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Sud- Est barese: giacimenti di tesori

In un angolo di Puglia steso tra il mare Adriatico e le alture delle Murge, il sapore dei prodotti della terra accompagna la scoperta di piccoli tesori nascosti e stratificati nel tempo.

Testo e foto  di Franca Dell’Arciprete  Scotti

PUGLIA SUD EST BARESE MOLA DI BARI  226

Vigne e ulivi nella terra rossa, muretti a secco e fichi d’India: e su tutto fiotti di sole mediterraneo. È il paesaggio inconfondibilmente pugliese, riconoscibile anche da parte dell’occhio meno esperto.

Anche il Sud-est barese non sfugge a questa iconografia tipica.

Ma svela anche tesori inaspettati. Più discreti di quelli già celebri del Salento o del barocco leccese o del romanico delle grandi cattedrali.

Qui bisogna scoprire “chicche” più originali, come un incredibile paese azzurro, le torri di castelli normanni inserite dentro case dell’Ottocento, qualche teatrino di corte minuscolo come una bomboniera, i trappeti sotterranei per molire le olive, chiesette rupestri accanto a imponenti basiliche.

Il tutto inquadrato in un paesaggio verde, rosso e movimentato che si stende dal mare Adriatico fino alle Premurge, con uliveti, alberi di mandorle e ciliegie, steso tra due famose Lame o canaloni, la Lama di San Giorgio e la Lama Giotta, autentici corridoi di biodiversità.

Da qui la ricchezza d’acqua che scorre nei canaloni e irriga la terra. Anche se in alcuni periodi dell’anno questa terra carsica assorbe ogni goccia e appare arida e secca. Pozzi e cisterne servono allora a conservare grandi riserve idriche necessarie alle coltivazioni.

I tesori della terra sono molti: ogni genere di ortaggi, olive da tavola e da olio, foraggi per ricchi allevamenti di mucche da latte, una splendida uva da tavola bianca e nera che arriva ai mercati internazionali.

Le masserie punteggiano il territorio, un tempo vere comunità autosufficienti, oggi strutture utilizzate come punto di appoggio per le grandi tenute, o centri didattici, o trasformate in raffinati resort, o ristrutturate per diventare centri di servizi sociali, utili a dare opportunità di lavoro.

Il  GAL del sud-est barese, o Gruppo di Azione Locale, nato nel 2010, contribuisce a preservare e valorizzare il territorio nelle sue specificità, agricola, sociale e culturale, e a promuovere l’economia rurale.

Anche per favorire l’impegno dei giovani a rimanere sulla loro terra.

PUGLIA SUD EST BARESE ACQUAVIVA DELLE FONTI CIPOLLE ROSSE  068

6 piccoli centri tipici

Una terra che comprende sei piccole cittadine ognuna con la sua tipicità: Conversano, Mola di Bari, Noicattaro, Rutigliano, Casamassima, Acquaviva delle Fonti. Tutte sono interessanti da visitare, in tutte c’è qualche angolo da scoprire, in tutte ci sono persone della Pro loco appassionate, pronte a spiegare con spontaneità i segreti dei loro piccoli centri. Invitando ad un turismo slow, fatto di passeggiate, anche in bicicletta e a cavallo, soste gastronomiche, visite alle masserie.

Per chi vuole, poi, a pochi chilometri, sono disponibili le attrazioni famose di Bari, Alberobello, Castellana Grotte, Polignano.

Conversano, il più bello di questi centri del sud-est barese, è ancora più suggestivo se visto di notte, quando la luce gialla dei lampioni valorizza le antiche pietre della cinta muraria, le rotondità delle torri, i portali scolpiti delle chiese, le facciate monumentali di ben 11 monasteri, tra cui quello delle Badesse Mitrate, che rivaleggiavano con il potere del Vescovo, rivelando la ricchezza di Conversano nei secoli passati. Qui dominavano i famosi Conti di Altavilla d’Aragona, proprietari di sconfinati possedimenti, che abitavano nel castello bastionato al centro della cittadina.

A loro si deve, tra l’altro, il gioiello del Monastero dei Santi Medici Cosma e Damiano, fatto costruire per grazia ricevuta: un tripudio di sculture in foglia d’oro, tele caravaggesche, reliquiari importanti.

Castelli in parte rimaneggiati anche ad Acquaviva, dove il palazzo del Principe era un complesso in stile barocco eretto come residenza fortificata dalla famiglia De Mari, a Mola di Bari dominata dal possente castello edificato per volere di Carlo I d’Angiò in riva al mare.

Chiese imponenti e insieme essenziali, con le loro facciate candido/dorate si alzano sopra i vicoli stretti dei centri storici: a Rutigliano, a Noicattaro, a Mola di Bari.

Casamassima, che risale all’ VIII secolo, durante la dominazione longobarda, rivela una sorprendente tipicità: si sviluppa nelle viuzze pittoresche e nelle piccole abitazioni un tempo tutte tinteggiate d’azzurro. Tracce di colore più o meno intenso ovunque, a testimoniare l’affinità con altri paesi dell’area mediterranea: allusione al cielo? oppure al manto della Madonna per ringraziarla di uno scampato pericolo?

Un paradiso per la gastronomia

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Anche il Sud-est barese, come tutta la Puglia, è un paradiso per la gastronomia. Il progetto Corto Circuito dei contadini invita proprio ad apprezzare sul posto i prodotti locali più autentici,

cucinati secondo le ricette della tradizione. Fiore all’occhiello è il presidio Slow Food della cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti: particolarmente dolce, pesante in media 800 grammi, si riconosce per la sua forma piatta e il colore rosso magenta. Ricca di sali minerali, oligoelementi come zolfo, ferro, potassio, magnesio, fluoro, ha numerose proprietà nutritive e salutistiche.

www.cipolladiacquaviva.it – www.consorziotipichepuglia.it.

Le donne di Acquaviva insegnano le ricette tradizionali, i calzoni alla cipolla, la crema di cipolle, gli anelli di cipolla pastellati e fritti.

Ma il pasticciere Eustachio Sapone ha inventato altre mille variazioni sul tema, fino all’originale panettone alla cipolla. www.dolceriasapone.it.

Nella masseria Dell’Edera di Rutigliano si gusta una squisita uva da tavola esportata ampiamente all’estero, che poi si trasforma in succo d’uva dissetante, in marmellata di uva e zenzero per accompagnare caciocavalli stagionati, in gelatina d’uva per le classiche crostate.

Uva che subentra a settembre alle squisite ciliegie rosse di Conversano, che si raccolgono tra maggio e giugno.

Le olive che un tempo erano molite nei trappeti o frantoi sotterranei, per fare olio lampante da spedire in tutta Europa, oggi vengono  utilizzate per un ottimo olio extravergine, ma anche per gustosi antipasti insieme con le mandorle IGP di Turitto.

Per la gastronomia, negli agriturismi e nei ristoranti c’è solo l’imbarazzo della scelta. Basta citarne due: l’Agriturismo Dimora di charme Montepaolo e il ristorante Vita Pugliese, entrambi a Conversano. Qui un trionfo di caponata, parmigiana, ricotta con marmellata e sugo al peperoncino, mozzarelle e pomodorini rossi, purè di fave e cicorielle, caciocavallo e capocollo, tarallini e focacce di grano arso, orecchiette al formaggio, verdura pastellata, fiori di zucca farciti di ricotta, maialino al forno. www.montepaolo.it  www.vitapugliese.it

Per info sul territorio: www.galseb.it

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