SENTENZA TAR N. 166/1996



R E P U B B L I C A I T A L I A N A
N. 309/2002 Reg. Sent.
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa
Sezione Autonoma per la Provincia di Bolzano
costituito dai magistrati: N. 166/1996

sentenza depositata 26.06.2002 Reg. Ric.
Anton WIDMAIR - Presidente
Hugo DEMATTIO - Consigliere
Luigi MOSNA - Consigliere
Marina ROSSI DORDI - Consigliere relatore
ha pronunziato la seguente
S E N T E N Z A

sul ricorso iscritto al n. 166 del registro ricorsi 1996
presentato da
TIES Franz, rappresentato e difeso dall'avv. Dieter Schramm, con domicilio eletto presso lo studio dell'avv. Reinhart Volgger in Bolzano, via Carducci n. 8, giusta delega a margine del ricorso, -ricorrente-
c o n t r o

COMUNE DI MAREBBE, in persona del Sindaco pro tempore, che sta in giudizio in forza della deliberazione della Giunta comunale n. 8 dd. 12.01.2000, rappresentato e difeso dall'avv. Christof Baumgartner, con elezione di domicilio presso lo studio del medesimo in Bolzano, via L. da Vinci n. 2, giusta delega a margine dell'atto di costituzione; -resistente-
per l'annullamento

dell'ordinanza del Sindaco di Marebbe prot. n. 611 dd. 16.02.1996 - ordinanza chiusura di campeggio senza prescritta licenza e di ogni ulteriore atto richiamato, presupposto, infraprocedimentale, conseguente ed esecutivo.
Visto il ricorso notificato il 11.04.1996 e depositato il 12.04.1996 con i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Marebbe dd. 09.02.2000;
Vista l'ordinanza n. 100/96 dd. 23.04.1996 di questo Tribunale con la quale è stata cautelarmente sospesa l'esecuzione del provvedimento impugnato; Viste le memorie prodotte;
Vista l'ordinanza collegiale n. 14/2001, depositata in data 21.05.2001;
Visti gli atti tutti della causa;
Designato relatore per la pubblica udienza del 10.10.2001 il consigliere Marina Rossi Dordi ed ivi sentito l'avv. D. Schramm per il ricorrente e l'avv. C. Baumgartner per il Comune di Marebbe;
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:
F A T T O

Il ricorrente ha ottenuto in assegnazione dal comune di Marebbe l'area destinata dal PUC a parcheggio pubblico "Ras" sulla p.f. 3369/1 in P.T. 15/I C.C. Marebbe, per la gestione del parcheggio di autoveicoli (inclusi i caravans). In seguito ad un rapporto della Stazione dei Carabinieri di San Vigilio di Marebbe, che segnalava come il signor Ties esercitasse in località Ras sul terreno suindicato un'attività di campeggio, il sindaco del comune di Marebbe contestava al Ties di condurre un campeggio senza la prescritta licenza e quindi la violazione della legge provinciale 14.12.1988, n. 58.
E' impugnata l'ordinanza del sindaco di Marebbe dd.16.2.1996 e notificata il 19.2.1996, con la quale è stata disposta l'immediata chiusura del campeggio esercitato dal ricorrente senza la prescritta licenza e gli è stato ingiunto il pagamento di una sanzione pecuniaria.
Ties Franz deduce in ricorso di aver installato le infrastrutture necessarie per la sosta ed il parcheggio di caravans, mentre il comune sostiene che le attrezzature predisposte integrano un'attività di campeggio, per la quale il Ties non dispone della necessaria licenza.
A sostegno del ricorso sono dedotti i seguenti motivi d'impugnazione:
1. Eccesso di potere per contraddittorietà con precedente provvedimento dello stesso organo amministrativo nonché per ingiustizia manifesta ed errata considerazione della reale situazione di fatto.
2) Violazione e errata applicazione dell'art. 6, comma 3 nonché dell'art. 54 L.P. 14.12.1988 n. 58 (norme in materia di esercizi pubblici).
3. Violazione degli art. 7, comma h, 185, comma 2 e 7 e 378 comma a D.Lgs. 30.4.1992 n. 285 (nuovo codice della strada con regolamento di esecuzione).
Con ordinanza n. 100/96, assunta in camera di consiglio in data 23.4.1996, questo Tribunale sospendeva il provvedimento impugnato.
Si costituiva, con atto 9.2.2000, il Comune di Marebbe, chiedendo il rigetto del ricorso.
Dopo due rinvii richiesti dalle parti, pendendo trattative, all'udienza del 9.5.2001 il ricorso veniva trattenuto in decisione.
Con ordinanza n. 14/2001, assunta nella camera di consiglio del 14.5.2001, veniva disposta la verifica della situazione di fatto relativa all'area sopra indicata, con precisa descrizione delle eventuali attrezzature predisposte, e/o infrastrutture, compresi eventuali servizi igienici o di ristoro e con quantificazione degli autoveicoli che vengono rinvenuti, specificando, in relazione ai caravans, se sostano con la scaletta a terra ed altre eventuali caratteristiche ritenute rilevanti, da effettuarsi in contraddittorio tra le parti, incaricando un funzionario dell'ufficio di polizia amministrativa della Provincia autonoma di Bolzano, all'uopo designato dal Capo Ripartizione.
Eseguita la verifica sul luogo, alla presenza delle parti, il direttore dell'ufficio polizia amministrativa della Provincia di Bolzano redigeva e depositava una relazione tecnica.
Alla pubblica udienza del 10.10.2001 il ricorso veniva nuovamente trattenuto per la decisione.
D I R I T T O

Occorre preliminarmente prendere in esame l'eccezione di difetto di giurisdizione di questo Tribunale sollevata dall'amministrazione resistente.
L'art. 54, I comma, L.P. 14.12.1988 n. 58, recita " in caso di apertura o conduzione, senza la precritta licenza, di uno degli esercizi disciplinati dalla presente legge (tra i quali è da annoverarsi anche l'attività di campeggio) è disposta l'immediata chiusura dell'esercizio e applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di lire 1.000.000 ad un massimo di lire 3.000.000." Il comune di Marebbe deduce che la chiusura dell'esercizio sarebbe una sanzione accessoria alla sanzione pecuniaria prevista e quindi, a norma della L. 689/81, in caso di opposizione al provvedimento sanzionatorio sussisterebbe la giurisdizione dell' AGO.
L'eccezione non appare fondata.
Innanzitutto non può ragionevolmente sostenersi che il provvedimento della chiusura dell'esercizio abbia il carattere di sanzione accessoria: sia per la posizione della previsione della chiusura all'inizio dell'articolo succitato, seguita poi dalla previsione della sanzione pecuniaria, sia per la preminente gravità della disposizione di chiusura rispetto all'entità della sanzione pecuniaria.
I provvedimenti di chiusura di esercizi pubblici hanno la natura di sanzioni specifiche e costituiscono atti autoritativi, non assimilabili, per contenuto e funzione, agli atti di irrogazione delle sanzioni pecuniarie, né hanno natura accessoria rispetto a queste ultime. Tali provvedimenti si configurano come sanzioni autonome, riferibili al potere di controllo dell'esercizio del commercio riservato alla p.a. e, come tali, sono censurabili solo dinanzi al giudice amministrativo, a tutela dell'interesse legittimo al corretto esercizio del potere medesimo da parte della p.a..
La suddetta attribuzione di giurisdizione è confermata da giurisprudenza costante (Cfr. Cass. Civ. SU 25.11.1998, n. 11937; Cass. Civ. SU 1.10.1996, n. 8583; TAR Brescia 30.3.1995, n. 304; Cass. Civ. SU 24.1.1995, n. 820).
In conclusione l'eccezione di difetto di giurisdizione, sollevata dal comune di Marebbe, va disattesa.
Si può ora passare all'esame del merito del ricorso.
Con il primo motivo il ricorrente assume come il provvedimento impugnato sia viziato per eccesso di potere, per contraddittorietà con precedente provvedimento sindacale e per errata considerazione della situazione di fatto e con il terzo motivo censura il provvedimento impugnato per violazione degli artt. 7 comma h, 185 comma 2 e 7 e 378 comma a del D. Lgs. 30.4.1992 n. 285 (nuovo codice della strada con regolamento di esecuzione). Tali doglianze possono essere esaminate congiuntamente, essendo tutte rivolte ad un'erronea interpretazione da parte dell'amministrazione del concetto di campeggio, rispettivamente di sosta, delle autocaravan.
Le censure sono fondate.
Giova premettere in fatto che in data 18.12.1991 il sindaco del comune di Marebbe emetteva un'ordinanza con cui veniva disposta la limitazione della sosta nel paese per autocarri, caravan, autocaravan e autoveicoli per uso speciale alle "superfici a tal scopo destinate", individuando le località "Ras" e "Ciamaor" (doc. 8 di parte ricorrente). Con delibera del Consiglio comunale di Marebbe del 4.3.1988 era stato deciso di assegnare al ricorrente l'area destinata a parcheggio pubblico "Ras" e di affidare allo stesso la realizzazione e la gestione di tale parcheggio pubblico e nel 1993 era stata stipulata la relativa convenzione tra il comune ed il signor Franz Ties.
Risulta chiaro, dalla documentazione agli atti, come, in considerazione del notevole flusso turistico, nel comune di Marebbe vi sia una carenza di parcheggi dove possano sostare veicoli ingombranti, in particolare autocaravan, senza intralcio per il normale traffico e con le garanzie ed il rispetto delle norme igieniche in materia. A tale esigenza l'amministrazione aveva provveduto, tra l'altro, con la previsione del parcheggio pubblico custodito "Ras", dato in realizzazione ed in gestione all'odierno ricorrente.
L'analisi di questo giudice deve incentrarsi sul discrimine tra il concetto di parcheggio e sosta di autocaravan e quello di campeggio, sempre riferito alle autocaravan.
La linea di confine tra i due diversi concetti appare sottile e non esattamente delineabile.
Nel caso che ci occupa il procedimento più corretto per giungere a stabilire se in località "Ras" il terreno dato in concessione al ricorrente ad uso parcheggio pubblico sia in realtà abusivamente utilizzato come campeggio, appare essere quello di partire dalla definizione di campeggio data dalla normativa provinciale, onde verificare la sussistenza dei requisiti richiesti o meno.
L'art. 3 DPGP 13.6.1989 n. 11, Regolamento di esecuzione della L.P. 14.12.1988 n. 58, elenca i criteri occorrenti per destinare una superficie ad area di campeggio: "Suolo idoneo a favorire lo smaltimento delle acque meteoriche ed agevole percorribilità dei veicoli, costante controllo degli accessi al campeggio, recinzione dell'intero perimetro del campeggio, servizi idrosanitari separati per sesso, erogazione di acqua minima giornaliera di lt. 130 per persona, di cui almeno 80 potabili, illuminazione notturna, dispositivi e mezzi antincendio e di telefono nonché di cassetta di pronto soccorso, smaltimento delle acque nere reflue tramite allacciamento alla fognatura dinamica pubblica o tramite sistemi di fognatura statica, immissione degli scarichi autonomi dei campers e delle roulottes in tubazioni coperte di raccolta, raccolta e svuotamento dei rifiuti solidi in contenitori a chiusura completa opportunamente sistemati sul terreno."
Dagli atti del procedimento, tra cui la relazione redatta dal direttore dell'ufficio polizia amministrativa della Provincia di Bolzano, in esito a sopralluogo, non risulta la sussistenza della maggior parte degli elementi previsti dall'art. 3 del D.P.G.P. 13.6.1989 n. 11 quali requisiti necessari per la costituzione ed esercizio di un campeggio. Non vi sono i servizi idrosanitari previsti, non vi sono le strade di viabilità interna, non è garantita l'erogazione di acqua potabile e non, non risulta vi siano dispositivi antincendio, telefono e raccolta dei rifiuti solidi, né che l'accesso all'area in questione sia tenuto sotto costante controllo. Oltre ai requisiti essenziali previsti dal Regolamento di esecuzione della L.P. n. 58/88, mancano altri elementi che caratterizzano un campeggio a livello nazionale ed internazionale: non vi sono docce, locali lavanderia e lavandini lavastoviglie, bar, market e quant'altro contribuisce in modo essenziale a rendere un'area un campeggio, tra l'altro la stessa suddivisione in piazzuole dell'area, come esposto nella relazione tecnica del dott. Brunner, non è congruente con la tabella di classificazione dei campeggi, che richiede una superficie minima di 40 mq per piazzola.
In conclusione l'area in questione, gestita dal ricorrente, per quanto risulta dalla documentazione agli atti e dalle risultanze della verifica effettuata dal direttore dell'ufficio di polizia amministrativa della Provincia di Bolzano, appare essere un'area attrezzata per la sosta ed il parcheggio di autocaravan, la cui realizzazione è stata prevista dal D.Lgs. 30.4.1992 n. 285 all'art. 185, con delega al regolamento dei criteri per la realizzazione e per l'istituzione da parte dei comuni nei rispettivi territori, fornita di quei servizi necessari per una simile area attrezzata.
Sussiste pertanto l'eccesso di potere, sia per contraddittorietà con l'ordinanza dd. 18.12.1993 del comune di Marebbe, che per errata considerazione della reale situazione di fatto, nonché le violazioni dei suindicati articoli del nuovo codice della strada con regolamento di esecuzione, posto che proprio da tali disposizioni si evince da un lato l'esigenza di istituire specifiche aree attrezzate, onde permettere una sosta anche prolungata alle autocaravan, nel rispetto di tutela igienico sanitaria in relazione agli impianti di smaltimento organico, e dall'altro la differenza concettuale tra campeggi (esercizi ricettivi, che richiedono licenza di esercizio, anche ex L.P. 14.12.1988 n. 58) ed aree attrezzate per sosta e parcheggio di autocaravan, per le quali fino ad ora non è prevista una licenza di esercizio.
In base alle esposte considerazioni e con assorbimento del secondo profilo di doglianza non esaminato, il ricorso va dunque accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.
Si ritiene tuttavia che sussistano giustificati motivi per disporre l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti in causa.
P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa - Sezione Autonoma per la provincia di Bolzano -, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l'effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza venga eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Bolzano, nella camera di consiglio del 10.10.2001.
IL PRESIDENTE
Anton WIDMAIR
L'ESTENSORE
Marina ROSSI DORDI





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