Sperando di essere di aiuto e di fare chiarezza, elencherò
di seguito tutte le conoscenze che ho sui pneumatici.
Come conoscere i vostri pneumatici ed ottenerne
la migliore resa in termini di sicurezza, prestazioni ed economia d'esercizio.
La Pressione
lo pneumatico ottimale deve rispettare tre condizioni base: garantire
la sicurezza, fornire un'ampia gamma di prestazioni, assicurare all'utente
economia d'esercizio.
È importante non sottovalutare il corretto gonfiaggio del pneumatico.
Aumentando oppure diminuendo la pressione, infatti, si modifica l'area
di appoggio della "gomma".
Un gonfiaggio eccessivo provocherà un'usura anomala della parte
centrale del battistrada, al contrario, un pneumatico "sottogonfiato"
risulterà consumato in modo irregolare sull'area esterna, detta
"spalla".
I riflessi di un corretto gonfiaggio si ritrovano immediatamente nella
sicurezza e nella economicità d'uso del pneumatico.
I più attendibili test assegnano a un pneumatico gonfiato in
modo insufficiente una vita pari a meno della metà (40%) di quello
mantenuto a pressione esatta, e a un pneumatico gonfiato in eccesso
il 20% in meno.
Controllare la pressione una volta al mese è sufficiente,
anche se è preferibile almeno ogni 15 giorni, è importante
che il controllo avvenga con pneumatici a temperatura ambiente, cioè
con veicolo fermo da qualche ora (ricordatevi anche della ruota di
scorta).
Qualora non sia possibile eseguire il controllo a freddo sarà
utile, prima di procedere al gonfiaggio, controllare la pressione di
tutte le gomme e poi adeguarsi al valore massimo registrato per asse.
Per scegliere la pressione non c'è miglior consulente del libretto
di uso e manutenzione, le cui indicazioni provengono direttamente dal
costruttore del veicolo.
È consigliabile incrementare la normale pressione (su tutte
le ruote) di 0,2-0,3 bar nei casi di uso prolungato del veicolo in autostrada
a velocità elevata; di uso a pieno carico (tipico questo dei
veicoli ricreazionali); e se si trainano roulotte o carrelli.
In fase di ripristino della normale pressione evitare di sgonfiare
gli pneumatici quando sono caldi.
Equilibratura delle ruote
Tutti gli elementi rotanti, il cerchio, lo pneumatico, il mozzo, eccetera,
sono progettati ed eseguiti per ruotare intorno a un asse centrale,
quindi senza vibrazioni o sussulti.
Nella pratica, l'assemblaggio di tutte le parti comporta sovente piccoli
squilibri e variazioni nella perfetta circolarità del moto, che
possono rivelarsi dannosi e fastidiosi.
Il più ricorrente fra questi "fastidi" è il
ben noto "effetto saltello", che diminuisce il comfort, accelera
l'usura del pneumatico e, di conseguenza, fa decrescere anche la sicurezza
del veicolo.
Di norma tutte le ruote di un veicolo nuovo - compresa quella di scorta
- vengono sottoposte ad operazione di equilibratura al momento di essere
immesse sul mercato.
Può accadere però che dopo alcuni chilometri di marcia
si abbia un assestamento del pneumatico sul cerchio, per cui è
opportuno far eseguire una verifica dell'equilibratura qualora comparissero,
al volante o al sedile, fastidiose vibrazioni.
L'operazione verrà quindi ripetuta, in condizioni di normale
esercizio, ogni 10.000 km, oppure dopo un prolungato inutilizzo.
In genere il concetto di equilibratura "appartiene" al veicolo
più che alla singola ruota. È cioè conveniente
equilibrare - quando si affronta l'operazione - tutte le ruote e non
una sola di esse (compresa anche quella di scorta).
Ruote ugualmente equilibrate, inoltre, potranno essere adeguatamente
permutate tra loro senza creare alcun problema.
In che cosa consiste l'operazione di equilibratura?
Nell'apposizione di "pesi di correzione" sul cerchio della
ruota, che equilibrano uno o più punti annullando quindi effetti
vibrazionali durante la rotazione della ruota stessa. Presso i gommisti
specializzati sono installate le apparecchiatura idonee a verificare
al banco (cioè a ruota smontata) la presenza di eventuali anomalie.
In alcuni casi (come ad esempio squilibri del tamburo freni, eccentricità
di montaggio della ruota sul mozzo) sarà indispensabile effettuare
l'operazione di verifica dell'equilibratura della ruota dopo averla
montata sull'automezzo.
Controlli meccanici
Ammortizzatori, telaio, carrozzeria, tiranti dello sterzo.
Un piccolo urto (magari parcheggiando), gli attraversamenti dei passaggi
a livello, le strade accidentate ecc. sono traumi piccoli ma continui
che - alla lunga - possono lasciare il segno.
Bisogna ricorrere allo specialista perché intervenga ad eliminare
gli inconvenienti.
lo pneumatico, in questa fase, serve come "spia" del malessere
del veicolo.
Consumi irregolari sulle coperture con andamento a "dente di sega",
sullo spigolo esterno segnalano l'eccessiva convergenza.
Altri segnali di anomalie meccaniche possono nascondere tutta una serie
di più gravi inconvenienti, soprattutto nella meccanica della
trasmissione del moto dal motore alla ruota. Il vero rischio di queste
situazioni è quello di trascurare il "segnale" ricevuto;
si rivelerà invece sempre prezioso un buon rapporto di consulenza
con il gommista e con il meccanico di fiducia.
In caso di forti urti (cordoli marciapiede, buche
od altro) anche se non si hanno danni visibili esternamente far verificare
al più presto dal gommista per evitare guai.
Usura del battistrada
Come tutte le parti del veicolo, lo pneumatico si consuma.
Non solo in condizioni di esercizio "scorrette", ma anche
durante una vita normale o semplicemente per invecchiamento, dopo 4/5
anni un pneumatico comincia ad essere "vecchio" anche se ha
percorso 0 km.
Ciò che si usura di più nel pneumatico è il battistrada.
Al di sotto dei 4 millimetri non garantisce più le prestazioni
originali.
Diventa facilmente perforabile e peggiora la tenuta sulle superfici
bagnate.
Il perché è facilmente comprensibile: gli intagli del
battistrada in condizioni normali evacuano rapidamente l'acqua e consentono
al veicolo in frenata di bloccarsi anche sul terreno viscido; a mano
a mano che gli intagli, consumati, tendono a scomparire, l'espulsione
dell'acqua diventa via via minore, e la "tenuta" del veicolo
sul bagnato proporzionalmente peggiora.
È in queste condizioni che si verifica il pericoloso fenomeno
dell'aquaplaning.
Sono sicuramente da sostituire quando scendono sotto i 3 mm anche
se la legge fissa la profondità minima a 1,6 mm.
Nel caso di sostituzione di soli due pneumatici, per motivi di sicurezza,
è corretto montare quelli nuovi sull'asse posteriore, indipendentemente
dal tipo di trazione del veicolo.
Sostituendo lo pneumatico, fate sempre sostituire anche la valvola.
Quando "La gomma" è TUBELESS
Un tempo le gomme erano piene: poi è seguita l'era della "camera
d'aria".
Adesso coesistono nello stesso prodotto la funzione di protezione e
quella di gonfiaggio.
Il prodotto si chiama tubeless, letteralmente: senza camera d'aria.
I vantaggi sono sicurezza, durata e confort; sgonfiamento più
lento in caso di foratura, una minore generazione di calore, maggiore
uniformità di rotolamento.
È una gomma di uso più pratico, più agevole da
riparare, meno soggetta a usura rapida, e quindi di maggiore durata.
È tuttavia possibile che - per cause di forza maggiore - siate
costretti a far montare, sul tubeless in dotazione, una camera d'aria.
Esistono dei rischi in questa operazione, dovuti al fatto che il tubeless,
ideato per vivere senza camera d'aria, potrebbe "respingere"
il corpo estraneo logorandolo in fretta e procurando quindi in breve
un nuovo arresto del veicolo, con conseguenze ancora più gravi
se questo pneumatico è montato sull'asse posteriore.
L'immissione di una "camera d'aria"
deve quindi considerarsi una soluzione provvisoria.
La permutazione dei pneumatici
Anche se correttamente bilanciati e curati, i pneumatici di un veicolo
non si usurano mai in modo uniforme.
Contribuiscono molti fattori: le frenate, il tipo di tragitto compiuto,
e anche diversi fenomeni accidentali.
Soprattutto l'effetto-curva può provocare l'usura di un pneumatico
più degli altri.
Ecco perché è consigliabile svolgere periodicamente (ogni
10.000 km circa) l'operazione detta di "permutazione", che
ottimizzerà i consumi e le rese del pneumatico.
Esistono due tipi di permutazione: quella che comprende le sole ruote
in uso e quella che ne considera anche quella di scorta.
Quest'ultimo tipo di permutazione è raccomandato a chi fa, in
un anno, molta strada e che, in caso di necessità, rischierebbe
di immettere in una "serie" più o meno usurata una
ruota più o meno nuova, provocando così uno sgradevole
effetto di sbilanciamento del veicolo.
Si tratta di un'operazione che, per ovvia comodità, è
meglio effettuare presso un centro specializzato.
Unica avvertenza: è conveniente non invertire il senso di rotolamento
dei pneumatici.
Consigli ed esperienza personale
Come vedrete dalla tabella che segue la combinazione delle varie sigle,
riportate sul pneumatico, fa sì che pneumatici a prima vista
uguali abbiano caratteristiche e prestazioni totalmente diverse.
Scegliete il vostro pneumatico in modo che il carico sullo stesso non
superi 80%-90% del suo indice di carico massimo, verificate pertanto
sulla pesa pubblica a pieno carico quanti kg vengono scaricati su ogni
asse del vostro camper e regolatevi di conseguenza.
Controllate infine che lo pneumatico scelto sia compatibile con il
vostro cerchione, verificando sul cerchio, la larghezza della gola,
(è un numero es. 5, 5½, 6 seguito dalle lettere J o JK
- detto valore della "balconata").
Infine gli pneumatici possono essere a mescola morbida o dura, io preferisco
i "duri" anche se leggermente più rumorosi, ma sicuramente
meno usurabili e quindi più adatti a sopportare anche i piccoli
traumi di cui ho accennato in questa trattazione.
Personalmente ho sempre montato gomme Pirelli a 12 teli tipo M+S aventi
sempre la dimensione massima omologata.
(Tale dimensione deve essere scritta sul libretto del vostro veicolo,
altrimenti è rilevabile sulla copia del certificato d'origine
del mezzo che il fornitore dovrebbe avervi rilascio. La maggior parte
dei costruttori si dimentica però di consegnare tale documento).
Per l'Iveco Daily 35 q.li ho adottato le 195 anziché le 175
fornite di serie.
Con una regolare sostituzione, manutenzione e cura (in modo speciale
per evitare l'ovalizzazione effettuare qualche decina di km tutte le
settimane) ho percorso con i mezzi da me posseduti quasi 700.000 km
senza uno scoppio, senza una foratura e senza problemi di ovalizzazione.
Come si legge un pneumatico
Il fianco di un pneumatico è una inesauribile fonte di informazioni.
Se guardate attentamente sul battistrada troverete delle scritte la
cui posizione sulla copertura non è ancora standardizzata.
In seguito verranno analizzate attentamente.
Secondo le norme C.E.E., oltre al nome del
fabbricante, devono essere presenti anche le scritte sotto riportate.
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