Tantissime volte si fanno programmi appetibili e fattibilissimi poi, per svariate ragioni, si posticipa e rimanda; ci si accorge poi che l'estate è troppo breve e passa un altro anno.
Così noi, e da tanto tempo, volevamo provare il percorso ciclabile che da San Candido (BZ) porta a Lienz in Austria con un tracciato di circa 45 km.
Quest'anno puntigliosamente abbiamo fissato una data e, cascasse il mondo, si doveva partire! Così avvenne.
Da aggiungere che noi non siamo valenti ciclisti ma, data l'occasione, volevamo strafare abbinando alla S. Candido - Lienz anche la Cortina - Dobbiaco sul vecchio ed abbandonato tracciato della ferrovia che collegava appunto le due città.
Due equipaggi di solo adulti si mettono in moto il venerdì sera per raggiungere l'area di sosta di Cortina d'Ampezzo che è situata dopo circa 5 km dalla cittadina e sulla strada per Dobbiaco. Quest'area non è male ed è situata sulla pista del vecchio aeroporto, dotata di pozzetto di scarico, bus navetta che collega Cortina e a pagamento (12€) solo in agosto.
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PRIMO GIORNO
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il grande evento, prepariamo velocemente gli zaini con qualche provvista, indumenti di ricambio e di protezione per la pioggia (si è in montagna) e via! Non prima però delle 9.00.
All'uscita dell'area si gira verso Cortina e, dopo un centinaio di metri prendiamo una delle stradine sterrate sulla sinistra e che portano alle vecchie stazioni della linea ferroviaria. Qui cominciano i primi problemi, la salita è impegnativa anche se breve e mani inesperte cominciano a torturare le leve dei cambi per cercare togliere sforzo a gambe impreparate. Ansimando come le vecchie vaporiere raggiungiamo un'ex stazione qui e mettiamo le ruote sulla larga pista ciclabile sterrata e perfettamente tenuta.
Da qui e per circa 13 km la salita non è ripida ma costante e non da un minuto di tregua. Le soste più o meno strategiche si sprecano, ammiriamo favolosi panorami ma la scusa è quella di abbassare il ritmo cardiaco e riprendere fiato. Fanno rabbia i provetti bikers che ci sfrecciano vicini nelle loro divise coloratissime e bici iper tecnologiche.
Si incontra una galleria saltuariamente e fiocamente illuminata, caratteristico lo spacco nella roccia per far passare il camino della vaporiera. E lunga circa 400 mt.
Subito dopo la galleria ecco un nuovo incontro con i manufatti legati al tracciato ferroviario: il ponte metallico gettato sulla forra del torrente Felizon. Altro attimo di sosta per godere dell'ardita opera e del bel panorama. Attraversato il ponte comincia l'ampio semicerchio con cui lentamente ci si inserisce sulla lunga vallata che sale a Cimabanche. Si supera quindi un secondo ponte e subito si è all'ex stazione di Ospitale (1470 m). Ancora in leggera salita si attraversano su ponticelli alcuni torrenti e poi si costeggiano due splendidi laghetti.
Di tanto in tanto si aprono spiragli con viste mozzafiato delle dolomiti, La Croda Rossa, le Tofane, il Cristallo. Con un po' di affanno arriviamo al passo Cimabanche (1530 m), punto più alto dell'escursione e da qui inizia la lunga discesa che porta a Dobbiaco. Qui bisogna fare un po' di attenzione perché questa facile fase del percorso inebria e ci si lascia andare ad alte velocità dimenticando che il fondo è molto sdrucciolevole. Comunque ci divertiamo un sacco! Arriviamo a Carbonin (1450 m). Subito dopo si attraversa la statale di Misurina e in breve ci si porta sulle sponde del lago di Landro. Lasciato il lago si supera l'ex stazione e quindi si ritorna sulla statale n. 51. Il tracciato ferroviario, lungo la Val di Landro, si tiene nei pressi della statale tagliandola più volte. Toccata la ex stazione Sorgenti (1330 m) ci si porta sulla sinistra della strada passando davanti al cimitero militare di Monte Piana. Qui ci fermiamo per ripristinare le calorie perse dando fondo alle provviste. E triste guardare quelle croci indicanti giovani vite stroncate per niente e il nostro stato di allegri vacanzieri non si addice molto al luogo. Si spera comunque che il loro sacrificio sia servito a qualcosa, almeno a farci capire la grandezza della pace.
Riprendiamo il viaggio e, dopo poco, siamo al lago di Dobbiaco (1259 m) ed approfittiamo per girarlo tutto e da qui a Dobbiaco Nuovo (1213 m), la ex ferrovia terminava inserendosi sul tracciato ferroviario della Val Pusteria. La stazione ferroviaria e ormai vicina e da qui il bus che ci riporterà indietro. La corsa più prossima è alle 14.20 che non effettua il percorso normale ma segue la strada per Misurina. Il pullman che utilizziamo per il ritorno e un normale bus di linea e non è attrezzato per il trasporto delle bici ma, nel suo bagagliaio, ne può contenere 4 o poco più. Per non aspettare un'altra ora decidiamo di caricare le bici e scendere a Carbonin, fare a ritroso e quindi in salita il tratto che ci porta al Passo Cimabanche e poi discesa fino ai camper. Facile a dirsi e meno a farsi, le gambe sono stanche e la salita lunga, in più pioviccica. Nei pressi del passo un bel temporale ci costringe ad accelerare e trovare rifugio in uno dei gazebi del ristorante proprio nel passo. Una superba fetta di strudel e giù verso Cortina. Le MTB non hanno parafanghi e, le ruote, ci infangano dal basso verso l'alto. Lampi e tuoni non fanno presagire niente di buono, incomincia a piovere violentemente e cerchiamo riparo nella tettoia della ex stazione di Fiemmes. Ci accorgiamo però di essere ben fradici lo stesso e, come bambini, via felici sotto il diluvio. Nonostante le protezioni antipioggia siamo arrivati ai camper con nessun indumento asciutto, tante ne avevamo presa ma non ci dispiaceva affatto. Una bella e corroborante doccia e poi pronti a trasferirci a San candido per la seconda parte della biciclettata. Nel tragitto incontriamo acqua in grande quantità accompagnata da grandine e fulmini… che estate.
A San Candido non c'è molto per parcheggiare liberamente; fortunatamente in città si svolgeva un incontro internazionale di coristi e, il grande parcheggio oltre il paese, aveva le sbarre limitatrici aperte per ospitare i pullman dei convenuti. Ne abbiamo approfittato anche noi e senza alcun problema.
Altre notizie
Lunghezza:58 km (andata e ritorno) Dislivello: 500 m
Tempo: 3.30 ore Periodo: da giugno a settembre
Caratteristiche: stradella sterrata segnalata Difficoltà: facile ma lunga escursione che richiede un certo allenamento
Cartografia: Tabacco 1:25.000 n. 03 "Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane" e n. 010 "Dolomiti di Sesto"
Dal piazzale della ex stazione ferroviaria di Cortina (1225 m) ci si dirige su strada asfaltata verso la statale del Passo Tre Croci. Attraversatala, si prosegue sul tracciato ferroviario, sempre asfaltato, (sentiero n. 208) che passa tra villette arrivando alla rotabile per l'Istituto Elio Terapico Putti. La si attraversa proseguendo sulla massicciata che poco dopo si sterra portandosi verso la rocciosa dorsale del Pomagagnon. Tagliando alcune stradelle, l'evidente tracciato arriva alla ex stazione di Fiames (1341 m)
La Ferrovia delle Dolomiti fu costruita nel 1921 e il tratto tra Cortina e Dobbiaco, su cui si svolge uno degli itinerari proposti, fu dismesso nel 1962. Il tracciato corre all'ombra di alcune delle più belle ed eleganti montagne d'Italia, come le Tofane, il Monte Cristallo, la Croda Rossa, le Tre Cime di Lavaredo, il Picco di Vallandro e la Croda dei Baranci Con questo itinerario si percorre tutto il tracciato della storica ferrovia Cortina - Dobbiaco. Da segnalare i molti laghi, più o meno grandi, che si fiancheggiano come il lago di Rufiedo, il lago Negro, il lago di Landro e il lago di Dobbiaco. La natura lungo tutto il percorso è protetta: prima dal Parco delle Dolomiti d'Ampezzo e poi da quelli delle Dolomiti di Sesto e di Fanes-Sennes-Braies. L'intero percorso ha una lunghezza di circa 30 km solo andata.
Il territorio italiano era, fino a qualche decennio fa, ben coperto da una rete ferroviaria con tantissime, piccole diramazioni che, con pittoreschi percorsi tra le infinite pieghe del nostro movimentato territorio, collegavano borghi montani e collinari con i fondovalle. L'arrivo di corriere, camion e automobili ne decretò la fine: i convogli ferroviari erano troppo lenti, richiedevano troppa manutenzione e, in una parola, erano antieconomici. Si avviò così la politica del taglio dei cosiddetti "rami secchi", politica che, con il tempo, si è dimostrata miope verso le nuove tendenze turistiche ed ambientalistiche sposate da molti altri stati europei. Le storiche "massicciate", resistenti sedi ferroviarie su cui poggiavano i binari.
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SECONDO GIORNO
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Oggi seguiremo il tracciato della "pista ciclabile della Drava" che unisce Dobbiaco a Lienz(A). Noi però partiamo da s. Candido e quindi accorciamo il tragitto di 4 km. Questo per praticità di parcheggio e perché il treno del ritorno ferma proprio a San Candido. Questo tracciato è di ca. 45 km, con un dislivello di 600 m (discesa da 1242 m a 672 m); si può fare anche a ritroso e quindi in salita ma questo è un altro discorso.
A differenza del tracciato Cortina Dobbiaco la ciclabile della Drava e completamente asfaltata ed attrezzata, dotata di colonnine SOS, ben segnalata e con frequenti punti sosta; uno addirittura con attrezzi meccanici per eventuali riparazioni delle bici.
Che dire del percorso … non è molto esaltante dal punto di vista paesaggistico ma piacevole e rilassante. Costantemente in discesa e, l'unica difficoltà, sta nella sua lunghezza. Troviamo molta gente perlopiù italiani mentre gli austriaci li incrociamo in senso contrario e quindi in salita. Poco dopo la partenza si arriva al confine dove non c'e ovviamente nessun controllo. A Sillian (A) un bel castello in lontananza, poi ci si tuffa in mezzo ai boschi e sempre fiancheggiando la Drava che si ingrossa sempre più. Prima dell'arrivo si incontra l'ingresso il "sentiero dell'acqua", il famoso "Wasserschaupfad" nella gola del "Galitzenklamm". L'ingresso è a pagamento e, non conoscendo il tempo di visita di questo sito, abbiamo preferito proseguire.
All'ingresso della periferia di Lienz uno striscione indica la fine del percorso e l'ingresso in città. Arriviamo facilmente alla stazione ferroviaria per controllare l'orario dei treni ed il primo è previsto alle 14.10. visto l'ampia disponibilità di tempo ritorniamo indietro nei pressi della piscina e consumiamo il nostro pasto. Si potrebbe approfittare della struttura ma non avevamo gli adeguati accessori… sarà per la prossima volta. Facciamo un giro nel vecchio centro storico sorprendentemente deserto ma carino. Ormai è ora e ritorniamo alla stazione; qui arrivano alla spicciolata piccoli e grossi gruppi di ciclisti. Molti caricano le bici in camioncini e furgoni a seguito di pullman, altri entrano in stazione. Siamo davvero in tanti ci staremo? Il biglietto costa € 6.00 a persona compresa bici che verrà caricata in un vagone merci, per i passeggeri comode e pulite poltroncine. In circa un'ora risiamo a san candido, carichiamo le bici nel camper e ripassiamo il confine per il pieno di gasolio che costa leggermente meno che in Italia.
Il resto e cosa comune.