{"id":30108,"date":"2014-11-25T09:38:16","date_gmt":"2014-11-25T08:38:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=30108"},"modified":"2015-04-10T16:49:24","modified_gmt":"2015-04-10T15:49:24","slug":"appunti-del-viaggio-in-camper-nel-nord-della-spagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/appunti-del-viaggio-in-camper-nel-nord-della-spagna\/","title":{"rendered":"Appunti del viaggio in camper nel Nord della Spagna"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Finalmente agosto, finalmente vacanza, finalmente si parte!!\u00a0<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">Quest&#8217;anno abbiamo deciso di sfruttare il camper per dirigerci verso una zona per me ancora inesplorata, il nord della Spagna, che dovrebbe essere relativamente fresco, o almeno si spera.<\/span><\/p>\n<p>Agosto sembra sempre lontano, ma poi arriva in un battibaleno ed i preparativi devo farli, alla fine, di corsa. Pochi giorni prima della partenza ho fatto gli ultimi studi e pianificazioni, nonch\u00e9 abbiamo iniziato a caricare il camper, cos\u00ec da lasciare per la mattina della partenza solo da svuotare il frigorifero e le ultime cose.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/plaza_mayor_lugo_spagna-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30109\" alt=\"plaza_mayor_lugo_spagna-camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/plaza_mayor_lugo_spagna-camper.jpg\" width=\"660\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/plaza_mayor_lugo_spagna-camper.jpg 660w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/plaza_mayor_lugo_spagna-camper-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/plaza_mayor_lugo_spagna-camper-400x221.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>7 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Il primo giorno \u00e8 sempre di viaggio, fortunatamente questa volta senza traffico.<\/p>\n<p>L&#8217;alternativa era di fermarsi in Camargue o a <b>Carcassonne<\/b>, la bella cittadella fortificata dove eravamo gi\u00e0 stati e conoscevamo l&#8217;area di sosta. Sebbene Marco avesse gi\u00e0 guidato tanto, abbiamo perseguito la seconda strada.<\/p>\n<p>Arrivando, abbiamo scoperto che l&#8217;area non \u00e8 pi\u00f9 sotto alle mura, come ricordavamo, ma un po&#8217; pi\u00f9 spostata, sulla sinistra, ma comunque a non pi\u00f9 di 500 mt dall&#8217;ingresso principale della cittadella (N 42\u00b0 12&#8242; 19&#8243; E 2\u00b0 22&#8217;20&#8221;).<\/p>\n<p>Una volta parcheggiato, abbiamo visto arrivare dei grandi nuvoloni neri, cos\u00ec ci siamo attrezzati di ombrelli e giacche a vento e siamo subito andati a scattare qualche foto e a ripercorrere le viette medievali tanto affascinanti.<\/p>\n<p>Quasi terminato il giro \u00e8 iniziato a piovere goccioloni via via sempre pi\u00f9 forti, cos\u00ec ci siamo fermati in un ristorante per ripararci.<\/p>\n<p>Come prima cena francese come resistere alle crepes salate?<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non \u00e8 arrivato ci\u00f2 che ci aspettavamo, quanto una terrina contenente la pasta delle crepes con prosciutto e formaggio, che ricordava pi\u00f9 una lasagna. Comunque buona.<\/p>\n<p>Nel frattempo la pioggia \u00e8 diminuita e siamo riusciti a far rientro, esausti, in camper.<\/p>\n<p><strong>8 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;idea,\u00a0 per questo secondo giorno, era andare a Tolosa, ma poco oltre, e raggiungibile direttamente da Carcassonne, c&#8217;\u00e8 <b>Alb\u00ec<\/b>, classificata dal TCI con 2 stelle, quindi abbiamo deviato il percorso.<\/p>\n<p>Lungo la strada abbiamo visto anche il passaggio, o dovrei meglio dire risalita, di una barca lungo una sempre affascinante chiusa. Chiss\u00e0 perch\u00e9 mi colpiscono cos\u00ec tanto\u2026<\/p>\n<p>Abbiamo impostato il navigatore su centro citt\u00e0 e ci ha condotti vicino alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Cattedrale di Santa Cecilia<\/span>, con un grande parcheggio (Bondidou) a terrazze, dove abbiamo visto parcheggiati anche alcuni camper e fortunatamente abbiamo trovato posto.<\/p>\n<p>La Cattedrale \u00e8 maestosa, lunga 97 mt e alta 30 e ricorda quasi una fortezza medievale. L&#8217;ingresso avviene da un portico gotico, ricco di pinnacoli e decorazioni traforate. L&#8217;interno ha un&#8217;unica navata con un maestoso organo e appena sotto un enorme dipinto del Giudizio Universale. Diametralmente opposto, quasi a dividere gli spazi, un &#8220;gran coro&#8221; del \u2018400.<\/p>\n<p>Ci siamo &#8220;persi&#8221;, come suggerisce sempre la Lonely Planet, per le vie di questa bella cittadina, fino al fiume Tarn, che con i suoi ponti regala degli scorci molto belli della Cattedrale.<\/p>\n<p>Destinazione successiva Tolosa. Avevamo alcune indicazioni di parcheggi dai siti per camperisti, ma ci sono molti lavori in corso ed il ricalcolo del navigatore ci ha portato ancor pi\u00f9 in difficolt\u00e0. Dopo quasi un&#8217;ora di girare invano, abbiamo desistito, decidendo di rimandare la visita al ritorno e dirigerci a <b>Lourdes<\/b>, cos\u00ec da arrivare magari in tempo per la processione, che avrebbe reso la visita pi\u00f9 emozionante e partecipata.<\/p>\n<p>Anche qui abbiamo fatto fatica a trovare parcheggio. Uno consigliato &#8220;Arrouza&#8221; non ci ha accettato, quindi abbiamo dovuto proseguire e nel cercare il posto che ci piacesse di pi\u00f9, comodo e magari anche centrale\u2026ci siamo infilati in una via con curva a gomito in discesa. A Marco sono venuti i sudori freddi ed anche un po&#8217; d&#8217;ansia. Fortunatamente un po&#8217; di spazio c&#8217;era e, con pazienza ed un po&#8217; di manovre\u2026\u00e8 riuscito a girare il camper e a scendere. Siamo arrivati ad un grande parcheggio per le auto, ma con diversi camper parcheggiati lungo la strada, uno dietro l&#8217;altro, cos\u00ec ci siamo accodati.<\/p>\n<p>Le vie per arrivare alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Basilica<\/span> sono disseminate di negozi che vendono oggettistica religiosa di vario genere, ma quando si aprono i cancelli\u2026la scena cambia. Si vedono persone con il rosario in mano, volontari che spingono le carrozzelle degli infermi e comunque tanti fedeli carichi di speranze.<\/p>\n<p>Siamo entrati dalla parte bassa, \u00a0nella Basilica di Nostra Signora del Rosario, dove stava terminando la messa, mentre, saliti nella parte pi\u00f9 alta, alla Basilica dell\u2019Immacolata Concezione, l&#8217;abbiamo trovata chiusa, alle 19.30. Questo mi ha stupito, perch\u00e9 ci sono ancora tante persone che si muovono attorno, anche in vista della processione delle 21.00.<\/p>\n<p>Ci siamo spostati vicino al fiume, dove si trovano prima le fontane, dove \u00e8 possibile riempire le bottiglie, di varie forme e dimensioni, con acqua miracolosa, poi la grotta, dove Bernadette ebbe la prima apparizione e dove si toccano le pareti da cui sgorga l&#8217;acqua e a seguire si trovano tante casupole di ferro con le grate per introdurre le candele ed i ceri e, per finire, si trovano le piscine in cui vengono immersi i malati. Ognuno di questi luoghi \u00e8 di per s\u00e9 emozionante.<\/p>\n<p>Nell&#8217;attesa della processione, abbiamo girato per le stradine adiacenti la basilica, sperando di trovare qualcosa da mangiare, ma senza successo. Avremmo dovuto sederci e ordinare, ma non avevamo abbastanza tempo. Tornando verso la grotta miracolosa, punto di partenza della processione, abbiamo acquistato una fiaccola e ci siamo messi in fila. Eravamo attorniati da indiani, americani, irlandesi, africani, ovviamente italiani, tanti, tutti con la propria fiaccola.<\/p>\n<p>Poco dopo le 21.00 ci siamo aiutati a vicenda per accenderle e la processione ha avuto inizio, al suon di canti e preghiere. Sebbene io non sia una praticante, \u00e8 stato comunque molto emozionate e coinvolgente ed ha reso la visita speciale. Dalla grotta si arriva fino all&#8217;ingresso del parco, per poi tornare verso la Basilica, dove si conclude la serata, quando tutti sono riuniti nel piazzale.<\/p>\n<p>Purtroppo, come spesso accade in luoghi cos\u00ec affollati, abbiamo visto all&#8217;opera una zingara, che ha cercato di rubare nella borsetta di una signora anziana, ma Marco si \u00e8 accorto in tempo e questa si \u00e8 prontamente allontanata. Soddisfatti ed in pace con noi stessi e con il mondo siamo tornati al camper ed abbiamo deciso di pernottare a bordo strada, essendo in buona compagnia.<\/p>\n<p><strong>9 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Non essendo riusciti ieri a visitare la Basilica dell\u2019Immacolata Concezione ed essendo a 5 min a piedi, abbiamo voluto tornare.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non \u00e8 particolarmente significativa, almeno a mio parere, ma ho potuto scattare ancora qualche foto con il cielo terso e rendermi conto di quanto io sia fortunata, vedendo tanti malati in preghiera durante la messa, tenuta della grotta.<\/p>\n<p>Ci siamo rimessi in marcia in direzione <b>Biarritz<\/b>, puntando sul centro. Abbiamo percorso la strada litoranea, ma senza successo di trovare parcheggio, poi, per caso, abbiamo visto, tornando verso il centro, una strada senza uscita, per via di lavori in corso, ma con auto parcheggiate ed \u00e8 stata la nostra salvezza (N 43\u00b0 28&#8242; 35&#8221; W 1\u00b0 33&#8242; 05&#8221; Voie de Maysonnable).<\/p>\n<p>A piedi, in meno di 10 min, siamo arrivati in centro, ed in particolare alla grand plage. Dopo le prime foto d&#8217;obbligo agli scenografici ombrelloni colorati con lo sfondo del mare e delle scogliere, ci siamo fiondati, affamati, in uno dei locali con vista mare. Io ho ordinato gallette con uovo, prosciutto e formaggio, una specie di crepe, mentre Marco una insalatona ricca di ingredienti con una fetta di toast con formaggio fuso di capra. Una volta sazi e soddisfatti, ci siamo percorsi un bel tratto di lungo mare, scattando diverse foto al bel panorama.<\/p>\n<p>In teoria saremmo dovuti partire in direzione Spagna, mentre la curiosit\u00e0 ci ha spinti a nord, a <b>Capebreton<\/b>, dove, avevo letto, c&#8217;erano alte dune e spiagge grandi.<\/p>\n<p>Con l&#8217;indicazione GPS dell&#8217;area di sosta, siamo arrivati facilmente (N 43\u00b0 38&#8242; 8.77&#8221; W 1\u00b0 26&#8242; 47,48&#8221;) in Allee des Ortolans, ai piedi di una duna con il mare subito alle spalle.<\/p>\n<p>Siamo riusciti fortunatamente a trovare posto, forse l\u2019ultimo, attaccando anche la corrente.<\/p>\n<p>Subito poi siamo corsi ad ammirare la bella spiaggia de l&#8217;Oceanide.<\/p>\n<p>Diversi cavalloni stuzzicavano surfisti pronti a cavalcare l&#8217;onda giusta, ma senza successo, perch\u00e9 non erano mai sufficientemente alte.<\/p>\n<p>Dopo cena all&#8217;aperto, siamo tornati ancora a fotografare un bellissimo tramonto.<\/p>\n<p><strong>10 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Sveglia in totale calma e relax, ma con un p\u00f2 di pioggerellina che ci ha seguito fino a <b>San Sebastian<\/b>.<\/p>\n<p>Siamo andati a parcheggiare nell&#8217;area di sosta in zona universit\u00e0 (N 43\u00b0 18&#8242; 28.02&#8221; W 2\u00b0 0&#8242; 51.88&#8221;). Oltre al parcheggio apposito, piccolo, per la quantit\u00e0 di camper estivi, vengono utilizzati anche alcuni parcheggi limitrofi. Da qui abbiamo preso il bus n. 5 (ma vanno bene anche il 25 ed il 33, ci ha spiegato un gentile signore) che conduce in centro.<\/p>\n<p>Siamo andati a <span style=\"text-decoration: underline;\">Plaza de la Constitucion<\/span>, dove un tempo si tenevano le corride e dove, sulle piccole facciate delle case, sono ancora segnati dei numeri, ad indicare i posti a sedere nell&#8217;arena.<\/p>\n<p>Affamati ci siamo spostati in <span style=\"text-decoration: underline;\">Calle Fermin Calbreton<\/span>, piena di localini dove gustare i pintxos (tapas, per il resto della Spagna) e ci siamo fatti attirare da un bancone ricco di questi particolari assaggi alla taverna Bartolo. Abbiamo scelto una decina di pintxos e due birre, il tutto alla modica cifra di 31 \u20ac, non certo economico, data, soprattutto, la dimensione degli assaggi.<\/p>\n<p>Nel frattempo la giornata si \u00e8 fatta splendente.<\/p>\n<p>Abbiamo girato ancora un p\u00f2 le stradine della citt\u00e0 vecchia per spostarci poi al porto e quindi percorrere il lungo mare con la bellissima <span style=\"text-decoration: underline;\">spiaggia de La Concha, con la sua particolare forma a conchiglia<\/span>.<\/p>\n<p>Siamo tornati a piedi in camper, circa 4 km, per riposarci e uscire dopo le 21, dato che sarebbe iniziata la festa della Semana Grande e ci sarebbero stati concerti, spettacoli e fuochi d&#8217;artificio.<\/p>\n<p><strong>11 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Ieri sera, con calma, ci siamo incamminati, a piedi, verso il centro.<\/p>\n<p>Lungo il percorso abbiamo trovato persone gi\u00e0 sedute in attesa dei fuochi, cos\u00ec, a met\u00e0 strada, ci siamo fermati anche noi, avendo trovato posto su una panchina. Alle 22.45, come previsto, sono iniziati i botti. Carini, ma non speciali.<\/p>\n<p>Al termine, abbiamo proseguito verso il centro per vedere come festeggiano la prima serata della Semana Grande.<\/p>\n<p>Avvicinandoci alla spiaggia de La Concha, abbiamo visto tanta gente seduta in spiaggia che stava iniziando ad alzarsi dalle seggioline messe a disposizione dal comune. Molto ben organizzati.<\/p>\n<p>Arrivati in Plaza de Cervantes, abbiamo notato parecchia gente ferma ad aspettare a bordo strada e pap\u00e0 con i bambini nel mezzo, cos\u00ec ci siamo fermati e dopo poco sono arrivati, correndo, degli uomini con un toro di cartapesta sulla testa, che faceva esplodere dei fuochi di artificio a stelline ed i bambini scappavano, divertiti, dal davanti; altri bimbi invece non avrebbero voluto, ma venivano coinvolti e trascinati dai padri. Scena divertente.<\/p>\n<p>In Plaza de Gulpuzcoa una band stava invece intrattenendo il pubblico in festa.<\/p>\n<p>Noi abbiamo proseguito per la parte vieja, tornando in Calle de Fermin Calbeton, dove per\u00f2 il movimento\u00a0 era esiguo, se non legato alle normali frequentazioni dei bar.<\/p>\n<p>Ci siamo presi un pintxos ed una birra e ci siamo reincamminati\u00a0 verso il camper, con molta calma, fumandoci anche un sigaro cubano.<\/p>\n<p>Siamo arrivati all&#8217;1.30 passata, con circa 15 km giornalieri sulle spalle&#8230;anzi&#8230;nei piedi!<\/p>\n<p>La sveglia quindi non \u00e8 stata puntata e mi sono alzata alle 9.30, con calma e rilassatezza.<\/p>\n<p>L&#8217;idea era di andare a Zumaia, di cui avevo letto per le alte scogliere, ma la LP non ne fa accenno, se non parlando della spiaggia, quindi ci siamo diretti a <b>Vitoria<\/b>.<\/p>\n<p>Abbiamo trovato parcheggio vicino alla Catedral de Maria Imaculada e da l\u00ec siamo arrivati facilmente nelle due piazze pi\u00f9 belle: <span style=\"text-decoration: underline;\">Plaza de la Virgen Blanca<\/span> e la <span style=\"text-decoration: underline;\">Plaza de Espana<\/span>.<\/p>\n<p>Caratteristici sono i balconi delle case, alcuni in legno, altri in ferro, interamente chiusi con vetrate, tipici delle citt\u00e0 costiere, a protezione dal vento, mentre qui siamo nell&#8217;interno, quindi anomalo.<\/p>\n<p>Guardando una foto della LP avente a soggetto la costa frastagliata tra Bilbao e San Sebastian, ho deciso di tornare indietro un pezzo e percorrerla tra Deba e Lekeitio. Arrivati a <b>Deba<\/b> siamo andati, per un breve tratto, verso San Sebastian, ed abbiamo avuto lo scorcio atteso, bellissimo, tempestato di ripide scogliere.<\/p>\n<p>La guida della National Geographic diceva che la strada verso Lekeitio diventa sempre pi\u00f9 scenografica, ma sinceramente di scorci ce ne sono pochi e non si riesce a fermarsi.<\/p>\n<p>Successivamente ci siamo diretti a <b>Bilbao<\/b>, dove siamo arrivati per le 19.00. Come sosta avevo le indicazioni del parcheggio del museo Guggenheim, ma attorno non c&#8217;\u00e8 nulla. Proseguendo per\u00f2 1,5 km si arriva allo stadio e proprio di fronte c&#8217;\u00e8 un grande parcheggio, dove si erano gi\u00e0 disposti alcuni camper e ci siamo quindi aggregati. (N 43\u00b0 16\u201900\u201d W 2\u00b0 57\u2019 02\u201d)<\/p>\n<p>Subito siamo andati a piedi a vedere la citt\u00e0 vecchia, passando dalle vie dei negozi e arrivando a quelle delle tapas, tipo Calle de Somera, ma la domenica \u00e8 abbastanza desolante, perch\u00e8 quasi tutto chiuso. Ci siamo fermati in un locale di <span style=\"text-decoration: underline;\">Plaza Nueva<\/span> per una birra e qualche pintxos.<\/p>\n<p>Il ritorno l&#8217;abbiamo percorso tutto lungo fiume, passando dall&#8217;affascinante <span style=\"text-decoration: underline;\">Guggenheim<\/span>, scattandogli subito un p\u00f2 di foto e immortalando le opere all&#8217;esterno, come Maman, un grande ragno stilizzato, o Puppy, un cane, terrier scozzese, di 12 mt, interamente rivestito di fiori di stagione.<\/p>\n<p><strong>12 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Sveglia un p\u00f2 disturbata dalla circolazione stradale circostante al parcheggio, ma comunque per le 9.00 occorre scendere dal camper per iniziare a pagare la sosta. Nei mesi di luglio e agosto si paga solo dalle 9 alle 13, se abbiamo capito correttamente.<\/p>\n<p>Il museo apre alle 10.00; noi siamo arrivati alle 10.30 e non abbiamo trovato alcuna coda.<\/p>\n<p>Il bello del museo \u00e8 l&#8217;architettura del museo stesso, sia l&#8217;esterno, visto gi\u00e0 ieri sera, con le lastre di titanio che ricordano le scaglie di un pesce, che l&#8217;interno, con l&#8217;atrio alto pi\u00f9 di 45 mt e la luce che entra dalle grandi vetrate.<\/p>\n<p>L&#8217;unica (o quasi) sala davvero interessante \u00e8 quella con le opere di Richard Serra, grandi lamine di ferro disposte a labirinto o forme elicoidali. La visione d&#8217;insieme si riesce ad avere dal primo piano, ma non si possono purtroppo scattare foto da questa angolazione.<\/p>\n<p>Il resto delle sale espone opere che, per me, sinceramente ignorante in materia, \u00e8 difficile definire arte, ma dal disinteresse sulle facce di molte persone&#8230;deduco di non essere l&#8217;unica a pensarlo.<\/p>\n<p>Tornando verso il camper ci siamo fermati in un centro commerciale, perch\u00e8 Marco ha dimenticato a casa la cintura.<\/p>\n<p>Con l&#8217;occasione&#8230;mi sono presa un vestitino da Desigual ed abbiamo fatto pranzo da Burger King.<\/p>\n<p>Destinazione successiva abbiamo impostato <b>Santander<\/b>. Aree di sosta non ce ne sono. Avevo come indicazione lo stadio in zona Sardinero, ma c&#8217;era una festa. Poco prima c&#8217;era forse la piscina, con un grande parcheggio e vi erano disposti tre camper. Abbiamo proseguito fino ai parcheggi della spiaggia, trovandovi altri due camper, ma \u00e8 poi arrivata la polizia, dicendo che non si pu\u00f2 dormire da nessuna parte, se non in campeggio.<\/p>\n<p>Siamo andati comunque a scattare qualche foto al mare e poi ci siamo diretti in campeggio, cos\u00ec da approfittare, per una notte, di tutti i &#8220;confort&#8221;&#8230;tra cui la connessione wifi!!<\/p>\n<p><strong>13 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Anche oggi la parola d&#8217;ordine \u00e8 stato relax, adeguandoci allo stile di vita degli autoctoni, tanto che siamo usciti dal campeggio alle 11!<\/p>\n<p>Abbiamo trovato parcheggio in fondo all&#8217;Avenida de Luis Carreno Blanco.<\/p>\n<p>Abbiamo seguito il percorso a piedi della LP, ma \u00e8 stato poco significativo.<\/p>\n<p>Siamo arrivati alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Cattedrale<\/span>, che si compone di due chiese gotiche, ma siamo riusciti a visitare solo quella sottostante, perch\u00e8 nell&#8217;altra era in corso una celebrazione.<\/p>\n<p>La parte per\u00f2 forse pi\u00f9 interessante \u00e8 il chiostro della chiesa superiore.<\/p>\n<p>Ci sono alcune piazze carine, tra cui la <span style=\"text-decoration: underline;\">Plaza Porticada<\/span>.<\/p>\n<p>Abbiamo percorso le vie dei negozi fino all&#8217;Ayuntamiento, poi abbiamo fatto spesa al Mercado de La Esperanza.<\/p>\n<p>Nonostante i molti lavori in corso, la citt\u00e0 mi \u00e8 piaciuta, sebbene abbia poche attrazioni. Forse se ci fosse stato il sole, sarebbe stata ancor pi\u00f9 frizzante.<\/p>\n<p>Siamo quindi partiti avendo come meta Suances e la <b>Playa de Los Locos<\/b>, di cui avevo letto in un diario di viaggio per le verdi scogliere a far da sfondo alla spiaggia. C&#8217;\u00e8 un bel parcheggio grande, dove c&#8217;erano gi\u00e0 parcheggiati alcuni camper ed a cui ci siamo aggiunti, mangiando con vista mare.<\/p>\n<p>Le scogliere sono effettivamente all&#8217;altezza dell&#8217;aspettativa. Molti sono anche i surfisti che frequentano la spiaggia di Los Locos.<\/p>\n<p>A seguire ci siamo recati a <b>Santillana del Mar<\/b>, dove abbiamo parcheggiato seguendo l&#8217;indicazione dei parcheggi per bus, a circa 500 mt dal centro.<\/p>\n<p>Le strade sono tutte a ciottoli e le case in pietra sono meravigliosamente guarnite di fiori, affascinante.<\/p>\n<p>Siamo arrivati alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Colegiata de Santa Juliana<\/span>, la vera attrazione di questa cittadina, sia per la facciata esterna, con il portale scolpito, che per il chiostro.<\/p>\n<p>Anche Plaza Mayor \u00e8 molto carina, guarnita dalla <span style=\"text-decoration: underline;\">Torre de Don Borja<\/span> e dalla <span style=\"text-decoration: underline;\">Torre del Merlino<\/span>.<\/p>\n<p>Ultima tappa della giornata \u00e8 stata <b>Comillas<\/b>, per vedere l&#8217;opera di Gaud\u00ec, <span style=\"text-decoration: underline;\">il Capricho<\/span>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che pi\u00f9 attrae \u00e8, in realt\u00e0, il <span style=\"text-decoration: underline;\">Palacio de Sobrellano<\/span>, con la sua facciata gotica.<\/p>\n<p>Il Capricho si trova appena oltre la cancellata del palazzo, protetto da una recinzione che in parte lo nasconde. Se ne vede la parte alta, a sufficienza comunque per notare le piastrelle con i girasoli che lo caratterizzano.<\/p>\n<p>Successivamente siamo passati da San Vincente de la Barquera, attraversando il ponte del XV sec a basse arcate.<\/p>\n<p>Qui il mare rientra come in un fiordo, ma siamo arrivati forse dalla parte sbagliata e non siamo molto riusciti a vedere l&#8217;effetto.<\/p>\n<p>Ci siamo spostati a Leanes per cercare un posto dove dormire, ma il parcheggio indicato dal navigatore ha la sbarra che vieta ai camper l&#8217;accesso.<\/p>\n<p>Abbiamo quindi proseguito oltre, verso Ribadesella ed abbiamo trovato parcheggio in riva al mare, dove si erano gi\u00e0 disposti altri 10 camper circa e cos\u00ec, finalmente, all&#8217;alba delle 21, ci siamo fermati. (N 43\u00b0 26\u2019 24\u201d W 4\u00b0 52\u2019 16\u201d)<\/p>\n<p><strong>14 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Prima settimana di vacanza&#8230;passata, ma ce ne sono ancora due!!<\/p>\n<p>Prima tappa della giornata \u00e8 stata ad <b>Oviedo<\/b>.<\/p>\n<p>Volevamo iniziare le visite dalla <span style=\"text-decoration: underline;\">Iglesia de San Julian de Los Prodos<\/span>, ma arrivandovi (seguendo i cartelli dei monumenti preromani) non riuscivamo a trovare parcheggio. C&#8217;\u00e8 passata accanto una famiglia di camperisti spagnola, consigliandoci il parcheggio del centro commerciale del Carrefour, poco distante. (N 43\u00b0 22\u2019 11\u201d W 5\u00b0 49\u2019 56\u201d)<\/p>\n<p>La chiesa \u00e8 carina, ma poco significativa.<\/p>\n<p>A piedi siamo poi arrivati abbastanza rapidamente in centro ed alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Catedral de San Salvador<\/span>.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 ha disseminate in varie piazze o strade delle statue, tra cui quella di Woody Allen e la maternit\u00e0 di Botero.<\/p>\n<p>Carina <span style=\"text-decoration: underline;\">Plaza de la Costitucion<\/span> con la Iglesia de San Isidoro e l&#8217;Ayuntamiento (il municipio).<\/p>\n<p>Prima di lasciare definitivamente la citt\u00e0, ne abbiamo approfittato per fare la spesa al supermercato, per poi spostarci di 3 km, per vedere il <span style=\"text-decoration: underline;\">Palacio de Santa Maria del Naranco<\/span>, altra opera pre romanica, sicuramente pi\u00f9 interessante.<\/p>\n<p>Meta successiva \u00e8 stata <b>Taramundi<\/b>, un p\u00f2 fuori percorso, ma di cui avevo letto molto bene&#8230;paese da favola, con i mulini, interesse mio, e le coltellerie, interesse di Marco.<\/p>\n<p>Purtroppo siamo arrivati poco prima delle 19 ed i mulini in realt\u00e0 si trovano nei musei, in paesi diversi ed alcuni chiudono\u00a0 proprio alle 19, ma altri alle 20. C&#8217;\u00e8 anche il museo della coltelleria ed anche quello chiude alle 20.<\/p>\n<p>Abbiamo dovuto fare una scelta ed abbiamo puntato sull\u2019interesse di Marco, la coltelleria. Si trova in un borgo carino, con un horreos (un vecchio granaio, di solito in legno o in pietra, sopraelevato, per proteggerlo dagli attacchi di animali o dall\u2019umidit\u00e0) a dare il benvenuto.<\/p>\n<p>Ci sono alcune sale dove viene spiegata la storia e l\u2019evoluzione della produzione dei coltelli, con appesi alle pareti diversi modelli e poi c&#8217;\u00e8 una piccola dimostrazione esemplificativa sulla produzione, molto interessante.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche una casetta di legno con dei macchinari che vengono messi in funzione da un mulino ad acqua.<\/p>\n<p>Nel frattempo si sono fatte le 20, quindi non abbiamo indugiato oltre per Taramundi, anche se forse avrebbe meritato e dopo un p\u00f2 di fatica ad invertire la marcia, per il poco spazio di manovra per il camper, siamo partiti per la nostra meta finale della giornata, <b>Praia a Catedralis<\/b>, dove speravamo di poter dormire.<\/p>\n<p>Alle 21 il navigatore ci ha comunicato l&#8217;arrivo, e noi avevamo gi\u00e0 individuato i camper parcheggiati, proprio di fronte al mare. Ci siamo disposti\u00a0 e siamo subito scesi per scattare delle foto prima che venisse buio.<\/p>\n<p>Mi stavo gi\u00e0 iniziando a lamentare, perch\u00e8 non scorgevo le scogliere attese e sperate, quando, avvicinandomi alla costa&#8230;le ho viste&#8230;bellissime, come le immaginavo ed estese per diversi km.<\/p>\n<p>Ho scattato, esaltata, un sacco di foto e far\u00f2 uguale, sicuramente, domani mattina. Bello, bello, bello!!!<\/p>\n<p><strong>15 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Dato che questa vacanza \u00e8 all&#8217;insegna della calma, anche questa mattina non \u00e8 stata da meno. Dopo le 10 siamo usciti dal camper per scattare ancora un p\u00f2 di foto alle scogliere e scendere alla spiaggia, attrezzati anche per fare il bagno. Ho pucciato i piedi, ma l&#8217;acqua era gelida, essendoci anche solo 20 gradi. Bench\u00e8 ci fossero i bimbi in acqua e qualche adulto&#8230;mi sono trattenuta, anche perch\u00e8 fare il bagno&#8230;.avrebbe implicato altre tempistiche nella nostra tabella di marcia.<\/p>\n<p>Una volta presa la decisione di non fare il bagno&#8230;siamo tornati al camper per partire, destinazione <b>Cabo Ortegal<\/b>.<\/p>\n<p>La strada per arrivarvi, indicata sulla mappa come bianca, \u00e8 abbastanza larga, ma si riduce sul finale, per via di alcuni lavori in corso, quindi abbiamo percorso questo ultimo tratto\u00a0 sperando non arrivasse nessuno in direzione opposta. Purtroppo le nuvole erano abbastanza basse e tirava molto vento, quindi la sosta \u00e8 stata abbastanza breve, ma il paesaggio \u00e8 carino.<\/p>\n<p>Tappa successiva e ultima della giornata a <b>La Coruna<\/b>, dove siamo arrivati verso le 18.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto di andare prima all&#8217;area attrezzata dei camper, per fare carico\/scarico, che si trova, un po\u2019 fuori mano, vicino al Puerto de San Pedro de Visma, zona O Portino, superando la spiaggia di Riazor, l&#8217;obelisco del Millennium, nonch\u00e8 l&#8217;ascensore panoramico di Monte San Pietro; si percorre tutta la strada lastricata di granito fino alla rotonda asfaltata. L\u00ec si va a destra ed \u00e8 poi subito sulla destra, ma \u00e8 ben segnalata dalla spiaggia in avanti.<\/p>\n<p>Una volta a posto ci siamo spostati alla Torre d&#8217;Ercole, il monumento pi\u00f9 importante della citt\u00e0, ma era tutto pieno (diversi camper, ma soprattutto molte macchine), quindi siamo andati alla ricerca di un altro parcheggio adatto a noi, trovandolo all&#8217;acquario, poco distante. Da qui siamo partiti alla scoperta della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo percorso tutto il lungo mare, fino all&#8217;altezza, sul lato opposto della penisola, all&#8217;<span style=\"text-decoration: underline;\">Avenida de La Marina<\/span>, dove ci sono le case tipiche con le galerias, le verande a vetri che proteggono dal vento, per arrivare a <span style=\"text-decoration: underline;\">Plaza de Maria Pita<\/span> (l&#8217;eroina locale), con portici ad archi, sotto i quali si susseguono bar e ristoranti e con un bel municipio (ayuntamiento).<\/p>\n<p>Siamo arrivati sino alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Iglesia de Santiago<\/span>, la chiesa pi\u00f9 antica della citt\u00e0, con tre absidi romaniche, per poi concederci la cena in una via molto vivace di locali, Calle de la Franja. Seguendo il consiglio della LP, ci siamo fermati alla Meson do Pulpo, dove Marco ha potuto assaggiare due specialit\u00e0 galiziane, il pulpo a la gallega, teneri pezzetti di polpo bollito, condito con olio di oliva e paprika ed il pulpo a feira, simile al precedente, ma servito su pezzi di patate bollite; mentre io ho ordinato Empanadas, una sfoglia ripiena di carne. Abbiamo assaggiato inoltre i pimientos, i peperoncini verdi fritti. Il tutto bagnato da un buon vino bianco freddo. Per concludere abbiamo ordinato la torta di Santiago, un dolce con le mandorle.<\/p>\n<p>Molto soddisfatti siamo tornati al camper, passando per affollate vie centrali (ma la crisi spagnola dov&#8217;\u00e8?), fumandoci un sigaro cubano.<\/p>\n<p>Abbiamo recuperato il camper e ci siamo spostati nel parcheggio della Torre d&#8217;Ercole, che vedremo domani mattina, ormai affollato unicamente di camper.<\/p>\n<p><strong>16 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Questa mattina abbiamo cercato di essere abbastanza rapidi, essendo in un parcheggio che ben presto si sarebbe affollato di auto, anche per via del centro sportivo che si trova proprio di fronte.<\/p>\n<p>Alle 9.30 eravamo gi\u00e0 scesi dal camper per vedere la <span style=\"text-decoration: underline;\">Torre d&#8217;Ercole<\/span>, l&#8217;attrazione de La Coruna. Purtroppo un p\u00f2 di nuvole basse ci hanno impedito di godere appieno del panorama che si ammira da questo punto, ma siamo comunque riusciti ad apprezzare la maestosit\u00e0 della struttura.<\/p>\n<p>Siamo quindi partiti verso la costa ovest della Spagna.<\/p>\n<p>La prima sosta \u00e8 stata alla <b>Punta do Roncudo<\/b>, ancora un p\u00f2 immersa tra le nubi. Il faro in s\u00e8 \u00e8 abbastanza bruttino. Il panorama non \u00e8 male, anche se non ci sono scogliere incantatrici.<\/p>\n<p><b>Cabo Villan<\/b> \u00e8 certamente pi\u00f9 interessante, sia per il faro, circondato di erica, che per il panorama. A farla da padrone sono le pale eoliche, di cui la costa \u00e8 tempestata.<\/p>\n<p>Lungo le strade di collegamento percorse oggi abbiamo potuto scoprire horreos (granai) di varie dimensioni e modelli, davvero caratteristici.<\/p>\n<p>Il faro successivo \u00e8 stato <b>Cabo Tourinan<\/b>, meno carino, esteticamente, del precedente, ma con panorami simili.<\/p>\n<p>Per variare, ci siamo fermati a <b>Praia do Rostro<\/b>, sotto Padris, dove siamo stati molto fortunati, perch\u00e9, proprio in quel momento, sono andata via due macchine vicine, dandoci cos\u00ec la possibilit\u00e0 di fermarci; non avremmo avuto altrimenti molto spazio per fare manovra e tornare indietro. Purtroppo c&#8217;era parecchio vento, quindi non siamo riusciti a stare in spiaggia ed abbiamo fatto una passeggiata in riva al mare, dove era iniziata la bassa marea, immergendo i piedi nell&#8217;acqua gelida.<\/p>\n<p>Ultima sosta della giornata \u00e8 stata a <b>Cabo Fisterra<\/b> o Finis Terre, meta molto frequentata da turisti o da pellegrini, in quanto considerato, erroneamente, il punto pi\u00f9 a ovest della Spagna e perch\u00e8 proprio qui terminava il Cammino di Santiago.<\/p>\n<p>Hanno destinato un parcheggio ai camper, peccato che vi parcheggino anche le macchine ed \u00e8 anche molto pendente, con un p\u00f2 di buchi. Si potrebbe restare qui a dormire, ma abbiamo poi preferito spostarci, anche perch\u00e8 i posti pi\u00f9 pianeggianti erano gi\u00e0 occupati.<\/p>\n<p>Non so se per via dell&#8217;affollamento, ma n\u00e8 il faro, n\u00e8 il panorama mi sono particolarmente piaciuti.<\/p>\n<p>Ci siamo spostati di 10 km e siamo entrati in campeggio.<\/p>\n<p><strong>17 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Anche questa mattina \u00e8 iniziata con le nuvole, dovute all&#8217;essere sulla costa, mi hanno spiegato in campeggio, da cui siamo usciti verso le 11.00 per andare a <b>Carnota<\/b>, dove si trova l&#8217;horreo (granaio) pi\u00f9 lungo della Galizia, ben 34,5 mt, \u00a0costruito per via di una competizione con un altro paese.<\/p>\n<p>Siamo poi passati da Noia, ma dopo essere stati in coda per pi\u00f9 di mezz&#8217;ora (probabilmente per via di un raduno di moto), abbiamo desistito e ci siamo diretti a <b>Santiago di Compostela<\/b>.<\/p>\n<p>Abbiamo messo come indicazione Xoan XXIII, ma, prima di arrivarci, abbiamo notato parcheggiati dei camper in un apposito parcheggio prima di R. De San Roque. (N 42\u00b0 53\u2019 40\u201d W 8\u00b0 31\u2019 57\u201d)<\/p>\n<p>Abbiamo preso il bus n.1, per fare prima, fino a Fonte do Santo Antonio.<\/p>\n<p>Saremmo potuti scendere anche prima, ma l&#8217;autista ci ha consigliato la fermata. Abbiamo percorso le vivaci vie pedonali, come Rua Nova, piene di negozietti e locali, fino alla grande Praza do Obradoiro e alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Cattedrale<\/span>.<\/p>\n<p>La facciata, tante volte vista in foto o in tv, conquista, sebbene il barocco non mi piaccia particolarmente.<\/p>\n<p>Sulla piazza ci sono tante persone, chi arrivate in bici, chi con gli zaini in spalla, chi, esausto, si \u00e8 sdraiato a riposare, i gruppi religiosi e tanti turisti&#8230;come noi.<\/p>\n<p>Siamo entrati nella cattedrale e subito sono rimasta delusa, perch\u00e8 l&#8217;ingresso \u00e8 in ristrutturazione ed il Portico della Gloria, in parte nascosto dalle impalcature, \u00e8 a pagamento. Per vedere quello, nonch\u00e8 il chiostro, abbiamo acquistato il biglietto per il museo.<\/p>\n<p>Il resto della chiesa, per il mio gusto, \u00e8 meno interessante.<\/p>\n<p>A destra dell&#8217;altare c&#8217;\u00e8 la salita per dare l'&#8221;abbraccio&#8221; a San Giacomo. In realt\u00e0 si poggiano le mani sulle spalle del busto del Santo e si appoggia la fronte sulla sua schiena, mentre il suo volto \u00e8 rivolto verso i fedeli e la navata centrale. Noi abbiamo trovato tanta coda, con partenza dall&#8217;ingresso laterale di R. Da Acibecheria. E\u2019 stato comunque un gesto particolare ed emozionante.<\/p>\n<p>In Plaza da Quintana ci siamo bevuti una rinfrescante birra, prima di inoltrarci\u00a0 nuovamente nelle vie laterali, fino al Mercado de Abastos, ma probabilmente qui il sabato pomeriggio molti negozi chiudono e restano aperti solo quelli pi\u00f9 turistici.<\/p>\n<p>Ancora qualche via pedonale, qualche acquisto e per le 20 siamo tornati al camper.<\/p>\n<p>Abbiamo preferito ripartire subito, spostandoci verso il mare ed in particolare verso <b>O Grove<\/b>. Ci sono diverse spiagge, ma non abbiamo trovato parcheggiati camper, quindi siamo entrati in un campeggio sul mare.<\/p>\n<p>Domani, anche in base al tempo, decideremo se fermarci o proseguire.<\/p>\n<p><strong>19 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Al nostro risveglio, contrassegnato dalla calma e dalla rilassatezza, abbiamo deciso, vedendo il sole risplendere in cielo, di concederci una giornata di riposo. Dato che c\u2019era anche un po\u2019 di vento fresco ed in spiaggia avremmo probabilmente avuto i brividi, ne abbiamo approfittato per fare bucato, pulire il camper, prepararci un pranzo pi\u00f9 ricco, fare una favolosa pennica, almeno io, e, con calma, dopo le 16, scendere al mare dall\u2019accesso diretto del campeggio, per un paio d\u2019ore. Insomma, ce la siamo goduta!<\/p>\n<p>Il giorno dopo, con un p\u00f2 di dispiacere, perch\u00e8 si stava molto bene, all&#8217;alba delle 11 siamo ripartiti per proseguire il nostro itinerario. Siamo arrivati fino all&#8217;Illa A Toxa, l&#8217;isola collegata a O Grove da un ponte, e poi ci siamo diretti a <b>Pontevedra<\/b>.<\/p>\n<p>Abbiamo trovato parcheggio (N 42\u00b0 26&#8242; 10&#8221; W 8\u00b0 38&#8217;18&#8221;) al di l\u00e0 del fiume, Rio Lerez, ma comunque a pochi passi dal centro.<\/p>\n<p>La visita \u00e8 iniziata da <span style=\"text-decoration: underline;\">Praza da Lena<\/span>, un angolo medievale molto carino, per poi proseguire verso Praza da Ferreria, su cui si trovano sia l&#8217;<span style=\"text-decoration: underline;\">Igrexa de San Francisco<\/span>, verosimilmente fondata proprio da San Francesco D&#8217;Assisi durante il suo pellegrinaggio a Santiago, sia, un poco spostato, il <span style=\"text-decoration: underline;\">Santuario da Virxe Peregrino<\/span>, con una facciata curva.<\/p>\n<p>Abbiamo concluso il giro superando altre piazze carine, come Praza do Teucro e Praza da Verdura, e quindi siamo partiti per <b>Ourense<\/b>.<\/p>\n<p>Abbiamo trovato parcheggio in Rua Dr. Fleming, alle spalle dell&#8217;ufficio postale. (N 42\u00b0 20\u2019 11\u201d W 7\u00b0 52\u2019 02\u201d)<\/p>\n<p>La visita \u00e8 stata molto breve, ma sotto il sole impietoso, anche faticosa. Siamo stati in <span style=\"text-decoration: underline;\">Praza Maior<\/span>, dove si trova il municipio (Casa do Canello) e dove ci siamo bevuti una fresca cerveza, e alla Catedral do San Martino, un p\u00f2 buia.<\/p>\n<p>Questa tappa ci \u00e8 servita essenzialmente per spezzare il viaggio per Lugo, altrimenti avremmo potuto tranquillamente saltarla.<\/p>\n<p>A <b>Lugo<\/b> c&#8217;\u00e8 un&#8217;area attrezzata non lontana dalle mura, in Rua de Santiago, ma la visita l&#8217;abbiamo lasciata a domani, essendo arrivati alle 20.00.<\/p>\n<p><strong>20 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Questa mattina abbiamo iniziato con la visita della cittadina, circondata da <span style=\"text-decoration: underline;\">mura romane<\/span>, su cui \u00e8 possibile salire e percorrerle interamente.<\/p>\n<p>Oltre a quelle, resta da vedere la <span style=\"text-decoration: underline;\">Cattedrale<\/span>, non particolarmente bella, ma particolare. E&#8217; a tre navate, ma per almeno met\u00e0 chiesa non si coglie, perch\u00e8 quella centrale \u00e8 interamente chiusa.<\/p>\n<p>Abbiamo attraversato un paio di piazze carine, come la Plaza Maior, e poi siamo tornati al camper, fatto carico\/scarico acqua e siamo partiti per <b>Las Medulas<\/b>, dove sono descritti paesaggi straordinari, entrati a far parte dei patrimoni dell&#8217;Unesco.<\/p>\n<p>Qui si trovano le miniere d&#8217;oro romane e le montagne sono quindi state scavate in cerca del metallo prezioso, creando tunnel e canali e lasciando a noi delle rocce rosse di varie forme, che regalano paesaggi incantati.<\/p>\n<p>Noi siamo arrivati alle 2 del pomeriggio, sotto il sole cocente ed abbiamo percorso il cammino &#8220;corto&#8221;, di circa 2 km, che conduce a una cueva (una grotta), ma ci sarebbero state altre alternative&#8230;pi\u00f9 impegnative.<\/p>\n<p>Ci siamo fermati a mangiare un panino in un ristorante del paese (forse l&#8217;unico) e poi siamo partiti per <b>Astorga<\/b>.<\/p>\n<p>Abbiamo parcheggiato appena fuori le mura, all&#8217;incrocio tra la Carrettera de Madrid &#8211; Coruna e Bajada del Postigo, sebbene le uniche cose da vedere, la Cattedrale ed il Palacio Episcopal, si trovino\u00a0 dalla parte opposta, ma la citt\u00e0 \u00e8 piccola e si gira rapidamente. La <span style=\"text-decoration: underline;\">Cattedrale<\/span> \u00e8 carina&#8230;dall&#8217;esterno, mentre all&#8217;interno non siamo potuti entrare&#8230;era chiusa.<\/p>\n<p>Il <span style=\"text-decoration: underline;\">Palacio Episcopal<\/span> \u00e8 di Gaud\u00ec, carino, esternamente, ma anche qui non siamo entrati, essendoci una mostra di monete, manufatti romani, sculture medievali e quant&#8217;altro per noi di poco interesse.<\/p>\n<p>Ultima destinazione della giornata \u00e8 stata <b>Leon<\/b>.<\/p>\n<p>Abbiamo parcheggiato in Avenida de Peregrinos, nell&#8217;apposito parcheggio per i camper, di fronte al centro commerciale Leon. Abbiamo trovato posto tra gli spazi con righe bianche, ovvero non a pagamento. Di camper, in realt\u00e0, ce ne sono di pi\u00f9, ma non sono sicura che gli altri abbiano pagato.<\/p>\n<p>Siamo arrivati alle 19 e la Cattedrale avrebbe chiuso alle 20, cos\u00ec ci siamo affrettati ad arrivare in centro, comunque molto vicino.<\/p>\n<p>Siamo passati da Plaza de San Marcelo, con il municipio e con la <span style=\"text-decoration: underline;\">Casa de Botines<\/span>, un palazzo neo gotico simile ad un castello, progettato da Gaud\u00ec.<\/p>\n<p>Abbiamo proseguito per le vivaci vie centrali sino alla bella <span style=\"text-decoration: underline;\">Cattedrale<\/span>. Era in chiusura, quindi abbiamo dovuto fare il giro di corsa, ma siamo comunque riusciti ad ammirare le belle vetrate ed il coro.<\/p>\n<p>Ultima corsa per accedere al chiostro (visita inclusa nel prezzo del biglietto della Cattedrale), ma meno interessante degli ultimi visti durante questa vacanza.<\/p>\n<p>Con pi\u00f9 calma, dato che non chiude mai, siamo andati alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Real Basilica de San Isidoro<\/span>, ma la calma era dovuta anche alla stanchezza della giornata, accentuata dal gran caldo subito. La parte interessante \u00e8 l&#8217;esterno, in quanto l&#8217;interno, romanico, \u00e8 molto spoglio.<\/p>\n<p>Ultime foto all&#8217;Hostal de San Marcos, un tempo ospedale ed oggi albergo, per poi far ritorno al camper, poco distante.<\/p>\n<p>Delle visite di oggi sono da considerare Leon, Las Medulas per il caratteristico paesaggio, mentre le altre due solo se possono servire, come a noi, per spezzare il viaggio.<\/p>\n<p><strong>21 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Prima di metterci in moto, siamo entrati nel centro commerciale che si trova proprio di fronte al parcheggio\/area di sosta, per fare un p\u00f2 di spesa e cercare una connessione wifi.<\/p>\n<p>Abbiamo impostato il navigatore su <b>Carrion de los Condes<\/b>, a cui la guida TCI ha assegnato ben una stella. Siamo arrivati alle 13.30, sotto il sole cocente. Siamo riusciti ad entrare nel <span style=\"text-decoration: underline;\">Monasterio de San Zoilo<\/span>, in tempo, prima della chiusura del&#8230;mattino, alle 14.00. Abbiamo visto la chiesa ed il chiostro, ma poco significativi.<\/p>\n<p>Non invidio i turisti che arrivano in questo paese, un p\u00f2 sperduto, tra le 14 e le 16, quando tutto \u00e8 chiuso e non c&#8217;\u00e8 nulla da fare.<\/p>\n<p>Ci siamo spostati a <b>Palencia<\/b>. In Avenida Ponce de Leon c&#8217;\u00e8 un&#8217;area di sosta per i camper. Anche qui effettuare una visita sotto il sole delle 15.30 \u00e8 dura, ma abbiamo cercato di muoverci&#8230;nell&#8217;ombra, degli alberi o delle case.<\/p>\n<p>Siamo passati prima dalla <span style=\"text-decoration: underline;\">Iglesia de San Miguel<\/span> e poi dalla <span style=\"text-decoration: underline;\">Cattedrale<\/span>, entrambe purtroppo chiuse, ma carine. A quest&#8217;ora ovviamente i negozi sono chiusi e l&#8217;intera cittadina deve essere impegnata\u00a0 nella siesta.<\/p>\n<p>Infine ci siamo recati a <b>Covarubbias<\/b>, la meta pi\u00f9 interessante della giornata.<\/p>\n<p>E&#8217; un luogo davvero splendido, con case a graticcio e strade acciotolate, molto ben curato. Sebbene non ci sia da vedere nulla di preciso, \u00e8 bello &#8220;perdersi&#8221; per le sue viuzze. In cima alla chiesa abbiamo visto un grande nido di cicogna&#8230;con cicogna annessa, a far da vedetta&#8230;tenera.<\/p>\n<p>Per la sosta notturna abbiamo impostato il navigatore su Santo Domingo de La Calzada, dove siamo arrivati alle 20.30. Avevamo indicazione di un parcheggio, ma dato che non c&#8217;erano altri camper, ci siamo diretti al campeggio di <b>Haro<\/b>, a circa 15 km, dove comunque ci saremmo recati domani per visitare l&#8217;azienda vinicola, produzione per cui la cittadina \u00e8 rinomata.<\/p>\n<p><strong>22 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Avremmo potuto passare la giornata spostandoci da una azienda vinicola ad un&#8217;altra, ma abbiamo dovuto &#8220;scegliere&#8221;.<\/p>\n<p>Siamo andati alla reception del campeggio per informarci. In particolare avevo letto un articolo sulla Bodegas, azienda vinicola, di Lopez de Heredia. Hanno gentilmente provato a chiamare, ma non c&#8217;era la possibilit\u00e0 di effettuare la visita. Ci hanno quindi consigliato un&#8217;altra delle 18 cantine presenti, Bodegas Bilbainas.<\/p>\n<p>Alle 12 c&#8217;era una visita guidata in spagnolo, quindi ci siamo aggregati, sperando che la somiglianza con l&#8217;italiano potesse essere sufficiente. La visita \u00e8 durata 2 h. E&#8217; iniziata subito con una degustazione. La ragazza che ci ha condotti nell&#8217;esplorazione della Bodegas ci ha prima spiegato come valutare un vino, prima dal colore, dalla trasparenza, poi dall&#8217;odore, agitando il vino e poi inserendo il naso nel bicchiere, per meglio cogliere l&#8217;essenza e quindi dal sapore, bevendo un sorso di vino, facendo un piccolo sciacquo e spostando un po\u2019 di vino sotto la lingua, per attivare bene le papille gustative. Non so se la mia spiegazione \u00e8 corretta, ma \u00e8 stato molto interessante. Ci ha condotto successivamente in diversi capannoni, alle cantine, dalle lavorazioni moderne a quelle antiche, passando dalle vigne e facendo altri due assaggi.<\/p>\n<p>Al termine siamo tornati in campeggio, dove ci era stato consigliato in reception di lasciare il camper, per sicurezza, e poi nuovamente indietro ad acquistare delle bottiglie.<\/p>\n<p>Nel frattempo si sono fatte le 14.30 passate, quindi andare a Santo Domingo de La Calzada per vedere la cattedrale, probabilmente in orario di chiusura, era un rischio poco proporzionato alla qualit\u00e0 della visita, cos\u00ec ci siamo recati a Banos de Rio Toloia, dove avevo letto di una fabbrica di Jamon, di Martinez Somalo. Purtroppo non \u00e8 stato possibile effettuare la visita dell&#8217;azienda, perch\u00e8 impegnati in attivit\u00e0 manutentive, se abbiamo capito correttamente, ma abbiamo potuto acquistare un paio di pezzi di prosciutto.<\/p>\n<p>A 7 km si trova <b>San Millan de la Cogolla<\/b>, con il <span style=\"text-decoration: underline;\">Monasterio de Yuso<\/span>.<\/p>\n<p>Anche qui abbiamo trovato solo la visita in spagnolo, di un&#8217;ora. E&#8217; stata interessante ed il monastero \u00e8 carino, sia per la porta d&#8217;ingresso barocca, che per la Sacrestia, tutta decorata di affreschi, nonch\u00e8 per la chiesa stessa.<\/p>\n<p>Al termine ci siamo spostati di poco, a Najera, dove si trova un altro monastero, ma era gi\u00e0 chiuso.<\/p>\n<p>Quindi ci siamo diretti ad <b>Estella<\/b>, che visiteremo domani e siamo entrati in campeggio, non avendo trovato aree di sosta.<\/p>\n<p><strong>23 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo lasciato il campeggio per andare a visitare la citt\u00e0. Abbiamo trovato parcheggio in La Gallarda, lungo la via, ma volendo, poco sopra, c&#8217;era un grande parcheggio. Siamo scesi fino in centro, per poi risalire alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Iglesia de San Miguel<\/span>, per ammirare il portale romanico ricco di decorazioni.<\/p>\n<p>Siamo riscesi, percorso la Rua fino alla Plz. de San Martin, dove c&#8217;\u00e8 una bella zona wifi, di cui abbiamo ovviamente approfittato, proprio sotto il Palacio de Los Reyes de Navarra e da cui si pu\u00f2 rimirare la <span style=\"text-decoration: underline;\">Iglesia de San Pedro de la Rua<\/span>.<\/p>\n<p>La cosa che pi\u00f9 colpisce \u00e8 la bella scalinata che conduce verso il cielo.<\/p>\n<p>L&#8217;interno \u00e8 meno interessante, ma ha un chiostro carino alle spalle.<\/p>\n<p>Nel nostro avvicinarci alla Francia, ci siamo fermati a <b>Puente la Reina<\/b>, per vedere il ponte medievale a 6 arcate.<\/p>\n<p>Ne abbiamo approfittato per percorrere la interessante Calle Mayor, entrando prima nella <span style=\"text-decoration: underline;\">Iglesia de Santiago<\/span> e poi, in fondo, <span style=\"text-decoration: underline;\">l&#8217;Iglesia del Crucifijo<\/span>, con un particolare crocifisso a forma di Y.<\/p>\n<p>Abbiamo nuovamente impostato il navigatore, questa volta verso <b>Pamplona<\/b>, di cui si sente parlare a luglio, per la festa di San Firmino, ma che nel resto dell&#8217;anno sembra scomparire. Abbiamo parcheggiato vicino a Plaza de Juan XXIII, percorso Calle Mayor, fino alla Plaza Consistorial, dove si trova il bel <span style=\"text-decoration: underline;\">Palazzo Comunale<\/span>, sotto cui sfilano i tori il giorno della festa di San Firmino.<\/p>\n<p>Siamo arrivati sino alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Cattedrale<\/span>, che, con la sua facciata austera, non mi ha invogliato alla visita a pagamento, anche se in un secondo momento mi sono pentita, quando ho visto su un depliant una foto del chiostro e&#8230;mi sarebbe piaciuto vederlo, perch\u00e8 diverso da quelli ammirati durante questa vacanza, con quadrifore gotiche.<\/p>\n<p>Non potevamo saltare <span style=\"text-decoration: underline;\">Plaza de Toros<\/span>, anche se cos\u00ec chiusa&#8230;mette solo tristezza, ma ci siamo rifatti con il bel monumento raffigurante la corsa dei corridori inseguiti dai tori.<\/p>\n<p>Sosta cerveza nella bella <span style=\"text-decoration: underline;\">piazza Castillo<\/span>, poi abbiamo percorso il paseo de Sarasate, per tornare al camper.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 parsa una citt\u00e0 carina e vivace, con belle viette e qualche bella piazza, nonostante alle 16.00 ci fossero in giro solo turisti.<\/p>\n<p>Ultima tappa spagnola di questa vacanza, per scoprire l&#8217;origine del Cammino di Santiago, \u00e8 <b>Roncisvalle<\/b>, dove siamo arrivati alle 19.00 e tra le nuvole basse. La temperatura \u00e8 anche precipitata a 19 gradi&#8230;una serata autunnale.<\/p>\n<p>Siamo riusciti giusto ad entrare nella <span style=\"text-decoration: underline;\">chiesa di Santa Maria<\/span>, con delle belle vetrate.<\/p>\n<p>Dormiremo nel parcheggio che si trova proprio sotto la Real Colegiata de Santa Maria e speriamo domani mattina di scorgere qualcosa di pi\u00f9, se la nebbia si dirada.<\/p>\n<p><strong>24 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>Risveglio alla temperatura esterna di 14\u00b0 gradi e poco superiore all&#8217;interno del camper. Il cielo era ancora grigio, ma meno nebbioso di ieri sera.<\/p>\n<p>Prima di ripartire siamo andati ancora a fare due passi per il paesino reso famoso dalla Chanson de Roland, che abbiamo studiato a scuola.<\/p>\n<p>Abbiamo visto arrivare un pulman di giovani con gli zaini da campeggio ed alcuni anche con le biciclette, pronti ad intraprendere il Cammino di Santiago.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima tappa del nostro tour \u00e8 stata <b>St. Jean Pied de Port<\/b>, che avevo visto nel bel film &#8220;Il Cammino di Santiago&#8221;, recentemente trasmesso su Sky, del 2010 con Martin Sheen. Qui rappresentava il punto di partenza del cammino, mentre per noi \u00e8 stata la conclusione.<\/p>\n<p>Il paesino \u00e8 molto caratteristico, con la strada principale stretta ed in salita, ai cui lati si affacciano negozietti carini ed ovunque si scorgono appese le tipiche conchiglie, simbolo del Cammino di Santiago.<\/p>\n<p>Questa associazione \u00e8 dovuta, nella visione pagana, ai pellegrini che si cibavano, durante il loro percorso, di questi crostacei e poi si tenevano al collo la bianca conchiglia, mentre, nelle versione cristiana, una leggenda narra che all\u2019epoca in cui il corpo di Santiago (San Giacomo) veniva trasportato in Galizia via mare dai suoi discepoli, durante la celebrazione di un matrimonio, lo sposo \u00e8 caduto in acqua. Poco dopo, mentre gli inviatati piangevano per l&#8217;accaduto, il corpo, interamente coperto di conchiglie, \u00e8 riemerso dall&#8217;acqua, esattamente nel momento in cui passava la barca con il santo. Da questo avvenimento miracoloso \u00e8 stata associata la conchiglia al pellegrinaggio.<\/p>\n<p>Prima di ripartire ci siamo concessi una favolosa crepe salata, io con formaggio, prosciutto e uovo, mentre Marco ha aggiunto anche patate e noci, entrambe spettacolari!!<\/p>\n<p>Il 14 agosto ho mandato gli auguri tramite facebook a mio cugino Pascal, che vive nel sud della Francia, vicino a Marsiglia, a cui sono seguiti altri messaggi per organizzare di passare a trovarli durante il nostro&#8230;cammino di ritorno, cos\u00ec da St. Jean Pied de Port ci siamo diretti a St. Saturnine, dove siamo giunti quasi alle 22.00.<\/p>\n<p>Abbiamo avuto modo di conoscere le splendide gemelle, Camille e Julia e vedere la casa nuova di Pascal e Celine, dato che l&#8217;ultima volta, in occasione del nostro giro in Provenza, eravamo stati nella precedente dimora.<\/p>\n<p><strong>26 agosto 2013<\/strong><\/p>\n<p>La domenica mattina abbiamo giocato con le bimbe, con la wii, prima ballando io e Celine con loro, seguendo le mosse mostrate sullo schermo e poi con Marco e Pascal, a SuperMario.<\/p>\n<p>Abbiamo proseguito con un bagno in piscina, giocando a pallavolo in acqua e nel mentre \u00e8 arrivata anche Valerie, la sorella di Celine. Infine Pascal ci ha preparato una sontuosa grigliata per pranzo.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio siamo andati a <b>Marsiglia<\/b>, che quest&#8217;anno riveste il ruolo di Capitale Europea della Cultura e che quindi si \u00e8 trasformata, per l&#8217;occasione, con nuovi edifici e opere artistiche a cielo aperto.<\/p>\n<p>Il simbolo che meglio rappresenta tale cambiamento \u00e8 il <span style=\"text-decoration: underline;\">MuCEM<\/span>, il Museo della Civilt\u00e0 Europea e del Mediterraneo, la cui architettura attrae ed affascina.<\/p>\n<p>Si tratta di una struttura costruita sul modo e collegata al forte Saint Jean da una passerella sospesa, fatta di un particolare calcestruzzo dal colore della polvere e dalle tonalit\u00e0 opache, come ha spiegato il suo architetto Rudy Ricciotti.<\/p>\n<p>In questo spazio espositivo di 15.000 m2 ci sono anche aree per i bambini, auditorium, libreria, ristorante con terrazza panoramica. Davvero particolare ed affascinante.<\/p>\n<p>Abbiamo proseguito lungo il porto turistico, ammirando le particolari statue disseminate lungo il percorso.<\/p>\n<p>Nel frattempo le bimbe, e non solo, hanno iniziato ad essere stanche e siamo tornati a casa.<\/p>\n<p>Il lunedi mattina Celine \u00e8 partita per Parigi, per andare ad un corso\u00a0 della sua azienda, Pascal \u00e8 andato al lavoro e noi ci siamo rimessi in camper per tornare a casa, come sempre un p\u00f2 tristi, ma allo stesso tempo felici per le bellissime giornate trascorse!!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.formicamania.it\" target=\"_blank\">www.formicamania.it<\/a><\/p>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente agosto, finalmente vacanza, finalmente si parte!!\u00a0Quest&#8217;anno abbiamo deciso di sfruttare il camper per dirigerci verso una zona per me ancora inesplorata, il nord della Spagna, che dovrebbe essere relativamente fresco, o almeno si spera. 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