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MAROCCO 26 dic. – 26 feb.   Claudio Brumat

Resoconto de viaggio in Marocco

Ci presentiamo: siamo Lucia e Claudio entrambi 60enni ed abbiamo fatto questo viaggio di circa due mesi evitando le rotte classiche del Marocco che sono quelle stanziali ad Agadir o alle città imperiali. Pertanto il nostro viaggio merita di essere raccontato in quanto può essere da aiuto a qualcuno che intenda visitare un paese che è invaso dal turismo e quindi non ha bisogno di particolari presentazioni, ma che è vastissimo e variegato.
Il periodo è stato 26 dic. 2007 – 26 feb. 2008.

Prima di iniziare la parte più tediosa, espongo alcune osservazioni che possono essere linee guida per un viaggio:

- Al confine in ingresso bisogna farsi aiutare da qualcuno che prontamente vi darà una mano per non meno di 5 Euro, così le pratiche si snelliscono velocemente (20 minuti)
- E’ necessaria l’assicurazione con la carta verde con la sigla MA che non tutte le società includono. Ricordo che chi volesse andare nell’area contesa del Polisario non ha la copertura assicurativa. Noi ci siamo stati a nostro rischio.
- Da Tarfaya verso sud il gasolio costa la metà che nel resto del paese perché è zona franca. Il prezzo al momento è di 0.68 Euro contro 1.30 in Italia e sotto Tarfaya costa 0.40 Euro.
- Inoltrarsi a sud di Sidi Ifni è assolutamente inutile perché c’è ben poco da vedere e le strade non sono il massimo della goduria, specie se incrociate altri camion che vi costringono a scendere dall’asfalto. Inoltre il deserto è brutto, le dune sono poche e appena accennate. C’è sempre tanto vento.
- Sotto Tarfaya ci sono tanti posti di blocco e registrano il passaggio di tutte le persone con un’infinità di dati e il tutto costa 20 minuti almeno, quindi è necessario avere una ventina di fogli precompilati con tutte le informazioni e la polizia vi fa passare subito. Alla fine del resoconto vi illustrerò lo schema del documento da approntare.
- Se si vogliono cambiare gli euro in dhiram è meglio farlo negli uffici postali, dove la pratica costa 5 minuti, mentre in banca ci vogliono almeno 20 minuti. I bancomat sono diffusissimi.
- Per i trasferimenti in taxi è sempre meglio informarsi al campeggio che prezzo è giusto, e quindi contrattare col tassista prima del viaggio. I gran taxi portano anche 6 persone, mentre i petit taxi solo 3.
- Ci sono anche i bus ma non li raccomando.
- Le strade sono buone anche se strettine, quindi all’incrocio con altri mezzi bisogna sempre rallentare e forse scendere dal ciglio. Ci sono sempre segnalazioni precise per la strada da percorrere e anche i paesini sono sempre indicati. Purtroppo all’interno del labirinto delle città più grosse non ci sono proprio cartelli indicatori, e spesso bisogna chiedere.
- La lingua parlata da quasi tutti è il francese, ed è massiccia la presenza dei camper d’oltralpe.
- Il clima è decisamente mite sull’Atlantico con minime di 9°C e massime di 25°C ma è un po’ umido, all’interno l’escursione termica è più alta arrivando ai 3°C di notte e 29°C di giorno, ma il sole è sempre dominante.
- Il costo dei generi alimentari è decisamente basso, ma i prodotti sono esigui, e non fanno parte della nostra dieta. Ci sono i centri commerciali Marjane e Mètro alle periferie delle grandi città e quindi è facile riorganizzare le scorte (alcolici inclusi).
- I ragazzini sono come le mosche: se dai una caramella ad uno, non ti liberi più dal mucchio che arriva, e sembra che sbuchino da sotto i sassi dal modo in cui compaiono dal nulla.
- La tensione elettrica è altamente fluttuante. Infatti chi ha il frigo dell’ultima generazione, lo vedrà spessissimo funzionare a gas. In un’occasione ho misurato 77 volt alla presa del camper. Comunque tutti i campeggi hanno l’allacciamento alla rete.
- Vodafon al momento non ha contratto con il gestore locale della telefonia, pertanto si possono inviare solo messaggi.
- Il sonno notturno ha sempre due handicap: i muezzin ti svegliano puntualmente alle 5,45 e fanno a gara a chi urla di più; tutte le notti c’è un concerto di cani randagi che urlano fino all’alba. È bene dotarsi di tappi per gli orecchi.
- Se si vogliono comperare regali nelle medine, rimandate tutto alla visita di Rabat, perché è l’unico posto dove i prezzi sono fissi e più bassi che altrove. Se a Marrakech un portafrutta costa 300 dhiram e dopo mezz’ora di contrattazioni se ne spuntano 100, a Meknes lo acquisti per 70, ma a Rabat per 50 dhiram e non si contratta.
- Il costo dei campeggi va dai 5 ai dieci euro al massimo. E’ estremamente necessario acquistare all’ingresso il libro dei camping marocchino (16 euro) ma è indispensabile e molto esaustivo in lingua francese.
- Nei ristoranti si può mangiare marocchino per 7 euro, pesce per 10 euro, carne alla griglia con contorno per 8 euro. Le bevande alcoliche non si trovano in moltissimi ristoranti, ma si possono portare dal proprio camper.
- Percorso complessivo del resoconto: 12500 km.

Il percorso in sintesi:
Monfalcone > Diano Marina > Palavas les Flots > Peniscola > Roquetas de mar > Tarifa > imbarco sul ferry FRS > Larache > El Jadida > Agadir > Valle del paradiso > Tafraoute > Tiznit > Sidi Ifni > Tan Tan plage > Nayla > Laayoune > Tarfaya > Dakhla > Boujdour > Akhfenir > Sidi Ifni > Agadir > Taroudannt > Tiz in Test > Marrakech > Ourzazate > Ait Benhaddou > Boumalne > Gole di Dades > Tinerhir > Gole del Todra > El Rich > El Rachidia > Sorgenti di Meski > Merzouga > Tazarine > Zagora > Mahdid > Ourzazate > Marrakech > Cascate di Ouzoud > Meknes > Rabat > imbarco > Tarifa > Roquetas de mar > Mazarron > Peniscola > Lloret de mar > Palavas les Flots > Diano Marina > Monfalcone.

Resoconto: se non volete leggervelo tutto, date almeno uno sguardo ai giorni 17-18-19 gennaio.

26/12
Percorso: da Monfalcone a Diano Marina in autostrada.
Sosta presso: area attrezzata Oasi.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: grande area di sosta a 8 euro con servizi tipo campeggio.

27/12
Percorso: da Diano Marina a Palavas les Flots in autostrada.
Sosta presso: area attrezzata molto ben indicata
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: grande area con collegamento elettrico a 8,44 euro.

28/12
Percorso: da Palavas les Flotes a Peniscola in autostrada.
Sosta presso: camping Eden a 24 euro ma attrezzato per ricevere i tedeschi che svernano.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: Peniscola è proprio un bel posto con una bella passeggiata sul lungomare , e un porto di pescatori che alle 16,30 del pomeriggio riceve tutti i pescherecci e poi vendono il pesce dopo le aste a prezzi favorevoli, c’è solo il guaio che il pesce non sta ancora fermo!

29/12
Percorso: da Peniscola a Roquetas de mar parzialmente in autostrada e poi in superstrada.
Sosta presso: camping Roquetas de mar a 22 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: anche questo camping è sede invernale di tedeschi e inglesi.

30/12
Percorso: da Roquetas a Tarifa in superstrada.
Sosta presso: camping Jara a 25 euro ma non li merita.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: è un posto per chi ama cavalcare nella laguna o fate surf.

31/12
Percorso: traghettata verso Tangeri a 240 euro con ritorno incluso entro 3 mesi, con FRS che possiede traghetti veloci che in 40 primi vi porta a destino ed evita il mare grosso. Arrivo a Tangeri e sdoganamento rapido del camper avendo manciato l’aiutante marocchino sul posto.
Sosta presso: area di riposo di Larache a 1 km fuori dall’autostrada. Si offre una mancia. Ci sono almeno 200 camper.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: strada facendo abbiamo tentato una sosta ad Asilah, ma i camping sono chiusi. Abbiamo visto una parte della bianca cittadina in corsa con il camper eppoi ci siamo diretti a Larache per la sosta. È incredibile l’approccio con il Marocco invernale! Sembra Rimini d’estate! La parabola non prende (ma solo più tardi qualcuno ci dirà che bisogna ruotare l’illuminatore di 15° a sinistra per ricevere) e così per fine anno siamo proprio isolati e un po’ tristi. Mezzanotte passa senza fuochi d’artificio o canti, tutto in perfetto silenzio. Abbiamo visitato Larache in bici solo per acquistare un po’ di verdure e frutta.

1/1
Percorso: da Larache a El Madida in autostrada.
Sosta presso: camping Internazionale all’ingresso della città a 8 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: visita a piedi della città con escursione alla cittadella portoghese, ma non ci sono molte cose da vedere, e non ci sono neanche molte bottegucce. Per altro non è neanche molto rassicurante. Riusciamo a vedere la città che è bellina con bei viali palmati (si dice così quando gli alberi sono palme?) Ci sono bei negozi moderni, ma c’è anche un souq con botteghini e bancarelle e negozi allineati per arti e mestieri. Rientriamo al campeggio e coerentemente la parabola non prende. Al camping un venditore di pesce ci offre a prezzi ragionevoli i prodotti del mare e ne approfittiamo.

2/1
Percorso: trasferimento a Tarhazoute, che poi sarebbe il camping nuovo a 24 km da Agadir.
Sosta presso: camping Atlantic Parc diviso in tre are una delle quali direttamente sul mare. Costo 8 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: il camping è molto valido e ben organizzato, ma la parabola non prende. In campeggio c’è il supermarket , il pescivendolo, un piccolo ristorante, e, guarda caso, un venditore di parabole a 60 euro e te la pianta a terra e così si vede. Ha 1 mt di diametro e non so come portarmela dietro, ma ha l’illuminatore ruotato un po’ a sinistra, e così si capisce che viaggiando a occidente bisogna adeguare l’angolo, e così sarà anche per la Turchia, ma di angolo opposto. Lo sapevate? Forse la mia parabola andava bene lo stesso...
Qui troviamo i nostri amici Angela ed Erio e Rosana e Guido con i quali ci eravamo inoltrati in Libia l’anno precedente. Loro sono qui da un mese e ci aspettavano, quindi festeggiamo l’incontro. Alle 18.00 di sera è già buio e quest’affollato ritrovo di pensionati camperisti diventa una tomba: sono tutti incollati alla TV a sentire se Padoa Schioppa ci aumenta la pensione.

3/1
Percorso: sosta
Note: dicono che da queste parti piova 5 giorni all’anno. Oggi cominciamo subito a smarcare il primo giorno, perché nuvole nere atlantiche hanno scaricato tanta acqua da costringerci a riparare in camper. Niente pesca di vongole come da programma.

4/1
Percorso: sosta.
Note: e oggi smarchiamo il secondo giorno dei 5 premenzionati e piove più di ieri. Si decide di trasferirci ad Agadir con un camper per visitare la città. (ci sono taxi e autobus, ma abbiamo deciso così per fare acquisti ingombranti). Andiamo ai grandi magazzini Marjane che hanno di tutto e compriamo le cose che servono per il nostro modo di vivere. Poi visitiamo il souq alla ricerca di pezzi di carpenteria e tubisteria che servono per preparare sostegni più scientifici per le nostre parabole. Troviamo quasi tutto. Il resto del souq è simile ai mille souq arabi già visitati.

5/1
Percorso: sosta
Note: bellissima giornata con tempo ristabilito e si torna al souq alla ricerca della vite mancante per la parabola. Ci prepariamo alla partenza del giorno successivo, ma non so ancora dove mettere la parabola! Ci va un pomeriggio per risolvere il mio e l’altrui problema. Ma chiunque voglia copiare le nostre tracce sappia che affronterà gli stessi problemi: se non si ha un’antenna con un metro di diametro non si prenderà nulla nel resto del viaggio, quindi partite avvisati!

6/1
Percorso: entro la Valle del Paradiso che per 60 km va a est a partire da 5 km a sud dal campeggio fino alle cascate di Imouzzer.
Sosta presso: la piazza sterrata sotto la cascata di fondo valle, gratuita ma non troppo a causa delle mance ai falsi parcheggiatori.
Ricettività residua: circa 10 camper.
Note: Per una stradina larga quanto il camper ci arrampichiamo verso le cascate di Imouzzer distanti una sessantina di km dal camping Atlantic Parc percorrendo la Valle del Paradiso. Incontriamo una bella palmeraia e un continuo spettacolo naturale finchè arriviamo alle cascate dove parcheggiamo e pernottiamo in uno slargo presso l’unico ristorante. Per una stradina di circa 500 mt si arriva al laghetto dove cadono le acque che purtroppo sono massicciamente presenti solo a marzo, comunque è una bella escursione. Pernottiamo al parcheggio.

7/1

Percorso: dalle cascate di Imouzzer a Tafraoute per stradine panoramiche.
Sosta presso: camping Tre Palmes all’uscita della cittadina a 8 euro.
Ricettività residua: più di 10 camper.
Note: Ritorniamo indietro per la strada già percorsa all’andata fino ad Agadir e da qui per la R105 ci portiamo a Tafraoute. Ancora una volta la strada è larga quanto il camper e incrociando gli altri bisogna fermarsi al lato. Lo spettacolo è meraviglioso per il continuo cambio di colori dall’ocra al rosso al marron. (a posteriori posso affermare che questo percorso è il più bello di tutta la gita, quindi dovete farlo). Arriviamo alla vecchia Kasba di Tizergane che bisogna visitare e che si trova 50 km prima di Tafraoute. Sia la kasba appena restaurata, sia il panorama tutto attorno è molto bello e non va trascurato. A Tafraoute ci fermiamo al camping Tre Palme appena fuori dalla cittadina. Quattro acquisti nel borgo e buonanotte. Per arrivare fin qui la strada è impegnativa per i guidatori. È importante ricordarsi di vedere al tramonto la luce verso il medio Atlante e non ve lo dimenticherete più per i colori che sa inventare.

da Tafraoute a Tiznit

8/1
Percorso: da Tafraoute a Tiznit per una strada meravigliosa (un vero presepe).
Sosta presso: camping Internazionale a 7 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: Si attraversa ancora una volta una valle meravigliosa punteggiata da case rosa attorniate da palme e tanto verde con coltivazioni a terrazze su un terreno rossissimo. Campeggiamo al camping Internazionale che sembra un ghetto. Mi delude. Visita alla città murata con qualche acquisto nei soliti negozi. Deludente anche la città eppure qualche italiano vi ha soggiornato per un mese...

9/1
Percorso: da Tiznit a Sidi Ifni per una stradina panoramica (Sidi è un’ex colonia spagnola e qui si può parlare anche nell’idioma castillano).
Sosta presso. Ci sono tre camping ma il migliore è El Barco a 9 euro.
Ricettività residua: 20 camper.
Note: lungo una strada costiera che non rende quanto il tratto che da El Jadida porta ad Agadir si arriva a Sidi Ifni. A metà strada c’è una bella baia dove si può sostare. A Sidi il mare è bello e c’è buon pesce. La cittadina è bianca spagnola in contrasto con il rosa visto finora ed ha una passeggiata d’epoca spagnola sul crostone del lungomare molto bella.

10/1
Percorso: sosta.
Note: oggi gran corsa in bici fino al porto lontano 5 km e con scalate impegnative. Lì troviamo alcuni pescatori che parlano spagnolo e finalmente ci si capisce e acquistiamo 3 kg di pesce al gran costo di 5 euro. Passiamo all’internet point che per 0,5 euro ti fa viaggiare un’ora.

11/1
Percorso: sosta.
Note: terzo giorno di relax e gran dieta a base di pesce.

12/1
Percorso: da Sidi Ifni a TanTan Plage attraverso strade nazionali.
Sosta presso: camping Atlantic che in verità non si capisce bene cosa sia in quanto c’è solo un gran recinto con dentro un terreno indefinibile. Costo 3.5 euro.
Ricettività residua: circa 10 camper.
Note: ci trasferiamo a Tan Tan proprio dove finiscono le spiagge bianche (in verità le abbiamo riscontrate nere di catrame) e c’è una notevole presenza di camper in varie aree di sosta per 1 euro. Noi scegliamo il campeggio per sentirci più sicuri. È contornato da un muro bellissimo ma dentro non c’è niente, ma proprio niente, ma per fortuna si paga poco. Anche il paesetto non ci accontenta specie dopo aver percorso tanti km per arrivarci, con nebbia fitta e tanta umidità. Scopriamo che nei passaggi di montagna stiamo meglio che non sulla costa a sud di Sidi Ifni, perché le ossa ci avvertono che si sta meglio all’asciutto.

13/1
Percorso: da Tan Tan alla laguna di Nayla attraverso una strada nazionale strettina.
Sosta presso: l’area militare lagunare di Nayla (scopriremo solo al ritorno che bisogna farsi dare il permesso a Akhfenir) e paghiamo 2 euro ad un militare che intasca furbescamente la tassa.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: si arriva alla pietrosa laguna di Nayla e troviamo uno spiazzo dove ci sono già una ventina di camper. La laguna è una piccola Camargue con fenicotteri rosa, e barchini che portano in tour per un’ora i gitanti al costo di 5 euro a testa. Poi c’è anche qualcuno che vende il pesce (dove pulirlo visto che siamo nel nulla?) ma lo prendiamo comunque perché si agitava ancora. Poi facciamo il tour in barca ed arriviamo a ridosso di dune altissime che circondano la laguna, eppoi ci sono i fenicotteri, i cavalieri d’Italia e tante specie di uccelli a me ignoti, ma c’era anche la spatola. Bella escursione! Sotto la foto della laguna.

La Laguna di Nayla in Marocco

14/1
Percorso: da Nayla a Laayoune, ma più precisamente alla spiaggia della città che si chiama Foum el Ouadi
Sosta presso: camping Nil alla spiaggia di Foum el Ouadi, costo 6 Euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: oggi andiamo a Layoune, benché ci fosse un tentativo di sosta a Daoura dove c’è un camping su un lago salato prosciugato, ma il percorso su una pista di 5 km spaccagomme ci ha fatto desistere. Così arriviamo al camping Nil. Domani c’è un tappone di più di 500 km per Dakla. Il posto non offre nulla ed è deserto in attesa di una stagione più favorevole, ma si presenta bene. Prima di arrivare ci fermiamo a Tarfaya ad ammirare ciò che resta di un castello circondato dal mare, ed incontriamo alcuni ragazzi provenienti dalla Mauritania e ci raccontano la loro verità sulla mattanza di una famiglia francese prima di Natale al punto che è stata annullata la Parigi Dakar (nostro obiettivo a Tan Tan Plage!): siccome c’è un traffico di vendita di auto e furgoni dalla Francia verso la Mauritania, i succitati avevano litigato con i locali per la vendita del loro mezzo, e sono stati inseguiti e sgozzati. Non è cosa comune, ma se la sono forse cercata. Eppoi la Mauritania è estremamente cara a causa del mercato del pescato verso l’Europa, e non offre nulla di piacevole, per cui i ragazzi sono tornati velocemente in Marocco.
Da qui in poi incontriamo numerosi posti di blocco che ci farebbero perdere tanto tempo se non avessimo uno stampato precompilato da esibire ogni volta. Siamo entrati nella zona contesa del Polisario, e l’assicurazione per il camper non è più valida. Si viaggia a proprio rischio.

15/1
Percorso: da Laayoune a Dakla per una strada che ci permette una buona velocità perché spara dritto, ma è strettina e bisogna quasi fermarsi quando si incrocia un altro mezzo (i marocchini comunque corrono sempre a tutta birra).
Sosta presso: camping Mussarif a 8 euro senza corrente.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: La lunga monotona strada che porta a Dakla si percorre su un nastro d’asfalto che permette di mantenere i 100 km/ora. Facciamo una tappa intermedia a Boujdour per fare gasolio e comprare il pane e poi via fino all’arrivo. Quando si prende la penisola di Dakla c’è finalmente un bel paesaggio con insenature e montagnole che variano un po’. Poi il campeggio non offre nulla e con il taxi andiamo in centro alla casa Louis dove ceniamo alla spagnola del buon pesce. Qua la parabola da un metro è insufficiente e non prende eppoi c’è tanto vento che se la porterebbe via. Siamo al tropico del cancro, ma credetemi fa proprio freddo.

16/1
Percorso: sosta.
Note: visita del centro in una giornata fredda e nuvolosa con tanto vento (e siamo al tropico) e ci dicono che sono 2 anni che non fa un tempo così, ma non piove mai. Facciamo un cambio di euro in una banca, ma impieghiamo tempi epocali. Usiamo i taxi perché il camping dista 6 km dal centro, e bisogna ricordarsi di usare i prestampati con i nostri dati anche con questi mezzi perché ci sono posti di blocco ovunque. Vorremmo andare al mercato del pesce ma ci dicono che dista altri 6 km e ci rinunciamo. Il paese non è male, ma neanche bene e torniamo al nostro camping dove incredibilmente ci sono solo italiani appassionati di pesca. I francesi si fermano praticamente a Sidi Ifni e hanno ragione, perché non serve fare tanta strada per non trovare nulla.

17/1
Percorso: da Dakla a Boujdour per la stessa strada dell’andata (non ci sono alternative).
Sosta presso: camping centrale ben segnalato in paese ma senza nome e nuovo nuovo. Costo 8 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: puntiamo verso Boujdour dove abbiamo adocchiato un camping aperto da appena due mesi, e ben segnalato sulla via di passaggio. Ripercorrere a ritroso la monotona strada del deserto fa sembrare che sia perfino più lunga. Arriviamo a Beujdour che è veramente un brutto posto, sporco e pieno di ragazzini impertinenti. Torna però il segnale per le nostre parabole per la gioia delle estimatrici delle telenovele. Al camping ceniamo a base di pesce, appena pescato, al piccolo ristorante interno, avendo raccomandato di cuocerlo senza aromi per evitare il cumino che per noi europei è stomachevole. A sera arrivano diversi camper perché il posto è una giusta tappa intermedia per la corsa verso sud. La cena è stata disgustosa perché il pesce non era pulito dalle interiora ed era crudo e sanguinolento avendolo cotto per soli 5 minuti. Alle mie proteste hanno risposto cocendo un nuovo pesce e presentandomelo crudo come prima. Insomma confermo la mia opinione sugli arabi che non capiscono minimamente la gestualità, che è il linguaggio universale e purtroppo sono molto molto corti... in cambio ci hanno scontato del 50% il prezzo della cena, e hanno proseguito a litigare tutta la sera. Ma il camping è nuovo e incompleto e la nostra è stata la prima cena della loro ristorazione.

18/1
Percorso: sosta.
Note: ma la storia del pesce non è finita, perché un italiano apparentemente balordo residente in quel di Rimini, che vive qui 11 mesi all’anno, ci ha detto di sapere che la sera prima non abbiamo gradito il pesce e quelli (i marocchini) si sarebbero vendicati e quindi rischiavamo a uscire dal camping o addirittura la polizia a conoscenza delle nostre proteste, ci avrebbe infilato droga nel camper per poi scoprircela con le conseguenze di fare un anno di galera per ogni grammo di polvere.
In parte la cosa si è manifestata attraverso la richiesta di spiegazioni da parte del gestore al quale abbiamo ribadito le nostre rimostranze. Benché parlasse un po’ d’inglese sembrava non capirci, perché diceva che i francesi mangiano il pesce così (povera Carla Bruni!!!). Il guaio è che mia moglie è entrata in paranoia vedendosi in una prigione marocchina !! Oggi rimaniamo in campeggio un po’ pensosi e facciamo bucato e domani vedremo...

19/1
Percorso: da Beujdour a Akhfenir per la strada dell’andata.
Sosta presso: Courbine d’argent al costo di 10 euro (il più caro e senza corrente).
Ricettività residua: 10 camper.
Note: Un po’ ansiosi usciamo dal campeggio con l’intenzione di raggiungere Nayla ch’era un punto di sosta sulla palude all’andata. Superiamo molteplici posti di blocco e la polizia non ci calcola nemmeno: solo in un caso ci chiede regali. Si attenua l’ansia di mia moglie che non ha dormito per il terrore trasmessole dal “verme di Rimini”. Sostiamo all’ipermercato di Laayoune che si chiama SAMIR e acquistiamo un po’ di roba a prezzi europei (qui c’è la presenza delle N.U. che fanno lievitare i prezzi) e transitiamo la città che è abbastanza bellina con qualche parco, ma le vie traverse sono il solito Marocco. Poi via verso Nayla nella riserva con la laguna, ma un poliziotto ci dice che non si sosta senza permesso ( otto giorni prima con 2 euro intascati da un suo collega si è sostati tranquillamente) , quindi via verso Akhfenir al camping più caro del Marocco.

20/1
Percorso: da Akhfernir a Sidi Ifni per le strade nazionali.
Sosta presso: camping El Barco già visitato 15 gg prima a 9 euro.
Ricettività residua: 20 camper.
Note: L’intenzione era di raggiungere Fort Bou Jarif, ma oggi c’è stata una tempesta di sabbia che ci ha accompagnato per 300 km e quando abbiamo imboccato la strada che vi porta, un belga in fuga ci diceva di tornare indietro perché c’era il putiferio. Così siamo tornati a Sidi Ifni al noto campeggio. Alla domenica c’è il souq con tutta la frittura che offre la terra e le cianfrusaglie più marocchine che esistono, ma è tutto molto colorito.

21/1
Percorso: sosta.
Note: giorno di riposo.

22/1
Percorso: da Sidi Ifni ad Agadir per la strada costiera, abbastanza panoramica.
Sosta presso: camping Atlantic Parc a 8 euro già usato all’andata.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: trasferimento ad Agadir al precedente campeggio, ma ora è sorprendentemente pieno, così lo è anche quello in costruzione, ed è proprio lì che ci sistemano, e siamo un po’ distanti dai servizi.

23/1
Percorso: sosta.
Note: riposo.

24/1
Percorso: da Agadir a Tiz in Test per la strada nazionale fino a Taroudannt e poi per l’inerpicante stradina che porta direttamente a Marrakech.
Sosta presso: ristorante di Tiz in Test sul belvedere in una curva a 2100 mt.
Ricettività residua: la capienza complessiva fra davanti e dietro è di 10 camper.
Note: Visitiamo la vicina Taroudannt, molto bella con le sue alte mura di fango, una graziosa kasba e due souq, uno berbero e uno arabo dove c’è una forte presenza di negozi tecnologici. Veramente una splendida cittadina con bei viali contornati da palme. Poi visto che il cielo cominciava a chiudersi con qualche nuvolone, decidiamo di partire per Marrakech attraversando un percorso di montagna un po’ rischioso che supera il passo di Tiz in Test. La strada è stretta e la larghezza è poco superiore al camper. C’è sempre un problema quando si incrocia un altro mezzo, ma soprattutto non ci sono barriere e lo strapiombo è preoccupante. Arriviamo al passo e ci fermiamo al Ristorante con bellavista. Si cena con un menù berbero e si staziona presso il ristorante.

25/1
Percorso: da Tiz in Test a Marrakech per la stradina stretta di ieri.
Sosta presso: parcheggio dietro la moschea di Koutoubia a 5 euro.
Ricettività residua: max 10 camper ma arrivando a metà pomeriggio e non più tardi.
Note: dal passo di Tiz in Test si scende molto più dolcemente verso Marrakech attraversando gole, fiumiciattoli e paesini con case di fango dello stesso colore della terra e delle rocce. E c’è un contrasto fra il verde della vegetazione e il rosso intenso della terra e delle rocce. A Marrakech troviamo posto nel parcheggio dietro la moschea di Koutoubia. È un’area molto tranquilla benché centralissima. Facciamo una rapida visita al souq per qualche acquisto per gli amici e poi una corsa in carrozzella per girare attorno alle alte mura. Alla sera uno sguardo alla piazza Jermaa el Fna con i suoi conturbanti spettacoli e i ristorantini di quattro metri quadri all’aperto.

26/1
Percorso: sosta.
Note: al mattino gran camminata con visita delle tombe Saudiane, del Fellah, della kasba, del palazzo el Bahia, e della Medina, tutto molto bello e interessante, poi al pomeriggio corsa con il bus panoramico che spazia anche nei quartieri periferici di questa città straordinaria. Ancora uno sguardo serale alla gran piazza che corrisponde al termine di “casino ordinato”.

27/1
Percorso: da Marrakech a Ourzazate attraverso la nazionale che scavalca l’Alto Atlante, impegnativa ma bellissima.
Sosta presso: camping municipal a 7,5 euro
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: oggi splendido trasferimento a Ourzazate attraverso i monti dell’Alto atlante con la neve ancora ai bordi della strada e un passaggio a 2300 mt. Eppoi l’ormai noto contrasto fra il verde delle coltivazioni e la terra rosso scura, e tanti villaggi con case fatte di terra dello stesso colore del suolo, e altri rosa antico che è un colore nazionale. Si arriva alfine a Ourzazate che ci sorprende tanto è bella, linda, pulita e rosa. Sostiamo al buon camping municipal.

28/1
Percorso: sosta.
Note: visita guidata della kasba, veramente molto interessante. Poi una corsa al souq e uno sguardo a tutta la città tanto carina.

29/1
Percorso: da Ourzazate a Boumalne via Ait Benhaddou.
Sosta presso: hotel sole Blu in cima alla collina con camping annesso a 8 euro.
Ricettività residua: non più di 10 camper.
Note: breve escursione per un percorso di una trentina di km da Ourzazate a due kasbe: Ait Benhaddou dove sono stati girati alcuni film storici e Tamdaght dove è passato il grande fratello. Poi ritorno nella valle del fiume Dades e trasferimento a Boumalne-Dades dove c’è un buon camping sul colle che domina la città, ma siamo a 1700 mt. Scendiamo a piedi nella vivace cittadina, una corsa all’internet point e poi con il taxi rientro al camping.

30/1
Percorso: da Boumalne a Tinerhir via gole di Dades
Sosta presso: camping Ourti a 7,5 euro.
Ricettività residua: max 10 camper.
Note: giornata favolosa con l’escursione all’interno delle gole di Dades che si inserisce per 35 km attraverso un paesaggio che varia di continuo con vecchie kasbe, fortini, paesini color rosa e color fango, eppoi le strette gole che la natura ha prodotto grattando per formare un sich con pareti alte fino a 300 mt. Il tutto condito da un po’ di neve ai bordi della strada e sui monti circostanti. L’ora migliore è sempre al mattino con la prima luce. Già a mezzodì al ritorno l’ambiente pareva più opaco. Ci trasferiamo a Tinerhir dove c’è un buon camping, piccolo ma accogliente. Una breve visita al centro e al solito souq per qualche acquisto e poi riposo.

Sotto la foto delle gole
marocco-gole di Dades

31/1
Percorso: da Tinerhir a Goulmina via gole del Todra.
Sosta presso: camping ai tamarindi in centro città a 8 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper
Note: meravigliosa visita alle gole del Todra che ci permette di arrivare giusto giusto nel punto più importante dove le pareti del sich si alzano per 350 mt con una scena mozzafiato. Ma anche la breve strada di circa 12 km è continuamente affiancata da palmeti e centri abitati con case fatte di fango e paglia che si scorgono solo con attenzione essendo del colore del terreno. Dal satellite la TV ci dice che oggi è giovedì grasso, ma qui sembra di essere su un altro pianeta.

marocco-gole di Dades-2
Sopra la foto della gola

Siamo alloggiati al camping municipal dei tamarindi che ombreggiano il vasto campeggio. Per il pomeriggio si programma la visita dello ksar accompagnati dalla solita fatiscente guida che non chiede mai soldi alla partenza, ma che all’arrivo lamenta che la mancia è scarsa. Il ksar è veramente un labirinto buio, in gallerie di terra entro costruzioni di terra, e ci porta alla sua casa su una balconata di terra e si arriva su una terrazza di terra al terzo piano, da dove si domina la lordura di tutte le case di terra addossate le une alle altre, ma popolate da donne, uomini e mille bambini tutti sporchi di terra. Bellissimo!!!
Poi entriamo nella palmeraia, tutta coltivata e in un canale d’acqua sporca di terra una gran quantità di donne lavano i panni sporchi di terra e li mettono ad asciugare (indovinate dove?) stesi sulla terra. All’uscita troviamo sul piazzale la fabbrica dei mattoni di terra costruiti ad uno ad uno, senza leganti, ma ricoperti appena di paglia. Con 6 euro lasciamo la guida insoddisfatta, ma bisogna sempre ricordare che con 5 euro una famiglia campa un giorno. Domani altre gole!

1/2
Percorso: da Guelmina alle sorgenti di Meski via gole dello Ziz.
Sosta presso: area di riposo delle sorgenti di Meski a 6 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: ci inoltriamo verso El Rich per la valle dello Ziz e arriviamo oltre la galleria del legionario attraversando palmeti e paesaggi molto belli in parte conditi dalla presenza del lago artificiale dalle acque blu che contrastano con la terra rossa brulla ( ma non ce n’è uno uguale in California detto lago Powell?). torniamo indietro ripercorrendo la stessa strada e ci fermiamo nei pressi di El Rachidia per farci riempire le bombole vuote di gas. Il costo per bombola è di 5 euro (ma in Italia ho pagato 27 euro prima di partire – chi ha mangiato tanta differenza?). raggiungiamo le sorgenti blu di Meski immerse in un palmeto e qui ci si sistema in un pseudocampeggio. Nei pressi c’è un vecchio ksar ormai in rovina, ma domina dall’alto il palmeto con le sorgenti dando un’immagine molto suggestiva.

2/2
Percorso: da Meski a Merzouga su una strada costruita da pochi anni in luogo di una pista sterrata.
Sosta presso: camping le porte del deserto a 8 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: nel trasferimento a Merzouga ci fermiamo ad ammirare in una fossa nel terreno profonda 100 mt e del diametro di 500 una palmeraia con una kasba bellissima. Poi tiriamo dritti fino al camping di Merzouga, e attorno ci sono dune altissime (fino a 150 mt) dal color ocra con sullo sfondo altre di color rosa che rendono il paesaggio veramente sahariano. Staremo qui qualche giorno a crogiolarsi al sole (però appena si è all’ombra è freschino) e vedremo se anche stanotte sfioreremo lo zero termico. Poi una corsa in bici in centro (?) a cercare un internet point e quindi riposo.

3/2
Percorso: sosta.
Note: inaspettatamente alla notte si scende solo a 9°C e oggi facciamo una gran corsa tra le dune e nel deserto con il 4X4 organizzato dal campeggio. Dopo un tira e molla abbiamo concordato per 270 euro per 6 persone dalle 9.00 alle 16.00 per totali 110 km e pranzo in tenta tuareg un’escursione nel deserto. Per chi ha già visitato il deserto della Lybia o al sud della Tunisia, questa escursione non apparirà altrettanto spettacolare: ci sono grandi dune rosa ma limitate nel numero perché appena oltre la prima fila che si trova a est di Merzouga si ripresenta il deserto di sassi e subito dopo c’è una catena montuosa già in terra algerina.
Abbiamo visitato una casa berbera dove ci hanno presentato una danza del loro folklore, poi abbiamo corso attraverso diversi punti scenici con qualche palmeto e le solite case di fango. Quindi dopo un pranzo a base di pollo ai ferri ( ben cotto perché siam memori del pesce crudo) sotto una tenda tuareg, siamo tornati alle scene del deserto, poi a un lago salato e nell’immancabile negozio di tappeti. Stanchi, e con la schiena a pezzi, siamo spariti a riposare nel camper.

4/2
Percorso: sosta
Note; relax.

5/2
Percorso: da Merzouga a Tazarine per la strada nazionale.
Sosta presso: camping Amasttou veramente bizzarro a 7 euro.
Ricettività residua: max 10 camper.
Note: si torna sui nostri passi e si va ad occidente verso Zagora (mitica partenza delle carovane verso Timboktou) e ci fermiamo nell’oasi di Tazarine dopo 200 km e sostiamo al campig Amasttou immerso nelle palme, dopo aver attraversato un deserto montagnoso molto piacevole. Andiamo in bici al vicino villaggio per qualche acquisto nel souq che stava già smobilitando, mentre al nostro arrivo lo avevamo visto molto animato. Per la prima volta il telefono non ha campo.

6/2
Percorso: da Tazarine a Zagora attraverso una valle bellissima.
Sosta presso: camping al centro della città verso est dopo la porta d’ingresso.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: la strada per Zagora si snoda attraverso una palmeraia che non finisce mai e qualche km prima dell’arrivo transitiamo lungo un palmeto vastissimo e fitto come mai avevo visto prima in tutta l’Africa da me visitata. Inoltre le piante sono sane contrariamente a quanto citato dalle guide. Zagora si presenta subito eccezionale con il souq del mercoledì che copre un’area come una pista d’aeroporto con tutti i beni della terra e le loro cianfrusaglie. Tutto ai noti prezzi che ricorderemo con nostalgia al nostro rientro in Europa. Poi nel pomeriggio una corsa in bici alla vicina Amerzou nota per le sue kasbe, ma veniamo assaliti da alcuni ragazzi e uno di loro si becca un calcione in pancia, poi un marocchino in motoretta li allontana . Torniamo al camping un po’ contrariati.

7/2
Percorso: sosta.
Note: oggi è programmata la scalata del jabel Zagoura e ci avviciniamo in bicicletta fino al camping della montagna dal quale parte una buona pista che arriva fino ai ripetitori in cima. Da lì si domina una vastissima vallata. Le donne rinunciano subito e i tre maschietti arrivano fino a metà percorso da dove si gode una vista stupenda sulla valle del Draa tutto condito da infinite palme. Un po’ stanchi rientriamo al camping non senza aver fatto la fatidica foto davanti all’insegna che ci indica Timboktou a 52 giorni di dromedario.

marocco - zagora
Foto di Zagora

8/2
Percorso: da Zagora a Mahdid e poi fino a Ourzazate per la strada nazionale.
Sosta presso: camping municipal a 7,5 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: inutile corsa fino a Mahdid perché una tempesta di sabbia ci ha fatto retrocedere scegliendo di tornare a Ourzazate dove qualcuno ha dimenticato il tappo dell’acqua del camper. Comunque tutta la valle è un continuo palmeto che segue il corso del Draa e alcuni passaggi dell’Anti Atlante sono veramente belli. Solo qualche accenno alle dune, ma tutto di poco conto.

9/2
Percorso: da Ourzazate a Marrakech attraverso l’Alto Atlante già percorso nel verso opposto.
Sosta presso: parcheggio dietro la moschea Koutoubia a 5 euro.
Ricettività residua: : max 10 camper ma arrivando a metà pomeriggio e non più tardi.
Note: si torna a Marrakech per la via di montagna già percorsa e oggi è la prima giornata senza sole dopo tanto tempo. Prima si fa tappa ai magazzini Marjane a fare il pieno di alimentari francesi... poi andiamo al parcheggio centralissimo dietro la gran moschea di Koutoubia. Aspettando il tramonto ci rechiamo alla piazza Jermaa el Fna a vedere la gran festa serale che cresce... poi la cena in un buon ristorante centralissimo.

10/2
Percorso: sosta.
Note: rivisita di Marrakech attraverso la medina e il souq. E cena allo stesso ristorante di ieri.

11/2
Percorso: da Marrakech attraverso la provinciale che devia dalla direttrice verso Fes in direzione di Ait Attab e quindi verso Ouzoud.
Sosta presso: camping Nature introvabile ma centralissimo (bisogna chiedere) a 7 euro.
Ricettività residua: max 10 camper
Note: Puntando verso Fes deviamo verso le cascate di Ouzoud (non segnalato sulla strada principale quindi seguire l’indicazione Ait Attab) e per una strada veramente panoramica (fate questa, non quella che viene direttamente da Marrakech) senza barriere, a una sola corsia, con un profondo burrone sul lato, si raggiunge il villaggio di Ouzoud, zeppo di parcheggi per camper e con un solo vero campeggio recintato: il Nature. Oggi facciamo un po’ di rassetto dei camper che sono veramente sporchi dopo tanti giorni di sabbia. Domani si scende alle cascate.

12/2
Percorso: sosta.
Note: al martedì c’è il souq in questo minuscolo paese, ed è un souq che si identifica con la festa dei pochi abitanti che stan tutti sulla via polverosa a comprare le cose che devono bastare per tutta la settimana. Venditori di frutta tutta accatastata sul terreno, di cianfrusaglie, di carni macellate sul posto, tipo la capra o la gallina che fino ad un minuto prima cercava qualcosa da mangiare nella polvere. Personalmente tali scene mi disgustano, ma sono estremamente naturali.
In questo paesino non c’è la posta, non c’è alcuno che ti cambi gli euro, c’è un telefono pubblico su un palo ma nessuno vende le tessere e non c’è internet. Anche il telefonino non ha campo, ma possiede la cascata più bella del Marocco con un salto di 160 mt e noi siamo scesi fra i botteghin e i bar da un lato, e siamo risaliti dall’altro dopo un trasbordo in barca a pagamento ( il vecchio ponticello è scientificamente semidistrutto e non viene riparato). Ad ogni angolo cambia la visuale della cascata che precipita da una mezza dozzina di piccoli corsi d’acqua, e il tutto si riversa in un unico laghetto. È stata una bella scarpinata in mezzo agli ulivi, molto piacevole e tranquilla.

Cascate di Ouzoud in Marocco
Cascate di Ouzoud

13/2
Percorso: da Ouzoud a metà strada per Meknes passando per il lago artificiale a oriente di quella.
Sosta presso: camping Barrage su un lago artificiale a 2 euro.
Ricettività residua: più di 1000 camper
Note: oggi è stata una giornata un po’ particolare perché il previsto campeggio a mezza strada per Fes in località El Ksiba non era aperto o meglio il libro dei campeggi lo dava chiuso a gennaio, ma il proprietario (benché a metà febbraio) non ha previsto di far entrare tre camper italiani (sul libro è commentato: molto corretto). Ripreso il cammino per Fes troviamo l’insegna di camping Barrage che chiaramente si riferisce al lago artificiale alla nostra sinistra.
Scendiamo per una stradina polverosa che procede, procede, procede e non ci porta da nessuna parte, tranne un baracchino sconnesso e quattro metri quadri di canne. Era il campeggio!!! Evidentemente bisognava ancora costruirlo, ma un barbone ci chiede 2 euro in cambio di nulla e ci fa tanto di ricevuta con timbro. No acqua, no corrente, no toilette, no recinto, no niente ma tantissimo spazio. Ma siamo stanchi e va bene così. Chi ci verrà fra qualche anno chissà che impianto troverà? Poi emerge nella riunione serale che è pericoloso andare a Fes sulla strada Azzou-Fes perché ti fermano e ti mettono la droga sotto il camper per fargliela traghettare in Europa a nostro rischio. Quindi si decide di andare a Meknes che è più tranquilla e per me va bene comunque, tanto Fes l’avevo già mal digerita 4 anni prima. Quindi notte allo stato brado sul lago artificiale.

14/2
Percorso: fino a Meknes per la nazionale.
Sosta presso: camping internazionale d’Agdal un po’ nascosto, ma bisogna chiedere. Costo 7,5 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: e arriviamo a Meknes attraverso un percorso tortuoso senza panorami degni di nota e noioso al massimo. Al camping Internazionale D’Agdal si ha la sensazione di un posto trascurato e cadente. Un tempo forse aveva l’impronta di un camping con fattezze Europee. Inforchiamo la bici per andare nella piazza centrale al margine della medina che visitiamo abbastanza a lungo, ma gira gira sembra sempre di esserci già stati. Per oggi basta e si rimanda a domani la visita di palazzi più importanti.

15/2
Percorso: sosta.
Note: siamo sempre a Meknes con rivisita della medina ed acquisti nel souq dove si ribadisce che la frutta e la verdura costa proprio poco e le arance marocchine sono veramente le più buone del mondo e per 1 euro oggi si potevano acquistare 4 kg. Poi al pomeriggio scarrozzata con il calesse con sosta al mausoleo di Ismail, alle carceri, sguardo delle varie porte cittadine, e infine visita del vascone dell’Agdal e ai granai e alle stalle di Ismail. Visita interessante e piacevole se fatta in carrozzella.

16/2
Percorso: da Meknes a Rabat per la nazionale.
Sosta presso: camping international la plage ma in località Salè a 8 euro al giorno.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: per la nazionale quasi panoramica si arriva a Rabat o meglio a Salè che si trova a 100 mt a nord di Rabat ma oltre un braccio di mare. Il camping international è chiaramente in attesa di essere dimesso visto che tutta la zona è in corso di urbanizzazione. Forse l’anno prossimo non ci sarà più. È comunque il più fatiscente dei campeggi visitati in Marocco. Nel pomeriggio visitiamo Salè, che, al contrario di quanto illustrato nelle guide, è un posto veramente schifoso con una medina fra le più sporche visitate e si prova un senso di timore nell’attraversarla. Ne usciamo in fretta e passiamo a verificare dove c’è l’imbarco per passare oltre il braccio di mare, ma non c’è più neanche quello e le guide vanno aggiornate.

17/2
Percorso: sosta.
Note: oggi piove e a più riprese visitiamo il centro, il Mausoleo di Maometto V, la medina, la kasba, il palazzo reale, ma solo all’esterno. E qui (proprio alla fine del viaggio) scopriamo che gli acquisti dei ricordini per gli amici e parenti costano di meno che in qualsiasi altro posto. Qui non si perde tempo a contrattare perchè i prezzi sono fissi! Ci rammarichiamo di aver già preso tutto prima.

18/2
Percorso: da Rabat a Tangeri per l’autostrada e traghettata verso Tarifa.
Sosta presso: camping Tarifa a 25 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: lasciamo i nostri amici che intendono fermarsi ancora due settimane in Marocco a godersi il sole, mentre noi ci trasferiamo a Tangeri per traghettare in Spagna. Le operazioni doganali sono molto più veloci che all’entrata e imbarchiamo in fretta con la compagnia FRS su un traghetto veloce che in 45 minuti ci porta in Spagna. Per fortuna la traversata è breve perché mia moglie stava per scoppiare col mare grosso. Siamo di nuovo in Europa e nonostante ci si sia trovati benissimo in Marocco, ci sentiamo liberati dalla presenza pressante islamica che è inutile negare, ci opprime un pochino. Cambiamo campeggio perché ricordavamo che il Jara era un po’ caro, così passiamo al Tarifa: ancora più caro!!! Poi il disagio continua con i prezzi della frutta e verdure per i quali il Marocco ci aveva viziato.

19/2

Percorso: da Tariffa a Roqueta de mar per la superstrada costiera.
Sosta presso: camping Roquetas de mar a 22 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: anche questo camping è sede invernale di tedeschi e inglesi.

20/2
Percorso: da Roquetas a Mazarron per la superstrada
Sosta presso: camping Mazarron a 18 euro
Ricettività residua: 20 camper
Note: non mi ero accorto che dopo 2 notti in Europa non ci sono cani che abbaiano né muezzin che cantano alla notte. Sulla strada del rientro facciamo una tappa al camping Mazarron dell’omonimo paese e una miriade di superstrade nuove ci sorprende in questa Spagna arrampante. Il mio Tom Tom aggiornato al 2006 non le conosce e devo fidarmi dei cartelli indicatori come si faceva nel giurassico, ma i giurassici siamo purtroppo noi italiani! Il camping è enorme sul mare, bello, quasi austriaco per la perfezione, occupato al 99% con dominanza dei tedeschi (ricordo che in Marocco c’erano solo francesi) ed è evidente che per i teutonici basta il primo sole senza scendere in Africa, ma i prezzi per una notte sono almeno 4 volte. Ma vuoi mettere!

21/2
Percorso: da Mazarron a Peniscola per la superstrada.
Sosta presso: l’area attrezzata a 4 km da Peniscola verso Benicarlò a 8 euro con corrente.
Ricettività residua: zero!
Note: torniamo a Peniscola per starci un paio di giorni visto che il tempo è buono. Ci accampiamo nell’area attrezzata succitata. C’è un solo posto ma a noi basta. A febbraio qui è tutto colonizzato dai tedeschi. Finalmente si acquista un po’ di pesce al porto, perché è da Agadir che non se ne trovava.

22/2
Percorso: sosta.
Note: grandi biciclettate sulla riviera.

23/2
Percorso: parzialmente per autostrada e lungo la costiera si arriva a Lloret de mar.
Sosta presso: camping Santa Elena centralissimo a 20 euro
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: trasferimento a Lloret de mar nell’unico camping aperto in tutta la costa Brava e visitiamo la bella cittadina balneare con tanto movimento benché si sia in febbraio.

24/2
Percorso: da Lloret a Palavas les Flots lungo la costiera
Sosta presso: area attrezzata a 10,44 euro. In dicembre costava 8,44.
Ricettività residua: più di 20 camper.
Note: percorrendo la costiera arriviamo a Palamos e attraversiamo tantissime calanche tutte occupate da campeggi chiusi e poi passiamo per Portbou e da verso Perpignan lungo una costa dedicata ai vitigni.

25/2
Percorso:parzialmente attraverso la Camargue eppoi in autostrada fino a Diano Marina.
Sosta presso: area attrezzata a 8 euro.
Ricettività residua: più di 20 camper
Note: qui ci sono solo italiani, e, gran sorpresa, gli amici lasciati in Marocco ci hanno raggiunto proprio qui.

26/2
Percorso: rientro a Monfalcone in autostrada.


DOCUMENTO DA PREPARARE PER LA ZONA A SUD DI TARFAYA
(dati inventati)


Nom........ Rossi
Prenom..... Mario
Date de naissance.... 05/06/51
Lieu de naissance.... Roma
Situation familiare... Mariè
Nom e prenom de père.... Rossi Giuseppe
Nom e prenom de mère... Verdi Maria
Nationalitè... Italiana
Profession.... Pensionato
Adresse.... Via Rossini 23 Roma Italia
Numero de Passeport... 050607h
Date de deliverance.... 15/11/2003
Date d’expiration... 15/11/2013
Lieu de deliverance.... Roma
Motif du voyage.... Tourisme
Marque du veicule... Fiat- Laika
Matriculation.... CN672MK
Date d’entree en Maroc.... 31/12/2007
Ville d’entree... Tanger
Numero de police... 898980YT (rilevabile dal timbro sul passaporto entrata)







     
 

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