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Dolomiti Bellunesi sono pronte per la stagione sciistica

Le cime si imbiancano, le temperature si abbassano, la linea della neve scende a valle e i paesaggi diventano finalmente davvero invernali: le Dolomiti Bellunesi sono pronte per la stagione sciistica. Lo scorso weekend gli appassionati di discesa si sono fiondati a Cortina d’Ampezzo, imbiancata fin sotto il campanile di corso Italia.

Cortina_Inverno_www.bandion.itGli impianti del Col Gallina, sul Falzarego, hanno già cominciato a lavorare, così come quelli di Passo Monte Croce, in Comelico – una zona meno posh e frequentata rispetto alla Regina delle Dolomiti, ma altrettanto spettacolare. Nel giro di due, tre settimane, dovrebbero quindi riaprire anche le altre stazioni sciistiche del Bellunese, da Arabba al Civetta, dalla Marmolada al Nevegal.

Il paradiso sulla neve qui si chiama Dolomiti Superski: un unico skipass per oltre 450 impianti distribuiti tra le province di Belluno, Trento, Bolzano e più di mille chilometri di piste a disposizione, al cospetto di alcune delle cime più belle – dalle Tre Cime al castello di roccia del Sella.

Si può sciare per giorni senza mai rifare la stessa discesa, percorrere in senso orario o antiorario i percorsi ad anello del Sellaronda e della Grande Guerra, oppure scegliere un proprio angolo di paradiso e salirlo e ridiscenderlo ancora, ancora, ancora, per godere del paesaggio che cambia dalla luce limpida della tarda mattinata ai rosa rosso aranciati del tramonto sulle crode dolomitiche.

Al momento sono aperti solo 4 impianti del circuito Dolomiti Superski (tra questi, Col Gallina e Passo Monte Croce), ma presto si potrà sciare anche ad Arabba e in Marmolada, sulle altre piste di Cortina, a Misurina, ad Alleghe, in Val di Zoldo, a Selva di Cadore, sul San Pellegrino a Falcade… La data ufficiale per l’apertura degli impianti del comprensorio è il 25 novembre – ma per sciare in Marmolada, ad esempio, bisognerà attendere il 2 dicembre.

Quest’anno la neve è arrivata all’improvviso, ancora inaspettata, durante la seconda settimana di novembre: dopo una lunghissima serie di giornate assolate e spettacolari, i cui cieli azzurrissimi hanno consentito di godere fino in fondo della danza colorata del foliage autunnale, sulle Dolomiti Bellunesi è calato il freddo, e parecchi centimetri di neve – ora compatta ora appena spolverata – hanno traghettato la provincia nel pieno inverno, proprio nei giorni della tradizionale estate di san Martino.

La neve non si è mostrata solo nella parte alta della provincia (35 centimetri a passo Falzarego, a oltre 2.000 metri di quota), ma anche a sud, sulle Prealpi: in Alpago e in pian Cansiglio, fino in Nevegal e nei pendii a vista vicino alle città di Feltre e Belluno. Questa prima nevicata infonde speranza anche per lo sci più famigliare e a portata di mano, per le piste vista mare e Dolomiti dell’Alpe del Nevegal e del Monte Avena.

Cortina_Panorama_Inverno_RifugioLagazuoiÈ decisamente tempo di preparare l’attrezzatura invernale. Da qui in avanti, fino alla primavera, sulle Dolomiti Bellunesi si verrà per sciare – ma non solo. Oltre alle piste da discesa, i pendii della provincia si presteranno alle avventure sulla neve di chi fa sci alpinismo, sci di fondo, camminate con le ciaspe, slittate… Qualunque sia la vostra passione sportiva (o no), qualunque sia il motivo per cui sceglierete di trascorrere uno o più giorni in montagna d’inverno, a un certo punto avrete bisogno di scaldarvi, e varcherete la porta di un bar o di un rifugio.

Prima di lasciarvi partire per le piste via via innevate, ecco perciò un breve prontuario delle bevande per sopravvivere all’inverno bellunese. Innanzitutto, immancabile, la cioccolata calda: con la panna o senza, con l’anice la cannella o il peperoncino, è quello che ci vuole per combattere insieme freddo e stanchezza.

La versione per adulti della cioccolata calda in rifugio è il bombardino, un mix super energetico (ed alcolico) di caffè, whisky, liquore all’uovo e panna montata: un must per gli sciatori a fine giornata. Qualcuno però al vov preferisce il punch, un tè alcolico da bere caldissimo, magari dopo un pranzo a base di canederli e polenta.

Oppure, infine, il tradizionale vin brulè, che scalda e profuma di spezie e agrumi gli inverni bellunesi (mercatini di Natale compresi). Tutte queste bevande e altre ancora (la birra, naturalmente, e le innumerevoli varianti di grappa, dal cumino alla genziana) le potete trovare in uno dei tanti bei rifugi sulla neve delle Dolomiti, che spesso organizzano anche tardi pomeriggi di après-ski per festeggiare in compagnia la fine di un’altra spettacolare giornata di discese.

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