Il 22 Gennaio, con un volo Iberia, si atterra a Quito.Il giorno dopo, dopo esser stati ospiti di Padre Giovanni Onore( biologo che oltre a comprare pezzi di foresta per salvarla aiuta i ragazzi di quelle zone), siamo ai campers lasciati accanto alla Riserva di Toachi. Dopo i controlli di rito ci dirigiamo verso la costa del Pacifico, perché da informazioni avute, sembra che a Manta vi siano possibilità di imbarcarsi per Panamà a prezzi contenuti. Dopo varie ricerche anche con Internet ed incontri, capiamo che qui i prezzi sono molto alti ed i tempi lunghi. Manta è una città tipicamente della costa con un bel mercato del pesce ricco di specie. Certo che una pesca così intensiva e costante non credo faccia molto bene all’ecosistema marino. Molto interessante è il cantiere dove si costruiscono grandi pescherecci tutti di legno. A vedere quelle carene che nascono da mastri carpentieri, il pensiero va a quelli che ripararono le navi di Magellano, tanto per ricordare uno dei più grandi esploratori del mare.
Da Manta ci spostiamo a Guayaquil per aver notizie dirette per i traghetti. Si attraversano zone coltivate a riso e paludi dove vivono persone in condizioni molto precarie, specialmente dal punto di vista igienico. Visto che la nave che ci dovrebbe trasportare a Panamà arriverà dal Cile dopo il 15 febbraio, a un costo elevatissimo, decidiamo di ritornare a Quito e da qui attraversare la Colombia per imbarcare a Cartagena.
Così il 31 siamo già nel Nord dell’Ecuador oltre Ibarra, dopo aver girato per il mercato tipico di Otavalo e fotografato un altro monumento all’Equatore in un paesino.
Fatto un gran pieno di gasolio (poiché in Colombia costa caro) l’1 Febbraio dopo due ore di pratiche, entriamo nella Colombia del narcotraffico e dei sequestri. Noi faremo solo la Panamericana che a detta di tutte le persone contattate è molto sorvegliata dall’esercito e polizia, in altre parole è sicura. Alla sera siamo a Pasto (2800 m.), parcheggiati presso un grosso distributore. Molta della gente incontrata ci saluta con grande cordialità appena legge la scritta Italia sui fianchi dei campers. Fin dai primi chilometri ci rendiamo conto che l’ambiente è molto interessante e bello: le Ande dominano con altopiani e catene elevate. Il paesaggio si caratterizza per grandi estensioni di coltivazioni (patate, mais ecc.) fino a grandi altezze.
Il 2 febbraio da Pasto iniziamo a dirigerci verso Popayan. La giornata scorre tra un continuo salire e scendere attraverso le cordillere, con paesaggi splendidi. La strada spesso scorre a picco su valli profondissime e verdi. Tipici sono certi tipi di autobus che trasportano persone e cose ammassate sia dentro che sul tetto dell’automezzo. Per fare i primi sessanta chilometri ci impieghiamo quasi tre ore per le forti salite e per i numerosi posti di controllo dell’esercito, cosa che ci rende tranquilli, pur rendendoci conto che la situazione del narco traffico è molto pesante.
A metà strada si scende fino a seicento metri con un caldo notevole non ostante che si sia circondati dalle montagne. Si risale poi decisamente sulla Cordillera Occidental e verso le 18 siamo a Popayan che superiamo per parcheggiarci pressol’ennesima “gasolinera”.Il 3 febbraio siamo a Buga. Per un lavoro di registrazione freni fatto male nell’Alfa, siamo bloccati con le ruote sulla panamericana. Dopo quattro ore, con l’intervento di un meccanico “ruspante” si riparte, ma Dario intanto ha proseguito. Il mattino doposiamo in un’officina di Palmira dove mi sistemano bene i freni e si riparte. Per tre giorni viaggiamo soli in una Colombia per altro molto bella. Dario è molto avanti e noi dietro per i problemi avuti. La Pan am si snoda sempre più in alto a picco su una grande vallata. Si entra e si esce dalle nubi e a volte piove.Ma il problema sono i grandi camion con lunghi trailer che sono difficili da sorpassare per via delle curve e del traffico. In certi casi vediamo persone che si lasciano trasportare con le loro biciclette, attaccandosi dietro ai TIR ! Uno di questi finirà sotto alle ruote.
Comunque la Colombia ci appare molto organizzata e con uno stato di mantenimento del paesaggio molto curato. Arriviamo a Medellin. E’ una grande città tagliata in due dalla Panamericana. La si attraversa rapidamente e poi si risale per l’ennesima cordillera. Si arriva a 2400 metri circondati da foresta con felci arboree che ricordano l’epoca dei Dinosauri. Di nuovo una lunga discesa fino a costeggiare il Cauca, un fiume impetuoso. La gente incontrata si e’ sempre dimostrata molto gentile, non ostante l’attenzione che occorre avere verso i “ladrones”.Si attraversano altipiani con mandrie di bovini pascolo.
Lungo il corso del fiume vi sono molte povere abitazioni con pareti e tetti ricoperti di teli neri di plastica per proteggersi dalla pioggia. Il 7 ci ricongiungiamo con Dario alle prese con un alternatore e che ci racconta della rottura di una crociera dell’albero di trasmissione proprio nel tratto impestato di montagna. Abbiamo incontrato in tutto oltre 20 posti di blocco dell’esercito e polizia. Ora si corre lungo una strada pianeggiante tra leggere ondulazioni collinari, ma con splendidi grandi alberi tropicali fioriti. Ormai siamo a Cartagena da dove caricheremo su un container i due camper per sbarcarli a Colon, in Panamà….la storia della Rediscovering The Americas continua!

RED AM- PADRE ONORE CON MATERIALI  PER SCUOLA FORESTA TOACHI
RED AM- PADRE ONORE CON MATERIALI PER SCUOLA FORESTA TOACHI

RED AM- TRA LAS CORDILLERAS
RED AM- TRA LAS CORDILLERAS

RED AM- SI ENTRA IN COLOMBIA
RED AM- SI ENTRA IN COLOMBIA

RED AM- LA PANAMERICANA IN QUOTA -COLOMBIA
RED AM- LA PANAMERICANA IN QUOTA -COLOMBIA

RED AM- IL MERCATO DEL PESCE DI MANTA(ECUADO0R)
RED AM- IL MERCATO DEL PESCE DI MANTA(ECUADO0R)

RED AM- I CAMPER A MANTA (ECUADOR)
RED AM- I CAMPER A MANTA (ECUADOR)

I CANTIERI NAVALI DI MANTA (ECUADOR)
I CANTIERI NAVALI DI MANTA (ECUADOR)

ALBERO IN FIORE VERSO SANTO DOMINGO (ECUADOR)
ALBERO IN FIORE VERSO SANTO DOMINGO (ECUADOR)

 
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