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Facile innamorarsi della Giordania, difficile dimenticare Petra, il mar Morto e Gerasa

 Quale paese arabo concede ad una Regina di convocare i giornalisti di tutti i continenti?

In Giordania ciò è accaduto.   Rania al-‘Abd Allah, Regina di Giordania, consorte del Re ʿAbd Allah II ibn al-Husayn, ha convocato ed incontrato ad Amman il mondo dell’informazione turistica. Un incontro ufficiale ed informale a un tempo.

La Regina si è intrattenuta personalmente con i 400 ospiti rispondendo alle domande che le venivano poste, annullando di fatto quel diaframma che sino ad allora impediva al  mondo femminile  di partecipare, in prima  persona, alla vita pubblica.

Rānia al-‘Abd Allāh, regina di Giordania

Un evento straordinario per una causa altrettanto importante: fare sapere al mondo che la collettività e la mentalità arabo-giordana non rinunciano alla tradizione ma, nello stesso tempo, cavalcano  il futuro.

La Giordania si presenta al turista come una miniera di monumenti a cielo aperto: non vi sono luoghi o siti che non siano ricollegabili alla Bibbia, al Vangelo o al Corano. I Romani e i Bizantini vi diffusero la loro cultura per un periodo di ben 700 anni. Dal 600 d.C. gli Islamici ne reggono le redini. Il grande popolo dei Nabatei, beduini commercianti, insediatisi in terra giordana nel 400 a.C., ha lasciato   tesori artistici  inestimabili  di  cui   la città  di Petra  è il simbolo.

La magia del deserto occupa l’85% del territorio. Il Mar Morto, situato a 400 m sotto il livello del mare, lo si può paragonare a un centro di benessere naturale. Il Mare di Aqaba conserva la pregiata barriera corallina e, ad Amman, il nuovo Museo Archeologico fa rivivere con grande efficacia la storia di questo popolo e di questa terra.

Nel 1921,  lo statista inglese Winston Churchill è il fautore della nascita dell’odierno Stato  giordano, retto   dalla  dinastia  reale hashemita.    Il capostipite,  al-Husayn ibn ʿAlī,direttamente imparentato con  la famiglia del  Profeta  Maometto,  nel   628,  tolse   questi territori ai bizantini. (Guerra di Karak).   All’epoca, la popolazione praticava la religione cristiana. Il paese, ampio quanto Piemonte, Lombardia, Veneto ed ‘Emilia riuniti,  era abitato  allora  da 40 mila  persone,    di cui 7000 nella sola capitale Amman, che oggi ne conta ben 5 milioni.

La Giordania ha assunto il ruolo di porto franco per tutte le popolazioni arabe del Medio Oriente che, a  causa    di conflitti religiosi o tribali, hanno dovuto lasciare la propria terra   di origine (Palestina, Siria, , Libano, Iraq.Kuwait e  Yemen)     per trovarvi rifugio.

La tolleranza religiosa è una peculiarità di questo Stato, paladino di un turismo senza frontiere, dove, nel rispetto degli usi locali, il turista è libero di muoversi senza rischi o limitazione alcuna. L’islamismo qui praticato non è né esasperato né conflittuale nei confronti delle altre confessioni : i fedeli di tutte le religioni si rispettano reciprocamente ed  i culti si  praticano nella massima libertà.

L’archeologia segnala i primi abitanti in Giordania nel periodo paleolitico, ma la civiltà preislamica che più di ogni altra ha lasciato tracce indelebili del suo passaggio è quella dei Nabatei che, sembra, abbiano dominato la scena politica ed economica dal IV sec a.C. al 106 d.C., allorché  l’Imperatore romano Traiano inglobò quei territori   nell’Impero romano. Da dove venissero i Nabatei e come questa civiltà si sia estinta resta ancora per molti un mistero.

Quello che è certo è che i Nabatei nascono come beduini commercianti che, grazie a lunghissime carovane, trasportano merci in Asia, Africa e nei paesi del Mediterraneo. Posero basi logistiche perfino a Pozzuoli. La città archeologica di Petra (800m. sul livello del mare)   diventa, 2000 anni or sono, la   capitale del    regno Nabateo     che,    per via dei traffici commerciali ,  recepisce ed assimila  la    cultura e l’arte  provenienti da  Mesopotamia, Persia, Egitto , Grecia e Roma. Oltre tremila sono  i reperti archeologici  presenti nel comprensorio della città    (50 km2), la cui cinta muraria si  estendeva  su  un raggio    di  6 km.   e accoglieva 20 mila persone .

I monumenti funerari scolpiti magistralmente nella roccia rosa di arenaria sono i veri superstiti e i protagonisti di questa civiltà . L’edificio rupestre più celebre è il Tesoro ( Khasnè in arabo) un monumento funebre, che si raggiunge dopo aver percorso a piedi 1 km. in una gola fiancheggiata da due pareti rocciose che si eleva fino a 180 metri. Questa monumentale scultura è alta 39,60 metri e larga 28 (vedi foto).

Dopo i Nabatei, la città fu abitata dai Romani e, quindi, dai Bizantini, che vi edificarono rispettivamente un anfiteatro e delle chiese  cristiane. La sepoltura più celebre è quella di Aronne, fratello di Mosè.  Petra fu conquistata dai crociati e, successivamente, da Saladino (1189) : poi   non se ne seppe più nulla . Solo nel 1812 la suggestiva città fu ritrovata da un esploratore svizzero, J.L. Burckhardt.

La visita di Petra e dintorni richiede come    minimo una giornata, oppure, due o tre giorni se si pratica il trekking e si vogliono seguire alcuni dei 7 itinerari  consigliati.  Ci si può spostare a piedi, a cavallo, sul   dromedario,    dorso di mulo o su comodi calessi o in mongolfiera.

Petra è certamente una meta imprescindibile per chi visita la Giordania, ma altrettanto irrinunciabile è la visita alle rovine greche, romane, nabatee della città di Gerasa ( Jerash ) comprese in un perimetro di 3,5 km.

Gerasa (la Pompei dell’Oriente) è la città archeologica che conserva reperti integri quali l’arco di Trionfo di Traiano, il Forum, il Tempio di Zeus, il Teatro, la via Colonnata del  Cardo Maximus , il Nimphaeum, il Tempio di Artemio e i mosaici dei pavimentali bizantini della chiesa dei Santi Cosimo e Damiano.

Gerasa-teatro-romano-tempio

 

Complessivamente, vi sono i resti di 15 chiese bizantine. Altro sito archeologico, che è giusto menzionare, è Madaba, (33 km. da Amman) conosciuta come la città dei mosaici.

Conserva i resti di una chiesa bizantina del V-VI sec d.C. cui è stata sovrapposta, nel 1896, una chiesa cristiana ortodossa dedicata a San Giorgio. Vi si ammira il famoso mosaico su cui é rappresentata la mappa della Palestina (560 d.C.) che indica le 150 località abitate un tempo dalle 12 tribù bibliche.   Altri mosaici bizantini ( Patrimonio dell’Umanità riconducibili al 756 d.C.) si trovano a Um  El-Ras, distante 21 km da Madaba.  Molteplici sono i luoghi divenuti mete di pellegrinaggio in occasione  del Giubileo del 2000.

Si segnala il Monte Nebo situato a 10 minuti da Madaba: qui Mosè,  giunto con gli ebrei  dall’Egitto,  dopo aver guardato dall’alto  l’agognata Palestina, morì  e  vi fu sepolto.  Non lontano da Madaba si trova Mukawir: nel palazzo, in cima alla collina, si ergono i resti della fortezza di Erode, il re che fece decapitare Giovanni Battista dopo la danza fatale di Salomè.

Betania, oltre il Giordano, è certamente il luogo più suggestivo e ricco di spiritualità cristiana.  Qui visse Giovanni Battista che nel Giordano battezzò Gesù il quale, raggiunti i trent’anni, si rivelò essere figlio di Dio. Una lapide ricorda il viaggio di Paolo II a Betania.

Milioni di anni fa un cataclisma tellurico di proporzioni gigantesche sconvolsero il continente africano-asiatico ed europeo: si aprì un varco sulla crosta terrestre che coinvolse la Giordania e Palestina dando origine, tra questi due territori, ad una depressione che si fermò a 800 metri sotto il livello del mare. In realtà il Mar Morto è un lago che, rispetto al livello del Mare  Mediterraneo si trova a meno 400m. ed è profondo a sua volta di altri 400 m. E’ lungo 70 km. e ampio undici, con  una salinità del 25% dove il corpo umano galleggia naturalmente. Il suo affluente principale è il Giordano che vi si inabissa terminando il  suo   percorso  di 350 km.

Lungo le sue rive si trovano stazioni balneari e termali con alberghi dotati di centri benessere e Spa di ultima generazione. Una vera panacea per chi vuole ritemprarsi e trascorrere una settimana, è proprio il caso di dirlo, fuori dal mondo. L’acqua e i neri fanghi bituminosi del Mar  Morto, come pure le sorgenti termali di acqua calda, (fuoriesce dalla montagna  a 90 g.),  che  sgorgano non lontano (terme di Ma’in ) , danno ottimi risultati per l’epidermide.

Coppia  coperta  con i  fanghi del Mar Morto (2)

 

La composizione chimica del sale del Mar Morto, a differenza degli altri mari, contiene meno cloruro di sodio e una percentuale maggiore di altri minerali, tra cui magnesio, potassio e calcio.

L’85% della superficie della Giordania è occupato dal deserto: è quindi impensabile visitare questo paese senza fare la sua conoscenza. La porta di accesso è Wadi Rum, distante 25 km da Aqaba.

Wadi Rum.ill deserto al Tramonto

E’ possibile trascorrere nel deserto alcune ore, il tempo necessario per godere lo spettacolo del tramonto del sole, o alcuni giorni programmando notti celesti non lontano dal campo tendato che vi ospita o ancora, più spartanamente, pernottare in tenda in attesa che l’ alba illumini  le dune   e  i rilievi rocciosi che incontra nel suo cammino.

Gli escursionisti possono muoversi in spazi sconfinati, esplorare i canyon e raggiungere le pitture rupestri vecchie di 4000 anni ( Canyon Khazʿali del Wadi Rum), oppure bere un caffè od un tè, ospiti dei beduini che qui ancora vivono. Aqaba, unico sbocco sul mar  Rosso, è Porto Franco dove pertanto gli acquisti sono più convenienti. E’ famosa per le sue spiagge sabbiose e per la barriera corallina ed è possibile fare immersioni di giorno come di notte, praticare lo snorkeling, la pesca e la vela: un tranquillo luogo di villeggiatura che ospita turisti di tutto il mondo e durante l’intero anno ad eccezione dei mesi di luglio ed agosto.

Il cuore pulsante della Giordania, tappa obbligata del viaggio, è la capitale Amman, città frenetica che non conosce sosta e in cui alcuni negozi e centri commerciali rimangono aperti ventiquattro ore su ventiquattro.  In auto ci si muove senza eccessiva difficoltà.

Amman nello sfondo svetta l' albergo Royal

Cosmopolita , multietnica e caotica quanto basta.

Risorta di recente – 1921 – su sette colli a 800 m. di altezza, oggi ne occupa già venti e il numero degli abitanti aumenta quotidianamente. Qualsiasi guida turistica vi indicherà, in base alle vostre esigenze , quali monumenti visitare.  Noi vi segnaliamo quattro luoghi imprescindibili : il nuovissimo Museo Archeologico, che accoglie stupendi reperti tra cui alcuni dei 900 manoscritti che facevano parte dei Rotoli del Mar Morto risalenti al 66 d.C., attribuiti alla comunità ebraica degli Esseni e ritrovati nel 1947 a Qumran.    Degli Esseni, come dei Nabatei, con il sopraggiungere dei romani se ne persero progressivamente le tracce.

La Cittadella, romana, ubicata su una collina nel centro storico di Amman, conserva resti del Palazzo della dinastia Omayyade, (Dinastia araba – 660 d.C. data di inizio dell’ espansione imperiale islamica,che si arrestò a  Poitiers ,in Francia, 732 d.C).

ll Tempio di Ercole, costruito durante il dominio  dell’imperatore Marco Aurelio (161-180 d.C.) e un piccolo museo archeologico.

Dal sottostante Teatro Romano, attiguo alla moschea, si diramano le strade che ospitano le botteghe dei commercianti dove potrete sbizzarrivi negli acquisti in quanto vi è di tutto a prezzi ragionevoli. Contrattare comunque non fa mai male. Oggi si raggiunge la Giordania in tre ore di volo con la Royal Jiordanian, mentre l’esercito romano, che si calcola avanzasse 30 km. al giorno, per raggiungere la meta ne impiegava   più di 140.

Come visitare la Giordania? Il viaggio può essere gestito in proprio utilizzano mezzi di trasporto pubblici che conducono alle località turistiche più note, oppure ci si può affidare ad uno dei 26 tour operator   – di cui  si veda  qui di seguito   l’elenco -   i quali     organizzano soggiorni turistici  di  gruppo  a  date  prefissate     o soggiorni  singoli , su misura, a date da convenire.

www.visitjordan.com

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Testo di Lamberto Selleri

 

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