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DANIMARCA   Mirco Pigliapoco

Una vacanza.... da favola

Una vacanza da favola - Danimarca 07

L'equipaggio del viaggio
Equipaggio
Mirco
Lucia
Michele
Sara
Giandomenico
Serenella
Lorenzo
Chiara
Leonardo

Quest’estate, dopo un mese di luglio caldissimo e afoso, siamo andati a cercare respiro in una terra tanto lontana quanto affascinate e misteriosa come la Danimarca. Quest’avventura l’abbiamo condivisa con dei nuovi e speciali compagni di viaggio con i quali abbiamo trascorso questi pochi giorni in assoluta allegria e spensieratezza condividendo tante gioie e assaporando quei momenti magici che quella terra fantastica sa offrire.
Siamo partiti la mattina del 05 agosto impiegando due giorni per arrivare ad imbarcarci a Puttgarden con una sosta notturna in un’area di servizio nei pressi di Monaco. Abbiamo praticamente attraversato tutta l’Europa senza incontrare una nuvola, sotto i raggi infuocati di un sole splendente, desiderando ardentemente una cabina climatizzata. distesa di campi coltivati a grano Ci siamo imbarcati per la Danimarca la mattina del giorno 07 agosto raggiungendo Rodbyhavn dopo circa 40 minuti di traversata al costo di 71 euro.
Appena sbarcati abbiamo subito iniziato ad osservare il paesaggio intorno a noi notando una immensa distesa di campi coltivati a grano di colore giallo ocra interrotti da boschi disposti a macchia di leopardo e da sporadiche case silenziose con bassi tetti di paglia. I giardini sono ben curati tanto da sembrare addobbati a festa. L’armonia di quelle tonalità è tale che ti chiedi se vale la pena vivere in un mondo frenetico pieno di impegni e senza avere il tempo di riflettere, o se forse è il caso di fermarsi un attimo a pensare e ad assaporare tutte le cose belle che la natura ci offre. La costante presenza del mare che, oltre a circondare la penisola danese, si incunea anche nel cuore del territorio con centinaia di fiordi, caratterizzano il paesaggio attribuendole un aspetto marittimo con tantissimi piccoli porticcioli dove i pescatori alla sera puliscono le reti e preparano le imbarcazioni per la pesca del giorno dopo. Dopo tutte queste emozioni siamo arrivati alla prima tappa del nostro giro: l’isola di Mon per ammirare le famose scogliere di Mons Klint sostando per il pranzo nel vicino parcheggio. scogliere di Mons Klint Dopo esserci rifocillati abbiamo raggiunto l’imponente falesia ammirandola prima dall’alto e poi, scendendo 516 gradini, dal basso.Il paesaggio è fantastico ed imponente, dall’alto l’occhio rimane impressionato dalle sfumature del mare che vanno da un celeste chiaro ad un azzurro intenso, mentre dal basso la vista di quella scogliera bianca ti toglie letteralmente il fiato facendoti sentire un puntino in quell’ immensità della natura che ha passato indenne milioni di anni. Ripresi dallo shock di questa meraviglia siamo ritornati al camper per partire alla volta di Stege dove ci siamo fermati per fare i primi acquisti. I pochi chilometri percorsi sono stati veramente piacevoli perché abbiamo seguito il “sentiero margherita” che ci ha condotto su strade secondarie che offrono una bella visione del territorio circostante.
A Stege abbiamo sostato in un parcheggio a ridosso del mare, nei pressi di un parco giochi per bambini, dove i nostri figli si sono divertiti un mondo a correre e a giocare a calcio nel prato circostante.

Lasciata a malincuore quell’isola felice ci siamo diretti verso l’isola di Nyrod dove abbiamo sostato e pernottato nell’unico parcheggio alle porte del paesino di pescatori. Per spiegare la particolarità del paese posso raccontare che una giovane ragazza, in compagnia del fidanzato, ha scattato un migliaio di foto a tutti gli scorci e a tutti i particolari delle abitazioni. Che esagerata!!
La nottata l’abbiamo trascorsa in compagnia di un equipaggio, con camper targato Bologna, che ci ha seguito per l’intero viaggio; ci siamo incrociati quasi dappertutto!! Che combinazione!!

faro di Store Heddinge L’indomani, (8 agosto) siamo partiti alla volta della capitale che abbiamo raggiunto in tarda serata. La prima tappa è stata in un’area di servizio nei pressi di Tappernoje dove abbiamo scaricato i serbatoi del camper. Noi, che abbiamo lo scarico di tipo nautico, abbiamo trovato qualche difficoltà nello scaricare i liquami in Danimarca visto che i Camper Service sono presenti solo sulle aree di servizio delle autostrade. Il viaggio è proseguito fino alle scogliere di Stevns Klint nei pressi di Rodvig con sosta per pranzo nel parcheggio del faro di Store Heddinge da dove abbiamo ammirato la falesia sotto i nostri piedi.
Dopo la pennichella pomeridiana ci siamo diretti verso Koge dove, appena arrivati in un parcheggio nei pressi del centro, ha iniziato a piovere. La prima pioggia della vacanza !! Fortunatamente qui i temporali non durano molto e così dopo qualche minuto siamo scesi a visitare la cittadina caratterizzata da antiche abitazioni che si affacciano su un lungo corso. Risaliti in camper ci siamo diretti al castello di Vallo che dista appena 4 Km da Koge. La visita è risultata piacevole perché l’imponente castello, circondato dall’acqua, è posto al centro di un vastissimo parco curato nei minimi particolari.

Prossima tappa Copenaghen. L’arrivo in tarda serata non ci ha permesso di sostare nella centralissima area camper (City Camp) perché era praticamente “strapiena”. Dopo aver cenato, ed esserci consultati, abbiamo deciso di andare al campeggio di Bellahoj che dista circa 5 Km dal centro. Le tariffe sono praticamente uguali al City Camp (circa 30 euro a notte) con la differenza che al camping, essendo praticamente vuoto, si è potuto godere di ampi spazi. Sistemati i camper velocemente siamo andati a dormire perché si era fatta l’una di notte e l’indomani ci aspettava una lunga giornata.

Visto il bel tempo (09 agosto) abbiamo deciso di visitare la capitale con le bici e così, dopo aver spostato i camper per poter usufruire dell’elettricità, siamo partiti con gli zaini in spalla verso la piazza di Radhus-pladsen da dove poi, visto che erano quasi le ore 12.00, abbiamo proseguito verso la residenza dei reali di Danimarca, l’Amalienborg per vedere il cambio della guardia. quartiere di Nyhavn da dove partono i battelli Di fronte al famoso palazzo si erge la nuova Opera, inaugurata nel gennaio 2005, un’impressionante costruzione a palafitta con ampie facciate in vetro e pietra. Dopo aver acquistato il “costosissimo” pane siamo andati a mangiare al parco di Kongens Have. All’interno, immerso nel verde, sorge il palazzo di Rosenborg, residenza reale estiva fino al XVIII secolo, oggi custode dei gioielli della corona danese e dei tesori reali. Essendo una bellissima giornata, con temperature più che gradevoli, il parco era pieno sia di anziani che passeggiavano lungo i viali alberati, sia di sportivi che facevano jogging, sia di ragazzi in costume che prendevano il sole distesi su un asciugamano e con in mano una bottiglia di birra e un sandwich, sia di mamme che portavano a passeggio i propri figli; è proprio vero che per il popolo danese la vista del sole infonde gioia e felicità!
Nel pomeriggio, dopo aver visto uno spettacolo di marionette ed aver fatto rifornimento di acqua, ci siamo diretti verso il pittoresco quartiere di Nyhavn da dove partono i battelli per fare il giro dei canali e poter così ammirare le bellezze della capitale da un’altra angolazione. Il giro, con guida in italiano, è stato veramente piacevole ed interessante. Per finire una puntatina per la Stroget, la via pedonale più lunga al mondo piena di negozi ed artisti di strada, era d’obbligo. Il tempo stava velocemente cambiando ed in un attimo la pioggia è iniziata a scendere copiosa. Una breve sosta per far passare il temporale e poi via verso il campeggio dove una rilassante doccia ci stava aspettando.
Al risveglio, dopo una nottata uggiosa, le condizioni climatiche non volgevano al meglio, il cielo era tutto nuvoloso e cadeva qualche goccia d’acqua, ciononostante (10 agosto) abbiamo deciso di visitare la città in sella alle nostre bici. Sirenetta La scelta è stata azzeccata visto che il sole è ritornato a splendere per tutta la giornata permettendoci di ammirare le bellezze della capitale: dalla Frederiks kirke, la cattedrale, al parco di Kastellet, una cittadella con bastioni e fortificazioni, dalla Sirenetta, che da oltre 90 anni ricorda al mondo il genio di Hans Christian Andersen, alla Vor Frelsers Kirke da dove, salendo i 400 scalini, si può ammirare la capitale dall’alto, dal Diamante Nero, una delle maggiori architetture contemporanee della Danimarca dove vi è la sede della Kongelige Bibliotek, alla famosa birreria della Carlsbergvej dove, però, a malincuore, abbiamo appreso che la mostra chiude alle ore 16.00. E’ stata una giornata intensa ed incantevole trascorsa sotto uno splendido sole fino a quando un temporale ci ha colto di sorpresa, fortunatamente eravamo arrivati all’ingresso del campeggio.
La giornata non era conclusa perché dovevamo lasciare la piazzola prima delle 21.00 e così molto velocemente abbiamo fatto tutti la doccia, caricato le bici ed effettuato le operazioni di carico e scarico per poi cenare appena fuori del campeggio. Dopo mangiato siamo giunti, in tarda serata, in uno sterrato nei pressi di Helsingor dove abbiamo pernottato in compagnia di altri camper.

Al risveglio (11 agosto) abbiamo visto che il porticciolo turistico, dove vi era sia l’attacco luce, sia l’acqua potabile e dei bagni pulitissimi, era poco distante da dove eravamo, così ci siamo subito spostati. Il paesaggio era fantastico! Si poteva ammirare contemporaneamente il castello di Kronborg, la costa Svedese, le barche ormeggiate e la piccola spiaggia sabbiosa dove due bambine facevano il bagno in compagnia d’alcune paperelle; un vero paradiso!
La visita al castello, dove Shakespeare ambientò la storia del principe Amleto, è durata tutta la mattinata offrendo ai nostri occhi alcuni scorci sul mare veramente suggestivi. Dopo pranzo abbiamo abbandonato quel paradiso per raggiungere il caratteristico porticciolo di Gilleleje dove, parcheggiando i nostri mezzi, abbiamo notato con stupore che nei paraggi vi era anche il camper del “bolognese” che aveva seguito lo stesso nostro itinerario.

Il porticciolo era molto movimentato, vi erano molti chioschi dove offrivano le specialità locali e molte pescherie con banconi stracolmi d’ogni tipo di pesce.
Ne abbiamo approfittato per assaggiare qualche piatto particolare riparandoci sotto un tendone da un acquazzone che ci ha colto di sorpresa. Mentre i nostri amici hanno assaporato le famose arringhe affumicate, noi, non abituati a tutte quelle salse speziate, non abbiamo gradito quei “deliziosi” piatti marinari. In un tavolo vicino a noi vi erano quattro danesi che, incuranti del temporale, mangiavano, senza alzare mai la testa, al riparo delle ombrelle.
Questo episodio ci ha fatto riflettere e ci siamo resi conto come i nordici convivono con la pioggia è del tutto normale, mentre noi mediterranei, appena inizia a scendere qualche goccia d’acqua, cerchiamo subito un riparo. Subito dopo l’acquazzone abbiamo visitato il porticciolo e siamo capitati in mezzo ad una festa popolare dove tutti mangiavano, bevevano e si divertivano ascoltando musica jazz. Dopo aver acquistato una birra ci siamo seduti al loro tavolo ed abbiamo iniziato ad osservare i commensali intorno a noi; il loro modo di fare, il loro abbigliamento e il loro modo di divertirsi è del tutto diverso dai nostri usi e costumi: vi erano persone vestite con costumi tipici del luogo che, davanti ad un grosso boccale di birra, cantavano e ridevano a “squarciagola”.

Il nostro giro continua e raggiungiamo la cittadina di Hillerod per visitare il castello di Frederiksborg. Abbiamo sostato e pernottato nel parcheggio del palazzo in compagnia del nostro amico “bolognese”.
La mattina seguente (12 agosto) la dedichiamo alla visita del castello. Non siamo entrati per vedere gli interni del palazzo perché, oltre a non avere alcuna guida in italiano, la chiesa era chiusa per un concerto. Il complesso architettonico, che in realtà appoggia su tre isolotti, sembra essere sospeso sulla superficie del lago.

Il viaggio è proseguito per Roskilde con sosta nel parcheggio del museo delle navi vichinghe. La visita è risultata molto interessante in quanto, oltre ai resti delle cinque imbarcazioni, vi sono una serie di laboratori che illustrano come vengono ricostruite le navi vichinghe. Anche qui, per la mancanza di guide in italiano, ci siamo dovuti arrangiare con l’inglese! Che peccato non aver appreso tutte le informazione che i filmati registrati intendevano dare!
Nel pomeriggio, dopo aver salutato il “bolognese”, siamo andati a visitare il paese. Purtroppo il duomo, dove sono sepolti tutti i monarchi danesi, era chiuso. Pazienza, ma erano solo le 17 e30!!
Partenza per Korsar dove siamo giunti in serata giusto in tempo per fare qualche foto al tramonto sul mare. Veramente un posto incantevole; abbiamo pernottato in un parcheggio di ghiaia vicino al porticciolo turistico con veduta sul lunghissimo ponte Store Baelt che collega l’isola di Sejlland con quella di Fyn con possibilità di attaccare la corrente elettrica, di caricare l’acqua e di fare una doccia nei bellissimi bagni del porticciolo. Dopo cena siamo andati a fare una breve passeggiata per le caratteristiche vie del paesino ammirando le particolarità delle abitazioni.

Porticciolo turistico  di Korsar castello di Egescov


Abbiamo notato che una caratteristica delle casette danesi è data dal fatto che sul davanzale di ogni finestra vengono esposti ogni sorta di oggettistica: dalle statuette ai vasi, dai candelabri ai calici, dalle bottigliette in vetro ai fiori di ogni genere. Dopo alcune foto in notturna sul pittoresco porticciolo con il ponte sullo sfondo e vista l’ora tarda, siamo andati a dormire immersi in quel silenzio tombale disturbato solamente dal rumore delle onde del mare che si infrangevano sugli scogli. L’indomani (13 agosto) un signore si è avvicinato chiedendo circa 9 euro, dietro regolare ricevuta, per il pernottamento dandoci in cambio dei gettoni per fare la doccia.
Il porticciolo era fornito anche di un W.C. chimico e così ne abbiamo approfittato per scaricare le acque nere. Dopo la doccia e il carico d’acqua siamo partiti alla volta del castello di Egescov, a sud di Odense. Per raggiungere l’Isola di Fyn abbiamo usufruito del famoso ed imponente ponte lungo circa 14 Km. suddiviso in due tronconi. Una bella emozione!
Sostato il camper nel parcheggio gratuito del castello, abbiamo mangiato velocemente dei panini per poter visitare anche gli interni del palazzo. Considerato tra i più spettacolari e fiabeschi della Danimarca per la sua posizione, venne costruito nel XVI secolo su palafitte in legno di quercia. All’interno si possono visitare una decina di sale, mentre all’esterno vi è un romantico parco con giardini rinascimentali e settecenteschi di gusto francese. Gradevole è anche la presenza di un labirinto, di un museo di moto antiche e di un fornito parco giochi per bambini.

Nel tardo pomeriggio siamo partiti per giungere ad Odense parcheggiando la nostra “casetta” in un’area, a pagamento nelle ore diurne, vicino la stazione ferroviaria e a due passi dal centro della città natale di Andersen. Dopo cena abbiamo camminato per le vie della cittadina scoprendo alcuni scorci suggestivi e così abbiamo deciso di dedicare la mattinata del giorno seguente (14 agosto) alla visita della città. Iniziato il giro dal museo dedicato ad Hans Christian Andersen, uno dei massimi autori europei di letteratura per l'infanzia, per proseguire poi nelle gradevoli vie cittadine fino a giungere alla piazza principale dove si stavano allestendo degli stand floreali per la festa che si sarebbe tenuta il giorno dopo. Che peccato non essere presenti! Penso che vedere tutta la città addobbata a festa con fiori di tutti i colori sarebbe stata un’esperienza piacevole. Purtroppo le cose da vedere ancora sono tantissime e così siamo ripartiti per giungere, e parcheggiare, nei pressi del caotico porto di Arhus. L’unica cosa positiva di quell’ area riservata ai camper è che si trova nei pressi del centro storico che abbiamo raggiunto a piedi.

La città ci ha un po’ deluso perché ha le sembianze di un grande centro portuale con raffinerie petrolifere e cantieri navali. L’unica particolarità di tutto rilievo è la città vecchia, un museo all’aria aperta (Den Gamle By) in cui sono stati ricostruiti con precisione paesaggi ed edifici del passato. Sembra essere ritornati indietro nel tempo, entrando in contatto con gli antichi mestieri, quali il lavoro del fabbro e attività che oggi sono andate in parte perdute, quali la cardatura della lana. La scelta di visitare il museo nel tardo pomeriggio è stata azzeccata in quanto siamo riusciti a girare indisturbati nel villaggio ammirandolo senza dover fare alcuna fila e con la possibilità di fotografarlo in tutti i suoi scorci caratteristici.

Arhus - città vecchia Jomfru Ane Gade, una fila ininterrotta di locali


Vista la bellezza del luogo ci siamo ritornati l’indomani (15 agosto) per vederlo animato dai figuranti che rappresentavano gli antichi mestieri. Proprio una bella scelta per visitarlo veramente bene! Ed ora in partenza alla volta di Aalborg con sosta per pranzo nella prima area sosta dell’autostrada dove vi è la possibilità di carico e scarico. La città, prettamente marittima, si presenta con le banchine delle navi praticamente in centro. Un particolare curioso: ad Aalborg si trova la Jomfru Ane Gade, una fila ininterrotta di locali, caffetterie e ristoranti, unica nel suo genere in tutta la Danimarca.
Il pomeriggio è trascorso molto velocemente quando, al ritorno verso i camper, siamo passati vicino una pizzeria; presi per la gola, ci siamo concessi una bella “margherita”! Ed ora via alla volta di Skagen dove, dopo aver scaricato e caricato i serbatoi del camper lungo l’autostrada, siamo arrivati in tarda serata pernottando nel pittoresco porticciolo turistico. Ci siamo addormentati cullati dal tintinnio della pioggia che ci ha accompagnato per tutta la nottata.

Al risveglio (16 agosto) le condizioni meteo si presentavano alquanto perturbate, il cielo era pieno di nuvoli neri carichi di pioggia che, spinti dal forte vento, si muovevano molto velocemente. Che fare? Come organizzare la giornata? Cosa vedere per primo? Dopo un breve summit abbiamo deciso di andare a Grenen, la punta estrema della penisola dello Jutland dove le acque del Mare del Nord incontrano quelle del Baltico. Durante i pochi chilometri da percorrere i nostri sguardi erano tutti rivolti all’insù per vedere il volgere del tempo e come per miracolo una piccola striscia di celeste stava avvicinandosi molto velocemente. Ci è andata proprio bene! In poco tempo le condizioni climatiche si sono rimesse e il sole ci ha accompagnato per tutta la giornata. Lasciato il parcheggio siamo saliti in cima ad una duna, vicino un vecchio bunker della seconda guerra mondiale, da dove si poteva ammirare il paesaggio in lungo e largo. Da quella posizione predominante i nostri sguardi spaziavano dall’entroterra brullo e pieno di vegetazione spontanea al faro che si stacca imponente tra la sabbia, da un’ isolotto pieno di gabbiani ad un “nuvolo” di persone che ammirano da vicino lo scontro dei due mari, dal trenino trainato da un trattore che trasporta i turisti più pigri, alle pozze d’acqua che si formano nella lingua di spiaggia, dal Mar del Nord da una parte al Mar Baltico dall’altra.
Che emozione fantastica! Ci siamo incamminati verso la punta estrema senza farci prendere dalla frenesia di arrivare subito, ma assaporando la sensazione di libertà, di grandezza, di tranquillità che quei luoghi riescono a trasmettere. Possiamo orgogliosamente dire di aver avuto il piede destro nel Mar del Nord e il piede sinistro nel Mar Baltico, l’acqua non era proprio calda , ma l’emozione provata è stata tale da superare tutte le difficoltà del caso. Sono sicuro che, per quanto si siano divertiti, i nostri figli si ricorderanno per tutta la vita questi momenti gioiosi e allegri.

Tornati al camper passeggiando lungo la battigia del Mar del Nord, ci siamo spostati per pranzare in un comodo sterrato lungo la strada alle porte di Skagen dove la sosta era gratuita. Le condizioni climatiche stavano migliorando, sopra di noi vi erano ampi spazi di cielo sereno con il sole che lentamente stava scaldando l’aria.
Contenti di tutto ciò siamo partiti alla volta di una delle più grandi sorprese che la Danimarca riserva: Rabjerg Mile ovvero il “deserto” danese. Un’immensa distesa di dune di sabbia che, sospinte dal forte vento, si muovono fino a 15 metri all’anno. Intorno a noi c’era solo sabbia, i nostri sguardi si perdevano fino all’orizzonte vedendo solo un’immensa distesa di sabbia e sterpaglie. Sembra essere in un vero deserto africano con l’unica particolare eccezione del clima: non è che faceva proprio tanto caldo! Rabjerg Mile - il faro Vi era un forte vento fresco di “tramontana”! Penso che per i bambini sia stata un’esperienza unica, non facevano altro che correre in cima ad una duna per poi scendere rotolandosi con il proprio corpo. Il paesaggio intorno a noi aveva un qualcosa di cosmico, sembrava essere sbarcati sulla luna. Quando si correva, sospinti dal forte vento, si aveva la sensazione di volare, di toccare il cielo con un dito. Purtroppo tutte le cose belle durano poco, il camper ci aspettava per una nuova avventura e così siamo partiti per vedere la chiesa di Tilsandede Kirke sepolta da una tempesta di sabbia della quale rimane visibile solo la parte superiore del campanile. Per pernottare siamo ritornati di nuovo a Skagen dove abbiamo usufruito delle docce pubbliche vicino al porticciolo per toglierci di dosso i “quintali” di sabbia accumulati durante la meravigliosa giornata.
La mattina dopo (17 agosto) siamo andati a visitare il paesino di Skagen pieno di negozi e ristorantini. La pioggia che iniziava a scendere sempre più copiosa ci ha costretti a rientrare frettolosamente verso i camper dove abbiamo visto un vigilante che molto velocemente controllava i parchimetri delle auto in sosta annotando su un “palmare” la targa dei mezzi in difetto senza lasciare nessun verbale sul parabrezza. In pochissimi minuti aveva controllato tutte le auto presenti. Speriamo di non aver preso nessuna multa fino ad ora! Lasciato definitivamente Skagen ci siamo diretti, costeggiando il Mar del Nord, alla volta del faro sommerso dalla sabbia sostando per pranzo nella città di Hirtshals.

Giunti a Rubjerg Knude abbiamo parcheggiato il mezzo proprio sotto il faro. Indossati i K-way e scarpe adatte siamo partiti per questa nuova avventura. Dopo un primo percorso in pianura tra cespugli e sabbia compatta siamo arrivati sotto la prima duna alta più di quaranta metri.
La scalata non è stata delle più agevoli perché i piedi si affossavano nella sabbia. Sulla cresta della duna il paesaggio era mozzafiato! La sabbia, alzata dal fortissimo vento, volava nell’aria riempiendoci i capelli, il viso e le labbra. In lontananza si poteva vedere, a ridosso di un mare impetuoso con onde altissime e colori stupendi, un faro sommerso per metà dalla sabbia e il tetto sfondato di due abitazioni completamente coperte anch’esse dalla sabbia. Che paesaggio fantastico! Se alzavamo gli sguardi verso l’orizzonte potevamo scorgere da un lato una immensa falesia di sabbia modellata dal vento e dalle onde del mare e dall’altro lato una distesa di dune di sabbia ricoperte per lo più da vegetazione spontanea.
Per terminare felicemente questa escursione abbiamo deciso di correre tutti insieme giù per la duna lasciandoci trasportare dal vento. Anche questa ennesima esperienza si è conclusa lasciando nei nostri cuori una gioia immensa per aver visto una delle tante bellezze della natura che rimarrà impressa per sempre nella nostra mente. Il nostro viaggio lungo la costa occidentale prosegue fino a giungere a Thisted dove ci siano fermati per cena nei pressi del porto. Per la prima volta ci siamo trovati in un posto che non ci è sembrato tanto sicuro e così abbiamo deciso di spostarci raggiungendo Hanstholm dove abbiamo trovato un bellissimo parcheggio a strapiombo sul mare a ridosso del faro e con vista sul bellissimo porto posto sotto di noi.  Il paesaggio era tale che meritava una bella foto notturna e così piazzai il cavalletto sopra il cruscotto del camper e scattai una bellissima diapositiva. La notte trascorse un po’ turbolenta per il forte vento che soffiava; per la prima volta abbiamo dormito con la stufa accesa. Anche di giorno (18 agosto) quel posto è risultato affascinante e così, prima di partire alla volta di Ribe, abbiamo scattato le dovute foto. Durante tutta la mattinata abbiamo costeggiato il fiordo di Limfjoden, che taglia orizzontalmente tutta la penisola dello Jutland, fino a fermarci per pranzo sotto il faro di Bovbjerg.
Che paesaggio stupendo!
Abbiamo parcheggiato il camper in cima ad una falesia a due passi dal faro, intorno a noi c’era un danese che si divertiva a volare con il parapendio lanciandosi dallo strapiombo, il cielo azzurro era pieno di gabbiani, le alti onde del mare si infrangevano sulle scogliere sotto di noi. Era tutto talmente bello che desideravo fermare il tempo in quell’ istante. Sorseggiare il caffè con lo sguardo volto ad ammirare quell’ ameno paesaggio mi ha rigenerato facendomi riflettere sull’importanza da dare alla natura che ci circonda.
Abbiamo trascorso parecchie ore in quel paradiso, prima a passeggiare lungo la bianca spiaggia sotto l’imponente falesia e poi salendo in cima al faro da dove si domina il paesaggio a 360 gradi. Purtroppo il tempo trascorre inesorabilmente e così a malincuore siamo ripartiti perché ancora parecchi chilometri ci separano da Ribe.  Il paesaggio che attraversiamo si presenta alquanto monotono e così abbiamo fatto tutta una tirata fino a giungere in serata a destinazione giusto in tempo per seguire la “ronda” e parcheggiare a fianco del mitico “bolognese”. Alle dieci di sera il guardiano della città, vestito nell’antica divisa, parte per il suo giro attraverso le vie ciottolate del centro, dove lo seguono i turisti incuriositi che possono così sentire, per chi conosce l’inglese, alcune curiosità e tradizione storiche del borgo. Anche se non abbiamo capito una sola parola di quello che la ronda ha detto, siamo tornati al camper soddisfatti perché la visita della cittadina è stata molto divertente. Il parcheggio, fornito di Camper Service, si trova proprio a due passi dal centro, peccato però che vigila il divieto di pernottamento per i camper. Speriamo proprio di non aver preso una multa!
In mattinata (19 agosto) siamo andati all’ufficio informazione di Ribe dove abbiamo trovato una guida della città in italiano che ci faceva ripercorrere il tragitto fatto la sera prima con la ronda. La città, un pugno di case medievali raggruppate in perfetto stato, è la più antica della Danimarca. Le viuzze ciottolate e le case a graticcio rendono questa cittadina davvero speciale. Ribe, inoltre, è una delle poche città ancora visitate dalle cicogne, sul tetto del vecchio municipio c’è un grande nido rotondo dove ogni anno in primavera fa ritorno una coppia di cicogne. Un’altra attrattiva particolare del paese sono le porte delle abitazioni; sono costruite e dipinte con gusto, un’armonia di colori e di linee ne fanno apprezzare la bellezza.
Ribes Vikinger - villaggio vichingo Lasciato quel posto incantevole ci siamo diretti al museo dei vichinghi (Ribes Vikinger) che dista una manciata di chilometri da Ribe. Un pranzo fugace ci ha permesso di avere più tempo da dedicare al villaggio vichingo dove dei figuranti facevano vedere come vivevano gli antenati dei danesi. Abbiamo visto come erano fatte le loro abitazioni, come costruivano dei bastoni circolari, come si divertivano i bambini, come lavoravano il ferro, come costruivano le armi, come cucinavano; vi erano anche dei figuranti che lanciavano il falco ed altri che tiravano con l’arco. E’ stato particolarmente interessante vedere come, con una serie di canali, riuscivano a deviare l’acqua piovana impedendo così l’allagamento delle tende dove abitavano. Le ultime persone ad uscire dal museo siamo state proprio noi!
La vacanza è quasi finita ed ancora non siamo riusciti ad abituarci ai loro orari. Per noi è impensabile chiudere i locali alle 17.00!
In serata, dopo aver scaricato i serbatoi del camper in un’area sosta della Q8 vicino a Skaerbaek, abbiamo raggiunto l’isola di Romo collegata alla terraferma da una lunga e sottile lingua di terra percorribile con le automobili dove sia a sinistra che a destra vi è solo mare. Arrivati ad Havneby ci siamo subito resi conto che a Romo è vietata la sosta notturna dei camper e così a malincuore siamo ritornati sulla terraferma pernottando a Skaerbaek in un parcheggio praticamente deserto alla sera, e stracolmo di auto la mattina. Non c’eravamo accorti di aver parcheggiato nei pressi della scuola, qui le lezioni iniziavano proprio quel giorno! (20 agosto). Lakolk - camper in spiaggia Partenza di nuovo verso l’isola con direzione Lakolk. La strada termina proprio sulla spiaggia dove è consentito il transito; abbiamo così percorso un altro paio di chilometri sulla sabbia prima di fermarci ad un centinaio di metri dalla battigia. Non so se ho reso l’idea dell’immensità di quella spiaggia, dove ti giravi vedevi solo sabbia e mare. Che sensazione fantastica guidare sulla sabbia! Tirate giù le biciclette siamo partiti all’esplorazione di quell’isola. Il paesaggio era sempre lo stesso: spiaggia e mare.
Guardandoci intorno ci siamo accorti che la spiaggia si stava “riempiendo” di persone che giocavano con gli aquiloni, che andavano a cavallo, che facevano il bagno (brr! che freddo a solo pensarci), che andavano in bici, che prendevano il sole, mamme che mettevano la crema solare ai figli (erano appena 15 gradi!). Abbiamo perfino visto un nudista sulla cinquantina; pensate i nostri figli alla vista di quello “spettacolo”! Che ridere!! Vi assicuro che pedalare sulla sabbia e controvento non è che sia proprio agevole; resta il fatto che la bellezza di quei luoghi fa superare tutte le avversità. Per le nostre abitudini, dove dobbiamo farci largo per stendere un asciugamano, un paesaggio del genere è fuori da ogni luogo.
Dopo pranzo ha iniziato a piovere a dirotto e così siamo partiti in fretta e furia per paura di rimanere affossati. Ci siamo così diretti a Toftum dove si può visitare gratuitamente sia la casa di un generale della marina che aveva lavorato sulle baleniere sia lo scheletro di un grosso cetaceo ben conservato. Purtroppo siamo capitati proprio nel giorno di chiusura settimanale e così siamo rimasti con un palmo di naso. Veramente una sfortuna, da fuori ci è sembrato veramente interessante.
Spiaggia di Sonderstand Ripartiti ci siamo avvicinati a Sonderstrand dove con sorpresa abbiamo visto che la spiaggia era completamente sommersa dall’acqua. Il sole che piano piano stava tornando rendeva quel paesaggio indimenticabile, pieno di colori freddi e cupi, non si riusciva a definire dove finiva la spiaggia ed iniziava il mare. Appena smise di piovere alcune macchine iniziarono a scorazzare sulla spiaggia incuranti dell’acqua che copriva la sabbia. Vedere lo stesso paesaggio con il sole prima e con l’acqua poi è stato veramente affascinante.
Ci siamo concessi una cenetta fuori in un ristorantino di Havneby dove abbiamo mangiato del pesce fresco con pochi euro. In serata siamo partiti alla volta del castello di Mogeltonder dove abbiamo pernottato nel grande parcheggio del palazzo. Ha piovuto ininterrottamente per tutto il viaggio e per tutta la notte. Fortunatamente al risveglio (21 agosto) la pioggia ha lasciato il posto ad un tiepido sole coperto spesso da nuvoloni neri.
Il paesino è famoso per la presenza dell’attuale residenza reale abitata da uno dei figli della regina di Danimarca. Il piccolo borgo è caratterizzato dalle antichissime abitazioni in mattoni rossi e tetto di paglia che si sviluppano principalmente lungo la via principale del paese.  Dopo aver scattato parecchie foto abbiamo speso le ultime corone in un negozio particolare pieno di oggettini caratteristici e con il piano superiore adibito ad esposizione di vecchie auto coperte da un dito di polvere e ragnatele. Ci siamo spostati ora di pochi chilometri per visitare il vecchio mulino a vento di Hojer. E’ stato particolarmente interessante capire, in maniera autodidatta, il funzionamento di un vero mulino. Lasciato il borgo ci siamo diretti per pranzo a Tonder dove abbiamo parcheggiato nei pressi della città. La visita di questa carinissima cittadina è stata molto fugale perché ha iniziato a piovere copiosamente. Abbiamo trovato riparo nel pittoresco negozio su tre piani costruito all’interno della vecchia Apotheke dove anche qui, vista l’ora tarda (le 17.00!), ci hanno pregato molto “gentilmente” di lasciare il negozio. Che peccato! Era veramente carino girare tra quei corridoi pieni di giocattoli particolari, addobbi natalizi, modellini, articoli da regalo! Comunque siamo riusciti ugualmente a spendere fino all’ultima corona. La vacanza è veramente finita, la Germania è ad un pugno di chilometri ed un lungo viaggio ci aspetta per ritornare a casa.

Dopo due soste notturne, una in terra tedesca ed una nei pressi di Vipiteno siamo arrivati a casa nel pomeriggio del 23 agosto. La bella e lunga vacanza è veramente finita, la routine della vita quotidiana sta per iniziare.
Cosa dire di questa bellissima terra piena di isole dove il mare, con i fiordi e le incantevoli spiagge, i golfi e i villaggi di pescatori, incanta quanti hanno il piacere di visitarla. La costa, lunga migliaia di chilometri, è orlata di magnifiche spiagge e con i suoi fiordi, i golfi, i bracci di mare, attira tutti coloro che amano la natura e la vita all’aria aperta.

La Danimarca però non è solo mare: addentrandoci all’interno ci si imbatte in un bellissimo paesaggio pieno di campi coltivati, morbide alture, boschi, laghi e corsi d’acqua. I biondi campi di grano chiazzati di papaveri rossi ondeggiano come un mare dorato offrendo uno scenario splendido e dei panorami unici.
Dobbiamo imparare molto da questa popolazione che vive una vita priva di stress, non si preoccupano se il negozio è pieno di gente e i guadagni possono raddoppiare, quando sono le 17.00 si chiude tutto e chi si è visto si è visto!
Si fidano ciecamente del prossimo e non pensano sicuramente come “fregarlo”; basti pensare ai carrettini che si trovano lungo le strade e davanti alle abitazioni pieni di merce da vendere: dai cetrioli alle scarpe, dalle patate alle piantine grasse, dai giocattoli agli articoli da regalo. La particolarità sta nel fatto che vicino ai banchetti non c’è anima viva e se vuoi comprare qualcosa basta che metti le monetine dentro una cassettina incustodita posta a fianco della merce. Che fiducia! Da noi sarebbe sparita la cassettina con tutto il carretto!

Un’altra particolarità che abbiamo notato è che sono molto patriottici; su quasi tutte le abitazioni sventola la bandiera danese! E pensare che da noi si pensa di cambiare l’inno!
Lo smog e l’inquinamento è praticamente inesistente vista la presenza di un’infinità di pale eoliche e di biciclette che sfrecciano nelle piste ciclabili; questo è sinonimo di intelligenza e di rispetto per il loro ambiente. I danesi sono da ammirare perché nonostante gli input che provengono dal mondo circostante, i facili guadagni con il turismo, riescono a sostenere il proprio tenore di vita e a mantenere intatte le proprie sane ed antiche abitudini.

Questa bellissima terra, i bei momenti trascorsi, la serenità della popolazione rimarranno per sempre impressi nella memoria di tutti noi.
E cosa dire dei nostri compagni d’avventura? Una cosa è certa: prima di partire non avremmo mai pensato di trovarci così bene con una famiglia di cui non conoscevamo le abitudini. Abbiamo trascorso in loro compagnia dei momenti indimenticabili ricchi di emozioni e bei ricordi. Li ringraziamo di cuore per averci trasmesso, tra tante cose, la positività nell’affrontare e risolvere i problemi. Questa vacanza non sarà sicuramente l’ultima .....il Portogallo ci aspetta!!

Mirco, Lucia, Michele & Sara

SOSTE NOTTURNE ED ITINEARIO

Mappa del viaggio in Danimarca

1- Isola di Nyord 7- Arhus
2- Copenaghen 8- Skagen
3- Helsingor 9- Hirtshals
4- Hillerod 10- Ribe
5- Korsor 11- Skaerbaek
6- Odense 12- Mogeltonder







     
 

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