Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere questo racconto dalla nostra lettrice Pina Scoppetta (che ringraziamo anche per le bellissime fotografie). Buona lettura!
Nel pomeriggio del 27 dicembre 2024 arrivo in treno a Verona con mia sorella, mia nipote e una nostra amica. Dopo aver depositato i bagagli in hotel, che è a due passi dalla stazione di Porta Nuova, acquistiamo l’utilissima Verona Card che ci consentirà l’accesso gratuito ad alcune attrazioni e ci darà la possibilità di viaggiare gratis sui trasporti pubblici locali. Ci avviamo quindi alla scoperta della città verso Piazza Bra che è la parte vibrante di Verona. Appena arrivate ci troviamo immerse in un tripudio di luci e colori. I dehors dei caffè affollati nonostante il freddo pungente della sera, il grande albero illuminato accanto alla scalinata del Palazzo Comunale e la maestosa Arena, su cui si riflettono i fasci di luce di una stella enorme, creano un’atmosfera gioiosa e magica. Prima di incamminarci verso il ristorante, entriamo nella chiesetta in stile romanico di San Giovanni in Foro, cosi chiamata perché vicina all’antico Forum Romano (oggi Piazza Erbe) che vanta un bel portale sormontato da statue.
Prima tappa del giorno dopo è la famosa casa di Giulietta, sicuramente uno dei luoghi più visitati di Verona. Anche se non è affatto certo che questo edificio sia realmente appartenuto ai Capuleti ,comunque rappresenta una forte attrattiva per i turisti a giudicare dal folto gruppo di persone in fila all’ingresso o davanti al balcone di Giulietta per la foto classica. All’interno si possono trovare arredi utilizzati per le riprese del film di Zeffirelli e messaggi d’amore, scritti prevalentemente da ragazze. All’uscita proseguiamo per Via Cappello e ci ritroviamo nella stupenda Piazza Erbe dove ammiriamo le case Mazzanti ,che prendono il nome dalla famiglia che le ha acquistate, di epoca rinascimentale con le facciate dipinte. Nella piazza si trova il famoso Arco della Costa, con una costola di balena penzolante che pare si staccherà dall’arco solo se vi passerà una persona pura di cuore. Noi siamo ben contente di non appartenere alla categoria anche perché la costola gigante ha un aspetto minaccioso.
A questo punto ci avviamo verso la basilica di Sant’Anastasia, la più grande chiesa della città in stile gotico che custodisce innumerevoli opere d’arte tra cui, nella Cappella Pellegrini, un vero e proprio capolavoro del Pisanello: S. Giorgio e la Principessa.

Ci dirigiamo poi verso le Arche Scaligere, le monumentali tombe in stile gotico racchiuse entro una cancellata in ferro battuto. Qui sono sepolti i signori Della Scala, potente dinastia che governò la città per più di un secolo. Accanto alle Arche c’è la chiesetta di Santa Maria Antica dove assisteremo più tardi ad un concerto di canti natalizi. In attesa del concerto proseguiamo la nostra visita verso il Duomo con una magnifica facciata in stile romanico mentre l’interno a tre navate ospita, in una delle cappelle, la famosa pala d’altare dell’Assunta di Tiziano. Della cattedrale fanno parte il battistero di San Giovanni in Fonte, il chiostro dei canonici, luogo mistico che induce al silenzio e alla riflessione e la chiesa di Sant’Elena. Accanto al Duomo si trova la Biblioteca Capitolare che è un vero e proprio gioiello. La Biblioteca ospita, tra l’altro, un enorme patrimonio di antichi manoscritti di valore inestimabile.

In serata ci fermiamo in Piazza dei Signori dove è stata allestita una mostra di presepi davvero originali realizzati da alcune scuole con materiali riciclati.
La cena di questa seconda serata è all’Osteria Enoteca La Piazzetta dove cerchiamo di rifarci con cotolette di braciole di maiale e contorno di patate e spinaci dopo il pranzo a base di gnocchetti nella Bottega di Gina, sicuramente buoni ma consumati in piedi data la scarsità dei posti a sedere.
La mattina del terzo giorno la dedichiamo a Castelvecchio, castello scaligero costruito nel XIV secolo e in seguito trasformato in caserma. Oggi è sede di un museo e vanta una collezione di importanti opere di pittori noti tra cui Tintoretto, Mantegna, Rubens, Tiepolo e Il Veronese tanto per citarne alcuni. Dopo questa coinvolgente esperienza estetica andiamo a visitare la basilica di San Zeno, patrono della città e la chiesa di San Fermo sulla riva dell’Adige. Entrambe fanno parte ,insieme al Duomo e a Sant’Anastasia ,delle quattro chiese storiche di questa affascinante città. San Zeno è in stile romanico con un bellissimo chiostro e nella Cappella Maggiore si ammira il famoso Trittico di Mantegna.
San Fermo, nel quartiere Veronetta, presenta una parte inferiore benedettina, in stile romanico, dove vengono custodite le reliquie dei santi Fermo e Rustico e una superiore francescana per le celebrazioni.
Per la cena scegliamo una tradizionale osteria veronese “Il Ciottolo” dove mangiamo degli ottimi tortellini in brodo e una deliziosa torta di mele.
Giorno 30 dicembre dedichiamo la mattinata al Giardino Giusti e all’appartamento 900 ancora di proprietà della famiglia Giusti. Questo luogo incantevole è un classico esempio di giardino rinascimentale italiano con maestosi cipressi, un boschetto sacro di tassi e allori, statue, splendide aiuole e poi un labirinto dove restiamo incastrate, fino a che decidiamo di scavalcare la siepe circostante ,per evitare di passarci il resto della giornata. Qui Goethe si fermò a riposare durante il suo viaggio da Verona a Vicenza. Purtroppo il cipresso da lui citato nel suo libro “Viaggio in Italia” è stato sradicato da una tempesta di vento pochi anni fa. La passeggiata, in mezzo al verde, è davvero rilassante e dal belvedere si gode una vista meravigliosa sulla città. Le sette sale che compongono l’appartamento conservano gli arredi originari e diverse piante esotiche. Dopo questa full immersion nella natura e un pranzo divino, a base di pappardelle e carciofi nell’osteria da Ugo, ci rechiamo alla libreria Gulliver trascorrendo piacevolmente del tempo tra i fornitissimi scaffali pieni di atlanti, guide e letteratura di viaggio, insomma il luogo ideale per chi come noi ama viaggiare.

Ultima tappa prima di cena è il Palazzo della Gran Guardia che ospita una imperdibile mostra di presepi provenienti da molte regioni italiane e dalla Croazia, Repubblica Ceca e Spagna, delle vere e proprie opere d’arte che ci lasciano incantate. L’ultimo giorno a Verona prevede la visita al simbolo della città, la famosissima Arena. Sedute sulle gradinate in pietra di questo grandioso anfiteatro immaginiamo non solo i tornei e le giostre, che avevano luogo qui in un lontano passato, ma anche gli eventi della stagione lirica che si svolgono in uno scenario unico sotto le stelle.
Il 31 sera, dopo una cena prelibata al ristorante Du Schei, torniamo a piedi verso l’hotel rievocando tutte le esperienze vissute durante questa breve ma intensa vacanza veronese.








