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NORVEGIA   Paolo Pierini

Itinerio in Norvegia

PERIODO: 7 – 28 agosto

MEZZO: Camper Elnagh Duke 48 (7m lunghezza – 2.300 cc turbodiesel).

EQUIPAGGIO: i drivers Roberto (39 anni) e Mauro (35 anni), Alessandra (35 anni), Bianca (45 anni), Veronica (8 anni), Viola (la bambola di Veronica) e chi scrive (48 anni).

KM PERCORSI: 8.338.

GASOLIO: 1.132,6 litri per € 1.412 totali (media generale 7,3 km/l).

OLIO MOTORE: € 11 per 1 kg.

NOLEGGIO CAMPER (22 giorni): € 3.300.

AUTOSTRADE, PEDAGGI TUNNEL E PONTI, ALTRI PEDAGGI: € 266,10.

CAMPEGGI (Ekeberg-Oslo, Romsdalfjord, Lunde-Aurland) E AREE SOSTA (Dombas-Bergen): € 186,90.

TRAGHETTI: € 791,50.

MUSEI, PARCHEGGI, ESCURSIONI TURISTICHE, CHIESE: € 805,70

PERCORSO ANDATA: Macerata – Modena – Brennero – Fussen (Germania) – Hannover – Hamburg – Flensburg (Germania) – Skagen (Danimarca) – Goteborg (Svezia) – Oslo (Norvegia) – Trondheim (Norvegia).

PERCORSO RITORNO: Trondheim – Alesund (Norvegia) – Geiranger (Norvegia) – Bergen (Norvegia) – Stavanger (Norvegia) – Oslo – Malmoe (Svezia) – Kobenhavn (Danimarca) – Rodbyhavn (Danimarca) – Puttgarden (Germania) – Lubeck (Germania) – Hamburg e la stessa strada percorsa all’andata.

Un ringraziamento a Nunzia Cagol, Enzo Cestari, Umberto Cavaggion e Nadia (non conosco nessuno di loro): i loro diari di viaggio ci hanno aiutato in modo decisivo nell’organizational del viaggio e nella gestione del nostro tempo.


NOTE GENERALI

IL VIAGGIO:
Abbiamo inteso privilegiare, nella scelta del percorso, la zona dei fiordi; abbiamo quindi rinunciato in partenza (e a malincuore) alla strada del grande nord e alle isole Lofoten; per spezzare la monotonia del viaggio abbiamo inserito alcune destinazioni intermedie (all’andata: Fussen e il castello di Neuschwanstein, il faro insabbiato di Rujberg Knude e Skagen; a ritorno l’isola di Mon e Kobenhavn, città che poi non abbiamo però visitato).

LE STRADE:

- Austria – autostrade meravigliose, occorre la “vignette”, una carta che costa € 7,60 e vale 10 giorni (non serve fino a Insbruck); si compra alla frontiera, o nelle stazioni di servizio o dal tabaccaio; per chi non ce l’ha le multe sono salatissime (€ 500); le strade per cui è necessaria sono indicate (non sono solo le autostrade

- Germania – l’unica autostrada che abbiamo percorso (la A7) è completamente gratuita e i limiti di velocità sono rari (problema che in camper è relativo...); purtroppo, però, c’erano continui lavori di rifacimento (ad agosto...); chi la percorrerà a lavori ultimati potrà apprezzarla (quasi sempre 3 corsie per ogni senso di marcia); code inevitabili attorno alle grandi città, soprattutto Hamburg.

- Damimarca e Svezia – Autostrade perfette, traffico scorrevole anche intorno a Kobenhavn; si pagano (e molto salati) i ponti sul mare.

- Norvegia – le autostrade sono poche e ogni tanto si paga (cifre modeste); le altre strade sono gratuite, a parte traghetti e tunnel. Ma è proprio questa la caratteristica principale e necessaria del sistema di trasporti norvegese: le strade (sia le nazionali che le regionali) a un certo punto sembra che si gettino nel mare (fiordo), si arriva al molo d’imbarco, si sale sul traghetto (tutti a pagamento), si attraversa il fiordo e si riprende la strada asfaltata. Si può scendere dal mezzo, ma non è obbligatorio (tutti traghetti a cielo aperto). Poi ci sono i ponti (numerosi, molto alti e arcuati per consentire il passaggio delle navi, alcuni a pagamento) e i tunnel sottomarini (quasi tutti a pagamento) che presentano pendenze anche notevoli. Le strade nazionali di grande comunicazione cominciano per E; le strade regionali sono indicate con 2 cifre e quelle locali con 3 cifre; la segnaletica è perfetta e funzionale. La larghezza delle strade non dipende dalla loro categoria ma dalla conformazione del territorio:
le strade a due corsie hanno tutte la riga di mezzeria (tratteggiata); le strade che non hanno una larghezza sufficiente per due corsie hanno righe laterali tratteggiate di delimitazione della carreggiata. In quest’ultimo caso ci sono frequenti piazzole per consentire l’incrocio di due veicoli. Le strade sono generalmente asfaltate e anche le poche sterrate sono in buone condizioni.

I TRAGHETTI:
Il sistema di pagamento sui traghetti è molto semplice e rapido: la fila agli imbarchi viene rispettata sul traghetto e l’addetto passa a riscuotere. Si pagano un tanto a persona dichiarata (il conducente è compreso nel prezzo del camper) e il mezzo, a seconda della lunghezza (fino a 6m, fino a 7m, fino a 8m...). E’ questa la parte più consistente del costo del traghetto e le differenze a seconda della lunghezza possono essere anche di 60-70 corone per un metro in più. Noi abbiamo sempre dichiarato 7 metri, “rubando” meno di 10 centimetri e questo ci ha evitato sia i controlli che spese maggiori; d’altronde, non sarebbe stato semplice indicare 7 metri e 8 centimetri nel nostro “little english”...; comunque non vi consigliamo di barare di più perché fanno i controlli.

LA MONETA:
L’Euro si abbandona dopo la Germania; poi entriamo nell’area delle corone (danese, svedese e norvegese); il tasso di cambio durante il nostro viaggio era il seguente:
€ 1 = 8 c. norvegesi (NOK); € 1 = 9,2 c. svedesi (SEK); € 1 = 7,5 c. danesi (DKK); nelle operazioni di conversione che abbiamo fatto per i riepilogo dei costi, abbiamo considerato un commissione fissa, applicata sia dalla propria banca (bancomat e carta di credito), sia dagli uffici di cambio locali; le conversioni sono state effettuate ai seguenti tassi:

- >€ 1 = 7,65 corone norvegesi (NOK);
- € 1 = 8.90 corone svedesi (SEK);
- € 1 = 7,25 corone danesi (DKK);

In realtà, chi cambia in loco può andare incontro anche a spiacevoli sorprese, specie se (come è successo a chi scrive) cambiate presso un ufficio turistico; il consiglio che vi diamo è quello di arrivare in un giorno feriale e cambiare in banca (aperte anche nel pomeriggio) la valuta che ritenete necessaria per tutto il viaggio. In questo modo vi verrà applicato il tasso ufficiale di cambio e ammortizzerete meglio la commissione fissa (100 corone).
Troverete banche nelle grandi città (Oslo, Bergen); nei paesi, anche i più piccoli, c’è il minibank, un bancomat che vi consente di prelevare valuta locale; è questo l’altro modo conveniente per viaggiare in Norvegia: dovete però considerare la commissione che vi applicherà la vostra banca.
Le carte di credito sono accettate ovunque (utili specie sui traghetti): anche qui contano le commissioni della vostra banca. Prima di partire (e per risparmiare) meglio quindi munirsi di bancomat e carta di credito valide all’estero.

IL GASOLIO:
In Germania abbiamo trovato prezzi variabili tra 1,15 e 1,20 €/litro (più o meno come in Italia); in Danimarca il gasolio costa quasi 9 DKK al litro (oltre € 1,2); idem in Svezia (un po’ meno di 11 SEK, 1,2€ circa); ma in questi due paesi non abbiamo rifornito per un numero di volte sufficiente a darci un quadro attendibile; in Norvegia abbiamo trovato prezzi variabili da 10.27 a 10,84 NOK al litro (tra 1,3 e 1,4 €/litro): in Norvegia il prezzo del gasolio è, quindi, sensibilmente maggiore; solo attorno a Oslo abbiamo pagato 9.98 NOK, circa 1,3€/litro. Abbiamo infine la certezza che in Austria (specie alla frontiera con l’Italia) il gasolio costa anche meno di 1 €/litro; purtroppo la strada da percorrere in Austria è poca e non ci è capitato di rifornire.
Il consiglio che diamo è di calcolare bene l’autonomia in modo da far capitare almeno un pieno in Austria.

LA SOSTA:
In Germania, viaggiando sull’autostrada, non ci sono problemi: le aree di servizio sono efficienti, i bagni molto puliti e si può fare ovunque la doccia; questo dovrebbe ridurre le necessità di reperire i camper service (difficili da trovare); per il bagno si pagano 0,50€ che valgono come sconto all’autogrill.
In Danimarca e Svezia non abbiamo riscontrato lo stesso livello di comodità, ma ci siamo stati troppo poco per giudicare. Nei paesi della Danimarca sono diffusi i campeggi e i camper service. La Norvegia sembra fatta apposta per viaggiare in campeggio e in camper: i campeggi sono molto diffusi e non costano moltissimo, i camper service sono segnalati e gratuiti; per caricare l’acqua a volte c’è già il tubo, a volte c’è solo il rubinetto e l’attacco non è sempre uguale al nostro: quindi vi consigliamo di munirvi di un tubo di gomma da giardino (con attacco largo) e di una fascetta da stringere.
La diffusione dei camper service non è uniforme: moltissimi nella regione del Nordfjord, più scarsi nella regione del Sognefjord e di Bergen. Le città sono spesso dotate di comode aree di sosta per camper con il camper service e, in qualche caso, la doccia.

LA SPESA:
La Norvegia è molto cara; ogni paesino ha il suo supermarket, ma non la sua pescheria o macelleria: il pesce fresco, quindi, lo trovate solo nelle pescherie delle città; l’acqua in bottiglia costa tantissimo (portatevela da casa per tutto il viaggio) perché loro usano quella del rubinetto (ma non troverete fontane pubbliche). Il vino non lo troverete, a meno di non essere disposti ad accendere un mutuo (e solo nelle città). Quindi, limitate la spesa alle cose “fresche” (pane, latte) e per il resto contate sulle vostre provviste. In questo modo risparmierete e potrete concedervi qualche serata al ristorante (solo nelle città).

NOTA FINALE:
Questo diario, oltre che un racconto di viaggio, vuole rappresentare un aiuto per chi, eventualmente, dovesse fare un viaggio in Norvegia. Vi risparmieremo, quindi, la cronaca degli inconvenienti di varia natura che ci sono capitati, dovuti in larga parte all’inesperienza (siamo camperisti “a noleggio”) e che, magari, chi ha una lunga pratica di viaggi in camper riesce ad evitare o a fronteggiare con maggiore prontezza. L’augurio è, comunque, quello che non vi capiti mai nulla.


DIARIO


MARTEDÌ 7 AGOSTO 07: Macerata – Reutte (Germania), km 784 – TOTALE KM 784.

Partiamo alle 14.30 da Macerata e, completate le operazioni di carico, alle 16 circa siamo al casello dell’A14 di Civitanova. A14 fino a Bologna, poi A1 fino a Modena e A22 fino al Brennero (pedaggio a Vipiteno 34,30€). In Austria alla prima stazione di servizio utile acquistiamo la vignette (7,60€), non necessaria fino a Insbruck ma obbligatoria dopo.
Proseguiamo sull’A13 austriaca (pedaggio 8€) e poi sull’A12, autostrade ottime, traffico scorrevole. Lasciamo l’autostrada all’uscita 113 e prendiamo la strada 179 in direzione di Reutte. A parte un’ora di sosta per la cena, tiriamo avanti fino all’1 di notte.

MERCOLEDÌ 8 AGOSTO 07: Reutte – Kassel (Germania), km 513 – TOTALE KM 1.297.

Dopo la sveglia un po’ tardiva (ieri abbiamo tirato molto...) alle 9.30 ripartiamo sulla 179 in direzione di Fussen, che raggiungiamo alle 10 circa, subito dopo aver varcato il confine tedesco. Parcheggiamo nell’area riservata ai camper (€ 8) e, sotto la pioggia, ci mettiamo in coda per entrare al castello di Neuschwanstein. I biglietti si fanno in basso, alla reception, c’è molta fila e c’è la possibilità di visitare anche il vicino castello di Hohenschwangau con lo stesso biglietto. castello di Neuschwanstein Siccome però l’orario di ingresso è fissato, privilegiamo il castello più famoso, che ha ispirato anche Walt Disney. Per 5 adulti e 1 bambino spendiamo 45€ e alle 12.50 entriamo nel castello di Ludwig II. La visita è guidata da un auricolare che si attiva all’entrata delle varie stanze. Il proprietario, amico di Richard Wagner e profondo estimatore della sua musica, ha ispirato ogni stanza ad un opera del compositore tedesco (Tannhäuser, Parsifal, Tristano e Isotta, L’anello del nibelungo) e la guida non manca di farci ascoltare un breve stacco ogni volta che cambiamo ambiente. Usciti dal castello, visto che il tempo è migliorato decisamente, facciamo un giro per ammirare il frequenta-tissimo Maria’s Bridge, un ponte che offre un immagine del castello da un’angolazione diversa.
Pranziamo molto tardi e ripartiamo in direzione dell’A7 tedesca. Dopo una lunga fermata a Kempten per problemi legati al camper (cerchiamo inutilmente un centro di assistenza Elnagh e poi, alla fine, risolviamo telefonando al noleggiatore), riprendiamo l’autostrada e, anche stasera, non ci fermiamo prima dell’1.30 di notte.

GIOVEDÌ 9 AGOSTO 07: Kassel – Arhus (Danimarca), km 810– TOTALE KM 2.107.

Risulterà la tappa più lunga del viaggio, molto stancante per i guidatori. La sveglia è anche oggi “comoda” (alle 9...) e ci mettiamo in marcia verso le 10.30, percorrendo sempre la A7 tedesca sotto una leggera pioggerella che, verso Hannover (ore 12.30), lascia il posto ad un pallido sole.
Dopo la sosta per il pranzo, alle 15 ci rimettiamo in marcia e, dopo un’oretta, attraversiamo Hamburg facendo la prima esperienza con un tunnel sottomarino, l’Elb tunnel (gratuito).
Finora il traffico è stato scorrevole, ma abbiamo notato frequenti code nell’altro senso di marcia che non fanno presagire nulla di buono in vista del ritorno. Alle 18.30, dopo aver percorso 1.060 km di autostrada tedesca, varchiamo il confine danese subito dopo Flensburg.

Lasciamo l’autostrada danese E45 subito dopo il confine e ci dirigiamo verso Ribe attraverso la strada 8 e poi la strada 11 (costiera occidentale danese).
Arriviamo a Ribe alle 19.30: è un paesino medievale molto caratteristico con una cattedrale dal portale romanico che purtroppo è ormai chiusa. Giro per la città e cena al parcheggio dei camper, dotato di camper service gratuito. Purtroppo l’attacco è diverso dal nostro e carichiamo l’acqua usando la cipolla della doccia!!! Decidiamo che è il caso di fare ancora un po’ di strada: ci si presentano due alternative: seguire la costiera occidentale (vedendo i fiordi danesi) o riprendere la E45.
Siccome siamo un po’ in ritardo e abbiamo il traghetto prenotato, scegliamo la seconda, consigliandoci pure con altri italiani che hanno fatto il percorso inverso. Attraversiamo la penisola con la E20 e riprendiamo la E45 a Kolding, fermandoci vicino Arhus quasi all’una di notte e promettendo ai guidatori che questa sarà l’ultima sera in cui andremo avanti fino a tardi.

VENERDÌ 10 AGOSTO 07: Arhus – Goteborg (Svezia), km 400– TOTALE KM 2.507.

Finalmente ci svegliamo alle 8 e alle 9.30 siamo in partenza. Proseguiamo sulla E45 fino ad Aalborg e poi deviamo sulla strada 55 verso Lokken.
Oltre alla numerosissime pale eoliche (incontrate praticamente di continuo lungo tutta la Danimarca), cominciamo a notare un’altra peculiarità delle strade danesi, anche delle nazionali: la pista ciclabile, parallela alle corsie riservate alle auto e tenuta perfettamente. Dopo Lokken, il litorale danese è fatto di sabbie durissime, percorribili anche in auto (vista la nostra proverbiale fortuna, evitiamo di avventurarci con il nostro 36 quintali...); alle 12 siamo al Rubjerg Knude, il famoso faro insabbiato. Rubjerg Knude - il famoso faro insabbiato Trovarlo è facilissimo, si vede anche da lontano; lasciato il camper all’apposito e frequentato parcheggio (gratuito), in una ventina di minuti saliamo sulle dune di sabbia che scoprono la vista del faro; il sole splende, il cielo è azzurro e i contrasti di colore sabbia-cielo-mare sono bellissimi. Al ritorno al camper, ci riscopriamo un po’ bambini gettandoci di corsa a capofitto giù dalle dune. Alle 13, dopo aver pranzato velocemente, ci rimettiamo in marcia sulle strade 55, 597 e 40 che ci porteranno a Skagen, la punta nord della penisola dello Yutland. Superata Skagen, alle 14 arriviamo a Grenen, un paesetto praticamente circondato dal mare. Con il camper si raggiunge il parcheggio posto proprio sulla punta della Danimarca (il parcometro accetta l’Euro, ci mettiamo € 4) e ci si incammina sulla lingua di sabbia che separa i due mari, l’oceano Atlantico e il mar Baltico.
C’è anche un trenino a cingoli che trasporta i turisti sulla sabbia, ma a piedi è molto più bello. Alla fine dell’istmo sabbioso si assiste all’incrocio delle onde atlantiche (da ovest) con quelle baltiche (da est), uno spettacolo molto particolare e da non perdere. Siccome l’acqua è molto bassa, mi incammino in bermuda fino a quasi tutta la gamba: le due correnti contrapposte danno una sensazione particolare e piacevole, il rischio di cadere è minimo e poi l’acqua non è affatto fredda. In ogni caso, visto che ho la maglia e la felpa sopra le spalle, rinuncio per la prima volta al bagno.
Sulla riva destra ci appare una testolina che suscita l’attenzione nostra e dei moltissimi turisti: che sia una foca che nuota in cerca di cibo? Alle 17 ripartiamo per Frederikshavn, dove abbiamo il traghetto per Goteborg (già prenotato, 210€ per camper, 5 adulti e 1 bambino); dopo il carico/scarico al campeggio (9,60€), alle 18 siamo all’imbarco.
Le due ore di attesa ci danno il tempo di riflettere sulla giornata: è stata bellissima, il sole ci ha finalmente assistito fino a oltre metà pomeriggio. Anche se la nostra meta è la Norvegia, abbiamo fatto bene a fare queste tre soste danesi: vedere le città che abbiamo solo sfiorato avrebbe comportato un altro tipo di viaggio ma Ribe, il faro insabbiato e Skagen meritano le piccole deviazioni che abbiamo fatto.
Il traghetto impiega circa 3 ore per arrivare a Goteborg: ceniamo a bordo, accettano l’euro ma il resto ce lo danno in corone svedesi (poco male); alle 23.15 attracchiamo e poco sopo sbarchiamo: le operazioni sono veloci e ben gestite. Alle 24 ci fermiamo per la notte, un po’ più a nord di Goteborg.

SABATO 11 AGOSTO 07: Goteborg – Oslo (Norvegia), km 215– TOTALE KM 2.722.

Partiamo alle 9.30 alla volta di Oslo. Alla frontiera norvegese paghiamo un pedaggio di 120 NOK e altre 40 NOK vanno via per i due pedaggi di ingresso alla città.
Grazie al navigatore satellitare e alle notizie fornite dai diari dei camperisti, troviamo facilmente il camping del parco di Ekeberg, che domina la città ed è servito da un autobus che si prende proprio all’ingresso del campeggio. Per il camper, 6 persone (6 docce comprese) e l’attacco all’elettricità spendiamo 345 NOK, relativamente poco in rapporto ai servizi offerti. Non fa freddo, ma è nuvoloso, molto umido e piove un po’.
Dopo pranzo, alle 15, prendiamo l’autobus 34 che ci porta in centro: per 5 pass validi 24 ore (in vendita alla reception del camping) spendiamo 355 NOK; anche qui accettano l’euro ma ci danno il resto in corone.
La nostra visita di Oslo è molto tradizionale e si snoda lungo la Karl Johans Gate, la via principale, lungo la quale sono la cattedrale, il municipio, il parlamento norvegese e il palazzo reale che vediamo tutti da fuori.

Risolviamo la questione della valuta: alcuni prelevano al minibank, io cambio presso un ufficio turistico (il mio bancomat non è valido per l’estero) a 7,01 corone per 1€, praticamente un furto, ma è sabato pomeriggio, le banche sono chiuse e chissà quando incontreremo un’altra città...
Sempre lungo la Karl Johans Gate ammiriamo uno straordinario ragazzino batterista, un talento che calamita l’attenzione della gente con i suoi virtuosismi. Facciamo spesa al centro commerciale di Aker Brygge, ricavato da un molo dimesso (bell’esempio di ristrutturazione urbanistica): i prezzi non sono alti, spendiamo 300 NOK per pane, frutta, ortaggi vari e mezzo chilo di salmone crudo; evitiamo pomodori e insalata che, invece, costano più del salmone.

DOMENICA 12 AGOSTO 07: Oslo – Dombas (Norvegia), km 395– TOTALE KM 3.117.

La notte in camping trascorre tranquilla; alle 10 riprendiamo l’autobus per il centro e ci fermiamo a visitare il Museo di Munch (fermata Munkegata, poi 10 di minuti a piedi, ingresso 325 NOK per 5 adulti e 1 bambino). La disperazione di Munch Le opere di Munch sono davvero splendide (e pensare che avevo snobbato la mostra del 1987 a Recanati per ragioni politiche...). Più che dall’Urlo (esposta una delle 4 versioni), rimango colpito dalla Disperazione, una tela di una forza devastante.
Riprendiamo l’autobus che ci porta alla penisola di Bygdoy, altro punto focale della visita di Oslo, con il museo delle navi vichinghe (ingresso 250 NOK): non è un gran che ma andava visto. Torniamo in centro (pranzo a panini) e alle 16 lasciamo il campeggio. Usciamo da Oslo pagando 20 NOK (il navigatore si rivela molto utile) e ci avviamo sulla E06, una delle strade norvegesi di grande comunicazione; costeggiamo il lago Mjosa, lungo un centinaio di chilometri..., e alle 16 lo attraversiamo per l’ultima volta su un ponte molto alto: la pioggia leggera, l’umidità e la foschia sopra il lago circondato dagli alberi ci offrono un’immagine bellissima.
Alle 19.15 facciamo una breve sosta per visitare la Ringebu Stavkirke, la prima delle chiese norvegesi in legno che incontriamo: è tardi e quindi la troviamo chiusa, ma possiamo intanto cominciare ad avere un’idea della struttura di questi edifici particolari.
Alle 21.15 ci fermiamo per la cena e la notte a Dombas, sempre sulla E06 per Trondheim: sostiamo in un’area attrezzata (190 NOK compresa l’energia elettrica).

LUNEDÌ 13 AGOSTO 07: Dombas – Kristiansund (Norvegia), km 400– TOTALE KM 3.517.

La notte è stata difficile: calo di temperatura, forte pioggia (Dombas è un paesotto a circa 700 m.s.l.m. e siamo oltre il 62° parallelo); risultato: infreddoliti noi e completamente zuppi i capi d’abbigliamento che la nostra dabbenaggine aveva lasciato fuori dal camper.
Ci svegliamo alle 8 e alle 9.45 riprendiamo la E06 verso Trondheim. La strada sale ancora, fino a raggiungere i 1.100 m.s.l.m.: piove molto, ma il paesaggio (laghi, pozze d’acqua e tanto verde) è comunque bellissimo; un altopiano di licheni e in mezzo scorre il fiume...
Scendiamo lentamente verso Oppdal, attraversando una valle stretta tra montagne ricche di salti d’acqua e riusciamo anche a vedere alcune renne! Alle 12.15 superiamo il 63° parallelo vicino Storen (piove sempre). Alle 13.30, dopo 3.317 km percorsi, arriviamo a Trondheim, il punto più a nord che tocchiamo: il nostro viaggio di andata è concluso.

Parcheggiamo (40 NOK) e visitiamo la cattedrale gotico/romanica e il campanile, pagando 275 NOK (5 adulti e 1 bambino); la cattedrale è molto bella e dalla sommità del campanile (172 scalini, ingresso 20 persone alla volta) il panorama è notevole.
Vista l’ora tarda, ci concediamo un pranzo in un ristorante/pub, il Cafè Arona: chi mangia pizza, chi un’ottima patata arrosto ripiena di “peperoni” (che non è l’ortaggio ma il salame piccante), io scelgo il felafel. Spendiamo 530 NOK. Il gestore ha simpatia per gli italiani e cerca di imbastire una conversazione in inglese, riuscendovi ovviamente solo con Alessandra.
Il resto di Trondheim è il classico porto di mare con il quartiere caratteristico lungo il fiume che sfocia nell’oceano. Ci sono anche un palazzo reale in legno e la chiesa di S.Maria (in pietra) ma sono entrambi chiusi. Esce finalmente il sole.

Alle 17.45 lasciamo la città e imbocchiamo la E39, la strada costiera norvegese (pedaggio iniziale 16 NOK, poi ancora un altro pedaggio sempre di 16 NOK). Ci sono continue gallerie, ma anche squarci di sole che illuminano il Trondheimsfjorden.
Arrivati ad Halsa, per attraversare l’omonimo fiordo, facciamo la conoscenza con il sistema di traghetti norvegesi: siamo un po’ emozionati, anche se avevamo letto altri diari. Il tutto risulta molto semplice (30’ più il breve tempo d’imbarco e sbarco e 283 NOK di spesa).
Alle 22.00, dopo un tunnel sottomarino (carissimo, 174 NOK) arriviamo a Kristiansund e sostiamo per la notte, pronti per la mitica strada atlantica nella mattinata di domani.

MARTEDI 14 AGOSTO 07: Kristiansund – Alesund (Norvegia), km 155– TOTALE KM 3.672.

Entriamo finalmente nel cuore del viaggio (meno chilometri e più soste); dopo la sveglia alle 8.00, alle 9.30 lasciamo Kristiansund verso l’imbarco per Bremsnes; alle 10 ci imbarchiamo sul traghetto che dall’isoletta di Kristiansund ci porta sull’isola di Averoya, molto più grande (340 NOK). La strada atlantica La strada atlantica collega quest’ultima alla terra ferma: è una striscia d’asfalto sospesa sul mare che salta da un’isoletta all’altra; i ponti sono molto arcuati per consentire il passaggio delle navi, uno di essi è addirittura in curva! Sui ponti praticamente si viaggia a senso unico, con una piazzola sulla sommità del ponte per far passare i veicoli che vanno in senso contrario.
L’effetto di questa strada è bellissimo, anche perché il sole e le nuvole fanno risaltare i colori delle montagne verdi che si gettano nei fiordi (finalmente una bella giornata...). Facciamo molte soste (quasi una ogni ponte) e scattiamo centinaia di foto. Malgrado la temperatura esterna abbastanza mite, rinuncio per la seconda volta al bagno (l’acqua è tutt’altro che mite...). La strada atlantica è gratuita, ma il traghetto precedente per Bremsnes è uno dei più cari (e si prende solo con lo scopo di percorrere la strada atlantica), senza contare il precedente tunnel di Kristiansund.
Un altro tunnel (15 NOK) ci porta a Molde, dove arriviamo alle 14 e pranziamo in una piazzola da dove si vede la catena montuosa dei trolls che si specchia sul mare. Alle 16.45 ci imbarchiamo sul traghetto che da Molde arriva a Vastnes (30’, 285 NOK, poco in rapporto agli altri) sbarchiamo e ci troviamo in mezzo all’immancabile acquazzone.

catena montuosa dei trolls tramonto in norvegia

Siamo ad Alesund alle 18 circa, parcheggiamo nella efficientissima area di sosta camper (servizi, doccia, elettricità, tutto 20 NOK) e visitiamo la città, molto carina nel suo perfetto stile liberty. Visto che l’area di sosta è molto accogliente, che il tramonto si annuncia splendido e che il camper comincia ad aver bisogno di pulizia, decidiamo di pernottare ad Alesund.
Il tempo a disposizione ci permette anche di familiarizzare con altri camperisti italiani, mentre io vado sulla scogliera per un eventuale bagno (il sole scalda ancora alle 9 di sera): rinuncio per la terza volta, l’acqua è gelida e non vorrei disturbare la pesca di un signore tedesco che mi guarda stupito. Al mio “it’s impossibile” sorride comprensivo.

MERCOLEDÌ 15 AGOSTO 07: Alesund – Mandalen (Norvegia), km 244– TOTALE KM 3.916.

Dopo un’altra nottata di pioggia, ci svegliamo alle 8.00 e alle 9.30 partiamo da Alesund verso l’isola di Runde; il tempo è migliorato e il sole fa anche capolino tra le nuvole.
Percorriamo a ritroso la E39 che lasciamo a Solavagen per deviare a destra sulla strada 61. Ci imbarchiamo sul traghetto Sulesund-Hareid (315 NOK), attraversiamo un ponte sul Voldafjorden e giriamo a sinistra per la strada 65 che, dopo un tunnel e diversi ponti su isolette, ci porta all’isola di Runde. Stupisce anzitutto il collegamento dell’isola alla terraferma, una serie di ponti strettissimi (uno anche in curva) che saltano da un isolotto all’altro, per arrivare a questo vero e proprio paradiso naturalistico, dove nidificano centinaia di specie di uccelli. pierini-norvagia-07.jpg - 13620 Bytes Dopo aver parcheggiato nell’unico paesino dell’isola, ci si presentano due alternative: gita turistica in barca o escursione a piedi: scegliamo la seconda e cominciamo il periplo dell’isola su un sentiero ben segnalato e visibile (a Runde non ci sono alberi). Raggiungiamo il punto più elevato (305 m.s.l.m.): il panorama sull’arcipelago è fantastico, il cielo è nuvoloso ma con ampi squarci di sole e la limpidezza ci permette di vedere, sullo sfondo, la catena montuosa dello Jostedalsbreen, il maggiore ghiacciaio norvegese. Davvero un bellissimo Ferragosto! Avvistiamo molte specie di volatili, forse anche un’aquila di mare (non siamo esperti...), ma non vediamo le pulcinelle di mare che nidificano più in basso. Nel pomeriggio si scatena un acquazzone e facciamo una cosa che non si dovrebbe fare mai: abbandoniamo il sentiero fangoso e tagliamo per risparmiare tempo. In realtà ci troviamo in mezzo all’erba alta e dobbiamo anche superare diverse recinzioni in filo spinato, il tutto sotto lo sguardo minaccioso degli uccelli che non gradiscono affatto quello che stiamo facendo perché loro, in quell’erba, ci depongono le uova.
Torniamo al camper bagnati fradici e un sole caldo ci aiuta ad asciugare i vestiti: alle 17.30 ripartiamo sulla strada percorsa all’andata, riprendendo il traghetto Hareid-Sulesund (315 NOK) e la E39 fino a Skorgenes, dove imbocchiamo la E136 verso Andalsnes, costeggiando il Romsdalfjorden.
Decidiamo di dormire in campeggio (ce lo meritiamo...) e ne troviamo uno splendido a Mandalen, sulla riva del fiordo, anche molto economico (225 NOK per il camper, 6 persone e l’elettricità). Ore 21.00; sono in riva ad un mare che sembra un lago, montagne ancora illuminate si specchiano sull’acqua, un signore tedesco pesca con profitto; provo per la prima volta (dopo 9 giorni di viaggio) quella sensazione strana, un misto di malinconia e serenità, che mi danno gli spettacoli della natura.
Ricomincia a piovere e rientro in camper. La tabella di marcia, finora, è stata perfetta. E domani, ci attende la strada dei Troll...

GIOVEDÌ 16 AGOSTO 07: Mandalen – Eidsdal (Norvegia), km 231– TOTALE KM 4.147.

la strada del Troll - Trollstigen Ci svegliamo presto, prima delle 8.00, ma un inconveniente al camper ritarda la nostra partenza fino alle 11.00; ne approfittiamo per un’asciugatura generale sotto il caldo sole che oggi splende. Dopo alcuni chilometri (siamo sempre sulla E136 verso Andalsnes) ci accorgiamo che una bombola di gas è finita (panico!) e dobbiamo anche fare spesa. La giornata, insomma, non è delle migliori. Come bisogna fare in questi casi, mandiamo a quel paese tutti i problemi e ci concentriamo sulla vacanza, inerpicandoci sulla 63, la strada del Troll, tra pareti di roccia (la famosa parete nera di 1.000 metri).
La difficoltà di questa strada, narrata da molti diari, si rivela una leggenda: la realtà è quella di una strada di montagna come tante, fatta di continui tornanti ma molto meno trafficata (ad esempio) di quelle dolomitiche. Certo, bisogna fare attenzione e, in un punto, abbiamo avuto anche problemi con un camion norvegese (è abbastanza raro incontrarne, mentre più frequentemente si incrociano autobus turistici): la reciproca gentilezza risolve tutto rapidamente. La Trollstigen si rivela una esperienza unica. Ci fermiamo spesso per ammirare le pareti montuose e le cascate (le piazzole di sosta sono abbastanza frequenti) e, in cima, andiamo a vedere la terrazza panoramica sulla lato nord della vallata; siamo a circa 700 m.s.l.m. ma non fa freddo e c’è anche il sole; saliamo ancora un po’ e pranziamo subito dopo il valico, con lo sguardo sull’altro versante, la Valldal, la valle delle fragole. La discesa nella Valldal è molto diversa, assai più dolce e senza tornanti: la valle delle fragole è bellissima, di un verde brillante, molto boscosa, attraversata da un torrente impetuoso e solcata da numerose cascate provocate dallo scioglimento dei ghiacciai. Valldal Alla fine della valle, a Linge, incontriamo il Nordallfjorden, uno dei rami dello Storfjorden, l’altro è il Sunnyivsfjorden che finisce poi nel fiordo di Geiranger. Invece di traghettare, scegliamo di continuare a destra, verso nord-ovest, sulla strada 650, costeggiando il fiordo, tra continui tunnel e splendidi panorami: lo scopo è quello di riprendere la E39 a Sjoholt ed arrivare (con la E136) di nuovo a Tresfjord, dove ci è stata indicata una possibile ricarica di gas. La deviazione merita comunque per la bellezza del panorama lungo lo Storfjorden. A Tresfjord troviamo la ricarica del gas e un tipo straordinario (un vero genio degli attacchi, che ovviamente non corrispondono ai nostri): ci riempie la bombola per 100 NOK, facendoci pagare solo 25 NOK di sovrapprezzo per tutta la fatica impiegata per i collegamenti. Troviamo pure il supermarket, risolvendo anche il problema della spesa.
Torniamo verso Linge, con l’idea di traghettare alle 20.15 per Eidsdal: avere gli orari dei traghetti è un vantaggio notevole; avevamo preso un opuscolo sul primo traghetto, consigliamo di fare altrettanto. Violando (neanche tanto) qualche limite di velocità, riusciamo a prendere il traghetto al volo e risparmiamo pure: il bigliettaio parla inglese meno di noi...; risultato: appena 129 NOK. Sbarchiamo alle 20.30: quella che si annunciava come una giornata terribile, è risultata invece meravigliosa. Ci fermiamo in una piazzola di sosta di fronte a un lago, vicino Eidsdal.

VENERDÌ 17 AGOSTO 07: Eidsdal – Olden (Norvegia), km 170– TOTALE KM 4.317.

Ancora una brutta notte, fatta di vento e pioggia. Sveglia alle 8.00 e partenza alle 9.30. Il programma prevede l’escursione sul “Geiranger Sightseeing” il traghetto turistico sul fiordo di Geiranger. Saliamo sulla strada 63 (il passo è a circa 600 m.s.l.m.), e ci buttiamo su Geiranger per gli undici tornanti della “strada delle aquile”, vera picchiata da rapaci.
Ci sono alcune piazzole di sosta (contromano) con vista sul Geirangerfjord, il fiordo più famoso del mondo, con dietro il ghiacciaio e in mezzo una nave da crociera. E’ nuvoloso ma non piove (ancora...). Alcune pecore dormono tranquillamente sul ciglio della strada e abbiamo difficoltà a superare due caprette che, forse, volevano mostrarci la via... A Geiranger l’aria è molto diversa, non c’è vento, fa più caldo (siamo a livello del mare) e piove a leggere spruzzate. traghetto turistico sul fiordo di Geiranger Il tour del fiordo comincia alle 11.30 (595 NOK per 5 adulti e 1 bambino), ne approfittiamo per un giro tra i negozi di souvenir. L’escursione dura 1 ora e mezzo: ci vengono mostrati la strada delle aquile, molte cascate (le più famose sono le sette sorelle e il pretendente) e alcune fattorie abbandonate destinate alla coltivazione di frutta. Il tutto ci viene spiegato in diverse lingue, tra cui francese e inglese ma non italiano. Fa freddo e ci copriamo con tutto quello che abbiamo (che differenza rispetto alle maniche corte di Alesund...) e la virata alla fine del fiordo si rivela drammatica: un’ondata bagna completamente la tolda e molti dei passeggeri, tra cui anche alcuni di noi. Quasi alla fine del tragitto di ritorno il battello si ferma per far scendere gli escursionisti che raggiungeranno Geiranger attraverso un sentiero lungo, difficile e scosceso, attrezzato in alcuni punti con corde fisse: rinunciamo decisamente, il tempo è brutto e non siamo attrezzati con calzature adatte (e comincio ad avvertire la stanchezza...).
Sbarchiamo alle 13.30 e, tanto per cambiare, la pioggia aumenta di intensità: abbiamo appena il tempo di vedere l’attracco dell’Hurtigruten (il famoso traghetto che da Bergen arriva a capo Nord facendo tappa nei fiordi principali); poi, fuga in camper per il pranzo. Nel pomeriggio, alle 16.00, ripartiamo da Geiranger, rinunciando (a causa del brutto tempo) alle altre semplici escursioni a piedi di cui avevamo letto sulle guide, e riprendiamo la strada 63 verso il monte Dalsnibba. Dopo la sosta sul punto panoramico dal quale si vede l’immagine classica del fiordo di Geiranger, si sale per una valle verdissima, attraversata da un grosso torrente. Raggiunta quota 1.000 m.s.l.m., rinunciamo alla deviazione per il monte Dalsnibba: in questa che sarà la prima giornata delle rinunce, questa è forse quella che ci dispiace di più: avremmo dovuto percorrere una sterrata di alcuni chilometri che ci avrebbe portato a quota 1.500 m.s.l.m., ad un ampio parcheggio dal quale si vedono il monte, il fiordo di Geiranger, la strada delle aquile... Siccome piove, a quella quota, oltre a non vedere nulla, si rischia di trovare anche la neve e di restare lì bloccati.

Scendiamo quindi verso Grotli, prima sulla strada 63, e poi sulla strada 15, per poi deviare sulla strada 258, la mitica sterrata che ci riporta sulla strada 15, verso Stryn. E’ una strada bellissima anche con la pioggia: si mantiene in quota (tra i 900 e i 1.100 m.s.l.m.) e attraversa una vallata brulla nella quale un torrente forma frequenti laghi, con panorami sulle propaggini settentrionali del ghiacciaio Jostedalsbreen e lingue di neve che arrivano fino ai bordi della strada. Sono 26 km indimenticabili, specie per Roberto che guida: la strada è abbastanza pianeggiante, ben battuta e poco sconnessa, ma è stretta e la pioggia battente obbliga a fare molta attenzione: ci mettiamo più di un’ora, ma ne vale la pena!
Alla fine della valle, la strada si getta su Stryn, ricongiungendosi con la strada 15 e continuando a scendere con ripidi tornanti fino al livello del mare. Lasciamo la strada 15 a Stryn e prendiamo la strada 60 verso Loen, Olden e Innvik, costeggiando il ramo più orientale del Nordfjorden. Ci fermiamo alle 21.00 su una piazzola di sosta tra Olden e Innvik, vicino alla deviazione per la valle che ci porterà al Briksdalensbreen.

SABATO 18 AGOSTO 07: Olden – Fjaerland (Norvegia), km 160– TOTALE KM 4.477.

Ci svegliamo alle 8.00 e alle 10.00 ritorniamo verso Olden, sempre percorrendo la strada 60 che costeggia il Nordfjorden. Il tempo è sempre brutto ma leggermente migliore di ieri sera. A Olden imbocchiamo la strada per Briksdal, centro turistico a livello di Geiranger: è una valle pianeggiante e bellissima, chiusa da due laghi e con numerose cascate alimentate dalle piogge di questi giorni.
La strada per Briksdal, molto stretta, è lunga circa 25 km, lungo i quali troviamo diversi campeggi e un camper service. Alle 11 parcheggiamo nello spazio riservato ai camper (40 NOK) e partiamo per la nostra escursione, saltando gli immancabili negozi di souvenir. ghiacciaio di Jostedalsbreen Il cammino in salita (non molto ripida) dura circa un’ora: troviamo un punto panoramico davanti a una cascata e un passaggio sotto una cascata (impossibile non bagnarsi); a mezzogiorno arriviamo al Briksdalensbreen, una lingua di ghiaccio che scende dallo Jostedalsbreen, il ghiacciaio più esteso d’Europa: siamo a 300 m.s.l.m. (il parcheggio era a 100 m.s.l.m.). Lo spettacolo della lingua di ghiaccio, che alla sua base forma un lago, è impressionante: saracchi alti diversi metri, fenditure, campanili, il tutto con riflessi azzurri di diverse sfumature. La temperatura, finora mite, si abbassa decisamente sul fronte del ghiacciaio. Scendiamo fino alla “pancia”, dove inizia il lago e provo anche a salire su un gradino: niente da fare, la superficie del ghiaccio è scivolosa e liscia come una pista di pattinaggio.
A malincuore abbandoniamo questa meraviglia alle 14.00 circa. Una mezz’oretta per scendere al camper, in tempo per evitare la pioggia che aumenta di intensità. Forse stiamo cominciando a capire i tempi della Norvegia... Il pranzo è l’occasione per scambiarsi impressioni sull’escursione: la soddisfazione per l’incanto ammirato, lo stupore per un ghiacciaio posto ad un’altitudine pari a quella di Recanati e Macerata, i commenti sulle persone incontrate, moltissime e di tutte le nazionalità (italiani in abbondanza), e sull’abbigliamento veramente improbabile di alcuni, specie quelli scesi dalla nave “Costa crociere”, che andava dai bermuda alle espadrillas, dai capi firmati alle scarpe da tennis.
Alle 17.00, dopo aver pranzato, scendiamo la valle di Briksdal e alle 17.50 riprendiamo la strada 60 a Olden. Invece di tornare a Stryn ed arrivare a Lom con la strada 15 (per visitare l’altro ghiacciaio dello Jotunheimen), decidiamo di evitare questo lungo giro: da Olden svoltiamo quindi a sinistra, sempre sulla strada 60, verso Byrkjelo. Nel punto più largo del Nordfjorden la strada gira a sinistra, lascia il fiordo e comincia a salire fino a 600 m.s.l.m. per poi scendere a Byrkjelo, dove riprendiamo la E39 (la costiera norvegese) fino a Skei; qui si lascia la E39 e si prosegue sulla strada 5, costeggiando il ramo meridionale del lago Josltravatnet fino a Lunde, passando sotto numerose gallerie.
Alle 19.30, dopo un tunnel di 6 km sotto lo Jostedalsbreen, arriviamo a Fjaerland, un paesino semideserto noto per essere una delle “città del libro” norvegesi: si trovano diversi negozi di libri usati e una bancarella incustodita dove si possono scegliere i libri lasciando il relativo prezzo in una cassettina. Decidiamo di fare un giro per il paese e la sua tranquillità ci consiglia di fermarci per la notte.

DOMENICA 19 AGOSTO 07: Fjaerland – Aurland (Norvegia), km 213– TOTALE KM 4.690.

Sveglia alle 8.00; alle 9.30 entriamo al museo dei ghiacciai di Fjaerland (adulti 90 NOK), dove ci viene mostrata la storia dello Jostedalsbreen, ricreato anche in una grotta dove si possono sentire i rumori del ghiacciaio. Particolarmente suggestivo è un video realizzato da un regista italiano, proiettato in tridimensionale su 5 maxischermi, che descrive le escursioni sul ghiacciaio: le riprese dall’elicottero sono veramente impressionanti.
Alle 11.30 riprendiamo la strada 5 verso Sogndal (vari tunnel ci costano 160 NOK), dove giriamo a sinistra per la strada 55 fino a Solvorn, sul Lustrafjorden, il ramo più settentrionale del Sognefjorden, il fiordo più profondo d’Europa. Piove forte, ci sono continui tunnel e mucche sul ciglio della strada. Traghettiamo per Urnes senza camper (54 NOK adulti andata/ritorno) e visitiamo la Urnes Stavkirke, la chiesa in legno più antica della Norvegia (45 NOK adulti per l’ingresso).
La chiesa è molto bella, l’interno è decorato e intarsiato: peccato che la visita sia guidata (non capisco nulla...) e lo spazio sia poco (la chiesa è molto piccola). Il panorama sarebbe grandioso perché la chiesa sta in alto e per arrivarci si percorre circa 1 km a piedi in salita: si dovrebbe ammirare il fiordo ma pioggia e nebbia ci nascondono quasi tutto, per cui riprendiamo il traghetto al volo alle 14.30 scendendo dalla chiesa di corsa in 10 minuti.

piazzole di sosta nel tunnel Alle 15.15, ritornati a Sogndal con la strada 55, svoltiamo a sinistra in direzione di Laerdal, di nuovo sulla strada 5. A Mannheller traghettiamo per Fodness, pagando ben 392 NOK: è tantissimo, ma si paga anche il tunnel che esce sul molo d’imbarco. Siamo all’imbocco dell’Ardalsfjorden, il ramo più orientale del Sognefjorden, siamo a oltre 200 km dal mare ma pur sempre sul mare. Il nostro programma, a questo punto, prevede di prendere a sinistra per la strada 53 e costeggiare l’Ardalsfjorden fino al lago Tyn. La pessima giornata (la più brutta che abbiamo incontrato) ci impone di evitare questo inutile giro nella nebbia e di prendere direttamente la E16 fino a Borgund, dove visitiamo la Stavkirke più famosa della Norvegia (ingresso adulti 50 NOK): la chiesa merita anche se l’interno è molto buio. Alle 18 ripartiamo da Borgund, tornando indietro sulla E16; poco prima di Laerdal svoltiamo a sinistra e ci infiliamo sotto il tunnel di 24
,5 km che esce ad Aurland: molto suggestive le 3 piazzole di sosta illuminate di azzurro. L’alternativa al tunnel (gratuito) sarebbe la strada della neve (288), consigliata da molti camperisti: si allunga di una ventina di chilometri e si sale in quota; il brutto tempo ce lo sconsiglia proprio. Visto che il freddo è pungente, decidiamo di fermarci in campeggio (nel triangolo Aurland-Flam-Gudvangen ce ne sono diversi): giriamo un po’ e alla fine ci fermiamo al Lunde camping di Aurland (camper, 6 persone, elettricità: 280 NOK).

LUNEDÌ 20 AGOSTO 07: Aurland – Bergen (Norvegia), km 207– TOTALE KM 4.897.

Ci svegliamo alle 8.00 e alle 10.15 arriviamo a Flam, sempre sulla E16. Alle 11.00 saliamo sul famoso trenino per Myrdal, una linea di circa 20 chilometri che supera pendenze forti per un treno (la media è del 5% circa), fino ad arrivare a oltre 800 metri di quota. Si tratta di un operazione turistica che più turistica non si può: si pagano 290 NOK a testa + 700 per il biglietto family (spendiamo in totale 1.570 NOK, oltre € 200), il treno è affollatissimo e pieno di giapponesi che fotografano anche l’aria che respirano.
Inoltre, le spettacolari vedute risultano assolutamente non vedute: pioggia, nebbia, e nuvole basse non ci danno tregua. C’è anche una breve sosta dove si scende e si possono ammirare le evoluzioni di attori vestiti da vichinghi che saltano sulle rocce davanti a una cascata. Che tristezza... Certo, con il bel tempo avremmo potuto proseguire da Myrdal per una escursione a piedi e tutto sarebbe stato diverso; in queste condizioni, era molto meglio spendere € 200 al ristorante...

Ritorniamo al camper alle 14.00 e pranziamo. Riprendiamo la E16; da Flam a Gudvangen la strada è fatta praticamente di 2 tunnel (gratuiti) di 5 e 11,5 km: tra di essi c’è il bivio per Undredal, dove sorge la chiesa più piccola della Norvegia; saltiamo questa deviazione per il cattivo tempo che imperversa.
Gudvangen è situata all’estremità meridionale del Naeroyfjorden, il fiordo più stretto d’Europa, che forma, insieme con l’Aurlandsfjorden, un triangolo simile ai due bracci del lago di Como. Cerchiamo un’escursione in battello su questi fiordi e cerchiamo anche un punto panoramico. Non troviamo nulla: pioggia e nuvole basse impediscono qualsiasi vista e sconsigliano ogni cosa.

Oggi è forse la giornata peggiore (un’altra giornata delle rinunce!); il nostro programma prevedeva infatti di passare un altro giorno in questa zona: oltre ai due fiordi citati, avremmo voluto (a Vinje) deviare dalla E16 sulla strada 13, raggiungere la cittadina di Vik da dove si vede il braccio del Sognefyorden prima che si divida in tutte le sue diramazioni; tornati indietro, avremmo dovuto seguire la strada 13 fino a Ulvik, ammirare l’Osafjorden, traghettare a Buravik per Brimnes e raggiungere il punto panoramico di Voringfoss (180 m.s.l.m.) che domina l’Eidfjorden.
Saremmo poi tornati verso Bergen con la strada 7 che costeggia l’Hardangerfjorden. Tutto molto bello, ma le condizioni del tempo ci impongono di evitare questo lungo giro e di puntare su Bergen per la strada più breve (la E16).

Entriamo a Bergen da Nord, alle 18.00 circa, con un giorno d’anticipo sul nostro programma. La ricerca dell’area di sosta attrezzata è estenuante (non ci sono indicazioni): l’ufficio informazioni del centro città, dopo una lunga fila, ci indirizza verso Damsgardsvegen, nella parte meridionale della città, sulle rive del Damsgardsundet, sotto il grande ponte Puddefjordsbroen.
Alle 20.00 arriviamo all’area attrezzata (195 NOK a notte elettricità compresa). Paghiamo per due notti (390 NOK) perché altrimenti saremmo dovuti partire entro le 14.00 di domani. E finisce questa giornata veramente infernale...

MARTEDÌ 21 AGOSTO 07: Bergen (Norvegia), km 0 – TOTALE KM 4.897.

La sveglia alle 8.00 ci porta una grande novità: splende un bel sole caldo; e pensare che Bergen è considerata la città più piovosa d’Europa (piove in media 270 giorni all’anno...); oggi non faremo neanche un metro in camper e ci dedicheremo alla visita della città. Dopo aver trovato la vicina fermata dell’autobus, verifichiamo che il centro è raggiungibile a piedi in una ventina di minuti e ci incamminiamo, rallegrati dal sole e dai bellissimi colori.

  • Bryggen: è la via degli antichi depositi dei pescatori Bryggen: è la via degli antichi depositi dei pescatori, ristrutturati con facciate variopinte; tra di essi, un dedalo di viuzze, vicoletti, scale interne che portano a negozietti, uffici ed esposizioni di artisti. Veramente caratteristico. Dietro, sulla Ovregaten, il quartiere di Bryggen con edifici molto curati.
  • Hakonshaven (la sala di Hakon): edificio medievale in fondo alla piccola penisola (ingresso adulti 40 NOK), con la splendida sala delle feste e il seggio di re Hakon.
  • Domkirken: il Duomo di Bergen, la cattedrale della città, una chiesa in pietra semplice e spoglia, eretta tra il XII e il XIII secolo (ingresso libero).
  • Floyebana: la funicolare di Bergen che porta alla collina di Floyen (320 m.s.l.m.), con bei panorami sulla città, sui fiordi e sulle isole circostanti. Costa 70 NOK a testa andata e ritorno (35 NOK bambini).
  • Duomo di Bergen Maria Kirken: chiesa in pietra del XII secolo con notevole altare barocco (ingresso 20 NOK); splendido l’organo a canne.
  • Acquario: situato dalla parte opposta del Bryggen, all’estremità della penisola meridionale; ci sono molte vasche con moltissime specie; i piani sotterranei (il vero e proprio acquario) sono molto interessanti; all’esterno, purtroppo, ci sono foche e pinguini, ai quali viene dato da mangiare durante una sottospecie di spettacolo di animali ammaestrati che si esibiscono per turisti entusiasti; una vergogna che costa pure 150 NOK a testa!

Me ne vado e torno alla Maria Kirken per assistere ad un concerto d’organo di un’ora circa: l’ingresso costa 80 NOK e questi si che sono soldi spesi bene. Ceniamo in città e alle 22.30 torniamo al camper.

MERCOLEDÌ 22 AGOSTO 07: Bergen – Jorpeland (Norvegia), km 260 – TOTALE KM 5.157.

Ci svegliamo alle 8.00 e alle 10.00 partiamo verso Stavanger. Oggi sarà una giornata di trasferimento passata tra tunnel e traghetti: per fortuna il sole e il cielo limpido ci faranno apprezzare la bellezza del paesaggio.
La costiera norvegese (la E39) tra Bergen e Stavanger deve passare continui bracci di mare, alcuni anche molto larghi: il primo traghetto (il più lungo tra quelli dei fiordi) ci porta da Halhjem a Sandvikvag, attraverso il Bjornafjorden, e costa ben 640 NOK; un tunnel sottomarino prima di Valevag ci permette di “guadare” l’Hardangerfjorden (85 NOK); con il traghetto tra Arsvagen e Rennesoy superiamo il Boknafjorden (485 NOK); un altro tunnel sottomarino di 5 km, che scende a meno 135 metri, dopo l’isola di Rennesoy, gratuito; ed infine, un terzo tunnel sottomarino di 6 km, che arriva a 250 metri sotto il livello del mare, anch’esso gratuito, forti pendenze, ci sbarca a Randaberg alle porte di Stavanger.

Insomma, per fare poco più di duecento km abbiamo speso 1.210 NOK (circa 158 €) e impiegato 6 ore, compresa una sosta per il pranzo in riva al mare sull’isola di Rennesoy (prima di mangiare, finalmente, sono riuscito a fare il bagno!).
Comprendiamo ora perché a questo tratto, alcuni camperisti hanno dato il nome di “strada dei ladri”: mai definizione fu più azzeccata! D’altronde, per raggiungere la parte meridionale della Norvegia, non ci sono alternative alla E39, a meno di non voler percorrere centinaia di chilometri di curve. E poi, il percorso permette di vedere i fiordi dal lato del mare e i panorami meritano la spesa.

Alle 16.30 sostiamo a Stavager (13 NOK di ingresso e 20 NOK di parcheggio) e visitiamo la città, il porto vecchio, la cattedrale in pietra (chiusa). Una cittadina ridente e molto affollata di turisti. Sarà il sole che ci mette il buon umore, ma oggi si sta proprio bene.
Riprendiamo la E39 e, a Sandes, svoltiamo a sinistra sulla strada 13. Dopo aver traghettato sull’Hogsfjorden da Lauvik a Oanes (175 NOK), arriviamo a costeggiare il Lysefjorden (un ramo dell’altro fiordo) dove si affaccia il Prekestolen, la roccia del pulpito, che vedremo domani. Ci fermiamo a Jorpeland, poco dopo il bivio per il Prekestolen. Sono le 20.15.

GIOVEDÌ 23 AGOSTO 07: Jorpeland – Brattland (Norvegia), km 170 – TOTALE KM 5.327.

Lysefjorden: il parallelepipedo di pietra Ci svegliamo alle 8.30 e alle 10.00 riprendiamo la strada 13 tornando verso il Prekestolen: dopo 4 km giriamo a sinistra e percorriamo altri 6 km su una comoda asfaltata che porta al rifugio Prekestolen, dove parcheggiamo (80 NOK) e partiamo per la escursione più lunga e più rinomata del nostro viaggio. Sono circa 2 ore di salita, alternata a spianate e saliscendi, attraverso un sentiero frequentatissimo che si snoda tra rocce e acquitrini (evitati grazie a lunghi ponti di legno): si va dai 300 m.s.l.m. del parcheggio ai 600 del pulpito. Arriviamo alla spicciolata sulla piattaforma (impiego 1h e 50’), finalmente sole, sudore e maniche corte! Panino di rito e decine di fotografie, alcune anche un po’ ardite.
Lo spettacolo del Lysefjorden è veramente stupendo e questo parallelepipedo di pietra, levigato e abbastanza regolare, sembra fatto apposta per aprrezzarlo. Alle 13.30 saliamo ancora verso la vetta del Prekestolen e scendiamo per la diretta (all’andata eravamo saliti per la cengia che gira attorno al costone roccioso), verso i due laghetti dove, secondo i cartelli, si potrebbe fare il bagno. Evito il bagno (l’acqua non mi sembra delle migliori), mentre Mauro e Veronica si tuffano. Alle 15.00 siamo al parcheggio, pronti per la doccia al rifugio (10 NOK), nonché per la meritatissima birra fresca.
Alle 17.30, asciutti e puliti, ripartiamo verso Oslo sulla strada 13. Dopo il breve traghetto Hjelmeland – Nasvik (230 NOK), continuiamo sulla strada 13 verso Sand e ci fermiamo alle 21.00 una ventina di chilometri prima di Roldal, più o meno a Brattland. La strada è stata per lo più stretta, tortuosa e difficile, faticosa per chi guida.

VENERDÌ 24 AGOSTO 07: Brattland – Varberg (Svezia), km 700 – TOTALE KM 6.027.

Comincia il nostro lungo viaggio di ritorno. Ci svegliamo presto, alle 7.30, e alle 8.00 siamo già in cammino: arrivati a Roldal, prendiamo a destra per la E134 (un’altra delle “nazionali” norvegesi) verso Oslo. La strada sale fino a quota 1.150 m.s.l.m. (quota più alta del viaggio) ed entra nella regione del Telemark. I fiordi sono lontani, ma il paesaggio è egualmente splendido: montagne con lingue di neve si specchiano nei continui laghi e prati d’alta quota di un verde brillante illuminato dal sole. Decidiamo di fermarci per la colazione un po’ più in basso del valico, alle 9.00.

Ripartiamo dopo un’oretta, un po’ dispiaciuti di non poter dedicare più tempo al Telemark e al canale naturale/artificiale che lo attraversa. Proseguiamo sulla E134 fino a Drammen, grosso centro alle porte di Oslo. Entriamo sull’autostrada E18 per Oslo, lasciandola quasi subito per evitare il transito nella capitale.
Tagliamo infatti per la strada 23 che attraversa l’Oslofjorden con un tunnel sottomarino di 6 km (55 NOK) e, dopo pranzo, riprendiamo l’autostrada (E6) verso il confine con la Svezia. Paghiamo due volte un pedaggio di 20 NOK e consumiamo le ultime corone norvegesi in un rifornimento di gasolio poco prima della frontiera. Alle 17.45 entriamo in Svezia, proseguendo fino alle 21.20: siamo nei pressi di Varberg, a circa 200 km da Copenhagen.

SABATO 25 AGOSTO 07: Varberg – Oldenburg (Germania), km 505 – TOTALE KM 6.532.

Anche oggi la sveglia è mattiniera, alle 7.30, e alle 9.25 partiamo verso Malmoe. Alle 11.30 varchiamo la frontiera tra Svezia e Danimarca: il ponte di 11 km e il successivo tunnel sottomarino comportano un pedaggio di 600 SEK (490 DKK).
Imbocchiamo la E20 verso Copenhagen ma scegliamo, anche qui un po’ a malincuore, di non fermarci nella capitale danese. Potremmo infatti starci un pomeriggio e una mattinata, mentre l’atmosfera e la bellezza della città meritano una visita più accurata. E poi, il camper non ci sembra il mezzo più adatto per muoverci in un agglomerato urbano di 1,5 milioni di abitanti: rischieremmo di perdere un sacco di tempo e non ne abbiamo. Faremo un week-end invernale a Copenhagen.

A Koge proseguiamo sulla E47 verso Rodby, uscendo all’uscita 41 diretti all’isola di Mon, dove visitiamo il paesino di Stege (pianta e struttura medievali, con bastioni e fossati), e le scogliere bianche (parcheggio camper 30 DKK). Scendiamo al mare con 500 scalini che coprono un dislivello di circa 100 metri: le scogliere sono belle, anche se sarebbe meglio andarci di mattina con il sole che le illumina da est.
Ripartiamo verso le 18.30, rifacendo all’inverso la strada 59 e riprendendo la E47 in direzione Rodby. Alle 19.50 arriviamo a Rodbyhvn, all’imbarco del traghetto per Puttgarden (Germania): visto che non necessita di prenotazione e che la traversata dura meno di un’ora, abbiamo tutto il tempo per compierla stasera (530 DKK). Sbarchiamo alle 21.00, percorriamo un tratto della strada 207, molto affollata di traffico pesante e, alle 21.30, ci fermiamo all’inizio dell’autostrada A1 tedesca. Siamo tornati nel pianeta dell’Euro.

DOMENICA 26 AGOSTO 07: Oldenburg – Rothenburg (Germania), km 695 – TOTALE KM 7.227.

Sveglia alle 8.00 e alle 9.30 partiamo sulla A1 tedesca verso Amburgo, dove un ingorgo ci rallenta molto, facendoci perdere almeno un’ora. Da Amburgo proseguiamo sulla A7 tedesca che abbiamo percorso anche all’andata. Ci fermiamo alle 20.30, un po’ prima di Rothenburg, paese medievale sul fiume Tauber. Siamo a 360 km da Insbruck, dove domani vorremmo arrivare per pranzo, e a circa 1.000 km da Macerata.

LUNEDÌ 27 AGOSTO 07: Rothenburg - Andalo (Italia), km 555 – TOTALE KM 7.782.

Svegli alle 8.00 e partenza alle 9.50 verso Insbruck; l’ipotesi di arrivarci per pranzo è già tramontata. Alle 13 siamo infatti al confine tra Germania e Austria, dopo aver lasciato la A7 tedesca a Mittelberg.
Proseguiamo sulla 179, comoda strada di montagna austriaca e ci fermiamo a mangiare in una pizzeria di Reutte, cittadina nella quale ci procuriamo anche la “vignette” (7,60 €), il talloncino necessario sulle strade austriache. A12 fino a Insbruck, dove ci fermiamo un paio d’ore (parcheggio 2€): il centro storico è molto carino e completamente pedonalizzato e mi concedo pure una fetta di strudel.
Ripartiamo alle 18 e paghiamo 8 € di pedaggio per il Brennero; alle 18.30 siamo alla frontiera italiana. Per non dormire ancora in un’area di sosta dell’autostrada, decidiamo di fermarci ad Andalo, che dista solo una ventina di km dal casello di Mezzocorona dell’A22 per Modena (7.90 €). Ci arriviamo alle 20.20.

MARTEDÌ 27 AGOSTO 07: Andalo - Macerata, km 556 – TOTALE KM 8.338.

Mi alzo alle 7.20 e, sopraffatto dalla nostalgia per le Dolomiti, mi incammino sul sentiero 340 verso il rifugio La Montanara da dove si gode una splendida vista sul gruppo del Brenta. Non faccio in tempo ad arrivarci (non ci sarei riuscito neanche da giovane), arrivo a vedere il campanile basso, a fianco delle cime Brenta e Tosa. Cammino un’ora e mezzo circa, salendo dai 1.025 m.l.s.m. di Andalo fino a circa 1.200.
Torno indietro per lo stesso sentiero, incontrando frotte di escursionisti che partono per i rifugi del Brenta. La nostalgia dolomitica raggiunge il suo apice. Cerco di porvi rimedio con un’abbondante colazione alla pasticceria di Andalo, già visitata da Alessandra e Roberto, tuffandomi in un krapfen.
Alle 9.50 si parte e alle 10.25 riprendiamo l’A22. Il traffico è scorrevole con qualche piccolo rallentamento; a Modena passiamo sull’A1 e a Bologna Borgo Panigale imbocchiamo l’A14. Usciamo al casello di Civitanova Marche (26,70 €) e alle 17.40 entriamo a Macerata, dopo 8.338 km.

CONCLUSIONI

Il nostro viaggio ha avuto lati positivi e negativi: la Norvegia è un paese meraviglioso, civile e organizzato, dove la natura la fa veramente da padrona, anche quando l’uomo vi si insedia in maniera massiccia.

Le nostre giornate sono state bersagliate dal maltempo che ci ha impedito quasi completamente di apprezzare la zona del Sognefjorden e, in parte, anche la zona intorno a Geiranger, cioè il cuore dei fiordi norvegesi e della nostra vacanza. Però abbiamo avuto anche giornate positive e, pure con il cattivo tempo, il paesaggio norvegese resta indimenticabile.

I dubbi riguardano proprio la natura del viaggio e il mezzo usato: chi ha il camper di proprietà non può avere dubbi, un viaggio in Norvegia è consigliabilissimo, per l’organizzazione e la qualità dei servizi offerti.

Per chi, come noi, deve affittarlo, la soluzione dell’aereo, con noleggio di un auto a Oslo o Bergen, è forse preferibile: si evitano le lunghissime tappe di avvicinamento (oltre 1.000 km solo in Germania) e, per dormire, si possono usare le casette prefabbricate dei campeggi, che non sono molto economiche (€ 40-50 a notte ogni coppia) ma sempre meno costose del noleggio. E molto più comode.


Spese CAMPER viaggio NORVEGIA
NOLEGGIO camper 3.300,0
OLIO motore Linge (Norvegia): 83 NOK 11,0
CARBURANTE litri NOK SEK DKK  
GASOLIO Garda EST 75,70 90,80        
GASOLIO Fulda (Germania) 64,70 75,00        
GASOLIO Kassel (Germania) 73,60 86,40        
GASOLIO Rendsburg (Germ.) 66,70 81,00        
GASOLIO Hobro (Danimarca) 70,00       611,10  
GASOLIO Oslo (Norvegia) 74,15   740,00      
GASOLIO Kvernes (Norvegia) 73,00   763,50      
GASOLIO Linge (Norvegia) 61,80   670,00      
GASOLIO Sogndal (Norvergia) 64,80   670,00      
GASOLIO Jorpeland (Norvegia) 72,70   770,00      
GASOLIO Skjeberg (Norvegia) 32,80   337,00      
GASOLIO Varberg (Svezia) 58,70     630,00    
GASOLIO Koge (Danimarca) 69,80       630,00  
GASOLIO Amburgo (Germania) 73,00 85,00        
GASOLIO Kempten (Germania) 76,70 89,30        
GASOLIO Modena 72,40 86,00        
GASOLIO Sforzacosta 52,00 60,00        
TOTALE x 8.336 km (media 7,3) 1.132,6 653,50 3.950,5 630,0 1.241,1  
CONVERSIONE in EURO e TOTALE gas. 653,50 516,40 70,80 171,20 1.412,0
PEDAGGI e AUTOSTRADE NOK SEK DKK  
autostrada Vipiteno   34,30        
autostrada Brennero   8,00        
PEDAGGIO vignette Austria   7,60        
PEDAGGIO ingresso Norvegia     120,00      
PEDAGGIO ingresso-uscita Oslo     60,00      
PEDAGGIO E39 Trondheim     32,00      
PEDAGGIO tunnel SM Kristiansund     174,00      
PEDAGGIO tunnel SM Kvernes-Molde     15,00      
PEDAGGIO tunnel Fjaerland     160,00      
PEDAGGIO tunnel SM Valevag     85,00      
PEDAGGIO ingresso Stavanger     13,00      
PEDAGGIO tunnel SM Oslofjord     55,00      
PEDAGGIO Oslo - frontiera DEN     40,00      
PEDAGGIO ponte-tunnel Malmoe       600,00    
PEDAGGIO vignette Austria   7,60        
autostrada Brennero   8,00        
autostrada Mezzocorona   7,90        
autostrada Civitanova   26,70        
TOTALE pedaggi e autostrade 100,10 754,00 600,00 0,00  
CONVERSIONE in EURO e TOTALE ped. 100,10 98,58 67,40 0,00 266,1
CAMPEGGI e AREE di SOSTA NOK SEK DKK  
CAMPEGGIO Ekeberg (Oslo)     345,00      
CAMPEGGIO Romsdalfjord     225,00      
CAMPEGGIO (Lunde) Aurland     280,00      
area sosta Dombas     190,00      
area sosta Damsgardsvegen (Bergen)     390,00      
TOTALE campeggi e aree sosta   1.430,0      
CONVERSIONE in EURO e TOTALE camp.   186,94     186,9
TRAGHETTI NOK SEK DKK  
TRAGHETTO Frederikshavn-Goteborg   210,00        
TRAGHETTO Halsa-Kanestraum     283,00      
TRAGHETTO Kristiansund-Bremsnes     340,00      
TRAGHETTO Molde-Vastnes     285,00      
TRAGHETTO Sulesund-Hareid     315,00      
TRAGHETTO Hareid-Sulesund     315,00      
TRAGHETTO Linge-Eisdal     129,00      
TRAGHETTO Solvorn-Urnes (NO camper)     300,00      
TRAGHETTO Mannheller-Fodnes     392,00      
TRAGHETTO Halhjem-Sandvikvag     640,00      
TRAGHETTO Arsvagen-Rennesoy     485,00      
TRAGHETTO Lauvrik-Oanes     175,00      
TRAGHETTO Hjelmeland-Nesvik     230,00      
TRAGHETTO Rodbyhavn-Puttgarden         530,00  
TOTALE traghetti 210,00 3.889,0 0,00 530,00  
CONVERSIONE in EURO e TOTALE tr. 210,00 508,37 0,00 73,10 791,5
TOTALE spese CAMPER 5.967,5







     
 

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