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FRANCIA   Foto e testo di Simone Bei

Loira, Bassa Bretagna e un po' della costa Atlantica


Il piccolo e solitario castello di Moulins nella Sologne


NOTE GENERALI

Partenza: 23/06/2006
Ritorno: 15/07/2006
Equipaggio: Simone, 42 anni (pilota e cuoco) Sabrina, 42 anni, detta “Duchessa” (co-pilota, co-navigatore, mozzo) Marco, 11 anni, detto “Duchetto” (navigatore ed addetto alla musica di bordo)
Mezzo: Mc Louis 560 del 10/2001, detto “Ottobre Rosso” su Ducato 2.8 jtd
Km percorsi: 3647
Litri gasolio: 448
Spesa gasolio: &euro 510.00
Spesa autostrade: &euro 64.00 + &euro 41.00 x Tunnel Frejus + euro 25.00 in Francia
Spesa varie : &euro 1250 (attenzione: tutti le cifre d’ingresso sono totali per due adulti ed un ragazzo).
Spesa totale: &euro 1890
Strade: In Francia abbiamo fatto qualche piccola tratta autostradale “strategica”, ma limitandoci perché i campers sono nella stessa categoria di pedaggio dei mezzi pesanti, quindi il costo delle tratte è elevato. Peraltro, le strade nazionali (N….) o dipartimentali (D….) sono tutte buone, spesso ottime, con fondo ben tenuto, segnaletica chiara, frequenti ed ampie aree di fermata, in qualche caso addirittura doppia corsia con barriera centrale. La percorrenza non sarà certo autostradale, causa qualche rotonda, ma non è per nulla male considerato che è gratis.
Carburante: Come rilevato da molti camperisti sui siti web, rifornirsi nei distributori presso i centri commerciali è un “must”, visto che si trova un prezzo medio decisamente inferiore rispetto ai distributori delle note compagnie petrolifere.
Supporti: Abbiamo utilizzato varie guide, la Rough Guides per la Costa Atlantica e la Bassa Bretagna, e la Guida Verde Michelin per Valle Loira ed ancora Bassa Bretagna. Le Rough Guides sono molto utili perché impostate in modo sequenziale, seguendo il territorio in un ideale percorso di visita. Le Michelin sono alfabetica, forniscono meno itinerari, ma sono molto ricche di informazioni sulle località, specialmente sul lato artistico e culturale. A livello cartografia, Atlante Michelin 1:200.000 ben dettagliato. L’utilizzo degli atlanti a scala 1:800.000 è comodo solo per le grandi tappe di avvicinamento perché poi, non avendo dettaglio, mostrano solo le strade maggiori e poco o niente della viabilità minore. Ci siamo anche avvalsi di qualche cartina acquistata localmente per avere miglior dettaglio su zone specifiche.
Spesa: Dovunque sono presenti supermercati più o meno grandi (ottima le catene Intermarché, Super U e Leclerc), quindi non esistono davvero problemi. Vicino ai centri maggiori ci sono poi grandi centri commerciali forniti veramente d’ogni cosa si possa immaginare. Per il pane, ancora no problem, visto che anche negli angoli più isolati il boulanger non manca mai. A livello prezzi, non abbiamo mediamente notato grande differenza rispetto all’Italia.
Camper service: Ce ne sono molti, alcuni magari non segnalati benissimo, e nel 99% dei casi il carico acqua è a pagamento. E’ necessario procurarsi una lista reperibile sui classici siti web per camperisti, meglio se ordinata per dipartimento. Uno dei difetti che ho rilevato spesso, è la necessità del gettone piuttosto che della moneta, fatto che costringe a cercare l’azienda di soggiorno con perdita di tempo non sempre gradita.
In ogni caso, il servizio è effettuato anche in molti campeggi, come da segnalazioni strada facendo.
Campeggi: Ci siamo andati più che altro per avere un’antenna televisiva funzionante visti i concomitanti campionati mondiali di calcio (con quella del camper non si prende nemmeno un canale) ed abbiamo rilevato buona qualità a prezzi tutto sommato contenuti. Nel nostro girovagare ne abbiamo trovati una quantità incredibile, impensabile in Italia. La “Maison de la France”, ente Francese turistico in Italia, procura su richiesta alcuni opuscoli con i campeggi consigliati (ma ce ne sono molti altri non citati, spartani ma buoni per soste dove non serva altro che un posto tranquillo con il camper service ed una doccia calda).
Comunicazioni: Abbiamo acquistato una card internazionale Columbus prepagata con la quale ci siamo trovati benissimo (nb, utilizziamo il telefono per semplici comunicazioni e brevi saluti, non per “salottini” di conversazione). I telefoni pubblici sono presenti un po’ ovunque, passeggiando si trovano spesso e quindi telefonare diviene davvero facile. I cellulari li abbiamo riservati a qualche comunicazione SMS e per riserva in caso di eventuali urgenze.
Pulizia: Personale in camper, docce incluse, salvo ovviamente i casi nei quali siamo andati in campeggio (e qui abbiamo approfittato per sistemare anche i panni). Per la pulizia maggiore del mezzo, presso i centri commerciali ci sono ottimi lavaggi a gettone, dotati di aspiratori veramente potenti con lunghi tubi che permettono di accedere comodamente fin dentro la cellula abitativa.


Venerdì 23 Giugno 2006
Tappa Km percorsi
Prato – A26 Masone 249
  Totale tappa 249
  Totale generale 249

Quest’anno abbiamo deciso di tornare in Francia, memori delle belle ferie trascorse solo due anni or sono, vogliosi di vedere nuove zone, oltre a ripercorrere quelle che, causa mancanza tempo, l’altra volta visitammo davvero di sfuggita.

Il programma prevede la Valle della Loira, la bassa Bretagna e, tempo permettendo, qualche luogo celebre della lunga e diritta costa Atlantica verso il confine con la Spagna.

Partiamo a tarda sera, le 22.30, giusto per bruciare un po’ di km ed avvantaggiarci in vista della parte corposa del viaggio di trasferimento che ci aspetta domani.

Tempo bello, molto molto caldo ed afoso ormai da giorni, e camper al limite della vivibilità causa il molto calore accumulato (sono calde anche le bottiglie dell’acqua stipate nel gavone della dinette!!).

Viaggio tranquillo, anche se a causa di lavori autostradali in zona Genova Nervi siamo stati costretti ad uscire e percorrere un bel tratto urbano.

Ci siamo fermati alle 02.00 in un autogrill sulla A26 vicino all’uscita di Masone. Marco, impegnato nella visione di un DVD, ha resistito fino alla fine senza battere ciglio.

Sabato 24 Giugno 2006
Tappa Km percorsi
A26 Masone – Cour-Cheverny 794
  Totale tappa 794
  Totale generale 1043

Notte mediocre, in quanto un autotreno parcheggiato vicinissimo produceva ogni pochi minuti un notevole rumore dovuto al compressore della cella frigorifera. Alle 6.30 rimettiamo in moto alla volta del Frejus, che raggiungiamo ed attraversiamo senza alcun problema di traffico. Abbiamo deciso per il costoso traforo (circa &euro 41), per velocizzare un po’ la percorrenza e tentare di arrivare stasera stessa a destinazione.

Il resto della giornata, piuttosto calda ed umida anche in territorio Francese, è trascorso alla guida macinando i km che ci separano dalla zona dei Castelli della Loira. Io e Sabrina ci siamo un po’ alternati alla guida, in quanto le poche ore di sonno di stanotte si sono fatte presto sentire.

Il tragitto è stato tranquillo, in quanto il traffico era davvero esiguo. Le uniche zone un po’ più “lente” sono quelle vicino ai centri maggiori, in quanto spesso ci sono numerosissime rotonde una dopo l’altra, poi per il resto si viaggia discretamente bene con buon passo.

A tardo pomeriggio siamo arrivati a Cour-Cheverny, dove ci siamo piazzati in un comodissimo parcheggio all’ingresso del paese.

Mentre Sabrina preparava cena, io sono andato a fare una telefonata in Italia, ed ho notato che anche questo paesino, come molti di quelli attraversati, vive in una tranquillità assoluta.

Dopo cena io mi sono fumato un bel sigaro Toscano, poi abbiamo fatto una passeggiatina (nessun umano in vista) ed infine, alle 23 poco più, ci siamo gettati in branda.

Domenica 25 Giugno 2006
Tappa Km percorsi
Cour-Cheverny - Amboise 56
  Totale tappa 56
  Totale generale 1099

Purtroppo la sveglia ha confermato le sensazioni avute durante il torpore mattutino: il tempo è brutto, cielo completamente chiuso, pioggiarella fine e discontinua, insomma una giornata dal look autunnale (fortunatamente la temperatura è invece tutto sommato ok).

Fatta colazione, e constatato che non c’è da sperare in grossi miglioramenti meteo, decidiamo di evitare le biciclette, e ci muoviamo alla volta del vicino castello di Cheverny, che visitiamo a fronte di un biglietto di &euro 15.20.

Il castello è bello, uno di quelli che la guida indica a tre stelle, ed effettivamente ci troviamo d’accordo. Le varie sale conservano ancora una buona dotazione di mobili, quadri e suppellettili varie, ed il parco, purtroppo penalizzato dal meteo sfavorevole, si presenta bene. Caratteristica del luogo, una grande muta di cani da caccia, tutti assieme ospitati in un apposito spazio e protagonisti di uno spettacolo a cui però non abbiamo assistito.

Rientrati al mezzo e pranzato, abbiamo deciso di fare rotta su Amboise, in quanto vogliamo lasciarci per Chambord una bella giornata. Lo abbiamo visto due anni fa, ma solo da fuori, e non abbiamo avuto il tempo di vederne gli interni e di esplorare con le biciclette i suoi bei d’intorni.

Per arrivare ad Amboise abbiamo percorso la Route National che da Blois costeggia costantemente la Loira. Il fiume è davvero bello, con il suo placido incedere, e le sue rive che a tratti sono lussureggianti di vegetazione ricca e folta. Quest’anno ho portato un ampio repertorio di materiale per la pesca, e non voglio mancare uno o due tentativi in questo prestigioso fiume.

Arrivati ad Amboise ci siamo diretti verso un parcheggio piuttosto squallido (indicato con cartelli specifici), visto che nei rimanenti parcheggi c’era un certo affollamento (forse il problema è che oggi è Domenica).

Abbiamo visitato il Clos-Lucé, il piccolo castello che ospitò Leonardo da Vinci nei suoi ultimi tre anni di vita. La visita è carina, c’è anche un piacevole parco con ricostruzioni di famose macchine Leonardesche, ma francamente i 38.00 € che abbiamo dovuto scucire appaiono un po’ esagerati per quel che alla fine è il luogo nella sua globalità.

Quando siamo rientrati al camper, abbiamo deciso di fare un tentativo di parcheggio nella zona riservata ai bus turistici, dove ci siamo sistemati in compagnia di un altro camper di francesi che ci hanno dato vari consigli su licenza di pesca e scarico acque.

Il parking è deserto, ci sono solamente i nostri campers, e la posizione è validissima perché siamo sul bastione del fiume, separati dalla viabilità da un muretto che filtra molto bene i rumori degli autoveicoli in transito. C’è anche una bella cannella della quale abbiamo approfittato per riempire nuovamente i nostri serbatoi.


Dopo cena io ho fatto due passi lungo l’argine, ed ho visto due bei conigli selvatici che giocavano a rincorrersi in prossimità del greto (zona che sembra anche valida per un tentativo pescatorio). Domani farò il permesso e cercherò di trovare qualche esca fresca.

Alle 23.15 l’equipaggio vi saluta!!


Il castello di Cheverny

Lunedì 26 Giugno 2006
Tappa Km percorsi
Amboise – Acquario della Touraine 8
Acquario della Touraine - Chenonceau 17
Chenonceau - Amboise 26
  Totale tappa 51
  Totale generale 1150

Dopo una nottata tranquilla e fresca, alle 8 in punto ho fatto un giretto in bici nella zona centrale di Amboise mentre Sabrina preparava la colazione. Ho trovato le baguettes, ma non le esche e la licenza di pesca, per cui la battuta sulla Loira è rimandata.

Il tempo non è granché, meglio di ieri ma ancora piuttosto chiuso. Spinti dalle lodi tessute dal nostro vicino di camper, abbiamo deciso di visitare un acquario posto a pochi km, dove sono presenti molte vasche con ricostruzioni delle varie zone del corso della Loira dalla sorgente sul Massiccio Centrale fino all’estuario vicino alla città di Nantes.

Il prezzo è abbastanza esoso (&euro 33.50), ma tant’è. Il luogo ospita numerosi pesci, quali trote, temoli, barbi, carpe, amur, anguille, tinche, gatti, siluri, lucci, storioni. Carina la vasca con alcune carpe che mangiano direttamente dalle mani dei visitatori, succhiando avide con il loro labbrone calloso i piccoli bocconcini di mangime forniti dall’organizzazione. C’è anche una piccola sezione tropicale, con caimano, piranhas, ed altre specie totalmente sconosciute qui in Europa.

Terminata la visita all’acquario, rotta diretta sul meraviglioso castello di Chenonceau, l’unico della zona posto direttamente sull’acqua. Il parcheggio è ottimo, ombroso, ben tenuto e gratuito (volendo vi si può passare la notte). Si tratta di un originale castello che, dopo il suo passaggio nel possesso di Caterina dei Medici, venne ampliato e dotato di una struttura a corridoio che attraversa completamente il corso del fiume Cher. La visita che abbiamo scelto (90 minuti assistita da audioguide iPOD molto “trend”) è risultata veramente interessante e non ha fatto rimpiangere i &euro 39.00 versati. Bello anche il contorno, con una vecchia fattoria in stile seicentesco, i giardini che circondano il castello, i grandiosi e rilassanti panorami sul placido Cher, il piccolo labirinto di siepi.

Passate le 19 ci siamo rimessi in marcia, facendo una sosta per fare camper service in un paesino pochi km a Est (approfittando di un bagno pubblico che abbiamo lasciato perfettamente privo di segni del nostro passaggio). Per la notte ritorniamo su Amboise, in quanto domani si riprova con la pratica esche e permesso di pesca. Dopo aver fallito un tentativo di cena fuori causa giorno di chiusura dell’esercizio, ci siamo ancora sistemati vicino all’argine della Loira, ma non dove ieri notte in quanto non ci sono altri campers e la zona è un po’ isolata.

Dopo cena siamo stati sul greto del fiume per tentare un nuovo incontro con i conigli selvatici, che non si sono però fatti vedere (in compenso abbiamo visto quattro belle nutrie).

Sono le 23.10, il sonno incede……. ‘notte.


Il castello di Chenoncau

Martedì 27 Giugno 2006
Tappa Km percorsi
Amboise 0
  Totale tappa 0
  Totale generale 1150

Alle 7 o poco più, una spazzatrice stradale a cui ostruivamo il lavoro mi ha indotto ad alzarmi, a fare visita al panettiere per le classiche baguettes e croissants, ed a muovermi per una rapida visita al Bricomarché (giusto sull’altra sponda della Loira) dove ho potuto risolvere il terribile ”affaire pesca”. Nel fornitissimo settore dedicato a questo passatempo, ho potuto fare il permesso turistico bisettimanale (&euro 26.00) ed acquistare qualche esca viva, carissima rispetto all’Italia.

Giornata decisamente migliore sotto l’aspetto meteo, con temperatura gradevole e sole finalmente piuttosto forte.

Rimesso il camper nel parcheggio “istituzionale” (quello brutto, che non ci era piaciuto ma è l’unico chiaramente autorizzato per i campers), abbiamo fatto una visita al castello (&euro 20.80) da cui si gode una notevole vista sulla piccola cittadina e sulla Loira.

Il castello è interessante, con molte sale dotate di splendidi soffitti a crociera, ed anch’esso segnato dalla presenza di Leonardo, le cui presunte spoglie riposano nella piccola cappella di St. Hubert.

Tornati al mezzo dopo aver fatto una piccola scorta di cibi cotti presso un salumiere di Rue National, abbiamo pranzato e poi io ho tentato inutilmente un pisolino mentre il resto della truppa leggeva. Purtroppo un continuo via vai di campers ha funestato il mio tentativo, per cui verso le 16 ci siamo spostati sulla riva della Loira, dove ho pescato praticamente fino alle 22 (con risultati veramente scarsi). La serata è bella e surreale in quanto la Francia gioca il suo ottavo di finale al mondiale in Germania, e le strade sono del tutto deserte.

Anche stasera siamo tornati nelle stesso posto, non prima di aver rifatto il pieno d’acqua alla cannella del parcheggio dei bus.

Mercoledì 28 Giugno 2006
Tappa Km percorsi
Amboise - Chambord 68
Chambord - Bracieux 23
  Totale tappa 91
  Totale generale 1241

Stamani sveglia di buon ora ed immediato spostamento su Chambord. Come già detto, il castello l’avevamo visto dall’esterno due anni fa, ma avevamo solo un paio d’ore, quindi era stato solo un piccolo aperitivo che ci aveva lasciato la voglia di esplorare l’intera zona.

Arriviamo alle 9, c’è pochissima gente ed altrettanti pochissimi campers (a sera il parcheggio P2 non sarà stato aperto per nulla). Consumata la colazione a base dei soliti ottimi croissants, ci siamo avviati a visitare il meraviglioso castello di Francesco I. Il prezzo del biglietto comprensivo di audioguide (&euro 27.00) è ottimo per quello che il castello offre: grandi stanze, arazzi magnifici, una proiezione che ricostruisce con filmati multimediali la storia del luogo, arredi e quadri di pregevole fattura. La cosa incredibile di questo castello è che il suo completamento ha richiesto secoli, e che tra una fase di lavori ed un’altra ci sono stati lunghissimi periodi d’oblio nei quali il tutto era letteralmente abbandonato a se stesso in mezzo a boschi e paludi. Ne risultava che ogni volta che si rimettevano mano ai lavori c’era anche da rimettere a posto ciò che il tempo aveva rovinato.

Dopo mangiato abbiamo inforcato le biciclette e ci siamo fatti una ventina di km a zonzo per le piste ed i sentieri del bellissimo bosco.

Abbandonato il parcheggio, dove non è consentito pernottare, abbiamo vagato in zona fino a decidere una sosta doccia e cena sulle rive di un piccolo stagno alle porte di Bracieux (io ho fatto un infruttuoso tentativo di pesca fino alle 22). Il luogo è ameno, ma molto isolato per cui ci siamo spostati di un km dentro al paesino, nel parcheggio dei bus, tranquillissimo ed anch’esso in riva ad un altro piccolo stagno frequentato da molti germani.


Il castello di Chambord

Giovedì 29 Giugno 2006
Tappa Km percorsi
Bracieux – Chateau du Moulin 46
Chateau du Moulin – St. Aignan 41
  Totale tappa 87
  Totale generale 1328

Stamani ho deciso di fare una bella pedalata, per cui alle 6.30 sono partito per una girata di circa 50 km.

Imboccata la strada forestale che si addentra nella foresta di Bois, ho potuto ammirare la notevolissima quantità di piste percorribili in bicicletta, tutte con fondo piuttosto buono a parte qualche tratto un po’ sabbioso dove un bici a ruote normali potrebbe avere qualche difficoltà. Il mio vagabondare, assistito da una mappa al 1:100.000 che si è rivelata non sufficientemente dettagliata (se uno vuole davvero fare escursionismo qui ci vuole la cartografia 1:25.000 o un GPS portatile), mi ha portato poi nella zona occidentale della Sologne, dove numerose stradine immerse nel bosco offrono spessissimo panorami di stupendi stagni. Da tenere conto che la segnaletica in certi tratti è ottima, in altri manca o si confonde con i mille tratturi, sentieri e stradelli. Ad un certo punto ho vagato per circa 45’ in un bosco folto senza essere davvero certo che il sentiero fosse quello giusto; alla fine ho dovuto ripiegare su una strada asfaltata per ritrovare un luogo noto e rifare il punto della situazione.

Ritornato al camper ho fatto la doccia e nel frattempo Marco e Sabrina sono andati in riva allo stagno per dare un po’ di baguette ai germani che vi stazionano (sono stati assaliti). Poco dopo abbiamo fatto un giretto nel grazioso paesino, animato da un mercato settimanale, dove abbiamo fatto scorta di pane, patate al gratin, arrosto di maiale e salsicce, prontamente divorati visto che nel frattempo si era fatta l’ora di pranzo.

La tappa successiva è stata il piccolo, poco famoso e nascosto Castello di Moulin, per giungere al quale abbiamo fatto un ampio giro tra le stradine dipartimentali alla scoperta dei bellissimi stagni. Questa zona, la Sologne come già detto è bellissima, piena di boschi che ogni tanto cedono il posto ad ampie zone coltivate, ed i tutto ciò sono incastonati numerosissimi stagni (chiamiamoli così perché qualcuno è di dimensioni ragguardevoli). I paesini sono tutti lindi e graziosi, con comode zone di fermata e campeggi carini ed economici (ne ho visto uno che per sosta camper, allaccio corrente, due adulti ed un ragazzo chiedeva appena &euro 10.00 al giorno). Sicuramente si tratta di un’area dove chi ama camminare, pedalare e, opzionalmente, pescare, potrebbe trascorrere un mese di ferie senza annoiarsi.

Il castello di Moulin (&euro 19.00 inclusa la visita guidata) è come detto un piccolo maniero del tutto minore, ma merita la visita perché è molto particolare, immerso in un bellissimo luogo. E’ tutt’ora abitato da un’anziana signora e dalla sua badante, e nelle piccole stanze presenta numerosi “pezzi” interessanti specie sul fronte mobilio. Il giovane cicerone è gentile e parla un francese così chiaro che siamo riusciti a capire abbastanza di ciò che ci ha detto.

Ripartiti a tardo pomeriggio ci siamo fermati a St. Aignan, un bel paesotto sulle rive del fiume Cher, dove c’è un parcheggio (zona piscina) con tavolini pic-nic posto proprio in riva al fiume.

Volevamo andare a cena in un locale consigliato dalla guida Michelin, ma l’abbiamo trovato chiuso (“sono andato a mettere i piedi nell’acqua. Riaprirò il 6 Luglio” recitava il simpatico avviso).

Prima di andare a dormire ho fatto un’oretta di pesca in quanto nella luce del crepuscolo ho visto dei discreti pesci aggirarsi in una zona di calma sotto la pescaia del fiume.

Venerdì 30 Giugno 2006

Tappa Km percorsi
St. Aignan – Parc Zoo Beauval 4
Parc Zoo Beauval - St. Aignan 4
  Totale tappa 8
  Totale generale 1336

Stamani non ho resistito all’attrazione esercitata dallo Cher, quindi sveglia alle 5 e dopo dieci minuti, al limite della visibilità del galleggiante, mi sono messo a pescare fino alle 8 (solo un paio di pesci nonostante abbia tentato varie esche e distanze diverse di pesca).
Fatta colazione ci siamo spostati al vicinissimo Zoo Park di Beauval, di cui abbiamo avuto molte segnalazioni positive fatte subito proprie da Marco. Il biglietto d’ingresso è salatissimo, &euro 47.00, ma francamente, dopo aver girato ininterrottamente fino alle 16.30, dobbiamo convenire che il luogo ha davvero dei numeri. Molto spazioso e ben fruibile, pulito e davvero ben tenuto, estrema varietà di animali, belle serre appositamente realizzate per ricostruire ambienti equatoriali, animali veramente poco usuali negli zoo (lamantini, okapi, panda rosso, tigri e leoni bianchi, canguro arboricolo, solo per citarne qualcuno).
Inoltre, cosa non frequente in uno zoo, è presentato anche un bello spettacolo di volo dei rapaci, e delle simpatiche otarie che si contendono la scena con un leone marino.

Oggi è davvero caldo, e le previsioni per i prossimi giorni sono roventi (non osiamo pensare a cosa sia in Italia).

Dopo la visita abbiamo deciso per tornare a St. Aignan, stesso posto, in quanto io devo mettermi alla ricerca di un luogo dove assistere alla partita Italia – Ucraina. Abbiamo ancora una volta approfittato di un bagno pubblico per fare camper service, poi ci siamo rimessi in posizione.

Appena finito di cenare abbiamo avuto un piccolo problema inatteso; Sabrina si è trovata una zecca attaccata al polpaccio, e dopo qualche difficoltà è riuscita ad estirpare il rostro con il quale il parassita si fissa alla cute. Mentre discutevamo dove e come fosse avvenuto il contatto, anche io ho scoperto di averne due, una su una caviglia ed una sulla coscia (mai accaduto in 42 anni!!!). Altra piccola battaglia poi ci siamo ben disinfettati, sperando di non avere noie ulteriori, sempre in agguato con questo insidioso animaletto.

La serata si è conclusa bene, ho visto la vittoriosa partita dell’Italia in un bar dentro al paese, pagandomi la visione a suon di birre!!


Tigre bianca allo zoo Park di Beauval

Sabato 1 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
St. Aignan - Angers 188
  Totale tappa 188
  Totale generale 1524

Alle 7.30 siamo partiti per Angers, molto decantata dalla guida Michelin, dove ci tratterremo fino a Lunedì mattina. Decidiamo di saltare altri castelli intermedi in quanto alla fine si rischia di lasciarsi prendere la mano e si finisce col vedere solo quelli. Il tratto di strada che abbiamo seguito costeggia costantemente la Loira, ed è senz’altro lento ma regala viste davvero stupende sul fiume.

Dopo qualche incertezza viaria nell’attraversare Tours, arriviamo nella bella cittadina posta sul fiume Maine, dove ci siamo sistemati al camping posto sul lago, bello (anche se ancora scarsino sul fronte ombrosità) ed abbastanza economico visto il luogo e la bella struttura (&euro 18.50 al giorno corrente inclusa).

La giornata è davvero caldissima, al limite del vivibile (34° dentro al camper con tutto aperto), e nonostante una paziente attesa, fino alle 19 non c’è stato modo di muoversi pena il rischio di prendersi un colpo di calore. Rimandata a domani l’escursione in città, abbiamo fatto un giro in bicicletta nella pista ciclabile che percorre il periplo del Lac du Maine, veramente un bel posto considerando che in fondo siamo in una città, non grandissima, ma pur sempre una città.

Tornati al campeggio, dopo un doccione clamoroso, ci siamo fatti un rapido piatto di gnocchi, e poi io sono andato a vedere la partita Francia-Brasile nella apposita sala comune del campeggio (visitato ogni poco da Marco che di calcio non è proprio per nulla appassionato). Finito il match e rientrato al camper per una partita a carte, ho innocentemente constatato che finalmente si stava abbastanza freschi (e volevo ben vedere, erano le 23.10!!!).

A mezzanotte passata, con ormai “appena” 28° dentro al camper, siamo andati a nanna.

Domenica 2 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Angers 0
  Totale tappa 0
  Totale generale 1524

Oggi visita “downtown”, iniziata alle 8.30 con spostamento in bicicletta lungo la ciclabile fino alla piazza antistante il castello, dove abbiamo lasciato i nostri mezzi debitamente allucchettati agli appositi ferri posti per la sosta dei “velocipedi”.

La giornata è bella, l’aria del mattino piacevolmente fresca, ma il cielo completamente sgombro promette anche oggi un caldo africano.

Ci siamo concessi un caffè all’italiana (incredibilmente buono, &euro 1.30 cadauno), e poi abbiamo seguito l’itinerario che la guida Michelin suggerisce per visitare il centro storico. La passeggiata è piacevole, percorre belle strade toccando punti significativi con vecchie case a graticcio, tocca la magnifica cattedrale, la via piena di locali tipici, e porta fino al bel “Jardin du Plantes”, che però abbiamo visitato al pomeriggio per sfuggire al terribile caldo.

La cattedrale è bella, con un organo degno di nota, le belle navate gotiche, e splendide vetrate tra cui spiccano due grandiosi rosoni.

Per pranzo abbiamo fatto sosta a “La Ferme” un ristorantino di fronte alla cattedrale consigliato dalla guida Michelin: buono, ma non si farà ricordare.

Dopo mangiato ci siamo portati sul castello, bello principalmente perché dai torrioni si gode di un gran bel panorama, e poi perché ospita un enorme arazzo Fiammingo, molto antico, detto “dell’Apocalisse”. Si tratta di un mastodontico lavoro di tessitura che ha uno sviluppo originale di ben 133 m per 6 m di altezza. Oggi, persi alcuni pezzi nei meandri dei secoli, rimangono “solamente” circa 120 m per 5 m.

Tornati alle biciclette e superata l’esperienza di mettere il sedere sui sellini roventi, abbiamo appunto fatto tappa al Jardin du Plantes, dove abbiamo trascorso un paio d’ore all’ombra di splendidi alberi scolandoci un boccione di Coca-Cola.

Tornati al campeggio e fatta un’altra sessione doccia interminabile, abbiamo spelluzzicato un po’ di cibo, e poi abbiamo atteso la notte godendo di una temperatura più vivibile rispetto a ieri sera.

Buonanotte!


La bella cattedrale di Angers

Lunedì 3 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Angers – Quiberon 238
  Totale tappa 238
  Totale generale 1762

Stamani ho fatto un’altra levataccia perché il fiume Maine è troppo bello per non immergerci la lenza, fosse solo per farlo e magari non prendere nulla. Alle 5.15 ero già sul fiume, distante poche centinaia di metri dal camping (più che altro perché si deve fare il giro fino alla portineria e poi tornare indietro lungo la rete). Aria tersa, ancora poca luce, il fiume pieno di bollate, con nutrie, folaghe e gallinelle d’acqua impegnati nelle loro attività mattutine. Ho pescato poco, ma ho goduto di un bellissimo ambiente.

Alle 9 sono tornato al camper per rimettere il tutto in condizioni di viaggio. Colazione, riordinata generale, barba, camper service e via, alla volta del bellissimo Quiberon, già visitato due anni fa ma con pochissimo tempo a disposizione.

La giornata è mediocre, con cielo piuttosto chiuso ed accenni di pioggia, ma temperature sicuramente molto più vivibili dei giorni passati. Lungo la strada abbiamo trovato ampie zone bagnate, segno inequivocabile di recentissimi temporali.

Percorsi gli oltre 200 km che separano la città del Cointreau dalla penisola (molti di questi guidati da Sabrina visto che io ero postumo della sveglia pescatoria), siamo arrivati ad uno dei punti celebri della zona: Beg er Golannec, bellissima punta che domina la Cote Sauvage, luogo dove sorge il mitico bar “Le Viviere”, scoperto da Marco due anni fa e rimasto nel nostro cuore.

La cote Sauvage è bellissima come la ricordavamo, oggi il mare non è arrabbiato come lo è usualmente, ma abbiamo trovato molte belle aree sosta lungostrada che sono state dotate di sbarre limitatrici, quindi addio pernottamento davanti al mare.

Abbiamo deciso di cenare stasera stessa da “Le Viviere”, con grande gioia di Marco, quindi ho prenotato subito ed il resto del pomeriggio è trascorso vagabondando sulla scogliera impegnato in una pescata a spinning, mentre Marco mi faceva compagnia tentando catture di granchi e Sabrina si rilassava leggendo un libro.

La cena è stata soddisfacente ed i frutti di mare che questo locale offre si sono confermati veramente favolosi.

Per la notte ci siamo spostati di 2 km a Nord, dove il comune ha realizzato una discreta area sosta, località Kerne, capace di contenere 100 mezzi (&euro 5.00 al giorno con 48 ore massime consentite). L’area è valida, ma il luogo specifico non è il massimo, in quanto pur trovandosi sostanzialmente sulla Cote Sauvage, è vicino ad un impianto di depurazione che emana un odore non dei migliori.

Visto che non è ancora notte, e che il richiamo del mare è irresistibile, io sono tornato a pescare a spinning fino a quando non c’era praticamente più luce. Il mare della zona mi ha nuovamente dimostrato le sue insidie quando onde improvvise e veramente potenti hanno aggredito gli scogli rischiando di farmi la doccia se non fossi prontamente corso al sicuro.

Martedì 4 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Kerne (Quiberon) – Pointe du Conguel (Quiberon) 9
  Totale tappa 9
  Totale generale 1771

Stamani abbiamo dormito un po’ di più fino all’arrivo del boulanger che viene a far visita ai camperisti con i suoi squisiti prodotti.

Fatta colazione ci siamo spostati su Quiberon paese per fare un po’ di spesa al Super U (difficoltà di parcheggio), e poi sul bel camping all’inizio della Pointe du Conguel (sosta tecnica causa semi-finali dei mondiali). La zona è molto bella, ma i camper sono praticamente off-limits essendoci divieti e barre limitatrici ogni dove.

Il campeggio è ben attrezzato, pieno di francesi e tedeschi (nessun italiano apparentemente in vista), e primariamente dedicato a cottages e bungalov, veramente bellini. Grande il silenzio, e buona organizzazione generale.

Dopo mangiato siamo andati a vedere la bella Pointe de Conguel, accessibile solo ai pedoni anche se io e Marco, non visto il cartello, ci eravamo fiondati sulla pista in sella alle biciclette, prontamente abbandonate. La zona è bella, specie durante la bassa marea che scopre numerose zone normalmente off-limits piene di cozze, lumache di mare, ostriche, anemoni, patelle.

Lo stretto canale che separa la punta dall’isolotto di En Toul Braz è molto interessante, con una bella increspatura di corrente al centro, e domattina ci farò qualche lancio con i miei artificiali.

Rientrati al camper e fatta doccia (caldissima, non regolabile!!!), ci siamo messi a cenare prestino, perché poi ci sarà la semi-finale Italia-Germania.

E’ quasi mezzanotte, e l’Italia ha battuto la Germania accedendo alla finale di Domenica prossima. Ho assistito al match nel bar, circondato da civilissimi tedeschi. Fuori è caduto uno scroscio di pioggia e l’aria è satura d’umidità.

Mercoledì 5 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Pointe du Conguel (Quiberon) - Beg er Golannec (Quiberon) 9
Beg er Golannec (Quiberon) - Locmariaquer 41
  Totale tappa 50
  Totale generale 1821

Stamani sveglia alle 5 e scarpinata fino alla punta per lanciare a marea montante i miei artificiali nel canale visto ieri. Mattinata di tempo molto brutto, un vero atto di ottimismo alzarsi per pescare, ed infatti alle 6.30 o giù di li mi sono preso una ventina di minuti di pioggia battente (meno male che uno scoglio spiovente sottovento mi ha permesso di limitare il danno). Non ho preso nulla, ma il luogo e l’atmosfera valevano la pena di alzarsi presto, e superata la mezz’ora di pioggia il tempo si è rimesso discretamente.

Tornato al campeggio e rimesso il materiale, ci siamo sistemati e rifatto rotta a Beg er Golannec, dove abbiamo trascorso qualche ora a godere del bel posto ed a tentare invano di catturare dei granchi sospettosissimi rintanati in luoghi al limite dell’accessibilità.
Prima di partire io e Marco abbiamo fatto una raccolta di chiocciole di mare che faranno il “sugo” per la pastasciutta di stasera.

Rimesso in moto ci siamo diretti a Locmariaquer, in quanto domattina vorremmo fare una giro in barca sul golfo del Morbihan. Dopo una rapida sosta spesa nel piccolo market “Utile” alle porte del paese, ed una puntata all’imbarcadero per raccogliere informazioni sulla gita, ci siamo diretti sul camping “La faleise”, in quanto tutti i parcheggi sono dotati di sbarra limitatrice. La zona è bella, ma si nota subito una certa presa di posizione per disciplinare i campers, che probabilmente assalgono la zona quando la stagione è buona. Il camping discreto, niente di speciale ma ordinato, con belle piazzole spaziose, ed a cinque minuti dal mare.

Dopo rapida cena ho visto il secondo tempo di Francia – Portogallo nel bar, ricolmo di tifosi urlanti ed alticci. E’ passata la Francia; mannaggia, dovremo organizzarci bene per la serata della finale scegliendo un posto buono, dove non ti danno tanto da bere da diventare alticcio, e magari con molti stranieri più che francesi.

Giovedì 6 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Locmariaquer – Piriac-sur-mer 111
  Totale tappa 111
  Totale generale 1932

Stamani ci siamo svegliati sotto un cielo molto minaccioso, per cui abbiamo subito abbandonato l’idea di andare in bicicletta all’imbarcadero. Fatta colazione, e pagato il conto del camping, ci siamo diretti al supermercatino “Utile” per fare scorta di pane ed affettati.

Arrivati all’imbarcadero abbiamo trovato tutto già pieno di macchine, e mentre iniziavamo ad arrabbiarci in cerca di una soluzione, colpo di scena, è intervenuto il barista locale che ci aveva lasciato un posto sapendo, dopo la visita di ieri, della nostra venuta.. incredibile!!

La gita completa nel golfo a bordo del “Angelus II” (&euro 62.00, partenza ore 10.00) è un’esperienza validissima se si vuole avere un’idea compiuta su questo stranissimo golfo. Molto interessanti i giochi di corrente che si notano benissimo durante la fase di marea entrante. Subito si effettua la risalita del corso del fiume di Auray fino al ponte di Bono (carino e caratteristico il vecchio ponte in ferro, oramai relegato solamente al passaggio di biciclette e pedoni), poi si ritorna all’imbarcadero per una sosta tecnica e si riparte immediatamente facendo un bel giro tra le varie isole (molte sono private e di proprietà di stars cinematografiche) fino alla sosta alla “Ile aux Moines”, dove c’è la possibilità di fermarsi tre ore per una visita che (volendo ci sono biciclette a noleggio) permette di vedere belli scorci e vestigia neolitiche. Nella piazza del borgo c’è anche un piccolo market, per cui si può anche arrivare sguarniti di cibo e rifornirsi sul luogo, evitando i vari ristorantini che evocano prezzi cari e di scarsa qualità. La giornata è migliorata molto, ci sono ampi sprazzi di sole caldissimo, ma l’aria rimane piuttosto fresca, ed un vento teso da NO ha gradatamente preso forza per la gioia dei numerosissimi velisti a zonzo per il golfo.
Ripartiti dall’isola, in circa 45’ si rientra all’imbarcadero completando la bella gita alle 16.30.

Visto che c’è il sole, e che non è ancora tardi, ci siamo mossi verso la vicinissima punta di Kerpenir, dove abbiamo scoperto un parcheggio campers gratuito, veramente bellino ed a 100 m dalla spiaggia (ieri non lo avevamo visto perché arrivati da una strada sbagliata).
Ci siamo fermati per fare una bella passeggiata lungo la spiaggia durante il ritiro della marea, ed io e Marco ci siamo addentrati nella zona che il mare scopre, tra alghe, cozze, lumache, cumulini di sabbia lasciati dalle arenicole, patelle, insomma un mondo di suggestioni che lentamente si scopre. Questo lento passeggiare ci ha portati fino alla terrazza della punta, che permette di godere proprio la zona di imbocco del golfo, un canale che sarà 1 km scarso. E’ curioso pensare che per arrivare a Port Navalo, dall’altra parte del canale all’estremità della penisola di Rhuys, si devono percorrere circa 60 km!

Prima di andarcene, abbiamo fatto sosta alle porte di Locmariaquer dove io mi sono mangiato una dozzina di ottime ostriche per &euro 5.00.

La rotta è per la zona della penisola di Guérande, ma ci siamo arrivati facendo nel tratto finale (dopo Penestin) una strada un po’ più contorta, quella costiera. Le zone sono discrete, molto tranquille, nessun camper incrociato, molti divieti, molti campeggi. Bellissima, davvero bellissima, la spiaggia de “Mine d’Or”, una lingua di sabbia lunga almeno 3 km con alle spalle una bastione quasi verticale di terra gialla.

Per la sosta notturna ci siamo appoggiati all’area camper “Brambille” posta a poca distanza dal paese di Piriac-sur-mer sulla D452 L’area prevede il pagamento di &euro 5.00, ma non c’è traccia di macchinetta per il pagamento. Forse domattina passerà qualcuno.

Il vento non si è calmato, anche se non è così forte da disturbare il sonno…….

Venerdì 7 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Piriac-sur-mer - Piriac-sur-mer 80
Totale tappa 80
Totale generale 2012

Alle 7.30 in punto il clacson del boulanger mi ha brutalmente buttato giù dalla branda.

La giornata è ancora una volta nuvolosa, con un persistente movimento d’aria piuttosto fresca che mi fa temere per il resto della giornata.

In attesa della colazione, ho messo a posto un po’ le numerose fotografie che io e Marco abbiamo scattato fino ad oggi. Nel frattempo, fuori dal camper una squadra di giardinieri si è messa a potere le siepi e tagliare le erbacce sulle sponde dell’area, una manutenzione che mostra la cura del comune nel tenere in ordine l’area. Poco dopo è passata un’addetta alla quale abbiamo ben volentieri lasciato i 5.00 € richiesti per 24 ore di stazionamento.

Dopo colazione abbiamo scambiato quattro parole con una coppia di signori provenienti da Parma, i quali ci hanno sconsigliato caldamente di mettere il naso in luoghi come Sabbles d’Olones, St. Nazaire, La Baule, mentre hanno tessuto lodi per la regione dell’Alvernia, dove hanno passato qualche giorno durante lo spostamento verso la costa Atlantica, e per la vicinissima Guérande.

Ci siamo successivamente recati in spiaggia dove io e Marco, complice la bassa marea ed un signore che ci ha dato spunto, ci siamo messi a cercare vongole tra la sabbia.
Ne abbiamo trovate poche ma belle, e solo la marea ci ha interrotti impedendoci di arricchire il bottino. Da qui la decisione di riprovarci alla prossima bassa marea, nel pomeriggio inoltrato.

Per ingannare il tempo ci siamo fatti un po’ di km per vedere cosa offre la zona, e quindi abbiamo seguito per Tourbaille, da qui abbiamo fatto la stradina che passa per il cuore delle paludi saline di Guérande, siamo passati per Le Croisic, ed abbiamo seguito la Cote Sauvage fino alle porte di La Baule, evitata come da consiglio. Dopo una sosta pranzo proprio lungo la costa selvaggia, siamo tornati all’area “Brambille” in zona Piriac-sur-mer

La zona è bella, anche se il livello di invasione turistica è notevole. La zona delle saline è interessante, ed intendiamo tornarci a fare una giro in bicicletta, mentre la costa selvaggia, pur bella, è intensamente colonizzata da case, paesini, ristoranti ecc. Le Croisic ha dato un’impressione carina, ma anch’esso molto sotto pressione turistica. Forse sono luoghi che andrebbero visitati a Settembre, o addirittura a fine Maggio inizio Giugno. Tornando indietro siamo passati da Guérande, che risulta effettivamente attraente (per cui vorremmo farci una girata magari domani stesso).

Il pomeriggio si è concluso con io e Marco nuovamente a mollo nella bassa marea a cercare le vongole. Non siamo stati molto prolifici, ma abbiamo trovato pezzi molto belli ed in quantità sufficiente per un’ottima pasta a tutta la truppa. Ovviamente erano buonissime, anche perché guadagnate con fatica sul campo, a prezzo di piedi sbucciati e mani “sabbiate”.

Sono le 23.45 ed il sonno mi chiama.


Le vongole veraci pescate
“a piedi” da Simone e Marco.

Sabato 8 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Piriac-sur-mer - Guérande 16
Guérande – St. Lyphard 83
  Totale tappa 99
  Totale generale 2111

Stamani abbiamo fatto camper service e subito ci siamo divorati i pochi km che ci separano da Guérande, che vogliamo visitare e da cui vogliamo fare base per un’escursione in bicicletta sulle saline.

Il cielo è plumbeo, ma fortunatamente la situazione cambierà rapidamente regalandoci una giornata soleggiata e piacevole.

Il parcheggio della zona sportiva, indicato per i campers, è ampio e comodo anche se non vicinissimo al nucleo storico, per cui abbiamo preso le biciclette. Esiste un altro parcheggio piccolino e vicino alle mura, dotato di camper service e presa elettrica, ma noi non l’avevamo individuato.

La visita della città vecchia non è da perdere assolutamente; il borgo è molto ben tenuto, racchiuso in una bella cinta muraria in parte ancora circondata dal fossato allagato.
La cattedrale, Saint-Aubin, è bella ed ha una serie di vetrate cinquecentesche di bellezza assoluta, da vedere senza alcun dubbio. Per dare un po’ di colore in più, oggi è giorno di mercato, per cui è tutto un brullicare di gente indaffarata e venditori in piena attività.
Io, visto che si è presentata l’occasione, mi sono comprato altre dodici belle ostriche per appena &euro 4.00, ed il coltellino apposito per la loro apertura. Abbiamo anche acquistato un paio di dolcetti tipici bretoni, già sperimentati due anni fa con soddisfazione, un timer per cucina da regalare alla mamma di Sabrina, due strani e bei coltelli da caccia completi di fodero in cuoio, ad un prezzo veramente interessante.

Rientrati al camper per un rapido pranzo, ci siamo mossi verso le saline. La girata è di circa 25 km, assolutamente bella perché la zona è particolare e suggestiva, con il labirinto delle vasche di produzione e dei canali che alimentano l’acqua marina. A livello fatica, insignificante, visto che è totalmente piana fatto salvo una salitella di 300 mt al rientro su Guérande. Il percorso è segnalato, anche se non benissimo, al fine di evitare le strade ad elevato scorrimento, pericolose per i ciclisti. Lungo il tragitto abbiamo acquistato da un salinaio “on the road” un pacco di sale grosso grigio, ed uno di “fleur de sel”.

Rientrati al camper e rimesse le bici, ci siamo mossi di poche centinaia di metri per una sosta al supermercato Leclerc per fare scorta di alcune cose mancanti. Siamo ripartiti, destinazione la vicina zona palustre della Grand Brière, caldamente consigliata dalle nostre guide e mancata due anni fa sulla via del ritorno. Per arrivare a St. Lyphard, abbiamo fatto molti più km del necessario in quanto, per vedere la situazione generale e per valutare un campeggio dove fare sosta (domani c’è la finalissima dei mondiali di calcio), abbiamo di fatto percorso tutto il periplo della zona. Campeggi pochissimi, ed oramai con l’accettazione chiusa, quindi rimandiamo a domattina. Ci siamo fermati per sosta notte proprio appena fuori St. Lyphard, in un’area camper indicata, proprio di fronte al campeggio “Les Brières du Bourg”.


Le saline del Marais Salants con sullo
sfondo Batz-sur-Mer (Penisola di Guérande)

Domenica 9 Luglio 2006
”D-day” Italia – Francia Football World Championship Final
Tappa Km percorsi
St. Lyphard 0
  Totale tappa 0
  Totale generale 2111

Stamani alle 7.30 mi sono alzato ed ho scaricato un po’ di fotografie, poi ho fatto un bel back-up completo di tutte quelle scaricate fino ad oggi.

Alle 9.00 l’accettazione del camping ha aperto i battenti, per cui ho potuto chiarire che la necessità prima (televisione) è disponibile, quindi ci fermiamo qui.

Stanotte ha piovuto, ed la situazione non è purtroppo migliorata; la giornata è brutta, nuvolosa e disturbata da un vento fresco proveniente da O. Non c’è alcun accenno di apertura, differentemente da quanto più volte accaduto nei giorni passati.

Verso le 10.30 siamo andati in paese per comprare pane, giornale, la cartina della zona, e visitare l’ufficio del turismo. Volevamo salire sulla torre della chiesa, ma la giornata è inclemente, con una pioggerellina finissima e poca visibilità.

Torniamo al camper e pranziamo, in prospettiva un pomeriggio di riposo e lettura in attesa della finalissima di coppa del mondo.

La prospettiva si è avverata, in quanto il tempo non concederà alcuna tregua se non verso le 19 o giù di lì. Io ho poltrito vedendomi un film, Marco ha fatto un po’ di lezioni estive, Sabrina ha passato il tempo facendo giochi enigmistici.

Verso le 18 mi sono spostato in zona TV piazzandomi in posizione strategica, ed ho ingannato il tempo leggendo e sentendo musica fino all’accensione dell’apparecchio.
Ho visto insieme a Marco la finalissima che ci ha visti vittoriosi ai rigori, circondato dai civilissimi tifosi della squadra dei “bleu”. I più attivi erano tre fratellini piuttosto piccoli, con maglia e capelli spruzzati del colore nazionale, che inveivano e ci rivolgevano qualche giocosa derisione convinti di non essere compresi.

Sono oramai le 00.25 di Lunedì mattina; ci salutiamo pensando a quale caotica baldoria stia in questo momento animando le strade e le piazze dello stivale italico …………

FORZA ITALIA

Lunedì 10 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
St. Lyphard 0
  Totale tappa 0
  Totale generale 2111

Stamani ci siamo alzati alle 8.30 con una bella giornata, per cui abbiamo grandi progetti.
Io ho pagato un altro giorno di campeggio, ho fatto un salto in paese a comprare il pane ed i giornali, poi ci siamo fatti una bella colazione in preparazione di un intero giorno fuori.

La stampa francese è tutta concentrata sul grande problema, ovvero non tanto aver perso la coppa del mondo (i rigori sono una roulette, quindi ci può stare), ma piuttosto capire cosa sia passato per la testa di un campione del calibro di Zidane quando ha dato la testata a Materazzi ed è finito negli spogliatoi anzitempo. Effettivamente, parlo da sportivo, non da italiano, è un peccato che un campione del suo calibro sportivo ed umano abbia così tristemente suggellato la sua luminosa carriera professionale.

Verso le 10.30 ci siamo mossi verso il paese, dove abbiamo visitato la torre della chiesa (&euro 8.00) da cui si gode un bel panorama sull’intera zona. Poi abbiamo seguito in bicicletta un itinerario segnalato di circa 25 km, che tocca vari punti tipici della zona: le belle case con il tetto in “paglia” (non è proprio paglia, sembra più saggina), un antico ponte romano-gallico, il bel villaggio di Kerhinet, ben restaurato dopo la rovina dell’abbandono negli anni ’70, la zona di Breca con il suo imbarcadero. Qui abbiamo mangiato un gelato e poi abbiamo preso una barca a noleggio libero (&euro 20.00) con la quale è possibile percorrere un itinerario nei canali di circa 4 km, più o meno due ore di tempo. L’ambiente è bellissimo, veramente da non mancare per chi capita in questa zona. I canali sono placidi, circondati da verde ed alberi che sporgono la loro ombra sull’acqua. Tante le nutrie che si incontrano, e molti gli aironi, i rapaci (falchi di palude e poiane), ed anche fenicotteri.

Tornati al camper verso le 19, ci siamo fatti delle superdocce, poi ricca cena ed a nanna.

PS

Alla radio continua ininterrotto l’esame del “affaire Zidane”, con varie posizioni di comprensione del gesto, ma anche di rifiuto, fosse anche se causato da una provocazione verbale (secondo me molto probabile, ma tant’è) da parte di Materazzi.


Marco e Sabrina sul canale di Breca
nel Parco Naturale Regionale della “Brière”.

Martedì 11 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
St. Lyphard – Ile de Fédrun 42
Ile de Fèdrun - Paimboeuf 27
  Totale tappa 69
  Totale generale 2180

Stamani abbiamo dormito fin verso le 8.30, poi ho fatto acqua e sistemato rapidamente il camper per uscire dal campeggio e scaricare nell’apposita piazzola davanti all’ingresso (il tutto allestito dal campeggio stesso).

Ci siamo spostati al parcheggio dietro la chiesa del paese di modo che mentre Sabrina preparava la colazione io ho fatto l’ultima spesa di frutta e latte UHT prima del rientro, ho comprato il giornale ed il pane.

Dopo colazione ci siamo mossi verso la zona Est della Brière, ma invece di fare tappa diretta abbiamo allungato un po’ per arrivare a Missillac dove c’è un bel castello (trasformato in hotel di lusso) visibile dalla strada ed a cui abbiamo fatto delle fotografie.

Prima di arrivare a Ile de Fédrun, abbiamo fatto una sosta alla piccola Ile de Mazin. Questa zona della Brière è piena di piccolissimi paesini che di fatto sorgono ognuno su un’isola. Fatto il giro a piedi, ci siamo spostato su Ile de Fedrun, ed anche questa l’abbiamo percorsa a piedi interamente. Si tratta di paesini veramente serafici, immersi nel silenzio di questa strana zona, ma non c’è molto da vedere se non si prende la solita barchetta, l’unico mezzo che davvero può rivelare appieno la bellezza del luogo.

Visto che oramai l’ora di pranzo è maturissima (sono già le 14), ci siamo spostati di qualche centinaio di metri dove c’è una bella area pic-nic sulle sponde di un piccolo stagno. Il pranzo ha visto le numerose smorfie di Marco, assalito dall’orrendo puzzo emesso dai deliziosi formaggi francesi. Ci siamo trattenuti un po’ anche dopo pranzo, a leggere, visto che all’ombra degli alberi si stava divinamente.

La successiva piccola tappa ci ha portati nella zona di Paimboeuf, un paesino sulla sponda sinistra della Loira, a una manciata di km dallo sbocco in mare. Il tragitto ci ha portati a passare sul grande fiume tramite il bel ponte di Saint Nazaire, che ricorda un po’ il Pont de Normandie (ed a differenza di questo è gratuito).

A Corsept (1 km da Paimboeuf) ci siamo fermati un paio di ore per fare un giro in bicicletta consigliato da un depliant turistico della zona. Purtroppo le buone intenzioni nel proporre questi itinerari sono in parte vanificate dal fatto che la segnalazione sul terreno è fatiscente, e le piccole cartine proposte non sono sufficienti a trovare i passaggi giusti. Abbiamo girellato un po’, e francamente la zona dell’estuario è bella, anche se i panorami sono funestati dagli impianti industriali di Donge.

Rimesse le bici ci siamo spostati sul piazzale del molo di Paimboeuf, dove ci sono altri mezzi in sosta a due metri dal fiume. Visto che il luogo sembra buono per la pesca (ci sono numerose canne sistemate sui sostegni), decido di restare a dormire qui così domattina potrò fare un tentativo a spinning.

Mercoledì 12 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Paimboeuf - Frossay 11
Frossay – Passage du Gois (Noirmoutier) 67
  Totale tappa 78
  Totale generale 2258

Stamani alle 6.00 mi sono alzato per fare due lanci nel fiume approfittando dell’alta marea. La giornata è limpida e luminosa, ma tira un vento teso da N ed è francamente freddo.
Ci sono svariati signori di una certa età che pescano lasciando cadere una piccola rete con bordo rigido in prossimità del muro del molo, per poi trascinarla, sempre rasentando il muro.
Ho visto che catturano dei gamberetti molto piccoli (trasparenti) che però devono essere evidentemente buoni perché li tengono.

Verso le 7.30 sono andato a prendere pane e giornale, immerso nella tranquillità assoluta di questo piccolo paesino ancora addormentato, ed ho fatto ritorno al camper per la colazione.

Complice un depliant scovato nei giorni passati, abbiamo deciso di fare un salto nella vicina Frossay, dove nel “Parco della Rosselileu” c’è “Defì Nature”, un centro divertimenti dove si può fare il “tree climbing” ed il “paint ball” (battaglia con lo sparapalline verniciate).

Abbiamo fatto il biglietto solo io e Marco (&euro 44.00), e ci siamo divertiti fino alle 15.
Il parco prevede una piccola introduzione all’uso delle misure di sicurezza (moschettoni, carrucole e quant’altro), un circuito di prova, dove l’istruttore vede il livello di confidenza dell’individuo, e poi si parte con i circuiti, che sono verde, blu, rosso e nero. Verde e blu sono quelli che possono essere fatti dai minori di 16 anni, e sono veramente bellini perché l’altezza non è troppo elevata, e le difficoltà tecniche abbordabili. Il rosso è tosto (io non sono riuscito a completarlo bloccandomi su un passaggio fatto di pedane oscillanti ad almeno dieci metri dal suolo), ed il nero è pazzesco, vedendo i passaggi ci si chiede come sia possibile completarlo. Nei percorsi verdi e blu Marco si è ben comportato, superando con tranquillità alcuni passaggi alti che a me stesso avevano creato qualche timore. I punti più emozionanti sono le Tyrolienne, lunghi tratti dove si scende attaccati alla carrucola.

Ci siamo diretti poi alla Tyrolienne gigante, un circuito fatto di discese sequenziali fino alla finale che è addirittura 350 m!! Qui ho veramente tremato per Marco, in quanto la prima scala era piuttosto paurosa, si saliva ad oltre 10 m dal suolo, ma poi perché la partenza per le lunghe discese era da affrontare singolarmente. Io partivo per primo, in quanto l’arrivo è complesso e quindi mi predisponevo per accogliere Marco, il quale, una volta avuto il segnale di ok, doveva partire a sua volta. Bene, vi posso dire che lasciarsi andare lungo un cavo, abbandonando la tranquillizzante piattaforma, per una discesa di almeno 50-100m a 10 m da terra, è un qualcosa che regala emozione e paura (Marco non ha ancora 11 anni, e non è mai stato un amante dei giochi “alti”). Purtroppo non siamo riusciti a terminare il percorso perché a metà c’è da risalire una scala strapiombante francamente dura, perché totalmente esposta nel vuoto.

Terminata questa avventurosa giornata aerea, ci siamo spostati verso la costa, sull’isola di Noirmoutier, per vedere il Passage du Gois, una strada allagata dal mare, agibile solo per poche ore al giorno. Siamo arrivati al culmine dell’alta marea, con la strada che si immerge nelle acque della baia, ed i cartelli stradali visibili solo parzialmente. Abbiamo deciso di rimanere, per vedere il passaggio verso la bassa marea, poi domani a mezzogiorno passeremo il guado. Lo spettacolo che abbiamo visto è veramente singolare ed affascinante, la baia che si svuota (un qualcosa di simile a St. Michel), i cartelli che riemergono, i delimitatori di carreggiata che appaiono a segnare un percorso ancora invisibile. Non abbiamo visto tutta l’evoluzione, in quanto la bassa marea sarà alle 1.20 del mattino, ma domani lo spettacolo sarà assicurato.

Con Marco abbiamo anche fatto un tentativo di ricerca vongole, ma probabilmente siamo nella zona sbagliata perché il fondo è fangoso, una vera e propria creta nera e puzzolente, piena di gusci spezzettati di vongole ed arselle. Forse bisognerebbe andare un po’ fuori, oltre la strada sommersa, ma la marea non ce lo consente ancora….


Alta marea sulla strada del Passage du Gois

Giovedì 13 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Passage du Gois (Noirmoutier) – Le Montet 474
  Totale tappa 474
  Totale generale 2732

Alle 9.30 ci siamo svegliati al rumore di numerose auto e persone in arrivo. Fatta rapidamente colazione e scesi dal mezzo ci siamo trovati di fronte ad una miriade di persone armate di cestelli, secchi, palette, rastrelli ed ogni tipo di utensile atto a scavare, tutte dirette verso il passaggio di Gois. Verso le 11 le prime temerarie auto si sono avviate lungo la strada ancora invasa da almeno 20 cm di acqua. Qualcuno è già in mezzo alla baia, probabilmente è chi conoscendo benissimo i banchi di sabbia ed i percorsi di deflusso della marea, parte con ancora l’acqua alla vita ed arriva “sul pezzo” giusto giusto quando la marea gli consente di iniziare la “pesca con le mani”. Nel frattempo io ho dovuto spostare il camper perché mi avevano chiuso con un auto in sosta. Il conducente, non avrebbe sentito storie, la pesca prima di tutto, quindi gli ho fatto posto mettendomi a lisca di pesce.
Verso le 11.30 la Gendarmerie ci ha fatto capire che dovevamo muoverci causa il debordare del camper sulla carreggiata, per cui io e Marco ci siamo avviati sulla strada oramai libera, lasciando il mezzo a Sabrina che ha perso qualche minuto prima che la Gendarmerie la guardasse male inducendola a muoversi per venire verso di noi. Lo spettacolo è surreale, la strada emersa dal mare invasa di auto, molte delle quali addirittura parcheggiate fuori carreggiata dove il fondo è di sabbia compatta, gente in bici, a piedi, ed un brullicare di persone sulla sabbia, sparse dovunque alla ricerca di vongole, patelle, vermi per la pesca, granchi.

Traversata la baia a passo d’uomo, ci siamo fermati per acquistare una dozzina di ottime ostriche, poi ci siamo rimessi sulla via del ritorno. La prossima ferie in Francia ripartirà da qui, un posto da non mancare.
Dopo un varie ore di viaggio intervallato da spesa, pranzo, pennichella e cena, ci siamo fermati per la notte a Le Montet, da qualche parte tra Montlucon e Moulins.

Venerdì 14 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Le Montet – Passo del Moncenisio 465
  Totale tappa 465
  Totale generale 3197

Alle 7.30 la nostra presenza nel totale nulla di Le Montet è terminata dopo una tranquillissima notte. Ci rimettiamo in viaggio, con calma, verso il Passo del Moncenisio, dove pernotteremo su specifica richiesta di Marco.

La giornata è bella, calda e soleggiata, ed il traffico scarso e scorrevolissimo. Ci siamo fatti un paio di tratte autostradali, una per by-passare Bourg-en-Bresse, l’altra per velocizzare il tratto tra Chambery e Modane.

Alle 17.30 siamo arrivati al Lago del Moncenisio, incredibilmente abbassato di livello rispetto a come lo vedemmo due ani or sono. Ci siamo sistemati nel parcheggio sottostrada, discretamente affollato di mezzi, e poi abbiamo passato il tempo a guardare il panorama, la mungitura delle mucche, ed a tentare il “contatto” con le marmotte che popolano i prati circostanti.

A sera la temperatura è bella fresca, i 2000 mt di quota hanno sortito il loro benefico effetto, ed io ho tentato ancora di avvicinare le marmotte. Ci sono riuscito, con due piccoline evidentemente molto curiose che non hanno resistito ad affacciarsi alla loro tana.

Sabato 15 Luglio 2006
Tappa Km percorsi
Passo del Moncenisio - Prato 450
  Totale tappa 450
  Totale generale 3647

Stamani alle 6.30 mi sono alzato ed ho fatto una mezz’ora di appostamento ad una tana di marmotta, riuscendo a fare qualche fotografia.

Ci siamo messi in marcia alle 7.30, e fino a dopo Masone le cose sono andate bene.
Poi, traffico a singhiozzo fino a Sarzana dato il forte traffico di vacanzieri.

Alle 14.30 siamo arrivati a casa.

CONCLUSIONE

Anche questa seconda vacanza in Francia, a due anni dalla prima, ci ha sicuramente soddisfatti; abbiamo trascorso giorni divertenti, lasciandoci però il tempo per un certo relax. La valle della Loira è bellissima, e potrebbe da sola permettere un’intera vacanza di girate in bici, visite a luoghi d’arte e pesca, specie se la si accoppia alla Sologne, un luogo magico. Le zone costiere sono molto belle, ma discretamente più battute rispetto alla Bretagna settentrionale, per cui bisogna essere un po’ più ligi e sopportare comunque diversi divieti. La penisola di Guérande merita il viaggio, e la vicina Briére non è da tralasciare. Volevamo anche fare un po’ di costa fino addirittura alla Duna di Pylat, ma abbiamo rinunciato per non fare tanti km “mordi e fuggi”. Siamo arrivati fino all’isola di Normontier, e di li ripartiremo la prossima volta che verremo in terra d’oltralpe.

CIAO DA SIMONE, SABRINA E MARCO









     
 

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