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Mostra versione intera : Sostare in camper


francato
01/09/2005, 15.34
Sono stato una settimana di agosto nelle Dolomiti e sono tornato molto amareggiato!
Ho sentito nei confronti del camper una grande ostilità e mi domando se sia giustificata oltre che legale.
A Cortina città nonostante fosse completamente intasata da auto e non pochi super fuoristrada ci sono i parcheggi con indicato "No camper. Grazie"! L'area di sosta seppur bella e a 5 km dalla cittadina e servita in orari stabiliti da bus. Quasi un ghetto! Non è possibile andare in città alla sera per una pizza o un gelato e chi ha ragazzi di una certa ètà sa cosa dico.
Misurina, attorno al lago divieti di sosta per soli camper che trovano ospitalità ben nasconti nell'area ghetto che ho trovato in un mare di fango!
Auronzo, nel parcheggio del lago divieto di sosta per i camper. Altra area ghetto a 5 km dal paese e stesso problema di Cortina per gelato o pizza. Per noi non c'è nessuna possibilità di vedere il lago se non a 50 km/h!!
Da cortima al Falzarego tutti i diversi parcheggio con sbarre limitatrici! Io volevo parcheggiare per inoltrarmi in uno dei tanti sentieri per le Tofane ma mi è stato precluso.
Ma perchè i grossi SUV possono intralciare a piacere e non i cmaper? Se mi devo fermare 20 min. per un acquisto o per qualche necessità che faccio? Un'oretta per pranzare o solo per bearmi del panorama? Se il problema è lo spazio si può fare un park con disco orario così siamo tutti trattati allo stesso modo. E che dire delle AA o park costruiti nei luoghi più decentrati, in pendenza e magari lungo le strade a grande traffico (Es Asiago)? Ho sentito molte lamentela al proposito.
Personalmente manderò una mail di protesta all' ancirisponde@ancitel.it. (associazione comuni d'Italia) ed anche alla anfia@anfia.it e info@assocamp.it (associazione costruttori camper) che è ora si diano una mossa!!
Se qualcuno ha avuto la mia stessa impressione potrebbe fare altrettanto.
Saluti

Mario
01/09/2005, 16.51
Mi associo; sono convinto anch'io che i camper siano particolarmente mal visti nelle zone dolomitiche.

Sono stato recentemente in Val Gardena dove i divieti di sosta per i camper sono estesi a tutto il territorio di ciascun comune; a Ortisei è praticamente impossibile anche la sola fermata, a S.Cristina idem e l'aver parcheggiato fuori paese in un piazzale vuoto davanti a un centro sportivo chiuso mi è costato 35€ di multa, a Selva di Val Gardena impossibile fermarsi tranne che sostare a Plan Gralba che però si trova 3km oltre e occorre aspettare il bus di linea per vedere il paese.
A Canazei o campeggio o niente; in compenso c'erano ampi piazzali semivuoti vicino alla piscina ma con la sbarra bassa all'ingresso.
E' andata meglio a S.Martino di Castrozza dove c'era una AA a 10€ con navetta su chiamata telefonica.

Saluti.

Boonek
18/09/2005, 23.16
Credo proprio di trovarmi daccordo con la mano che, armata di pennarello, ha scritto sul cartello che vieta la sosta ai camper in quella che era l'area attrezzata di Vinadio (Cn): "andiamo tutti in Francia".
Ormai da tanti anni passo buona parte delle mie vacanze nel territorio cuneese e ho potuto constatare come, dove esistevano aree di sosta gratuite, ci si possa ormai fermare solo a pagamento, o ci si trovi davanti a cartelli di divieto di sosta e anche di transito. Ormai ci si può fermare solo in campeggio.
Capisco che l'affollamento dei nostri mezzi possa risultare ingombrante, ma vietare anzichè regolamentare è estremamente scorretto.
Nelle ordinanze sindacali non si parla di automezzi con misure che possono intralciare il normale traffico, ma solo di camper e roulotte; a quanto pare i camper minano l'incolumità pubblica (come è scritto nell'ordinanza a Vinadio) ed è meglio tenerli lontani.
Ormai la normalità è diventata questa: quando i turisti stanziali o in arrivo con autovetture sono in numero più che sufficiente, al diavolo i camper, anche se fino a qualche tempo prima costituivano quasi l'unica via d'accesso per il turista.
In tanti anni ho potuto vedere come questo modo di (dis)incentivare il turismo sia diventata ormai la regola e non l'eccezione.
Nella maggior parte dei casi il comportamento più o meno corretto dei camperisti non è assolutamente la causa del rifiuto d'ospitalità nei nostri confronti; si tratta solo di regole di mercato: un turista stanziale rende certamente di più di un camperista che oggi è qui, ma domani sarà altrove. Infatti io, e tanti altri, siamo andati in Francia ad apprezzare un'ospitalità che vorrei tanto poter trovare in Italia.

bertolo
19/09/2005, 09.16
Concordo con voi, durante l'estate le Dolomiti sono davvero vietate....o almeno i posti più rinomati; però da grande appassionato apprezzo sempre più i posti dimenticati, le dolomiti d'oltrepiave (la Val Cellina è stupenda), la Carnia....ma anche l'Appennino, e lì si riesce ancora a sostare.
E non è che le nostre montagne siano piene di gente, basta andarci adesso....ma si sa i camper portano pochi soldi e disturbano i benpensanti!
Certo che l'ospitalità francese è di un altro pianeta!
W la montagna!

Ciao
Andrea

Mario
20/09/2005, 06.49
Non sono tanto d'accordo che i camperisti portino pochi soldi nei comuni dove si fermano; è uno stereotipo da sfatare.
E poi rispetto a chi? a quelli che vanno in albergo?
Questi certo spendono di più ma mediamente per brevi periodi.
La cosa, secondo me, va vista nell'arco di tutto l'anno in cui tra weekend settimane bianche ferie e uscite varie di giornate di turismo ne fanno di più i camperisti.
E mi sembra di capire che sono sempre di più quelli che come me, usando pochissimo i fornelli del mezzo, nei posti dove si fermano comprano il cibo pronto oppure vanno in pizzeria e al ristorante;inoltre frequentano i mercati e i negozi locali e non acquistano solo ricordini.
In Francia, come ho potuto constatare fin dai lontanissimi tempi in cui giravo in tenda, la mentalità è diversa; è anche un Paese di più antiche tradizioni di turismo.
Tornando alle Dolomiti (almeno quelle che ho visitato io) mi sembra di poter dire che lì è veramente esagerata l'ostilità contro i camperisti; diciamo pure che i locals hanno la puzza sotto il naso al riguardo...

francato
20/09/2005, 08.40
Concordo, anche noi camperisti contribuiamo all'economia dei luoghi che visitiamo. Spesso spendiamo anche dove l'abitante di grandi alberghi non lo fa.
Concordo anche con Bertolo che laVal Cellina è stupenda e che i posti belli ed accoglienti sono ancora molti però può succedere che uno dei figli abbia voglia di rumore, casino, discoteca ed allora, giustamente, lo devi accontentare.
Siamo alle solite, viviamo in paese sedicente libero, paghiamo le tasse, la tassa di possesso, l'iva e tutto il resto ma siamo pesantemente discriminati e taglieggiati. Ora ogni giunta comunale trova ed emana disposizioni e divieti esclusivi per il solo loro territorio e, quanto vige qui è completamente diverso nel paese limitrofo. Stiamo sentendo in questi giorni gli studi sulle limitazioni per il probabile inquinamento da traffico. Il sindaco di comune del veneziano permetterà solo il traffico ai residenti e gli altri? Un viaggiatore come farà a saperlo? E perchè loro vietano e poi passano nella mia strada? Siamo proprio un paese incivile!!
Scusate lo sfogo

quibro
20/09/2005, 17.05
mi intrometto nella discussione perchè sono stato sul lago Misurina, sulle Tre cime e a Cortina. nel periodo di fine agosto di quest'anno e non ho avuto alcun problema. E' vero che c'è il divieto di sosta per i camper dappertutto, ma almeno una bella porzione di area destinata ai camper ce l'hanno. Sono almeno tremila mq!! Io non direi che l'area di Misurina sia ghettizzante. Chi vive in montagna sa quanto è prezioso ogni minimo metro di pianura. Il fatto che Misurina abbia una grande area sosta e di fronte anche un campeggio, non mi vede d'accordo nel dire che ci hanno ghettizzati. ANZI. Il problema è quello dell'altissima concentrazione di mezzi ingombranti come i nostri tutti nello stesso periodo dell'anno insieme a bus turistici, auto, moto ecc.. Cortina d'Ampezzo sarà una bella cittadina ma non ha nulla di eccezionale da giustificare il nostro affollamento e malgrado ciò c'è una enorme area a cinque km che sicuramente non ci soddisfa ma mica pretendiamo che tutti gli amministratori capiscano o comprendano le nostre esigenze o preferenze, ma da qui a dire che ci ghettizzano ce ne vuole.

Piuttosto credo che dovremmo imparare un po’ a diluire le ferie nell'arco dei tre mesi estivi o quattro quando settembre lo permette. Io se posso scelgo sempre i periodi a cavallo di inizio o fine stagione.

In molte località di mare che io frequento perchè a due passi da casa, in pieno periodo estivo, si susseguono decine di camper alla volta che sostano fino a 15 gg sempre nello stesso posto. Ci sono coloro che si armano di pazienza e ogni tre giorni vanno a scaricare i cessi chissà dove, altri che sono lì fermi per tutto il periodo in piena stitichezza. Le amministrazioni locali multano di rado quando a qualcuno gli girano, ma non hanno mai minimamente pensato a organizzare aree a noi dedicate neanche in pendenza come quelle di Misurina. Questo significa non ghettizzare ma ignorarci completamente e noi non possiamo scambiarlo come autorizzazione alla sosta (selvaggia). Allora ditemi un pò voi se è meglio che il camperista faccia tutto ciò che gli pare con il suo buon senso o meno, o se l'amministrazione riuscendo a strappare pezzi di territorio prezioso ci dia un pò di spazio vivibile anche se non proprio simile a quelli francesi dove nasce il movimento plain air o dove nasce la "caravan".



Saluti

Angelo

francato
20/09/2005, 20.31
Ciao Angelo
Io sono passato verso mezzogiorno e a fine agosto per Misurina, dovevo solo fermarmi per pranzare, diciamo un'ora! Pioveva e non girava un cane! Attorno al lago divieto di sosta per camper perche????? L'area di sosta è nascosta e decentrata, volevo fermarmi ma era un'aquitrinio e fangosa, in pendenza e non c'era un buco!!!!! Inoltre quanto dovevo pagare per fermarmi quell'ora?
Cortina? Non mi interessa assolutamente Cortina, ero li per la Cortina-Dobbiaco in bici e l'area è molto bella. Se però alla sera vuoi andare a mangiare una pizza o un gelato come fai?
Io ho l'impressione che molti amministratori si mettano in ordine la coscienza creando appunto queste aree ghetto e molto meglio poi non ci va nessuno.
E poi perchè i grossi fuoristrada possono parcheggiare ovunque ed illimitatamente e noi non possiamo neanche fermarci a prendere il pane? Se c'è problema di spazio facciano parcheggi con disco orario!!
Per il resto mi trovi d'accordo.
Saluti

AC.Morelli
20/09/2005, 22.11
Il problema della sosta è molto discusso. Noi affermiamo di essere turisti itineranti ma poi vogliamo esserlo nei parcheggi ove le auto sostano soltanto. A mio avviso occorre distinguere tra sosta dell’autocaravan che è possibile per i residenti in un comune e sosta dei turisti itineranti che può essere tale in rare eccezioni e pressoché temporaneamente. Invece spesso non distinguiamo e molti campeggiano. Così anche chi sbraita e si lamenta in qualche mail si tradisce ammettendo di essere stato fermo quattro giorni in un parcheggio, d'estate, al mare.

Sulla questione normativa Vi invito a leggere, nel magazine, l’articolo disinteressato dell’Avvocato Costa, un camperista, che ha il coraggio di guardare in faccia la realtà.

I Comuni? Si comportano in modo diverso e ci sono due estremi. C’è chi vieta la sosta ed il transito per vietare il campeggio e chi vieta il campeggio. Alcuni regolamenti di polizia municipale cominciano da un po’ di tempo a questa parte a distinguere la sosta dalla sosta a fini di campeggio. La questione verte sull’interpretazione dell’art. 185 comma due ove si parla di deflussi diversi dal propulsore e molti di noi glissano su questo aspetto, come se a Nardò, al mare d’estate, si potesse sostare con il frigo spento o a Canazei sulla neve d’inverno, dormire con la stufa spenta.

Il vero problema è che mancando una politica unitaria da parte delle associazioni (che condivida e persegua gli stessi obiettivi e soprattutto favorisca l'accoglienza e non la contrapposizione oltranzista) manca una contrapposizione di interessi in capo a chi deve decidere se emettere o no le ordinanze.

La svolta epocale di gennaio al momento si è dimostrata una pia intenzione con poco seguito visto che mentre una delle associazioni nazionali presente a Rimini persegue la creazione di aree di sosta attraverso i suoi club federati (questo è un obiettivo dell’unione di gennaio) un’altra invece, che ha deciso di non essere presente a Rimini inizialmente per motivi di stand (ma io ho visto lo spazio riservatole, l’ho fotografato e mi sembrava idoneo) sostiene che l’utilizzo delle aree è una facoltà non un obbligo, vale a dire "potete pure farle ma tanto non mi sento obbligato ad utilizzarle "corollario che cavolo le fate a fare". Così se per Carrara non si cambia registro alla celebrazione del compleanno assisteremo ad una involuzione poco epocale ma prevista.

Non occorrono molte cose, e non basta la relazione Queirò. E' stato un atto necessario ma non sufficiente. Tant’è che in Senato l’VIII commissione che esamina il DDL Fabris non ne ha tenuto conto come molti comuni che continuano ad emettere ordinanze di divieto. Allora occorre dialogare con i comuni sfruttando le apertura che ha l’Anfia la quale dovrebbe rivedere l'iniziativa con l'ANCI inserendo anche comuni scelti dalla categoria. Occorre un dialogo presso ogni regione e provincia e presso i comuni che solo una unità vera delle associazioni ed una rappresentanza organizzata e ramificata sul territorio attraverso i club federati può dare e non bastano 40 o 200 club federati se non si hanno programmi.

E occorrono poche altre cose ma per farle, ripeto, occorre l'unità e il dialogo non l'aggredire i singoli comuni che devono tutelare anche i residenti soprattutto se, come è avvenuto a Marina di Grosseto, raccolgono spontaneamente firme anticamper. Ne si può sostenere semplicemente che portiamo utili perché questo non è percepito e la dimostrazione è che tra le firme raccolte ci sono anche quelle dei negozianti e non solo degli albergatori. Allora occorre unione.

Chi si isola e si ostina a cantare fuori dal coro fa le solite figure barbine. Ad esempio il boicottaggio della fiera ha sortito effetti? Era in linea con la politica unitaria? Secondo l’ultimo comunicato stampa l’affluenza è stata in crescita. Anche su questo occorre che qualcuno mediti a fondo. Chi lo ha sostenuto e provocato non si è indebolito?


Mala tempora currunt.



Bye.

Tuareg
21/09/2005, 01.43
A rischio di essere impopolare... :o

Se gli amministratori comunali permettessero la tranquilla sosta in zone di interesse, i più belli scorci urbani o rurali o marini diventerebbero campeggi senza regole perchè SENZA REGOLE sono una buona parte dei camperisti che si vedono in circolazione da Vipiteno a Capo Passero.
Immaginate quanti "castra" romani si creerebbero nelle più belle zone visto che una buona parte dei camperisti sembra non riuscire a resistere alla tentazione di tirare fuori il barbecue e, dopo essersi messi in cerchio come i Pellerosse, sfidarsi a suon di salsicce arrosto e vino fregandosene del fumo che fanno anche in zone che meriterebbero il mantenimento di comportamenti più "neutri" e meno chiassosi.
Quando va bene possiamo assistere all'accensione del generatore in zone di tranquilla quiete...per non parlare di quelli che aprono la valvola delle acque grigie....perchè tanto è acqua pulita e qui a due passi c'è il pozzetto.... Quando vedo queste scene (ripeto, da Vipiteno a Capo Passero), Vi assicuro che provo una certa tristezza a pensare che un eventuale passante possa identificare il mio modo di vivere con quello di questa gente che con me ha in comune solo il fatto di guidare un mezzo con la dominante di colore bianca.
Inoltre, se non ci fossero regole per la dislocazione delle unità abitative mobili in aree dedicate abbastanza decentrate, un amministratore comunale rischierebbe di doversi sopportare gruppi nomadi in pieno centro cosa che nessun amministratore vuole...non nascondiamocelo..... Come potrebbe un amministratore dire che il camper di Corrado o di Francato possono stare qui e quello di Miran il Gitano qui non ci deve nemmeno mettere piede ?
Dulcis in fundo....il Sindaco di Favignana (puro esempio) che dovesse vietare la sosta dei camper ospiti in questa o quella zona finirebbe per "penalizzare" soggetti residenti "fuori collegio" a vantaggio del plauso ottenibile dai suoi concittadini (che poi sono quelli che lo votano)....e se qualcuno ha mai fatto politica....sa perfettamente che il ragionamento che viene fatto è esattamente questo e non altri.... Il Sindaco Pinco che realizza una area di sosta lo fa per rispondere alle istanze dei suoi concittadini che sono stanchi di tarallucci e vino (quasi) in pieno centro e non per sensibilità verso le lettere di zelanti Presidenti di Club "stranieri" che lamentano la mancanza di aree di sosta a 300 km da casa loro !
In questa situazione che possono fare le Associazioni di categoria ? Pochino se non quello di continuare a dire che i camperisti sono persone che privilegiano la vacanza bla bla bla....con discorsi triti e ritriti che assomigliano sempre più all'editoriale mensile di Plein Air e che, a me personalmente, hanno stancato da morire per la loro sterile presunzione.
Mi piace osservare che,a mio sommesso avviso, questi discorsi nelle sedi istituzionali hanno creato un'innalzamento dell'attenzione dei pubblici amministratori verso il turismo ricreazionale con la conseguente creazione di aree dedicate....ma più nascono aree dedicate più i centri urbani si chiuderanno alla nostra fruizione con la scusa che "abbiamo un'area tutta per noi..." e più crescerà il rischio di essere ghettizzati sempre per la stessa ragione.
Mi si potrà obiettare che ci sono comuni dove, anche senza che ci siano aree dedicate i vigili si divertono a multare i camperisti, ma credo che, in definitiva...si sta meglio in quei posti meno "contaminati" da sterili chiacchere dove la mancanza di attenzione dei pubblici amministratori (mai "solleticata" da qualche Presidente di Club) ai veicoli ricreazionali ha evitato sia la costruzione di "aree ghetto" sia che il "problema camper" venga vissuto come tale dopo che sia stato portato all'attenzione di sonnolenti amministratori.
Il "problema camper" esiste, dunque, sia per la scarsa educazione di una buona fetta di utenti dei veicoli ricreazionali sia per la volontà di chi sente di rappresentarci nelle sedi istituzionali di volerne parlare a tutti i costi.

Basta di dire che siamo "camperisti", io credo esclusivamente di essere un viaggiatore che ha deciso di spostarsi utilizzando un camper e non (preso da una delirante voglia di sindacalizzazione di diritti come se debba essere facente parte di una minoranza da proteggere) un latore di interessi da tutelare.

nanett0
21/09/2005, 09.29
Caro Corrado

per quanto possa esserti di conforto, HAI ASSOLUTAMENTE RAGIONE !

Concordo con te su tutto ciò che è stato brillantemente esposto nel tuo scritto.

Per evitare i "ghetti" bisogna farsi notare il meno possibile!;)

sergio e valeria Rm
21/09/2005, 09.54
Domanda, ma nel resto d'europa la situazione è la stessa o no??

Buone soste a tutti
Sergio

Drummer
21/09/2005, 09.58
Mmmmm! siamo alle solite, la famosa guerra dei poveri......:cry:

Io sono per principio un cultore della civiltà e sono fermamente convinto che l'ottanta per cento degli italiani è civile solo a parole.

Di leggi in Italia ne abbiamo a bizzeffe, ci mancava che anche i sindaci ci mettessero lo zampino :angry: .

Come al solito la soluzione è l'uovo di colombo, più civiltà e comprensione da parte nostra e utilizzare i vigili (che sono sempre più chiusi negli uffici invece di sorvegliare) per punire con mano pesante i trasgressori.

Vi porto l'esempio di un paese in Calabria, Trebisacce; in questo paese ci sono un'infinità di cartelli che indicano il divieto di sosta a veicoli avente l'altezza superiore a 2,20 m........:clava: notate bene, divieto di sosta, cioè non potevo neanche fermarmi per pranzare!!!!! :angry: A parte il fatto che bastava mettere due cartelli all'inizio del paese con il divieto di sosta per i camper in tutta la zona e avrebbero speso molto meno, ma chiaramente era una presa per i fondelli perchè, mi spiace di non aver fatto la foto, su tutto il lungomare erano posteggiati 4 tir e 9 camions con i vigili che controllavano solo i camper.:angry: non venitemi a dire che i camions sono più belli da vedere!

E' ora di finirla di menare il can per l'aia, noi DOBBIAMO civilizzarci un po' tanto, ma loro devono smetterla di decretare leggi a senso unico solo perchè, chi li vota, ha l'albergo o il campeggio o, peggio ancora, affittano gli appartamenti a peso d'oro e in NERO!.

Drummer
21/09/2005, 10.09
Non so perchè, ma all'estero gli italiani sono civilissimi.....forse perchè la polizia è severissima e fa rispettare le leggi senza guardare in faccia a nessuno (tranne in Croazia), o perchè gli stranieri ci danno il buon esempio? Forse entrambe le cose.

In Danimarca ho trovato parecchi divieti ai camper, ma a 50 m. di distanza dal castello o dal monumento trovavi un'area attrezzata con la corrente gratis!!!!
In Francia puoi dormire ovunque, tranne al sud (per i noti furfantelli che rubano), in Scozia non ci sono assolutamente problemi, pensate che lasciano le porte aperte e vanno a fare la spesa!!!!! :eek: ma gli altri sono marziani?

Tuareg
21/09/2005, 10.23
Domanda, ma nel resto d'europa la situazione è la stessa o no??

Buone soste a tutti
Sergio

Nel resto dell'Europa la situazione è diversa da caso a caso, si va da Paesi caratterizzati da estrema "vivibilità camperistica", p.es. Scozia, ad altri oggettivamente difficili quali Irlanda (da qualche anno in qua...prima era perfetta) o Dalmazia dove DEVI stare in un campeggio se non vuoi essere perseguitato da sgarbati poliziotti.
Circa la civiltà degli Italiani all'Estero, concordo che siamo abbastanza civili e rispettosi quando siamo fuori...mi viene però da pensare che all'Estero (mediamente...non posso generalizzare) ci vadano più i convinti "viaggiatori", culturalmente più aperti al rispetto di luoghi e culture, mentre i "fuoriportisti" se ne restino a qualche km da casa loro a fare arrosti e bevute.

Antonio e Mara - RM
21/09/2005, 10.24
Corrado, hai centrato il problema.

Alla nostra "categoria" non servono associazioni che scenderanno a patti con i politici di turno. E non servono politici che a loro volta scenderanno a patti con....
A noi serve educazione e buon senso. Serve una condivisione naturale e progressiva di questo modo di viaggiare (ho detto viaggiare). Serve che chi compra un vr sappia che non è una seconda casa da poter "piantare" per settimane in riva al mare. Serve sapere che un vr non è un lasciapassare per poter fare quello che si vuole dove si vuole. Serve sapere che se arrivi in un'area attrezzata e la trovi piena te ne devi andare, e non andare a parcheggiare ovunque togliendo spazio a chi normalmente ci risiede e ci parcheggia.
Solo così saremmo accettati naturalmente e senza "compromessi".

Ma credo che non sarà mai possibile. A Rimini ho visto che la maggior parte dei mezzi sono sempre più lunghi, più alti, più comodi, più accessoriati, più potenti (ci danno i cavalli ma non ci danni i freni), insomma.....più visibili. Piazzane anche solo cinque in fila da qualsiasi parte ed hai fatto un bel muro bianco lungo trentacinque metri, alto tre e largo 2,30. Proprio un bello spettacolo.

Buona strada a tutti

Antonio

nanett0
21/09/2005, 11.41
In teoria i mezzi "più lunghi, più alti e più accessoriati dovrebbero semplificare la vita proprio a chi ha intenzione di "viaggiare" e non a chi intende piantarlo per settiamne in riva al mare.
Per la mia famiglia ( 4 pers.) la decisione di acquistare un mezzo di 7 m è nata proprio considerando la possibilità di avere a disposizione più spazio per esempio durante le soste nelle grigie fredde e piovose giornate invernali.
Ovviamente non potrò mai arrabbiarmi se il proprietario di una graziosa villetta in riva al mare mi inviterà a spostarmi se sono due settimane che sono fermo davanti casa sua e magari sono alla decima grigliata di pesce o se l'unico albero rimasto libero nel mese di Agosto nell'area di sosta è alto 2,5 m!!!!
Tra l'altro, da vecchio roulottista, continuo a non capire la necessità di spendere 50/60 mila Euri per stare fermi settimane nello stesso posto.

Insomma un pò di buon senso ( non ho detto di educazione di proposito) non guasterebbe alla nostra categoria e sono sicuro che, salvo i soliti accordi di "cartello", saremmo "meglio" accetti un pò dovunque.:pace:

sergio e valeria Rm
21/09/2005, 14.04
....e se un bel giorno una famiglia italiana su due possedesse un camper??

buone soste a tutti
sergio

AC.Morelli
21/09/2005, 14.34
Sulla questione educazione sono perfettamente d'accordo. Sul ruolo delle associazioni no. Possiamo dire che così come sono disunite non servano, ma che non servano in assoluto no. Mancherebbero dei ruoli necessari per la categoria. Faccio due esempi: comportamenti - chi fa diffusione ai camperisti dei comportamenti giusti e sbagliati? Chi concorda con i comuni le esigenze di spazi per ospitare i camper ed evitare i troppo pieno e troppo vuoto?



Chi ha citato il concetto "se trovi l'area di sosta piena vai via e non occupi lo spazio dei residenti" deve anche riflettere su quanto ho detto sopra: qualcuno deve pur poter interloquire con i comuni, anche con quelli nei quali le aree mancano del tutto. Qualcuno deve pur dialogare con FAITA per il problema stagionalità, servizi accessori facoltativi, permanenza minima, prenotazioni, tariffe etc., qualcuno dovrebbe occuparsi dei tagliandi a pagamento per la garanzia e delle tariffe esose di alcuni CS.



Sono d'accordo con Corrado per l'analisi svolta. Non sono d'accordo sul puntare tutto e solo sulla buona volontà dei camperisti. Non è possibile se non si definisce il comportamento ideale per le diverse situazioni. Le cattive abitudini dei camperisti poi non migliorano da sole, occorre che qualcuno lavori sodo per ottenere un miglioramento radicale ed un comportamento accettato dai cittadini locali. Il nostro comportamento deve tenerne conto. I codici di comportamento vanno approvati e condivisi, non possiamo scriverli da soli.

Tempo fai ebbi uno scambio di mail a proposito del codice di comportamento e c'è chi difende le sue quattro regole indefinite. Ma ci sono altri codici in giro che ritengo altrettanto lacunosi o che glissano su alcuni comportamenti, ad esempio proprio sulla condizione di sosta libera e sul rispetto dei segnali stradali, che spesso provocano il danno maggiore.

La mia tesi è che le Associazioni dovrebbero evolvere, insieme, i troppi codici di comportamento ad un codice unico di autodisciplina condiviso tra tutte istituendo un organismo (ombudsman) che di fronte a segnalazioni di scorrettezze da parte degli stessi camperisti o di privati cittadini (es. scarichi selvaggi) si attivi direttamente nei confronti del trasgressore, al di là delle sanzioni del CDS. Instillare il sospetto "se scarico verrò segnalato" forse potrebbe bastare. Forse basterebbe una foto ed una pacata lettera, il modo di comunicare si trova. Se poi qualcuno non aderente al codice risponderà con un vaffaxxxxx pazienza, ma quanti saranno colpiti nel segno? Una categoria con un proprio codice di autodisciplina e con un proprio organismo di garanzia aumenta la sua rappresentatività. Se si riuscisse a coinvolgere il Ministero delle Infrastrutture ed ANCI, attraverso una lettera a tutti i possessori di camper (iscritti al PRA) la cosa decollerebbe in poco tempo.


Qualcuno deve pur rappresentare gli interessi della categoria e questo non possono farlo i singoli individui che rappresentano solo se stessi ed il proprio modo di vedere le cose con mille-centomila comportamenti corretti; ognuno ha il suo. Occorre unione non divisione, ma le associazioni, quando funzionano, sono necessarie. Se a tal proposito leggete i mie due articoli nel Magazine “Il cuore oltre l’ostacolo” e “facite ammujna” potrete vedere come la penso più in dettaglio.



Bye.

nanett0
21/09/2005, 16.40
Se una famiglia su due in Italia dovesse arrivare a possedere un camper , significherebbe che .......siamo diventati il paese più ricco del mondo:rolleyes: , il che, in fondo, non mi dispiacerebbe affatto, oppure che il camper sarebbe diventato come la "seconda auto di famiglia" e ciò comporterebbe una riduzione delle auto in circolazione:D .
Al massimo saremo costretti a sostare in riva al mare ma in un autosilos:proud: ( anzi "campersilos") e tutti vicini...vicini..vicini..!!

Tuareg
21/09/2005, 17.16
Vedi AC Morelli, chiaramente rispetto la tua opinione ma è proprio il concetto di "categoria" che io rifuggo....per me il camper è libertà, soprattutto psicologica, al pari della barca a vela o della moto, e la sola idea di essere inquadrato in una "categoria" mi crea notevoli sommovimenti addominali. :D
Il "camperista", a mio sommesso avviso, non esiste e non è "categorizzabile"....è solo una persona che ha deciso di passare il suo tempo libero con un camper. Stop !
Una categoria è invece quella dei camionisti che, in quanto lavoratori di un sistema complesso, hanno necessità di sindacalizzare le loro aspettative e possono farsi ascoltare nelle sedi competenti in quanto operatori di un settore sensibile come quello del trasporto dal quale dipende una gran parte della nostra vita quotidiana. La nostra situazione è ben diversa siamo persone che vanno in vacanza e che "categorizzare" vorrebbe dire "ridicolizzare". Tutti noi rideremmo se venisse creata la "categoria" (con apposita associazione) dei viaggiatori con il taxi o di quella dei viaggiatori a dorso di mulo. :D
Vi prego di lasciarmi la liberta di non sentirmi rappresentato da nessuno ! ;)

Veniamo al problema dei comportamenti negativi e dell'educazione in senso lato.
Se un automobilista getta una carta a terra dal suo bel finestrino è un maleducato ma nessuna associazione di automobilisti si sognerebbe di mandargli una lettera a casa che stigmatizzi il suo comportamento negativo. Perchè dovresti farlo con uno che, latore della stessa maleducazione, ha di differente il solo fatto di guidare un camper ?
Concordo con te sul fatto che l'educazione è un concetto astratto ed altrettanto astrattamente estensibile in maniera soggettiva ma non per questo lo spirito di emulazione verso comportamenti positivi deve essere trascurato. Le abitudini si evolvono, l'importante è dare (individualmente) esempi positivi che saranno, a loro volta, in grado di generare altri comportamenti positivi che nessuna associazione sarà in grado di "imporre" in nessun modo ed il cui risultato potrebbe (invece) essere quello dell'epidermico rifiuto verso "catechizzazioni" imposte dall'alto anche nei momenti di svago....
Non hai la sensazione che vedere un silenzioso comportamento positivo dia maggiori risultati del "pretenderne" la diffusione con soluzioni come quelle da te descritte ? (....mi riferisco alla lettera....alla foto...).
Faccio un esempio assolutamente banale ma (ritengo) coerente con il mio pensiero; quando eravamo piccoli, ricorderai che si vedevano in giro molte persone che sputavano a terra...mia mamma mi diceva che era un comportamento riprovevole e maleducato...molte altre mamme lo facevano insieme alla mia finchè oggi sputare in terra è diventato (nel sentire comune) un comportamento poco elegante e da evitare senza che nessun "sputatore" abbia ricevuto alcuna lettera da alcuna associazione. Tale comportamento positivo NON si è ingenerato perchè lo diceva la mamma (alla fine ce ne fregavamo un pò tutti...) ma per non essere presi per maleducati dai nostri stessi coetanei...

A che servono le Associazioni secondo me ? Ad organizzare eventi per coloro che amano tali momenti di incontro organizzato....punto e chiusura....il "lavoro" di rappresentare qualcuno è ben altro e richiede una larghissima rappresentatività se non vuole essere stucchevole manifestazione di presunzione (se vuoi ti faccio esempi specifici ma al prossimo post visto il limite di 4500 caratteri). :D

AC.Morelli
21/09/2005, 18.51
Non concordo, una categoria è un insieme di persone che hanno gli stessi interessi. Il riuscire a fare categoria è un valore che non tutti vedono ma anche che non tutti possiedono, alcuni come te lo percepiscono negativamente. Una categoria dovrebbe condividere metodi, comportamenti e strumenti di tutela soprattutto quando questa non pare proprio che non ci sia né per chi propende per la sosta libera, né per chi come me, gradirebbe che almeno nelle località appetite dai camperisti ci fossero idonee infrastrutture ed è disposto a tollerare i divieti oggettivi.

Quello che non capisco, però, a parte il non voler essere parte di una categoria, è quali proposte tu vedi possibili. Le aree di sosta non nascono dal nulla, qualcuno deve pure interessarsi, altrimenti aspettiamo godò?

Non penso sia pertinente l'esempio dello sputo. Il restare in disparte aspettando che i comportamenti nostri si modifichino con l'imitazione di quelli migliori determina nel frattempo ulteriori chiusure per i comportamenti errati che continueranno con l'aumento dei veicoli in circolazione e ciò chiude ulteriormente le poche disponibilità locali. Alla fine occorrono anche aree di sosta e pozzetti che possano esse stesse modificare i comportamenti in meglio, anche risolvendo la stagionalità dei campeggi. Qui qualcuno deve lavorare, se tutti restassero in disparte quale sarebbe l'effetto? Campa cavallo?

E se oggi la situazione è questa perché non pensare che chi la pensa come te abbia di fatto stratificato e determinato un comportamento individualista, presente in alcuni branchi, per cui quando il branco stesso è assaltato dal predatore l'individuo oggetto dell'attacco viene lasciato solo? Questo l'ho scritto in "struzzi solitari" definendo proprio quelli agnostici rispetto al tema "mi associo o no?".

Il presidente di un club che ho in contrato a Rimini mi ha detto, ma io lo sapevo già, che le problematiche italiane sono queste: agnosticismo dei singoli e frazionamento delle associazioni e club. In Francia mi diceva esistono solo 28 associazioni che hanno ciascuna un peso rilevante sulle scelte di politica turistica. eppure non sono molti in più rispetto a noi. Ti sembra che in Italia si conti qualcosa?

Se uniti in categoria non si va, figuriamoci se divisi andiamo da qualche parte. Con mille modi di vista differenti, non andiamo proprio da nessuna parte. Restare agnostici o "struzzi solitari" non serve, anzi è controproducente, si afferma l'impossibilità di indirizzare i comportamenti della categoria verso codici condivisi con chi dovrebbe accoglierci. Si continua a percepire un concetto di accoglienza diverso da quanti sono chiamati, spesso loro malgrado, ad ospitarci.

Banalizzare gli effetti che può avere un codice di autodisciplina liberamente accettato non porta da nessuna parte. E figuriamoci quale rispetto possiamo poi attenderci per i codici di comportamento scritti e solo enucniati.

ADERIRE ad un codice vuol dire che ci si riconosce nei principi e nelle strutture di garanzia dunque a quel punto non è più calato dall'alto è una libera accettazione, è un marchio di qualità perché si è condiviso un metro accettato anche dalle nostre controparti che a loro volta assumono determinati comportamenti. Sorvolare su questo o sminuire significa continuare a ribadire che i camperisti non sono disponibili ad accettare nessu codice condiviso con le comunità locali, quindi di quale accoglienza poi vorremmo parlare?

Questa è la realtà del tuo scritto. Ognuno vuol fare come gli pare, scrivendosi da solo le regole. Finché dura, dura. Dura minga.

Bye.

Tuareg
21/09/2005, 21.33
Non vorrei dare l'impressione di fare una battaglia tra "struzzi solitari e per giunta agnostici" contro le "pecore associate" e questo perchè non credo di essere "struzzo solitario agnostico" nè (tantomeno) credo che siano "pecore associate" quelli che decidono di associarsi a qualsiasi ente. Libere scelte in libera democrazia.

Più in generale, non credo sia tempo di bollare con accezioni negative comportamenti difformi dai nostri quando questi comportamenti siano comunque informati al rispetto delle regole di civile convivenza. ;)
Detto questo, ribadisco la mia tesi con maggiore forza laddove leggo nel tuo post parole quali "controparte" in quanto non credo di essere la controparte di chicchessia per il semplice fatto di essere alla guida del mio camper durante qualche meritato e sudato giorno di vacanza. Sia ben chiaro che l'associazionismo (in quanto tale) è un bene che, personalmente, rispetto, nel quale credo fermamente e che mi vede impegnato, in prima persona, per la tutela di interessi diversi da quei di cui stiamo parlando; in definitiva non sono uno "struzzo solitario agnostico" a 360° per il solo fatto di reputare totalmente non conducente l'attività delle associazioni di camperisti laddove pretendano di orientare le scelte e le azioni di politica turistica.
Personalmente NON voglio le aree attrezzate (spero ormai si sia capito) e non per questo mi sento celebroleso. Sono fermamente convinto che le aree attrezzate ghettizzino e che questa ghettizzazione sia principalmente opera 1) della maleducazione diffusa (da un lato) e 2) dalla voglia di protagonismo di chi ha preteso di fare "i nostri interessi".

Dulcis in fundo....vorrei spendere qualche parola sulla "presunzione di rappresentatività".
In Italia i "camperisti" aderenti a qualche associazione sono un numero limitato rispetto al totale dei "camperisti" (quanto non mi piace questo termine...:mad: ). Quelli che frequentano le associazioni (e che non si sono trovati iscritti quasi per sbaglio o "per provare") sono ancora meno (mi riferisco ai cosiddetti "soci attivi"). Questo sparuto numero di persone (rispetto al totale) nomina i Direttivi di Club che si arrogano il diritto di parlare con amministratori locali a nome di una "categoria" che, se avessero buon gusto, non direbbero di "rappresentare" senza rischiare di mettere in essere comportamenti molto simili alla millantazione.
Ciò premesso, (senza voler urtare la suscettibilità di alcun Presidente di Club individualmente nè frustrare il suo "senso di servizio"), non capisco come possa essere demandata ad organismi assolutamente NON rappresentativi la stipula di codici condivisi con le comunità locali (cito le tue stesse parole).

No grazie. Spiacente, ma non reputo queste persone (onorabilissime ed animate da fini intellettualmente positivi ed onesti...sia ben chiaro) dei "benemeriti" della "causa". Io preferisco rimanere uno "struzzo agnostico e solitario" ma mescolarmi, in silenzio e senza clamore, con le comunità locali che mi hanno sempre riservato le migliori accoglienze laddove ho inteso rispettare i più elementari criteri di civile convivenza e di rispetto delle "case altrui". Chi non lo fa...peste lo colga ma pazienza....prima o poi capirà e si adeguerà. Danneggia la mia immagine al pari dell'automobilista che butta il pacchetto di sigarette dal finestrino o al diportista che getta le bucce di banana in mare...tanto sono biodegradabili.... Basta dirigismo, norme e regole; personalmente ne ho piene le tasche e desidererei che nessuno mi dica che nella località X debba andare a dormire nel posto Y perchè là un baldanzoso "rappresentante di categoria" ha siglato un patto con la comunità locale.

Senza acredine e con "epidermica" simpatia nonostante l'assoluta divergenza di opinioni. ;)

Luca (VR)
22/09/2005, 09.55
Quest'anno sono stato in Scozia, e non mi è sembrato tutto questo paradiso del camperista, al pari della Francia, ad esempio.
Molti più "No Overnight Parking" di quanti ce ne potessero essere in passato, leggendo i vari diari di bordo pubblicati, sbarre e parcheggi senza divieto assoluto (il no overnight si riferisce a qualsiasi veicolo, quel parcheggio la notte deve rimanere vuoto...) nei quali però c'era esplicito divieto per Caravan e più genericamente "Veicoli allestiti per dormire". Basta pensare che su 25 giorni passati in Scozia, abbiamo pernottato solo 12 volte in sosta libera.

LOVEMOBIL
22/09/2005, 09.57
Discussione già affrontata tanto tempo fa sulle pagine del forum. Citai allora un proverbio inglese che riporto nuovamente:

un Italiano un poeta
due Italiani un concerto
tre Italiani...quattro partiti politici!

Evidentemente questo è uno degli aspetti del problema, forse il più grave. E non ha bisogno di altre spiegazioni se non quella di un forte individualismo che in ognuno di noi trova terreno fertile e spazi di crescita a volte incontrollata.
A questo aspetto riconduco la mancanza di rappresentatività delle associazioni, troppe e troppo frammentate, che promuovono iniziative localizzate e sterili quali il raduno con grigliata per i soci, e poco altro. Alcune si spingono più oltre ed arrivano a far realizzare il camper service nella loro zona di influenza però, malignamente, sono portato a pensare che lo sforzo sia dettato più da fatti personali, così non si fanno 20Km per scaricare, che non da coscienza sociale o associativa.

A me personalmente, una associazione così non occorre e non vedo neppure perchè dovrei finanziarla.

Altro aspetto del problema: educazione ed applicazione della stessa.
Qualcuno ha detto "gli italiani all'estero sono educati" ed io rispondo "gli educatissimi stranieri in Italia sono terribilmente maleducati" (non tutti, per fortuna, e vale anche per gli italiani). Ho assistito personalmente e più volte a scene da raccapriccio recitate da camperisti che italiani non erano.
Non sarà che per la regola del "in Italia tutto è permesso" noi, ma anche gli altri, ci sentiamo di poter fare quel che vogliamo? Tanto se non lo facciamo noi, lo farà qualcun altro...
E anche qui non c'è associazione che tenga. Se sappiamo che lo scarico abusivo non sarà punito, l'unica cosa che ci tratterrà dal farlo sarà la nostra coscienza!

Ultimo ma non ultimo il problema dei controlli, che fa il paio con l'argomento precedente. Non capirò mai perchè, per colpa di pochi, si decida di punire una intera categoria! Mi sforzo di comprendere le ragioni di questo o quell'amministratore ma proprio non ci arrivo. Piuttosto che fare una multa a chi lo merita si preferisce risolvere il problema mettendo preventivamente fuorilegge tutto il cucuzzaro. E diamo anche un po' di colpa alle case costruttrici che, in questo senso, poco o nulla fanno. Tanto i mezzi li vendono ugualmente.

Chiudo con un riferimento personale: giro in camper da tanto tempo, ho spesso letto o sentito di problemi legati alla sosta, di lamentele, di desideri inesauditi. Posso affermare che, in tanti anni, non mi è mai stato chiesto di andarmene da una località, non ho mai preso una multa per sosta o transito non autorizzati, perfino dove vigevano i divieti. Tenete presente che le mie soste in campeggio si possono contare utilizzando le dita (vabbè, anche quelle dei piedi!).
Fortuna sfacciata? Si, può essere. Però mi piace illudermi che il mio comportamento abbia facilitato il compito della dea bendata.

/g

Drummer
22/09/2005, 11.33
Riepilogando si è evinto che:

l'Italia è uno dei paesi con maggiori divieti di parcheggio per camper;
l'italiano è il più furbo individualista;
anche gli stranieri in Italia si comportano come gli italiani;
le forze dell'ordine non sorvegliano;
le associazioni sono solo un alibi per avere più poltrone.
Bene, abbiamo fatto l'analisi ma ora viene il compito più difficile, CHE FAMO ?

Un ministro non riceverà mai un camperista individualista incazzato; ci vuole allora un'associazione; ma "tre italiani formano quattro partiti"; troppe associazioni si fanno la guerra tra di loro e per carpire accoliti fanno i raduni goderecci, allora meglio fare l'individualista.
E' il gatto che si morde la coda. :cry:

In Italia si pensa solo a fare i furbi e i furbi vanno puniti perchè ledono chi è corretto.

Penso che questa sia la soluzione, come applicarla?
Ci dovrebbe pensare una UNICA GRANDE ASSOCIAZIONE che non pensi a fare raduni, ma raccogliere suggerimenti dalla base (con internet è semplicissimo), sviluppare un disegno da proporre a chi di dovere organizzando eventuali manifestazioni, che non necessariamente devono finalizzarsi in viaggi lumaca lungo l'autostrada.

Noi di conseguenza DOBBIAMO attenerci ad un codice di comportamento, che non è quello di non scaricare schifezze (al giorno d'oggi con il grado di istruzione raggiunto non si deve neanche pensarlo di fare), ma di riuscire a capire che con i nostri mezzi non dobbiamo pretendere di sostare sulla spiaggia di Rimini o in piazza del Duomo a Milano e se non vogliamo la ghettizzazione, dobbiamo essere coscienti di fare un po' di strada per portarci fuori dal perimetro d'interesse, a costo di farci poi Km in bici per raggiungere il luogo prescelto.

Questa è civiltà, ma penso che coloro che frequentano questo forum, individualisti o associazionisti, non abbiano bisogno di lezioni, il grosso problema è raggiungere tutti gli altri........:cry:

Saluti

quibro
22/09/2005, 17.21
Da ciò che leggo in questo forum, capisco che fra noi ci sono pochissimi furbi per fortuna. Infatti mi sembra di essere in quei convegni dove si trovano sempre le stesse facce e si parla di cose trite e ritrite.

Insomma facendo un piccolo passo indietro io non credo che in qualsivoglia località ti vietano di accendere le doppie frecce e comprare le sigarette. Cosa diversa è se devo fare spesa per due ore. Si sceglie un supermercato dove occupo due posti auto e sto tranquillo.

Se voglio per forza visitare una località dove ci vanno migliaia di turisti al giorno e il comune non mi dà spazio per i miei bisogni (anzi quelli del camper) e a mia moglie stà località invece piace assai assai, bhè pazienza ci tornerò l’anno prossimo in treno o in auto affittando una stanza d’albergo, oppure lascio il camper a 50 km e ci vado in bus, in treno, in risciò, in autostop o con il parapendio. Forse qualcuno ha dimenticato che non’è il mezzo che fa la vacanza ma l’interesse del viaggiare e del conoscere, non di imporsi a tutti i costi. Noi tutti siamo ospiti e come tali ci dovremmo comportare, per cui se come ospiti non ci offrono il letto matrimoniale, allora ci accontenteremo del divano, tanto domani vado via (non ho voglia di puzzare dopo tre giorni).
Non tutti sono d'accordo, vivaddio ma proprio per evitare il caos generale che crea solo ostilità in quei comuni che difficilmente possono ospitarci per qualsivoglia motivo, io sono convinto che a livello nazionale ci debba essere un organo di riferimento di categoria, e "imporre" un codice minimo ma essenziale di comportamento a tutti noi. Non fosse altro perchè finalmente siamo diventati in tanti.

Angelo

AC.Morelli
22/09/2005, 21.15
X Corrado - TUAREG

Tu hai scritto

Più in generale, non credo sia tempo di bollare con accezioni negative comportamenti difformi dai nostri quando questi comportamenti siano comunque informati al rispetto delle regole di civile convivenza.

Io ti rispondo

Stabilite da chi? Ed quali regole ti riferisci? Es. Sostare in camper con il frigo acceso è campeggiare?

Non ti piace il termine controparte, bene ma i campeggi sono una controparte, i venditori sono controparti, i sindaci possono essere partner o controparti dipende da come attuano la loro politica ed il loro mandato.


Tu hai scritto

Personalmente NON voglio le aree attrezzate ... attrezzate ghettizzino

Io ti rispondo

Bene ma se le aree attrezzate ghettizzano, come risolviamo il problema della sosta libera su strade e parcheggi che genera atteggiamenti di repulsione ed anarchia? E possiamo mai sostenere di volere CS ed Aree ma di utilizzarele solo se ci fa comodo? E’ politiclly correct sostenere questo?

Tu hai scritto
non capisco come possa essere demandata ad organismi assolutamente NON rappresentativi la stipula di codici condivisi con le comunità locali

Io ti rispondo con domande

1) E a chi dovrebbe essere delegata la rappresentanza?

2) A te? Ai camperisti sciolti?


E poi, anche in alcuni paesi votano poche persone volenterose ed il governo eletto rappresenta tutti. E’ democrazia o credi che io sia disposto a far rappresentare i miei interessi da uno solo e che magari la pensa come te e non ha un piano e azioni e vorrebbe che tutti andassero a fare i turisti itineranti per strada? E’ una soluzione questa?

E’ vero che piani ed azioni programmate non le hanno nemmeno le associazioni attuali, forse, ma io dico sforziamoci di farglielo capire e far loro mutare indirizzi affinché siano più potenti e più rappresentative.



Se si continua ad avere un atteggiamento da struzzi solitari penso non ci sia scampo, prenderemo quello che viene viene. Ma tenendo la testa sotto terra ed il culo per aria io immagino già cosa e dove potremo prendere…. con la FAITA che una unità ed una potenza ce l’ha per davero ed è rappresentativa, con l’Anfia che una potenza ed unità ce l’ha ed è rappresentativa: tutti in campeggio. Poi vorrei vedere la tua faccia … non mi piacciono le aree di sosta…. Cosa ti piacciono i parcheggi? E ti definisci un turista in autocaravan … complimenti.



Ciao.

Tuareg
22/09/2005, 22.28
Più in generale, non credo sia tempo di bollare con accezioni negative comportamenti difformi dai nostri quando questi comportamenti siano comunque informati al rispetto delle regole di civile convivenza.
Io ti rispondo
Stabilite da chi? Ed quali regole ti riferisci? Es. Sostare in camper con il frigo acceso è campeggiare?


L'accezione negativa era riferita al TUO modo di bollare ME.
Finchè mi comporto civilmente, per il fatto che la penso diversamente da te, mi piacerebbe NON essere bollato quale "struzzo agnostico con la testa a terra ed il c@@o in aria pronto a prendere chissà cosa".



Tu hai scritto
Personalmente NON voglio le aree attrezzate ... attrezzate ghettizzino
Io ti rispondo
Bene ma se le aree attrezzate ghettizzano, come risolviamo il problema della sosta libera su strade e parcheggi che genera atteggiamenti di repulsione ed anarchia? E possiamo mai sostenere di volere CS ed Aree ma di utilizzarele solo se ci fa comodo? E’ politiclly correct sostenere questo?


Sarà perchè io mi sono sempre tenuto defilato ed ho sempre privilegiato amalgamarmi con gli altri piuttosto che mettermi in mostra, ma come altri hanno anche scritto, a me non ha mai detto nessuno di spostarmi ed inoltre non ho mai preso una multa. Vedo che i "fortunati" siamo in parecchi ed anche a me piace pensare che la fortuna mi abbia baciato perchè ho messo in essere comportamenti positivi.



Tu hai scritto
non capisco come possa essere demandata ad organismi assolutamente NON rappresentativi la stipula di codici condivisi con le comunità locali
Io ti rispondo con domande
1) E a chi dovrebbe essere delegata la rappresentanza?
2) A te? Ai camperisti sciolti?


Vedo che non riesci a capire....non voglio rappresentare nessuno e credo di avere diritto di non sentirmi rappresentato da nessuno. Per me va tutto bene così come è, andava meglio prima che qualcuno alzasse polveroni ed andrà ancora meglio se nessuno continuerà ad alzarne. Ognuno ha una propria visione del fenomeno e la presunzione di pensare che chi la pensa diversamente è uno struzzo è grave esemplificazione oltre che atteggiamento intollerabile.



Ma tenendo la testa sotto terra ed il culo per aria io immagino già cosa e dove potremo prendere….


Liberissimo di prendere quel che vuoi e dove vuoi....se permetti io mi defilo....non sono interessato nè al genere nè al lessico specie in presenza di signore che possono leggere i nostri contenuti.



Poi vorrei vedere la tua faccia … non mi piacciono le aree di sosta…. Cosa ti piacciono i parcheggi? E ti definisci un turista in autocaravan … complimenti.



Credo che la mia faccia non sia di quelle tenere....se la vedessi probabilmente la definiresti "patibolare"....dunque non agognarne il momento; dispostissimo, comunque, a fartela vedere quando vuoi.
Circa le tue considerazioni sul mio modo di viaggiare e i tuoi complimenti....questa caduta di stile te la potevi risparmiare. I "professori" mi sono sempre stati più che antipatici specie quando non hanno la più pallida idea di chi siano "gli allievi" e delle loro reali esperienze. Non accetterò, comunque, la provocazione per snocciolare il curriculum o le mie pubblicazioni che, probabilmente, ridimensionerebbero il tuo atteggiamento.
Altrettanto spesso, chi si atteggia a professore, non ha alcun contenuto se non "chiacchere e distintivo".

CONTINUA....

Tuareg
22/09/2005, 22.31
Continua da post precedente...

Più in generale ed in conclusione, il simpatico scambio di opinioni che abbiamo avuto fino a qualche post fa, si è trasformato, MIO MALGRADO e nonostante evidenti miei (precedenti) segnali di simpatia, in un tuo costante attacco a modi, comportamenti e pensieri da te non condivisi. Ciò alla faccia della democrazia e della rappresentatività di cui sembri fregiarti. La tua aggressività dialettica ed incapacità di dialogare serenamente senza dare epiteti o evocare immagini di dubbio gusto mi pare evidente.
Quanto letto mi fa sempre più pensare che da te non mi farei mai rappresentare.
Per quanto mi concerne, in assenza di ulteriori provocazioni, passo e chiudo.

LOVEMOBIL
23/09/2005, 07.14
Ciao AC,

non ci conosciamo di persona ma spero ugualmente di potermi rivolgere a te con toni "confidenziali".

Inizio...dalla fine del tuo messaggio: hai citato due associazioni. Molto forti, è vero, ma forti a far cosa? I propri interessi. Non a caso nel mio post mi riferivo ai costruttori (ma l'elenco è certamente più lungo) che si preoccupano soltanto di VENDERE i loro prodotti, ben sapendo che poi la polizia fermerà noi e non loro per sovrappeso. E questo è soltanto un esempio.

Hai citato l'ANFIA ed hai immediatamente associato "tutti in campeggio". In realtà, tutti gli operatori coinvolti in questo affare, hanno un unico, evidente obiettivo: FARE SOLDI! E, credimi, questa tipologia di obiettivo è un aggregante, un catalizzatore potentissimo.
Tanto potente che, come accade per alcuni ordini professionali, definirei queste associazioni delle CORPORAZIONI le quali prosperano all'interno di una categoria, quella del commercio, che per i più svariati motivi ci troviamo spesso a dover subire, sorbendoci magari stressanti dissertazioni sulle economie di scala quando ti appioppano uno specchio retrovisore completo a te che hai rotto soltanto il vetro...

Dall'altra parte cosa abbiamo? Tante persone che tu definisci struzzi in attesa che "qualcosa" gli faccia tirar fuori la testa dalla sabbia. Ma l'aggregante di queste pesone qual'è? E' soltanto un mezzo meccanico e la voglia, il piacere, di gestire le proprie vacanze con uno stile diverso e personale, molto personale.
Si tratta quindi di un interesse importante ma, per i più intangibile. I soldi, invece...

Quello che manca è, a mio avviso, la scoperta della forza di questa intangibilità che renda compatto ed omogeneo un grande numero di persone che, come dicevo nel post precedente, non vede oltre il raduno con grigliata o il premio a quello arrivato da più lontano.

Termino qui dicendo che se una simile associazione esistesse davvero, non esiterei a sostenerla. La realtà è invece desolatamente diversa.

/g

P.S.: DA OGGI A DOMENICA LEGAMBIENTE ORGANIZZA "PULIAMO IL MONDO". PARTECIPATE, SE POTETE!!

francato
23/09/2005, 08.46
Provo a dire la mia anche se mi accorgo che questa discussione ha raggiunto un ottimo livello e per di più esposto da chi ha dimestichezza con scritto e dialettica.
In linea di principio mi trovo d'accordo con tutti ossia chi chiede libertà di azione, chi chiede regolamentazione e chi chiede associazionismo. Nel mezzo ci dev'essere la ragione che, forse arriverà con la maturità e consapevolezza da parte di tutti del fenomeno 'turismo itinerante'.
Già ora si vedono località scartate dal turismo di massa e, non per questo meno interessanti, che con pochi investimenti riescono ad attirarci; altre località già appagate e sazie ci rifiutano per i motivi che ben conosciamo.

Penso quindi che un viaggiatore in camper ormai maturo sappia benissimo costruirsi una vacanza senza incorrere in sanzioni o arrabbiture.

Quello che invece a me fa estremamente rabbia sono le discriminazioni, non digerisco i divieti di sosta per soli camper o le sbarre a 2 mt. Moltissime di queste limitazioni sono solo discriminanti nei nostri confronti. Gli esempi di maleducazione ci sono e saranno sempre e su tutte le diverse diramazioni della vita. I camperisti non sono peggio di altri anzi, sono convinto del contrario!
Certe aree di sosta poi sono state istituite solo per pacificare la coscienza degli amministratori ma ubicate in luoghi vergognosi se non inutilizzabili!
E poi perchè evidenziamo solo che, sempre più paesi esteri vietano la sosta libera; cerchiamo di attendere alla Francia che da quando è nato il Plein air ha trovato soluzioni encomiabili.
Per quanto riguarda l'associazionismo credo nella loro utilità nel far sentire il pensiero di una catgoria di utenti ma, nel settore del campeggio, hanno secondo me, ben altri interessi a cui mirare e non mi sento per niente rappresentato. Diano prima un bel segnale.
Saluti

admin
23/09/2005, 09.57
La discussione è molto interessante e si presta molto bene a far capire i diversi atteggiamenti in campo che sono alla base dello scarso sviluppo dell'associazionismo in questo settore.

Vi sarei grato se riusciste a controllare i vostri interventi non scadendo in attacchi personali nei confronti di chi esprime convinzioni leggittime ed altrettanto valide, anche se diverse da quelle da ciascuno di voi espresse.
Lo scopo della discussione non deve necessariamente essere quello di convincere l'altro quanto piuttosto stimolare la manifestazione dei vari punti di vista per comprendere meglio la realtà che ci circonda. Le invettive personali esulano da questo scopo e sicuramente non incoraggiano ad intervinire.

Ringrazio in anticipo quanti di voi vorranno con i loro interventi mantenere alto il livello di questo confronto.

Markoz
23/09/2005, 12.02
Il contenuto del dibattito è davvero appassionante: spero che si riescano a limare alcune asperità dell'ultima ora ed a proseguirlo, perchè le posizioni in campo sono estremamente stimolanti.

Io la vedo così: dal momento in cui ho comprato un camper, ho prodotto un effetto sul mondo circostante aggiungendo nuovi bisogni e nuove necessità; non sono neutro nè neutrale, rispetto al mondo che mi circonda, e non posso pensare di mimetizzarmi come se questo atto non avesse incidenza.

Mi spiego meglio: per dimensioni ed autonomia, il mio "biancone" genera bisogni sul territorio nel momento in cui lo attraversa. E' vero che lo parcheggio nel cortile di casa mia e potrei scaricare a casa mia sia il wc che le acque grigie, ma questo è possibile solo se muovo il biancone per un massimo di due giorni (tempo limite della mia reale autonomia) e vado in luoghi in cui non vi sono problemi di spazi.

Ma un uso simile del camper credo non lo faccia nessuno...non credo, Corrado, che tu riesca a non usare il camper per le vacanze o che rinunci aprioristicamente a frequentare, ad esempio, città d'arte o luoghi turistici, anche in bassa stagione.

Il problema delle "strutture necessarie" per rispondere alle necessità del viaggiatore in camper è quindi ineludibile. Possono essere strutture "light", come un semplice pozzetto con rubinetto nell'angolo occulto di una piazza mercatale o di un parcheggio in zona industriale; o strutture "very heavy", come aree attrezzate custodite; ma il fatto è che CI DEVONO ESSERE.
Su questo, credo che non ci possano essere dubbi.

E se ci devono essere, Corrado, qualcuno deve agire perchè ci siano: non possono nascere da sole, ma solo da qualcuno (associazione, gruppo...non certo un singolo) che fa "lobby" sul territorio, si confronta e contratta con gli enti locali, accetta un compromesso tra il sogno e la possibilità.

Poi sei liberissimo, Corrado, di dire che in questo processo non ci vuoi entrare: è un diritto democratico anche non partecipare. Ma che la necessità esista, e che anche tu usufruisca dei vantaggi di questo tipo di intervento organizzato, mi sembra alla fine innegabile.
Quindi, se ti disinteressi del problema, non puoi neppure affermare "NON VOGLIO LE AREE ATTREZZATE": se decidi di non giocare, puoi non interferire sulle regole (la battuta riguardava un altro tema, ma mi sembra calzi a pennello).

Ho fatto politica e sindacato a lungo in gioventù: a partecipare alle rivendicazioni scioperando eravamo sempre in minoranza, rispetto ai diffidenti ed agli individualisti, ma non ho MAI visto nessuno di questi ultimi rinunciare, per logica conseguenza, agli aumenti contrattuali collettivi.
La coerenza è una cosa splendida, ma costa cara: o si è davvero individualisti, con tutto quel che ne consegue, o si rischia l'opportunismo.

Ben vengano quindi le associazioni, frammentate o meno, ben vengano i presidenti di club che - anche a nome di cinque persone - portano a casa risultati per tutti.

Non ho il mito dell'associazionismo, anche se appartengo a diverse di esse (non in campo camperistico): le istanze di categoria sono sempre parziali, e quindi un po' cieche, e devono essere inserite in un contesto di valori più ampio (questo sarebbe il compito dei partiti).
Sarebbe assurdo, per dire, considerare in termini assoluti la richiesta di una associazione di camperisti che chiede 50 posti per i "bianconi" in una località turistica: ma è corretto e naturale che chi ha un'esigenza si associ per rappresentarla e ottenere la sua soddisfazione.
Il confronto e la mediazione servono appunto a equilibrare sia le richieste sia le risposte...cosa che è impossibile fare con una moltitudine di individui che si autorappresentano.

LOVEMOBIL
23/09/2005, 14.26
Non me ne voglia l'Admin, ma nella discussione accesa ci sta anche un minimo di "sana aggressività". La polemica, quella costruttiva aggiungo io, è vita.
Certo non si deve trascendere: l'educazione non deve MAI essere dimenticata. In fondo l'autocontrollo non è una di quelle cose che ci contraddistinguono dagli animali?

Vabbè, detto questo che non c'entra nulla con l'argomento della discussione, passo alla replica.

E se fondassimo una nuova associazione? L'ennesima, dirà qualcuno. Quella che ho in mente è però qualcosa di particolare, altrimenti basta sceglierne una, già esistente, vicino casa.
Ho in mente un organo di coordinamento nazionale che si faccia carico di gestire ed indirizzare gli sforzi di chi in associazione si è già costituito. Un'entità che raccolga passato, presente ma, soprattutto, futuro, speranze, obiettivi e quant'altro di utile dalle associazioni, per rielaborarlo e tracciare conseguentemente delle linee guida condivise da tutti.
Provate a pensare solo per un momento quale forza contrattuale potrebbe avere un simile soggetto nei confronti delle controparti.
Certo, la struttura dovrebbe essere supportata nelle sue iniziative dai club aderenti: armiamoci e partite è gia stato detto e abbiamo capito che non funziona.
I club sarebbero aggregazioni snelle e sarebbero indipendenti sul territorio di competenza dove, ricevendo supporto da un livello più alto, potrebbero portare avanti con meno fatica le proprie iniziative, i risultati delle quali verrebbero immediatamente condivisi e fatti propri dalle entità interessate grazie ad una rete informativa capillare.
Siccome mi sono un pochino "intorcinato" mi spiego con un esempio: sono riuscito, con l'aiuto del coordinamento, a realizzare un obiettivo nel mio comune. Metto a disposizione di altri soggetti interessati la mia esperienza cosicchè, meno faticosamente di quanto ho fatto io che ho aperto la strada, possano conseguire il medesimo obiettivo.

Come capire se tutto questo può funzionare? Semplice e noioso al tempo stesso. Tutti o quasi i club sono conosciuti e raggiungibili. E' sufficiente inviare loro un questionario che espliciti le finalità dell'"associazione di associazioni" costituenda, cercando di valutare in base alle risposte il grado di interesse che l'argomento suscita. Tirate le somme si decide se costituire l'associazione o...andare in Francia col camper!

/g

AC.Morelli
24/09/2005, 00.01
Per TUAREG

Rispondo alla tematica “bollare”, alle tue affermazioni:

Più in generale ed in conclusione, il simpatico scambio di opinioni ... si è trasformato, MIO MALGRADO in un tuo costante attacco a modi, comportamenti e pensieri da te non condivisi.

Rivendico il diritto a contestare metodi e pensieri che non mi appartengono.

Ciò alla faccia della democrazia e della rappresentatività di cui sembri fregiarti.

Contesto le idee di chi non la pensa come me e mi pare tu faccia altrettanto. Penso che proprio questa sia democrazia. Penso che non possiamo rappresentarci vicendevolmente. Dunque qual è il problema.

La tua aggressività dialettica ed incapacità di dialogare serenamente senza dare epiteti o evocare immagini di dubbio gusto mi pare evidente.

A me non pare evidente e non pi pare di avere epietato. Ora sei tu che epiteti me di incapacità senza conoscermi.

“L'accezione negativa era riferita al TUO modo di bollare ME”

Non ho bollato te e vorrei capire in quale parte del messaggio trovi che io abbia bollato te.

Il mio messaggio, al quale rispondi, riporta tre tue citazioni alle quali mi sembra di aver risposto con domande e con considerazioni del tutto tranquille.

Poi nei tre capoversi seguenti ho affrontato altre questioni. Il terzultimo capoverso:

“E poi, anche in alcuni paesi votano poche persone volenterose ed il governo eletto rappresenta tutti. E’ democrazia o credi che io sia disposto a far rappresentare i miei interessi da uno solo e che magari la pensa come te e non ha un piano e azioni e vorrebbe che tutti andassero a fare i turisti itineranti per strada? E’ una soluzione questa?”


Ribadiva il concetto che io non intendo farmi rappresentare da chi la pensa come te. C’è qualcosa di strano?

Il penultimo capoverso

“E’ vero che piani ed azioni programmate non le hanno nemmeno le associazioni attuali, forse, ma io dico sforziamoci di farglielo capire e far loro mutare indirizzi affinché siano più potenti e più rappresentative.”

Non parlo di te.

L’ultimo capoverso

“Se si continua (sottinteso noi tutti) ad avere un atteggiamento da struzzi solitari ..... Ma tenendo la testa sotto terra ed il culo per aria io immagino già cosa e dove potremo prendere… (potremo plurale, quindi noi tutti). con la FAITA ...: tutti in campeggio. Poi vorrei vedere la tua faccia riferita a tutti in campeggio non alla posizione dello struzzo.

Poi ti ponevo la domanda retorica: Ti definisci turista in autocaravan se disdegni una struttura che è stata concepita proprio per il nostro itinerare rispettoso delle comunità e delle esigenze di spazio locali?

Non mi pare di avere offeso te direttamente. I termini struzzi solitari e agnosticismo e l'allegoria della presa... così come li ho utilizzati erano sottolineature di due concetti che chi ama parlare per perifrasi potrebbe tradurre in: ostinatamente disinteressati a problematiche che condizionano, ostacolano o precludono del tutto il perseguimento dei propri interessi, essendo convinti del contrario.

Se ti sei sentito offeso non penso di essere io la causa. Siccome però chi attiva la comunicazione deve tenere conto del destinatario allora dico che ho sbagliato io, dico non mi sono spiegato, chiedo scusa. Però andiamo avanti con i temi di fondo; trovo infatti interessante che una persona che scrive ed argomenta come te poi sostenga due tesi che a mio avviso sono IL PROBLEMA DELLA NOSTRA CATEGORIA.

Bye.

AC.Morelli
24/09/2005, 00.51
X Tuareg e per gli altri intervenuti.

Mi trovo abbastanza in linea con quanto affermato dagli altri interlocutori. A chi parlava di una associazione di coordinameto dico che secondo me occorre fissare prima gli obiettivi perché ritengo che si sia già provato a fare unione ma poi ci si è persi. Ciò che esprime TUAREG mi pare però non sia la linea di alcuna associazione.

Per quanto riguarda più specificamente gli interventi di Tuareg a mio avviso vanno colte due affermazioni che secondo me sono IL PROBLEMA DELLA CATEGORIA.

Ma osserviamo i due concetti affermati da TUAREG che sintetizzano l'individualismo opposto al valore del gruppo.

Tuareg dice

"... a me non ha mai detto nessuno di spostarmi ed inoltre non ho mai preso una multa. Vedo che i "fortunati" siamo in parecchi ed anche a me piace pensare che la fortuna mi abbia baciato perchè ho messo in essere comportamenti positivi..."

Io dico nemmeno a me qualcuno ha mai detto di spostarmi. Eppure questo concetto a mio avviso non prova nulla, non dimostra che non provoca danni benché si pensi di essere discreti e corretti. Perché è chiaro a mio avviso che quando si sono verificati problemi i cittadini locali si sono rivolti al comune e i VVUU raramente provvedono a sloggiare camper che sostano in una zona all’origine senza divieti. Non lo potrebbero fare ma dopo viene emessa ordinanza e divieto. Potrei citare due o tre esempi dove in passato ho sostato senza essere cacciato e senza multe, anzi erano posti consigliati dagli stessi VVUU, ai quali mi rivolgo quasi sempre, e che quest'anno presentano divieti: Marina di Camerota, Cefalù, Capo d’Orlando. Eppure fino a qualche tempo fa ho sostato e non ho preso multe né nessuno mi ha cacciato, da dove spuntano i divieti?

Per me va tutto bene così come è, andava meglio prima che qualcuno alzasse polveroni ed andrà ancora meglio se nessuno continuerà ad alzarne. Ognuno ha una propria visione del fenomeno e la presunzione di pensare che chi la pensa diversamente è uno struzzo è grave esemplificazione oltre che atteggiamento intollerabile.

A me pare che la definizione di struzzo solitario, debolezza e inconsapevolezza, (absit injuria verbis) sia una efficace e, se vuoi, dissacrante sottolineatura. Può piacere e non piacere ma vuole esprimere il concetto opposto a "lupo solitario", forza e consapevole determinazione. Quanto ai polveroni penso siano stati sempre sollevati dopo l’emissione dei divieti mai prima. Dunque nessuno ha mai avuto una multa perché i divieti non c’erano. Dopo arrivano i divieti domandiamoci perché.

I miei scritti infatti contestano sempre questo: ci si attiva male dopo che le barre ed i divieti sono stati apposti, poche volte ci si attiva bene e prima per prevenire, creare aree di sosta e clima di accoglienza. L’accoglienza non la crea l’andare anarchicamente in giro per trovarsi concentrati nello stesso tempo e negli stessi luoghi. L’affermare che non si vogliono utilizzare, o che non ci si sente obbligati ad utilizzare aree di sosta e campeggi significa affermare che si vuole prescindere dalle capacità ricettive espresse dai luoghi che visitiamo. Questo non è politically correct e non è ciò che si aspettano i comuni. E' UNA PARTE RILEVANTE DEL PROBLEMA.

Quanto al per me va tutto bene. Se così fosse di cosa stiamo parlando, finiamola qui e chiudiamo l'argomento. Ma su questo vorrei sentire il forum.

Quindi domando a TUAREG ed al FORUM se riteniamo davvero tutti che non si debba fare alcunché e che, estremizzo, occorra tutti cancellarsi dalle rispettive associazioni perché non rappresentano nulla e non potranno mai migliorare il loro grado di rappresentatività. Lo pensiamo davvero? E se non pensiamo questo come pensiamo i risolvano i problemi di accoglienza?


Ciao.

LOVEMOBIL
24/09/2005, 18.24
Per AC.

quoto e basta:

"...A chi parlava di una associazione di coordinamento dico che secondo me occorre fissare prima gli obiettivi perché ritengo che si sia già provato a fare unione ma poi ci si è persi..."

"...Ho in mente un organo di coordinamento nazionale che si faccia carico di gestire ed indirizzare gli sforzi di chi in associazione si è già costituito. Un'entità che raccolga passato, presente ma, soprattutto, futuro, speranze, obiettivi e quant'altro di utile dalle associazioni, per rielaborarlo e tracciare conseguentemente delle linee guida condivise da tutti..."


ciao

/g

AC.Morelli
25/09/2005, 20.39
E' una strada che condivido. Penso di averla indicata negli articoli che ho già citato. Le regole d'oro sono:

Separatezza di interessi, di quote, di bilanci, di organismi dirigenti tra parte associativa legata a convegni, raduni, assicurazionui convenzioni varie e parte "tutela dei consumatori" a sua volta aderente o federata ad una associazione nazionale di consumatori (legge 281/1998).

Definizione delle incompatibilità nelle cariche. Non è possibile che il presidente sia un rivenditore, un editore es. Club Plein Air etc. o uno che ha interessi con la raccolta della pubblicità etc. Occorre chiarire chi è controparte di chi... e una chiara e netta distinzione degli interessi da tutelare.

Definizione separata dell'iscrizione. Un camperista deve poter essere iscritto all'una o all'altra parte o ad entrambe. La rappresentanza la si conta però con le quote della parte associativa che si rivolge esclusivamente alla "tutela dei consumatori camperisti". Chi non sepra la gestione non può pretendere di rappresentare i camperisti, non sarebbe chiaro il mandato e le associazioni di consumatori non possono anche essere dei patti d'acquisto.

Cariche ed organismi interni chiari, delineati e distinti. Non servono i responsabili dei settori giuridici (questi lavorano all'interno, semmai ce ne fosse bisogno, ma ci sono gli avvocati per questo).

All'esterno occorrono i "responsabili delle pubbliche relazioni con enti, istituzioni, partner e controparti" che siano in grado di dialogare e farsi capire non servono risorse che ringhiano.

Bilanci delle iniziativa avviate in base ad un piano che comprenda anche quale possano essere le azioni da quelle soft a quelle eventualmente più hard oppure alla diffusione informativa verso privati interessati.

Bye.

Drummer
25/09/2005, 21.06
Separatezza di interessi, di quote, di bilanci, di organismi dirigenti tra parte associativa legata a convegni, raduni, assicurazionui convenzioni varie e parte "tutela dei consumatori" a sua volta aderente o federata ad una associazione nazionale di consumatori (legge 281/1998).

Mmmm, dall'esempio che abbiamo in politica mi sembra utopistico.

Definizione delle incompatibilità nelle cariche. Non è possibile che il presidente sia un rivenditore, un editore es. Club Plein Air etc. o uno che ha interessi con la raccolta della pubblicità etc. Occorre chiarire chi è controparte di chi... e una chiara e netta distinzione degli interessi da tutelare.

Come sopra

Definizione separata dell'iscrizione. Un camperista deve poter essere iscritto all'una o all'altra parte o ad entrambe. La rappresentanza la si conta però con le quote della parte associativa che si rivolge esclusivamente alla "tutela dei consumatori camperisti". Chi non sepra la gestione non può pretendere di rappresentare i camperisti, non sarebbe chiaro il mandato e le associazioni di consumatori non possono anche essere dei patti d'acquisto.

Questa non l'ho capita, potresti essere più chiaro?

Cariche ed organismi interni chiari, delineati e distinti. Non servono i responsabili dei settori giuridici (questi lavorano all'interno, semmai ce ne fosse bisogno, ma ci sono gli avvocati per questo).

All'esterno occorrono i "responsabili delle pubbliche relazioni con enti, istituzioni, partner e controparti" che siano in grado di dialogare e farsi capire non servono risorse che ringhiano.

Bilanci delle iniziativa avviate in base ad un piano che comprenda anche quale possano essere le azioni da quelle soft a quelle eventualmente più hard oppure alla diffusione informativa verso privati interessati.

Bye.

Questo lo condivido, come potrei condividere anche il resto se fossimo in un altro paese.

Quello che dichiaravo nel post precedente lo ribadisco, quando citavi la "definizione separata dell'iscrizione", che non ho capito tanto bene, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: ma perchè dobbiamo sempre contare le tessere? (se ho compreso male ritiro quello che ho scritto)
Non è meglio avere un unico ente alla cui guida viene eletto, dalla base, un gruppo dirigente scelto tra coloro che si candideranno con tanto di programma perchè, dopotutto, è il programma che conta?

Saluti

Tuareg
26/09/2005, 00.24
X AC Morelli.
Di certo il mezzo di comunicazione "virtuale" è tiranno e non ci permette di cogliere espressioni facciali o intonazioni della voce che rendono una espressione goliardica piuttosto che offensiva piuttosto che stucchevole.
Accetto di buon grado la spiegazione delle tue intenzioni comunicative e considero totalmente chiuso il malinteso.
Circa le proposte nate con i successivi interventi, pur continuando a rappresentare, in maniera convinta, "la fronda autonomista", continuerò a leggere con estremo interesse le vostre posizioni e le vostre proposte più che pronto a cambiare idea (e non avrei problemi a dichiararlo pubblicamente) se lo dovessi ritenere del caso.
Buona continuazione a tutti (me compreso). ;)

AC.Morelli
26/09/2005, 14.29
Per Drummer

Risponderò al tuo quesito con calma. Devo avere il tempo necessario per sintetizzare una risposta che ritengo non piacerà a molte persone.

Bye.

LOVEMOBIL
27/09/2005, 19.53
Chiedo da subito di non volermene per quanto sto per dire. E' soltanto il mio pensiero, suscettibile come sempre di rivisitazioni e stravolgimenti. Se del caso.

Mi sembra che si sia partiti a costruire la casa...dal tetto!

Non esiste nulla, non sappiamo nulla e già ci diamo delle regole. Certo, le regole in una situazione come quella prospettata sono necessarie anzi, direi indispensabili. Ma prima dovremmo secondo me preoccuparci di cosa dobbiamo regolamentare.

Abbiamo chiaro cosa le associazioni o i singoli utenti si aspettano da un organismo siffatto? Credo di no. Certo, essendo "del mestiere", possiamo immaginare con buona approssimazione quali potrebbero essere le richieste, ma una certezza non esiste. Fatta una ricerca potremmo trovaci di fronte alla necessità di disporre di ampi parcheggi IN PIAZZA S. PIETRO A ROMA e allora me lo dite a cosa servirebbero le regole? A cercare di tenere a bada dei pazzi megalomani che vogliono convincere lo Stato del Vaticano a fare dei parcheggi per camper?

No, non ci siamo. Bisogna che la rappresentanza passi attraverso la conoscenza e dopo, soltanto dopo, si potrà pensare alle regole. Non a caso suggerivo lo strumento consultivo (brrr! che brutte parole mi vengono!) per cercare di capire cosa passa per la testa di tutti gli utenti di camper e caravan. Un bel questionario, redatto con competenza, dal quale estrapolare le necessità manifestate e su queste costruire le regole.

Mi sembra che si sia data per scontata la nascita di un soggetto che invece, AMMP (A Mio Modesto Parere), così scontata non è. Certo, alcuni dei principi enunciati sono corretti ed universali. Altri lo sono se rapportati a specifiche situazioni che, ad oggi, non conosciamo! La nascita potrebbe portarci un figlio maschio, femmina, con gli occhi chiari, con gli occhi scuri, biondo, moro...E l'educazione (la regola) dei figli si adatta di volta in volta, a seconda del sesso, dell'età ecc.

A voi la palla.

/g

LOVEMOBIL
27/09/2005, 20.04
Dimenticavo:
quello che segue è il link ad un mio vecchio messaggio nel quale mi ero occupato dell'argomento (così si capisce anche chi sono, visto che firmavo col mio nome e non con l'attuale pseudonimo)
http://www.turismoitinerante.com/forum/messages/28/18642.html?marted05marzo200213 50#POST16133

non lo incollo qui perchè è lungo. Chi ha voglia clicca e se lo legge con calma.

ciao
/g

Teoo
27/09/2005, 23.03
Ciaooo a tutti

Mi scuso per non aver letto integralmente tutte le risposte !!!

comunque l'argomento della discussione lo trovo interessantissimo, Va be cominciamo a presentarci prima di rispondere Mi chiamo Marco ho una caravan che uso tutto l'anno e faccio parte di un club di caravan nato quest'anno.

L'argomento soste e campeggi in italia è quasi disastroso, comunque in lieve miglioramento, è vero che non ci sono regole, è vero che ci sono dei cafoni da entrambe le parti che pur di non spendere 10€ per una notte sostano nei parcheggi dei supermercati ecc. scaricano le acque nere ove gli pare ecc. comunque non è vero che siamo l'ultima ruota del carro o le galline da spennare, magari a livello nazionale la questione è ancora problematica nel farsi sentire, però a livello locale alcune cose cominciano a cambiare !!!

Ora parecchie aree di sosta accettano le caravan, parecchi comuni si stanno atrezzando con aree di sosta sia comunali che private, si stanno incrementando i vari agricampeggio e sentite diverse amministrazioni comunali la questione comincia ad interessare tutti !!!!! comicniano ad intendere il turismo di prossimità come un'opportunità di sviluppo del territorio e fonte di nuove entrate con una spesa minima senza tra l'altro dover urbanizzare o cementificare.

Certamente la questione non è dall'oggi al domani, ma nell'arco di 5 anni visto l'interesse crescente ci dovrebbero essere aree atrezzate sufficienti e con costi decisamente inferiori dell'attuale, altro punto positivo è che con le aree di sosta i cafoni o si civilizzano o verbali a manetta

Ciaoooooooooo da teoo

LOVEMOBIL
10/10/2005, 07.01
Thread morto?

Volete dire che avevo ragione a dubitare?

/g

AC.Morelli
12/10/2005, 22.35
Per il momento per me il trhead è fermo. Ho in corso approfondimenti sulla normativa riguardante la condizione di sosta dell'autocaravan. Non ho intenzione di confrontarmi nuovamente su questo argomento fino a che non sono certi alcuni riferimenti normativi. Ritengo che uno dei problemi sia il correlato tra gli art. 185 e 7 del codice della strada che con una mano danno e l'altra tolgono per non parlare della sentenza 11278/2001 della Cassazione Civile pubblicata in leggi e sentenze che spesso si dimentica continuando a citare a sproposito sentenze di giudici di pace (forse questo fa cassetta ma allontana la risoluzione dei problemi). Vi è poi la mancanza di definizione di quale condizioni sia ammessa sulle aree di sosta attrezzate posto che le leggi regionali parlano di aree di sosta (sosta art. 157 cds) e non di aree di sosta e campeggio (ne ho letta solo una che contempla la doppia condizione della Reg. Calabria che parla di aree di sosta e campeggio). Io credo che i camperisti in Italia in base alle norme esistenti si siano creati false aspettative e confondano troppo spesso la situazione di campeggio con la condizione di sosta. Come già anticipato alcuni comandi hanno i regolamenti di polizia municipale che discriminano le due condizioni. Una risposta mi è già arrivata, altre le aspetto e vi dirò. Di fronte a questo insisto nelle mie tesi che trovano parziale riscontro nell'intervento di LOVEMOBIL. Io sostengo con forza il carattere di associzaioni di consumatori che devono assumere unitariamente le rappresentanze nazionali. Auspico anche che si risolvano i troppi conflitti di interesse oggi esistenti che bloccano questo processo evolutivo che è l'unico in grade di generare rappresentanze credibili, forti e rappresentative sia diplomaticamente sia con proprio potere di controparte anche nelle sedi giudiciali qualora, come estrema ratio, si decidesse di intraprendere contro un determinato interlocutore, una azione legale. Tranne qualche associazione nazionale e alcune locali che si muovono con pochi mezzi e faticosamente per creare spazi di accoglienza, le altre ancora non hanno chiaro cosa vogliono (Forse aree di sosta? Si però non l'obbligo di usarle! Forse pretesa di campeggiare facendo finta di sostare? A leggere i loro comunicati si direbbe proprio di si) e spesso appaiono tutte chiacchiere e distintivi (o polizze e convenzioni) fate voi.