{"id":13395,"date":"2012-10-03T15:11:06","date_gmt":"2012-10-03T14:11:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=13395"},"modified":"2012-10-03T15:11:06","modified_gmt":"2012-10-03T14:11:06","slug":"catania-citta-barocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/catania-citta-barocca\/","title":{"rendered":"Catania, citt\u00e0 barocca"},"content":{"rendered":"<p>Il profilo di Catania si staglia sull\u2019azzurro del cielo con la sagoma dell\u2019Etna, \u201ca muntagna\u201d, che, col pennacchio di fumo o spruzzando saette rosseggianti, sormonta la cintura verde dei giardini baluginanti di dorate perle, che si distendono placidi alle sue pendici. In basso l\u2019azzurro del mare si frange schiumoso sui blocchi lavici, neri e massicci.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/catania-citta-barocca.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-13398\" title=\"Catania Citt\u00e0 Barocca\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/catania-citta-barocca.jpg\" alt=\"Catania Citt\u00e0 Barocca\" width=\"300\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/catania-citta-barocca.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/catania-citta-barocca-262x300.jpg 262w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dardeggiata dal sole torrido, Catania \u00e8 marchiata, nella geografia e nell\u2019urbanistica, dalla nera pietra basaltica: dai faraglioni che fronteggiano i borghi marinari della costa all\u2019architettura monumentale della citt\u00e0 che la esibisce nei portali, architravi, modanature di chiese e palazzi.<\/p>\n<p>Di notte, dal mare appare come un\u2019ampia distesa di luci policromatiche mollemente adagiata sull\u2019ultima propaggine dei fianchi meridionali del Mongibello, digradanti fino \u201cagli archi della marina\u201d (come i catanesi chiamano la zona del porto) sovrastata, spesso, dalle lingue di fuoco della fucina del dio Vulcano. La fondano i calcidesi nel 729 a.C. col nome di Katane, dando impulso al commercio e all\u2019agricoltura con le coltivazioni di melograno, mandorlo, vite e ulivo; caduta sotto il dominio di Siracusa diventa Aitna e perde la sua autonomia.<\/p>\n<p>Del periodo romano restano l\u2019anfiteatro, gli edifici termali dell\u2019et\u00e0 augustea, e la diffusione del latifondo che molti squilibri arrecher\u00e0 nei secoli all\u2019economia dell\u2019isola. Gli arabi nel IX sec., trovano un\u2019isola fertile dal clima mite, adatta alle colture che apporteranno benessere economico: arancio amaro, limone, canna da zucchero, cotone, carrubo, palma, gelso, sommacco. I normanni, insediatisi nel 1071, edificano la cattedrale e svariati monasteri e introducono la coltivazione dell\u2019indaco.<\/p>\n<p>Gli aragonesi trasferiscono nella citt\u00e0 la corte, evento propulsore di benessere culturale ed economico che le dominazioni successive non riusciranno a preservare, trascinando l\u2019isola in una lunga decadenza. L\u2019Etna, sorto da eruzioni sottomarine che hanno dato origine anche alla Piana di Catania, \u00e8 un vulcano attivo che, nelle sue periodiche emissioni, spesso ha travolto i centri abitati.<\/p>\n<p>Tuttora le popolazioni etnee possono saggiare l\u2019umore del maestoso gigante scrutando il suo profilo: fuma, erutta, dardeggia, schizza o \u2026 dorme! Per Catania \u00e8 il 1669 l\u2019anno in cui viene invasa dal torrente di lava e il devastante terremoto del 1993 la distrugge totalmente. Dopo questi eventi nefasti la citt\u00e0 rinasce con un nuovo assetto urbano nello stile architettonico dell\u2019epoca, quel barocco che fa oggi di Catania un sito patrimonio Unesco.<\/p>\n<p>Piazza Duomo, simbolo del potere laico e religioso, \u00e8 il cuore del centro cittadino, progettata dall\u2019architetto che presiedette alla ricostruzione settecentesca, G.B. Vaccarini, autore anche della fontana dell\u2019elefante, ispirata all\u2019opera di Bernini in Piazza della Minerva a Roma. L\u2019elefante (\u2018u liotru) in pietra lavica che sostiene un obelisco egittizzante in granito culminante con un globo circondato dalla foglia di palma e gigli, ispirati alla patrona Sant\u2019Agata, \u00e8 il simbolo della citt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/duomo-catania.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-13399\" title=\"Duomo Catania\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/duomo-catania-e1349273130610.jpg\" alt=\"Duomo Catania\" width=\"400\" height=\"286\" \/><\/a>La piazza \u00e8 dominata dalla facciata del duomo, che conserva le absidi in lava della costruzione normanna e tratti del basamento delle colonne nell\u2019interno, dove su un pilastro si appoggia il monumento funebre all\u2019illustre figlio Vincenzo Bellini.<\/p>\n<p>La cappella in fondo alla navata laterale destra custodisce il tesoro e le reliquie di S. Agata. Sulla destra del sagrato si accede alle Terme Achilliane, strutture termali databili al IV sec. Rivolta verso il fianco sinistro del duomo, in posizione leggermente arretrata, un\u2019altra opera del Vaccarini dalla facciata curvilinea chiude lo scenario: la Badia di S. Agata. Sul lato sud, fa angolo con il duomo Porta Uzeda, aperta dopo il terremoto del 1693 nelle mura medievali, oltrepassata la quale, costeggiando gli imponenti bastioni punteggiati di ristoranti, lo sguardo \u00e8 catturato da putti, racemi e volute che incorniciano le finestre della lunga terrazza del pi\u00f9 bell\u2019edificio civile della citt\u00e0, Palazzo Biscari.<\/p>\n<p>Edificato dopo il terremoto, raggiunse il massimo splendore con Ignazio Biscari, amante delle arti e delle lettere, che vi insedi\u00f2 il museo archeologico. Un ricco portale immette in un cortile da cui si diparte una scala a tenaglia che conduce alle sale di rappresentanza e al salone delle feste ornato di stucchi e affreschi, col soffitto cinto da un ballatoio che ospitava i musicisti, dando la sensazione che la musica scendesse dal cielo.<\/p>\n<p>Riattraversata Porta Uzeda e oltrepassato il Palazzo Vescovile, l\u2019angolo della piazza \u00e8 chiuso dalla Fontana dell\u2019Amenano, chiamata dai catanesi \u201cacqua a linzolu\u201d per l\u2019effetto cascata che produce scendendo dalla vasca superiore per riversarsi nel fiume sottostante che scorre sotterraneo ed \u00e8 visibile solo in quel punto; oltre si apre la Pescheria, ogni mattina animata dal vivacissimo e pittoresco mercato, un\u2019autentica attrazione! Sotto gli enormi ombrelloni rossi nel fresco del tunnel delle mura di Carlo V, si allineano i numerosi banchi di marmo o di pietra traboccanti di pesci di ogni dimensione, forma, colore; alcuni guizzano e saltano dentro le vasche piene d\u2019acqua, altri restano immobili e fissano con l\u2019occhio ancora vivo.<\/p>\n<p>L\u2019odore penetrante si infiltra tra la brulicante orda umana mista al vocio continuo e melodioso che invita all\u2019acquisto col cantilenante accento siciliano, magnificando la bont\u00e0 del pescato: il grosso pesce spada dalla viva colorazione rosata, il minuscolo neonato per le frittelle, spigole, vongole, gamberi, ricci di mare, seppie, fasolari, mazzancolle, e tutto quello che il pescoso Jonio offre. Sul lato settentrionale, all\u2019angolo di via Etnea, si presenta l\u2019elegante prospetto del Palazzo Senatorio o degli Elefanti, oggi sede del Comune, che espone nella corte due berline del Senato su cui sfilano le autorit\u00e0 nella festa di S. Agata.<\/p>\n<p>Costeggiando il Municipio, la via Vittorio Emanuele II si espande sulla destra in piazza S. Francesco, su cui prospetta la casa natale di Bellini oggisede del museo belliniano, da cui si diparte via Crociferi, il salotto del barocco catanese, incorniciata dall\u2019arco di S. Benedetto, fiancheggiato dalle Badia Grande e Badia Piccola. Sulla sinistra le chiese di S. Benedetto su una scenografica scalinata racchiusa da una grata in ferro e S. Francesco Borgia ripristinata nelle originarie forme seicentesche, separate da una stretta via chiusa sul fondo da Palazzo Asmundo.<\/p>\n<p>Sulla destra la facciata convessa di S. Giuliano, in cui si riconosce la mano del Vaccarini. Funge da fondale il fastoso cancello di Villa Cerami, oggi sede della facolt\u00e0 di giurisprudenza.<\/p>\n<p>Girando a sinistra in via dei Gesuiti, sul fondo si apre l\u2019ombrosa e scenografica esedra barocca di piazza Dante, dominata dalla monumentale chiesa benedettina di S. Nicol\u00f2 l\u2019Arena con l\u2019incompiuta facciata neoclassica scandita da otto colonne prive di trabeazione. Nell\u2019impianto dell\u2019architetto Contini, discepolo del Bernini, chiamato ad erigere la nuova chiesa in sostituzione di quella cinquecentesca molto danneggiata, le enormi proporzioni, che ne fanno uno dei pi\u00f9 grandi edifici di culto della Sicilia, dovevano attestare la potenza del cenobio catanese.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/fontana-dell-elefante.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-13400\" title=\"Fontana dell'Elefante\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/fontana-dell-elefante.jpg\" alt=\"Fontana dell'Elefante\" width=\"350\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/fontana-dell-elefante.jpg 350w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/fontana-dell-elefante-249x300.jpg 249w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a>L\u2019edificio, infatti, sub\u00ec tutti i cataclismi che nel corso dei secoli colpirono la citt\u00e0, compresi quelli dell\u2019ultima guerra, i cui lavori di recupero e consolidamento sono tuttora in corso. Il colossale interno a croce latina con tre navate e cappelle laterali, conserva nella cantoria un organo la cui costruzione dur\u00f2 dodici anni; alimentato da sei mantici, \u00e8 composto da 2916 canne in legno e lega di stagno, cinque tastiere e settantasei registri, in grado di riprodurre qualunque suono, perfino la voce umana.<\/p>\n<p>Dietro l\u2019abside maggiore \u00e8 collocato il Sacrario dei caduti. Lungo il transetto \u00e8 tracciata una grande meridiana del 1841 disegnata da Peters e Sartorius con figure zodiacali, di grande precisione. A sinistra della chiesa tutto il repertorio decorativo tardo barocco e churrigueresco di volute, fiori, frutta, mascheroni, putti adornanti finestre e balconi e una frangia di conchiglie e volute che pende dal cornicione, esplode oltre il muro di cinta del monastero, oggi sede della facolt\u00e0 di lettere, per estensione il secondo complesso monastico d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Fondato nel XVI sec. dalla comunit\u00e0 monastica di Nicolosi rifugiatasi entro le mura del capoluogo per sfuggire alle eruzioni e ai briganti, non pot\u00e9 sottrarsi all\u2019eruzione del 1669 e al terremoto del 1693 che ne provoc\u00f2 il crollo e la morte di quasi tutti i monaci.<\/p>\n<p>La ricostruzione avvenne su un impianto pi\u00f9 grandioso e monumentale, con l\u2019aggiunta di un altro chiostro e la realizzazione degli intagli in pietra dei prospetti principali e il risanamento del quartiere circostante. Con la soppressione delle corporazioni religiose nel 1866 il complesso pass\u00f2 al demanio finch\u00e9, compromesso dagli svariati usi civili succedutisi, nel 1977 \u00e8 stato ceduto all\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Addossati al muro di cinta, sono collocati i locali di servizio, scuderie, stalle e carretterie. Il complesso, definito da Patrick Brydone la \u201cVersailles siciliana\u201d, presenta nel piano basso una serie di porte che si aprono direttamente sul cortile, registro costruttivo estraneo alla tradizione religiosa, ma realizzato allo scopo di allineare il secondo piano al banco lavico retrostante sul quale si doveva appoggiare l\u2019altra ala del convento, secondo l\u2019ambizioso progetto.<\/p>\n<p>Sia il primo che il secondo piano, sui lati che fiancheggiano i due vasti chiostri interni, presentano lunghi corridoi su cui si affacciano le celle. Tutti questi ambienti oggi sono destinati alle aule della facolt\u00e0 di lettere o agli studi dei professori. La biblioteca universitaria e le sale di lettura sono collocate negli estesi sotterranei, dove si possono visitare, camminando su strutture sospese, le fondazioni cinquecentesche adibite dai monaci a magazzini per le derrate alimentari e, nell\u2019emeroteca, i mosaici di una domus romana del II sec. riportati alla luce negli anni ottanta, accompagnati dalle ottime guide dell\u2019Associazione Officine Culturali.<\/p>\n<p>L\u2019antica cucina e le sottostanti cantine costruite sul banco lavico costituiscono il Museo della Fabbrica dove \u00e8 possibile rilevare le tecniche e i materiali di costruzione, evidenziati dall\u2019intervento di recupero dell\u2019Ufficio Tecnico d\u2019Ateneo, e dove \u00e8 possibile anche rilevare le tracce dell\u2019Osservatorio astrofisico e meteorologico che vi ha avuto sede. Nella sala ovale del refettorio tutta bianca, con l\u2019unica decorazione della Gloria di S. Benedetto sulla volta, \u00e8 ubicata l\u2019Aula magna.<\/p>\n<p>L\u2019antica Sala Vaccarini rivestita di scaffalature lignee e il refettorio piccolo ospitano le Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero che comprende la raccolta benedettina di incunaboli, cinquecentine e pergamene, le acquisizioni degli ordini soppressi e vari lasciti. Dalle gelosie poste nel Coro di Notte (dove si recitava la liturgia delle ore, oggi sala convegni), che si affacciano sull\u2019abside di S. Nicol\u00f2, i monaci infermi potevano assistere alle funzioni, ammirando l\u2019organo e la meridiana. Scendendo verso via Vittorio Emanuele, lunghissima arteria che dal mare si dirige verso ovest, dal portone di un edificio settecentesco si fa un tuffo nell\u2019archeologia.<\/p>\n<p>Il complesso del teatro romano e dell\u2019odeon sorto sulle propaggini meridionali della collina di Montevergine, sede della colonia di Katane, \u00e8 stato oggetto di ricerche archeologiche iniziate dopo il 1750 dal principe di Biscari. Edificato in pietra lavica nel I sec. d.C. su una preesistente struttura greca del V sec a.C. costruita con blocchi di arenaria, nel Medioevo venne ricoperto di modesti edifici che per secoli ne nascosero la vista, mentre l\u2019odeon, destinato ai cori e ai concorsi musicali, venne utilizzato come bottega e stalla, fino all\u2019inizio del 1900.<\/p>\n<p>La parte inferiore della cavea poggia sul pendio naturale, la parte superiore \u00e8 sostenuta da poderosi muri attraversati da ambulacri collegati da scale e muniti di accesso (vomitoria) ai diversi settori. Lo spazio dell\u2019orchestra \u00e8 spesso allagato da una risorgiva del colle Montevergine.. Le campagne di scavo concluse da alcuni anni hanno mantenuto alcune sezioni degli edifici a testimonianza della storia del sito. Anche i resti dell\u2019anfiteatro romano in pietra lavica, sono stati in parte riportati alla luce nel 1900, a piazza Stesicoro, delimitata sul lato ovest dalla chiesa di Sant\u2019Agata alla Fornace, sorta sul luogo dove la giovinetta \u00e8 stata martirizzata.<\/p>\n<p>Alle sue spalle sorge la piccola chiesa di Sant\u2019Agata al Carcere costruita sui resti del bastione del santo carcere lungo le cinquecentesche mura di Carlo V, con facciata barocca e portale romanico pugliese in marmo bianco, unico esempio in Sicilia. Salendo per l\u2019ombreggiata via Santa Maddalena, su una piazzetta si affaccia Sant\u2019Agata la Vetere, costruita nel 264, pi\u00f9 volte distrutta e ricostruita dopo il 1693 con prospetto in muratura delimitato da bianche paraste, cattedrale della citt\u00e0 fino al 1094.<\/p>\n<p>Da piazza Duomo il lungo rettifilo di via Etnea, la strada della ricca borghesia che nell\u2019800 vi edific\u00f2 le proprie residenze, sembra ascendere verso la vetta del vulcano racchiuso nella cornice delle facciate tardobarocche che si susseguono lungo i quasi quattro km del suo tragitto. Di fronte all\u2019ingresso di Villa Bellini, la storica pasticceria Savia prende per la gola con cannoli di ricotta, cassate, paste di mandorla, biancomangiare, frutta martorana, arancine di riso, realizzati ancora secondo le ricette conventuali.<\/p>\n<p>L\u2019isola, nei secoli crocevia dei popoli, mantiene nella variet\u00e0 delle sue pietanze, ricche di spezie e aromi, i retaggi delle differenti influenze culturali, mentre nell\u2019aria aleggia profumo di origano, basilico, finocchietto selvatico, rosmarino. L\u2019alimento principe \u00e8 il pane, spesso spolverato di semi di sesamo, condito appena sfornato con olio, origano e pomodoro (pane cunsato).<\/p>\n<p>Nella cucina catanese domina la melanzana che trionfa nella parmigiana, nella caponata o nella pasta alla Norma, decorata con due foglie di profumatissimo basilico e condita con un filo d\u2019olio degli ulivi introdotti nell\u2019isola durante la dominazione spagnola.<\/p>\n<div style=\"padding: 15px; background: #efefef; border-right: 10px solid #ffffff;\">\n<h3>Informazioni Utili<\/h3>\n<p>Officine Culturali effettuano visite guidate del Monastero dei Benedettini, ogni ora &#8211; Piazza Dante, 32 \u2013 95124 Catania www.officineculturali.net &#8211; Tel.: 0957102767 &#8211; 3349242464<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Monastero-dei-Benedettini.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13397\" title=\"Monastero dei Benedettini, Chiostro di ponente\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Monastero-dei-Benedettini.jpg\" alt=\"Monastero dei Benedettini, Chiostro di ponente\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Monastero-dei-Benedettini.jpg 640w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Monastero-dei-Benedettini-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Monastero-dei-Benedettini-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Monastero-dei-Benedettini-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il profilo di Catania si staglia sull\u2019azzurro del cielo con la sagoma dell\u2019Etna, \u201ca muntagna\u201d, che, col pennacchio di fumo o spruzzando saette rosseggianti, sormonta la cintura verde dei giardini baluginanti di dorate perle, che si distendono placidi alle sue pendici. 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