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Gli itinerari di TURIT
pubblicati sul n. 97 - marzo 2008
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Costa Azzurra
musa ispiratrice di artisti
Testo di Simona Benzi
Foto: Simona Benzi e
Comite Regional du Tourisme Riviera Cote d'Azur

Antibes, uno dei leggii con la riproduzione di un'opera di Cross
Solo l’ampiezza delle dimensioni e della pennellata distingue le due visioni di Antibes che si godono costeggiando il mare. Una è quella impressionista, “Antibes effet d’après midi”, frutto del genio di Claude Monet, esposta su uno dei cinquanta leggii che costituiscono le tappe del suggestivo percorso della “Costa Azzurra dei Pittori”. L’altra visione è quella reale, prodotto del genio di Madre Natura: una magnifica combinazione di massicci montuosi che si arrestano di fronte al Mediterraneo creando un clima e un paesaggio di estrema attrattiva. E il Fort Carré, dal 1938 classificato monumento storico, al centro del quadro e del panorama, ricorda, sospeso a strapiombo sull’ansa di St Roch, i momenti salienti della storia della città. Antibes, e con lei l’intera Costa Azzurra, possiede un’arrogante bellezza che induce ad imitarla, senza mai raggiungerla del tutto. Hanno provato a riprodurla i pennelli di Picasso, Boudin, Delacroix, Meissonier, Peynet e l’effetto è stato sorprendente. Opera d’arte e opera della natura si guardano, si scrutano, per poi valorizzarsi a vicenda.
L’hanno capito gli otto comuni della Costa Azzurra (Antibes Juan-Les-Pins, Cagnes-sur-Mer, Grasse, Le Cannet, Mentone, Mougins, Saint Paul-de-Vence e Villefranche-sur-Mer) promotori di un itinerario unico che fa uscire l’arte dai musei e la avvicina alla fonte primaria di ispirazione. La straordinaria luce che vela i colori della natura esuberante della Côte d’Azur contiene ... (continua a pag. 52)
Strada dell'Assietta
Tre metri sotto il cielo
Testo e foto di
Marco Ghezzi e Luca Dumini

Lungo la Strada dell'Assietta
Se volete trascorre un week-end all’insegna della scoperta e di un po’ d’avventura allora fate rotta verso la Val Chisone, perché qui ci sono due cose interessanti che potete fare. La prima, alla portata di tutti, è fermarvi al paese di Fenestrelle per dedicare almeno una mezza giornata alla scoperta del Forte di Fenestrelle, la più grande fortificazione alpina d'Europa. Solo la visita di questo monumento, infatti, costituisce un valido motivo per un viaggio in Val Chisone; la sua descrizione però non si può esaurire in poche parole e per capire meglio di cosa si tratta vi rimandiamo al riquadro dedicato.
La seconda consiste invece nel lasciare il fondovalle, salire lungo una tortuosa strada fino alla località di Pra Catinat e da qui continuare verso il Colle dell’Assietta, avventurandovi sul percorso fuoristrada che crediamo di non esagerare a definire il più lungo e panoramico di tutto il Nord Italia.
La strada per il Colle dell’Assietta è un’antica via militare completamente sterrata che da Pra Catinat segue in quota tutta la Val Chisone, fino a Sestriere, mantenendosi sempre fra i 2300 ed i 2500 metri ... (continua a pag. 66)
A Dozza non c'è muro
senza murales
Testo e foto di Salvatore Braccialarghe

Una delle opere d'arte che decorano i muri di Dozza
Dozza non è forse tra le località più note al grande pubblico in Emilia-Romagna: un vero peccato perché, in questo piccolo e raccolto centro medievale - che è stato capace di mantenere la sua struttura originaria -, i motivi di attrazione non mancano di certo!
Diciamo subito che non vi sono problemi per il parcheggio del nostro veicolo: arrivando all’inizio dell’abitato, laddove un senso vietato ci sbarrerà la strada che sale in paese, proseguiremo sulla via che aggira il centro, percorrendo la circonvallazione laterale che si sviluppa sulla nostra destra; dopo poche centinaia di metri troveremo, sempre sulla destra, un ampio parcheggio sterrato (Piazza Fontana) perfettamente utilizzabile anche per un’eventuale sosta notturna.
Dal nostro parcheggio in breve saremo subito nel “cuore” di questo paese che già per come si presenta agli occhi del turista, meriterebbe la nostra attenzione: tutto il centro, che si “arrampica” con le abitazioni sul dolce pendio della collina, è dominato dal notevole complesso della Rocca Sforzesca, un palazzo monumentale riedificato - sui resti di più antiche fortificazioni - nel tardo Quattrocento per volere di Caterina Sforza.
Erano tempi difficili quelli, contrassegnati da continue lotte politiche che, quasi sempre, sfociavano in battaglie e guerre: le tecniche militari divenivano, ...(continua a pag. 79)
Invasioni barbariche a Venezia
Testo di Wanda Castelnuovo
Foto: Simona Benzi e Archivio Fotografico A.P.T. Provincia di Venezia

Busto di Marco Aurelio,
datazione: circa 180 d.C.
Tornare a Venezia significa scoprirla sempre nuova perché il tempo, la stagione, la propria disposizione d’animo fanno apparire questa magnifica ‘dama’ sempre diversa e cangiante nei colori e persino nel profumo dell’acqua, quasi sfumatura di colonia che muta sulla pelle al cambiar dell’umore. Non che il ponte ferroviario/stradale non dia avvisaglie di quell’atmosfera in cui usciti dalla stazione ci si trova immersi. La stazione di Santa Lucia, quasi porta verso un altro mondo, catapulta in un mondo di acque non così facile, anzi delicato e problematico con cui si sta cimentando un grande contemporaneo Calatrava, maestro indiscusso di levità e leggerezza, cui è stata affidata la costruzione del Quarto Ponte sul Canal Grande, da Piazzale Roma alla zona della stazione. Andiamo, dunque, a vedere (utilizzando il biglietto che saggiamente abbiamo acquistato con validità di 12 ore, ma ne esistono con tempi superiori). Nella scelta del vaporetto è opportuno regolarsi a seconda delle esigenze di tempo in quanto la linea 1 tocca tutte le fermate e la 2, più veloce, ne salta alcune) questa nuova opera definita “passerella di luce” dall’architetto che in nome della contemporaneità tenta con discrezione di coniugare insieme aria e acqua senza alterare l’equilibrio della città lagunare. Per ora una “passerella di guai” che fa dire ai Veneziani “Però Rialto è ancora lì, l’hanno fatto senza macchine ed è ancora lì”.
Non tutti sanno che Santiago Calatrava Valls, architetto e ingegnere spagnolo nato a Valencia nel 1951, ha perfezionato gli studi presso ... (continua a pag. 88)