Comuni con ordinanze di divieto riguardanti le autocaravan
di Antonio Crescenzo Morelli


Perché questa ricerca
La presente ricerca nasce dall'esigenza di rappresentare, il più compiutamente possibile, la situazione esistente nei Comuni italiani in merito alle possibilità di circolazione, sosta e campeggio (cfr art. 185 CDS) delle autocaravan.

Spesso si minimizza la presenza dei divieti oppure la si banalizza affermando che in fondo la situazione non è così drammatica e che in fondo se proprio non ci vogliono non ci meritano.

Nella sezione approfondimenti riportata più avanti è esaminata più diffusamente la situazione attuale.

Ogni comune ha le sue specifiche caratteristiche. Nessun Comune può essere tacciato tout court di ostilità verso le famiglie in autocaravan. Questa ricerca non ha come fine quello di additare i comuni con ordinanze di divieto come Comuni ostili ai camperisti. Occorre comprendere le motivazioni sottostanti ai provvedimenti.

I Comuni costituenti l'ambito della ricerca
Alcune ricerche dell'ANFIA svolte negli ultimi anni, hanno evidenziato in maniera consolidata quali siano le mete preferite dai camperisti: mare, monti-laghi, città d'arte

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Se vogliamo valutare il fenomeno "divieti" non dobbiamo prendere in considerazione tutti gli 8101 (fonte ISTAT censimento del 2001) comuni italiani, come spesso ci viene detto, perché non tutti i comuni sono mete ambite dai camperisti.
A noi sembra più rappresentativo della realtà rapportare il numero dei comuni con ordinanze di divieto rispetto a quelli che consentono la libera circolazione e la sosta delle autocaravan nell'ambito di raggruppamenti di comuni omogenei dal punto di vista delle potenzialità turistiche. Per esempio: comuni costieri, comuni montani, città d'arte, borghi d'Italia, comuni con Vele Blu, ecc.ecc.

Questa prima ricerca si indirizza quindi alle località di mare. Più precisamente abbiamo intervistato i Comuni insigniti delle Vele Blu di Legambiente ove anche le autocaravan dovrebbero avere diritto di andare.

Le località insignite da Legambiente con le Vele Blu, (pubblicate anche attraverso la Guida Blu del Touring Club) sono circa 260, di cui circa 238 situati sul continente e nelle isole maggiori. Questo è, dunque, il campione di riferimento della nostra ricerca.

L'oggetto della rilevazione
L'oggetto della rilevazione è costituito dai provvedimenti adottati dai Comuni comportanti limitazioni per le autocaravan al transito, alla sosta ed al campeggio, così come definita dall'art. 185 del Codice della Strada.

Le modalità di rilevazione
La rilevazione è stata effettuata contattando direttamente il Comando di Polizia Municipale di ogni singolo comune. I Comandi hanno risposto restituendo il questionario da noi proposto oppure rimettendo copia delle ordinanze emesse, dalle quali si ricavavano le risposte.

Come consultare la ricerca

La ricerca ha prodotto due elaborati informativi. Il primo elaborato, a contenuto sintetico, è la relazione preliminare, presentata il 12/09/2004 a Mondo Natura, sulla situazione risultante al momento. Il secondo elaborato è la lista dei 240 Comuni Vele Blu interpellati. Per ogni comune è presente una scheda in cui sono riportate le domande rivolte e le risposte ottenute. Ai Comuni che non hanno risposto abbiamo inviato un sollecito. In attesa di una risposta abbiamo registrato "nessuna risposta".

La scheda di ciascun comune può presentare due annotazioni: la prima annotazione è fornita dallo stesso Comune ed è riproposta senza interventi della redazione; la seconda annotazione è della redazione ed è inserita per agevolare le lettura tecnica delle informazioni fornite dal Comune, specie se questo ha fornito le ordinanze e non il questionario compilato.

Altri comuni fuori elenco
A latere della ricerca in questione sono stati contattati anche alcuni Comuni non inclusi nella citata lista Vele Blu.

Questi Comuni sono stati segnalati dai camperisti che avrebbero rilevato la presenza di divieti. Le loro schede sono accessibili dalla lista "altri Comuni intervistati".

Contributi e segnalazioni
La ricerca e la realizzazione del database hanno richiesto un lungo lavoro. Chiunque, a qualsiasi titolo, avesse osservazioni, rilievi, rettifiche e suggerimenti sui dati pubblicati, può inviare una mail a:

direttore@turismoitinerante.com inserendo nell'oggetto "Comuni con ordinanze di divieto"
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La ricerca continua ed i dati saranno aggiornati, nel prosieguo del suo svolgimento, con tutte le segnalazioni utili a migliorarla.

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Approfondimenti

Qual'è la situazione attuale
Il tema dei "divieti" è molto dibattuto perché le limitazioni incidono sulle effettive possibilità di utilizzo del mezzo. Camperisti ed addetti ai lavori sono divisi in due principali correnti di pensiero: una corrente afferma i principi del "se non ci vogliono non ci meritano" e "andiamo a spendere i nostri soldi da un'altra parte"; l'altra corrente intende affermare il principio "abbiamo comprato un mezzo costoso vogliamo regole precise e non vogliamo essere cacciati via come dei lebbrosi".

Se le correnti di pensiero sono differenti le azioni ipotizzate sono comunemente condivise. Entrambe le correnti di pensiero sono concordi nello svolgere azioni per ottenere dal legislatore una normativa più favorevole ai camperisti ed al tempo stesso rispettosa delle esigenze dei comuni. Inoltre, entrambe propongono di sviluppare un dialogo costruttivo con gli enti locali, finalizzato a sostenere una presa di coscienza delle potenzialità del turismo itinerante e di conseguenza favorire la creazione delle infrastrutture che oggi mancano.

Benché frazionate in decine di entità distinte, le associazioni ricercano localmente intese con i singoli Comuni o con le Regioni per favorire la creazione delle infrastrutture (Aree di Sosta Attrezzate) oggi carenti in numero e qualità. Su questo aspetto si può discutere ma dopo aver esaminato la ricerca.

Le attività delle associazioni danno risultati a volte lusinghieri ed a volte deludenti. D'altra parte quando manca la volontà politica, specie in alcuni comuni a maggior attrattiva turistica, non c'è niente da fare, prevalgono gli interessi dei centri di potere locali che preferiscono il più delle volte i turisti "Vip" e non si preoccupano minimamente di riservare un'aliquota di possibilità, benché minima, per i camperisti.

Purtroppo la situazione esistente deriva anche dal comportamento cretino di alcuni utilizzatori di autocaravan; comportamento che costituisce, spesso, il presupposto o la giustificazione per l'emissione di divieti generalizzati. Pochi cretini danneggiano e screditano l'intera categoria dei camperisti.

I divieti, però, spesso costituiscono un comodo rimedio per il Comune. In definitiva, vietare, impedire è più semplice che permettere, consentire, fare (Aree di Sosta soprattutto).

Quadro normativo e giurisprudenziale
Sciaguratamente, come spesso accade nel paese di Pulcinella, dove a pagare è sempre Pantalone, le regole sono molte, confuse e spesso male applicate o non applicate per nulla. Per corollario, le regole sono poco conosciute proprio ai più diretti interessati: i camperisti.

Ad oggi non possiamo dire che il suddetto quadro di confusione sia stato districato né da interventi legislativi di interpretazione autentica degli articoli 7 e 185 del CDS, né da un coordinamento delle Regioni in materia di definizione univoca delle Aree di Sosta né lo sarà dai testi dei disegni di legge attualmente presentati in parlamento se non adeguatamente modificati. Mi riprometto di trattare a parte questo argomento.

Se il quadro normativo è confuso il quadro giurisprudenziale, poi, è angosciante per i motivi che dirò più avanti.

Lo scenario di confusione sopra delineato deriva dall'essere l'autocaravan un cosiddetto "veicolo ricreazionale" e come tale soggetto ad una doppia disciplina: Codice della Strada, di competenza Statale; normativa sul turismo, di competenza Regionale. Questo in larga parte è vero perché generalmente l'autocaravan è utilizzato per visitare posti di interesse turistico. Ma non mancano altri utilizzi che pure andrebbero segnalati.
Ad esempio io uso il mezzo anche per motivi di lavoro, quando è possibile, invece di andare in albergo. Alcuni amici camperisti e pensionati lo usano per svernare al sud ed alleviare i dolori reumatici oppure per andare alle terme. Altri lo usano in occasioni meno felici, ad esempio per assistere i propri familiari, presso le strutture ospedaliere nelle quali sono stati ricoverati oppure perché hanno familiari diversamente abili e proprio l'autocaravan si presta ad un uso inconsueto rispetto agli altri mezzi perché può trasportare ed ospitare allo stesso tempo con tutti i necessari confort.

Per quanto riguarda la giurisprudenza del CDS, se da un lato molti Giudici di Pace sono orientati ad accogliere i ricorsi dei camperisti e a ritenere nulle le ordinanze di divieto emesse dai comuni, dall'altro lato la Cassazione, sentenza della Sezione 1, del 28/8/2001 n. 11278, è ferma sulla impossibilità di contrastare le ordinanze contestando i poteri dei Comuni. La sentenza citata, afferma infatti che l'art. 7 del codice della strada conferisce al sindaco il potere di adottare con ordinanza i provvedimenti indicati nell'art. 6, comma quarto, con i quali può stabilire obblighi, divieti, limitazioni di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di strada o per determinate categorie di utenti.

Occorre peraltro notare che la suddetta Sentenza è stata emessa dalla Cassazione benché il comune non si fosse costituito in Giudizio e benché il PM avesse dato parere favorevole all'accoglimento del ricorso del nostro amico camperista. La Cassazione ha infatti stabilito che il principale motivo di ricorso è inammissibile "in quanto il potere di vietare la sosta di veicoli di cui all'art. 6, quarto comma, lettera b ed f, anche con riferimento ad alcune categorie particolari di utenti e per ragione di igiene, è espressione di una discrezionalità non sindacabile dall'Autorità Giudiziaria Ordinaria..."

Per ribaltare questa posizione occorrerebbero sentenze contrastanti della Suprema Corte, originate da una serie di ricorsi da parte dei camperisti, magari assegnate a Sezioni diverse (sono solo tre le Sezioni Civili) in modo da provocare una sentenza a Sezioni Unite. Questa, però, è pura utopia perché i ricorsi in Cassazione costano molto ed in caso di soccombenza le spese sarebbero improponibili per il singolo camperista. Per dirla in breve, la spesa non vale l'impresa. Una soluzione potrebbe essere l'attivazione di "cause pilota". Però non è a mia conoscenza che associazioni o altri soggetti interessati a favorire i camperisti si siano proposti per patrocinare a proprie spese una causa pilota da portare in Cassazione. Mi sbaglio?

E quant'anche avessimo avuto ragione in Cassazione saremmo punto e a capo. Infatti, si sarebbe riaffermato solo il principio che l'Autocaravan deve poter sostare come un'autovettura. Sosta punto e basta. Vale a dire la condizione indicata dall'art. 157 e 185 del CDS.

In effetti la Cassazione afferma che il potere di ordinanza va contrastato in sede amministrativa mentre sfugge alla competenza dell'A.G.O. sopra detto. Ma anche il ricorso al TAR è una strada tortuosa. La vittoria sarebbe esclusivamente relativa alla specifica ordinanza e costerebbe un occhio della testa. E poi?

E poi si può vietare in altri modi meno censurabili in fase contenziosa. Se qualcuno ritiene ancora contestabile l'esplicito divieto al camper è meno contestabile il divieto implicito: non vieto a te ma consento solo agli altri!

Un recente ricorso al TAR, finanziato da una intelligente associazione, è stato vinto, per un vizio formale: l'ordinanza era firmata dal sindaco e non dalla funzione tecnica preposta (principio della separazione della funzione politica dalla funzione tecnica nell'amministrazione dell'ente locale).
Bene è un passo importante, ma l'ordinanza potrà essere facilmente ripetuta e firmata dalla funzione tecnica a meno che questa non sia in disaccordo con il proprio Sindaco.

Comunque, oltre al divieto esplicito, un comune può adottare altre misure che di fatto rendono impossibile la sosta alle autocaravan quali ad esempio: parcheggi per soli residenti; zone a traffico limitato; stalli di sosta di dimensioni tali da consentire la sosta solo alle autovetture favorendo l'applicazione dell'art. 157 comma 5 CDS.

Il Sindaco di Castiglion della Pescaia, ad esempio, potrebbe adottare gli stessi provvedimenti adottati a Portofino dove sul limitato territorio comunale è consentita la sosta ai soli veicoli dei residenti muniti di contrassegno. Inoltre potrebbe deliberare dimensioni degli stalli di sosta, nei parcheggi comunali, sufficienti solo per le autovetture. Le contestazioni sarebbero oltremodo complesse.

Se il comune fosse veramente ostile, per politica turistica, potrebbe anche portare tutti i camper alla pesa pubblica e via punti dalla patente e tanti euro di multa. State certi che questo sarebbe un deterrente maggiore anche di quanto non lo siano i divieti. Possiamo escludere un simile atteggiamento? Fortunatamente fino ad ora i comuni, ma anche la Polizia Stradale ed i Carabinieri, sono stati tolleranti. Ma fino a quando? Fino a quando un camper non combinerà qualche mega-incidente che vada agli onori della cronaca a causa del sovrappeso?

Anche l'uso dell'Area di Sosta di cui all'art. 7 del CDS, è limitato alla SOSTA ed al PARCHEGGIO, stando all'interpretazione letterale della norma che, peraltro, non prevede la situazione di CAMPEGGIO.

Se la suddetta interpretazione letterale della norma sembra restrittiva date un occhiata agli articoli:

  • 185 Cds. comma 2, definisce la situazione di campeggio e di sosta delle autocaravan
  • 7 Cds. comma 1 lettera h, concede la possibilità, per i comuni, di istituire le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio di autocaravan
  • 157 Cds definisce, tra l'altro, l'arresto, la sosta e la fermata dei veicoli;
  • 3 comma 1 nr. 34, definisce il Parcheggio come area o infrastruttura destinata alla SOSTA dei veicoli
Poi ci sono anche le leggi regionali in materia di infrastrutture turistiche le quali descrivono le Aree di Sosta. Io ne ho trovata una soltanto (della Regione Calabria) che espressamente ammette la possibilità di soggiorno (quindi non solo sosta) per le Autocaravan all'interno delle Aree di Sosta e come questa spero ce ne siano altre. Alcune altre leggi regionali ed anche alcune proposte di legge regionale, riportano sempre, unicamente, solo, e SOLO... la dizione di SOSTA! La condizione di sosta è ben descritta negli articoli sopra citati del CDS. E la possibilità di Sosta non è possibilità di Campeggio!

Il quadro di incertezza è completato anche da alcune definizioni - suscettibili di diverse interpretazioni e rivelatrici della confusione esistente - contenute in alcune guide per i camperisti che spesso hanno, inconsciamente, la funzione di evidenziare ampie possibilità per le Autocaravan. Possibilità spesso evanescenti perché datate e non aggiornate o perché magari la possibilità segnalata si riferisce a prestazioni di servizio dei campeggi. Anche su questo fronte (Guide varie) mi riprometto di fare una indagine.

Spesso si indicano i punti sosta come "luogo in cui è possibile sostare privo di altri servizi". Perché dare l'indicazione "privo di altri servizi"? In pratica è un parcheggio, no? E poi le Autocaravan non sono assimilate alle autovetture? Forse si vuole sottintendere che in quel punto è possibile anche pernottare? E magari accendere la stufa per la notte? E magari accendere i fornelli? O viceversa si ammette implicitamente che le Autocaravan in realtà non sono per niente assimilate alle autovetture ai fini del diritto di sosta?

Altre volte si indicano le Aree di Sosta munite di Acqua e Pozzetto. Ma le AA per essere tali (art. 378 del Regolamento) non dovrebbero, TUTTE, avere acqua e pozzetto?

In altre occasioni si indica AA presso il Campeggio. I campeggi, di regola, ospitano tende, caravan e autocaravan. Potremmo discutere delle tariffe e della permanenza minima richiesta, ma ospitare turisti itineranti è la loro attività tipica. O, viceversa, si vuole indicare che in quel campeggio è possibile la sola SOSTA o PARCHEGGIO? E non basta dettagliare i servizi alle autocaravan di tutti i campeggi nelle Guide specializzate, sensibilizzando gli editori circa la raccolta completa delle informazioni di tariffa? Perché conteggiare tra le AA anche quelle dei campeggi? Per dire che ogni anno le AA aumentano di numero e la situazione è idilliaca?

Infine, frequentemente, si indica CS presso il campeggio.... Tutti i campeggi dotati di impianto sono obbligati a svolgere Camper Service alle autocaravan in transito, salvo la libera formazione ed indicazione della tariffa (art. 378 del regolamento). Ma il problema è anche l'art. 378 grida vendetta per l'assenza di vincoli o sanzioni che rendono inefficaci le sue previsioni. Articolo che io interpreto in questo senso:

  • Non c'è sanzione per i soggetti obbligati ad istituire i CS sulle aree autostradali nel caso in cui non provvedano;
  • Non c'è obbligo per i campeggi di installare strutture di CS (pozzetto e acqua); sussiste l'obbligo di prestare il servizio ai camperisti ma SOLO se il campeggio ha installato l'infrastruttura ma il rifiuto del servizio non è sanzionato;
  • Non c'è obbligo di tariffa massima, l'art. 378 dice chiaramente che il prezzo è liberamente formato e richiama un'altra normativa che riguarda però l'obbligo di pubblicità delle tariffe ma non impone un tetto all'importo del servizio.

Per quanto sopra occorre concludere, a mio modesto avviso, che la situazione normativa è tutt'altro che favorevole al camperista e che non bisogna sbandierare la normativa esistente e la vecchia legge Fausti come nostri numi tutelari. Tutt'altro. Non è stato chiarito e non è chiaro proprio alcunché.

Tutto quanto sopra serve ad affermare un solo principio: Occorre dire chiaramente ai camperisti, ai neoacquirenti ed a chi noleggia un mezzo che campeggiare, che al di fuori dei campeggi la situazione è generalmente e normativamente irregolare.

Si può stare in situazione di campeggio nelle Aree di SOSTA (sottolineo di SOSTA) solo se nel comune non è vigente un divieto di campeggio oppure se il divieto fa salve le Aree di Sosta. Ciò premesso è necessario affermare che la situazione di campeggio dell'autocaravan, come definita dall'art. 185 del CDS, di fatto è, quasi sempre, una situazione tollerata dalle locali autorità.

Quindi il neo-acquirente e chi noleggia un mezzo, deve essere cosciente di quanto sopra e non deve avere aspettative su un libero uso del veicolo che nessuna norma gli garantisce. Qual'è invece l'informazione che viene percepita dai neo acquirenti? Un situazione di totale o al meno grande libertà? E' corretta?

Occorre infine anche affermare che il ricorso al Giudice di Pace può risolversi solo se il comune non propone ricorso in Cassazione. In questa sede il ricorso ha scarse possibilità di essere accolto.



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