{"id":16499,"date":"2013-01-07T17:18:04","date_gmt":"2013-01-07T16:18:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=16499"},"modified":"2013-01-28T10:13:30","modified_gmt":"2013-01-28T09:13:30","slug":"attraversata-del-continente-americano-a-bordo-di-una-moto-guzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/attraversata-del-continente-americano-a-bordo-di-una-moto-guzzi\/","title":{"rendered":"Attraversata del continente Americano a bordo di una Moto Guzzi"},"content":{"rendered":"<p><em>Un viaggio indimenticabile, un must, tra i viaggi degli appassionati motociclisti e non&#8230;il sogno americano per eccellenza! Una trentina di giorni, due personcine affiatate, Io e Daniela, e la  nostra inossidabile Guzzi Florida 650 (Motina per gli amici). Nulla di  programmato solo un itinerario studiato a tavolino, e i biglietti aerei;  il resto, \u00e8 solo avventura!<\/em><\/p>\n<p><strong>Quando<\/strong>: Agosto<\/p>\n<p><strong>Numero di giorni<\/strong>: 30<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/gran_kenion_america.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-16515\" title=\"Gran kenion America\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/gran_kenion_america.jpg\" alt=\"Gran kenion America\" width=\"308\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/gran_kenion_america.jpg 642w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/gran_kenion_america-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/gran_kenion_america-400x262.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Km percorsi<\/strong>: 10.000<\/p>\n<p><strong>Dove<\/strong>: NewYork, NewJersy, Pennsylvania Maryland, WestVirginia, Ohio, Kentucky, Indiana ,Illinois, Missouri, Arkansas, Kansas, Oklaoma, Texas, NewMexico, Colorado, Utah, Arizona, Nevada, California.<\/p>\n<p>Siamo nel New Messico meridionale a sud di Alamogordo, dove il sole \u00e8 pi\u00f9 cocente, soprattutto in agosto. Ci apprestiamo a visitare il nostro primo parco nazionale: White Sands (18). Superiamo l\u2019ingresso, e attraverso una comoda strada asfaltata, procediamo, con la Motina, alla sua scoperta. E\u2019 uno spettacolo, un insolito deserto di gesso di oltre 500 chilometri quadrati, con pianure e dune bianche, bianchissime e luccicanti come neve. Semplicemente, la pi\u00f9 grande distesa di gesso della Terra. Se non fosse per la temperatura, 30 &#8211; 35 gradi di troppo, sembrerebbe di viaggiare attraverso un paesaggio innevato.<\/p>\n<p>Dei 51 parchi nazionali, alcuni dei quali situati nelle riserve indiane e gestiti dalle popolazioni locali, quasi tutti dispongono di un agevole percorso asfaltato che tocca i punti panoramici di maggiore interesse. Quindi l\u2019accesso ai parchi, comunque a pagamento, \u00e8 consentito con il proprio mezzo anche se, volendo approfondire la visita a piedi, c\u2019\u00e8 da camminare fino allo sfinimento. Il giorno dopo White Sands, ci dirigiamo verso El Paso, ma un tempo decisamente inclemente ci consente solo una contatto fugace con la citt\u00e0, perci\u00f2 riprendiamo immediatamente la direzione nord sulla Interstate 25, verso Santa Fe. Il nostro itinerare negli States \u00e8 scandito ogni sera da un consueto rito: individuare il campeggio per la notte.<\/p>\n<p>Fin dalla partenza, in ogni caso, non abbiamo avuto particolari difficolt\u00e0 in questo senso, ma di certo la cosa si \u00e8 resa ancora pi\u00f9 facile dopo aver conosciuto il \u201ckoa kampground\u201d: una catena di centinaia di camping, diffusi in tutto il territorio nazionale, molto bene organizzata, che dispensa mappe e materiale informativo sulle loro dislocazioni. Tanto pratica da costituire, talvolta, un punto di riferimento per definire in anticipo gli spostamenti del giorno. Nel primo pomeriggio raggiungiamo Albuquerque. Poi, una veloce puntatina a Santa Fe. E\u2019 una cittadina in perfetto stile messicano, ben tenuta e curata nei dettagli architettonici, a parer nostro fin troppo turistica. Da Albuquerque, seguiamo l\u2019 Interstate 40, verso ovest, e siamo in un lampo al confine con l\u2019Arizona. Qui, durante una sosta, incontriamo Jack (19), uno dei pochi motociclisti che conosceremo nel nostro giro.<\/p>\n<p>E\u2019 un viaggiatore solitario, artistico al punto giusto, simpatico e tipicamente americano. La sua cavalcatura \u00e8 una Goldwing 1200, carica di accessori e ricca di bagagli. Il tempo, purtroppo, gioca a nostro svantaggio e non potremo trattenerci a lungo con lui, ma una cosa, in particolare, ci rimarr\u00e0 impressa dal suo incontro: un sincero e onesto stupore nei nostri confronti, quando, parlandogli del nostro viaggio, osservava la Guzzi, forse un po\u2019 piccola per lo standard Americano . Petrified Forest (20), ovvero la foresta pietrificata, \u00e8 l\u2019obbiettivo successivo.<\/p>\n<p>Vi arriviamo nelle prime ore del pomeriggio e lo spettacolo \u00e8 da mozzare il fiato, come pure l\u2019aria calda. Un paesaggio completamente desertico, strano e affascinante, irreale. La vera particolarit\u00e0, per\u00f2, sono i tronchi di conifere, nati 200 milioni di anni fa e ora mutati in pietra. Colmi di brillanti cristalli di quarzo, luccicano al sole con colori che vano dall\u2019arancio al giallo, dal blu al rosa.<\/p>\n<p>E\u2019 la pi\u00f9 estesa foresta di alberi fossili al mondo. Ci dirigiamo verso nord, sulla statale 191. Da alcuni giorni, ormai, senza rendercene minimamente conto, abbiamo iniziato a salire gli altipiani del Colorado Plateau, portandoci a quote sempre pi\u00f9 elevate, oltre i 2000 metri. Stiamo per fare conoscenza con gli indiani Navajo, visto che il territorio che attraversiamo \u00e8 nella loro riserva, la pi\u00f9 vasta riserva indiana degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/banchi_di_sabbia_america.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-16518\" title=\"banchi di sabbia America\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/banchi_di_sabbia_america.jpg\" alt=\"banchi di sabbia America\" width=\"385\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/banchi_di_sabbia_america.jpg 642w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/banchi_di_sabbia_america-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/banchi_di_sabbia_america-400x269.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><\/a>Il paesaggio circostante assume un po\u2019 alla volta un colore omogeneo: dalla terra alle rocce, a tratti anche l\u2019asfalto, sono di colore rosso, con sfumature di rosso. Canyon de Chelly non \u00e8 da meno perch\u00e9 dall\u2019alto dei suoi quattro canyon ci troviamo ad osservare degli strapiombi di 300 metri di arenaria rossa. Tutto sommato non grande cosa rispetto a quello che vedremo pi\u00f9 avanti. Continuiamo in direzione nord, sulla 191, fino ad imboccare la 160 est.<\/p>\n<p>Ci siamo: Colorado!<\/p>\n<p>Dopo le calure dei deserti circostanti, un po\u2019 di refrigerio non ci dispiacerebbe affatto, e il parco di Mesa Verde \u00e8 proprio quello che ci vuole. Situato in una delle zone maggiormente piovose del sud Colorado (nulla a che vedere con il nostro Friuli!), tra foreste di pini e abeti, ospita la bellezza di qualche centinaio tra abitazioni e villaggi del popolo indiano degli Anasazi. Costruiti in mattoni tra gli anfratti delle pareti dei canyon, ci offrono una visione decisamente diversa delle abitudini di queste genti, lontana dai soliti stereotipi degli accampamenti.<\/p>\n<p>Ci lasciamo alle spalle questa unica isola verde di tutto il Plateau e proseguiamo verso lo stato dello Utah. La 191 ci conduce ad Arches (21) e Canyonlands. Il primo, il parco degli archi, \u00e8 stupefacente. Restiamo sorpresi da questi luoghi, introduzione al deserto di terra rossa (anche questo!), con un continuo alternarsi di formazioni di arenaria a forma di pinnacoli, monoliti e soprattutto archi, il pi\u00f9 grande dei quali raggiunge una campata di 100 metri. Uno spettacolo della natura indimenticabile, come pure la nottata trascorsa in campeggio. Rientriamo verso sera nel camping in cui avevamo gi\u00e0 preso posto nel primo pomeriggio, esausti ma contenti, dopo una giornata trascorsa tra il viaggio di trasferimento e la visita di Arches.<\/p>\n<p>Presi dalle nostre faccende quotidiane, non avevamo molta intenzione di chiacchierare, ma il nostro vicino di piazzola non era dello stesso parere. Ci invita a sedere con lui per gustare un vinello della California. E\u2019 un inglese, un tipo chiacchierone e anche un po\u2019 originale, ma pi\u00f9 che altro, forse, viaggiando da solo con il suo Van, apprezza il contato con la gente. Nulla di male, anzi! Ma qualche suo discorso proprio non sta in piedi. Che sia colpa della traduzione? Rimaniamo con lui a parlare per una buona mezz\u2019ora ma ad un certo punto, considerato che si sta facendo tardi, cerchiamo un pretesto per svincolarci.<\/p>\n<p>Abbozziamo cos\u00ec la scusa di dover ancora cenare (l\u2019unico vero pasto decente della giornata) nonch\u00e9 di dover pianificare l\u2019itinerario per l\u2019indomani. Non sapremo mai se il suo comportamento, quella notte, sia scaturito dal nostro atteggiamento nei suoi confronti, oppure \u2026 da un eccesso di alcol. Di fatto, la notte stessa, mentre stavo nel profondo di un meritato riposo, Daniela mi sveglia, spaventata. Qualcuno sta camminando attorno alla nostra tenda gridando ripetutamente \u201cvenite fuori, ragazzi, o vi ammazzo, ho un\u2019arma!\u201d. E\u2019 lui? E\u2019 proprio lui! Ma che c\u2026 vuole! Rimaniamo in tenda, silenziosi e passivi, e anche un po\u2019 preoccupati, ma preferiamo non dare ulteriore motivo di agitazione al personaggio. Cos\u00ec, dopo una decina di minuti di questa sceneggiata, il tipo decide finalmente di togliere l\u2019assedio e di andarsene a fare (\u2026) un giro con il suo camper.<\/p>\n<p>Era ora! Usciamo allora dalla tenda, saranno state circa le due di notte, e controlliamo che tutto sia in ordine, Motina compresa. Cos\u00ec ci accorgiamo che in questo teatrino, non siamo soli. Una coppia di ragazzi tedeschi, anch\u2019essi nostri vicini, hanno condiviso con noi la stessa circostanza. L\u2019ora \u00e8 piuttosto tarda, ma nessuno di noi quattro ha intenzione di dedicarsi al riposo. L\u2019amico, difatti, potrebbe tornare, magari ancora pi\u00f9 alticcio e aggressivo di prima. Quindi, di comune accordo, decidiamo di chiamare il 911, sollecitando l\u2019intervento della polizia. Di l\u00ec a poco arriva silenziosamente nel campeggio un\u2019auto della pula. Senza tante formalit\u00e0, il poliziotto ascolta la nostra esposizione dei fatti, e visitando il \u201cluogo del crimine\u201d, (un coltello c\u2019era sul serio), ci invita ad attenderlo aspettando nuovi sviluppi.<\/p>\n<p>Nell\u2019arco di un\u2019ora, per ben due volte, rivedremo l\u2019agente e quando torner\u00e0 la <a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/terra_rossa_america.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-16521\" title=\"Terra rossa in America\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/terra_rossa_america.jpg\" alt=\"Terra rossa in America\" width=\"480\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/terra_rossa_america.jpg 800w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/terra_rossa_america-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/terra_rossa_america-400x264.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a>terza volta ci dar\u00e0 una notizia inaspettata: \u201cabbiamo arrestato l\u2019uomo del camper!\u201d Ubriaco fradicio, il tizio ha minacciato con un coltello i clienti di un bar, e cos\u00ec si \u00e8 fatto beccare. Anche questa, \u00e8 fatta! L\u2019indomani, il nostro amico camperista non \u00e8 ancora rientrato nel campeggio (o uscito?), cos\u00ec decidiamo di partire sul prestino, prima di doverlo salutare. Torniamo alla normalit\u00e0 e ai nostri parchi da esplorare. Canyolands \u00e8 l\u00ec a due passi, facilmente visitabile attraverso i suoi 32 chilometri di strada che lo percorrono.<\/p>\n<p>E\u2019straordinariamente selvaggio con la sua variet\u00e0 di paesaggi creati dallo scorrere del Colorado e del Green River. In ogni caso, per avere una panoramica completa di questo luogo, bisognerebbe poterlo osservare da un aereo, idea allettante ma per noi improbabile. Riprendiamo la Highway 191. Di giorno, in queste zone desertiche, il termometro pu\u00f2 raggiungere anche i 40\u00b0C (o 104\u00b0 Fahrenheit), ma, a parte questo, siamo contenti: la Motina gira egregiamente, il tempo si mantiene buono, la tabella di marcia \u00e8 ok. Il solo rammarico, purtroppo, \u00e8 di non avere a disposizione pi\u00f9 tempo da dedicare a questi luoghi. Viaggiando verso sud, ad un certo punto, ci troviamo di fronte ad un paesaggio gi\u00e0 visto, ma dove? Si, certo, nei film western! Si presenta cosi, all\u2019improvviso quella che \u00e8 la Monument Valley.<\/p>\n<p>Una striscia di asfalto (molto fotografata) (22) ci porta attraverso questa piana desolata di terra rossa, tra giganteschi monoliti di arenaria. Rallentiamo per il forte vento, ma anche per goderci questo magico spettacolo. I nativi, gli indiani Navajo, ci ricevono all\u2019ingresso del parco. Siamo di nuovo in una riserva indiana, per cui anche il parco \u00e8 autogestito. Non c\u2019\u00e8 la solita strada asfaltata, anzi, il percorso che lo attraversa \u00e8 volutamente al naturale: una pista di sabbia (chiaramente rossa). L\u2019idea di avventurarci con la moto carica sulla pista \u00e8 tassativamente da scartare, perci\u00f2 non capiamo immediatamente come faremo a visitarlo. Attorno al grande parcheggio in terra battuta ci sono una decina di chioschi e degli individui richiamano l\u2019attenzione dei turisti: sono le guide locali. Parcheggiamo la Motina.<\/p>\n<p>A questo punto una sana contrattazione \u00e8 quello che ci vuole. Stabiliamo con Michele, la nostra guida personale, il prezzo, la durata e il percorso del giro. Scorrazzeremo, nel cassone del suo pick-up, un improbabile GMC, per una quarantina di minuti, attraverso il deserto di rocce e sabbia della Monument Valley (23). Un fuori programma inaspettato che non dimenticheremo per lo spasso della corsa sul pick-up e il paesaggio davvero eccezionale. Riprendiamo la Motina pi\u00f9 impolverata che mai, ma il temporale che ci aspetta di l\u00ec a pochi chilometri ci convince a fermarci in anticipo e trascorrere la notte in un Motel indio lungo la strada. Salassata da capogiro!<\/p>\n<p>Stimato il temporale in arrivo, per\u00f2 (in queste zone non c\u2019\u00e8 da scherzare), va bene cos\u00ec. Pensando a qualcosa di grande, negli Stati Uniti, di sicuro ci viene in mente il Grand Canyon (24). E\u2019 una considerazione esatta, ma se questo parco non lo si \u00e8 visto realmente, a stento se ne possono immaginare le dimensioni. La sua estensione di 5200 chilometri quadrati (circa come la Liguria!) \u00e8 frutto di un lento lavorio dal fiume pi\u00f9 tumultuoso al mondo, il Colorado. Appena giunti all\u2019interno del parco cerchiamo con impazienza i punti panoramici. Rimaniamo sbalorditi, quasi delusi, per non riuscire ad apprezzare a prima vista, l\u2019immenso burrone che ci sta davanti. Sembra di stare sulla sommit\u00e0 di una montagna ad oltre 1000 metri di altezza, ed osservare la cima di un\u2019altra a 20, 30 chilometri di distanza.<\/p>\n<p>Pare impossibile che un fiume, che da quass\u00f9 ha un aspetto addirittura tranquillo, possa aver creato un tale sconquasso in questo altopiano, formando la pi\u00f9 estesa gola della terra. Lasciamo l\u2019Arizona e senza rendercene conto saliamo a 3000 metri nello Utah. Altre due tappe spettacolari si prospettano seguendo la statale 89: Bryce Canyon (25 e 26), e Zion Park (27). Molto semplici da visitare, questi parchi sono tra i pi\u00f9 affollati d\u2019America, grazie alle strade asfaltate che li percorrono. L\u2019erosione, di neve e ghiaccio nel primo caso e di acqua nel secondo, ha creato un labirinto di migliaia di torri di pietra calcarea, sottili e appuntite, nonch\u00e9 strettissimi canyon che separano impressionanti volumi di roccia.<\/p>\n<p>Siamo in viaggio sull\u2019Intestate 15. Nel tardo pomeriggio varcheremo il confine del Nevada per giungere prima di sera a Las Vegas. Certo, \u00e8 successo ancora che qualcuno, dall\u2019auto, ci saluti. In questo caso, per\u00f2, dopo averci sorpassato, ci d\u00e0 strada nuovamente, e cos\u00ec per ben due volte, sparendo dietro di noi. Procediamo comunque, ad andatura normale e, come d\u2019abitudine, dopo un centinaio di chilometri usciamo dall\u2019autostrada per una sosta rigenerante. Ci fermiamo in una piazzola e subito arriva anche il nostro riservato inseguitore. Don\u2019t panic! Mezza et\u00e0, stazza robusta, cappellaccio da cow-boy, camicia a scacchi e jeans, cintura e fibbia a mo\u2019di patacca: tutto normale.<\/p>\n<p>Ecco quindi, svelato l\u2019arcano: uno sfegatato Guzzista, incuriosito dalla moto e da una targa che non conosce. Scambiamo quattro chiacchiere sulle cinque Guzzi che possiede, sulla Motina, e sul nostro viaggio. E\u2019 molto gentile con noi, tanto da proporci di essere suoi ospiti per la notte. Avremmo accettato volentieri; purtroppo abita ben oltre Las Vegas, e proprio la citt\u00e0 del gioco \u00e8 la nostra tappa successiva. Peccato! Nostro malgrado, dobbiamo rifiutare l\u2019invito. Dall\u2019amarezza di un altro incontro toccata e fuga, all\u2019entusiasmo di essere alle porte di Las Vegas. Ecco, ci siamo veramente! Abbiamo deciso di trascorrere due notti in questa incredibile citt\u00e0. Piazzata la tenda, nel primo pomeriggio, ci buttiamo avidamente alla scoperta di Las Vegas blvd, il viale principale conosciuto come \u201cthe strip\u201d.<\/p>\n<p>Incredibile! Ora siamo a Venezia, ora a Luxor, poi nell\u2019antica Roma, St. Tropez, Moulin Rouge, un porto di pirati, Parigi, l\u2019Enterprise. Centotrenta casin\u00f2-hotel, quasi tutti a tema, che rappresentano, pressoch\u00e9 in grandezza naturale, palazzi, monumenti, viali, situazioni, ambienti, molto spesso Europei. Nessuna descrizione rende merito a questo fenomeno; una citt\u00e0 in mezzo al deserto, singolare ed eccitante, straordinariamente illuminata, che pulsa 24 ore su 24 al motto del gioco e del divertimento. L\u2019indomani siamo ancora nella strip quando, all\u2019improvviso, ci troviamo a fare i conti con la batteria della moto. C\u2019\u00e8 poco da discutere: un caldo feroce e un traffico infernale l\u2019hanno messa ko. Nel giro di un\u2019oretta, in ogni modo, risolviamo il problema grazie ad un concessionario Harley (non mancano) e a un ricambista.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/coast_to_coast_america.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-16526\" title=\"Coast to Coast in America\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/coast_to_coast_america.jpg\" alt=\"Coast to Coast in America\" width=\"259\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/coast_to_coast_america.jpg 432w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/coast_to_coast_america-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/coast_to_coast_america-400x594.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a>La mattina seguente ci lasciamo alle spalle la citt\u00e0 del gioco. La Death Valley \u00e8 l\u00ec a poche miglia, ma di caldo ne abbiamo preso abbastanza tutti e tre, ed \u00e8 meglio non esagerare. Nel 1972 nella valle della morte si \u00e8 registrato un picco di quasi 100 gradi centigradi! E se questa fosse un\u2019estate calda? Passeremo a sud, continuando sull\u2019Interstate 15, entrando in California attraverso il deserto del Mojave. Procediamo spediti; tutto \u00e8 in perfetta efficienza e acqua e benzina non mancano; niente ci pu\u00f2 fermare\u2026a parte quel dannato chiodo! La moto ondeggia un pochino sul posteriore. Penso, poco convinto: che sia colpa del carico? della strada? degli ammortizzatori?<\/p>\n<p>No! Abbiamo proprio forato. Ancora una volta \u00e8 il caldo a riservarci una sorpresa: infatti, a causa dell\u2019elevata temperatura, oltre alla foratura, anche la valvola si \u00e8 disgiunta dalla camera d\u2019aria e gira su se stessa. Per fortuna, una bomboletta spray miracolosa fa abbondantemente il suo lavoro. Siamo sorpresi del risultato, ma \u00e8 meglio cercare immediatamente qualcosa che assomigli ad un gommista. Oggi \u00e8 il nostro giorno fortunato e dopo soli tre tentativi, troviamo il posto giusto: Barstow.<\/p>\n<p>La cittadina \u00e8 semideserta, e l\u2019unico esercizio aperto in queste prime ore pomeridiane, \u00e8 proprio un fornitissimo concessionario di moto che, in questa particolare giornata, festeggia i dieci anni di attivit\u00e0 promuovendo una sorta di motoraduno. Ci accolgono con hot dog e limonata fresca (benedetta!), e anche se sono in festa, si affrettano ugualmente a ripararci il pneumatico. Mentre ci occupiamo della moto, arriva, per l\u2019occasione, una stazione mobile di una radio privata locale. Incuriositi dal nostro viaggio e divertiti per l\u2019inaspettato incontro, ci intervistano.<\/p>\n<p>Di questo incontro ci rimarr\u00e0 un piacevole ricordo e anche, perch\u00e9 no, due belle T-shirt regalateci dal concessionario Barstow (28). Proseguiamo sulla 58, verso la Sierra Nevada, per il Sequoia N.P. (29) Lentamente, le calure dei deserti si attenuano, lasciando spazio alle temperature pi\u00f9 miti della costa pacifica. Ieri, Las Vegas e le aride pianure; oggi, una foresta di giganti: i vegetali viventi pi\u00f9 grandi e i pi\u00f9 vecchi della terra! Le sequoie. Solo alcuni numeri: oltre 1000 anni di et\u00e0, 100 metri di altezza, 10-12 metri di diametro (\u2026).<\/p>\n<p>Siamo alle solite, gli Americani sono sempre esagerati! Credevamo ormai di non stupirci pi\u00f9 di nulla, invece anche quest\u2019ultimo parco ci lascia letteralmente a bocca aperta. Distese sterminate di agrumeti ci accompagnano lungo la strada per San Francisco: ottime occasioni per uno spuntino a base di frutta. Scendiamo rapidamente dalla Sierra Nevada, e pure la temperatura scende, scende, scende, ma fa quasi freddino! 25-30\u00b0 di escursione termica! Ma cos\u2019\u00e8? Siamo ormai nella metropoli, il sole \u00e8 scomparso e, in meno di mezz\u2019ora, dall\u2019Oceano \u00e8 salita a vista d\u2019occhio una nebbia improvvisa, come in un film di fantascienza, coprendo e ingrigendo tutto.<\/p>\n<p>Fa piuttosto freddo (non siamo preparati), quindi cerchiamo una pensioncina e la citt\u00e0 la visiteremo domani. San Francisco (30 e 31) si erge su una quarantina di colline e la sua struttura la fa sembrare ai nostri occhi una citt\u00e0 quasi europea. Le strade assomigliano a delle montagne russe dalle pendenze incredibili, su cui si arrampicano regolarmente i caratteristici tram, simbolo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Visitiamo, tra l\u2019altro, le case vittoriane dai tenui colori pastello e Alcatraz, ma non riusciamo a vedere il famosissimo e spettacolare Golden Bridge, completamente avvolto nella nebbia pomeridiana. Il fenomeno della nebbia ha dei tempi regolari: compare verso le 5-6 del pomeriggio e si ritira verso le 10\u201311 del mattino. Sono trascorsi un paio di giorni ed \u00e8 ora di riprendere il viaggio. Usciamo dalla metropoli sperando che la foschia sia un problema circoscritto alla citt\u00e0, invece \u00e8 ricorrente per molte miglia lungo la costa Californiana (32). Una puntatina alle bellissime cittadine di Monterey (con il suo stupendo Aquarium) e di Carmel percorrendo la 101 verso sud, in direzione Los Angeles, la nostra meta finale.<\/p>\n<p>Ora va molto meglio: la nebbia e con essa il freddo sembrano essere spariti; forse \u00e8 questo il rinomato clima della California! Troviamo posto nel campeggio presso Santa Barbara, il pi\u00f9 vicino possibile alla citt\u00e0. Los Angeles, oltre al suo ottimo clima, dispone di tutte quelle attrazioni turistiche come: Hollywood, Universal Studios, Beverly Hills (33), Belair, S.Monica, Malibu, Venice (34) e molto altro. Una Metropoli multietnica di dimensioni spropositate (100 km di costa!), difficile da visitare in poco tempo, ma anche tanto vivace e animata da rendere difficile il separarsene.<\/p>\n<p>Il viaggio, durato trenta giorni, attraverso l\u2019America, sta per giungere al termine. E\u2019 strano, realizziamo solo adesso di aver portato a compimento il nostro sogno americano, senza quasi rendercene conto. E\u2019 stato tutto molto veloce, troppo veloce! Penultimo giorno: il nostro spedizioniere ci attende. In un magazzino vicino all\u2019aeroporto internazionale, ritroviamo, smontata, la nostra cassa metallica per l\u2019imballo.<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/panorama_america_moto.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16530\" title=\"Panorama America in moto\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/panorama_america_moto.jpg\" alt=\"Panorama America in moto\" width=\"640\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/panorama_america_moto.jpg 800w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/panorama_america_moto-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/panorama_america_moto-400x263.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quattro ore di lavoro filato per allestire il pacco (cassa con moto e bagagli), destinazione Malpensa. Non ci sono pi\u00f9 dubbi, si torna a casa! Mi aspettano tre settimane di riflessioni in attesa di rivedere la mia Motina (e la sua coppa dell\u2019olio sempre a tre centimetri dal pavimento!). Domani mattina l\u2019aereo ci riporter\u00e0 alla realt\u00e0. Nel frattempo, godiamoci questa ultima notte in \u2026 hotel California.<\/p>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un viaggio indimenticabile, un must, tra i viaggi degli appassionati motociclisti e non&#8230;il sogno americano per eccellenza! 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