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MACERATA Aprile - Maggio   Luisa e Pietro Sergi

In Provincia di Macerata tra borghi medievali e suggestivi paesaggi

Per il ponte del 1° maggio decidiamo di visitare alcuni borghi a sud della provincia di Macerata che si fregiano della Bandiera Arancione1 del Touring Club Italiano ed altri paesi più o meno grandi, seppur privi di questo importante riconoscimento, ma altrettanto belli. Il desidero di conoscere posti così interessanti e talvolta fuori dai circuiti turistici tradizionali non ci abbandona mai ed anzi ci invoglia sempre di più. Non solo borghi, come vedremo, ma anche abbazie, santuari e suggestivi paesaggi.

L’itinerario che abbiamo fatto (circa 715 Km) è il seguente: Visso, Santuario di Macereto, Sarnano, San Ginesio, Urbisaglia, Tolentino e l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.
Il nostro equipaggio è composto da Stefano (un ragazzo disabile veramente speciale costretto su una sedia a rotelle) sua madre Egidia, il padre Pietro e da Luisa, cugina di Pietro, su Autocaravan Mobilvetta Luna di nostra proprietà, che Stefano fin da subito ha chiamato "Giuditta".

Venerdì 27 aprile

Partiamo da Prato, dove viviamo, nel primo pomeriggio. Stefano è beato, davanti a noi c’è un lungo "ponte" e questo per lui significa stare fuori diversi giorni. Il viaggio si rivela interminabile a causa del "solito" traffico che troviamo sul tratto Calenzano-Firenze Sud2 , ma il paesaggio che ci accompagna già dalla Val di Chiana è bellissimo. La natura intorno a noi è splendida nei colori della primavera e l’ingresso nel Parco dei Monti Sibillini ci avvolge nella sua magnificenza.
La vegetazione è varia e spettacolare: fino a 1700 metri s’incontrano boschi di faggeti, ornello e carpino nero e più su possiamo ammirare estesi pascoli naturali e le cime più alte, che toccano i 2746 metri, sulle quali ci sono pennellate di neve.
Quando giungiamo a Visso3 al parcheggio P3, proprio all’ingresso del borgo, è quasi l’ora di cena. Decidiamo comunque di dare un’occhiata e facciamo un breve giro a piedi nel centro storico. Possiamo constatare che non ci sono particolari problemi a girare con la sedia a rotelle e torniamo quindi al camper per la cena ed una tranquilla nottata.

Sabato 28 aprile

Visso è detta la perla dei Monti Sibillini i quali fanno da cornice, insieme alle antiche torri, a questo centro montano situato a 608 metri s.l.m. che si trova al confine dell’Umbria e della quale faceva parte fino al 1860. La parte antica di questo incantevole piccolo borgo si incentra nella particolarissima Piazza dei Martiri Vissani, delimitata da eleganti palazzetti rinascimentali, dalla splendida Collegiata di S.Maria in stile romano-gotico con un bellissimo portale d’ingresso e dalla Chiesa di S.Agostino oggi sconsacrata e sede del Museo Civico Diocesano.
Prima di iniziare il nostro giro, per la felicità di Stefano, ci fermiamo in un bar della piazza per la colazione dove incontriamo l’unico Vigile Urbano di Visso, il Sig. Luigi Franconi dal quale apprendiamo molte notizie interessanti. Una fra le tante: la strada che attraversa la piazza è stata costruita sopra il torrente Ussita ed è costellata da diversi tombini. In inverno, quando le nevicate sono abbondanti e la piazza è interamente coperta di neve vengono aperti tutti i tombini e la neve viene gettata direttamente nel torrente, rendendo così agibile la piazza nel giro di poche ore. Il Sig. Franconi si offre di farci da guida per una visita al Palazzo dei Priori e fissiamo un appuntamento per le 11. Nel frattempo giriamo per il borgo e visitiamo la bellissima Collegiata.
All’ora fissata entriamo nel Palazzo dei Priori ed il Sig. Franconi si rivela una guida perfetta e sensibile. Ci racconta anche di come il Comune acquistò alcuni manoscritti di Giacomo Leopardi tra cui un "piccolo libretto" di poesie fra le quali l’"Infinito" (conservato nel Museo dei Manoscritti Leopardiani adiacente il Museo Civico Diocesano) e della sua particolare emozione nell’aver tenuto una volta nelle mani tale preziosità, che maneggiò con cura e con appositi guanti. Lasciamo Visso verso l’ora di pranzo con le seguenti impressioni: il borgo è magnifico, ma pieno di auto che attraversano continuamente il centro storico; il Sig. Luigi Franconi, si è rivelato una persona veramente sensibile e appassionata del suo lavoro e del borgo del quale si prende cura ogni giorno. A lui vanno i nostri ringraziamenti per la sua squisita disponibilità e cortesia.
Acquistiamo dei panini con dell’ottima porchetta tipica della zona e ci dirigiamo verso il Santuario di Macereto4 . Lo scenario che si presenta davanti a noi è paradisiaco: su un altopiano a 1004 m di altezza fra pascoli immensi e verdi prati fioriti spicca nel suo candore il Santuario. La leggenda narra che il 12 agosto del 1352 i muli che trasportavano una statua di Madonna, dalle virtù miracolose, si bloccarono e non vollero più proseguire. Lì venne costruita una Cappella attorno alla quale nel XVI secolo, ad opera di Giovan Battista da Lugano, venne costruito il Santuario e il Palazzo delle Guaite circondati da splendide mura con un porticato interno dove all’epoca si rifugiavano i pellegrini.
Lasciamo a malincuore questo splendido posto e nel tardo pomeriggio arriviamo a Sarnano5 passando per Pievebovigliana che non riusciamo a visitare perchè disagevole da girare con la carrozzina.

Domenica 29 aprile

La visita di Sarnano è un po’ dura per noi, in quanto il borgo è arroccato su un colle e quindi troviamo salite ripide e scale ovunque. Riusciamo però ad arrivare a fatica nella Piazza Alta dove s’innalza la Chiesa di S.Maria Assunta del XIII secolo, sovrastata da un massiccio campanile.
Il cotto è l’elemento caratteristico di questo paese che fu edificato solo con tale materiale e che dà all’architettura la semplicità pura e il calore umano. Gli scorci dei vicoli, delle scale, delle case, sono veramente speciali.

In un panificio acquistiamo un tipico dolce del posto: "la Pizza di noci", è a forma di panettoncino farcito di noci e fichi, buonissimo! Per Stefano sarà una festa mangiarlo stasera dopo cena.
Verso le 11 partiamo per San Ginesio6. Entriamo nel borgo dalla Porta Picena costeggiando sulla destra l’antico Spedale di San Paolo (XII sec.) detto "dei pellegrini", in stile romanico a due ordini di logge. Questo paese era una delle tappe per i pellegrini che da Roma andavano a Loreto. Conserva intatte le sue caratteristiche medievali nell’ampia cerchia di mura, nei torrioni, nelle quattro porte d’accesso e nelle sue case in pietra arenaria. Parcheggiamo accanto all’ospedale civico (dentro le mura) ed a piedi giungiamo nella piazza centrale dell’abitato e la troviamo gremita di gente in quanto giorno di mercato. Visitiamo la stupenda Chiesa di Santa Maria Assunta, detta "La Collegiata", la cui facciata è per metà gotica e per metà romanica. Decidiamo di pranzare in una trattoria della piazza in attesa che finisca il mercato. Infatti, quando usciamo, possiamo ammirare in tutto il suo splendore l’intera piazza e il magnifico portale della Colleggiata nel quale, nascosta, c’è "la mano di Dio che regge il mondo". Riprendiamo la nostra "Giuditta" e dopo pochi chilometri giungiamo ad Urbisaglia7 . In posizione dominante sulla Valle del Fiastra, il borgo sembra addormentato nelle assolate ore del primo pomeriggio e solo la splendida ed imponente Rocca sembra piena di vita. La costruzione fu iniziata nei primi del 1500 e venne ultimata sotto il papato di Paolo III nel 1549. E’ a pianta trapezoidale con quattro torrioni ai vertici dei lati e le solide e ampie scarpate a tronco cono le conferiscono un aspetto gigantesco, specialmente se la si osserva da lontano. Egidia e Luisa si "avventurano" per la ripida e lunga scala che consente l’accesso alla Rocca per una visita all’interno, mentre Stefano e Pietro si gustano un gelato al fresco. Fuori le mura, a nord est del moderno abitato, è visitabile il Parco Archeologico "Urbis Salvia" sulla statale 78 dove c’è un ampio parcheggio. Per la notte ci spostiamo nella vasta area di sosta adiacente l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.

Lunedì 30 aprile

Ci alziamo presto, la nostra meta questa mattina è Tolentino8 . Entriamo nella città dal caratteristico Ponte del Diavolo che collega la riva destra del Chienti all’abitato. Lasciamo "Giuditta" nel parcheggio di Via Filzi, dove al di là della strada c’è l’ascensore che ci porta direttamente nel centro storico.
Il nome della città è legato a San Nicola, predicatore, eremita e taumaturgo che qui visse 30 anni e morì già in fama di Santo. Fatti pochi metri ci troviamo in Piazza della Libertà della quale riusciamo a scorgere solo la caratteristica cinquecentesca Torre dei Tre Orologi in quanto anche qui è giorno di mercato. Senza scoraggiarci entriamo in una pasticceria sotto le logge per una dolce colazione. Imbocchiamo poi via San Nicola e poco dopo ci troviamo nella Piazzetta dove si erge in tutta la sua bellezza la Basilica del Santo. Peccato che la piccola piazza sia gremita di autovetture parcheggiate anche sotto il vistoso cartello che ne vieta la sosta con rimozione forzata.
Entriamo nel complesso abbaziale dal Chiostro le cui pareti e parte delle volte sono mirabilmente affrescate. Giriamo tutto il Chiostro completamente affascinati da tanta bellezza. Da lì accediamo al gotico Cappellone di San Nicola, anch’esso interamente affrescato con immagini raffiguranti episodi della vita del Santo. L’immensa e stupenda Sacrestia è totalmente rivestita, fino al soffitto, di armadi in legno massello intagliato. Dalla Cappella delle SS. Braccia si diparte un’ampia scala che scende alla Cripta dove, sotto il Sepolcro originale, c’è un’urna in argento cesellato contenente le spoglie del Santo. Nelle sale del Convento, accessibili dalla scala, visitiamo il Museo dell’Opera del Santuario dove sono esposte in varie sale dipinti, affreschi strappati, oreficerie, arredi sacri, antichi mobili e oggetti liturgici. In una grande sala troviamo allestito un splendido Presepio dalle dimensioni enormi, con effetti sonori e climatici che ci lasciano a bocca aperta. Le sorprese non sono ancora finite. Scendiamo ancora una rampa di scale e visitiamo il diorama del Santo. Non è facile spiegare quello che vediamo per cui vi invitiamo ad andare a vedere con i vostri occhi. Risaliamo e visitiamo la bellissima Basilica ad una navata con cappelle laterali. Usciamo da lì quasi storditi. Da fuori non si ha alcuna impressione della grandezza, bellezza e maestosità dell’interno dell’Abbazia.
Siamo affamati ed essendo ormai ora di pranzo decidiamo di acquistare ancora una volta dei panini ripieni di buonissima porchetta che ci gustiamo nella stessa area di sosta che abbiamo lasciato la mattina. Nel pomeriggio entriamo nell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra9 , fondata dai Monaci Cistercensi nel 1142. Vediamo il Refettorio dei Conversi nel quale i sette sostegni centrali sono colonne romane prelevate dalle rovine della vicina città romana di Urbs Salvia; il giardino, dove si può ammirare il maestoso Palazzo Giustiniani Bandini, lecci secolari e una rara enorme quercia da sughero. Il bellissimo Chiostro al centro del quale si trova un pozzo ottagonale, in pietra e mattoni, usato per attingere acqua dalla cisterna sottostante. Il sistema di decantazione e filtraggio dell’acqua piovana dimostra l’elevata conoscenza della tecnica idraulica dei cistercensi.
Visitiamo poi il Cellarium, antico magazzino, la Sala delle Oliere dove veniva prodotto l’olio dell’Abbazia, le Grotte che raggiungono una profondità di metri 5,73 nelle cui nicchie lungo i corridoi ospitano le botti per il vino, le Cantine dove veniva lavorata l’uva dell’Abbazia, la Sala del Capitolo dove i monaci si radunavano ogni mattina per la lettura della regola di San Benedetto e la denuncia pubblica delle colpe proprie ed altrui. In ultimo visitiamo la Chiesa Abbaziale dedicata alla Vergine Maria.

Martedì 1 maggio

Dopo quattro giorni di sole oggi ci svegliamo in una mattina grigia e nuvolosa. La nostra vacanza volge al termine e ci incamminiamo nella via del ritorno, lasciando alle nostre spalle la splendida regione delle Marche, ricca di bellezze naturali e di antichi borghi che purtroppo, a differenza di altri paesi che abbiamo visitato in diverse regioni, erano tutti invasi di auto e traffico continuo.


N O T E

1 "La Bandiera Arancione" è il marchio di qualità assegnato dal TCI alle località dell’entroterra con meno 1di 15.000 abitanti, che si distinguono per l’accoglienza, per i servizi turistici, per i fattori di attrazione e per la sostenibilità ambientale."
2 A Calenzano imbocchiamo il casello autostradale dell’A1 direzione Roma con uscita Valdichiana e da qui la superstrada per Perugia; seguire le indicazioni Assisi/Foligno e poi prendere la statale N.77 per il Valico di Colfiorito; proseguire sulla 77 fino ad incrociare la 209 dopo Muccia; proseguire fino a Visso. www.viamichelin.it
3 Visso conta 1180 abitanti (800 nel borgo) ad un altitudine di 608 m s.l.m.; per essere precisi Visso non ha ricevuto la Bandiera Arancione del TCI, ma è nel prestigioso club I Borghi più belli d’Italia. Punto sosta, veramente tranquillo e comodo per chiunque, nel parcheggio P3, Largo Gregorio XIII; abbiamo notato altri parcheggi adiacenti al centro storico. www.comune.visso.mc.it
4 Il Santuario di Macereto si trova a 1004 m s.l.; usciti da Visso prendere la statale N.209 direzione Macerata e fatti pochi km, sulla destra prendere la direzione Cupi.
5 Sarnano è un comune di 3.380 abitanti a 539 m s.l.m.; punto sosta con carico e scarico presso il parcheggio Bozzoni, adiacente alla Via Corridoni. www.sarnano.sinp.net
6 San Ginesio è un comune di 3.797 abitanti a 680 m s.l.m. ed è anche nel Club I Borghi più belli d’Italia; http://www.sanginesio.sinp.net
7 Urbisaglia è un comune di 2.768 abitanti a 310 m s.l.m.; per la visita del borgo sostiamo in un parcheggio di fronte alla Rocca. Per la notte, invece, ci spostiamo nella bellissima area di sosta P4 (con carico e scarico) adiacente l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra www.urbisaglia.sinp.net
8 Tolentino è a 256 m s.l.m e conta 19.772 abitanti; il parcheggio di Via Filzi si è rivelato per noi molto comodo; www.comune.tolentino.mc.it; www.sannicoladatolentino.it
9 www.abbaziafiastramonaci.it; nelle vicinanze dell’Abbazia si segnala il Castello della Rancia, che per mancanza di tempo non abbiamo visitato; ww.incastro.marche.it






     
 

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