Salerno Camper Club
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San Gregorio Magno
Il paese che ricorda nel nome il Pontefice Benedettino Gregorio I (590- 604 d.C.), apparteneva in epoca romana al territorio di Volcei, l'odierna Buccino. Pare che sia sorto verso la fine del XII sec. proprio come Casale di Buccino cioè come piccolo nucleo abitato da contadini che si erano spostati per mettere a coltura nuovi terreni. La prima notizia diretta e documentata su San Gregorio Magno è il privilegio dell’11 Novembre 1200 concesso da papa Innocenzo III all'arcivescovo di Conza, Pantaleone, con il quale il Pontefice confermava e riconosceva di fatto la circoscrizione dell'arcidiocesi elencando tutte le terre, abbazie e chiese, fra cui quella di San Gregorio, in essa comprese. L'origine tardo-medioevale sarebbe ulteriormente confermata dal fatto che, a differenza di altri paesi come Balvano, Palomonte, Romagnano, Buccino, Ricigliano ed altri, San Gregorio non è menzionato nel catalogo dei baroni, redatto per volere dei re Normanni, tra il 1150 e il 1168, dove erano elencate le difese (baroni con rispettivi feudi e forze militari) del Ducato di Puglia e del Principato di Capua. Nel 1231 il paese rientrò nell'ambito della vasta opera di riordinamento amministrativo di tutta l'Italia Meridionale, continentale ed insulare voluta dall'imperatore Federico II di Svevia. La lunga guerra fra gli Angioini e gli Aragonesi, scoppiata con i vespri Siciliani del 1282, coinvolse anche San Gregorio, che fu obbligato a contribuire al vettovagliamento dei soldati del re Carlo. Il comune, all’inizio scarsamente popolato, si sarebbe in seguito accresciuto per l'emigrazione della popolazione proveniente dal vicino villaggio di San Zaccaria, distrutto dalla peste nel 1429. Dal 1568 e fino al 1678 i feudatari del paese furono i Caracciolo, duchi di Sicignano. Nel 1700 subentrò, come unico erede dell'ultima duchessa di Sicignano Ippolita Caracciolo, il pronipote Carlo Tocco, principe di Montemiletto. Successivamente l'antico patrimonio feudale si smembrò: San Gregorio- insieme a Sicignano, San Licandro e Cardile fu acquistato dal duca di Cannalunga Giacinto Falletti e da questa famiglia passò per successione nel 1794 a Giuseppe d'Anna, duca di Laviano e ultimo intestatario del feudo. Con Regio Decreto del 4 gennaio 1863 , emanato dal Re Vittorio Emanuele II°, fu modificata la denominazione geografica del paese con l’aggiunta dell’aggettivo “Magno” per distinguerlo da simili toponimi a seguito dell’Unità d’Italia. Tra le figure di un certo rilievo originarie di San Gregorio Magno non si può non ricordare il brigante gentiluomo Angelo Del Duca, detto Angiolillo, che combatté contro i nobili per dare ai poveri ed un altro brigante, Giuseppe Paterna, molto più feroce e sanguinario. Dopo il sisma dell’80 molti abitanti emigrarono in via definitiva incrementando un fenomeno che era già iniziato con la crisi agraria del 1881-88.
MANIFESTAZIONI FOLCLORISTICHE “Baccanalia” La manifestazione proposta, denominata “Baccanalia”, pur avendo il significato di un vero e proprio “rito orgiastico”, collegata solo dal punto di vista toponomastico al luogo dove si tiene, mira a sviluppare nuove forme di “turismo eno-gastronomico”. Si svolge durante il mese di Agosto nel naturale scenario di “Via Bacco”, ove esistono “Le Grotte” (antiche dimore scavate nella roccia, successivamente adibite a fresche cantine), non certamente legate al culto del famoso dio pagano ( il greco Dioniso o il latino Bacco). Baccanalia erano chiamate le feste tumultuose e sfrenate, importate dai Greci della Magna Grecia, che si celebravano in onore di Bacco. La succitata manifestazione, oggi, mira soprattutto a raggiungere il godimento alimentare di “antichi sapori” e valorizzare al meglio i prodotti tipici locali (soppressata, salsiccia, prosciutto, capicollo, formaggi pecorini, patate di montagna, ecc…). Il vino viene consumato e degustato, contestualmente ai suindicati prodotti tipici locali, nelle suggestive “Grotte” di Via Bacco.
Festa di San Vito
Tale ricorrenza è una delle più importanti di San Gregorio Magno. I momenti principali sono la messa solenne; la processione con la statua del Santo, accompagnata dalla banda musicale e dai fuochi pirotecnici e la “Benedizione solenne agli animali”, impartita dal sacerdote. Caratteristica durante questa festa è la manifestazione denominata “turniata” : greggi, mandrie, singoli animali e il popolo stesso girano tre volte intorno alla Chiesa e se qualche bestia riesce ad entrarvi, diviene proprietà del Santo, salvo il diritto del proprietario di riscattarlo. L’importo acquisito viene devoluto per la celebrazione della festività. Compiere un triplice giro intorno alla Chiesa è un gesto di buon auspicio che assicura abbondanza,crescita e prosperità. Inoltre durante la “Turniata”, che si svolge nella piazza, i pastori mungono le pecore; il latte ottenuto serve per la lavorazione del formaggio e i proventi sono destinati alla Chiesa.
Ara Funeraria Valida testimonianza della presenza romana (circa 2.000 anni fa), è conservata in Località Taverna.
I beni architettonici
Chiesa di Santa Maria Delle Grazie Intorno a questa chiesa vi era nel IX sec. un piccolo agglomerato di case, cresciuto per lo spopolamento del Casale di San Zaccaria. Chiesa Madre Cattedrale in stile romano, con navata centrale e due navate laterali, edificata sui resti di un sepolcro a pianta quadrata, risale probabilmente alla seconda metà del I sec. d. C. e conserva, murati nella facciata, i resti di un’epigrafe scritta in latino, nonché una lapide a testimonianza del soggiorno in San Gregorio Magno di San Gerardo Maiella. Antico Borgo di “S. Zaccaria” con annessa Torre Semidistrutto dalle invasioni saracene nei sec. XI e XII, distrutto poi nel XV sec. nel contesto della Congiura dei Baroni. Gli abitanti di questo borgo popolarono poi il feudo autonomo di S. Gregorio. Sono ancora visibili i resti della torre del Casale di S. Zaccaria di sicura origine bizantina. Nei pressi di tale zona esiste una famosa sorgente da cui sgorgano fresche e pulite acque di montagna che alimentano un piccolo acquedotto collegato al centro abitato. Grotte di Via Bacco Si tratta di grotte scavate nella roccia dove gli abitanti di San Gregorio Magno conservano il vino.
Colonnina di Piazza Croce La costruzione risale al 1600, e reca sulla facciata una lapide sormontata da una croce con un’iscrizione in latino.
La Taverna
A dimostrazione che San Gregorio Magno era intorno al 1700 un fiorente centro per l'allevamento del bestiame, venne costruita questa taverna che serviva da ristoro per quanti facevano questo commercio.Complesso Centro Sportivo
Il Complesso Centro sportivo di San Gregorio Magno è considerato, con la sua struttura, tra i più moderni complessi sportivi presenti nel Sud Italia. Dispone, infatti, di campo da calcio regolamentare, nonché di campi da calcetto e da tennis, di una pista di atletica e di una palestra coperta. Inoltre il complesso presenta una magnifica struttura alberghiera che dispone di camere moderne e funzionali tutte con bagno, TV e telefono (circa 70 posti letto), di sala comune ricreativa, di salone ristorante con cucina internazionale e locale, di sauna, bar e sala Internet. In più occasioni ha ospitato società sportive appartenenti ai massimi campionati nazionali di calcio o meeting importanti di atletica leggera.