 45 minuti d\u2019attesa; decidiamo di tornare alle macchine per cercare qualcosa fuori citt\u00e0, ma prima proviamo a vedere a Little Italy. Qui per\u00f2 non ci sono parcheggi.<\/p>\n<p>Per uscire dalla citt\u00e0 dobbiamo riprendere un ponte; percorrendo il lungomare ne notiamo uno stupendamente illuminato ma dalla macchina in moto non riusciamo a fotografarlo.<br \/>\nAnche la citt\u00e0 offre una visione notturna stupenda, soprattutto dopo aver attraversato il mare.<br \/>\nOrmai \u00e8 molto tardi e per cena dobbiamo accontentarci di un fast food messicano.<\/p>\n<p><strong>26\/08<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-32494\" alt=\"DSCF4544\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF45441-225x300.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF45441-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/DSCF45441.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p>Oggi vogliamo completare (si fa per dire) il giro di San Francisco in macchina. Il piano d\u2019attacco \u00e8: Via Lombard, Golden Gate Park, Market Street. Maria propone anche il quartiere messicano. Partiamo; di nuovo il pedaggio sul ponte. Fortunatamente, nonostante il traffico, abbiamo una corsia preferenziale (fino alle 10 di mattina) per le macchine \u201cfull\u201d che portano pi\u00f9 di due passeggeri.( ?) Per raggiungere Via Lombard dobbiamo programmare il navigatore pi\u00f9 volte, sia perch\u00e9 la strade sono molto lunghe, sia perch\u00e9 in pianta non si distinguono i dislivelli, ed il senso \u00e8 unico dall\u2019alto verso il basso.<\/p>\n<p>Una volta arrivati, ci fermiamo a fare delle foto. E\u2019 pieno di turisti perch\u00e9 la strada \u00e8 particolarissima, \u00e8 tutta un ripido serpentone lastricato, delimitato da aiuole di fiori. Percorriamo la strada con entusiasmo e un po\u2019 di tensione.<\/p>\n<p>Adesso dobbiamo procedere verso il parco che \u00e8 pi\u00f9 grande di Central Park e anch\u2019esso pieno di attrattive, naturalistiche e non. Quindi scopriamo nuove zone residenziali con belle case a due piani, naturalmente di legno e con giardinetto antistante.<\/p>\n<p>Ad un certo punto Marco nota un poliziotto in moto dietro di lui che gli fa segno di fermarsi. Ci raggiunge e con sguardo molto serio ci dice che non ci siamo fermati allo stop e che allo stop non dobbiamo solo rallentare ma fermarci, perch\u00e9 \u00e8 pericoloso. Marco dice di non capire bene la lingua e il poliziotto chiede se in macchina c\u2019\u00e8 qualcuno che parla inglese, naturalmente rispondiamo di no, Marco si scusa e il poliziotto, nonostante abbia una espressione contrariata, ci lascia andare.<\/p>\n<p>Proseguiamo fino ad arrivare al parco, facciamo qualche foto in prossimit\u00e0 del mare e poi attraversiamo un tratto del pi\u00f9 grande polmone verde della citt\u00e0.<br \/>\nUsciti ci dirigiamo verso Los Angeles.<\/p>\n<p>Lungo la strada il panorama \u00e8 per noi quasi familiare: coltivazioni di viti e alberi da frutta; pianure, alture, montagne. Notiamo per\u00f2 che i terreni sono molto aridi, l\u2019erba \u00e8 tutta gialla; pensiamo che non piova da molto. In effetti molti indizi ci hanno fatto pensare ad un lungo periodo di siccit\u00e0. Strada facendo poi incontreremo ogni tanto proteste di agricoltori che manifestano per la scarsit\u00e0 dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Verso le 19,30 arriviamo a Santa Monica dove decidiamo di fermarci per la cena. Sostiamo in un grandissimo parcheggio in riva al mare ($12) e scegliamo di mangiare in un ristorante italiano sul Pier. Tutti pizza, io e Marco prendiamo salmone che, con gradita sorpresa ci viene offerto da tutta la compagnia, come ringraziamento per l\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>Dopo cena passeggiamo un po\u2019 per il molo ed incontriamo il cartello della fine della Route 66; ci facciamo tutti una foto. Sul molo una moltitudine di persone, soprattutto ragazzi, a passeggio o pronti per qualche festa; ai lati pescatori intenti nel loro passatempo; alla fine del molo uno spettacolo musicale. Non mancano poi vetture di sorveglianza della polizia.<br \/>\nVerso le 10,30 risaliamo sulle macchine per l\u2019ultima sosta della giornata: il motel 6 di Los Angeles.<\/p>\n<p><strong>27\/08<\/strong><\/p>\n<p>Los Angeles \u00e8 una citt\u00e0 vastissima, abbiamo solo un giorno e dobbiamo fare delle scelte. Quattro di noi andranno in un outlet per le ultime spese; gli altri inizieranno subito la visita della citt\u00e0; io sono tra questi.<br \/>\nNoi decidiamo di visitare alcuni studi cinematografici, la scelta cade sugli Universal Studios che sembrano essere i pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Il navigatore ci conduce a destinazione: 16 $ il parcheggio, 90 $ ciascuno l\u2019ingresso. Il prezzo \u00e8 veramente troppo eccessivo, due di noi decidono di non entrare, ci aspetteranno fuori tra negozi di souvenir e di cibi vari.<br \/>\nNoi ci immergiamo immediatamente nel fantastico mondo dei film, da quelli di horror a quelli di animazione, a quelli di fantascienza, western e serie televisive. Viviamo una esperienza in 3D con King Kong che lotta con un dinosauro; l\u2019esperienza di un terremoto realizzato per \u201cLa guerra dei due mondi\u201d, e attraversiamo la foresta dei dinosauri con montagne russe e bagno finale.<\/p>\n<p>Un trenino ci porta a vedere i numerosi studios dove stanno attualmente lavorando, ci fa vedere poi angoli di citt\u00e0 creati per film western o ambientati in una New York anni \u201950 o in una attuale San Francisco. Siamo coinvolti in un nubifragio in una cittadina western, attraversiamo delle acque che si aprono al nostro passaggio; in una ridente zona di villeggiatura un subacqueo viene sbranato da uno squalo.<br \/>\nInfine dopo pranzo, in un enorme teatro, assistiamo alla spiegazione di come vengono effettuati alcuni effetti speciali.<\/p>\n<p>Tutto quanto per\u00f2 \u00e8 presentato come fosse una enorme macchina per divertimenti e molte cose che potevano essere senz\u2019altro interessanti assumono un aspetto un po\u2019 ridicolo o quanto meno fanciullesco. Forse \u00e8 solo tutto molto \u201camericano\u201d e , per quanto siano pi\u00f9 di 20 giorni che sono in America, posso comprendere un po\u2019 la loro mentalit\u00e0, ma non farla mia.<\/p>\n<p>Di pomeriggio tutto il gruppo si riunisce e cominciamo a girare in macchina per Los Angeles; prima di tutto una foto alla scritta \u201cHOLLIVOOD\u201d sulla montagna; poi andiamo in cerca del Boulevard sul cui marciapiede ci sono le stelle con i nomi di moltissimi divi (personaggi famosi ?) Fatte le rituali fotografie ci dirigiamo verso Beverly Hills. Maria ci fornisce l\u2019indirizzo dell\u2019hotel dove era alloggiata \u201cPretty woman\u201d, lo mettiamo sul TOM TOM.<\/p>\n<p>Percorriamo molte strade passando da una zona residenziale molto carina vicino a Hollivood ad una zona con caseggiati bassi molto trasandati e colorati da sembrare una zona popolare messicana, fino ad arrivare a Beverly Hills. Prati verdi, giardini curatissimi, ville; per lunghi tratti di strada. Poi arriviamo in una zona di negozi bellissimi, siamo giunti alla Rodeo Drive di pretty woman. Sono le 6,00 cerchiamo un parcheggio, sembra impossibile ma ci fermiamo in un posto dove dopo le 6,00 il parcheggio \u00e8 gratuito.<\/p>\n<p>Parcheggiamo e cominciamo a camminare, non crediamo ai nostri occhi, negozi cos\u00ec belli non ne abbiamo mai visti, non tanto per gli articoli in vendita ma per l\u2019architettura delle vetrine e il loro allestimento. Camminiamo con occhi spalancati e sbalorditi; facciamo foto, troviamo l\u2019albergo del film e osserviamo le vetrine. Neanche l\u2019ombra di un prezzo, molti negozi sono chiusi e alcuni hanno smontato le vetrine, soprattutto le gioiellerie.<\/p>\n<p>Cerchiamo dove cenare, il luogo sembra inaccessibile alle nostre tasche ma poi troviamo un locale con cucina mediterranea e prezzi accettabili. L\u2019ultima cena americana \u00e8 a base di carne, riso, verdure grigliate e insalata: ottimo. Finito di mangiare continuiamo a passeggiare, adesso le vie e i negozi sono tutti illuminati, dico a Marco di fotografare la via e qualche vetrina perch\u00e9 mi sembra tutto molto elegante e chic.<\/p>\n<p>Sembra un sogno. La serata \u00e8 molto piacevole, \u00e8 l\u2019ultima sera in America, ce la godiamo con tutta calma. Per l\u2019indomani decidiamo di partire con comodo, ci aspetta un lungo viaggio con sosta a Istambul e ripartenza per Roma.<\/p>\n<p><strong>28 e 29\/08<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo alle 11,30 con mezz\u2019ora di ritardo sulla tabella di marcia, perch\u00e9 abbiamo perso un po\u2019 di tempo per prenotare l\u2019albergo a Istambul.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un po\u2019 di traffico, per fortuna prevedendo gli imprevisti avevamo programmato di metterci in cammino con notevole anticipo. Arriviamo all\u2019aeroporto alle 13, scarichiamo i bagagli e Marco e Marco vanno a consegnare le macchine.<\/p>\n<p>Mentre aspettiamo ci trasferiamo dai voli nazionali agli internazionali e io ho il tempo di sistemare i miei bagagli (avevo dimenticato che non potevo portare a bordo bagno schiuma e altri contenitori di liquidi superiori ad un tot di litri).<\/p>\n<p>Ci mettiamo in fila per il check in; passa un\u2019ora, Licia ha qualche problema perch\u00e9 il bagaglio a mano \u00e8 troppo pesante. Finalmente superiamo tutte le barriere ( a campione eseguono dei controlli che presumiamo sanitari). E\u2019 giunta l\u2019ora di pranzo, incombenza che sbrighiamo squallidamente con una misera insalata; poi passeggiamo per i negozi dell\u2019aeroporto per le ultime spese al duty free. Io acquisto alcuni prodotti di profumeria che mi consegneranno solo al momento dell\u2019imbarco.<\/p>\n<p>Ci fanno salire sull\u2019aereo con un po\u2019 di ritardo e la partenza avviene un\u2019ora dopo il previsto e cio\u00e8 alle 19,30 del 28 Agosto. In compenso il viaggio, tra cena, sonno e colazione, visione di film, lettura e scrittura, non sembra durare molto.<\/p>\n<p>In 12 ore giungiamo a Istambul ma per il fuso orario perdiamo 10 ore e quindi giungiamo il 29 Agosto alle 17,30 locali.<br \/>\nCerchiamo un taxi che ci porti in albergo e poi contrattiamo con l\u2019autista anche per un giro in citt\u00e0 di sera e il trasferimento in aeroporto l\u2019indomani.<\/p>\n<p>Il nostro albergo \u00e8 vicino l\u2019aeroporto, quindi per raggiungere il centro abbiamo attraversato un bel pezzo di citt\u00e0: zone popolari, zone commerciali, mercato del pesce. Notiamo che \u00e8 in continua crescita e trasformazione. Istambul ci piace sempre tanto!<\/p>\n<p>Le strade sono decorate con le bandiere rosse della Turchia, il tassista ci dice che il 30 Agosto \u00e8 un giorno di festa. Si festeggia una vittoria di Ataturk decisiva per l\u2019indipendenza.<br \/>\nFacciamo una passeggiata intorno alla Moschea Blu e a Santa Sofia, alcuni di noi acquistano qualche souvenir; quindi scegliamo un ristorante molto carino che ci fa un\u2019ottima grigliata di carne con verdure cotte e crude e yogurt.<\/p>\n<p>La serata trascorre molto piacevolmente. Brindiamo tutti insieme con una bibita assolutamente analcolica, alla lieta fine di un viaggio bello, interessante ,vario e soprattutto organizzato con grande maestria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra amica Valeria ci racconta il suo viaggio lungo tutta l&#8217;America dal West side all&#8217; East side alla scoperta del &#8220;mondo nuovo&#8221;. \u00a0 Un viaggio dove paesaggi naturalistici sposano le grandi metropoli, creando un mix unico, alle quali si uniscono i sapori e le tradizioni tipiche degli stati uniti d&#8217;America.\u00a0 IL DIARIO DEL VIAGGIO: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":32506,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"jnews_override_counter":[],"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[562,427],"class_list":["post-32480","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diari-racconti-di-viaggio-in-camper","tag-america","tag-usa"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>America coast to coast  - TI - Turismo Itinerante<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/america-coast-to-coast\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"America coast to coast  - TI - Turismo Itinerante\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La nostra amica Valeria ci racconta il suo viaggio lungo tutta l&#8217;America dal West side all&#8217; 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