{"id":10030,"date":"2012-05-03T15:46:53","date_gmt":"2012-05-03T14:46:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=10030"},"modified":"2012-05-17T15:17:11","modified_gmt":"2012-05-17T14:17:11","slug":"destinazione-turchia-in-camper","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/destinazione-turchia-in-camper\/","title":{"rendered":"Destinazione Turchia"},"content":{"rendered":"<p>4413 chilometri percorsi con destinazione Turchia per scoprire cultura ed abitudini di un popolo che ha dominato il Mediterraneo per 400 anni, assaporando le magiche atmosfera di questi luoghi.<\/p>\n<p>Turchia &#8211; Da Istanbul e Efeso<br \/>\nCamper: CI Trigan\u00f2 semintegrale Elliot 55-P del 2006 su Fiat Ducato 2800 turbodiesel.<br \/>\nEquipaggio: Giuseppe e Anna.<br \/>\nMete: Istanbul e dintorni.<br \/>\nPeriodo: dal 3 al 27 agosto 2011.<br \/>\nKm. percorsi: 4.413, compreso lo spostamento Nola-Bari-Nola ed i giri a vuoto.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>Diario di viaggio<\/strong><\/h2>\n<h3>Premessa<\/h3>\n<p>E cos\u00ec, dopo la tragica esperienza dell\u2019anno scorso, quando abbiamo fuso il motore del Laika e pochi chilometri da Belgrado ed il ritorno a casa \u00e8 stata una vera e propria epopea, quest\u2019anno, giusto perch\u00e9 un vero camperista non demorde, abbiamo messo da parte l\u2019Ungheria ed abbiamo puntato direttamente a sud, verso mete gi\u00e0 pensate negli anni addietro ma che avremmo preferito affrontare in compagnia, anche per la poca affidabilit\u00e0 di un veicolo ormai vecchiotto e che ogni anno tira fuori un malanno diverso.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che dei meccanici turchi mi hanno riferito cose egregie, ma fermarsi dal meccanico, ovunque accada, non \u00e8 mai una cosa allegra. Ora col nuovo camper, usato ma in ottime condizioni, decidiamo di avventurarci in Turchia ed a farci superare ogni ci remora ha pensato nostra figlia la quale, saputa la cosa, ci ha regalato un\u2019ottima guida di questo paese, quella scritta da chi viaggia a piedi e quindi non tanto adatta a chi viaggia in camper ma ricca di particolari utili.<\/p>\n<p>Nel tempo avevano collezionato entusiastici commenti sull\u2019ospitalit\u00e0 dei turchi, sui siti archeologici ben tenuti e sulle stupende localit\u00e0 della Turchia interna, ma il breve tempo a disposizione non ci avrebbe consentito di spaziare molto.<\/p>\n<p>Inoltre, dovendo attraversare un paese del tutto nuovo, s\u2019era pensato a tragitti non molto impegnativi cos\u00ec da avere la possibilit\u00e0 di una rapida e dignitosa retromarcia in Grecia, che ormai conosciamo bene quasi tutta, dove sicuramente ci saremmo trovati a nostro agio. Meta principale, quindi, Istanbul e poi gi\u00f9 a sud per localit\u00e0 marine, senza un programma particolare, come sempre.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10034\" aria-describedby=\"caption-attachment-10034\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-moschea-blu.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10034\" title=\"Istanbul la Moschea Blu\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-moschea-blu.jpg\" alt=\"Istanbul la Moschea Blu\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-moschea-blu.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-moschea-blu-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-moschea-blu-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-moschea-blu-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10034\" class=\"wp-caption-text\">Istanbul la Moschea Blu<\/figcaption><\/figure>\n<ol>\n<li><strong>1. <\/strong><strong>Da Nola a Bari, km. 237 <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>3 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Partiamo da Nola (luogo di residenza, a circa 25 km da Napoli, nostro paese d\u2019origine) alle ore 13.00 circa, in puntuale ritardo rispetto a quando avrei preferito. In effetti abbiamo tutto il tempo che vogliamo e le navi greche partono sempre in ritardo ma non posso dimenticare quella volta che mi scoppi\u00f2 una ruota della roulotte in autostrada e non avevo quella di scorta; dovetti quindi uscire e procurarne una in tutta fretta e proprio quella volta la nave part\u00ec in perfetto orario e per poco non restavamo a terra.<\/p>\n<p>La compagnia di navigazione scelta era la prima disponibile per chi prenota pochi giorni prima, la  VENTOURIS, e la nave era la stessa che avevamo preso due fa per il trasferimento in Grecia e poi da l\u00ec a Creta; allora era gi\u00e0 un catorcio ed ora era un catorcio con due anni di pi\u00f9. A noi, fortunatamente, degli alloggi e della cucina, di cui molti si lamentavano, poco ci interessava, giacch\u00e9 viaggiavamo in open deck avendo per tetto un cielo di stelle.<\/p>\n<p>Altre compagnie, sempre greche, come L\u2019AGOUDIMOS e la SUPERFAST sono ottime ma hanno un open deck che di open ha ben poco e si viaggia in un forno crematorio. Quindi non ci accontentiamo e non ci lamentiamo. Arriviamo in orario e ci fanno salire subito a bordo e da l\u00ec assistiamo al carico dei camion. Ne caricano tanti che a un certo punto mi sono domandato dove li mettessero.<\/p>\n<p>Poi me ne sono reso conto: non c\u2019era un centimetro per passare tra un mezzo e l\u2019altro ed era pi\u00f9 facile passarci sotto, ai camion, che non in mezzo; erano parcheggiati anche sulle rampe che da un ponte portano a quello superiore (rampe a ponte levatoio che di regola, in navigazione, dovrebbero restare chiuse). Da questa situazione deduco che saremmo sbarcati nell\u2019ordine inverso e quindi saremmo scesi per ultimi.<\/p>\n<p>E cos\u00ec sarebbe successo! A bordo siamo sistemati fortunatamente \u201cvista mare\u201d e scambiamo quattro chiacchiere con una coppia di romani diretti anch\u2019essi in Turchia; la prospettiva di fare il viaggio insieme, per lo meno fino alla frontiera, mi alleggerisce la preoccupazione di affrontare da solo i problemi che altri mi hanno raccontato.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>2. <\/strong><strong>Da Igoumenitsa ad Asprovalta, km. 407 <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>4 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Durante la notte ci sorpassano un\u2019infinit\u00e0 di traghetti. Il nostro, sovraccarico, arranca. Alle prime ore dell\u2019alba il traghetto attracca a Corf\u00f9 e poi a Cefalonia e quindi a Igoumenitsa, dove arriviamo con un ritardo non eccessivo, ma non avevano dimenticato la prospettiva di scendere per ultimi. In genere non appena si apre un varco tra i camion fanno subito scendere i camper; stavolta, forse per un qualche inghippo che non conosco, per scendere abbiamo impiegato ben tre ore!<\/p>\n<p>Era nostra intenzione andarci a fare un bagno a Parga, piacevole localit\u00e0 distante una cinquantina di chilometri da Igoumenitsa, ma il forte ritardo non ce lo consente, anche perch\u00e9 l\u00ec il camper bisogna lasciarlo lungo la strada, laddove c\u2019\u00e8 un ampio spazio per far fare manovra ai pullman, per arrivare al mare dopo una breve passeggiata tra i vicoletti del paesino.<\/p>\n<p>Arrivare in ritardo avrebbe significato incontrare problemi di parcheggio, sia per la larghezza della sede stradale, che man mano si stringe, sia per la conseguente maggiore distanza dal mare. E cos\u00ec raccogliamo il suggerimento dei romani e ci spostiamo a Drepano, che \u00e8 la spiaggia di Igoumenitsa, pochi chilometri a nord, verso l\u2019Albania, che da qui dista poco.<\/p>\n<p>Troviamo subito il mare Ionio cui siamo abituati. Una bella spiaggia, ovviamente libera e con docce gratuite; una vasta zona alberata immediatamente alle spalle, dove posare il camper all\u2019ombra e dove poter pranzare all\u2019aperto; le immancabili taberne dove si mangia in fretta e si paga poco. Facciamo quindi il primo bagno.<\/p>\n<p>L\u2019intento dei romani \u00e8 quello di partire subito dopo pranzo e cos\u00ec il pranzo decidiamo di consumarlo alla vicina taberna, dopo assaporiamo subito le pietanze tipiche della cucina greca: insalata greca, calamari fritti, souvlaki (spiedini), saganaki (formaggio fritto), ecc.; il servizio, per\u00f2, lascia un po\u2019 a desiderare perch\u00e9 non si rivela tanto celere e solo alle 16.00 riusciamo a lasciare il locale.<\/p>\n<p>Per rimetterci in sesto buttiamo gi\u00f9 un buon caff\u00e8 napoletano e alle 16.30 lasciamo Drepano, raggiungiamo Igoumenitsa ed imbocchiamo subito l\u2019autostrada per Ioannina e poi Tessalonica. Le autostrade greche, per lo pi\u00f9 gratuite, sono prive di aree di servizio ma lungo la strada ci sono cartelli che indicano la distanza dal distributore pi\u00f9 vicino.<\/p>\n<p>Questi cartelli, per\u00f2, sono poco pi\u00f9 grandi di un foglio A4 e non sempre li si vede e li si legge a tempo, specie se si fila ad una certa velocit\u00e0 nell\u2019intento di superare Tessalonica prima del buio. Lungo la strada effettuiamo una sola sosta, presso un distributore a poche centinaia di metri dall\u2019uscita dell\u2019autostrada, dove facciamo anche il carico d\u2019acqua gratuitamente, come al solito.<\/p>\n<p>Arriviamo a Tessalonica quando purtroppo \u00e8 gi\u00e0 buio ma decidiamo di tirare avanti e ritardare la cena per trovare un posto dove poter anche passare la notte. Superiamo Tessalonica e i vicini laghi e dirigiamo verso Kavala, bella cittadina non molto distante dalla frontiera con la Turchia, ma non saremmo arrivati fin l\u00ec.. Ormai stanchi percorriamo la litoranea per trovare quel che faccia al caso nostro e alla fine ci fermiamo nel posto sbagliato.<\/p>\n<p>Avevamo infatti adocchiato un\u2019enorme spiazzo fronte mare, immediatamente a ridosso del paese di Asprovalta, dove gi\u00e0 c\u2019erano diversi camper, ma gli altri camperisti \u2013 che infatti stavano sbaraccando \u2013 ci fanno capire che la polizia aveva dato loro un\u2019ora di tempo per andare via (in Grecia fanno sempre cos\u00ec, perch\u00e9 il campeggio libero \u00e8 vietato, ma con la polizia ci si pu\u00f2 ragionare e se il camper viene usato come veicolo, senza sbandierare verande e senza allestire tavolini ed altre suppellettili, non ci sono problemi).<\/p>\n<p>Asprovalta, per\u00f2, \u00e8 un paesino molto turistico e pieno di locali e noi, in buona sostanza, c\u2019eravamo piazzati in quello che era il parcheggio della movida locale. Fatto sta che gli automobilisti greci, che sono alquanto imbranati e un po\u2019 strafottenti, avevano occluso l\u2019uscita dal parcheggio quindi ormai non potevamo pi\u00f9 uscirne e come noi anche altri equipaggi che s\u2019erano attardati nel fare i bagagli. Nel frattempo un francese con un Cartago di svariate tonnellate tenta di uscire dal parcheggio passando per la spiaggia, e l\u00ec rimane.<\/p>\n<p>Quando arrivano i poliziotti, constatata la situazione, ci consentono di rimanere e danno al francese le indicazioni necessarie per trovare un carro gru che lo tiri fuori dalla sabbia. Il francese non si scompone pi\u00f9 di tanto e quando gli offriamo il nostro aiuto per cercare di tirare fuori il mezzo, almeno sollevandolo perch\u00e9 s\u2019era praticamente infossato, ci risponde che il suo crik non ce la fa a sollevare quel peso e quindi \u00e8 inutile darsi da fare. Mi sono domandato cosa avrebbe fatto nel caso in cui avesse forato una gomma!<\/p>\n<ol>\n<li><strong>3. <\/strong><strong>Da Aprovalta ad Alexandroupoli, km. 259<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>5 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il mattino dopo, di buon\u2019ora, il francese torma col carro attrezzi il quale, nel tentativo di tirarlo fuori dalla sabbia, spezza il cavo d\u2019acciaio; fortunatamente nessuno era nel raggio d\u2019azione della relativa \u201cfrustata\u201d, altrimenti sarebbe stato tagliato in due. Nostro malgrado dobbiamo abbandonare il francese, che comunque non si scompone neanche un po\u2019 e subito si dirige al posto di polizia per farsi indicare un carro attrezzi pi\u00f9 energico.<\/p>\n<p>Salutiamo anche l\u2019altra coppia di francesi che avevano fatto da interpreti (perch\u00e9 parlavano perfettamente italiano) e salutiamo i romani che avevano premura ed avevano gi\u00e0 scaldato il motore. Svanita la prospettiva di attraversare la frontiera in compagnia, decidiamo di fare le cose con calma, anche per vedere meglio un tratto di costa che ricordavo molto bello, quando nel 2006 eravamo andati sull\u2019isola di Tassos.<\/p>\n<p>E cos\u00ec bighelloniamo fino ad Eleftheroupoli, dove facciamo il bagno (km. 72), a Porto Lagos (km. 84), dove ci fermiamo a pranzare in un boschetto attrezzato ma pieno di zingari, a Fanari (km. 14), e quindi ad Alexandroupoli (km. 89), dove cerchiamo il campeggio comunale di cui avevamo sentito parlare. Sono ormai le 20.00 e dobbiamo trovare una sistemazione.<\/p>\n<p>Il campeggio non lo troviamo (lo avevamo a 150 metri ma non ce n\u2019eravamo accorti) e quindi ci fermiamo in un ampio e tranquillo parcheggio vicino al campo sportivo, ad un centinaio di metri dal vivacissimo lungomare pieno di localini simpatici. La citt\u00e0 \u00e8 piacevole e nel parcheggio pernottiamo bene. Passano anche qualche auto della polizia che non ci fa alcun problema.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>4. <\/strong><strong>Da Alexandroupoli alla frontiera turca, km. 45<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>6 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Mentre la citt\u00e0 si risveglia, secondo i tipici ritmi greci, facciamo un po\u2019 di spesa e quindi alle 8.00 partiamo e cominciamo a seguire i cartelli che indicano la Turchia. Intendevo arrivarci di buon mattino perch\u00e9 qualcuno m\u2019aveva detto che per passare la frontiera ci volevano ore.<\/p>\n<p>Arriviamo l\u00ec alle 9.00 e passiamo il confine in pochi minuti, senza alcun problema dopo ben tre controlli, superando i camion che restavano in fila. L\u00ec effettuiamo il primo cambio in lire turche (Tl = Turkish lira; Tl 1,00 = \u20ac 0,42 circa) alle condizioni peggiori e pagando una commissione proporzionale alla somma cambiata.<\/p>\n<p>La frontiera \u00e8 il posto peggiore dove cambiare soldi ma le lire turche che si trovano facilmente (ancor meno dalle nostre parti) e quindi il primo cambio bisogna farlo per forza l\u00ec e inoltre, nel dubbio, bisogna cambiare la cifra sufficiente per arrivare al primo cento abitato dove si possano trovare agenzie di cambio. I cambi successivi, infatti, li avremmo fatti solo una volta ad Istanbul e poi a Selcuk, grossi centri dove le agenzie di cambio si fanno concorrenza e non prendono commissioni.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>5. <\/strong><strong>Dalla frontiera turca a Istanbul, km. 251<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Passata la frontiera percorriamo svariati chilometri tra sconfinate piantagioni di girasoli Sul giallo dei girasoli spicca il rosso delle bandiere che i turchi, molto nazionalisti, piazzano esattamente dappertutto. I benzinai, in particolare, erano visibili a chilometri di distanza perch\u00e9 avevano tutti un gigantesco pilone sul quale sventolava la bandiera nazionale.<\/p>\n<p>Se penso che la prima volta che andammo in Grecia notai che tutti gli edifici pubblici, dal municipio al pi\u00f9 piccolo asilo nido, esponevano la loro bandiera e che la stessa cosa la fanno in tanti paesi mentre dai noi la celebrazione del 150\u00b0 dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia ha dato luogo ad infine polemiche, quasi mi vergogno.<\/p>\n<p>Cominciamo a renderci conto dei paesaggi turchi: strade larghe ed infinite ma poco curate e che non consentono grandi velocit\u00e0 n\u00e9 consentono di superare il relativo limite che \u00e8 molto basso (sulle statali \u00e8 di 90 km\/h, se non di meno in prossimit\u00e0 dei centri abitati, e in autostrada \u00e8 120 km\/h ); sistema di viabilit\u00e0 inconsueto e non come quello europeo, fatto di incroci canalizzati, rotatorie, ecc.; i centri abitati sono molto urbanizzati ma senza infrastrutture e cos\u00ec si vedono agglomerati con palazzoni di 7-10 piani ma senza strade e poi chilometri e chilometri di campagne senza un\u2019anima viva; i servizi di trasporto pubblico fuori citt\u00e0 sono quasi inesistenti e prolificano i trasporti privati fatti con pulmini con pochi posti e con tanto di cartello che indica la provenienza e la destinazione, quasi come un mezzo pubblico.<\/p>\n<p>Ci rendiamo poi subito conto che i turchi alla guida fanno \u201ccose turche\u201d e cos\u00ec non ci saremmo meravigliati pi\u00f9 di tanto a vederli andare contromano in autostrada! Percorriamo la statale con l\u2019intento di arrivare alla prima localit\u00e0 marina, magari a Tekirdag, e l\u00ec fermarci a fare il bagno, ma saremmo rimasti delusi. Tekirdag \u00e8 una metropoli e fermarsi l\u00ec con l\u2019intenzione di fare un bagno si sarebbe rivelato improponibile.<\/p>\n<p>Notiamo che i cartelli posti all\u2019ingresso delle citt\u00e0 recano, oltre al nome, la scritta \u201cnufus\u201d seguita da un numero. Avremmo poi appreso che quel numero indica la popolazione locale e cos\u00ec ci saremmo resi conto che i centri abitati di medie dimensioni hanno centinaia di migliaia di abitanti e le citt\u00e0 con diversi milioni di abitanti non sono poche.<\/p>\n<p>Riprendiamo quindi la via del mare, costeggiando il mar di Marmara, e notiamo che l\u00ec la costa \u00e8 occupata da una fila interminabile di \u201csitesi\u201d, ossia di villaggi privati, con tanto di guardie al cancello, senza lasciare un po\u2019 di spazio tra l\u2019uno e l\u2019altro, cos\u00ec che \u00e8 praticamente impedito l\u2019accesso al mare. Forse un buco lo avremmo anche trovato per scendere a mare ma avremmo dovuto fare ispezioni, manovre, andirivieni e altre operazioni che avrebbero fatto perdere tempo senza che ne valesse la pena.<\/p>\n<p>Per trovare una discesa a mare dobbiamo percorrere ben 177 km., fino a Silivri, piccolo paese costituito prevalentemente da case per la villeggiatura, dove riusciamo a trovare un polveroso parcheggio (otopark) al costo di 10 Tl e da l\u00ec raggiungiamo il mare, che ci lascia fortemente delusi: bassissimo e melmoso. Il mar di Marmara in effetti non \u00e8 che un grande lago e se si presenta tutto come l\u2019abbiamo visto in quella localit\u00e0 non \u00e8 per niente gradevole.<\/p>\n<p>A Silivri abbiamo anche il primo impatto con la cultura islamica, quando vediamo le donne in spiaggia tutte intabarrate e per di pi\u00f9 con veli neri, coperte dalla testa ai piedi, che fanno anche il bagno in quelle condizioni. Contente loro! Noi il bagno non lo facciamo, anche a causa di un vento insistente che solleva la sabbia polverosa e ci fa passare la poca voglia che abbiamo di tuffarci in quelle acque.<\/p>\n<p>Pranziamo in fretta e dirigiamo direttamente ad Istanbul, che da l\u00ec dista meno di 80 km., sia via autostrada sia seguendo la statale. Imbocchiamo l\u2019autostrada e l\u00ec ci capita la prima delle tante \u201ccose turche\u201d. E infatti l\u2019autostrada la si paga all\u2019ingresso e solo mediante scheda magnetica prepagata ma l\u00ec non c\u2019\u00e8 nessuno che la vende. Il casello, intanto, \u00e8 posizionato dopo circa un chilometro dall\u2019inizio dell\u2019autostrada e fare retromarcia (sulla qual cosa i turchi non ci avrebbero pensato neanche due volte) \u00e8 improponibile; manovre pazze ne ho fatte ma l\u00ec in Turchia non me la sento, bastano quelle che fanno i turchi.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, vedendo che anche altri che non hanno la tessera o che hanno esaurito il credito passano tranquillamente il casello, passo anch\u2019io. Arriviamo a Istanbul e gi\u00e0 prima del casello l\u2019autostrada diventa non tanto diversa da una qualsiasi incasinata strada cittadina delle nostre parti: gente a piedi che l\u2019attraversa come niente fosse; pulmini privati che fanno le fermate e caricano e scaricano gente in mezzo al traffico; auto contromano! Insomma c\u2019\u00e8 di tutto e di pi\u00f9 e da l\u00ec cominciamo a vedere quanto la citt\u00e0 di Istanbul sia immensa (si parla di pi\u00f9 di 12 milioni di abitanti).<\/p>\n<p>L\u00ec abbiamo il secondo impatto con la cultura turca: tutti imbrogliano su tutto. In verit\u00e0 lo fanno con tanta naturalezza che alla fin fine pu\u00f2 essere anche divertente. Mi viene in mente un aneddoto napoletano \u2013 che qui non racconto &#8211; che dimostra che mai nessuno pu\u00f2 ritenersi pi\u00f9 furbo di un altro ed anche il furbo rester\u00e0 sempre nel dubbio di essere stato imbrogliato.<\/p>\n<p>In prossimit\u00e0 dei caselli di Istanbul vedo dei ragazzi che fanno segno e sventolano le tessere autostradali. Conoscendo il sistema balordo, questi sanno bene che nella maggior parte dei casi lo straniero arriva al casello senza avere la tesse. Intuisco che, in pratica, ti pagano loro il pedaggio, ma a che prezzo? Diffido e fermo il camper prima dell\u2019uscita e mi dirigo a piedi presso l\u2019equivalente del nostro \u201cPunto blu\u201d, dove acquisto una tessera autostradale.<\/p>\n<p>L\u2019operatore, che sembra essere un poliziotto, mi fa capire che quello \u00e8 il taglio unico (Tl 50) e che serve solo per uscire a Istanbul; ricordando quant\u2019erano care la autostrade francesi e considerato che in Turchia il carburante costa pi\u00f9 che in Italia, concludo che tutto sommato il prezzo, compresa la penale, non \u00e8 poi tanto malvagio. In verit\u00e0 non c\u2019eravamo capiti; e infatti al casello mi venne scalato solo il costo da Silivri a Istanbul, lasciandomi un credito che non sarei riuscito a consumare.<\/p>\n<p>Imbocco il casello d\u2019uscita e mi trovo nell\u2019incasinatissimo traffico di Istanbul e pur avendo maturato le mie esperienze di guida nel traffico di Napoli, mi son sentito alquanto in difficolt\u00e0: sbucano auto dappertutto, da e per tutte le direzioni; il rispetto della segnaletica \u00e8 un optional; la confusione \u00e8 tale che non si riesce a capire se ci si trova in una normale corsia o di traverso rispetto ad essa.<\/p>\n<p>Seguiamo le indicazioni per il SULTANAMET, dove c\u2019\u00e8 il meglio da vedere della Istanbul europea. L\u00ec avremmo cercato l\u2019area di sosta vicino ai \u201cristoranti di pesce\u201d, segnalata dalle guide. Intravediamo finalmente il Bosforo e cominciamo a costeggiare il mare. Individuiamo il mercato del pesce e l\u00ec un ragazzo ci fa capire che a poche centinaia di metri c\u2019\u00e8 l\u2019area di sosta.<\/p>\n<p>Avremmo poi scoperto che il mercato del pesce era quello che va a costituire quelli che i turchi chiamano \u201cristoranti di pesce\u201d; in pratica il mercato del pesce \u00e8 annesso ad uno o pi\u00f9 ristoranti; l\u2019avventore compra il pesce ed indica il ristorante al quale deve essere portato per cucinarlo e il resto viene da s\u00e9.<\/p>\n<p>Di fatto c\u2019era un\u2019area di sosta immediatamente dopo i ristoranti di pesce, meglio servita di quella nella quale ci saremmo fermati, ma era strapiena. Dopo scarsi 200 metri troviamo il parcheggio vista mare con alle spalle la Moschea  Blu, una delle pi\u00f9 belle di Istanbul, e l\u00ec ci fermiamo al costo di 30 Tl al giorno. Con un po\u2019 di buona volont\u00e0 si pu\u00f2 fare il carico d\u2019acqua e si pu\u00f2 scaricare la cassetta delle acque nere, in uno scassatissimo WC di quelli tipo cantiere.<\/p>\n<p>Nel parcheggio precedente c\u2019erano invece anche i servizi igienici e le docce e il prezzo era uguale, ma tutto sommato il parcheggio doveva servire da parcheggio, appunto, e non per passarci la giornata, quindi le condizioni di ospitalit\u00e0 ci interessavano ben poco. Ci accoglie un addetto in divisa che alloggiava, insieme ai suoi colleghi, in un apposito posto di guardia; c\u2019\u00e8 da dire che il parcheggio era custodito anche di notte, ma di ricevuta non ne avremmo vista una, nonostante l\u2019addetto principale portasse un\u2019accurata contabilit\u00e0 dei veicoli in entrata e in uscita e cos\u00ec maturiamo la convinzione che la tariffa giornaliera l\u2019addetto di cui sopra se la mette in saccoccia.<\/p>\n<p>Altri camperisti ci avrebbero poi detto dell\u2019esistenza di un parcheggio per camper proprio alle spalle della Moschea blu, adiacente ad essa, ma noi la zona l\u2019abbiamo girata non poco e non abbiamo notato altri parcheggi. Lasciamo il veicolo e cominciamo subito la visita della citt\u00e0. Ci rechiamo alla Moschea Blu, dove per entrare dobbiamo toglierci le scarpe ed indossare veli e gonne lunghe. A tutti viene dato un sacchetto per metterci le scarpe, per ch\u00e9 si entra da una parte e si esce dall\u2019altro.<\/p>\n<p>L\u2019ingresso \u00e8 disciplinato da poliziotti rigorosamente senza scarpe. Il fatto che i poliziotti facessero servizio presso le moschee non \u00e8 una cosa strana. L\u2019islam, infatti, non \u00e8 solo una religione bens\u00ec \u00e8 lo stato, quindi non deve far meraviglia che i siti religiosi sono presidiati e vigilati, anche all\u2019interno, da personale dello stato. Per noi che viviamo in uno stato laico, questo tipo di commistione \u00e8 inconcepibile.<\/p>\n<p>Descrivere la moschea \u00e8 impossibile. Noi la vediamo, ovviamente, come un\u2019opera d\u2019arte e non come un sito religioso e, tuttavia, non possiamo ignorare l\u2019atmosfera che regna al suo interno n\u00e9 possiamo non rispettare la religiosit\u00e0 dei musulmani, ivi compreso il fatto che le donne sono relegate in appositi recinti, chiusi da grate, dove pregano tutte insieme. straordinarie sono le cupole maiolicate, gli enormi lampadari ed il tappeto immenso che ricopre il pavimento, che \u00e8 tutto d\u2019un pezzo e non mostra cuciture.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10035\" aria-describedby=\"caption-attachment-10035\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-all-interno-della-moschea-blu.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10035\" title=\"Istanbul all'interno della Moschea Blu\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-all-interno-della-moschea-blu.jpg\" alt=\"Istanbul all'interno della Moschea Blu\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-all-interno-della-moschea-blu.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-all-interno-della-moschea-blu-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-all-interno-della-moschea-blu-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-all-interno-della-moschea-blu-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10035\" class=\"wp-caption-text\">Istanbul all&#39;interno della Moschea Blu<\/figcaption><\/figure>\n<p>Intanto tutto intorno alla moschea comincia a radunarsi una folla enorme, e cos\u00ec ci rendiamo conto di essere capitati in pieno Ramadan! Durante il Ramadan si osserva il pi\u00f9 assoluto digiuno solo fino al tramonto, subito dopo si scatena l\u2019inferno; una miriade di persone si accampano ordinatamente intorno alla moschea, nei giardini pubblici, famiglia per famiglia sui loro tappeti, e quindi cacciano fuori di tutto e di pi\u00f9, ivi compresi fornellini e pentole a pressione e barbecue per arrostire la carne.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 permesso ma al sorgere del sole tutto deve sparire. In verit\u00e0 avevano notato che l\u2019atmosfera si faceva man mano sempre pi\u00f9 vivace, con un traffico super incasinato e famiglie numerose attrezzate come se avessero dovuto affrontare il viaggio per la terra promessa. L\u2019episodio che ci fece capire definitivamente ch\u2019eravamo in pieno Ramadan fu il fatto che mentre stavamo guardando le bancarelle dalle quali i negozianti si sbracciavano per attirare i turisti, all\u2019improvviso pi\u00f9 nessuno di preoccup\u00f2 di vendere e tutti si precipitarono sui vassoi di cibo che arrivavano man mano: era finalmente tramontato il sole!<\/p>\n<figure id=\"attachment_10036\" aria-describedby=\"caption-attachment-10036\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cupola-della-moschea-blu.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10036\" title=\"Istanbul la cupola della Moschea Blu\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cupola-della-moschea-blu.jpg\" alt=\"Istanbul la cupola della Moschea Blu\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cupola-della-moschea-blu.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cupola-della-moschea-blu-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cupola-della-moschea-blu-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cupola-della-moschea-blu-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10036\" class=\"wp-caption-text\">Istanbul la cupola della Moschea Blu<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ceniamo in un localino tipicamente turco, sviluppato in verticale. Non mi ricordo quanti piani abbiamo salito, almeno quattro, e ad ogni piano c\u2019erano diversi tavolini. Ci domandavamo quanto fossero contenti i camerieri di fare su e gi\u00f9 per le scale ma poi ci accorgemmo che c\u2019era una distinta cucina quasi ad ogni piano. Ci posizioniamo all\u2019ultimo piano, con vista sulla Moschea Blu, e per questo motivo non possiamo bere n\u00e9 vino n\u00e9 birra; in prossimit\u00e0 dei luoghi sacri, infatti, non si possono consumare alcolici, a prescindere dal Ramadan.<\/p>\n<p>Ma il Ramadan non finisce qui. E infatti i musulmani, se di notte sono svegli per mangiare e allora possono anche pregare e cos\u00ec ogni due o tre ore il muezzin sbraita le sue preghiere dall\u2019alto del minareto. In verit\u00e0 a causa del caos cittadino il muezzin avrebbe avuto poca speranza di farsi sentire e cos\u00ec si serve di altoparlanti di considerevole potenza. Buon per lui perch\u00e9 dopo l\u2019ennesima notte in bianco stavo pensando di procurarmi un fucile di precisione per farlo secco.<\/p>\n<p>Noi, purtroppo, non siamo musulmani e la notte vorremmo dormire ma la prima notte di quiete era ancora lontana. E infatti, giusto per non distrarsi, quando sta per approssimarsi l\u2019alba c\u2019\u00e8 un buontempone che va in giro con un tamburo facendo un casino infernale per svegliare quelli che magari hanno bevuto un po\u2019 troppo e si sono appisolati durante la digestione.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>7 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Di buon\u2019ora andiamo a visitare il Topkapi, ossia il complesso dei palazzi del sultano, con tanto di harem. \u00c8 meno imponente della citt\u00e0 proibita di Pechino ma a mio parere \u00e8 molto pi\u00f9 bello. L\u2019impero ottomano, infatti, nella sua espansione aveva preso e appreso non poco dai paesi europei e non si faceva mancare le cose pi\u00f9 belle: dai marmi di Carrara ai vetri di Murano. Non c\u2019\u00e8 molto da dire: \u00e8 da vedere.<\/p>\n<p>All\u2019uscita compriamo alcune cose e tra queste una carta telefonica che normalmente costa 4 Tl ma sulla quale c\u2019\u00e8 attaccato un talloncino che indica il prezzo di 10 Tl; insieme a questa compriamo alcuni francobolli che paghiamo pi\u00f9 di quanto c\u2019\u00e8 segnato. Faccio finta di niente ma subito mi reco al telefono pubblico pi\u00f9 vicino per provare la carta telefonica e l\u2019apparecchio mi segna un credito di 4 Tl; torno dalla negoziante e le dico che non voglio pi\u00f9 niente, n\u00e9 la carta n\u00e9 i francobolli e lei prima finge un attimo di disappunto poi mi restituisce i soldi senza tanti commenti.<\/p>\n<p>Non sono mancati altri episodi simili, come quando con la faccia pi\u00f9 serafica danno un resto minore di quello dovuto; basta alzare un po\u2019 la voce o ributtargli tutto sul banco e le cose subito si mettono a posto. Dal Topkapi scendiamo poi al porticciolo sul Corno d\u2019oro utilizzando la \u201cmetropolitana scoperta\u201d, ossia dei tram a pi\u00f9 vagoni che costituiscono un vero e proprio trenino.<\/p>\n<p>Non capiamo con quale logica si fanno i biglietti: infatti le fermate, poste lungo la strada percorsa da autobus ed auto, sono circondate da una bassa ringhiera ed hanno sue soli varchi posti alle due estremit\u00e0 del marciapiede; i varchi sono presidiati da due poliziotti; i biglietti si fanno da tutt\u2019altra parte e sono costituiti da un gettone di plastica (quelli che una volta si mettevano negli autoscontro); il gettone serve per superare il tornello e posizionarsi sulla fermata e cos\u00ec se a uno gli scappa la pip\u00ec o ha cambiato idea e vuole andare da un\u2019altra parte il gettone \u00e8 bello e perduto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10037\" aria-describedby=\"caption-attachment-10037\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-i-battelli-per-il-giro-del-bosforo.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10037\" title=\"Istanbul i battelli per il giro del Bosforo\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-i-battelli-per-il-giro-del-bosforo.jpg\" alt=\"Istanbul i battelli per il giro del Bosforo\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-i-battelli-per-il-giro-del-bosforo.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-i-battelli-per-il-giro-del-bosforo-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-i-battelli-per-il-giro-del-bosforo-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-i-battelli-per-il-giro-del-bosforo-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10037\" class=\"wp-caption-text\">Istanbul i battelli per il giro del Bosforo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Paese che vai &#8230; Al porticciolo sul Corno d\u2019oro andiamo a provare i \u201cpanini di pesce\u201d, giusto perch\u00e9 la guida diceva di fare questa esperienza. Tre battelli allestiti in stile piratesco arrostiscono pesci alla stregua dei wurstel e al modico prezzo di poche lire li servono nei panini.<\/p>\n<p>Sulla terraferma ci sono dei gazebo sotto i quali consumare i panini e l\u2019atmosfera non \u00e8 delle pi\u00f9 rilassanti: tavolini e sgabelli piccolissimi, dove a stento ci entra una coca, \u00e8 cos\u00ec bassi che sembra di stare seduti per terra; un casino di gente che va e viene e quasi ti calpesta, proprio perch\u00e9 stai quasi seduto per terra; camerieri che sbraitano a tutto spiano non si sa cosa, tenuto conto che ognuno deve servirsi da solo; condizioni igieniche da quarantena; panini che tutto sommato fanno schifo perch\u00e9 il pesce \u00e8 amaro e pieno di spine.<\/p>\n<p>Ma dopo essere sopravvissuti all\u2019esperienza dei Tulou del sud della Cina i panini di pesce non ci fanno paura e di ripromettiamo una feroce vendetta con una spaghettata tutta nostrana. Il Corno d\u2019oro altro non \u00e8 che una rientranza, una lingua di mare che si protrae verso l\u2019interno della Istanbul europea. Dallo stesso porticciolo partono i battelli che fanno il giro del Bosforo, ossia lo stretto che unisce il mar di Marmara al mar Nero.<\/p>\n<p>Il giro dura poco pi\u00f9 di un\u2019ora (Tl 12  a testa) e le corse sono di due tipi: una fa solo il giro, passando sotto i due grandi ponti autostradali che uniscono la Istanbul europea a quella asiatica, e l\u2019altra fa varie tappe, con la possibilit\u00e0 di scendere per poi prendere la corsa successiva. Le due rive del Bosforo sono ricche di palazzi di notevole pregio architettonico, grandi alberghi e palazzi governativi.<\/p>\n<p>Al ritorno visitiamo Santa Sofia, bellissima chiesa bizantina dagli storici mosaici, poi divenuta moschea e infine sconsacrata anche come moschea; all\u2019uscita cerchiamo il Gran Bazar, ma \u00e8 tardi ed \u00e8 gi\u00e0 chiuso. La serata finisce in camper a gustare una cena tutta italiana accompagnata da vino italiano e con la rassegnazione di un\u2019altra notte in bianco nell\u2019inferno del Ramadan.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>8 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 domenica e la partenza \u00e8 prevista per il primo pomeriggio. Visitiamo la  Cisterna, l\u00e0 dove si raccoglieva l\u2019acqua che alimentava la citt\u00e0 del sultano. All\u2019uscita notiamo pattuglie di ragazzi con una salopette recante la scritta \u201cask to me\u201d (chiedi a me), organizzati dal comune, che prestano assistenza ai turisti e sono molto pi\u00f9 efficienti dello scalcagnato centro informazioni turistiche che non aveva saputo darci uno straccio di spiegazione;\u00a0 una ragazza del gruppo si avvicina e, cartina alla mano, ci d\u00e0 una serie di indicazioni utili.<\/p>\n<p>Andiamo quindi a visitare il Gran Bazar e ci sentiamo a casa nostra, in uno dei tanti mercatini rionali, con l\u2019unica differenza che questo \u00e8 chiuso e coperto, col soffitto basso e poco illuminato. Il Gran Bazar \u00e8 un edificio enorme, a due piani, i cui corridoi sono veri e propri vicoli. In origine il piano terra era un caravanserraglio, nel quale erano ospitati gli animali dei mercanti, mentre ai piani superiori si svolgevano le trattative commerciali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10038\" aria-describedby=\"caption-attachment-10038\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cisterna.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10038\" title=\"Istanbul la Cisterna\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cisterna.jpg\" alt=\"Istanbul la Cisterna\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cisterna.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cisterna-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cisterna-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/istanbul-la-cisterna-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10038\" class=\"wp-caption-text\">Istanbul la Cisterna<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ora il piano terra \u00e8 costituito da una miriade di negozietti, pulitissimi ed ordinatissimi, di pochi metri quadrati, che espongono la propria merce all\u2019esterno. Il Gran Bazar \u00e8 diviso a zone, in ognuna delle quali si commercia un determinato prodotto: c\u2019\u00e8 quella dei gioielli, quella dei tessuti, quella delle scarpe, ecc. Di tanto in tanto si intravede qualche banca, qualche bar, e altri locali che fanno cose da mangiare.<\/p>\n<p>Le porte di accesso sono sorvegliate da poliziotti che controllano i passanti, uno ad uno, col metal detector; un attentato l\u00ec farebbe una vera strage degna del pi\u00f9 sfegatato dei talebani. L\u00ec entriamo a contatto con un altro aspetto della cultura turca: la trattativa commerciale. Anche in Turchia il prezzo fisso non esiste, si contratta su tutto, ma a differenza della Cina, dove le trattative vanno avanti con un tira e molla estenuante, i turchi sono molto pi\u00f9 sbrigativi; e infatti non appena il cliente mostra di non condividere il prezzo essi subito chiedono \u201cquanto vuoi spendere?\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto se l\u2019acquirente offre il suo prezzo e il commerciante lo accetta, il primo se ne va sempre col dubbio che se avesse sparato un prezzo pi\u00f9 basso forse l\u2019avrebbe spuntata e quindi avrebbe risparmiato di pi\u00f9. Il sistema che abbiamo ritenuto pi\u00f9 conveniente \u00e8 quello di cercare di capire per bene la qualit\u00e0 del prodotto, farsi un\u2019idea del valore in Italia dello stesso prodotto, tagliare sul prezzo e quindi trasformare il valore in lire turche e cos\u00ec si pu\u00f2 andar via soddisfatti anche se il commerciante ha accettato la proposta senza batter ciglio.<\/p>\n<p>Dopo il Gran Bazar pranziamo in un localino dal pasto veloce nel quale il cameriere si d\u00e0 un gran da fare nello sfornare complimenti all\u2019indirizzo dell\u2019Italia e degli italiani e la cosa, ovviamente, non ci piace perch\u00e9 ci suona tanto come una presa in giro.<\/p>\n<p>Cambiamo soldi ad un tasso conveniente e senza commissioni (l\u00ec le agenzie di cambio sono una dietro l\u2019altra) e torniamo al camper per allontanarci da Istanbul prima della temuta ora di punta, quando il traffico diventa una cosa allucinante. Al parcheggio, per\u00f2, incontriamo i francesi che s\u2019erano insabbiati in Grecia e tra un saluto di qua ed una spiegazione di l\u00e0 mettiamo in moto che ormai s\u2019erano fatte, tragicamente, le ore 18.00.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>6. <\/strong><strong>Da Istanbul a Tekirdag, km. 139<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Seguiamo le indicazioni per l\u2019autostrada (otoban) ma non sappiamo in quale direzione l\u2019avremmo presa: verso l\u2019Europa o verso l\u2019Asia? Chiediamo indicazioni all\u2019autista di un camioncino che alla fine ci fa segno di seguirlo. Giungiamo a vedere il casello dell\u2019autostrada, lo stesso che avevano attraversato all\u2019arrivo, dopo ben due ore di traffico e senza la cortese guida del camionista saremmo rimasti l\u00ec non poco.<\/p>\n<p>Giunti al casello, per\u00f2, lo scenario non cambia: traffico bloccato prima e traffico bloccato anche dopo il casello. Solo dopo diversi chilometri cominciamo finalmente a camminare ma l\u00ec in autostrada il limite di velocit\u00e0 \u00e8 di\u00a0 120 km\/h. Lasciamo l\u2019autostrada a Silivri e riprendiamo la statale. Si cammina veloce e senza traffico.<\/p>\n<p>Ci fermiamo per cena in un\u2019area di servizio aperta tutta la notte il cui gestore non appena mi vede scendere dal camper non mi fa neanche aprire bocca e mi dice \u201cno problem\u201d. Passiamo l\u00ec la notte a fianco ad un camion frigorifero che ogni mezz\u2019ora mandava in funzione le ventole facendo un casino infernale. La prima notte di quiete era ancora lontana!<\/p>\n<ol>\n<li><strong>7. <\/strong><strong>Da Tekirdag ad Assos, km. 350<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>9 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Partiamo di buon\u2019ora dirigendo a sud e alle 10.00 siamo ad Eceabat (km. 205), da dove si prende il traghetto per attraversare lo stretto dei Dardanelli (35 Tl). Fatta un po\u2019 di spesa ci imbarchiamo senza dover attendere molto. Di traghetti sembra ce ne siano solo due e non sempre contemporaneamente in funzione e cos\u00ec tra una partenza e l\u2019altra possono passare anche due ore. La traversata dura circa un\u2019ora.<\/p>\n<p>Sbarchiamo a Canakkale e ci rendiamo subito conto che non \u00e8 un posto dove ci si possa fermare tranquillamene. C\u2019\u00e8 traffico ordinato ma \u00e8 una citt\u00e0 a tutti gli effetti. Dirigiamo verso sud e lungo la strada ci troviamo, con una piccola deviazione, agli scavi di Troia (km. 34). Visitiamo gli scavi, giusto per dire che ci siamo stati, perch\u00e9 gi\u00e0 la guida diceva chiaramente che non fossero una grande cosa.<\/p>\n<p>Da Troia a Iskele (km. 41) e quindi ad Assos (km. 70), dove ci fermiamo in un\u2019area di sosta fornita di tutto per modo di dire (Tl 10 al giorno): bagno dove poter scaricare la cassetta WC, doccia da evitare, carico acqua, corrente di dubbia potenza e col sovrapprezzo di 5 Tl. In verit\u00e0 c\u2019erano cartelli che indicavano la presenza di campeggi ma quando avevo provato ad inoltrarmi nel borgo marinaro m\u2019ero trovato di fronte le guardie che m\u2019avevano fatto capire che se avessi fatto qualche metro in pi\u00f9 mi sarei incastrato nei ristoranti senza poter tornare pi\u00f9 indietro.<\/p>\n<p>Avrei poi scoperto che Assos, vecchio borgo marinaro greco poi passato ai turchi, aveva una rocca, molto pi\u00f9 su, un borgo marinaro, dove c\u2019eravamo infilati, e lunghe spiagge piene di campeggi, ma subito dopo. Il posto, comunque, \u00e8 veramente bello e decidiamo di fermarci per fare finalmente un bagno di mare che meriti.<\/p>\n<p>Durante la notte sentiamo dei passi sul camper. Chi sar\u00e0 mai? Troppo leggeri per essere quelli di un essere umano e troppo pesanti per essere quelli di uno dei cani che avevamo visto in giro, salvo a capire come avesse fatto a salire sul tetto per correre aventi e indietro. Poi a un tratto pi\u00f9 niente. Non c\u2019era altra spiegazione se non quella che l\u2019intruso fosse venuto dal cielo per poi riprendere il volo. Si trattava, infatti, di una cicogna, che nella zona abbondano. Risultato: altra notte in bianco.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>10 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Restiamo ad Assos ed anche se per fare il bagno dobbiamo farci un bel tratto a piedi, la passeggiata \u00e8 piacevole e il caldo non si soffre, anche perch\u00e9 l\u00ec, a quanto pare, il vento non manca mai.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>8. <\/strong><strong>Da Assos a Bergama, km. 222<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>11 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Alle 11.00, dopo un ultimo bagno, risaliamo verso la rocca per dirigere a sud. Prendiamo a bordo un autostoppista, un ragazzo che studia composizione al conservatorio di Ankara, il quale, munito di chitarra, ci fa compagnia col suo repertorio che va dai Beatles alle musiche popolari turche; pranza con noi e poi lo accompagniamo fino ad Ayvalik e pi\u00f9 precisamente a Cunda, nel campeggio al quale era diretto.<\/p>\n<p>Pur essendo poco propensi a sostare in campeggio, chiediamo la tariffa giornaliera ed una volta conosciutane la consistenza ci convinciamo definitivamente che di fermarsi in campeggio non \u00e8 proprio il caso. Il posto, quindi, non ci ispira e tiriamo dritto fino a Bergama, per andare a vedere gli scavi archeologici. La guida ci indicava un parcheggio ai piedi degli scavi, in prossimit\u00e0 della chiesa rossa, gestito da un commerciante di tappeti che, volendo, avrebbe procurato anche un taxi che ci portasse sull\u2019acropoli.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10039\" aria-describedby=\"caption-attachment-10039\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/bergama-gli-scavi-archeologici.-.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10039\" title=\"Bergama gli scavi archeologici\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/bergama-gli-scavi-archeologici.-.jpg\" alt=\"Bergama gli scavi archeologici\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/bergama-gli-scavi-archeologici.-.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/bergama-gli-scavi-archeologici.--300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/bergama-gli-scavi-archeologici.--400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/bergama-gli-scavi-archeologici.--100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10039\" class=\"wp-caption-text\">Bergama gli scavi archeologici<\/figcaption><\/figure>\n<p>Troviamo facilmente la chiesa rossa (una vecchia basilica bizantina in mattoni rossi ora ridotta a rudere), che si incontra seguendo la strada principale, e ancora pi\u00f9 facilmente troviamo il parcheggio, perch\u00e9 il gestore si sbraccia non poco per indicarlo. Entriamo. Il gestore parla bene l\u2019italiano perch\u00e9, manco a farlo apposta, viene a vendere i tappeti dalle parti nostre e cos\u00ec ci fa anche un considerevole sconto (20 Tl).<\/p>\n<p>Ceniamo in una specie di taberna \u2013 indicataci dal gestore del parcheggio &#8211; che non brilla per pulizia e proviamo la pizza turca, che \u00e8 fatta in un modo particolare. Fuori casa non osiamo chiedere la pizza perch\u00e9 nella migliore delle ipotesi dovremmo pentircene subito dopo, ma la pizza turca, che l\u00ec si trova un po\u2019 dappertutto, \u00e8 fatta come un mezzo sfilatino sul quale mettono intrugli strani a scelta; anche la pala per infornarla \u00e8 fatta a forma di sfilatino.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una cosa eccezionale ma si sopravvive. La cittadina \u00e8 tranquilla e non mancano i turisti ma ad una certa ora diventa un mortorio. Bergama \u00e8 la citt\u00e0 che ha preso il posto dell\u2019antica Pergamo, importantissima citt\u00e0 di quella parte dell\u2019impero romano che comprendeva l\u2019Asia minore.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>9. <\/strong><strong>Da Bergama a Selcuk, km. 241<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>12 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il mercante di tappeti ci procura il taxi che per 13 Tl ci porta fino in cima all\u2019acropoli. Visitiamo gli scavi e al ritorno, anzich\u00e9 uscire da dove eravamo entrati, dirigiamo verso il fondo valle, cos\u00ec che arriviamo a piedi fino al parcheggio attraversando gli scavi. Gli scavi, infatti, non sono costituititi soltanto dall\u2019acropoli ma occupano anche buona parte del fianco della collina che scende fino all\u2019attuale Bergama, quindi per vederli tutti o si sale o si scende a piedi e quest\u2019ultima \u00e8, ovviamente, la soluzione pi\u00f9 comoda.<\/p>\n<p>Il parcheggio, che \u00e8 provvisto di autolavaggio, offre la possibilit\u00e0 di fare carico e scarico. Prima di partire chiedo al ragazzo del parcheggio di pulirmi un po\u2019 il vetro e lui di tutta risposta mi lava tutto il camper salutandomi con uno smagliante sorriso sdentato.<\/p>\n<p>Gli scavi di Efeso sono la prossima meta ma lungo la strada ci fermiamo a Foca per un rapido bagno. La localit\u00e0 \u00e8 piacevole ma non sembra offrire posti dove ci si possa fermare e quindi ci rimettiamo subito in viaggio arrivando a Selcuk, in serata, e quindi agli scavi di Efeso. Ci sono, per\u00f2, dei militari di guardia che ci dicono che il parcheggio \u00e8 praticabile solo di giorno e quindi torniamo a Selcuk dove andiamo a parcheggiare fuori alla basilica di san Giovanni, ai piedi della rocca.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>10. <\/strong><strong>Da Selcuk a Pamucak, km. 241<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>13-16 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Siamo ancora nel Ramadan \u00e8 cos\u00ec prima dell\u2019alba passa il solito suonatore di tamburo che ci sveglia di buon\u2019ora. Intanto il parcheggio comincia ad animarsi e cos\u00ec ci spostiamo in un viale laterale, che conduce alla rocca (non visitabile a causa di lavoro in corso), dove continuiamo a dormicchiare fino al mattino.<\/p>\n<p>Alle 9.00 siamo ad Efeso, definita la Pompei turca. Gli scavi sono tenuti in modo eccezionale: puliti e molto curati e fa rabbia vedere che l\u00ec lavorano, come archeologi e restauratori, tutti ragazzi italiani. D\u2019altro canto il grosso degli scavi in Turchia l\u2019hanno fatto austriaci ed italiani e se da un lato fa piacere vedere che le didascalie e le spiegazioni sono scritte in turco e in italiano (anzich\u00e9 nel solito inglese), dall\u2019altro fa rabbia sapere che in Italia i nostri beni se ne cadono a pezzi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10040\" aria-describedby=\"caption-attachment-10040\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/efeso-scavi-archeologici.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10040\" title=\"Efeso gli scavi archeologici\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/efeso-scavi-archeologici.jpg\" alt=\"Efeso gli scavi archeologici\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/efeso-scavi-archeologici.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/efeso-scavi-archeologici-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/efeso-scavi-archeologici-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/efeso-scavi-archeologici-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10040\" class=\"wp-caption-text\">Efeso gli scavi archeologici<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli scavi non li descrivo, bisogna vederli. Per una visita veloce, comprese le case a gradoni, sono necessarie almeno 4 ore. Negli scavi conosciamo una coppia di milanesi, anche loro camperisti, che ci indicano il campeggio di Pamucak (km. 12) sconsigliandoci quello di Kusadasi dove invece avevamo pensato di andare.<\/p>\n<p>Dopo la visita ad Efeso ci rechiamo quindi al campeggio di Pamucak (30 Tl al giorno) che si presenta molto accogliente e con una bellissima spiaggia piena di palme. Il campeggio ospita tende e roulotte nella parte alberata e camper nella zona pavimentata a cemento; nella zona riservata ai camper ci sono anche le prese per la corrente ma la potenza \u00e8 scarsa e manda in tilt il frigo, specie se \u00e8 automatico.<\/p>\n<p>Il campeggio \u00e8 fornito di bungalow e appartamentini e i servizi non sono male. Il market \u00e8 assolutamente ridicolo ma all\u2019interno del campeggio, sulla spiaggia, c\u2019\u00e8 un ottimo ristorante molto frequentato da gente che viene l\u00ec apposta. Il cibo \u00e8 buono ed i prezzi anche.<\/p>\n<p>Facciamo amicizia con altri due equipaggi italiani, di vicino Roma e di vicino La Spezia, e ci godiamo il mare fino a quando decidiamo di rimetterci in viaggio per andare a Pamukkale il giorno 16, ma poi rinviamo al giorno dopo per consentire agli amici di Aulla di venire con noi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10041\" aria-describedby=\"caption-attachment-10041\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/la-spiaggia-del-campeggio-di-pamucak-.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10041\" title=\"La spiaggia del campeggio di Pamucak\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/la-spiaggia-del-campeggio-di-pamucak-.jpg\" alt=\"La spiaggia del campeggio di Pamucak\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/la-spiaggia-del-campeggio-di-pamucak-.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/la-spiaggia-del-campeggio-di-pamucak--300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/la-spiaggia-del-campeggio-di-pamucak--400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/la-spiaggia-del-campeggio-di-pamucak--100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10041\" class=\"wp-caption-text\">La spiaggia del campeggio di Pamucak<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel frattempo, quindi, andiamo a visitare (o, meglio, quel che resta de) la basilica di San Giovanni. L\u00ec vicino c\u2019\u00e8 anche una chiesa intitolata alla Madonna dove il 15 agosto fanno una cerimonia molto suggestiva (ci dicono), ma andarci col camper \u00e8 improponibile. Gli amici, infatti, c\u2019erano andati con i motorini.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>11. <\/strong><strong>Da Pamucak a Pamukkale, km. 214<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>17 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Partiamo alle 7.00 con l\u2019intento di arrivare sul posto quando il sole non picchia. Pamukkale \u00e8 quella localit\u00e0 unica al mondo (dichiarata dall\u2019UNESCO patrimonio dell\u2019umanit\u00e0) circondata da colline bianche di calcare dalle quali sgorga acqua termale che raggiunge i 36\u00b0.<\/p>\n<p>Purtroppo non avevamo fatto i conti con la polizia stradale che ci ferma e ci multa per eccesso di velocit\u00e0 (105 Tl); invero la guida sconsigliava di pagare le multe perch\u00e9 facilmente se le intascano i poliziotti ma la prospettiva di farsi bloccare alla frontiera, dove annotano il numero di targa sul passaporto, ci induce a pagare subito con l\u2019augurio che possano comprarsene tutte medicine.<\/p>\n<p>Avevamo raggiunto la considerevole velocit\u00e0 di 98 km\/h e i laser non perdonano. E dire che un torinese giunto in campeggio il giorno prima ci aveva avvisato, perch\u00e9 anche lui aveva pagato quel che avevo definito una \u201ctassa sul turismo\u201d. Arriviamo quindi a Pamukkale ma prima di entrare in paese veniamo forviati da una segnaletica ambigua e imbocchiamo una deviazione che ci porta su per le montagne.<\/p>\n<p>Chiediamo informazioni ad un imbecille che ci chiede un passaggio fino a casa sua, dove ci invita ad entrare, ma di fatto ci porta ancora pi\u00f9 fuori strada. Torniamo infine a Pamukkale quando il sole gi\u00e0 picchia in modo accecante sulle bianche colline calcaree. Di fare la scalata non se ne parla proprio e quindi rimandiamo la cosa a dopo pranzo.<\/p>\n<p>Raccogliamo l\u2019invito di un ristoratore che ci fa sistemare nel parcheggio erboso del suo ristorante per 30 Tl, dove c\u2019erano altri camper, e l\u00ec ci facciamo una feroce spaghettata. Nel primo pomeriggio il cielo si copre di nuvole nere ed iniziamo la scalata, senza scarpe, camminando sul calcare, nei rivoli d\u2019acqua calda che arrivano a valle.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10042\" aria-describedby=\"caption-attachment-10042\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/le-bianche-colline-calcaree-di-pamukkale.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10042\" title=\"Le bianche colline calcaree di Pamukkale\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/le-bianche-colline-calcaree-di-pamukkale.jpg\" alt=\"Le bianche colline calcaree di Pamukkale\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/le-bianche-colline-calcaree-di-pamukkale.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/le-bianche-colline-calcaree-di-pamukkale-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/le-bianche-colline-calcaree-di-pamukkale-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/le-bianche-colline-calcaree-di-pamukkale-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10042\" class=\"wp-caption-text\">Le bianche colline calcaree di Pamukkale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Di tanto in tanto si incontrano grosse vasche, create apposta per raccogliere l\u2019acqua, dove molti si divertono ad impiastricciarsi col fango bianco che dicono essere un toccasana per la pelle. In cima alla collina c\u2019\u00e8 la citt\u00e0 romana di Adrianopoli e tutto un sistema di vasche che gi\u00e0 i romani avevano creato per sfruttare le acque termali.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>12. <\/strong><strong>Da Pamukkale a Pamucak, km. 207<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>18 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Partiamo alle 9.00 per tornare al campeggio di Pamucak stando attenti ai limiti di velocit\u00e0. Arriviamo l\u00ec alle 12.00 e programmiamo la ripartenza per il giorno dopo. Per noi si avvicina il giorno del rientro e non intendiamo fare marce forzate.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>13. <\/strong><strong>Da Pamucak ad Ayvalik, km. 307<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>19 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Alle 8.00 del mattino lasciamo il campeggio di Pamucak con gli altri due equipaggi. I milanesi restano l\u00ec. Ci fanno da guida i romani che vengono in Turchia da svariati anni e la conoscono molto bene. Percorriamo la strada costiera fino a Sigacik (km. 72), un paesino di pescatori molto turistico e molto ventilato. Dopo una breve passeggiata ci rimettiamo in viaggio diretti a Guzelbahce (km. 31), con l\u2019intento di provare uno dei tanti ristoranti di pesce.<\/p>\n<p>Giunti sul posto parcheggiamo all\u2019interno di un supermercato e facciamo un po\u2019 di spesa e poi, attraversata la strada, facciamo la nostra spesa di pesce indicando il ristorante nel quale intendiamo consumarlo. Il pranzo \u00e8 ottimo e abbondante; al ristorante paghiamo la cottura del pesce (calamari, cozze, gamberi, orate), i contorni e le bevande e il tutto, compresa la spesa di pesce, ci viene a costare introno alle 65 Tl a coppia.<\/p>\n<p>Dopo pranzo riprendiamo il viaggio e stavolta pigiando un po\u2019 sull\u2019acceleratore; superiamo Izmir (immensa, 3.150.000 abitanti), fino ad Ayvalik e quindi a Cunda, localit\u00e0 molto turistica posta di fronte all\u2019arcipelago di isolette di Ayvalik, dove giorni prima avevano lasciato l\u2019autostoppista turno. Troviamo un posto per tutti e tre i camper in prossimit\u00e0 di un bar sulla spiaggia, dopo il campo sportivo abbandonato. Il vento non ci d\u00e0 tregua.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>14. <\/strong><strong>Da Ayvalik ad Altinoluk, km. 83<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>20 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il tempo \u00e8 buono ma il vento \u00e8 fastidioso ed il mare non \u00e8 granch\u00e9. Alle 11.00, su mia insistenza, decidiamo di ripartire e dopo pochi chilometri incontriamo due equipaggi conosciuti a Pamucak. Ci fermiamo e facciamo un primo assaggio dei dolci che la romana aveva preparato per il suo compleanno. Ci rimettiamo poi in viaggio fino ad arrivare ad Altinoluk (km. 83), dove ci fermiamo in una piccola area di sosta in riva al mare, lungo la statale, e dopo breve trattativa il gestore scende da 35 a 25 Tl al giorno per equipaggio.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>21 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il romano si ostina a pescare e qualcosa la tira su. Noialtri due, invece, andiamo col motorino in paese, a pochi chilometri, per procurare il resto. E cos\u00ec festeggiamo il compleanno della romana con un\u2019abbondante frittura di pesce, preceduta da un\u2019altrettanto abbondante spaghettata e per chiudere facciamo fuori il dolce che la festeggiata aveva preparato gi\u00e0 ieri.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>15. <\/strong><strong>Da Altinoluk ad Ipsala, km. 257<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>22 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Dopo quello che sarebbe stato l\u2019ultimo bagno nell\u2019Egeo turco, iniziamo il viaggio di rientro. Alle 15.00 salutiamo gli amici e dirigiamo verso lo stretto dei Dardanelli. Alle 18.00 siamo a Canakkale (km. 113) ed alle 23.00 siamo alla frontiera (km. 144) dopo una breve sosta per la cena e in un outlet per consumare i soldi turchi che c\u2019erano rimasti. Alla frontiera troviamo la polizia italiana che ci agevola il passaggio in Grecia.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>16. <\/strong><strong>Da Ipsala a Ioannina, km. 590<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>23 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Sapevo che quel tratto di strada era pressoch\u00e9 disabitato e quindi dirigo direttamente ad Alexandroupoli (km. 42), dove giungiamo all\u20191.30 per fermarci nello stesso parcheggio nel quale c\u2019eravamo fermati nel viaggio di andata, sempre a 150 metri dal campeggio comunale che avremmo poi visto solo il giorno dopo.<\/p>\n<p>Siamo in Grecia e l\u2019atmosfera \u00e8 decisamente diversa. Alle 11.30, dopo aver tentato un bagno in prossimit\u00e0 di scarichi sospetti di alberghi a cinque stelle, decidiamo di fare a meno del bagno e di rimetterci in viaggio per fermarci a Kavala (km. 144). L\u00ec possiamo fare un bagno decente e alle 17.00 ci rimettiamo in viaggio.<\/p>\n<p>Superiamo Tessalonica e attraversiamo tutta la Grecia continentale; all\u20191.30 ci fermiamo in un\u2019area di servizio presso Joannina; la scelta non si rivela molto felice perch\u00e9 il bar \u00e8 uno di quelli frequentati tutta la notte e il sonno viene continuamente interrotto da schiamazzi, portiere che sbattono, auto che sgommano ecc..<\/p>\n<ol>\n<li><strong>17. <\/strong><strong>Da Ioannina a Lefkada, km. 128<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>24-25 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Alle 8.30 ci rimettiamo in marcia e dirigiamo a Lefkada, localit\u00e0 vista molto di sfuggita nel 1995, quando ancora non avevano costruito il tunnel che avrebbe unito l\u2019isola alla terraferma. La prima cittadina che si incontra \u00e8 appunto Lefkada, subito dopo il tunnel (\u20ac 5.00) che ha per caratteristica un\u2019ampia laguna intorno alla quale corre la strada.<\/p>\n<p>Riconosciamo subito il mare che preferiamo, lo Ionio, e le spiagge greche che anche a ferragosto sono praticamente deserte. In serata ci spostiamo nel parcheggio comunale a ridosso della laguna e a pochi metri dal centro abitato che, come in tutte le localit\u00e0 di mare della Grecia, di sera diventa molto movimentato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10043\" aria-describedby=\"caption-attachment-10043\" style=\"width: 449px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-ampia-laguna-di-lefkada-.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10043\" title=\"L'ampia laguna di Lefkada\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-ampia-laguna-di-lefkada-.jpg\" alt=\"L'ampia laguna di Lefkada\" width=\"449\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-ampia-laguna-di-lefkada-.jpg 449w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-ampia-laguna-di-lefkada--300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-ampia-laguna-di-lefkada--400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-ampia-laguna-di-lefkada--100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10043\" class=\"wp-caption-text\">L&#39;ampia laguna di Lefkada<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ceniamo sul lungomare in una delle tante taberne. Il giorno dopo facciamo un breve giro fino a Nidr\u00ec, da dove nel 1995 partimmo per fare un giro delle isole (Skorpio, Itaca e Cefalonia) con un battello del luogo.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>18. <\/strong><strong>Da Lefkada a Igoumenitsa, km. 131<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>26 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 il giorno del rientro. Partiamo di buon\u2019ora e alle 10.00 siamo a Drepano (km. 125), la spiaggia di Igoumenitsa, dove c\u2019eravamo fermati all\u2019andata appena sbarcati, e l\u00ec facciamo l\u2019ultimo bagno. Alle 18.00 siamo a Igoumenitsa (km. 6) e quindi a bordo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10044\" aria-describedby=\"caption-attachment-10044\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-incantevole-tramonto-a-lefkada.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10044\" title=\"L'incantevole tramonto a Lefkada\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-incantevole-tramonto-a-lefkada.jpg\" alt=\"L'incantevole tramonto a Lefkada\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-incantevole-tramonto-a-lefkada.jpg 512w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-incantevole-tramonto-a-lefkada-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-incantevole-tramonto-a-lefkada-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/l-incantevole-tramonto-a-lefkada-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10044\" class=\"wp-caption-text\">L&#39;incantevole tramonto a Lefkada<\/figcaption><\/figure>\n<ol>\n<li><strong>19. <\/strong><strong>Da Bari a Nola, km. 241<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>27 agosto<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Alle 10.00 sbarchiamo a Bari, stavolta il catorcio s\u2019\u00e8 comportato bene e per sbarcare abbiamo perso poco tempo. Alle 14.00 siamo a casa e, dopo avere messo a posto il camper, per prima cosa ci procuriamo un\u2019enorme mozzarella con la quale celebriamo il ritorno, dopo aver percorso complessivamente 4.413  km.<\/p>\n<p>La  Turchia non l\u2019abbiamo trovata come ci aspettavamo ma non per questo ci ha deluso. Pensavamo fosse come la Grecia e invece \u00e8 completamente diversa in tutto: diversa \u00e8 la cultura e le abitudini, specie quelle religiose; diverso \u00e8 il modo di comportarsi con i turisti; diverse sono le strade, la viabilit\u00e0 ed i criteri di urbanizzazione.<\/p>\n<p>Eppure non mi aspettavo che un popolo che ha dominato il Mediterraneo per 400 anni, arrivando fino alle porte di Vienna (l\u2019impero ottomano), fosse cos\u00ec diverso dagli altri popoli europei. Indubbiamente la Turchia \u00e8 bella ma, a parte Istanbul, il meglio sembra stia nell\u2019interno (Cappadocia) e molto a sud (Antalya) e per quanto ci piaccia viaggiare e non mi dispiaccia guidare ci fa anche piacere assaporare l\u2019atmosfera dei posti che visitiamo e non stare sempre a macinare chilometri.<\/p>\n<p>Pertanto per visitarla per bene c\u2019\u00e8 bisogno di un bel po\u2019 di tempo in pi\u00f9, considerato che solo per varcare la frontiere se ne vanno via almeno due giorni ad andare ed altrettanti al ritorno. Per quel che abbiamo visto, poi, il mare greco \u00e8 molto pi\u00f9 bello di quello turco e cos\u00ec anche le coste, ma il vero camperista non si mette a fare confronti perch\u00e9 qualsiasi posto \u00e8 bello, se mai visto prima.<\/p>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>4413 chilometri percorsi con destinazione Turchia per scoprire cultura ed abitudini di un popolo che ha dominato il Mediterraneo per 400 anni, assaporando le magiche atmosfera di questi luoghi. 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