{"id":26024,"date":"2013-11-19T15:47:53","date_gmt":"2013-11-19T14:47:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=26024"},"modified":"2013-11-19T15:47:54","modified_gmt":"2013-11-19T14:47:54","slug":"castelli-fortezze-borghi-e-paesaggi-mozzafiato-di-francia-spagna-e-portogallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/castelli-fortezze-borghi-e-paesaggi-mozzafiato-di-francia-spagna-e-portogallo\/","title":{"rendered":"Castelli, fortezze, borghi e paesaggi mozzafiato di Francia, Spagna e Portogallo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Castelli, fortezze, borghi e paesaggi mozzafiato in un itinerario alla ricerca di alcuni villaggi e castelli che hanno subito la Crociata contro l\u2019eresia Catara nel Medioevo. Staordinario resoconto del percorso di viaggio dei nostri amici che forniscono agli amanti delle vacanze itineranti utili informazioni sul loro viaggio e coordinate GPS<\/strong><\/p>\n<p>Il viaggio \u00e8 stato svolto nell&#8217;estate 2013 dal 25 di luglio al 31 di agosto in compagnia di cinque camper percorrendo un totale di 7040 chilometri<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Il Diaro del viaggio<\/h3>\n<p><strong>25 lug gioved\u00ec<\/strong> \u2013 Partenza da Lucca alle 8,00. Tutta autostrada fino a Saintes Maries de la Mer in AA, (N43 27 19 &#8211; E4 25 39) in paese. Arrivo e sistemazione alle 18,30. Giro per il centro facendo acquisti di souvenir. Cena nella via centrale pedonale a base di paella. Rientro ai camper dopo il giro serale. Alle 23 a nanna.<\/p>\n<p><strong>P a S.te Marie de la Mer in AA (<\/strong>N43 27 19 &#8211; E4 25 39)<\/p>\n<p>progressivo km.655 (giorno km.655)<strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>26 venerd\u00ec<\/strong> \u2013 Partenza da S.tes Maries de la Mer alle 9,30. Pranzo a Homps, cittadina sul Canal du Mid\u00ec. Dopo andiamo a vedere il porticciolo turistico sul canale. Molto francese come aspetto, ti aspetti di vedere Maigret seduto al tavolo del\u00a0 bistrot, \u00a0bicchiere di <em>Bordeaux<\/em> in mano in attesa di eventi. Ripartiamo per Carcassonne. Arrivo alle 16 in AA (N43 12 19,4 \u2013 W2 22 26). La vecchia area per camper \u00e8 stata spostata in una zona pi\u00f9 marginale rispetto alla precedente per cui risulta\u00a0 lontano dalla cittadina.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-castello.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26027\" title=\"Carcassonne\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-castello.jpg\" alt=\"Carcassonne\" width=\"325\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-castello.jpg 325w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-castello-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-castello-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-panorama.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26028\" title=\"Carcassonne - panorama\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-panorama.jpg\" alt=\"Carcassonne - panorama\" width=\"325\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-panorama.jpg 325w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-panorama-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/carcassonne-panorama-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>C\u2019\u00e8 una navetta che fa servizio gratuito fino alla porta d&#8217;ingresso al borgo, ma l\u2019ultima corsa termina alle 18 ed \u00e8 un po\u2019 dura farsela a piedi andata e ritorno di sera. Facciamo un \u00a0giro \u00a0sfruttando la navetta, ma il ritorno lo facciamo a piedi perch\u00e9 il bus ha finito il turno. Cena, relax\u00a0 e a letto alle 23. Giornata calda\u00a0 e ventosa dalla mattina alla sera.<\/p>\n<p><strong>P a Carcassonne<\/strong> in AA (N43 12 19,4 \u2013 E2 22 26) a pagamento 8\u20ac. Giornata molto calda e umida, serata molto ventosa e calda.<\/p>\n<p>progressivo Km 887 (km.232 giorno)<\/p>\n<p><strong>27 sab<\/strong> \u2013 Alle 9,30 ritorniamo a visitare Carcassonne, facendo il giro dei <em>remparts<\/em> e delle strade interne piene di articoli per turisti tutti uguali tra loro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26031\" title=\"Montreal in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/montreal-in-camper.jpg\" alt=\"Montreal in camper\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>La cittadina \u00e8 stupenda con le sue mura, gli edifici storici, le case a graticcio, ma per la terza volta (ci siamo gi\u00e0 stati due volte in precedenti viaggi) trovo che \u00e8 troppo votata al turismo, per cui perde molto del suo fascino di antica cittadina fortificata. Rientro ai camper con la navetta delle 12,30.<\/p>\n<p>Pranzo al parcheggio, operazioni di carico e scarico e partenza per il villaggio di Montr\u00e9al sur l&#8217;Aude. Difficolt\u00e0 di parcheggio. C\u2019\u00e8 un <em>Festival di Musica Popolare<\/em> <em>Internazionale<\/em> con gruppi che vengono da pi\u00f9 parti del mondo, dalla Lettonia all\u2019America Latina, dal Costa Rica al Guatemala, un gruppo anche dall\u2019India.<\/p>\n<p>In questo pomeriggio caldo e ventoso nel provare le canzoni della serata i musici coinvolgono gli spettatori\u00a0 in balli folcloristici.<\/p>\n<p>Curioso vedere ballare la <em>Cumbia<\/em> da biondi\u00a0 nordici insieme ad abbronzati costaricani e barbuti indiani dalle vesti colorate coinvolgendo il pubblico di turisti in pantaloni corti e canottiera. Visitiamo la bella e imponente\u00a0cattedrale romanica. Con la sua mole sovrasta tutte le case intorno.<\/p>\n<p>Partiamo nel tardo pomeriggio inseguiti dal caldo opprimente per arrivare a Mirepoix. Fermiamo il camper nella bella e pulita AA (N43 5 7,2 &#8211; E1 52 21,8) gratuita, ricavata negli spazi della vecchia stazione ferroviaria rinata per altre attivit\u00e0 sociali.<\/p>\n<p>Entriamo nella vicina piazza del <em>le<\/em> <em>march\u00e9 couvert<\/em> con strutture metalliche in puro stile <em>Liberty<\/em> dominata dall\u2019antica cattedrale romanica di <em>Sainte Maurice<\/em> del XII sec. Il piccolo centro storico \u00e8 ricco di antiche case a graticcio e portici sorretti da colonne e travi di legno antico; molto bello tutto l\u2019insieme attorniato da giardini e panchine dove gustare tranquillamente il sapore di antico.<\/p>\n<p>L\u2019ambiente \u00e8 talmente bello che decidiamo di fermarci a dormire qui. Cena con il tavolo fuori. Intorno alle 22 tuoni, lampi, fulmini e saette seguiti da un grosso acquazzone che rinfresca l\u2019aria giusto per andare a letto con una buona temperatura.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Mirepoix-in-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26034\" title=\"Mirepoix in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Mirepoix-in-camper.jpg\" alt=\"Mirepoix in camper\" width=\"650\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Mirepoix-in-camper.jpg 650w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Mirepoix-in-camper-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Mirepoix-in-camper-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Mirepoix-in-camper-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>P a Mirepoix<\/strong> in AA gratuita (N43 5 7,2 &#8211; E1 52 21,8) serata calda, ma poi il forte e breve acquazzone rinfresca l\u2019aria.<\/p>\n<p>progressivo Km. 941 (km.54 giorno)<\/p>\n<p><strong>28 dom<\/strong> \u2013 Dopo le operazioni di pulizia partiamo da Mirepoix. Poi in 25 km arriviamo al castello di Monts\u00e9gur per la visita al rocca catara. Parcheggio gratuito (N42 52 26,5 &#8211; E1 49 37,8) all\u2019inizio del sentiero che si inerpica in alto fin sotto le antiche mura. In posizione dominante su uno sperone<\/p>\n<p>roccioso l\u2019edificio \u00e8 in parte deruto a causa delle vicende storiche relative all\u2019eresia catara. Il sentiero parte dal parcheggio auto e a circa 1\/3 di esso ci si imbatte in un casottino per il pagamento del ticket : 4,50 \u20ac per continuare la faticosa salita!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Montsegur-in-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26036 alignleft\" title=\"Monts\u00e9gur in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Montsegur-in-camper.jpg\" alt=\"Monts\u00e9gur in camper\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Montsegur-in-camper.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Montsegur-in-camper-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Paghiamo e raggiunta la sommit\u00e0 si entra nel castello da una apertura posta ad un\u2019altezza di circa 3 metri da terra. Una scala in legno serve a superare il dislivello, in caso di assedio veniva abbattuta rapidamente per impedirne l\u2019accesso diretto. All\u2019interno non rimane pi\u00f9 nessuna struttura, la forma allungata sulla base \u00a0rocciosa cosparsa di conci alla rinfusa.<\/p>\n<p>A forma di nave sulla prua il barbacane con la torre, sulla poppa altro barbacane \u00a0difensivo. La vista abbraccia un angolo di 360\u00b0 fino a vedere molti villaggi in valle. Discendiamo e pranziamo nel parcheggio. Poi partenza per Puivert. Bella strada in saliscendi tra coltivi e boschi. Arriviamo a Puivert.<\/p>\n<p>Per salire al vecchio castello cataro c\u2019\u00e8 una stradina molto ripida, stretta e con il fondo di grosse buche. Lasciamo il camper in uno slargo della strada principale e saliamo a piedi. E\u2019 caldo. Ingresso 5 \u20ac. Lo scenario all&#8217;ingresso \u00e8 molto suggestivo, con portale e torre, ma la manutenzione e la pulizia non sono al solito livello francese.<\/p>\n<p>Comunque all\u2019interno c\u2019\u00e8 rimasto un vasto prato dove durante l\u2019estate si svolgono tornei cavallereschi per turisti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puivert-in-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-26037\" title=\"Puivert in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puivert-in-camper.jpg\" alt=\"Puivert in camper\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puivert-in-camper.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puivert-in-camper-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 un bel <em>donjon<\/em> all\u2019interno del quale una scala\u00a0a chiocciola porta alla sommit\u00e0 dalla quale si domina tutta la valle. Le mura esterne in parte derute erano comunque non molto alte perch\u00e9 non preposte ad assedio, questa rocca fungeva da corte\u00a0 gentile\u00a0 ospitando poeti e cavalieri, dame e damigelle con l\u2019intento di appagare le nobili serate con dizioni poetiche, canti e balli.<\/p>\n<p>Al tempo dell\u2019inquisizione contro il catarismo l\u2019assedio dur\u00f2 solo tre giorni. I pochi ambienti \u00a0interni rimasti e visitabili sono arredati assai miseramente con brutte copie di mobili d\u2019epoca in compensato e alcune vesti di armigeri vecchie e polverose.<\/p>\n<p>In basso nella valle c\u2019\u00e8 un piccolo piano di volo per alianti, ma la curiosit\u00e0 sta nel fatto che al posto dell\u2019aereo trainante c\u2019\u00e8 un lungo cavo posto al termine della pista, che avvolgendosi rapidamente ad un tamburo rotante tira l\u2019aliante tanto velocemente che questo prende quota velocemente fino all\u2019altezza giusta oltre la quale il cavo si sgancia e il velivolo rimane in balia delle correnti ascensionali libero e solo.<\/p>\n<p>Cavo e gancio cadono a terra appesi ad un piccolo paracadute pronto per ripetere la stessa operazione con un altro velivolo.<\/p>\n<p>Riprendiamo strada fino a Rennes les Ch\u00e2teau. Parcheggio per camper segnalato,\u00a0senza acqua ne scarico, alla base del paese distante un chilometro (N42 55 32,3 &#8211; E2 15 50,1). In salita arriviamo a piedi nel borgo per una visita prima di cena.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Rennes-les-Chateau.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26039\" title=\"Rennes les Chateau in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Rennes-les-Chateau.jpg\" alt=\"Rennes les Chateau in camper\" width=\"325\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Rennes-les-Chateau.jpg 325w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Rennes-les-Chateau-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Rennes-les-Chateau-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puilaurens-in-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26040\" title=\"Puilaurens in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puilaurens-in-camper.jpg\" alt=\"Puilaurens in camper\" width=\"325\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puilaurens-in-camper.jpg 325w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puilaurens-in-camper-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Puilaurens-in-camper-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nella parte alta si svolge una gara di <em>petanc<\/em> (bocce) su terreno accidentato, ma cos\u00ec \u00e8 in Francia, qualsiasi superficie \u00e8 buona. La chiesa, piccola, ad una sola navata, molto decorata a colori vivaci con disegni e simboli esoterici assai suggestivi. All\u2019ingresso un&#8217; acquasantiera \u00e8 posta sopra il capo di un diavolaccio nero con occhi spiritati. Bella e misteriosa la <em>Torre di Magdala<\/em> , poco distante, nella luce serale. Breve passeggiata nel minuscolo paese fino alla piazza della <em>Mairie <\/em>dove sono le prove di un gruppo musicale molto bravo, per la serata danzante. Ridiscendiamo ai camper per la cena. Tavolo fuori nella serata fresca e gradevole.<\/p>\n<p><strong>P a Rennes les Ch\u00e2teau<\/strong> in parcheggio gratuito. Nella nottata breve pioggerella che rinfresca ulteriormente l\u2019aria. ( N42 55 32,3 &#8211; E2 15 50,1).<\/p>\n<p>progressivo km. 1070 (giorno Km.129)<\/p>\n<p><strong>29 lun-<\/strong> Di primo mattino visita al villaggio di Rennes. La chiesa, la <em>Villa Bethania<\/em> dell&#8217;abate Sounier, il giardino interno e infine di nuovo il piccolo borgo. Di giorno quel leggero clima tra il mistico, l&#8217;imponderabile e il deciso senso del <em>Maligno<\/em>, svanisce come la neve al sole e anche il fascino legato alle tante storie dell&#8217;abate Sounier e della sua cittadina perdono molto di interesse. Il senso di malinconia ci pervade sopratutto quando vediamo il sepolcro di questo abate misterioso coperto da erbacce e \u00a0abbandonato all&#8217;incuria del tempo. Verso le 12 ci spostiamo a Puilaurens.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-in-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26042\" title=\"Peyrepertuse in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-in-camper.jpg\" alt=\"Peyrepertuse in camper\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-in-camper.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-in-camper-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-in-camper-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Altro castello cataro dominante il villaggio di Lapradelle. Roccaforte molto antica, si parla del 985, appartenente <em>all&#8217;Abbazia di St. Michel de Cuxa<\/em>. Durante la crociata contro l&#8217;eresia catara (sec. XIII) vi furono ospitati molti <em>perfetti<\/em> (aderenti a questa dottrina) sfuggiti ai vari roghi che nel frattempo &#8220;illuminavano&#8221; questa regione.<\/p>\n<p>In posizione strategica alla base dei Pirenei, a difesa dei possedimenti della corona francese di Luigi IX (San Luigi) dalle incursioni aragonesi venne per\u00f2 conquistato varie volte, distrutto e ricostruito fino ad essere abbandonato definitivamente durante la <em>Rivoluzione Francese<\/em>.<\/p>\n<p>Adesso si staglia come un maniero fantasma in parte deruto ma in posizione di nido d&#8217;aquila abbarbicato alla roccia bianca calcarea che domina il villaggio con la sua imponenza.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un comodo parcheggio (N42 48 13,6 &#8211; E2 17 44,3) dal quale parte un sentiero che si inerpica sulla montagna fino sotto le sue mura. All&#8217;interno \u00e8 rimasto ben poco se non un grande spazio erboso con tracce di vari locali di cui rimangono solo alcuni muri perimetrali. La vista abbraccia un vasto panorama sulla campagna sottostante.<\/p>\n<p>Nelle notti di luna piena, racconta una leggenda, il fantasma di una giovane fanciulla, nipote di Filippo il Bello si dice, compare avvolta da un velo di nebbia sulle mura perimetrali del castello.<\/p>\n<p>Da quota 700 metri \u00a0ridiscendiamo a piedi al parcheggio\u00a0 a quota 350 e riprendiamo strada per arrivare a Duilhac su Peyrepertuse sistemandoci nella bella AA del paese. Ci sono alcuni camper e noi ci uniamo a loro. Cena, quattro chiacchiere e poi a nanna.<\/p>\n<p><strong>P a Duilhac s\/r Peyrepertuse<\/strong>, in AA gratuita (N42 51 42,2 &#8211; E2 33 55,5). Bel tempo tutto il giorno, ma fresco sui 24\u00b0.<\/p>\n<p>Progressivo km 1117 (47 km giorno)<\/p>\n<p><strong>30 ma<\/strong>r &#8211; Ore 9, partenza con il camper per visitare il castello di Peyrepertuse, posto in alto a dominare il paese. Strada asfaltata e ripida salita. Il parcheggio riservato ai camper \u00e8 a 1300 metri\u00a0prima del dell&#8217;ingresso al castello (N42 51 58,5 &#8211; 2 33 8,4): 1300 metri da fare a piedi ed in salita! le auto invece arrivano fin sotto le mura!. con un po&#8217; di intraprendenza otteniamo un passaggio in autostop fino alla biglietteria.<\/p>\n<p>Fatto il biglietto abbiamo ancora da percorrere un bel po&#8217; di sentiero nel bosco prima di arrivare al fortilizio. Una bella sfacchinata che ci fa espellere tutte le tossine con l&#8217;abbondante sudata. Il castello per\u00f2 non delude. Fondato a \u00a0quota 800 metri \u00e8 formato da due zone fortificate separate tra loro, ma edificate sullo stesso costone a poche decine di metri l&#8217;una dall&#8217;altra.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-camperisti.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26043\" title=\"Peyrepertuse-camperisti\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-camperisti.jpg\" alt=\"Peyrepertuse-camperisti\" width=\"325\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-camperisti.jpg 325w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-camperisti-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-camperisti-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-panorama.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26044\" title=\"Peyrepertuse-panorama\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-panorama.jpg\" alt=\"Peyrepertuse-panorama\" width=\"325\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-panorama.jpg 325w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-panorama-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Peyrepertuse-panorama-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Siamo sui rilievi calcarei dell&#8217;<em>Hautes<\/em> <em>Corbieres<\/em> e sotto di noi il piccolo ma fascinoso villaggio di Duilhac. La roccaforte nel 1020 \u00e8 sotto il marchesato di Spagna e vi rimane fino al XII sec, ma si sottometter\u00e0 poi al regno di Francia nel 1250 a seguito della crociata, organizzata dal re francese contro gli albigesi (catari) qui rifugiatisi .<\/p>\n<p>Infatti i\u00a0 soldati della corona francese espugnarono il maniero e lo tennero per ben quattro secoli durante i quali la frontiera tra Francia e Aragona passava proprio di qua. Con il <em>Trattato dei Pirenei<\/em> del 1659 il confine viene spostato dove pi\u00f9 o meno si trova ora e quindi l&#8217;importanza strategica del maniero diminuisce \u00a0fino alla <em>Rivoluzione Francese<\/em>, dopodich\u00e9 cade in disuso e solo verso gli anni 50 del secolo scorso si comincia a ripararlo ed utilizzarlo come risorsa turistica.<\/p>\n<p>Dalle sue mura lo sguardo arriva fino al mare. Alle 11,30 in punto inizia lo spettacolo di falconeria. Molto interessante e piacevole, peccato che la spiegazione delle \u00a0evoluzioni dei rapaci sia solo in francese. Alla fine della visita cominciamo a discendere verso il parcheggio, ma adesso non c&#8217;\u00e8 nessuno per un passaggio e allora tutta a piedi, in discesa stavolta. Sono ormai le 14. Spostiamo i camper poco pi\u00f9 a valle dove l&#8217;ombra di un grosso e isolato albero ci da la frescura per pranzare in comodit\u00e0. Pennichella dopo pranzo discretamente ventilata. Alle 17 finalmente, con qualche brontolio, mettiamo in moto per arrivare\u00a0 dopo solo 9 km, al castello di Queribus (N42 50 20,4 &#8211; E2 37 16,3) nel comune di Cucugnan.<\/p>\n<p>Altro sito bellissimo che faceva parte della rete dei castelli catari di questa zona. Descritto anche dal Alphonse Daudet in una novella intitolata &#8220;<em>lettere dal mio mulino<\/em>&#8221; \u00e8 arroccato sul solito roccione calcareo a 730 di altezza. In origine (intorno ai primi anni del 1000) anche questo edificio fortificato apparteneva alla casata Aragonese.<\/p>\n<p>Gli albigesi\u00a0 (catari) qui avevano trovato rifugio sotto la protezione di Pierre de Cucugnan, il quale resistette all&#8217;assedio, finche il Re Luigi IX a capo della crociata non lo espugn\u00f2 mandando al rogo tutti quanti per mano del suo ferocissimo luogotenente Simon de Monfort. La posizione dominante del castello era molto importante perch\u00e9, come Peyrepertuse, in posizione strategica contro il potere spagnolo, almeno fino al <em>Trattato dei Pirenei<\/em> del 1659 menzionato sopra, quando i confini tra le due nazioni cambiarono.<\/p>\n<p>La salita al castello a piedi \u00e8 molto agevole, per cui alle 19 quando ridiscendiamo ai camper non siamo nemmeno troppo stanchi. Ritorniamo a Duilhac nella stessa AA di ieri sera. Stavolta ceniamo con il tavolo fuori nella serata fresca. Temperatura serale sui 25\u00b0. Sereno e ventilato.<\/p>\n<p><strong>P a Duilhac<\/strong> in AA N42 51 42,2 &#8211; E2 33 55,5<\/p>\n<p>progressivo 1138 (21 km giorno)<\/p>\n<p><strong>31 mer<\/strong> &#8211; Dopo le solite operazioni di scarico e carico, alle 9,30 partiamo per il castello di Arques (N42 57 6 &#8211; E2 21 58,2) sulla D613 da Rennes-les-Chateau\u00a0 verso est. Bell&#8217;edificio di forma cubica, all&#8217;angolo di ogni vertice un torrione cilindrico sale fino al tetto. Da lontano sembra un edificio\u00a0fortificato di notevoli dimensioni con i suoi tre piani di altezza e i quattro torrioni che svettano verso il cielo, da vicino la valutazione delle sue dimensioni \u00e8 pi\u00f9 reale e ci si accorge che in fondo non \u00e8 poi cos\u00ec grande come appariva da lontano. La pianta si articola con una unica sala al piano terra dalla quale nascono i quattro torrioni.<\/p>\n<p>In quello di destra, rispetto all&#8217;entrata, c&#8217;\u00e8 la scala a chiocciola che porta al piano\u00a0 primo costituito da una sala centrale con volta a crociera, e una camera per ogni torrione. La scala sale ancora al secondo piano. Sala centrale con soffitto a travi in legno e con camere in ogni torrione. Anche al terzo piano si ritrova la stessa scansione delle sale.<\/p>\n<p>L&#8217;ambiente esterno\u00a0 che si abbraccia con lo sguardo dalle finestre \u00e8 molto suggestivo perch\u00e9 l&#8217;edificio non \u00e8 arroccato sul solito sperone roccioso, ma sorge su un ampio prato in dolce pendenza ed il borgo di Arques \u00e8 li vicino poco pi\u00f9 in basso sul bordo del torrente <em>Realses<\/em>. Nel 1217 il solito Simon de Montfort brucia castello, borgo e suoi abitanti, regalando poi l&#8217;edificio al suo luogotenente Pierre de Voisins, che a sua volta ne prende possesso bruciando viva sulla piazza del villaggio una donna sessantenne accusata di stregoneria. L&#8217;aspetto attuale del castello \u00e8 dovuto alla sua ricostruzione nel XIII sec. da parte del figlio di Pierre de Voisins. Viene terminato nelle forme attuali nel 1316 ed assume la funzione di residenza di campagna cos\u00ec&#8217; come appare ora. Pranzo lungo la strada.<\/p>\n<p>Arriviamo \u00a0a Termes,\u00a0 castello\u00a0 cataro \u00a0(parcheggio fuori del paese per evidenti difficolt\u00e0 di spazi N43 0 4,1 &#8211; E2 33 56,3). Sorge su un colle boscoso e sotto c&#8217;\u00e8 il borgo, ma rimangono solo ruderi assai difficili da decifrare se non con i numerosi pannelli esplicativi lungo il percorso di visita. E&#8217; in fase di profondo restauro. In compenso la strada per salire questa volta \u00e8 molto agevole in leggera salita. Come al solito fu conquistato da Simon de Montfort nel 1210.<\/p>\n<p>Dopo\u00a0una resistenza durata quattro mesi il castello cedette per mancanza d&#8217;acqua e dissenteria, ma i\u00a0residenti riuscirono a fuggire tra i boschi. Raimondo di Termes fu preso prigioniero e i suoi beni donati dal Montfort ad un crociato che si era distinto nell&#8217;assedio. Anche questo castello faceva parte della rete difensiva dei confini contro gli spagnoli, ma nel 1652, prima del <em>Trattato dei Pirenei<\/em>, venne demolito e cos\u00ec dimenticato dal tempo fino al 1989 quando se ne riprese il restauro conservativo come monumento nazionale. Torniamo indietro per 8 km all&#8217;incrocio con la D613, e poi fino al borgo di Villerouge-Termenes, (in Occitano <em>Vilaroja de Termen\u00e9s<\/em>). Parcheggio tranquillo nello spiazzo Termes antistante una <em>Cave de Vin<\/em> (N43 0 17,8-E2 37 36,5). Piccolissimo agglomerato sul fiume <em>Libre<\/em>, dove l&#8217;unica emergenza storica di rilievo \u00e8 il castello seminascosto tra le case del borgo stesso. I torrioni angolari spuntano dai tetti delle abitazioni.<\/p>\n<p>Dentro \u00e8 allestito un museo con alcune sale arredate. Sin dal XII sec. e fino alla <em>Rivoluzione Francese<\/em> <em>l&#8217;Arcivescovado di <\/em><em>Narbonne<\/em> era proprietario sia del castello che di tutto il borgo. Nel 1227 viene occupato abusivamente da Simon de Monfort e dalla sua guarnigione. Nel 1321 l&#8217;ultimo <em>perfetto<\/em> (cataro) Guilhelm Belibaste qui venne arso vivo nella piazza del paese. Visitiamo il borgo e poi torniamo al camper che sono le 19,30. Il parcheggio \u00e8 buono anche per passare la notte. Ceniamo con il tavolo fuori sotto due grossi cedri argentati. E&#8217; caldo stasera.<\/p>\n<p><strong>P a Villerouge-Termenes<\/strong>, parcheggio per camper gratuito, senza acqua ne scarico N43 0 17,8-E2 37 36,5. Bella serata con stelle cadenti in un cielo blu. In serata la temperatura scende ed \u00e8 pi\u00f9 gradevole.<\/p>\n<p>progressivo 1224 (86 km giorno)<\/p>\n<p><strong>1 ago gioved\u00ec<\/strong> &#8211; Partenza da Villerouge alle 9,30. Direzione Lagrasse a 14 km. Parcheggio obbligatorio per i visitatori al campo da gioco (N43 5 25 &#8211; E2 37 22,3)(oppure zona nord N43 5 34 &#8211; E2 37 12,8). <em>All&#8217;Ufficio del Turismo<\/em> prendiamo i depliant per la visita al villaggio, classificato dalla\u00a0rivista francese tra &#8220;<em>Les plus beaux villages de Francia<\/em>&#8221; \u00e8 sulla riva sinistra del fiume <em>Orbieu<\/em> e l&#8217;antica abbazia di <em>Sainte Marie Orbieu<\/em>, preromana del sec X sulla dx.<\/p>\n<p>Due comodi ponti pedonali ed uno carrabile collegano il villaggio all&#8217;edificio religioso. Visitiamo questo importante complesso benedettino le cui origini iniziano gi\u00e0 dall&#8217; VIII sec., almeno come primo fabbricato di cui si parla nei documenti, fondato addirittura da Carlo Magno. L&#8217;Abbazia svolse il suo straordinario potere, anche politico,\u00a0 durante le crociate contro i catari, trattando per\u00f2 azioni di intermediazione tra gli occupanti e gli occupati. Il suo potere era dato dall&#8217;enorme sviluppo dei possedimenti che si\u00a0estendevano, gi\u00e0 prima del 1000, sino alla Spagna. Con il tempo perse d&#8217;importanza fino ad attraversare un periodo critico intorno al XIV sec. per poi rifiorire intellettualmente.<\/p>\n<p>Nel 1662 venne addirittura ampliato il chiostro ed il palazzo episcopale. La <em>Rivoluzione Francese<\/em> azzer\u00f2 tutto vendendo i beni della congregazione in due lotti distinti. Ancora oggi \u00e8 visibile tale netta separazione. Dopo la visita all&#8217;abbazia torniamo nella parte medievale di Lagrasse che conserva una bella <em>Hall <\/em>(mercato coperto) con la grande copertura sostenuta da una serie di pilastri in legno antico e grandi capriate degne di esperti maestri d&#8217;ascia. Nella parte lungo il fiume sono riconoscibili tratti di antiche mura di cinta medievali\u00a0 con la <em>Porte de l&#8217;Eau <\/em>e la<em> Tour de Plaisance<\/em> sul bastione pi\u00f9 alto del villaggio.<\/p>\n<p>Alle 13,30 torniamo al camper affamati e soddisfatti della visita. L&#8217;aria \u00e8 fresca\u00a0 e ventilata \u00a0\u00e8 sufficiente \u00a0a rendere \u00a0ancora pi\u00f9 piacevole il pranzo a base di prodotti locali che abbiamo acquistato all&#8217;emporio del paese. Poi con calma partiamo per un&#8217;altra famosissima abbazia, quella di <em>Fontfroide<\/em>. Comodo parcheggio per la visita, \u00a0ma vietato il pernottamento (N43 5 34,3-E2 37 14,5). Visita guidata obbligatoria, ma solo in francese, aiutati dall&#8217;audioguida in italiano. Molto bella, suggestiva e interessante. Il modello architettonico generale \u00e8 molto simile <em>all&#8217;Abbaye de Lagrasse<\/em>. Prima Benedettina e poi Cistercense, edificata tra il XI e XIII sec in una valle amena ricca di cipressi e pini, con la pietra arenaria dei <em>Corbieres<\/em> dal caldo\u00a0color ocra.<\/p>\n<p>Con una dote di terre vastissima che arrivava fino alla Catalogna ed una ricchezza immensa. Durante la crociata contro i catari si afferm\u00f2 come baluardo dell&#8217;ortodossia cattolica. A differenza di quasi tutti i beni della chiesa che con la <em>Rivoluzione<\/em> vennero confiscati ed incamerati dalla stato, questa grande abbazia rimase sempre frequentata, con alterne vicende fortunose, dai monaci cistercensi che si occuparono di mantenerla in vita restaurandola e facendola arrivare fino ad oggi cos\u00ec com&#8217;era.<\/p>\n<p>La visita guidata si conclude in un&#8217;ora dopodich\u00e9 torniamo al camper e partiamo per Narbonne dove si trova una bella AA vicino al centro storico (N43 10 47,7-E3 1 15,4). Prima di arrivare alla AA ci fermiamo per fare spesa al supermarket dove troviamo dei prezzi\u00a0superiori a quelli delle botteghe di casa nostra, con una scelta di prodotti molto scarsa e di bassa qualit\u00e0. Dopo le operazioni non semplicissime, per far aprire la sbarra dell&#8217;AA ci sistemiamo. Sono le 19,30. Prepariamo cena \u00a0fuori come fanno tanti altri: barbecue di salsicce arrosto, bistecca di maiale, insalata di lattuga e pomodori ed un buon ros\u00e9 del <em>Linguedoc<\/em>. Alle 23,30 tutti a nanna.<\/p>\n<p><strong>P a Narbonne<\/strong> in AA (N43 10 47,7-E3 1 15,4) a pagamento. Tempo bello tutto il giorno, fresco serale per dormire bene.<\/p>\n<p>progressivo km 1280 (56 km giorno)<\/p>\n<p><strong>2 ve<\/strong>n &#8211; Alle 9 partenza con le bici per la visita alla citt\u00e0 di Narbonne. C&#8217;\u00e8 qualche nuvola ma non minaccia pioggia. Due km di pista ciclabile, di cui pi\u00f9 della met\u00e0 lungo il canale <em>La Robine<\/em> che porta direttamente a pochi passi dalla piazza della cattedrale. Un bel mercato di ambulanti, vivo e rumoroso, ed un mercato coperto ben fornito dove acquistiamo tante cose buone da mangiare. Poi visita all&#8217;imponente cattedrale di <em>St. Just<\/em>. In stile gotico, del 1272, venne iniziata ma non portata a termine\u00a0 per conservare i bastioni che sarebbero stati abbattuti per far posto all&#8217;edificio religioso.<\/p>\n<p>Dall&#8217;esterno si nota questa interruzione perch\u00e9 la navata principale, da progetto, \u00e8 rimasta incompiuta e senza il tetto. All&#8217;interno il coro, imponente e altissimo, 41 metri, con vetrate colorate. Il chiostro, molto bello, del 1350, in arenaria chiara, posto a lato della basilica, sorge sul luogo dove in epoca carolingia c&#8217;era una piccola chiesa. Sulla stessa area nelle immediate vicinanze sorge anche il <em>Palais des Archeveques<\/em> che \u00e8 un&#8217;insieme di edifici di varie epoche: il <em>Palais Vieux<\/em>, del 1100, il <em>Donjon de la Madaleine<\/em> e il <em>Donjon\u00a0 Gilles Aycelin<\/em> del 1200, la <em>Tour St. Martial<\/em> e il <em>Palais Neuf<\/em> del 1300 e la <em>Residence des Archeveques<\/em>, residenza dei vescovi con lo scenografico scalone seicentesco.<\/p>\n<p>Infine <em>l&#8217;Hotel de<\/em> <em>Ville<\/em> (municipio) con la facciata ottocentesca. Facciamo un giro con la bici per il centro storico e nella grande piazza pedonale e poi rientriamo per la stessa ciclabile fino all&#8217;AA (c&#8217;\u00e8 anche una navetta gratuita che fa questo servizio verso la citt\u00e0). Pranzo, sosta pomeridiano e quindi si parte alle 15,30 per Narbonne-Plage.<\/p>\n<p>Arriviamo in AA dietro le dune prospicienti il mare (N43 8 50-E3 9 15,3). Posizione stupenda a 10 \u20ac a notte tutto compreso &#8211; ah la Francia !. Ci sistemiamo e poi oltrepassata la duna siamo su uno spiaggione semideserto, poca gente, mare un po&#8217; mosso, abbastanza ventilato da far sfrecciare via le <em>Car-a-voile<\/em> (specie di <em>wind-surf<\/em> a tre ruote su sabbia compatta). Gli aquiloni alti nel cielo si gonfiano d&#8217;aria e tendono i fili di manovra.<\/p>\n<p>Alle 20 rientriamo al camper preparando un piccolo <em>barbecue<\/em> con le ultime salsicce rimaste. Ceniamo dentro perch\u00e9 la posizione buona dietro la duna \u00e8 tutta occupata dai camper pi\u00f9 fortunati, mentre la nostra, in mezzo al piazzale \u00e8 battuta dal vento teso serale che disturba un po&#8217;. Temperatura serale \u00a0piuttosto fresca, da felpa. Chiacchierata con le sedie fuori e poi a nanna.<\/p>\n<p><strong>P a Narbonne-Plage<\/strong> in AA a pagamento (N43 8 50-E3 9 15,3) sul mare.<\/p>\n<p>progressivo 1305 (25 km giorno)<\/p>\n<p><strong>3 sab<\/strong> &#8211; Siamo nell&#8217;AA di Narbonne-Plage, mattinata ventosa, ma tanto sole; poi verso le 10,30 il cielo si fa nero e viene gi\u00f9 uno scroscio d&#8217;acqua che dura un&#8217;ora, dopodich\u00e9 di nuovo sole. Il tempo rimane incerto. Giro sulla spiaggia, pranzo, pulizie generali. Nel pomeriggio riceviamo la telefonata dei componente il gruppo definitivo che si trovano a solo 80 km da noi, quindi stasera ci riuniremo tutti e cinque. Breve pennichella poi alle 16,30 partenza per la Jonquera in Spagna dove ci aspetteranno tutti gli altri.<\/p>\n<p>L&#8217;Autoroute francese ci prepara il solito <em>gran-bouchon<\/em> a Montpellier dove c&#8217;\u00e8 la barriera del pedaggio prima di passare in Spagna. Proseguiamo su Autopista spagnola a pagamento uscendo presto perch\u00e9 La Jonquera \u00e8 a pochi km. Parcheggio ormai collaudato davanti a\u00a0 &#8220;<em>El Mirador&#8221;<\/em> dove sono gi\u00e0 sistemati gli altri componenti il gruppo e dove a prezzo fisso si mangia e si beve tutto quello che vuoi. Dalle vetrate del ristorante rivolte verso la strada assistiamo ad un incidente stradale in diretta proprio sotto di noi. Scontro frontale fra due auto.<\/p>\n<p>Uno dei due guidatori rimane accasciato immobile sul volante. Non d\u00e0 segni di vita. Ambulanza, polizia, medico, pompieri, ma il ferito in effetti \u00e8 ubriaco fradicio e non si regge in piedi non per il colpo, ma per l&#8217;alcool. Viene comunque caricato\u00a0 a forza sull&#8217;ambulanza e portato via. Tutto tranquillo, non c&#8217;\u00e8 stato nessun ferito, l&#8217;impatto\u00a0 \u00e8 stato a bassa velocit\u00e0 e anche le auto non sono troppo danneggiate. All&#8217;uscita dal ristorante siamo belli satolli, mettiamo le sedie fuori per una chiacchierata comune e poi alle 23,30 a nanna.<\/p>\n<p><strong>P a La Jonquera<\/strong> in Spagna, (N42 23 52,8-E2 52 54,8) parcheggio gratuito, un po&#8217; rumoroso per il traffico che scorre vicino. Serata fresca.<\/p>\n<p>progressivo km 1421 (km116 giorno)<\/p>\n<p><strong>4 dom<\/strong> &#8211; Partenza da La Jonquera. Tutta Autopista (a pagamento) fino a Barcellona, poi Autovia (gratuita) fino a Saragozza, quindi strada normale la N-II fino a Tudela e infine la NA-134 fino a Arguesa al punto sosta stabilito (N 42 10 9 &#8211; W 1 35 21) nella zona dello stadio. Ci informiamo se al santuario di <em>Nostra Segnora de Yugo<\/em> \u00e8 possibile pernottare e dopo la conferma facciamo altri 8 km di strada asfaltata nella <em>Bardenas Real<\/em> per raggiungere il posto. C&#8217;\u00e8 un bel parcheggio\u00a0panoramico (N 42 12 20,5 &#8211; W1 35 9,5) dal quale si domina la sottostante <em>Bardenas-Blanca<\/em>.<\/p>\n<p>Tutto il sito \u00e8 ben organizzato con tavoli pic-nic, acqua e <em>mirador<\/em> panoramici a 360\u00b0. Ci sistemiamo e ceniamo al fresco con i tavoli fuori, come fanno altri camperisti. Non siamo soli. Sono le 20 e il sole \u00e8 ancora alto, per cui apriamo i tendalini per avere un po&#8217; d&#8217;ombra. All&#8217;imbrunire, sono ormai le 21,30 passate, ci spostiamo per godere al massimo il panorama del tramonto infuocato del sole sulle <em>Bardenas<\/em> e poco pi\u00f9 tardi i paesi in valle segnati da mille luci che fanno da riflesso al cielo stellato. Tramonto da cartolina.<\/p>\n<p><strong>P al santuario isolato di\u00a0 Nostra Segnora de Yugo<\/strong> nella Bardenas Real vicino a Arguesa. (N 42 12 20,5 &#8211; W 1 35 9,5). Serata fresca.<\/p>\n<p>progressivo km 2002 (km 581 giorno)<\/p>\n<p><strong>5 lun<\/strong> &#8211; Alle 9 volante in mano per spostarci nelle <em>Bardenas <\/em>vere e proprie. Raggiungiamo il Centro Informazioni (N42 10 46-W1 31 59) e dopo esserci documentati opportunamente con cartine e quant&#8217;altro, prendiamo la facile sterrata iniziando un percorso ad anello che raccoglie tutta la <em>Bardenas Real Blanca<\/em>. E&#8217; un sito naturale quasi desertico nel senso che in tutta l&#8217;area, di circa 42000 ettari, non vi sono insediamenti umani ne vegetazione consistente.<\/p>\n<p>Il suolo \u00e8 composto da argille, gessi e arenarie instabili. L&#8217;erosione dell&#8217;acqua e del vento hanno creato un ambiente simile all&#8217;Arizzona in cui canyon e altipiani tabulari, detti <em>cabezos<\/em>,\u00a0 rendono il paesaggio estremamente affascinante. La quota oscilla tra i 280 e i 670 metri. La vegetazione scarsissima \u00e8 concentrata prevalentemente nei rari corsi d&#8217;acqua che rimangono secchi per la maggior parte dell&#8217;anno. Le <em>Bardenas Reales<\/em> erano di propriet\u00e0 esclusiva della corona spagnola, adesso non appartengono all&#8217;area di nessun comune, ma sono di propriet\u00e0 della <em>Comunit\u00e0 di Bardenas Reales<\/em>, un ente pubblico che nel 2000 \u00e8 riuscito a farla dichiarare <em>Riserva Integrale della Biosfera<\/em>.<\/p>\n<p>Confinante con la <em>Bardenas Blanca<\/em> (per la presenza di sali biancastri di gesso che ricoprono gran parte della superficie), c&#8217;\u00e8 la <em>Bardenas Negra<\/em> cosiddetta dalla presenza di vegetazione, molto interessante anche quest&#8217;area dove si trovano\u00a0 alcuni pueblos abitati. All&#8217;interno della <em>Blanca<\/em> che visitiamo, c&#8217;\u00e8 un aeroporto militare dal quale ogni tanto partono rombanti F18 o altri velivoli, che proprio oggi fanno prove di missili centrando obiettivi a terra distanti da noi, ma comunque \u00a0ben visibile \u00e8 la nuvoletta del razzo che esplode a terra.<\/p>\n<p>Pranzo in uno spiazzo ai piedi di una <em>mesa<\/em> i cui fianchi sono costellati di nidi di grifoni che volteggiano sulle nostre teste in voli planati di straordinaria bellezza. Non c&#8217;\u00e8 un albero sotto il quale prendere un po&#8217; d&#8217;ombra, la temperatura \u00e8 alta, ma l&#8217;aria \u00e8 estremamente secca e ventilata per cui mangiando dentro i camper, con tutte le finestre aperte, si prova una bella sensazione di refrigerio.\u00a0 Concluso l&#8217;anello di visita ben segnalato (dal quale non \u00e8 possibile deviare pena sanzioni) prendiamo la direzione verso Soria. Dopo una ventina di km deviamo dalla nazionale per andare a visitare il <em>Monasterio de Fitero<\/em>.<\/p>\n<p>Qualche difficolt\u00e0 di transito in paese per le\u00a0strade strette e problemi di parcheggio (N42 3 20,6-W1 51 21,1) risolti in qualche modo, andiamo a vedere il monastero cistercense, ma \u00e8 chiuso ed \u00e8 visitabile solo il chiostro.<\/p>\n<p>Ci spostiamo per vedere la bella facciata romanica della chiesa di <em>Santa Maria de Nienzebas<\/em> adiacente il monastero stesso. Due campanili quasi gemelli incorniciano la facciata con un bellissimo portale romanico molto strombato con cornici multiple. La chiesa per\u00f2 \u00e8 chiusa data l&#8217;ora tarda. Giriamo intorno ad essa e ci troviamo un una bella piazza pedonale dominata dall&#8217;abside multiplo Fitero <em>Santa Maria di Nienzebas<\/em> della chiesa in puro stile romanico. Riprendiamo strada e arriviamo al campeggio di Soria (un po&#8217; fuori la citt\u00e0). Sistemiamo i mezzi sul prato erboso all&#8217;ombra di alberelli, apriamo i tendalini perch\u00e9 il sole non \u00e8 ancora tramontato e prepariamo\u00a0 cena con i tavoli fuori. La temperatura man mano cala e diventa quasi fresca. Poi a nanna.<\/p>\n<p><strong>P a Soria<\/strong> in Campeggio (N41 44 47,3-W2 29 4,3)<\/p>\n<p>progressivo km 2179 (km 177 giorno)<\/p>\n<p><strong>6 mar<\/strong> &#8211; Notte fresca, quasi freddo. La temperatura di questa mattina \u00e8 21\u00b0. Freschino. Partenza dal camping con i camper per visitare i due monasteri ed il centro storico di Soria. Mettiamo i mezzi nel park dei bus (tollerati) del <em>Chiostro de S. Juan de Duero<\/em> sulla riva del fiume <em>Duero <\/em>(N41 46 6,1-W2 27 15,1). La visita costa 60 cent per vedere la piccola chiesa ed il magnifico\u00a0 chiostro\u00a0 sulla riva del \u00a0<em>Duero<\/em>. \u00a0Faceva \u00a0parte \u00a0della \u00a0<em>Fondazione \u00a0degli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme<\/em>. Il chiostro \u00e8 una perla di bellezza, del sec XII-XIII, rimangono solo gli archi che circondano il quadrato erboso interno, mentre la copertura \u00e8 andata distrutta. Le colonne sorreggono una serie di archi intrecciati di chiara influenza araba.<\/p>\n<p>Ogni lato del quadrato di base ha una successione diversa\u00a0 di archi. Le forme stilizzate di animali, foglie e disegni sono improntate da un fascino esoterico\u00a0estremamente affascinante. L&#8217;interno della chiesa, a navata unica, presenta due cibori romanici posti simmetricamente ai lati dell&#8217;abside,\u00a0 sorretti ciascuno\u00a0 da quattro colonne con bellissimi capitelli scolpiti magistralmente con le storie della liturgia ortodossa.<\/p>\n<p>Dopo questa visita spostiamo i camper in un parcheggio (N41 45 59-W2 27 27,7) sulla strada vicino alla cattedrale di <em>San Pedro<\/em>. Magnifico esempio di vari stili architettonici, costruita nel XII sec, quindi romanica, presenta all&#8217;interno motivi gotici e rinascimentali con volte a <em>rameggio<\/em> sorrette da pilastri cilindrici. Sull&#8217;altare maggiore un imponente <em>retablo<\/em> dorato cinquecentesco. Il chiostro adiacente, in bello stile romanico,con \u00a0colonnine binate, di marmo e capitelli scolpiti\u00a0 che sorreggono la galleria perimetrale.<\/p>\n<p>Usciamo dirigendoci a piedi alla vicina chiesa di <em>Santo Domingo<\/em>, anch&#8217;essa romanica con un bellissimo portale\u00a0 dalla\u00a0\u00a0 profonda strombatura,\u00a0 scolpito con numerosi personaggi sia negli archi che nella lunetta centrale.\u00a0 Grande rosone\u00a0 in alto. La facciata cuspidata, spartita da colonnine che sorreggono archetti ciechi. L&#8217;interno \u00e8 molto semplice a tre navate gotiche e grande retablo all&#8217;altare maggiore. Andiamo a vedere poi la imponente facciata del <em>Palacio de los Condes de Gomara<\/em>, del XVI sec, in stile rinascimentale con grande portale e imponente torre laterale.<\/p>\n<p>All&#8217;interno un luminoso patio su due piani. Attualmente \u00e8 sede del Palazzo di Giustizia. Torniamo di nuovo ai camper spostandoci adesso nel parcheggio lungo la sponda dx del fiume <em>Duero<\/em> (N41 45 41,7-W2 27 16,7) davanti alla <em>Ermita de San Saturio<\/em>. Pranzo e poi attraversiamo il ponte pedonale che da accesso al sentiero dell&#8217;eremitaggio posto sulla riva opposta. Arroccata alla parete rocciosa la cappella votiva ottagonale sovrasta la grotta dove meditava l&#8217;eremita <em>Saturio<\/em>.<\/p>\n<p>Saliamo i numerosi scalini per arrivare all&#8217;ingresso della cappella, ma \u00e8 chiusa, riapre El Burgo de Osma, alle 16,30. Troppo tardi per noi e quindi rinunciamo alla visita interna. Partiamo per El Burgo de Osma. Bellissimo centro\u00a0 magnificamente conservato, in parte circondato da mura e dal <em>Rio<\/em> <em>Osma<\/em>. Bel parcheggio adatto anche alla sosta notturna (N 41 35 12,7 &#8211; W 3 4 22,7). In corrispondenza del bel ponte sul rio c&#8217;\u00e8 la porta di ingresso al nucleo abitato. La cattedrale gotica, cominciata nel 1232 dal monaco di Cluny \u00a0\u00a0Osma, e intitolata\u00a0 alla <em>Annunciazione di Maria<\/em>, \u00e8 imponente \u00a0\u00a0rispetto alle case intorno. Sorge sull&#8217;area di un&#8217;altra chiesa romanica precedentemente edificata. Occupa gran parte della <em>Piazza San Pedro<\/em>. L&#8217;ingresso, posto sul fianco laterale, \u00a0\u00e8 protetto da un profondo nartece \u00a0con arco a tutto sesto, mentre il portale, arricchito da numerose sculture, \u00e8 profondamente strombato, con arco a sesto acuto e rosone superiore, separato da una balaustra di epoca seicentesca.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Segovia-Cattedrale-e-Alcaza.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26053\" title=\"Segovia Cattedrale e Alcazar in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Segovia-Cattedrale-e-Alcaza.jpg\" alt=\"Segovia Cattedrale e Alcazar in camper\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Segovia-Cattedrale-e-Alcaza.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Segovia-Cattedrale-e-Alcaza-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Segovia-Cattedrale-e-Alcaza-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Il grande campanile, possente a pianta quadrata, risente degli\u00a0 influssi di stili diversi che si sono succeduti nel tempo. L&#8217;interno si visita \u00a0con guida, ma solo in spagnolo. Il tesoro, la sacrestia, il grande retablo. Il chiostro romanico lo visitiamo senza l&#8217;aiuto della guida gustandoci centimetro per centimetro i trafori in marmo delle grandi finestre separate da possenti contrafforti, ma chiuse da esili colonnine di marmo e nella parte superiore da una decorazione marmorea\u00a0 finemente traforata tipica del periodo gotico. Vi si trova il sarcofago di <em>Pedro de Osma<\/em>, del XIII sec. in pietra colorata.<\/p>\n<p>La piazza <em>San Pedro<\/em> \u00e8 circondata da edifici medievali a graticcio con antichi portici sostenuti da pilastri\u00a0 e travature in legno. Riprendiamo strada per arrivare a Segovia. Il navigatore, pazzo, tenta di farci passare per il centro storico\u00a0creandoci notevoli difficolt\u00e0 perch\u00e9 arriviamo ad un imbuto oltre il quale la strada \u00e8 impossibile da percorrere. Traffico dietro di noi in tilt. Marcia indietro!<\/p>\n<p>Ritorniamo alla periferia e chiedendo informazioni a voce, riusciamo a trovare il parcheggio vicino all&#8217;<em>Alcazar<\/em> (N 40 56 47,5 &#8211; W 4 7 26,3). E&#8217; un parcheggio sterrato per auto e bus urbani. Sono gi\u00e0 le 21 e ci mettiamo a cena ognuno sul proprio camper. Alle 21,30 arriva la pattuglia di polizia in moto e ci annuncia che vicino c&#8217;\u00e8 un campeggio e l\u00ec proprio non possiamo stare. Ordini dal Comando! Finiamo di cenare (con permesso ottenuto) e poi immettiamo le coordinate del camping &#8220;<em>El Acueducto<\/em>&#8221; per passare la notte tranquilli. Alle 23,30 siamo a posto pronti per dormire. Giornata fresca sui 22\u00b0.<\/p>\n<p><strong>P a Segovia<\/strong> al camping &#8220;<em>El Acueducto<\/em>&#8221; , 4 km. fuori citt\u00e0 verso sud. (N40 55 52,4-W4 5 32,8).<\/p>\n<p>progressivo km 2402 (km 223 giorno)<\/p>\n<p><strong>7 mer<\/strong>&#8211; Alle 9,10 con il bus n.5 che passa vicino al camping raggiungiamo Segovia in 15 minuti. Scendiamo alla cattedrale e da l\u00ec inizia la visita alla citt\u00e0. La cattedrale, dedicata all&#8217;<em>Assunzione di Maria Vergine <\/em>e a<em> San Frutos<\/em> \u00e8 chiamata anche la &#8220;<em>Dama delle Cattedrali<\/em>&#8221; per la sua eleganza. Costruita nei sec. XVI-XVIII, dopo la distruzione di quella precedente a seguito dei moti rivoluzionari dei <em>Comuneros<\/em> in stile gotico \u00a0anche se i tempi sono cambiati (siamo nel 1511 sotto Carlo V) e in parte rinascimentale con la altissima torre campanaria di 110 metri. All&#8217;interno le volte delle navate sono a <em>rameggio,<\/em> elegantissime, sostenute da poderosi pilastri a fascio.<\/p>\n<p>Il chiostro del XIV sec, ricorda nelle sue forme architettoniche e decorative, quello di El Burgo de Osma: grandi aperture chiuse da esili colonnine in marmo e delicato fraseggio ornamentale in marmo traforato, in puro stile gotico. Faceva parte dell&#8217;antica cattedrale gotica demolita, fu smontato pezzo per pezzo e trasportato presso la nuova. Passeggiata con ricca colazione e quindi arriviamo all&#8217;<em>Alcazar<\/em>. All&#8217;estremo nord della citt\u00e0 su uno sperone di roccia a strapiombo sulla valle dove \u00a0anticamente c&#8217;era un fortilizio del XIII sec.<\/p>\n<p>Trasformato nei secoli successivi in edificio neogotico\u00a0 &#8220;alla francese&#8221; a seguito di un devastante incendio avvenuto nel XIX sec\u00a0 che ne distrusse gran parte. Bellissimo giardino antistante l&#8217;edificio, con fiori e grandi alberi che riparano dalla calura estiva. Il paesaggio che si gode da questa altura abbraccia la verde valle dove scorre il fiume <em>Eresma<\/em>. In basso si vede il bel monastero di <em>El Parral<\/em> e poco oltre la cappella di <em>Vera Cruz<\/em>. In lontananza la <em>Meseta<\/em> castigliana.\u00a0 Siamo su un altopiano a 1000 metri di quota e l&#8217;aria \u00e8 fresca e limpida. Ridiscendiamo lungo la <em>Calle Juan Bravo<\/em>, strada affollata e pedonale piena di negozi, ammirando la <em>Casa de los Picos<\/em> con l&#8217;originale facciata bugnata a punta di diamante, fino ad arrivare all&#8217;acquedotto romano, dove questa bella via termina. L&#8217;acquedotto, costruito nel I sec sotto Traiano, \u00e8 imponente ed elegante nello stesso tempo. A due ordini di arcate, nel punto pi\u00f9 alto \u00e8 28 metri.<\/p>\n<p>In conci di pietra perfettamente squadrati \u00e8 alimentato dal fiume <em>Acebeda<\/em> che dalla <em>Sierra<\/em> <em>Fuenfria<\/em> porta l&#8217;acqua fino nel punto\u00a0 pi\u00f9 elevato della citt\u00e0. Torniamo al camping con il solito bus. Pranzo e partenza per raggiungere Avila. Magnifica strada la N110 che attraversa un paesaggio arido e deserto, tra colline e valli rimanendo sempre in quota sull&#8217;altopiano. Arrivo nel parcheggio\u00a0dei bus, ma anche dei camper (senza acqua ne scarico) ad Avila (N40 39 40-W4 42 17). Ce ne sono gi\u00e0 alcuni. Il \u00a0luogo \u00e8 tranquillo, \u00a0proprio \u00a0dietro \u00a0la gendarmeria \u00a0e \u00a0molto \u00a0ampio, perch\u00e9 \u00e8 anche il parcheggio del <em>Palacio de Congresos<\/em>.<\/p>\n<p>Bell&#8217;edificio moderno ma equilibrato e ben inserito nel contesto urbano. E&#8217; il tardo pomeriggio, ma il sole \u00e8 ancora alto, per cui mettiamo gi\u00f9 le bici e andiamo a fare un primo giro alla citt\u00e0. Bisogna pedalare con forza perch\u00e9 le porte di ingresso al centro storico sono in salita. Tutta la cittadina, circondata da mura perimetrali \u00e8 sulla collina ed il parcheggio invece in basso. Rientriamo ai camper dopo questo primo assaggio culturale e ci apprestiamo a cenare dentro i camper. Il vento teso disturba un po&#8217;. La temperatura serale \u00e8 sui 26\u00b0.<\/p>\n<p><strong>P a Avila<\/strong> in parcheggio gratuito misto auto, camper e bus. Non c&#8217;\u00e8 acqua ne scarico, ma \u00e8 illuminato e tranquillo.(N 40 39 40 &#8211; W 4 42 17). Temperature: mattino 15\/16\u00b0-pomeriggio 25\/27\u00b0-serale 26\/27\u00b0.<\/p>\n<p>progressivo km.2472 (km 70 giorno)<\/p>\n<p><strong>8 gio<\/strong> &#8211; Visita di nuovo alla citt\u00e0 di Avila. Prendiamo le bici e alle 9,30 siamo alla <em>Puerta de Alcazar<\/em>. E&#8217; la porta nelle mura cittadine rivolta verso est, vicina alla \u00a0<em>Catedral del Salvador<\/em>. Difesa da due grossi torrioni binati all&#8217;esterno dei quali c&#8217;\u00e8 il monumento, moderno, a <em>Santa Teresa d&#8217;Avila<\/em>.<\/p>\n<p>E&#8217; ancora tutto chiuso, compreso <em>l&#8217;Ufficio del Turismo<\/em>. Ne approfittiamo per un bel caff\u00e8. Alle 10 saliamo sul circuito della <em>Murallas de Avila<\/em>. Costruite intorno all&#8217;XI sec. con un camminamento \u00a0sulle mura urbane che le percorre interamente per tutta la sua lunghezza di 2500 metri. Queste erano rinforzate e protette da 90 torri cilindriche disposte lungo tutto il perimetro. \u00a0Belle, avvincenti e istruttive con l&#8217;audioguida in italiano. Il percorso accessibile \u00e8 solo sulla met\u00e0 del perimetro, ma \u00e8 comunque interessante vedere da una parte la cittadina e dall&#8217;altra il paesaggio fino alle lontane montagne.<\/p>\n<p>Siamo sempre sulla quota dei 1200 metri slm. Scendiamo nel centro storico con la bella cattedrale <em>del Salvador<\/em>, addossata alle mura del lato est con la grossa abside che sporgendo da esse ne costituisce una delle torri di difesa. L&#8217;interno \u00e8 tipicamente gotico con doppio deambulatorio nell&#8217;abside. Il chiostro altrettanto bello restaurato di recente. Alle 12,30 siamo ai camper per il pranzo, poi alle 14 partenza per Salamanca, distante 110 km circa.<\/p>\n<p>Arriviamo al camping &#8220;<em>Don Quiote&#8221; <\/em>sul <em>Rio Torme<\/em>s a est della citt\u00e0. Sono le 14,30, ci prendiamo questo scorcio di giornata in completo relax al camping. Ordiniamo una enorme paella per 10 persone e alle 20,30 andiamo a ritirare la grande teglia per la nostra cena. Tendalini aperti, tavolini\u00a0 fuori sotto gli alberi e cena tutti assieme. Chiacchierate serali fin quasi a mezzanotte, poi a nanna. Giornata fresca e serata tiepida, ottima temperatura che certo rimpiangeremo nei prossimi giorni.<\/p>\n<p><strong>P a Salamanca<\/strong> in camping &#8220;<em>Don <\/em><em>Quiote<\/em>&#8221; sul fiume (N40 58 30,7 &#8211; W 5 36 11,7)<\/p>\n<p>progressivo km.2582 (km.110 giorno)<\/p>\n<p><strong>9 ven<\/strong> &#8211; Prendiamo il bus delle 9, per andare a visitare Salamanca. Arrivo in <em>Plaza de <\/em><em>Espagna<\/em>, e poi a piedi per la <em>Calle Toro<\/em> arriviamo in <em>Plaza Major<\/em>, creata nella met\u00e0 del settecento,\u00a0 grande, di forma quadrata, monumentale, circondata su tre lati da bei palazzi in stile omogeneo, il quarto \u00e8\u00a0quasi interamente occupato dall&#8217;<em>Ajuntamento<\/em>. Da qui arriviamo alla <em>Catedral <\/em><em>Nueva<\/em> e alla <em>Catedral <\/em><em>Vieja<\/em>, che sono adiacenti. Grandissimo l&#8217;insieme, imponente, dove intervengono stili architettonici diversi, gotico, rinascimentale e barocco dovuti al prolungarsi dei lavori nel corso dei decenni.<\/p>\n<p>Visita interna ed esterna accurata che lascia ben soddisfatti. Proseguiamo verso il <em>Rio<\/em> <em>Tormes<\/em> fino al <em>Puente Romano<\/em> dalle numerose arcate che scavalcano il fiume. Al ritorno non ci lasciamo sfuggire\u00a0 la <em>Casas de las <\/em><em>Concias<\/em>, bell&#8217;edificio quattrocentesco con i muri esterni decorati con 400 \u00a0<em>concias<\/em> (conchiglia) di <em>S. Jago<\/em> che ne ingentiliscono l&#8217;aspetto, insieme alle finestre in stile isabelline e grandi inferriate\u00a0 in ferro battuto. All&#8217;interno un bel <em>Patio<\/em> in stile\u00a0\u00a0 \u00a0isabellino a due piani con arcate mistilinee di notevole fattura (lavorate in Italia).<\/p>\n<p>Davanti a questo palazzo c&#8217;\u00e8 quello de la <em>Universidade Ponticia de Salamanca<\/em> con il <em>Collegio Gesuita de lo Spirito Santo<\/em> e le due altissime torri campanarie barocche. Saliamo su quella aperta al pubblico detta &#8220;<em>la Clericia<\/em>&#8220;, con i numerosi scalini fino alla sommit\u00e0 dalla quale si abbraccia tutta la citt\u00e0. Bella vista.\u00a0 Rientriamo al camping con i bus delle 14. Pranzo e poi con tutta calma partiamo alla volta di Astorga, che raggiungiamo alle 19,30. Troviamo subito prima della citt\u00e0, l&#8217;AA alla <em>Arena de Toros<\/em>. Ci sono altri camper, anche italiani. Ci sistemiamo con i tavoli fuori, poi quattro chiacchiere per concludere la serata. Il tramonto \u00e8 intorno alle 22.<\/p>\n<p><strong>P a Astorga<\/strong> in AA gratuita, in parte ombreggiata a un paio di km dalla citt\u00e0 (N42 27 5,2-W6 3 57).<\/p>\n<p>progressivo km 2792 (km 210 giorno)<\/p>\n<p><strong>10 sab<\/strong> &#8211; Andiamo a visitare Astorga (<em>Asturica Augusta<\/em> ) inforcando le bici. Cittadina medievale ma di origine romana alle pendici dei <em>Montes de Leon<\/em> sulla <em>Cordigliera Cantabrica<\/em> (35 km a ovest di Leon). Visita alla cattedrale in stile gotico-fiammeggiante,\u00a0 trecentesca. La facciata \u00e8 un misto di stili tra gotico, plateresco e barocco. Archi rampanti, pinnacoli e contrafforti a non finire. L&#8217;interno \u00e8 a tre navate senza transetto con tre absidi poligonali. A lato della cattedrale c&#8217;\u00e8 il chiostro di forme gotiche.<\/p>\n<p>Vicino al complesso religioso c&#8217;\u00e8 il <em>Palazzo Episcopale<\/em>, edificio moderno, del &#8216;900, di Gaud\u00ec, oggi dedicato al Astorga <em>Palazzo Episcopale<\/em><em> Museo de los Camino<\/em>, relativo alla storia del percorso dei pellegrini verso Santiago de Compostela. Torniamo ai camper dopo aver girovagato un poco per la cittadina. Pranzo e poi alle 14 partiamo in direzione di Ponferrada per visitare il <em>Castillo de los Templares<\/em>. Bel castello a margine della cittadina, restaurato con cura e sapienza. Adesso \u00e8 chiuso, apre alle 17. Giro per le vie cittadine semideserte dalla calura estiva. Alle 16,30<\/p>\n<p>raggiungiamo Las Medulas, zona protetta di antiche cave romane per l&#8217;estrazione dell&#8217;oro. I parcheggi sono tutti pieni, bisogna avere pazienza ed aspettare che le auto lascino il luogo di sosta per prenderne possesso. Ci sistemiamo provvisoriamente in quello dei bus. Prendiamo tutte le informazioni <em>all&#8217;Ufficio Turistico<\/em> per visitare a piedi il percorso segnato; scegliamo quello breve perch\u00e9 adesso \u00e8 veramente caldo. \u00a0E&#8217; un ambiente estremamente suggestivo creato a suo tempo dai romani nella loro attivit\u00e0 estrattiva, costituito da colline e alti pinnacoli di ocra rossa e Ponferrada castello templare rosa di materiale terroso di resulta che il tempo e la pioggia con la loro azione erosiva hanno creato in questo magico luogo. Iniziamo il sentiero addentrandoci nel bosco verdeggiante godendoci anche la sua frescura ed ammirando questo spettacolo\u00a0 colorato con la terra rosso fuoco in contrasto con il\u00a0verde del bosco.<\/p>\n<p>Arriviamo a vedere due grosse cave di estrazione del minerale. L&#8217;oro veniva separato dal materiale terroso attraverso la potenza dell&#8217;acqua. Questa veniva convogliata artificialmente verso le prime aperture e con la sua forza creava le gallerie il cui fango veniva vagliato per recuperare il prezioso minerale. I documenti ci dicono che da queste cave a cielo aperto i romani abbiano estratto pi\u00f9 di 5000 kg di oro puro in tutto il periodo di attivit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Las-Medulas-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-26052\" title=\"Las \u00a0Medulas in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Las-Medulas-camper.jpg\" alt=\"Las \u00a0Medulas in camper\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Las-Medulas-camper.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Las-Medulas-camper-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Adesso \u00e8 un interessantissimo percorso pedonale tutelato da un <em>Parco Nazionale<\/em> e dichiarato <em>Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0<\/em> nel 1997. Verso le 20, finita la visita, l&#8217;area \u00e8 deserta e noi sistemiamo i camper nel migliore dei modi. Cena in posizione panoramica, con i tavoli fuori alla frescura serale (ma qui il sole tramonta alle 22), come fanno altri camperisti, e poi a tarda sera a letto.<\/p>\n<p><strong>P a Las Medulas<\/strong> in parcheggio auto gratuito. Serata calda, ma poi rinfresca nella tarda serata. (N 42 27 40,9 &#8211; W6 46 2,8).<\/p>\n<p>progressivo km.2883 (km 91 giorno)<\/p>\n<p><strong>11 dom<\/strong> &#8211; Partenza da Las Medulas alle 9, direzione Guimar\u00e3es in Portogallo. Facciamo la OU533 per attraversare la <em>Sierra de la Cabrera<\/em> che separa la Spagna dal Portogallo. Strada bellissima che\u00a0attraversa paesaggi collinari e montani di estrema bellezza. Fondo stradale ottimo e ampia la carreggiata. Saliamo a oltre 1100 metri slm con due passi montani. Aria frizzantina e cielo terso. Colazione in area pic-nic attrezzata con tavoli e panche in granito naturale con ampia vista panoramica su alcuni laghi artificiali che producono energia elettrica. Arriviamo al confine e rimettiamo gli orologi perch\u00e9 oltrepassiamo il fuso orario: un&#8217;ora indietro rispetto alla Spagna.<\/p>\n<p>Arriviamo a Guimar\u00e3es al parcheggio del <em>Castello di Alfonso I di Braganza<\/em> (Re del Portogallo nel 1143 per 40 anni) del X sec. Parcheggio in terra arida, molto polveroso, basta camminare a piedi per sollevare nuvolette di polvere (N41 26 58 &#8211; W 8 17 17,8). Bello il castello che domina la citt\u00e0. Cortine merlate in pietra, torri quadrate agli angoli e mastio di forma quadrata alto 27 metri. E&#8217; una costruzione possente \u00a0in posizione dominante rispetto all&#8217;intorno. Ingresso gratuito.<\/p>\n<p>Davanti al castello un piccolo gioiello romanico, la chiesa di <em>Sao Miguel<\/em>, del XII sec. Poco pi\u00f9 in basso il grande <em>Palazzo dei Duchi di Braganza<\/em>, edificio gotico caratterizzato da alti camini cilindrici. Oggi palazzo di rappresentanza del Presidente della Repubblica. Scendiamo a visitare anche il centro cittadino.\u00a0 Nella piazzetta medievale di <em>Largo de Olivera<\/em>, oltre alle numerose case a graticcio su portici in legno, c&#8217;\u00e8 la chiesa di <em>Nossa <\/em><em>Sinhora de Olivera<\/em>, antica basilica romanica, con facciata cuspidata e portale ogivale scolpito.\u00a0 Rimaneggiata nel periodo gotico insieme alla piccola edicola davanti alla facciata; esile edificio su colonnine di marmo e cuspidi sui quattro lati.<\/p>\n<p>Il campanile dalle forme possenti \u00e8 un rimaneggiamento rinascimentale del sec XVI. Molti giardini abbelliscono ampi spazi all&#8217;interno del centro storico, dando un piacevole senso di pulizia e freschezza. Oggi \u00e8 molto caldo. Ripartiamo per Braga. Arriviamo al <em>Monastero del Bon <\/em><em>Jesus do Monte<\/em> sulla collina. Difficolt\u00e0 di parcheggio a causa dei posti riservati solo ai bus, ma soprattutto a causa dell&#8217;affollamento domenicale che pressa questo luogo (N41 33 23,4 &#8211; W 8 22 39,3), comunque il vigile ci lascia momentaneamente sostare con mugugnio degli autisti di bus che hanno poco spazio per manovrare.<\/p>\n<p>Consigliato il parcheggio pi\u00f9 in basso servito anche dalla funicolare per arrivare al convento (N 41 33 10,3 &#8211; W 8 22 53).<\/p>\n<p>Visitiamo il luogo con un po&#8217; di apprensione per i camper.<\/p>\n<p>La chiesa \u00e8 molto grande, ma dal punto di vista architettonico assai recente, ottocentesca. Invece la posizione dominante il paesaggio \u00e8 molto bella. La scalinate che nasce in basso alla collina\u00a0 e porta alla sommit\u00e0 del colle, davanti alla chiesa, \u00e8 di spettacolare bellezza. Le rampe si intersecano alternativamente creando un intreccio fantastico. Ad ogni ripiano c&#8217;\u00e8 una zampillante fontana per\u00a0rinfrescarci dalla calura e gli scalini, dall&#8217;alzata agevole, non fanno sentire la fatica della salita. Per\u00f2 una volta scesi dalla chiesa fino alla base della gradinata, non c&#8217;\u00e8 nessun modo per risalire se non quello di rifare la stessa scalinata in salita.<\/p>\n<p>Da tenere di conto quando si parcheggia il mezzo: meglio, quindi, il parcheggio in basso, pi\u00f9 comodo, ombreggiato e con meno problemi di posti. Dopo un&#8217;ora e mezzo di visita ci spostiamo per la notte a Vila Nova de Gaia, vicino a Porto. Ci sono circa 60 km, ma \u00e8 tutta autostrada. Arriviamo al Camping &#8220;<em>La <\/em><em>Madalena<\/em>&#8221; alle 19,30. Troviamo posto all&#8217;ombra filtrata degli eucalipti. Temperatura fresca adesso. Si sente l&#8217;influenza dell&#8217;Atlantico, siamo proprio sul mare! Una volta sistemati apriamo i tendalini e ceniamo fuori tutti insieme.<\/p>\n<p><strong>P a Vila Nova de Gaia<\/strong> al Camping &#8220;Orbitur La Madalena&#8221; (N 41 6 27,6 &#8211; W 8 39 19,5)<\/p>\n<p>progressivo km.3243 (km 360)<\/p>\n<p><strong>12 lun &#8211;<\/strong> Questa notte ha fatto qualche goccia d&#8217;acqua che ha macchiato i camper, polverosi, con il tannino delle piante. C&#8217;\u00e8 nebbia sul mare ed \u00e8 quasi freddo. \u00a0Prendiamo il bus delle 9 e andiamo a visitare la citt\u00e0 di Porto. Cominciamo con il porticciolo lungofiume davanti la <em>Praca Ribeira<\/em>, proprio sotto il ponte di ferro <em>Dom Luis I<\/em>. I battelli turistici si incrociano sul fiume <em>Douro<\/em> trasportando gente a visitare le famose cantine del vino.<\/p>\n<p>Passeggiando per la citt\u00e0 arriviamo alla\u00a0stazione ferroviaria dove nell&#8217;atrio principale i meravigliosi e immensi <em>azulejos<\/em> fanno bella mostra di se. Poco lontano svetta nel cielo la torre barocca della chiesa de <em>Los Clerigos<\/em>. Troviamo in <em>Rua Arquitecto Nicolau Nazoni<\/em> (sotto la chiesa in pratica) un tipico ristorante familiare &#8220;<em>Flor de Braganza&#8221;<\/em> con men\u00f9 a base di baccal\u00e0: \u00e8 nostro! \u00e8 l&#8217;ora giusta. Aspettiamo dieci minuti che si liberi un tavolo e poi ci sediamo.<\/p>\n<p>Assaporiamo alcuni dei pi\u00f9 buoni piatti a base di baccal\u00e0 che abbiamo sentito fino ad ora. Prezzi familiari! (il men\u00f9: polpette di pesce, crema di tonno, olive saporite, bacalau al forno con verdure miste (!), bacalau asado, guazzetto, patate fritte, insalata, caraffa di vino, acqua, dolce e caff\u00e8, il tutto a 13\u20ac). Alle 15,30 Arriviamo alla <em>S\u00e9<\/em> (cattedrale), in alto in bella \u00a0Porto il ponte<em> Dom Luis I<\/em> posizione, ma stravolta nei restauri ottocenteschi il cui originale romanico si trova solo nel transetto con i poderosi muri. Ci lasciamo sedurre da una visita di tutto riposo per le strade della citt\u00e0 con un trenino su gomma che ci trasporta comodamente con commento in portoghese, a vedere le emergenze storiche del centro.<\/p>\n<p>Sosta obbligata alla cantina &#8220;<em>Real Companhia Velha<\/em>&#8221; dove immancabilmente compriamo il <em>vinho do Porto<\/em>. Concludiamo il giro alla <em>S\u00e9<\/em> e quindi una passeggiata sul ponte <em>Dom Luis I<\/em> non ce lo lasciamo scappare. Visione spettacolare del \u00a0fiume <em>Douro<\/em> e della citt\u00e0 dall&#8217;alto. \u00a0Sulla \u00a0sponda opposta c&#8217;\u00e8 la stazione di partenza della cabinovia sospesa ad un cavo d&#8217;acciaio, che porta fino a livello del fiume gi\u00f9 in basso sulla sponda sx del quartiere \u00a0Gaia, \u00a0dove c&#8217;\u00e8 anche la fermata del bus 609 per tornare al campeggio. \u00a0Spettacolare! Subito la prendiamo! Merita l&#8217;esperienza.<\/p>\n<p><strong>P a Vila Nova de Gaia<\/strong> camping &#8220;<em>Orbitur La Madalena<\/em>&#8220;. Temperatura durante il giorno fresca ma soleggiata dopo una certa ora. In serata scende di nuovo un po&#8217; di nebbia e la temperatura si\u00a0 abbassa a 23\u00b0. Occorre la felpa! Ceniamo comunque fuori, ben vestiti,\u00a0 sotto i tendalini.<\/p>\n<p>progressivo km 000 (km 000 giorno)<\/p>\n<p><strong>13 mar<\/strong> &#8211; Partenza dal camping alle 9 in direzione di Aveiro. In parte autostrada (in media ogni 10 km c&#8217;\u00e8 un ponte telematico che preleva dalla carta di credito presentata all&#8217;ingresso della prima autostrada della nazione, la somma di circa 1,10\/1,60\u20ac &#8211; comoda, non ci sono caselli, ma un po&#8217; caruccia). Usciamo 5 km prima di Aveiro per fare spese al supermarket, stessi\u00a0 prezzi di quelli\u00a0italiani. Troviamo poi rapidamente il parcheggio sul canale (N40 38 37,45 &#8211; W8 39 27,25) e andiamo in centro, distante poche centinaia di metri. E&#8217; chiamata &#8220;<em>la Piccola Venezia<\/em>&#8221; per i numerosi canali che la attraversano. Prenotiamo un &#8220;<em>barco<\/em>&#8221; turistico, dalla tipica forma delle imbarcazioni di questa citt\u00e0 che ci porta a spasso lungo questi canali. Bel giro in cui il barcaiolo di nome Helder parlando un po&#8217; il\u00a0 portoghese, lo spagnolo e un po&#8217; di italiano ci spiega quello che si vede lungo le sponde passando con la barca. Concludiamo con una visita pedonale al mercato del pesce, che merita uno sguardo, ed al centro storico ricco di bellissimi palazzi lungo il canale\u00a0principale.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio riprendiamo strada per arrivare a Praya da Poco (N40 29 23 &#8211; W8 47 24,6), ma non c&#8217;\u00e8 posto per parcheggiare perch\u00e9 giustamente \u00e8 la settimana di ferragosto ed \u00e8 festa per tutti. Proseguiamo fino a Praya de Mira, circa 7 km pi\u00f9 a sud (AA N40 26 42 &#8211; W8 48 6 oppure in alternativa poche decine di metri pi\u00f9 avanti, sotto la duna, gratis N40 26 43,6 &#8211; W8 48 14,5). Parcheggiamo temporaneamente lato strada nel grande parcheggio gratuito e andiamo a vedere la spiaggia. La duna \u00e8 protetta e si pu\u00f2 scavalcare solo passando da un sentiero protetto in tavolato che scende direttamente sulla battigia.<\/p>\n<p>Temperatura non troppo calda, oceano con grandi onde che violentano la spiaggia, surfisti in azione sulla cresta dei marosi e tanta gente a prendere il sole. Rimaniamo sulla spiaggia fino alle 20,30 poi decidiamo di rimanere nel grande parcheggio dove nel frattempo le auto se ne sono andate e dove si sono gi\u00e0 sistemati altri camper e tende. Non c&#8217;\u00e8 acqua ne scarichi, ma a noi oggi non servono, siamo autosufficienti alla grande. Apriamo i tendalini come fanno gli altri e ceniamo tutti insieme fuori al fresco. Alle 23,30 tutti a nanna. Serata assai fresca e ventilata.<\/p>\n<p><strong>P a \u00a0Praya de Mira<\/strong> parcheggio gratuito (N40 26 43,6 &#8211; W8 48 14,5) privo di acqua e scarichi.<\/p>\n<p>progressivo km 3350 (km.107 giorno)<\/p>\n<p><strong>14 mer<\/strong> &#8211; Partenza da Praya de Mira alle 9, verso Coimbra. Parcheggio del <em>Ponte Santa Clara<\/em>, molto affollato con fondo sconnesso N40 12 19,2 &#8211; W8 25 57,3 (ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;ottima AA lungo il fiume <em>Mondego<\/em> al <em>Parque Verde Mondego<\/em> N40 11 57,6 &#8211; W8 25 43,8). A piedi arriviamo in centro\u00a0agevolmente. La via principale la <em>Rua Ferreira Borges<\/em> \u00e8 piena di gente e di negozi. A met\u00e0 circa si devia a dx e si oltrepassa <em>l&#8217;Arco de Almedini<\/em> per accedere alla parte alta della citt\u00e0 che presenta chiari influssi arabi a cominciare da questa porta di ingresso alla citt\u00e0 vecchia. La <em>S\u00e9 Velha<\/em> (cattedrale), romanica del 1170 con imponente facciata e portale di ingresso fortemente strombato a tutto sesto con una serie di cornici molto marcate di stile francese.<\/p>\n<p>Il <em>Claustro<\/em>, molto bello con la galleria perimetrale gi\u00e0 con influssi gotici, con archi a tutto sesto racchiusi da archi ogivali pi\u00f9 ampi. Le colonnine, binate, con capitelli semplici\u00a0 completano l&#8217;insieme. Saliamo ancora per le stradine strette delle vecchia citt\u00e0 fino a raggiungere l&#8217; <em>Universidade<\/em>, la pi\u00f9 antica del Portogallo, istallatasi nell&#8217;ex <em>Palazzo Reale<\/em> nel 1540. Dalla enorme piazza antistante gli edifici delle varie facolt\u00e0 si abbraccia un notevole panorama sulla citt\u00e0 e sul <em>Rio Mondego<\/em>.<\/p>\n<p>Scendiamo poi fino alla <em>Placa do Commercio<\/em> passando a visitare la piccola chiesa di <em>S. Jago<\/em>, del 1183, con due bei portali romanici, a tre navate e cappella in \u00a0stile gotico fiammeggiante. E&#8217; giusto il tempo di pranzare. Troviamo un piccolo ristorante\u00a0 che fa per noi: men\u00f9 a base di <em>bacalo alla portoghese<\/em> e <em>bacalao a brasa<\/em> con tanti ottimi contorni. \u00a0Ottima scelta anche stavolta, si mangia bene e si beve meglio. Infine, con un po&#8217; di fatica appesantiti dal pranzo, arriviamo alla chiesa di <em>Santa Cruz <\/em>, inclusa nel monastero omonimo.<\/p>\n<p>Facciata in puro stile <em>manuelino<\/em> ornata all&#8217;inverosimile, del 1520,\u00a0 restaurata nel settecento stravolgendone l&#8217;identit\u00e0 rinascimentale. Attraversando la grande sala <em>Capitolare<\/em> si entra nel <em>Claustro do Silencio <\/em> tra i pi\u00f9 belle visti fin&#8217;ora, del 1520 in stile\u00a0 <em>manuelino<\/em>, con bei bassorilievi con la <em>Passione di Ges\u00f9<\/em>, antiche tombe e grandi <em>azulejos<\/em> seicenteschi.\u00a0 La temperatura adesso \u00e8 sui 37\u00b0. Molto caldo.<\/p>\n<p>Andiamo a riprendere i camper per andare a vedere il <em>Monastero di Tomar.<\/em> In alto sulla collina che domina la citt\u00e0, era l&#8217;antica sede dei <em>Cavalieri di Cristo<\/em> (<em>Cavalieri Templari<\/em> che cambiarono (solo) nome a seguito delle vicende con il Papa, mantenendo lo stesso potere). In parte fortezza, in parte monastero con una serie di chiostri uno pi\u00f9 bello dell&#8217;altro. In quello centrale un gruppo di musicisti classici provano varie arie di Bach e di Mozart nella scenografia fantastica della luce del tardo pomeriggio.<\/p>\n<p>Ci fermiamo ad ammirare la famosa finestra in stile <em>manuelino<\/em> che si trova sui libri di storia dell&#8217;arte, come esempio classico di questo stile. Poi dobbiamo uscire perch\u00e9 alle 18,30 chiudono i portoni per le visite turistiche. Arriviamo a Batalah per una strada nuovissima a 4 corsie che il navigatore non conosce.<\/p>\n<p>Sorpresa! il parcheggio camper che indicano i portolani \u00e8 utilizzato per una grande festa (il 14 agosto ricorre l&#8217;anniversario della vittoriosa battaglia di Giovanni I il Grande a Aljubarrota). Esiste in compenso il pozzetto di scarico di cui ne facciamo uso. Con qualche difficolt\u00e0 ci sistemano in un parcheggio auto. E&#8217; caldo e c&#8217;\u00e8 una grande festa, speriamo di dormire!<\/p>\n<p><strong>P a Batalah<\/strong> in parcheggio vicino all&#8217;area della festa. Grande confusione e musica, anche interessante, ma a tutto volume fino alle 4 di notte.(N39 39 41,4-W8 49 23,1).<\/p>\n<p>progressivo km.3540 (km.190 giorno)<\/p>\n<p><strong>15 gio<\/strong> &#8211; E&#8217; Ferragosto, festa per tutti. Alle 9,30 andiamo a visitare il <em>Monasterio de Santa Maria da Vitoria<\/em>, mentre\u00a0 vicino ai camper\u00a0 cominciano a montare i banchetti degli ambulanti gi\u00e0 dalle 6 di stamani. Grande mercato di Ferragosto e grande nottata in bianco. Comunque nella nebbiolina\u00a0mattutina, che ormai ci accompagna da quando siamo sulla costa portoghese, facciamo la visita al monastero. Ingresso gratis perch\u00e9 \u00e8 Ferragosto! Molto bella la facciata, capolavoro del gotico portoghese, ricca di guglie, pinnacoli e archi rampanti al suo interno racchiude uno scrigno architettonico unico, la <em>Capela do Fundador<\/em> del 1426. Nei due sarcofaghi al centro della cappella sono le spoglie del re Giovanni I e della moglie Felipa de Lancaster che si tengono per mano. Non ci sono parole se non le foto, per descrivere\u00a0 la magnificenza dell&#8217;opera, la mirabile esperienza del mastro scultore. Dalla navata si passa al <em>Claustro Real<\/em>, anch&#8217;esso in forme gotiche, bellissimo e infine si passa all&#8217;abside dove si trova la <em>Capelas Imperfeitas<\/em> iniziata nel 1438 e poi abbandonata senza copertura, ma bellissima anche nella sua incompletezza.<\/p>\n<p>Il sole nel frattempo ha vinto sulla nebbia e adesso \u00e8 di nuovo caldo. Alle 11,30 mettiamo in moto e partiamo alla volta di Obidos. Parcheggio in AA (N39 21 22,7-W9 9 24,2) gratuita dalle 9 alle 17. Visita al bellissimo borgo cinto da mura dove il colore dominante \u00e8 bianco, accecante nel sole, reso pi\u00f9 gentile dai numerosi\u00a0cespugli di buganvillee fiorite abbarbicate ai muri delle case. Facciamo la strada centrale, ma c&#8217;\u00e8 da fare a gomitate per passare, troppi turisti. Il camminamento sulle mura \u00e8 pi\u00f9 fresco e meno affollato.<\/p>\n<p>Assaggiamo la <em>Ginjina<\/em> con il bicchierino di cioccolato (liquore a base di ciliege) e poi torniamo ai camper per arrivare a Peniche dove troviamo parcheggio sul promontorio alto, sul mare, che spumeggia in basso sbattendo le rocce con colpi assordanti. Purtroppo la foschia non lascia ancora vedere uno spicchio di sole. Odore intenso di\u00a0 mare e di alghe. Foto, foto, foto&#8230;poi prepariamo la cena ognuno sul proprio mezzo perch\u00e9 il vento la fa da padrone, \u00e8 fresco e poi dobbiamo recuperare il sonno perso la notte passata.<\/p>\n<p><strong>P a Peniche<\/strong> sul promontorio di <em>Punta\u00a0 Papoa<\/em>, insieme a tanti altri camper. (N 39 22 19,5 &#8211; W 9 22 35). Serata fresca.<\/p>\n<p>progressivo km 3632 (km.92 giorno)<\/p>\n<p><strong>16 ven <\/strong>&#8211; Partenza alle 9 per andare a vedere il faro di <em>Cabo Corvoeiro <\/em>a due km sul vicino promontorio. Panorama spettacolare e vento teso. Ancora foto. Ci fermiamo ancora dopo pochi km sulla spiaggia di <em>Consolacao<\/em>, ma \u00e8 deserta perch\u00e9 \u00e8 presto e tira ancora un forte vento che ci costringe a riparare nel baretto della spiaggia a prendere un bel caff\u00e8 mattutino. Il sole ancora non fa capolino dalla foschia. Non fa proprio caldo, anzi! Riprendiamo strada mandando a quel paese il navigatore \u00a0che ci mette in difficolt\u00e0 pi\u00f9 di una volta facendoci attraversare strade di paese strettissime quando a pochi metri scorre la strada nazionale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Corvoeiro-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26051\" title=\"Cabo Corvoeiro in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Corvoeiro-camper.jpg\" alt=\"Cabo Corvoeiro in camper\" width=\"380\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Corvoeiro-camper.jpg 380w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Corvoeiro-camper-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Corvoeiro-camper-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a>Arriviamo a Porto Novo senza badare alle indicazioni del navigatore ma seguendo la segnaletica stradale. Sosta nel grande parcheggio\u00a0sulla spiaggia e visita al piccolissimo borgo di pescatori che arrivano con le barche cariche di pesce.<\/p>\n<p>Le tirano sulla spiaggia con argani a motore e poi scaricano le ceste piene di orate, branzini, gronghi e razze. Ora di pranzo sul camper a causa del vento che non lascia tregua. Raggiunta Ericeira troviamo subito il campeggio prima del paese giungendo da nord. Ci sistemiamo e poi visita alla cittadina alquanto distante. Molto turistica con case bianche e fasce alle porte e finestre di colore giallo o azzurro. E&#8217; la patria dei surfisti, infatti tira vento ed \u00e8 freschino.<\/p>\n<p>Verso le 16 il sole riesce a bucare la foschia, ma non riesce a scaldare ancora. Indossiamo la felpa. In basso il piccolo porticciolo turistico pieno di barche colorate \u00e8 protetto dai marosi da un lungo pontile. Rientriamo ai camper infreddoliti. Diamo una spolveratina ai camper ricoperti di antica polvere e poi a cena dentro perch\u00e9 \u00e8 freddo!<\/p>\n<p><strong>P a Ericeira<\/strong>, Ericeira\u00a0 Camping (N38 58 40,2 &#8211; W9 25 7,1)<\/p>\n<p>progressivo km.3704 (km.72 giorno)<\/p>\n<p><strong>17 sab<\/strong> &#8211; Partenza dal camping alle 9. Facciamo rotta sul faro di <em>Cabo da Roca<\/em>. Tira, come al solito, un bel vento. Nel park cominciano ad arrivare bus carichi di gente e il sito si affolla rapidamente.<\/p>\n<p>Tanti italiani. Siamo arrivati al faro seguendo l&#8217;auto di un gentilissimo signore portoghese che ci ha tratto da una situazione grave: il navigatore ci ha fatto passare all&#8217;interno di Ulgueira, paesino con strade sempre pi\u00f9 strette. Con 5 camper la situazione \u00e8 degenerata. Il traffico locale si \u00e8 bloccato e per fortuna \u00e8 intervenuto il signore suddetto che ci ha scortato fino al faro. E&#8217; entrato in ufficio ed ha cominciato a fare il suo lavoro di operatore turistico del faro!<\/p>\n<p>Parla correttamente l&#8217;italiano, Scambio di indirizzi, foto di rito e certificato di passaggio dal punto pi\u00f9 occidentale del continente europeo. Riprendiamo strada passando stavolta dalla comoda tangenziale per arrivare a Lisbona dove troviamo subito il camping <em>Monsanto<\/em>. Sistemazione senza problemi di sovraffollamento. Pranzo e poi con il bus 714 andiamo a fare visita alla citt\u00e0. Bella come sempre la <em>Placa do Commercio,<\/em> la <em>Rua Augusta<\/em> e la <em>Placa do Rossio<\/em>, poi rientriamo al campeggio per la cena. Siamo stanchi, ma comunque mettiamo i tavoli fuori e ceniamo tutti assieme. Poi a nanna \u00a0presto.<\/p>\n<p><strong>P a Lisbona<\/strong> al Camping Monsanto (N38 43 29 &#8211; W9 12 28). Serata fresca.<\/p>\n<p>progressivo km.3800 (km.96)<\/p>\n<p><strong>18 dom<\/strong> &#8211; Nuova visita alla citt\u00e0. <em>Castello S. George <\/em>con l&#8217;eletrico 28, Il <em>mirador de Santa Luz<\/em>, la <em>S\u00e9<\/em> e infine l&#8217;<em>Alfama<\/em> per l&#8217;ora di pranzo. Scegliamo un bel localino nel <em>Largo do Chafariz de Dentro<\/em>, \u00a0men\u00f9 a base di bacalao come al solito e come al solito scegliamo giusto perch\u00e9 si mangia proprio bene. Poi nel pomeriggio con il tram raggiungiamo il <em>Monastero di S. Jeronimo <\/em>con il suo meraviglioso chiostro, la <em>Torre di Belem <\/em>e il <em>Monumento Los Descobridores <\/em>sul fiume <em>Tejo<\/em>. Rientriamo al campeggio con il bus, stanchi morti. Oggi \u00e8 stato tutto il giorno caldo. Cena e a letto.<\/p>\n<p><strong>P a Lisbona<\/strong> al <em>Camping Monsanto<\/em>.<\/p>\n<p>progressivo km.000 (km.000 giorno)<\/p>\n<p><strong>19 lun<\/strong> &#8211; Partiamo dal camping alle 9 e andiamo in direzione di Evora. Ci fermiamo ad un supermarket per fare spesa, gasolio e abbondante colazione al bar interno. A 10 km da Evora facciamo sosta pranzo perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 tardi. Una grossa quercia ci offre ospitalit\u00e0 sotto le sue fronde. Temperatura oltre 38\u00b0, ma all&#8217;ombra si sta bene. Ripartiamo e poco dopo siamo nel grande parcheggio della citt\u00e0 (N38 34 0.2 &#8211; W7 54 25,3).<\/p>\n<p>Il caldo \u00e8 opprimente, solo i turisti girano\u00a0accaldati per le vie del centro. Molto bello il giardino pubblico con fontane ed il bellissimo <em>Palacio di Dom Manuel<\/em>, in stile eclettico con archi moreschi, pinnacoli e l&#8217;immancabile simbolo dei <em>Cavalieri di Cristo<\/em>. Poi a seguire la chiesa di <em>S. Francesco<\/em>, romanico-gotico, con il profondo nartece su colonne e l&#8217;adiacente <em>Capela dos Ossos<\/em>, con miglia di ossa umane disposte ad arte sulle pareti. Poi lungo le vie strette piene di negozietti di souvenir fino alla <em>S\u00e9<\/em> mastodontica di forme romanico primitivo con influssi gotici, con alta e possente torre campanaria. Poco distante\u00a0 i bellissimi resti del tempio romano dedicato a <em>Diana<\/em>, su una spianata che domina la citt\u00e0. Ripartiamo in direzione di Porto Covo che raggiungiamo per strade ordinarie alle 20. Sistemazione sulla scogliera alta sul mare, con altri camper. Paesaggio da cartolina nella luce dorata del tardo\u00a0pomeriggio.<\/p>\n<p>Cena in paese a base di baccal\u00e0 alla <em>nata<\/em> (crema), molto buono, fritto misto e tanti contorni. Caraffa di <em>Vino Verde<\/em> freschissimo e caff\u00e8.\u00a0 Rientriamo ai camper per andare a dormire (N37 52 12,2 &#8211; W8 47 36,8).<\/p>\n<p>Alle 2 di notte passano le guardie del parco per mandare via tutti i camper parcheggiati sulla scogliera perch\u00e9 essendo parco protetto si pu\u00f2 sostare solo dall&#8217;alba al tramonto! ma nessun cartello avverte di questo. Comunque grande girandola di mezzi che a quest&#8217;ora cercano parcheggio nel centro di Porto Covo. Cos\u00ec facciamo anche noi, parcheggiando in una strada tranquilla a lato dell&#8217;AA per finire di passare la notte (AA- N37 51 8,65 &#8211; W8 47 20).<\/p>\n<p><strong>P a Porto Covo<\/strong> in parcheggio vicino alla AA &#8211; N37 51 8,65 &#8211; W8 47 20<\/p>\n<p>progressivo km.4090 (km.290)<\/p>\n<p><strong>20 mar<\/strong> &#8211; Alle 9 ritorniamo sulla scogliera fronte mare. Relax e passeggiate lungo la spiaggia in bassa marea. Scenario bellissimo e acqua di mare calda. Prendiamo poi le bici e andiamo in paese. Passeggiate tra le tante trattorie e negozi. Bel paese con case basse, bianche ordinate e pulite con i contorni delle porte e finestre di un bell&#8217;azzurro mare. Rientriamo alle 13,30 per aprire i tendalini fronte mare e pranzare fuori alla leggera brezza marina. Pennichella fino alle 17 poi verso <em>Cabo Sao Vicente <\/em>(130 km). Bella strada che passa attraverso boschi di pini e eucalipti. Teniamo una buona\u00a0media di velocit\u00e0. Fondo ottimo e strada semideserta, territorio poco antropizzato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Sao-Vicente.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-26050\" title=\"Cabo Sao Vicente in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Sao-Vicente.jpg\" alt=\"Cabo Sao Vicente in camper\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Sao-Vicente.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Sao-Vicente-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Cabo-Sao-Vicente-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Arrivo a <em>Cabo<\/em> <em>S.Vicente<\/em> alle 19,30. C&#8217;\u00e8 una folla strabocchevole nel parcheggio del faro e dietro di noi una lunghissima fila di auto che hanno tutte la stessa meta: il faro! Sulla scogliera c&#8217;\u00e8 una notevole folla seduta ad aspettare (cosa?). Ci chiediamo se alle 20 comincia uno spettacolo, una festa, un concerto, il passaggio di cetacei.<\/p>\n<p>Niente di tutto questo, sono tutti rivolti verso il sole in attesa del suo tramonto in mare! E&#8217; un mito quello di trovarsi tutti insieme a vedere lo spettacolo del sole che si tuffa in mare da questa posizione estrema, la punta pi\u00f9 protesa in mare della penisola iberica. Al di l\u00e0 c&#8217;\u00e9 l&#8217;America.<\/p>\n<p>Quando il sole cala sull&#8217;orizzonte, si accende la lanterna del faro e tutti partono contemporaneamente mettendo in moto creando un lungo serpentone di fanalini rossi fino alla cittadina di Sagres. Cos\u00ec facciamo anche noi fermandoci nel bel parcheggio del fortino a Sagres per passare la notte. Ci sono gi\u00e0 numerosi camper, ma c&#8217;\u00e8 posto per tutti. Cena, un po&#8217; di TV, quattro chiacchiere e poi a nanna.<\/p>\n<p><strong>P a Sagres<\/strong> nel parcheggio del forte. Gratuito e illuminato. No acqua ne scarico(N37 0 16,1 &#8211; W8 56 41,4)<\/p>\n<p>progressivo km.4236 (km.146 giorno)<\/p>\n<p><strong>21 mer<\/strong> &#8211; Visita alla <em>Fortaleza de Sagres<\/em>. Apertura alle 10. Quella attuale \u00e8 una fortezza\u00a0 costruita nel XVIII sec. a difesa di un gruppo di case dove pi\u00f9 anticamente sorgeva la <em>Vila do Infante<\/em>, cio\u00e8 la casa di Henriques, figlio minore di quel Giovanni I e di Felipa de Lancaster sepolti nella chiesa monumentale di Batalah.<\/p>\n<p>Nelle intenzioni di Henriques all&#8217;interno dei bastioni doveva sorgere una cittadina da fare concorrenza a Cadice in Spagna, ma penuria d&#8217;acqua, terreni intorno aridi e poco fertili fecero naufragare rapidamente questa idea. Le pareti rocciose del tavoliere dove sorge\u00a0 il fortino sono a picco sul mare e tutto l&#8217;insieme doveva essere imprendibile per qualsiasi attaccante.<\/p>\n<p>La piccola chiesa con campanile a vela \u00e8 una ricostruzione della originale che a suo tempo conteneva le reliquie di <em>Sao Vicente<\/em>, martirizzato a Valencia. La fruizione turistica comunque \u00e8\u00a0molto interessante, la lunga passeggiata interna lungo il sentiero organizzato con pannelli esplicativi sia della storia sia della flora e fauna di questo sito \u00e8 molto suggestiva perch\u00e9 corre sul bordo del promontorio alto sul mare e con una sola occhiata si vede sia la costa verso est sia verso ovest dove chiaramente \u00a0domina il faro di <em>Sao Vicente<\/em> poco lontano. I bastioni sono percorribili in tutta la loro ampiezza e antichi pezzi di artiglieria sono posizionati dove un tempo dovevano essere.<\/p>\n<p>Ripartiamo in direzione della Spagna, quasi tutta autostrada a pagamento: si paga tramite carta di credito che viene registrata al primo ingresso dopo il confine portoghese e ogni 10 km circa questa viene caricata tramite lettura ottica della targa quando il mezzo passa sotto i varchi elettronici, all&#8217;uscita dal Portogallo l&#8217;ultimo varco telematico interrompe questa prassi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/La-Rabida-caravelle.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26049\" title=\"La Rabida riproduzione delle caravelle di C. Colombo\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/La-Rabida-caravelle.jpg\" alt=\"La Rabida riproduzione delle caravelle di C. Colombo\" width=\"390\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/La-Rabida-caravelle.jpg 390w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/La-Rabida-caravelle-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/La-Rabida-caravelle-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/a>Entriamo in Spagna attraversando il ponte sul fiume <em>Guadiana<\/em> che fa da confine tra i due stati. Adesso \u00e8 Autovia, quindi superstrada gratuita. Oltrepassiamo Huelva e subito dopo la laguna deviamo per andare a vedere il monastero de <em>Nostra Segnora de la Rabida<\/em>, dove Cristoforo Colombo fu ospitato per un anno dai monaci francescani, che avevano promosso il suo viaggio presso la Regina Isabella di Castiglia e Alfonso\u00a0d&#8217;Aragona suo consorte, e che appront\u00f2 le tre caravelle nel porto di Palos de la Frontera (adesso insabbiato a tre km dal mare).<\/p>\n<p>Visita interessante (con audioguida) perch\u00e9 all&#8217;interno del monastero, oltre la bellezza del sito, c&#8217;\u00e8 un interessante museo dedicato ai viaggi di Colombo e alla scoperta del <em>Nuovo Mondo<\/em>, con documenti e oggetti appartenutigli, compreso la vecchia spada, ormai ferrosa, che portava allora.<\/p>\n<p>Ad un km pi\u00f9 in basso, sulla riva dell&#8217;attuale laguna, \u00e8 allestito un interessante centro turistico interattivo dove \u00a0nel porticciolo artificiale sono ancorate\u00a0 le tre caravelle (riprodotte in scala reale) in posizione navigabile, sulle quali si pu\u00f2 salire e assimilare l&#8217;emozione del viaggio pensando alle mille difficolt\u00e0 ed incognite che presentava questa idea folle. Sono ormai le 19,30 quando prendiamo la bella strada litoranea che attraversa la folta pineta del <em>Parque Natural de Coto Dognana<\/em>, per raggiungere Matalascagna e quindi El Roc\u00eco, la meta di oggi. Entriamo nel campeggio e dopo le formalit\u00e0 di rito andiamo a cenare nel ristorante &#8220;<em>Toruno&#8221;<\/em> nel villaggio. Tanti cavalli e cavalieri, calessi e calessini a passeggio per le strada sabbiose del centro. In questo paese l&#8217;asfalto termina alla periferia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/el-rocio-in-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-26047\" title=\"El Roc\u00eco in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/el-rocio-in-camper.jpg\" alt=\"El Roc\u00eco in camper\" width=\"370\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/el-rocio-in-camper.jpg 370w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/el-rocio-in-camper-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/el-rocio-in-camper-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/a>Tutte le strade\u00a0 hanno il fondo sabbioso e quindi in teoria gli unici veicoli dovrebbero essere quelli trainati da cavalli oppure pi\u00f9 agevole con cavalli da sella. Anche i bar hanno l&#8217;uso di servire i clienti che\u00a0 rimanendo seduti sulla sella o sul calesse hanno a disposizione tavoli ad altezza opportuna. E&#8217; la caratteristica di questo piccolo centro religioso che poi culmina con la <em>Romeria del Roc\u00eco<\/em> una festa in onore della <em>Vergine del Roc\u00eco<\/em> che riunisce pi\u00f9 di un milione di pellegrini il secondo giorno di Pentecoste.<\/p>\n<p>La chiesa assai moderna, del 1964, \u00e8\u00a0comunque molto suggestiva, posta nella piazza principale, luogo di ritrovo serale di molti cavalleggeri e calessi a pariglia. E&#8217; un continuo turbinio di polvere che viene sollevata anche dalle auto dei residenti che purtroppo percorrono queste strade di sabbia e che sminuiscono a volte il fascino della originalit\u00e0. La sera \u00e8 il culmine del fascino quando l&#8217;oscurit\u00e0 rischiarata dalla discreta illuminazione pubblica nasconde molte cose facendone risaltare altre.<\/p>\n<p>E&#8217; come un villaggio messicano visto nei molti film di <em>cow-boy<\/em> dove ad ogni strada compaiono all&#8217;improvviso \u00a0cavallerizze con montatura \u00a0a donna e cavalieri \u00a0nei vestiti tipici andalusi cavalcando in passeggiate senza meta o diretti ai molti bar con la stanga per il cavallo, a prendere l&#8217;aperitivo serale. Rientriamo a piedi ai camper. E&#8217; mezzanotte passata. Doccia per levare la polvere di dosso. Siamo soddisfatti.<\/p>\n<p><strong>P a El Roc\u00eco<\/strong> al <em>Camping Aldea<\/em> (N37 8 30 &#8211; W6 29 28). Tempo bello tutto il giorno con temperatura piacevole.<\/p>\n<p>progressivo km.4541 (km.305 giorno)<\/p>\n<p><strong>22 gio<\/strong> &#8211; Torniamo in paese a vedere l&#8217;effetto che fa con la luce del sole. E&#8217; pi\u00f9 &#8220;magico&#8221; la sera. Sempre affascinante, ma di giorno perde l&#8217;incanto del buio che nasconde le incongruenze della quotidianit\u00e0. Rientriamo per il pranzo perch\u00e9 entro le 14 dobbiamo lasciare libere le piazzole del camping. Dopo una settantina di km siamo a Siviglia. Andiamo all&#8217;area di sosta &#8220;<em>Dos Hermanos<\/em>&#8221; segnalata da <em>Arcipelagoverde<\/em> (N37 18 37,5 &#8211; 5 57 29,8W) e troviamo solo un rimessaggio camper, camion e roulotte. Il gestore gentile, apre il cancello e ci sistemiamo con qualche perplessit\u00e0. Siamo gli unici occupanti.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 un albero sotto cui ripararsi dal sole. La temperatura si aggira sui 38\u00b0. C&#8217;\u00e8 elettricit\u00e0, acqua e scarico ed il\u00a0 bus per la citt\u00e0 passa ogni 20 minuti, 12\u20ac a notte. Visto che sono sole 15,30 decidiamo di andare subito in centro e ci mettiamo in attesa del bus.. E&#8217; caldo.<\/p>\n<p>Passa un&#8217;ora, ne passa un&#8217;altra di ore, ma alle 17,30 ormai \u00e8 tardi e chiediamo spiegazioni al gestore dell&#8217;area che prontamente telefona alla compagnia. Dopo il 15 agosto le corse pomeridiane sono abolite! Bella roba. Domattina quindi prendiamo quello delle 8,30 cos\u00ec siamo in citt\u00e0 presto. Ci mettiamo all&#8217;ombra dei camper con le sedie e tra chiacchierate, docce, aperitivi e cena passiamo la giornata, un po&#8217; contrariati per aver perso un pomeriggio aspettando chi non viene. La temperatura serale scende rapidamente sui 30\u00b0, ma il clima \u00e8 secco.<\/p>\n<p><strong>P all&#8217;AA &#8220;dos Hermanos<\/strong>&#8221; una decina di km a sud di Siviglia N37 18 37,5 &#8211; 5 57 29,8W. In effetti \u00e8 un rimessaggio di mezzi vari con una piccola zona per autocaravan di passaggio con servizi minimi.<\/p>\n<p>progressivo km.4637 (km.96 giorno)<\/p>\n<p><strong>23 ven<\/strong> &#8211; Alle 8 siamo in attesa del bus per la citt\u00e0. Alle 9 non \u00e8 ancora passato nessun bus! Decidiamo di uscire da questa AA e andare a parcheggiare a Siviglia dove c&#8217;\u00e8 un riferimento conosciuto da precedenti visite &#8220;<em>Aparcamento Los Pinos<\/em>&#8220;(N37 23 28 &#8211; W6 0 52). Recintato, illuminato e controllato 24\/24 a 10\u20ac a notte, oppure a ore. Non ci sono servizi, ma siamo pi\u00f9 che autosufficienti. Inoltre il centro si raggiunge in pochi minuti. Infatti tiriamo gi\u00f9 le bici e prestamente siamo nella piazza dell&#8217;<em>Alcazar<\/em> e della cattedrale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/siviglia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26046 alignleft\" title=\"Siviglia   in camper\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/siviglia.jpg\" alt=\"Siviglia   in camper\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/siviglia.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/siviglia-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/siviglia-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Adesso sono le 10, orario di apertura, quindi visitiamo subito l&#8217;<em>Alcaza<\/em>r visto che non c&#8217;\u00e8 ancora la fila chilometrica . E&#8217; bellissimo come sempre e la sua descrizione in questo diario sarebbe sempre insufficiente per cui si rimanda alle guide ufficiali. Finita questa visita entriamo nella cattedrale, (descritta meglio di me sulla guida) e saliamo fin sulla sommit\u00e0 della <em>Giraglia<\/em> ( il campanile) per vedere la citt\u00e0 dall&#8217;alto. Non ci sono scalini per salire, ma un agevole piano inclinato che facilita la salita anche ai genitori con\u00a0\u00a0passeggini per bambini.<\/p>\n<p>Quando discendiamo \u00e8 ora di pranzo che andiamo a consumare in un ristorantino nel quartiere <em>Santa Cruz<\/em>. Scegliamo il men\u00f9 a base di <em>tapas<\/em> e scegliamo bene perch\u00e9 ci arriva una serie di piattini saporiti costituiti da paella, spezzatino di carne con patate in umido, insalata russa, calamari fritti, gamberi impanati e fritti con contorni vari che a mala pena ce la facciamo a finire, dolce e caff\u00e8 per concludere. Andiamo poi all&#8217;ombra delle grandi magnolie nel parco pubblico li vicino per fare un riposino. Sempre con la bici arriviamo in <em>Plaza de Espana.<\/em> Bene, dopo tre volte, in anni diversi, che vediamo questa\u00a0 piazza\u00a0 senza l&#8217;acqua nel canale che la cinge, stavolta\u00a0 c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>E&#8217; possibile anche prendere una delle piccole barchette per fare un giro come a Venezia. Rimandiamo le notizie storiche e la descrizione alle guide ufficiali. Quindi facendo la ciclabile lungo il fiume <em>Guadalquivir<\/em> vediamo in successione la <em>Torre de Oro<\/em>, la <em>Plaza de Toros<\/em>, fino ad arrivare, stanchi, ai camper. Sono ormai le 18, paghiamo 4\u20ac di parcheggio e partiamo in direzione di Granada. Tutta <em>Autovia<\/em> gratuita fino al camping &#8220;<em>Reina Isabel<\/em>&#8221; a 7 km a sud della citt\u00e0. Ci sistemiamo e poi tavoli fuori e cena comune, poi a nanna.<\/p>\n<p>Temperatura sui 36\u00b0 di giorno, ma dopo le 21 siamo gi\u00e0 a 27\u00b0.<\/p>\n<p><strong>P a Seviglia<\/strong> al camping <em>Reina Isabel<\/em> (N37 7 28,7 &#8211; W3 35 9,3) Quartiere della <em>Zubia.<\/em><\/p>\n<p>progressivo km.4923 (km.286)<\/p>\n<p><strong>24 sab<\/strong> &#8211; Ore 10,30, partenza con il bus per Granada. In 15 minuti siamo vicino alla cattedrale. Le strada per arrivare in <em>Plaza de las Plasiegas<\/em> dove si innalza la cattedrale, sono vive e piene di gente e di negozi. La facciata della chiesa \u00e8 molto difficile da fotografare \u00a0intera perch\u00e9 le case intorno sono a ridosso della chiesa stessa.<\/p>\n<p>Le navate interne sono rimarcate profondamente anche all&#8217;esterno con profonde strombature concluse con arco a tutto sesto. E&#8217; un miscuglio di stili, nata come gotica, fu continuata in epoca rinascimentale e conclusa nel 1703. Merita una visita interna per vedere anche la <em>Capilla Major<\/em>, grandiosa di forma cilindrica di 22m metri di diametro e 45 m di altezza.<\/p>\n<p>Giriamo per la citt\u00e0 arrivando fino al convento di <em>S.Jeronimo<\/em> e ritornando poi in centro per andare a pranzo in <em>Plaza Pescadoria<\/em> (gazpacho, crocchette insalata frittura di pescados, o filetto di lomo (maiale) con contorni vari, bibite a scelta e caff\u00e8 a parte, per 8,90 \u20ac). Dopo pranzo ancora giri senza\u00a0meta a fare shopping nei vicoletti intorno alla cattedrale. Riprendiamo il bus per il rientro al campeggio.<\/p>\n<p>Un po&#8217; di relax, cena presto perch\u00e9 alle 20,30 andiamo a vedere lo spettacolo di flamenco al <em>Sacro Monte<\/em>, \u00a0il vecchio \u00a0quartiere\u00a0 \u00a0dell&#8217;<em>Albaicin<\/em> dove\u00a0 si notano le <em>cuevas,<\/em> case scavate nella montagna, abitate ancora da gitani. Bello spettacolo di flamenco eseguito in un ambiente seducente a diretto contatto con il pubblico. Alle 23,30 finita l&#8217;esibizione, una guida accompagna il gruppo in una passeggiata suggestiva , nella notte lungo le strette vie in salita del &#8220;<em>barrio<\/em>&#8221; con lo spettacolo di Granada illuminata e l&#8217;<em>Alhambra<\/em> proprio di fronte sull&#8217;altro versante della valle. A \u00a0mezzanotte il bus ci riporta al camping per il meritato riposo. Bella serata!.<\/p>\n<p><strong>P a Granada<\/strong> camping &#8221; <em>Reina Isabel<\/em>&#8221; nel quartiere della <em>Zubia.<\/em> Temperatura sui 37\/38\u00b0 di giorno, ma clima asciutto per cui la percezione del caldo \u00e8 mitigata. Serata fresca.<\/p>\n<p>progressivo km.000<\/p>\n<p><strong>25 dom<\/strong> &#8211; Visita all&#8217;<em>Alhambra<\/em> per gli altri del gruppo, mentre noi rimaniamo al camping in completo relax perch\u00e9 gi\u00e0 vista tre volte. Qualche lavoretto di riassetto camper e piccole pulizie. Al rientro degli amici dalla visita, pranziamo, paghiamo il camping e poi prendiamo l&#8217;Autovia A92 (gratuita) direzione Guadix (bel villaggio con <em>cuevas<\/em> scavate nel fianco della collina). Usciamo dalla A92 per andare a vedere il castello di <em>La Calahorra<\/em>, che svetta nella luce del pomeriggio sulla collina.<\/p>\n<p>Bell&#8217;edificio del 1500, possente con quattro torri angolari di forma cilindrica con copertura a cupola. Rapido percorso a piedi fino alla porta, ma \u00e8 chiuso, apre solo il mercoled\u00ec!\u00a0 Breve giro intorno alle mura perimetrali e poi ridiscendiamo a piedi e ripartiamo per la A92 fino a Cabo de Gata. Ci sono tante auto e tanti camper parcheggiati fronte mare, ma un posto lo troviamo anche noi. Un paio d&#8217;ore di mare e di sole sulla spiaggia, poi cena, chiacchiere e alle 23 a nanna.<\/p>\n<p><strong>P a Cabo de Gata Alamadraba<\/strong>, spiaggia de la &#8220;<em>Fabriquilla<\/em>&#8221; park libero. (N36 44 22,8 &#8211; W 2 12 31,7). Non c&#8217;\u00e8 acqua ne scarichi<\/p>\n<p>progressivo km.5134 (km.211 giorno)<\/p>\n<p><strong>26\u00a0 lun<\/strong> &#8211; Mattinata sulla spiaggia. Sistemiamo meglio i camper a forma di U con i tendalini aperti. Acqua trasparente, cristallina e calda che invoglia a fare finalmente il bagno (siamo nel Mediterraneo!). Il cielo \u00e8 leggermente nuvoloso, ma la temperatura gradevole. Pranzo sotto i\u00a0tendalini tutti insieme. Pennichella pomeridiana, poi alle 18 partenza per un&#8217;altra bella spiaggia, la <em>Playa dos Palmas<\/em>, a sud di Aguilas (N37 22 28 &#8211; W1 38 17,6). Sito da <em>plein-air<\/em> e spiaggia da cartolina. Non ci sono descrizioni sufficienti. Sono ormai le 20,30, sistemiamo i camper in area libera, dove alcuni mezzi sono gi\u00e0 in posizione. Camper a 10 metri dall&#8217;acqua, palme sul mare, tramonto sull&#8217;orizzonte. Apriamo i tendalini, come gli altri, e ceniamo fuori tutti insieme.<\/p>\n<p><strong>P a Playa dos Palmas<\/strong> alcuni km a ovest di Aguilas. Gratis, non c&#8217;\u00e8 acqua ne illuminazione,\u00a0 ma lo scarico si pu\u00f2 effettuare in un wc chimico mobile, disposto dall&#8217;Amministrazione al bordo della spiaggia. N37 22 28 &#8211; W1 38 17,6<\/p>\n<p>progressivo km.5258 (km.124 giorno).<\/p>\n<p><strong>27 mar<\/strong> &#8211; Al mare tutto il giorno in questo ambiente magico. Passeggiate e bagni nell&#8217;acqua limpida e calda. Pranzo all&#8217;ombra delle palme e dei tendalini. Ventilazione naturale piacevole. \u00a0Ottima temperatura\u00a0 sui 27\u00b0. Aspettiamo la cena riparati dalla brezza fresca del mare. Stappiamo una bottiglia di spumante italiano, il sito se lo merita! Poi a nanna.<\/p>\n<p><strong>P alla Playa dos Palmas<\/strong>. Stesso posto di ieri sera.<\/p>\n<p>progressivo km.000<\/p>\n<p><strong>28 mer<\/strong> &#8211; Partenza alle 8,30 per Valencia. Sosta al supermarket di Lorca dove tra spese varie e colazioni perdiamo pi\u00f9 di un&#8217;ora e mezzo. Ripartiamo e dopo Alicante entriamo in Autopista AP 7(a pagamento), quindi dopo solo 9 km deviamo sulla N340, bella strada che si inerpica in un paesaggio\u00a0desertico, senza \u00a0alberi, \u00a0di notevole fascino. Passiamo Xixona e quindi si sale al passo\u00a0 di &#8220;<em>Port de la <\/em><em>Carrasqueta<\/em>&#8220;, a quota 1024 dove facciamo pausa pranzo in posizione panoramica con vista fino al mare. Rientriamo sulla Autovia A7 (gratuita) e ci becchiamo un fortissimo acquazzone che ci costringe a ridurre notevolmente la velocit\u00e0. In compenso porta via tanta polvere dai camper. Arriviamo a Valencia e dirigiamo al El Saler dove entriamo nel camping &#8220;<em>Coll Vert<\/em>&#8220;. Sono le 16,30. Cielo plumbeo.<\/p>\n<p>Il campeggio ospita una festa <em>rave<\/em> ! musica a tutto volume. Ci Mettono in una zona appartata tra giovani con capelli rasta e con i corpi tatuati \u00a0che bevono birra a tutto spiano. Si prospetta\u00a0 un&#8217;altra nottata in bianco come a Batalha! Comincia a piovere e questo smorza un po&#8217; i bollenti spiriti, ma ai ragazzi dell&#8217;acqua non sembra proprio importare molto. Speriamo che piova tutta la notte!!!Alle 2 di notte, come promesso dal gestore, finisce tutto, improvvisamente e cos\u00ec possiamo concludere la notte tranquillamente.<\/p>\n<p><strong>P a <\/strong><strong>El <\/strong><strong>Saler<\/strong>, a sud di Valencia, al Camping &#8220;<em>Coll <\/em><em>Vert<\/em>&#8221; (N39 23 46,5 &#8211; W0 19 57).<\/p>\n<p>progressivo km.5623 (km.365)<\/p>\n<p><strong>29 gio<\/strong> &#8211; Partenza con il bus alle 9,20 per la visita a Valencia. Fermata al capolinea, abbastanza vicino al centro storico. Passeggiata verso la <em>Plaza del Caudillo&#8221;<\/em> il nodo nevralgico della citt\u00e0. Bella piazza con <em>Ajuntamiento<\/em> e palazzo delle poste. Bella fontana che cambia continuamente i getti d&#8217;acqua e si illumina di diversi colori di notte.<\/p>\n<p>Arriviamo allo stupefacente <em>Palacio del <\/em><em>Marqu\u00e9es de <\/em><em>Dos <\/em><em>Aguas<\/em>, con il fastoso portale barocco e visitiamo il &#8220;<em>Museo <\/em><em>Nacional de Ceramica<\/em>&#8221; al suo\u00a0interno. Merita una visita solo questo!.Arriviamo fino in <em>Plaza de la <\/em><em>Reina<\/em> per vedere la Cattedrale con la sua bella facciata barocca e il suo bel campanile. Pranzo sulla via principale <em>Calle de San Vicente<\/em>, prendiamo il <em>men\u00f9 del dia<\/em> a base di paella e altre cosette appetitose. Andiamo quindi a vedere il <em>Mercado <\/em><em>Central<\/em>, grandi strutture in ferro a vista e cupola centrale in stile <em>Liberty<\/em>, e la <em>Lonja<\/em>, grande edificio in stile gotico fiammeggiante. Prendiamo il bus per arrivare alla <em>Ciutat de <\/em><em>les <\/em><em>Arts i le <\/em><em>Ciences<\/em>.<\/p>\n<p>Grande complesso edificato nell&#8217;antico letto del <em>Rio <\/em><em>Turia<\/em>, a suo tempo deviato in altro luogo per evitare continue inondazioni della citt\u00e0. Edifici modernissimi con funzione pubblica, (alcuni di Santiago Calatrava), quali L&#8217;<em>Hemisferic<\/em> (cinema planetario), <em>Museo de las Ciencias Principe Felipe<\/em>, l&#8217;<em>Oceanografic<\/em> (acquario) e il <em>Palacio de la Musica Reina Sofia <\/em>e tanti altri edifici di architettura d&#8217;avanguardia, come l&#8217;<em>Ombraque<\/em>, giardino pubblico con forme e decorazioni che ricordano Gaud\u00ec. Prendiamo il bus del ritorno alle 18,30 stanchi morti. Cena e poi a nanna perch\u00e9 domani avremo tanta strada da fare per il rientro in Italia.<\/p>\n<p><strong>P a El Saler a sud di Valencia<\/strong> al camping &#8220;Coll Vert&#8221; stesso di ieri sera. Questa sera calma piatta!<\/p>\n<p>progressivo km.000<\/p>\n<p><strong>30 ven<\/strong> &#8211; Paghiamo (ci ha fatto lo sconto del 20% per il disagio della festa <em>rave<\/em>). Prendiamo la Autovia a pagamento e arriviamo vicini al confine tra Spagna e Francia, alla Jonquera. Sosta al supermarket per gli ultimi acquisti e poi ancora via sulla Autoroute francese. Solito ingorgo a Montpellier, usciamo a Lattes per disperazione, ma ci sono lunghe file anche qui. Arriviamo comunque a Saintes Maries de la Mer alle 19,30. Andiamo a mangiare la solita paella in centro, poi breve giretto per le vie del paese e quindi a letto. Domani ci aspetta l&#8217;ultima tappa per l&#8217;Italia.<\/p>\n<p><strong>P a S.tes Maries de la Mer<\/strong> in AA (N43 27 19 &#8211; E4 25 39) a pagamento.<\/p>\n<p>progressivo km.6390 (km.767)<\/p>\n<p><strong>31 sab<\/strong> &#8211; Tutta Autoroute da Saintes Maries e poi autostrada italiana fino a Lucca.<\/p>\n<p>progressivo km.7040 (km.650 giorno).<\/p>\n<p><strong>FINE VIAGGIO &#8211; TOTALE Km. 7040 <\/strong><\/p>\n<p>PERCORSO: ITALIA-FRANCIA-SPAGNA-PORTOGALLO-SPAGNA-ITALIA<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/percorso-itinerario-camper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26045\" title=\"PERCORSO: ITALIA-FRANCIA-SPAGNA-PORTOGALLO-SPAGNA-ITALIA\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/percorso-itinerario-camper.jpg\" alt=\"PERCORSO: ITALIA-FRANCIA-SPAGNA-PORTOGALLO-SPAGNA-ITALIA\" width=\"650\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/percorso-itinerario-camper.jpg 650w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/percorso-itinerario-camper-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/percorso-itinerario-camper-400x238.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Considerazioni generali:<\/h3>\n<p>Il viaggio \u00e8 stato suddiviso in quattro parti:<\/p>\n<p><strong>FRANCIA &#8211; Percorso alla ricerca di alcuni villaggi e castelli che hanno subito la Crociata contro l&#8217;eresia Catara nel Medioevo<\/strong>:<\/p>\n<p>Carcassonne (ch\u00e2teaux)<br \/>\nMontr\u00e9al \u00a0(village)<br \/>\nMirepoix\u00a0 (village)<br \/>\nMonts\u00e9gur \u00a0(ch\u00e2teaux)<br \/>\nPuivert \u00a0(ch\u00e2teaux)<br \/>\nRennes-les-Chateau \u00a0(village)<br \/>\nPuilaurens \u00a0(ch\u00e2teaux)<br \/>\nPeyrepertuse \u00a0(ch\u00e2teaux)<br \/>\nQueribus \u00a0(ch\u00e2teaux)<br \/>\nArques \u00a0(ch\u00e2teaux)<br \/>\nTermes \u00a0(ch\u00e2teaux)<br \/>\nVillerouge-Termenes \u00a0(ch\u00e2teaux)<br \/>\nLagrasse \u00a0(abbaye)<br \/>\nFontfroide \u00a0(abbaye)<br \/>\nNarbonne \u00a0(cit\u00e9)<\/p>\n<p><strong>SPAGNA &#8211; Citt\u00e0 e paesi del nord<\/strong><\/p>\n<p>Bardenas Reales<br \/>\nFitero<br \/>\nSoria<br \/>\nEl Burgo de Osma<br \/>\nSegovia<br \/>\nAvila<br \/>\nSalamanca<br \/>\nAstorga<br \/>\nPonferrada<br \/>\nLas Medulas<\/p>\n<p><strong>PORTOGALLO citt\u00e0 e paesi <\/strong><\/p>\n<p>Guimaraes<br \/>\nBraga<br \/>\nPorto<br \/>\nAveiro<br \/>\nPraya da Poco<br \/>\nPraya de Mira<br \/>\nCoimbra<br \/>\nTomar<br \/>\nBatalha<br \/>\nObidos<br \/>\nPeniche<br \/>\nCabo Corvoeiro<br \/>\nEriceira<br \/>\nPorto Novo<br \/>\nCabo da Roca<br \/>\nLisbona<br \/>\nEvora<br \/>\nPorto Covo<br \/>\nCabo Sao Vicente<br \/>\nSagres<\/p>\n<p><strong>SPAGNA citt\u00e0 e paesi del sud<\/strong><\/p>\n<p>Monastero La Rab\u00ecda<br \/>\nEl Roc\u00eco<br \/>\nSiviglia<br \/>\nGranada<br \/>\nLa Calhorra<br \/>\nCabo de Gata<br \/>\nAguilas<br \/>\nValencia<\/p>\n<h3>Informazioni utili su strade, autostrade e carburante<\/h3>\n<p><strong>In Francia<\/strong> le Autoroute sono abbastanza care ed hanno i caselli che interrompono continuamente il percorso con perdite di tempo notevoli, specie d&#8217;estate. In compenso ogni paese o citt\u00e0 ha l&#8217;opportunit\u00e0 di accogliere camper con aree attrezzate o semplici piazze. Le strade hanno un ottimo fondo asfaltato privo di buche o sobbalzi, a parte le cunette dissuasori all&#8217;ingresso di ogni paese. I prezzi del carburante sono inferiori a quelli italiani, quelli dentro i supermercati sono ancora pi\u00f9 bassi, ma attenzione perch\u00e9 durante i giorni festivi il rifornimento si fa solo con alcuni tipi di carta di credito con il PIN. La visita agli edifici religiosi sono a pagamento. I prezzi dei generi alimentari e dei ristoranti sono in genere inferiori a quelli italiani, quello degli alcolici, vino, birra ecc sono invece pi\u00f9 cari.<\/p>\n<p><strong>In Spagna<\/strong> le autostrade gratuite si chiamano Autovie, quelle a pagamento Autopiste. Il carburante costa un po&#8217; di pi\u00f9 di quello francese, ma comunque meno di quello italiano. Il fondo stradale della maggior parte della rete stradale \u00e8 ottimo. I prodotti alimentari e i ristoranti costano meno che in Italia. I bar invece sono pi\u00f9 cari. Gli alcolici sono meno cari. Le chiese sono\u00a0 tutte a pagamento escluso l&#8217;ora della funzione. Sulle spiagge libere spesso c&#8217;\u00e8 la doccia gratuita per i bagnanti. I negozi e in genere gli ingressi ai musei e quant&#8217;altro aprono\u00a0 alle 10 di mattina. Generalmente citt\u00e0 e paesi sono molto puliti e ordinati. Non si vedono clochard o indigenti a chiedere elemosina. C&#8217;\u00e8 sempre il sole!<\/p>\n<p><strong>In Portogallo<\/strong> le autostrade sono tutte a pagamento senza caselli \u00a0tramite carta di credito che viene registrata al primo ingresso dopo il confine portoghese e ogni 10\/12 km circa questa viene caricata tramite lettura ottica della targa quando il mezzo passa sotto i varchi elettronici, all&#8217;uscita dal Portogallo l&#8217;ultimo varco telematico interrompe questa prassi. Il fondo\u00a0 di quasi tutta la rete stradale \u00e8 ottimo. Ottime tutte le segnalazioni con cartelli e pannelli esplicativi. Negli ultimi anni il paese \u00e8 molto cambiato, la pulizia dei luoghi \u00e8 quasi maniacale ed il verde pubblico e privato \u00e8 molto\u00a0 curato; non si vedono cartacce o rifiuti lungo il ciglio stradale.\u00a0 Negozi e musei non aprono prima delle 10 (ora locale). Gli edifici religiosi sono tutti a pagamento. Il prezzo dei generi alimentari, dei bar e dei ristoranti \u00e8 assai inferiore\u00a0 rispetto a quelli italiani. Gli alcolici sono meno cari. La temperatura \u00e8 generalmente accettabile, ma spesso lungo la costa la nebbia oscura il sole fino alla tarda mattinata. L&#8217;interno \u00e8 molto pi\u00f9 caldo della costa ma la sua percezione \u00a0\u00e8 forse inferiore a causa dell&#8217;aria pi\u00f9 asciutta.<\/p>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Castelli, fortezze, borghi e paesaggi mozzafiato in un itinerario alla ricerca di alcuni villaggi e castelli che hanno subito la Crociata contro l\u2019eresia Catara nel Medioevo. 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