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Gli odori ed i colori del Marocco in moto

Ci sono persone che vanno oltre. Oltre i confini geografici di un Paese, oltre i confini degli usi e costumi locali, oltre la razza e le credenze religiose. Queste persone sono attente osservatrici, osservare è ben diverso da “guardare”, si “osserva” con tutto il proprio essere, si respirano profumi di cui prima non ci si era mai inebriati, ci si riempe l’anima di colori che sembrano più vividi del solito, si porta nel cuore una parte del pianeta che ci regala emozioni profonde e ci nutre come suoi figli.

Questo è essere cittadini del mondo. Tiziana è una di queste persone speciali che si possono incontrare casualmente, anche per le vie del Marocco in un giorno afoso d’agosto.

Ecco il suo racconto ricco di sensazioni e passione dove sei moto che hanno percorso 6.000 km partono ad inizio agosto da Civitavecchia per arrivare a Barcellona, passare nella città andalusa di Almería e imbarcarsi per approdare nella città spagnola di Melilla in Marocco.

Ancora non riesco a metabolizzare tutto il viaggio.
Mille pensieri per la testa mille immagini odori situazioni..
Dico sempre che viaggio in moto per sentire gli odori del mondo e per vederne i colori…

ebbene si.. ne ho visti e sentiti tanti di odori e colori, dai colori più freddi dell’Oceano Atlantico ai più caldi del deserto, dagli odori più intensi e a volte insistenti delle medine al profumo costante della menta dei cedri in quella valle che mi ha per alcuni versi rapito.

giardini di Majorelle a Marrakech

Per molti versi ero preparata a questo viaggio, ho già avuto questo inverno un approccio con quello che è il paesaggio, la cultura e le condizioni di un paese arabo; gli arabi sono un popolo come noi ma hanno solo usi costumi e un modo di vivere diverso, più essenziale, più naturale, più antico.
Sono come eravamo noi un tempo, quel tempo passato che i nostri nonni hanno vissuto.

Del Marocco non dimenticherò mai alcune cose… e forse tante le ricorderò nei giorni che seguiranno da questo mio racconto.

In primis la catena dell’atlante fantastica nel suo paesaggio nelle sue curve nel suo modo sinuoso di presentarsi agli occhi di chi la percorre…
Non dimenticherò i giardini di Majorelle a Marrakech -una botta di vita- un oasi privata piena di floride piante provenienti da tutto il mondo rigogliosa abbagliata da colori spinti che davano agli occhi vita e voglia di guardare.

Di questo viaggio in moto non dimenticherò mai la conceria famosa in tutto il mondo che solo in foto viene guardata perchè a pochi è permesso di vedere con i propri occhi.. perchè?? Perchè l’odore della conceria puzza, è nauseante e non tutti hanno la forza e lo stomaco di vedere. Un lavoro disumano agli occhi di un occidentale ma un lavoro apprezzato da chi vive e abita il posto.

Ricorderò per sempre quel bambino che mi ha riaccompagnato all’alba dopo una nottata nel deserto a casa sulla groppa di un cammello: ha camminato per un ora e mezza nel deserto fino a portarmi all’albergo.

Non dimenticherò mai la mia iniziale diffidenza; avevo paura e dicevo dentro di me come potrà questo bambino portarmi a casa???? E invece no, ho sbagliato nel sottovalutato… ma in Marocco quelli che noi chiamiamo bambini in Italia li sono già adulti, piccoli adulti che imparano sin da piccoli a fare qualcosa, anche accompagnare una turista in hotel tra le dune seguendo i passi e le stelle.

Non dimenticherò mai tutti i bambini che al passare delle moto accorrevano come dei pazzi dalle loro case correndo scalzi o con scarpe vecchie e rotte in cerca di qualche spicciolo che di volta in volta davo non sapendo quanto valesse.

E poi il vento dell’atlantico che ha soffiato per una intera notte: si faceva sentire spifferando dalla finestra; non dimenticherò mai la mia camera di albergo pari a quella di una principessa con le pareti azzurre e il copriletto bianco.

Non dimenticherò i litri di coca cola che ho bevuto, i miei compagni di viaggio che hanno allietato le mie giornate con il loro accento napoletano che a volte non comprendevo, non dimenticherò tante cose… soprattutto chi mi ha affiancata con un riguardo e un attenzione particolare in questo viaggio.

Grazie al Marocco ho capito che per mille ragioni apparteniamo alla terra nella quale siamo nati ma siamo anche stati fatti per vedere e conoscere quello che non ci appartiene per diventare sempre più ricchi dentro e dire IO SONO PARTE DI QUESTA TERRA…

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