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ISTRUZIONI PER L'USO
I PAESAGGI
tratto dalla newsletter Look del 20/11/2003

La fotografia di paesaggio è senza dubbio una delle più affascinanti, ma il paesaggio è uno dei soggetti più difficili e impegnativi da riprendere, perché richiede lo sforzo di concentrare, in due dimensioni, tutta l'atmosfera e l'emozione suscitate in noi dal luogo prescelto.
Fotografando il paesaggio, tre sono gli elementi da considerare: la composizione, l'illuminazione e la lunghezza focale scelta per riprendere. Per quanto riguarda la composizione, è fondamentale scegliere un soggetto, un qualcosa che spicchi su tutto, per evitare una riproduzione in cui tutto risulti appiattito ed anonimo. Prestiamo attenzione a ciò che ci ha particolarmente colpito, studiamo la scena e cerchiamo di rendere attraverso l'immagine le emozioni che questa ci ha trasmesso.
Utilizziamo per la composizione la "regola dei terzi", quella della composizione classica, che prevede la divisione del quadro in 3 terzi "ideali" che useremo per posizionare la nostra linea dell'orizzonte a seconda dell'effetto che vorremo ottenere.
Ricordiamoci di prendere anche degli elementi naturali come punti di riferimento nel quadro, ed utilizziamoli come quinte teatrali (fiumi, rocce, piante, etc.) che indirizzino lo sguardo di chi osserva.
Ripetiamo la ripresa da diversi punti di vista, spostandoci "fisicamente" nello spazio, così da trovare l'angolo che renda perfettamente lo spirito del luogo.
Un consiglio utile è quello di studiare le fotografie - oppure le cartoline - di paesaggi, così da poter fare nostri i trucchi compositivi utilizzati da fotografi professionisti.
L'illuminazione è un altro fattore determinante, perché influisce enormemente sul risultato finale. La luce del mattino e quella del tardo pomeriggio sono quelle che garantiscono la massima sicurezza per lo scatto, senza utilizzare filtri o altre apparecchiature. Attenzione a non farci ingannare da alcuni elementi naturali; ad esempio, una spiaggia assolata tenderà a farci sottoesporre, mentre una foresta di tronchi scuri a sovresporre. Puntiamo allora l'esposimetro contro soggetti neutri per realizzare una corretta esposizione.
La lunghezza focale è l'ultimo fattore da valutare; attenzione se utilizziamo il teleobiettivo, perché richiede tempi di esposizione lunghi e mano ferma. Inoltre può far perdere profondità di campo e creare un effetto di "appiattimento" della prospettiva, tuttavia consente di mettere in evidenza particolari lontani. E' indispensabile comunque una grande confidenza con l'apparecchio. Stesso discorso per il grandangolo, che però si mostra adattissimo a vedute panoramiche nitide e dalla grande profondità di campo.

     


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